Bertolt Brecht  : “Chi non conosce
la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un
delinquente”


Non mi piace
pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da
digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi
perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle
persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..


“ Non c’è niente di più profondo di ciò
che appare in  superficie “


Pino Ciampolillo

venerdì, maggio 22, 2020

2020 20 MAGGIO ASSESSORATO TERRITORIO AMBIENTE VERBALE CONFRENZA SERVIZI CONCESSIONE AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE ITALCMENTI RICORSO AL T.A.R. SICILIA N. 00216 2020 REG.PROV.COLL. N. 0211 2018 REG.RIC. PIAN DELL'AIA TRE FINAITE TORRETTA CAVA DDG 287 SCADENZA 18 MARZO 2021 ITALCEMENTI CHIEDE ARCHIVIAZIONE archiviazione istanze VINCA VIA nota Italcementi prot 35258 del 25 05 2016










ASSESSORATO REGIONALE del TERRITORIO e dell’AMBIENTE
DIPARTIMENTO dell’AMBIENTE
Servizio 1 – Autorizzazioni e Valutazioni Ambientali
Conferenza di Servizi
Ditta: ITALCEMENTI
Autorizzazione Integrata Ambientale
Riesame con valenza di rinnovo
(art. 29-octies, comma 3, del decreto legislativo n. 152/2006 e ss.mm.ii.)
In data 20 maggio 2020 alle ore 10:00 si è svolta in via telematica e in modalità audio/video tramite Skype, la riunione della Conferenza di Servizi, convocata dal Servizio 1 di questo Dipartimento, con nota prot. n. 22439 del 29 aprile 2020, ai sensi dell’art. 29-quater, comma 5, del decreto legislativo n. 152/2006 e dell’art. 19 della legge regionale 21 maggio 2019 n. 7, nell’ambito del procedimento del riesame con valenza di rinnovo, art. 29-octies,c omma 3, del decreto legislativo n. 152/2006 e ss.mm.ii, dell’Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata con D.R.S. n. 693 del 18 luglio 2008, avviata con nota prot.n. 47711 del 19 ottobre 2015 e successivamente integrata con la procedura di riesame parziale per l’adeguamento al Piano Regionale di Tutela della Qualità dell’Aria (di seguito P.R.T.Q.A.) con nota prot. DRA n. 4161 del 23 gennaio 2020.
Presiede i lavori dell’odierna Conferenza di Servizi, il Dott. Salvatore Di Martino, Dirigente Responsabile del Servizio 1.
Partecipano ai lavori in video collegamento i Funzionari Direttivi del Servizio 1, l’Arch. Antonino Polizzi e la Dott. Isabella Ferrara, in qualità di segretario verbalizzante.
Risultano presenti in video collegamento:
Antonio Finocchiaro ITALCEMENTI Cementeria di Isola delle Femmine – Direttore Stabilimento in qualità di gestore IPPC
Angelo Monti ITALCEMENTI – Responsabile Ambiente sede di Bergamo
David Carminati ITALCEMENTI – Addetto Ambiente sede di Bergamo
Paolo Amaro ITALCEMENTI Cementeria di Isola delle Femmine – Responsabile Ambiente e Sicurezza
Giorgio Sirchia Struttura Territoriale di Palermo -DRA giusta delega prot. DRA n. 26698 del 18 maggio 2020
Isabella Ferrara Funzionario Direttivo del Servizio 1 – DRA
Antonino Polizzi Funzionario Direttivo del Servizio 1 – DRA
Salvatore Di Martino Dirigente Responsabile del Servizio 1 – DRA
Francesco Lipari Servizio 2 – Dipartimento Regionale Ambiente
Salvatore Caldara ARPA Sicilia -Dipartimento attività produttive ed impatto sul territorio
Alessia Arena ARPA Sicilia -Dipartimento attività produttive ed impatto sul territorio
Alfredo Galasso ARPA Sicilia -
Giuseppe Monteleone Sindaco del Comune Carini (PA)
Alessandro Gambino Assessore attività produttive Comune di Carini (PA)
Risultano assenti:
Comune di Isola delle Femmine (PA)
Città Metropolitana di Palermo
Comune di Capaci
Soprintendenza BB.CC.AA. di Palermo
ASP di Palermo
Sono presenti, in qualità di uditori senza diritto di voto, i rappresentanti dell’Associazione Comitato Cittadino Isola Pulita, Partito Democratico - Circolo di Isola delle Femmine, LiberAmbiente e Federazione dei Verdi, che, in qualità di soggetti portatori di interessi, hanno richiesto di partecipare 
Giuseppe Bruno Partito Democratico - Circolo di Isola delle Femmine
Giuseppe Ciampolillo Associazione Comitato Cittadino Isola Pulita
Giuseppe Chiofalo LiberAmbiente
Claudia Mannino Federazione dei Verdi giusta delega acquisita al protocollo di questo DRA al n. 26145 del 14 maggio 2020

Il dott. Di Martino chiede ai partecipanti privi di delega di inviarla, nel più breve tempo possibile, al fine di legittimare la loro partecipazione alla presente conferenza al proprio indirizzo mail salvatoredimartino@regione.sicilia.it

Il Dott. Di Martino alle ore 10:37, essendosi attivato il collegamento skype, verificata l’identità dei partecipanti in video collegamento e l’assenza dei soggetti sopra richiamati, apre l’odierna Conferenza di Servizi, comunicando che il Dipartimento Regionale dell’Ambiente eseguirà la registrazione audio/video dei lavori che verrà utilizzata da parte del Servizio 1 ai fini interni dall’Amministrazione e non sarà divulgata in attività esterne, pertanto se ne richiede l’autorizzazione da parte dei partecipanti.
I presenti autorizzano il Dipartimento Regionale dell’Ambiente alla registrazione audio/video dei lavori dell’odierna Conferenza di Servizi ai fini interni dall’Amministrazione.

Allo stesso modo non si autorizzano ulteriori registrazioni da parte dei soggetti presenti ai fini della normativa vigente in materia di tutela della privacy e nessun consenso è prestato alla circolazione di immagini, video o file audio relativi alla presente conferenza.
Il codice identificativo del procedimento amministrativo è: PA44 IPPC3 (codice procedura n. 209).

Il Dott. Di Martino preliminarmente all’avvio dei lavori ritiene opportuno evidenziare che:
- i lavori dell’odierna Conferenza vengono svolti in via telematica, in ossequio alle direttive ministeriali relative al contenimento della diffusione del CODIV-19, e secondo quanto previsto dall’art. 19 (Conferenza simultanea) della legge regionale 21 maggio 2019, n. 7, che, nella parte del primo periodo, dispone che “la Conferenza di Servizi in forma simultanea e in modalità sincrona si svolge nella data preventivamente comunicata ai sensi dell’articolo 18, comma 2, lettera d), con la partecipazione contestuale, dove possibile anche in via telematica, dei rappresentanti delle amministrazioni competenti”;
- a norma dell’art. 103 (sospensione dei termini nei procedimenti amministrativi ed effetti degli atti amministrativi in scadenza) del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18 (c.d. Decreto Cura Italia) recante “Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico delle famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”, pubblicato nella G.U.R.I. del 17 marzo 2020, n. 70 è stato disposto, tra l’altro, “Ai fini del computo dei termini ordinatori o perentori, propedeutici, endoprocedimentali, finali ed esecutivi, relativi allo svolgimento di procedimenti amministrativi su istanza di parte o d’ufficio, pendenti alla data del 23 febbraio 2020 o iniziati successivamente a tale data, non si tiene conto del periodo compreso tra la medesima data e quella del 15 aprile 2020 [.........]” ed inoltre “sono prorogati o differiti, per il tempo corrispondente, i termini di formazione della volontà conclusiva dell’amministrazione nelle forme del silenzio significativo previste dall’ordinamento”;

- a norma dell’art. 37 (termini nei procedimenti amministrativi e dell’efficacia degli atti amministrativi in scadenza) del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23, recante “Misure urgenti in materia di accesso al credito e di adempimenti fiscali per le imprese, poteri speciali nei settori strategici, nonché interventi in materia di salute e lavoro, di proroga di termini amministrativi e processuali”, pubblicato nella G.U.R.I. del 08 aprile 2020, n. 94, è stato disposto che, “il termine del 15 aprile 2020 previsto dai commi 1 e 5 dell’art. 103 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, è prorogato al 15 maggio 2020”.

Premesso quanto sopra esposto, si passa ad illustrare ai partecipanti ai lavori l’iter amministrativo del procedimento i cui atti sono integralmente pubblicati nel portale ambientale per le valutazioni ambientali di questo Assessorato (https://si-vvi.regione.sicilia.it – cod. procedura n. 209), rappresentando che: 

• con D.R.S. n. 693 del 18 luglio 2008 questo Dipartimento ha rilasciato a Italcementi S.p.A. (codice fiscale 00637110164) l’Autorizzazione Integrata Ambientale, ai sensi dell’art.5 del D.Lgs. 59/2005, per l’istallazione IPPC denominata “Cementeria di Isola delle Femmine” (categoria IPPC 3.1 a) allegato VIII alla parte seconda del D.Lgs. 152/2006 e ss.mm.ii.) ubicata in via delle Cementerie n.10 nel Comune di Isola delle Femmine (PA);

• con istanza acquisita al protocollo di questo Assessorato al n. 2176 del 17 gennaio 2014, il gestore ha richiesto il rinnovo della sopracitata A.I.A. ai sensi dell’art. 29-octies del D.Lgs. 152/2006, previgente l’entrata in vigore del D.Lgs. 46/2014. Il procedimento era stato avviato con nota prot. ARTA n. 33403 del 16 luglio 2014;

• così come emerso nel corso dell’incontro informativo del 22 luglio 2014, prima di poter procedere al rinnovo dell’autorizzazione integrata ambientale, rilasciata con DRS n. 693/2008, si è reso necessario verificare l’ottemperanza delle prescrizioni impartite nella suddetta autorizzazione, con particolare riguardo alla realizzazione di due stazioni di monitoraggio della qualità dell’aria, che aveva comportato l’apertura da parte della Commissione Europea della procedura EU-PILOT 7194_14_ENVI conclusasi, a seguito della realizzazione delle due stazioni di monitoraggio per la quale è stata data informazione al MATTM;

• a seguito dell’entrata in vigore del D.Lgs. 46/2014 e delle BAT Conclusions del settore cemento adottate con Decisione di esecuzione del 26 marzo 2013, nonché in ottemperanza alle disposizioni impartite dal MATTM per l’uniforme applicazione del predetto decreto su tutto il territorio nazionale questo Dipartimento, in qualità di Autorità Competente, ha avviato il procedimento di riesame con valenza di rinnovo, ai sensi dell’articolo 29-octies, comma 3, del D.lgs 152/2006 e ss.mm.ii. con comunicazione prot. ARTA n. 47711 del 19 ottobre 2015 (avvio procedimento), dell’AIA di cui al DRS n. 693/2008;

• a seguito della predetta comunicazione il gestore con nota acquisita al prot. ARTA n. 53217 del 17 novembre 2015 ha presentato l’istanza di riesame con valenza di rinnovo e la relativa documentazione tecnica, dichiarando che“ad oggi, non si trova nelle condizioni di poter implementare detto progetto di revamping …La società intende comunque conseguire il tempestivo e completo adeguamento della Cementeria alle pertinenti nuove conclusioni BAT …….., ai sensi ed in conformità a quanto prescritto dalla vigente normativa AIA. Tale adeguamento verrà, in particolare, conseguito mediante l’adozione di interventi tecnico-gestionali per la riduzione delle emissioni del forno di cottura che consentono l’allineamento ai range BAT-AEL previsti dalle conclusioni sulle BAT…” quali:
- adozione di tecniche di controllo primario delle emissioni di NOx attraverso l’installazione di nuovi bruciatori Low-NOx al forno rotante ed alla griglia di preriscaldo;
- adozione di tecniche di controllo secondario degli NOx attraverso l’applicazione e la realizzazione di un impianto SNCR Selective Non Catalytic Reduction (DeNOx);
- installazione di un sistema DeSOx di iniezione di bicarbonato di sodio per abbattimento degli ossidi di zolfo;
• con nota prot. ARTA n. 11929 del 24 febbraio 2016, questo Servizio, ha richiesto al gestore di relazionare in maniera esaustiva in merito all’iter tecnico amministrativo che si intendeva intraprendere, presentando, oltre al progetto, un cronoprogramma degli interventi di adeguamento alle BAT Conclusions entro quarantacinque giorni dal ricevimento della comunicazione;
• con nota acquisita al protocollo ARTA al n. 22283 del 06 aprile 2016, la Società trasmetteva in riscontro a quanto richiesto il progetto di adeguamento comprensivo di cronoprogramma in cui si indicava che la realizzazione dei nuovi impianti, nonché la messa in esercizio e a regime degli stessi sarebbe stata completata entro aprile 2017, quale data ultima di adeguamento alle BAT Conclusion;
• in data 29 febbraio 2016 si è tenuta la conferenza di servizi, riconvocata il 22 marzo 2016, finalizzata all’approvazione della convenzione tra ITALCEMENTI e ARPA Sicilia per la gestione delle centraline di monitoraggio della qualità dell’aria installate nei comuni di Capaci e Isola delle Femmine, previste dal D.R.S. n. 693/2008. Tale convenzione è stata successivamente sottoscritta il 03 maggio 2016;
• con nota acquisita al protocollo di questo Dipartimento n.35258 del 25 maggio 2016 il gestore ha richiesto l’archiviazione dell’istanza di valutazione di impatto ambientale presentata il 22 luglio 2007 per il progetto di ammodernamento della cementeria e di valutazione di incidenza presentata per lo stesso progetto il 02 agosto 2007 in quanto, a seguito del parere negativo della Soprintendenza BB.CC.AA. di Palermo sul progetto e dell’emanazione delle BAT Conclusions, con Decisione di esecuzione del 26 marzo 2013, come specificato nella sopracitata nota acquisita al prot. ARTA n. 53217 del 17 novembre 2015, la società intendeva conseguire il tempestivo e completo adeguamento della Cementeria alle pertinenti nuove conclusioni BAT mediante l’adozione di interventi tecnico-gestionali per la riduzione delle emissioni dal forno di cottura;
il gestore ha trasmesso le seguenti comunicazioni di modifica non sostanziale ai sensi dell’art. 29-nonies del D.Lgs. 152/2006 e ss.mm.ii.:
- nota acquisita al protocollo ARTA n. 10484 del 18 febbraio 2016 con cui Italcementi ha comunicato di voler ampliare le tipologie di materie prime per la formulazione della miscela cruda (farina) con il silicato di ferro;
- nota acquisita al protocollo ARTA n. 53109 del 03 agosto 2016 con allegata relazione tecnica con cui Italcementi ha comunicato di voler apportare le modifiche alla Cementeria di Isola delle Femmine inerenti l’installazione dei presidi ambientali, previsti nelle BAT Conclusions, volti al contenimento delle emissioni derivanti dal forno di cottura del clinker (E35), come di seguito elencate:
✓ adozione di tecniche di controllo primario delle emissioni di NOx attraverso l’installazione di nuovi bruciatori Low-NOx al forno rotante ed alla griglia di preriscaldo;
✓ adozione di tecniche di controllo secondario degli NOx attraverso l’applicazione e la realizzazione di un impianto SNCR Selective Non Catalytic Reduction;
✓ installazione di un sistema DeSOx di iniezione di bicarbonato di sodio per abbattimento degli ossidi di zolfo.
Per la realizzazione dei suddetti interventi:
✓ la Soprintendenza Beni Culturali e Ambientali di Palermo, con nota prot. 892/S15.4 del 14 settembre 2016, ha espresso parere favorevole;
✓ il Genio Civile di Palermo, con nota prot. n. 207817 del 07 novembre 2016, ha espresso parere favorevole alla realizzazione delle opere connesse;
✓ il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Palermo ha espresso parere favorevole con nota prot. 29238 del 08 novembre 2016;
✓ il gestore ha presentato comunicazione di inizio attività e fine attività al Comune di Isola delle Femmine come si evince da comunicazione del Comune prot. n. 7818 del 25 maggio 2017 (prot. ARTA n. 39699 del 30 maggio 2017).
Il gestore con note acquisite al protocollo ARTA n. 3554 del 18 gennaio 2017 e n. 17941 del 09 marzo 2017 comunicava la messa in esercizio degli impianti di abbattimento degli NOx e SO2 realizzati per l’adeguamento alle BAT Conclusions ed oggetto della comunicazione di modifica non sostanziale dell’AIA di cui sopra e con nota acquisita al protocollo ARTA n. 43677 del 14 giugno 2017, comunicava la messa a regime degli stessi impianti.
- nota acquisita al protocollo ARTA n. 78368 del 08 novembre 2017 con cui Italcementi ha comunicato la realizzazione di un deposito temporaneo di calcare naturale nella ex cava Raffo Rosso;
- nota acquisita al protocollo ARTA n. 87710 del 21 dicembre 2017 con cui Italcementi ha comunicato l’intenzione di apportare una modifica inerente l’utilizzo di impianto di distribuzione carburante con annesso serbatoio fuori terra da 9 mc per gasolio da autotrazione in sostituzione dell’attuale impianto di distribuzione carburante;
- nota acquisita al protocollo DRA n. 19628 del 29 marzo 2018 con cui Italcementi ha comunicato l’introduzione di argilla calcinata come nuova materia prima per la produzione di alcune tipologie di cemento;
- nota acquisita al protocollo DRA n. 36395 del 08 giugno 2018 con cui Italcementi ha comunicato l’intenzione di apportare una modifica riguardante la capacità di stoccaggio del combustibile solido all’interno del capannone delle materie prime lasciando inalterato il quantitativo massimo annuo;
- nota acquisita al protocollo DRA n.10591 del 15 febbraio 2019 relativa alla realizzazione di una nuova ciminiera, spostamento del punto emissivo E35 relativo al forno di cottura clinker e demolizione di quella esistente. Per tali interventi il gestore ha acquisito il parere favorevole della Soprintendenza BB.CC.AA. di Palermo prot. n. 2079/5154 del 26 ottobre 2016;
- nota acquisita al protocollo DRA n. 54861 del 05 agosto 2019 con cui Italcementi ha comunicato l’introduzione di loppa granulata d’altoforno come componente per la formulazione di alcune tipologie di cemento;
• in data 28 aprile 2017 si è tenuta la prima conferenza di servizi istruttoria, riconvocata il 25 maggio 2017, per l’acquisizione dei pareri degli enti e delle amministrazioni coinvolte ai fini del rilascio del provvedimento di riesame con valenza di rinnovo dell’autorizzazione integrata ambientale di cui al DRS n. 693/2008;
con nota prot. ARTA n. 74784 del 06 dicembre 2018 è stata trasmessa alla commissione tecnica specialistica per le valutazioni ambientali di questo Assessorato la documentazione tecnica-amministrativa per l’espressione del parere di competenza;
• con nota prot. n 4161 del 23 gennaio 2020 questo Servizio 1 ha comunicato alla società Italcementi S.p.A. che alla luce dell’adozione del Piano Regionale di Tutela della Qualità dell’Aria con Deliberazione della Giunta Regionale n. 268 del 18 luglio 2018, l’istallazione IPPC “Cementeria Isole delle Femmine” rientra tra gli impianti industriali per i quali il Piano prevede misure di riduzione delle emissioni, con adeguamento, entro il 2027, ai limiti inferiori delle BAT-AEL per NOx e polveri, individuati dalla Decisione di esecuzione della Commissione 2013/63/UE del 26 marzo 2013,con avvicinamento al 50% al 2022.
Chiede la parola l’ing. Amaro che in merito alle comunicazioni di modifica non sostanziale ex art. 29-nonies del D.Lgs. 152/2006 rileva che nell’elenco sopra riportato manca la comunicazione effettuata con nota prot. i.AMA/n.9 del 24 gennaio 2018.

L’arch. Mannino chiede un chiarimento in merito alla realizzazione della nuova ciminiera e demolizione della vecchia avvenuto a seguito di comunicazione del febbraio 2019 ancorché il crollo della vecchia ciminiera era avvenuto nel febbraio 2017. Considerato che il parere favorevole della Soprintendenza BB.CC.AA. di Palermo era stato rilasciato il 26 ottobre 2016, l’architetto chiede di chiarire se il parere della Soprintendenza si riferiva allo stesso progetto o se il parere è stato aggiornato.

Prende la parola l’ing. Finocchiaro che chiarisce che il parere della Soprintendenza BB.CC.AA. si riferiva alla demolizione della ciminiera lato Capaci e rinforzo strutturale della ciminiera lato Palermo presso lo stabilimento ITALCEMENTI e non si riferisce alla comunicazione del febbraio 2019 per la quale è stato emesso parere dalla Soprintendenza BB.CC.AA. n. 2499 del 24 aprile 2019 avente ad oggetto “Istanza per la realizzazione di una nuova ciminiera e successiva demolizione di quella esistente presso lo stabilimento Italcementi”.

Il dott. Di Martino fa presente che, ad oggi, sono stati acquisiti i seguenti pareri ai fini del rilascio del provvedimento di riesame con valenza di rinnovo dell’autorizzazione integrata ambientale di cui al DRS n. 693/2008:

• ARPA Sicilia prot. n. 42547 del 11 luglio 2017 (prot. ARTA n. 51271 del 12 luglio 2017) – Parere favorevole con prescrizioni sul piano di monitoraggio e controllo ai sensi dell’art. 29-quater, comma 6, del D.Lgs. 152/2006 e ss.mm.ii.;
• ASP Palermo prot. n. 1779 del 06 luglio 2017 (prot. ARTA n. 50093 del 06 luglio 2017) parere favorevole limitatamente agli aspetti igienico-sanitari.

Premesso quanto sopra esposto, il dott. Di Martino dà lettura delle osservazioni della Commissione Tecnica Specialistica riportate nel parere istruttorio intermedio (P.I.I.) n. 13/2020 reso durante la seduta plenaria del 18 marzo 2020, trasmesso in uno alla convocazione della conferenza odierna, di seguito riportate:
• “non risulta trasmessa la documentazione richiesta con la nota prot. 7262 del 6.02.2020 del Servizio I – Autorizzazioni e Valutazioni Ambientali inerente “…gli elaborati progettuali, compresi gli allegati planimetrici e le schede, allegati alla nota VDG-AMB/P.mES/15ES041 (prot. ARTA n.53217 del 17.11.2015) aggiornati riportando le modifiche non sostanziali comunicate …”;
• dalla documentazione in possesso non è possibile accertare il rispetto e i tempi di adempimento delle prescrizioni di cui al DRS 693/2008 con cui è stato decretato di rilasciare, ai sensi e per gli effetti dell’art. 5 del D.Lgs 59/2005, alla Società ltalcementi S.p.A., con sede legale in via G. Camozzi n.124 Bergamo, l’Autorizzazione Integrata Ambientale per l’impianto esistente "Cementeria di Isola delle Femmine" ubicata in via delle Cementerie n. 10 nel Comune di Isola delle Femmine (PA). A tal fine, si chiede al Proponente di integrare la documentazione depositata con una relazione in cui vengano accuratamente descritti i tempi e le modalità di adempimento di ogni singola prescrizione;
• dalla documentazione in possesso non è possibile conoscere se è stata rinnovata l’autorizzazione all’escavazione rilasciata per la cava calcare Pian dell’Aia (Distretto Minerario di Palermo n. 09- 12.134 R2 PA). A tal fine, il Proponente dovrebbe integrare la documentazione depositata con il relativo provvedimento o con una dichiarazione inerente il mancato rinnovo;
il Proponente ha ritenuto di non depositare alcuna relazione inerente la VINCA poiché ha deciso di non realizzare il revamping. Altresì non risulta alcun riferimento, né considerazioni o elaborazioni relative alla potenziale incidenza generabile sui Siti della Rete Natura 2000 (ZPS ITA 020049 e ZSC ITA 020023) prossimi al cantiere e alle vie di comunicazione e trasporto tenuto conto della natura delle azioni progettuali descritte. Sul punto, si chiedono chiarimenti;
tra la documentazione analizzata non è stata rivenuta alcuna autorizzazione paesaggistica rilasciata dalla competente Soprintendenza, nonostante secondo il cronoprogramma allegato il Proponente avrebbe dovuto presentare la relativa istanza entro il mese di maggio 2016. Sul punto, si chiede di integrare la documentazione e/o a fornire chiarimenti;
• non è stato prodotto il Piano di Monitoraggio Ambientale, (redatto secondo "Linee Guida per la predisposizione del Progetto di Monitoraggio Ambientale (PMA) delle opere soggette a procedure di VIA (D.Lgs.152/2006 e s.m.i., D.Lgs.163/2006 e s.m.i.)" MATTM- ISPRA che è differente dal Piano di Monitoraggio e Controllo;
• non è stata sufficientemente affrontata la componente RUMORE;
i limiti proposti dalla ditta Proponente per i fattori inquinanti, anche a seguito degli interventi proposti, superano i limiti indicati dal Piano Regionale di Tutela della Qualità dell’Aria in Sicilia (PRTQA). A tal fine la ditta Italcementi deve fornire chiarimenti nonché depositare tutta la documentazione, anche progettuale, utile a dimostrare di essere in grado di rispettare le non derogabili, ed attualmente in vigore, misure previste dal PRTQA, anche in vista dell’avvicinamento dell’obiettivo intermedio al 2022.”
Il dott. Di Martino, ritiene opportuno ribadire così come già comunicato in premessa che tutta la documentazione relativa al procedimento, ivi compresi i pareri, nulla-osta e assensi comunque denominati rilasciati dalle amministrazioni competenti in materia ambientale, è pubblicata nel Portale Ambientale di questo Assessorato operativo, come noto, a partire dal 15 novembre 2019, organizzato per ricevere tutta la documentazione e renderla pubblica,
Il presidente informa i convenuti che il gestore ha riscontrato quanto richiesto dalla CTS con nota acquisita al protocollo di questo DRA al n. 26872 del 19 maggio 2020 che sarà pubblicata con i relativi allegati sul portale ambientale di questo Assessorato e passa la parola al gestore che conferma quanto dichiarano nella suddetta nota e dichiara di non avere nulla da aggiungere.
Prende la parola l’ing. Caldara – ARPA Sicilia che preliminarmente precisa che il protocollo del parere ARPA citato a pag. 12 del PII della CTS non è corretto e che il protocollo corretto è quello indicato nel presente verbale.
In merito ai contenuti del parere considerato che le controdeduzioni del gestore sono pervenute solo ieri si riserva di esprimere un’integrazione al parere già reso nel più breve tempo possibile.

L’ing. Sirchia della STA di Palermo di questo DRA, alla luce della documentazione trasmessa dal gestore DRA al n. 26872 del 19 maggio 2020, si riserva di esprimere parere di competenza sulle emissioni in atmosfera ex art. 269 del D.Lgs. 152/2006 e ss.mm. e a tal fine chiede al Servizio 2, nell’ambito delle proprie competenze di cui al funzionigramma approvato con delibera di giunta n. 239 del 27 giugno 2019, ed alla luce delle osservazioni di cui alla lettera h) prodotte dalla Società nella nota sopracitata prot. DRA n. 26872 del 19 maggio 2020, di esprimere parere sull’applicabilità dei limiti previsti dal PRTQA (misura M2). Il rilascio del proprio parere, con particolare riferimento al procedimento di riesame dell’AIA per l’adeguamento al PRTQA rimane pertanto condizionato al parere di competenza del Servizio 2. 
L’ing. Sirchia richiede inoltre di produrre la documentazione tecnica, contenete anche la valutazione di tecniche alternative ed equivalenti a quelle previste nelle BAT Conclusion, al fine dell’adeguamento al PRTQA.
L’ing. Lipari del Servizio 2 di questo DRA preliminarmente rappresenta che oltre al Piano, il Presidente della Regione Siciliana ha sottoscritto con il Ministro dell’Ambiente un Accordo di Programma per il superamento delle criticità in materia di qualità dell’aria, che richiama, tra gli impegni della regione Siciliana, le misure contenute nel Piano riguardanti gli impianti industriali (misure M2, M16 e M17). L’ing. Lipari ribadisce che il Piano è a tutt’oggi vigente e non è pervenuto nessun pronunciamento del TAR Sicilia sul ricorso presentato dal gestore né alcuna sospensiva. Relativamente all’applicazione della misura M2 del PRTQA che testualmente recita “Applicazione dei limiti inferiori delle BAT al 2027 nel riesame delle AIA sulle seguenti categorie di sorgenti puntuali: Raffinerie, Cementifici, Impianto olefine come previsto nello Scenario di Piano con avvicinamento del 50% al 2022”, il Servizio 2 si riserva di esprimere il proprio parere di stretta competenza (verifiche di coerenza degli interventi rispetto alla misura M2) nel più breve tempo possibile.
Interviene il sindaco di Carini, che considerato che i reflui dell’attività produttiva confluiscono nel depuratore di Carini, gestito da AMAP che gestisce anche la rete fognaria, chiede che venga coinvolto nel procedimento anche AMAP per esprimersi in merito alla qualità dei reflui che possono essere accettati dal Depuratore e chiede inoltre che anche ARPA esprima il proprio parere, aggiornato al 2020, nel merito.

Alle ore 12:12 si allontana il Sindaco di Carini.

L’ing. Caldara, premesso che la verifica di compatibilità dello scarico con la rete fognaria e con l’impianto di depurazione finale è di competenza del gestore della rete fognaria e dell’impianto di depurazione, ARPA Sicilia, terrà conto delle richieste del Sindaco nel proprio parere con riferimento alle attività da prevedere nel Piano di Monitoraggio e Controllo con riferimento allo scarico in fognatura.
In merito alla richiesta della documentazione progettuale per l’adeguamento alle misure previste dal Piano di tutela della qualità dell’aria, ITALCEMENTI rimanda ai contenuti della nota soprarichiamata prot. DT-AEC/p.CAR/20es0013 del 18 maggio 2020.
Interviene l’ing. Caldara, il quale in riferimento alla richiesta di chiarimento dell’arch. Mannino (tramite chat) in merito a quali codici CER di rifiuti intenderebbe usare l'impianto per la produzione di energia, si ritiene che il gestore debba fornire le necessarie informazioni anche al fine di valutare la necessità di acquisire l’eventuale parere di competenza del DAR.

La società precisa che nel procedimento in corso non è previsto l’utilizzo di rifiuti per la produzione di energia.

Interviene Giuseppe Chiofalo, presidente dell’Associazione LiberAmbiente, il quale chiede se i reflui di processo siano adeguatamente pretrattati prima del conferimento in pubblica fognatura , considerato che la linea di trattamento chimico-fisica del depuratore di Carini è fuori servizio e se, in considerazione della presenza di un ricettore sensibile, una scuola posta a circa 500 m dall’impianto, sia stato effettuato uno studio fonometrico prima dell’istallazione della ciminiera metallica o successivi controlli sui livelli di immissione di rumore al ricettore sensibile.

L’arch. Mannino chiede se ci sono delle valutazioni o osservazioni specifiche relative al grado di pericolo frana molto elevato della cava Raffo Rosso e di Pian dell'Aia.
La società precisa che per quanto riguarda gli effluenti liquidi sono presenti reflui civili, assimilabili a domestici, immesse in fognatura previo trattamento in fossa Imhoff, troppo pieno del circuito delle acque di raffreddamento e acque meteoriche che vengono immessi in pubblica fognatura previo trattamento di sedimentazione e disoleazione. Il ciclo di produzione del cemento non produce reflui industriali che richiedono trattamento. La qualità degli scarichi, verificata secondo quanto previsto dal PMC dell’AIA, ha sempre mostrato il rispetto dei limiti applicabili.
Per quanto riguarda il rumore, la ciminiera metallica è stata realizzata prevedendo l’istallazione di un silenziatore opportunamente dimensionato. I rilievi acustici eseguiti a dicembre 2019, ad intervento non ancora messo in esercizio, non hanno evidenziato alcuna criticità relativamente all’aspetto acustico e non sono state rilevate componenti né impulsive né tonali. La relazione è disponibile tra la documentazione trasmessa.

La cava Pian dell’AIA è soggetta ad autorizzazione alla coltivazione e a valutazione di impatto ambientale nel cui ambito è valutato il rischio frana.

Il presidente assegna al gestore venti (20) giorni per la presentazione della documentazione integrativa richiesta dalla STA di Palermo al fine dell’adeguamento al PRTQA.

A riguardo il gestore ribadisce di ritenere esaustivo quanto già argomentato nella nota soprarichiamata prot. DT-AEC/p.CAR/20es0013 del 18 maggio 2020.

In conclusione, il dott. Di Martino procede alla lettura del verbale e chiede ai partecipanti l’approvazione dei contenuti per condivisione.

Alle ore 14:00 non avendo nient’altro da discutere il dott. Di Martino chiude il collegamento video con i partecipanti alla Conferenza di Servizi, con la presente accettazione e conferma del contenuto del presente verbale.

https://si-vvi.regione.sicilia.it/viavas/index.php/it/component/fabrik/list/28?integrazioni___id_integrazioni_raw=209&limitstart28=0&resetfilters=1

RICORSO AL T.A.R. SICILIA  N. 00216  2020 REG.PROV.COLL.  N. 0211 2018 REG.RIC.


Pubblicato il 11/05/2020

REPUBBLICA ITALIANA

Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia
(Sezione Prima)



Il Presidente
ha pronunciato il presente
DECRETO
su istanza ex Decr. Pres. Cons. Stato n. 167/2016
depositata nel ricorso numero di registro generale 2111 del 2018, proposto da Italcementi Fabbriche Riunite Cemento S.p.A. Bergamo, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dagli avvocati Antonella Capria, Gianluigi Mangione, Teodora Marocco, Edward Ruggeri, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;
contro
Presidente Regione Siciliana, Regione Sicilia - Assessorato del Territorio e dell'Ambiente, Regione Sicilia - Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente – A.R.P.A., Regione Sicilia – Giunta Regionale di Governo, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentati e difesi dall'Avvocatura Distrettuale, domiciliataria ex lege in Palermo, via Valerio Villareale, 6;
nei confronti
Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall'Avvocatura Distrettuale, domiciliataria ex lege in Palermo, via Valerio Villareale, 6;
Città Metropolitana di Palermo, Comune di Isola delle Femmine non costituiti in giudizio;
per l'annullamento
“- Della Deliberazione n. 268 del 18 luglio n. 268 avente ad oggetto “Piano Regionale di tutela della qualità dell'aria in Sicilia di cui al Decreto Legislativo 13 agosto 2010, n. 155 e successive modifiche e integrazioni, di attuazione della direttiva 2008/50/CE – Approvazione” e relativi allegati, nonché per l'effetto del Piano Regionale di Qualità dell'Aria e dei relativi allegati a quest'ultimo, in toto e con particolare riferimento, in ogni caso, alle misure di cui alla tabella 154 del Piano (M2, M16, M17, M19, M20, M21, M22, M25);
“- Del Decreto Assessoriale n. 255/GAB del 16 luglio 2018, con il quale l'Assessore al Territorio ed Ambiente esprime parere motivato favorevole con prescrizioni sulla proposta di “Piano Regionale per la Tutela e la Qualità dell'Aria”;
“- Ove occorra, del parere Ambientale n. 177/2018 approvato dalla Commissione Tecnica Specialistica per le Autorizzazioni Ambientali;
“- Ove occorra della Delibera n. 77 del 23 febbraio 2017 della Giunta Regionale Siciliana di apprezzamento della proposta di Piano Regionale di Tutela della Qualità dell'Aria;
“- Di ogni altro atto preordinato, conseguente o comunque connesso”.



VISTI il ricorso e i relativi allegati;
VISTO il decreto del Presidente del Consiglio di Stato n. 167 del 22 dicembre 2016 avente ad oggetto “Disciplina dei criteri di redazione e dei limiti dimensionali dei ricorsi e degli altri atti difensivi nel processo amministrativo”, come modificato con decreto del P.C.S. n. 127/2017;
PREMESSO che, con l’istanza di cui sopra, parte ricorrente espone che:
- essa intende “procedere alla notifica ed al successivo deposito con modalità telematiche dell’atto di ricorso per motivi aggiunti di cui allo schema allegato alla presente nel giudizio …”;
“l’atto eccede i limiti dimensionali fissati dall’art. 5 del Decreto del Presidente del Consiglio di Stato n. 167 del 22 dicembre 2016 e successive modificazioni, in quanto la presente controversia presenta questioni tecniche, giuridiche e di fatto particolarmente complesse, oltre ad attenere ad interessi sostanziali perseguiti di particolare rilievo economico”;
- che l’instante chiede di essere autorizzata a superare i prescritti limiti dimensionali del proponendo ricorso per motivi aggiunti (come da schema allegato all’istanza di cui sopra);
CONSIDERATO che la parte motiva l’istanza di cui sopra evidenziando che:
“- in particolare, il numero e l’ampiezza dei provvedimenti impugnati, insieme con gli aspetti tecnici degli stessi, sono tali da rendere necessaria una accurata ricostruzione della situazione di fatto, anche al fine di agevolare Codesto Spett.le Collegio consolidando in un unico atto, il ricorso per motivi aggiunti in oggetto, tutti gli elementi fattuali necessari e sufficienti per la valutazione della controversia;
“- parimenti nonché al fine di poter efficacemente censurare le varie e molteplici illegittimità degli atti impugnati, i quali violano differenti e complesse discipline (in particolare in materia di Autorizzazione Integrata Ambientale e Tutela della qualità dell’Aria), ci si vede costretti a proporre un ampio numero di motivi di diritto, riproponendo altresì i motivi sollevati con il ricorso introduttivo, onde codesto Spett.le Collegio disponga di un unico atto che contiene tutte le censure proposte nel ricorso in epigrafe indicato;
“- parte della giurisprudenza ritiene comunque necessaria, a pena di inammissibilità, l’espressa riproposizione nell’ambito del ricorso per motivi aggiunti dei motivi di diritto proposti nel ricorso introduttivo;
“- la presente controversia ha ad oggetto provvedimenti che, se attuati, imporrebbero alla società ricorrente interventi che, per la preesistente struttura impiantistica, non sono realizzabili tecnicamente oppure che potrebbero essere realizzati con costi ingenti ma senza un corrispettivo beneficio in termini di miglioramento della qualità dell’aria, che, anzi, potrebbe essere del tutto incerto e/o non percepibile; da cui ulteriormente e nel complesso, sorge l’esigenza di esplicare le difese in maniera quanto mai approfondita ed esaustiva”;
RITENUTO che le motivazioni addotte a sostegno dell'istanza in epigrafe appaiono idonee a giustificare il superamento dei limiti dimensionali del proponendo ricorso, in conformità a quanto stabilito dall'art. 5 del DPCS n. 167 cit.;



P.Q.M.
Accoglie l'istanza di cui in motivazione.
Il presente decreto è depositato presso la Segreteria del Tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.
Così deciso in Palermo il giorno 8 maggio 2020.





Il Presidente
Calogero Ferlisi
https://www.giustizia-amministrativa.it/web/guest/dcsnprr?p_p_id=GaSearch_INSTANCE_2NDgCF3zWBwk&p_p_state=normal&p_p_mode=view&_GaSearch_INSTANCE_2NDgCF3zWBwk_javax.portlet.action=searchProvvedimenti&p_auth=v9B3L9Sn&p_p_lifecycle=0

2018 16 LUGLIO GAB 255 PIANO ARIA SICILIA CORDARO SALVATORE BATTAGLIA GIUSEPPE,CORSARO FRANCESCO  COZZO FABRIZIO SINILE GAETANO 01 - Decreto assessoriale n 255_GAB del 16 luglio 2018

2020 18 MARZO ITALCEMENTI PIAN DELL'AIA TRE FINAITE TORRETTA CAVA DDG 287 SCADENZA 18 MARZO 2021

http://isoladellefemminetrapoliticaeaffari.blogspot.com/2018/03/carini-cave-cementerie-siciliane.html



2016 24 MAGGIO ITALCEMENTI CHIEDE ARCHIVIAZIONE archiviazione istanze VINCA VIA nota Italcementi prot 35258 del 25 05 2016  



https://palermo.meridionews.it/articolo/87547/italcementi-si-torna-a-parlare-di-autorizzazione-ambientale-laia-e-scaduta-nel-2014-angelini-mancano-documenti/
2020 12 MAGGIO  PRFOTOCOLLO 25453 ASSESSORATO TERRITORIO AMBIENTE  SERVIZIO 1  AUTORIZZAZIONE  E VALUTAZIONI AMBIENTALI 

2020 12 MAGGIO INVITO ISOLA PULITA CALUDIA MANNINO PD CONFERENZA SERVIZI 20 MAGGIO 2020 PA44 IPPC3 - ITALCEMENTI SPA NOTA PROT N 25453 DEL 12.05.2020 





Commissione Tecnica Specialistica – Ditta ITALCEMENTI S.p.A. – Cementeria di Isola delle femmine (PA) – Riesame
con valenza di rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale D.R.S. 693 del 18 luglio 2008”.


OGGETTO: Ditta ITALCEMENTI s.p.a. – Cementeria di Isola delle femmine (PA) – Riesame con valenza  di rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale D.R.S. 693 del 18 luglio 2008”.
Sigla Progetto: PA 44/IPPC3

Proponente: ITALCEMENTI s.p.a.

Procedimento: Procedura di riesame con valenza di rinnovo dell’autorizzazione integrata ambientale ai sensi dell’art. 29-octies del D.Lgs. 152/06 e ss.mm.ii.
Parere predisposto sulla base della documentazione e delle informazioni che sono state fornite dal servizio 1 del Dipartimento Regionale Ambiente regione Siciliana e contenute nell’apposito web-disk ovvero nel nuovo portale regionale.
PARERE Intermedio C.T.S. n. 13/2020 del 18/03/2020


VISTO l’art. 91 della Legge Regionale n. 9 del 07 maggio 2015 recante “Norme in materia di autorizzazione ambientali di competenza regionale”, come integrato con l’art. 44 della Legge Regionale n. 3 del 17.03.2016;
VISTO il Decreto Legislativo 3 aprile 2006 n. 152 e ss.mm.ii.;

VISTO il D.P.R. n. 357 dell’08/03/1997 e s.m.i;

VISTO il D.A. n. 175/GAB del 09/08/2007, che detta disposizioni in merito alle procedure relative al rilascio delle autorizzazioni alle emissioni in atmosfera nel territorio della Regione Siciliana;
VISTA la nota DEC MIN/274/2015 del 16/12/2015 del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, recante “Direttiva per disciplinare la conduzione dei procedimenti di AIA”;
VISTA la nota DVA.U.0027569 del 14/11/2016 del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, recante “Criteri sulle modalità applicative della disciplina in materia di prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento alla luce delle modifiche introdotte dal D. Lgs. 4 marzo 2014, n. 46”;
VISTO l’Allegato B al D.D.G. n. 412 del 18 maggio 2016 con il quale vengono adottati nella Regione Siciliana gli “Indirizzi per la presentazione delle domande da parte dei gestori, delle nuove attività soggette ad autorizzazione integrata ambientale e per l’attuazione dei procedimenti in corso e resi noti i chiarimenti sulle modalità applicative della disciplina in materia di prevenzione e riduzione integrata dell’inquinamento, alla luce delle modifiche introdotte dal decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 46”;
VISTA la Circolare Assessoriale prot. n. 33428 del 19 maggio 2016, recante “Indirizzi sulle modalità applicative dell’istituto del rinnovo periodico delle autorizzazioni integrate ambientali, ex art. 29-octies del Titolo III bis alla Parte Seconda del D. Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, come da ultimo modificato dal D. Lgs. 4 marzo 2014, n. 46”;
VISTO il Decreto del 15 aprile 2019 n. 104 con il quale il Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e de Mare, ha dettato le “Modalità per la redazione della relazione di riferimento di cui all’art. 5, comma 1, lett. v) bis del D. Lgs 152/06”;
CONSIDERATE le pertinenti disposizioni in materia di autorizzazione integrata ambientale contenute nel D. Lgs. 152/2006 e s.m.i.;
VISTA la Direttiva sulla Qualità dell’Aria (Direttiva 2008/50/CE) e il relativo Decreto Legislativo di recepimento (D. Lgs. 155/2010);
VISTA la decisione di esecuzione della commissione del 26 marzo 2013 che stabilisce le conclusioni sulle migliori tecniche disponibili (BAT) per il cemento, la calce e l’ossido di magnesio, ai sensi della direttiva 2010/75/UE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alle emissioni industriali;
VISTO il D.G.R. n. 268 del 18 luglio 2018con cui è stato approvato il Piano Regionale di Tutela della Qualità dell’Aria in Sicilia (PRTQA);
VISTO il D.A. n. 207/GAB del 17 maggio 2016 – Costituzione della Commissione tecnica specialistica per le autorizzazioni ambientali di competenza regionale e successive modifiche ed integrazioni;
VISTO il D.A. n. 142/GAB del 18/04/2018 che regolamenta il funzionamento della C.T.S. per le autorizzazioni ambientali di competenza regionale;
VISTA la Nota prot. 605/GAB del 13 febbraio 2019, recante indicazioni circa le modalità di applicazione dell’art. 27-bis del D.lgs. 152/2006 e ss.mm.ii.;
VISTO il D.A. n. 295/GAB del 28/06/2019 che approva la “Direttiva per la corretta applicazione delle procedure di valutazione ambientale dei progetti”;
VISTO il D.A. n. 311/GAB del 23 luglio 2019, con il quale si è preso atto delle dimissioni dei precedenti componenti della Commissione Tecnica Specialistica (C.T.S.) e contestualmente sono stati nominati il nuovo Presidente e gli altri componenti della C.T.S.;
VISTO il D.A. n. 318/GAB del 31 luglio 2019 di ricomposizione del Nucleo di coordinamento e di nomina del vicepresidente;
VISTO il D.A. n. 414/GAB del 19 dicembre 2019 di nomina di nn. 4 componenti della CTS, in sostituzione di membri scaduti;
VISTA l’istanza, acquisita al prot. A.R.T.A. n. 2176 del 17.01.2014 con la quale il Proponente ha presentato domanda di rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A.) ai sensi dell’articolo 29-octies del D.lgs 152/2006 e s.m.i.;
VISTA la nota del Servizio I dell’Assessorato Territorio ed Ambiente della Regione Siciliana prot. n. 33403 del 16 luglio 2014 con cui è stato fissato un incontro informativo con il Proponente;
VISTA l’istanza di riesame con valenza di rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale D.R.S. 693 del 18 luglio 2008 presentata dal Proponente e acquisita al prot. ARTA n. 53217 del 17.11.2015;
CONSIDERATO che la sopra citata istanza di riesame con valenza di rinnovo è stata presentata a seguito dell’entrata in vigore del D.lgs 46/2014 e della nota del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio  e del Mare prot. 0022295 del 27 ottobre 2014 con cui sono state prorogate le scadenze di legge delle autorizzazioni integrate ambientali (AIA) in vigore alla data dell’11 aprile 2014 (di fatto la loro durata è raddoppiata). Inoltre ai sensi dell’articolo 29 del D.Lgs 46/2014 i procedimenti di rinnovo periodico avviati dopo il 7 gennaio 2013 ed in corso sono convertiti in procedimenti di riesame senza connesso aggravio tariffario.
CONSIDERATO inoltre che con la sopra citata istanza di riesame con valenza di rinnovo il Proponente ha inteso anche dare riscontro alla nota prot. n. 47711 del 19 ottobre 2015 del Servizio I VAS/VIA con cui è stato richiesto ad Italcementi di presentare entro i successivi 30 giorni “il progetto definitivo di revamping dell’impianto e contestuale istanza di valutazione di impatto ambientale ai sensi dell’articolo 23 del D.lgs 152/2006 e s.m.i. e di valutazione di incidenza, ai sensi dell’articolo 5 del D.P.R. n. 357/97, nonché l’aggiornamento di tutte le informazioni di cui all’articolo 29-ter, comma 1, del più volte citato D.lgs 152/2006 e s.m.i. per il riesame dell’autorizzazione di che trattasi”
La società ha così risposto che “ad oggi, non si trova nelle condizioni di poter implementare detto progetto …La società intende comunque conseguire il tempestivo e completo adeguamento della Cementeria alle pertinenti nuovi conclusioni BAT di cui al precedente punto v., ai sensi ed in conformità a quanto prescritto dalla vigente normativa AIA. Tale adeguamento verrà, in particolare, conseguito mediante l’adozione di interventi tecnico-gestionali per la riduzione delle emissioni del forno di cottura che consentono all’allineamento ai range BAT-AEL previsti dalle conclusioni sulle BAT…”.
VISTO l’Avviso di Riesame con valenza di rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale DRS 693/2008 pubblicato il 23 ottobre 2015;
VISTA la “Dichiarazione di procedibilità” dell’istruttoria da parte del RUP e ribadito che, ai sensi del D.A. n. 142/GAB del 18/04/2018, ogni connesso accertamento e valutazione è di competenza del Servizio I del Dipartimento Regionale Ambiente della Regione Sicilia;
CONSIDERATO che le dichiarazioni rese dal Proponente costituiscono, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 3 della L. 7 agosto 1990, n. 241 e successive modifiche e integrazioni, presupposto di fatto essenziale per il rilascio del presente parere e le condizioni e le prescrizioni ivi contenute. La non veridicità, falsa rappresentazione o l’incompletezza delle informazioni fornite nelle dichiarazioni rese dal Proponente possono comportare, a giudizio dell’autorità competente, un riesame del presente parere, fatta salva l’adozione delle misure cautelari ricorrendone i presupposti.
VISTO il DRS 693/2008 con cui è stato decretato di rilasciare ai sensi e per gli effetti dell’art. 5 del D.Lgs 59/2005 , alla Società ltalcementi S.p.A. con sede legale in via G. Camozzi n.124 Bergamo l 'Autorizzazione Integrata Ambientale per l'impianto esistente "Cementeria di Isola delle Femmine" ubicata in via delle Cementerie n. 10 nel Comune di Isola delle Femmine (PA). L’Autorizzazione è stata subordinata al rispetto delle condizioni e di tutte le prescrizioni impartite dalle competenti autorità intervenute in sede di conferenza dei servizi ed indicate nei pareri sopra riportati, anche in merito all’applicazione delle migliori tecniche disponibili, che fanno parte integrante e sostanziale del decreto.
In particolare, sono state formulate prescrizioni (che solo in parte si riportano) in merito a:

-      Limiti di emissioni: “… nelle more dell'attuazione dell'intervento di conversione tecnologica ("revamping") dell'impianto la ditta dovrà rispettare i limiti di cui alla tabella allegata al presente provvedimento (Allegato l)…”;
-    all’impianto: “… È fatto obbligo all’azienda di procedere, entro 24 mesi dal rilascio della presente autorizzazione, alla conversione tecnologica (“revamping") dell'impianto con il completo allineamento alle Migliori Tecniche Disponibili (M.T.D.) previste per il settore cemento, al fine dj ottenere un sostanziale miglioramento delle prestazioni ambientali per quanto riguarda l 'abbattimento dei principali inquinanti (polveri, ossidi di azoto e ossidi di zolfo). Nell'ambito dell'intervento di conversione tecnologica l'azienda è in ogni caso tenuta a realizzare un sistema di abbattimento delle polveri che garantisca, per il forno di cottura (attualmente camino E35), un livello emissivo inferiore a 15 mgfNm3 (media oraria)… -Qualora il Gestore non riesca a realizzare la conversione tecnologica dell'impianto ("revamping") prevista dalla superiore prescrizione dovrà comunque adeguare l'impianto esistente alle Migliori Tecniche Disponibili (M.T.D.)…” attraverso degli interventi descritti.
-   ai combustibili utilizzati ed ai consumi energetici: “…- Entro 60 giorni dal rilascio dell'Autorizzazione Integrata Ambientale l'azienda dovrà provvedere a liberare la cava di Raffo Rosso dal pet-coke stoccato, effettuando la bonifica ed il ripristino ambientale dell'area qualora si rendesse necessario a seguito delle attività di caratterizzazione, secondo le modalità previste dalla normativa vigente. Il coke da petrolio potrà essere trasferito nel capannone materie prime solo dopo la sua caratterizzazione (per la verifica della conformità delle sue caratteristiche composizionali alle prescrizioni di legge), e previa predisposizione di un apposito programma di trasferimento da trasmettere preventivamente al Servizio 3/DTA ed agli Organi di Controllo … Al fine di ridurre il consumo di combustibili convenzionali non rinnovabili, il gestore dovrà valutare la possibilità di utilizzo di alcune tipologie di rifiuti in co-combustione con i combustibili tradizionali. L'operazione si configura come recupero energetico da rifiuti (R l) e dovrà essere condotta conformemente a quanto previsto dalle vigenti normative in materia di gestione dei rifiuti. Il gestore dovrà predisporre apposito studio da trasmettere a questo Assessorato - Servizio 2/VAS-VIA in cui siano individuati le fonti di approvvigionamento e le modalità di gestione dei suddetti rifiuti, e gli eventuali interventi atti ad adeguare le emissioni ai limiti prescritti dalla presente Autorizzazione;
- alle attività di monitoraggio (Piano di monitoraggio e controllo): “…Dovranno essere effettuati controlli periodici, con cadenza almeno semestrale degli inquinanti per i quali sono stati fissati i limiti e che non sono soggetti a controlli in continuo. I controlli periodici di IPA e PCDD/F dovranno essere fatti con cadenza almeno annuale. Si suggerisce l'installazione di misuratori automatici in continuo con registrazione dei livelli di polverosità nelle zone di maggiore criticità indicati nel citato allegato V alla parte quinta del D. Lgs.152/06 … La ditta entro due mesi dal rilascio della presente autorizzazione deve inoltrare agli organi di controllo idonea documentazione tecnica contenente le procedure relative alle modalità ed alle tempistiche di esecuzione degli interventi manutentivi ed alle operazioni di calibrazione e taratura della strumentazione di misura … L'azienda dovrà provvedere all’acquisto di due stazioni di rilevamento della qualità dell'aria, da affidare in gestione/manutenzione all'Arpa, con oneri a carico della ltalcementi S.p.A. La dotazione delle stazioni (sensori), la loro ubicazione e le modalità tecniche di funzionamento delle centraline saranno oggetto di un apposito protocollo operativo che sarà definito, entro 30 giorni dal rilascio della presente Autorizzazione Ambientale Integrata (A.LA.), fra gestore, Servizio 3/DTA, Arpa ed Enti Locali interessati. Il posizionamento delle centraline deve essere subordinato ad una verifica preventiva delle aree di massima ricaduta ed all'effettuazione di un congruo numero di campagne di misura della quantità dell’aria mediante l’ausilio di laboratorio mobile …”.
CONSIDERATO che con riferimento alla prescrizione relativa:

-   all’impianto, il Proponente nella citata istanza di riesame con valenza di rinnovo ha affermato che “…con comunicazione del 26 maggio 2010, la Società rappresentava che, nelle more della conclusione del procedimento di VIA relativo al progetto di revamping, pendente sin dal 2007, erano state già implementati presso la Cementeria interventi necessari a garantire, oltre ad un miglioramento complessivo delle prestazioni ambientali, il rispetto dei limiti di emissioni previsti dall’AIA …così ottemperando a quanto ivi prescritto in ordine all’adeguamento della Cementeria alle MTD”;
-    all’attività di monitoraggio della qualità dell’aria, è stato avviato l’EU PILOT 7194/14/ENVI – Presunta violazione dell'art. 8 della Direttiva 2010/75/UE per mancato rispetto delle condizioni dell’AIA rilasciata all’impianto ITALCEMENTI c/o Isola delle Femmine (Regione Siciliana) ed in particolare della parte relativa all’acquisto di due stazioni di rilevamento della qualità dell'aria, da affidare in gestione/manutenzione all'Arpa, con oneri a carico della Italcementi S.p.A..
LETTE, relativamente all’EUPILOT 7194/14/ENVI le seguenti note:

-  nota del Servizio 1 – DRA prot. n. 6039 del 9.02.2015;

-  nota del Servizio 1 – DRA prot. n. 7788 del 19.02.2015;

-  nota del Servizio 1 – DRA prot. n. 24740 del 26.05.2015;

-  nota del Servizio 1 – DRA prot. n. 48729 del 22.10.2015;

-  nota del Servizio 1 – DRA prot. n. 60912 del 21.12.2015;

-  nota del Servizio 1 – DRA prot. n. 2564 del 15.01.2016;

-  nota del Servizio 1 – DRA prot. n. 33061 del 18.05.2016;

-  nota del Servizio   DRA  prot. n. 39850 del 13.06.2016. Dalla lettura delle seguenti note si è  appreso che:
-    l’ARPA Sicilia ST Palermo – in data 22/07/2014 in occasione dell’Avvio formale del procedimento convocato con nota protocollo ARTA n. 33403 del 16/07/2014, - ha evidenziato “di avere inviato all'Autorità competente i verbali relativi ai sopralluoghi effettuati per la verifica del rispetto delle prescrizioni del DRS 693/08 e del PMC... ed inoltre...per le centraline, che effettivamente non sono state istallate, si evidenzia che i Comuni interessati devono concedere i titoli abilitativi per le installazioni delle stesse nei luoghi già individuati di cui alla nota ARPA n. 7566 del 06/02/2014”.
-   in data 20/11/2014, facendo seguito alla nota di sollecito di cui al punto precedente, si è tenuto apposito Tavolo tecnico presso questo Dipartimento, giusta nota di convocazione del 12/11/2014, protocollo ARTA n. 52367, finalizzato alla verifica/attuazione delle prescrizioni contenute nel DRS 693/08, con particolare riguardo alle problematiche connesse al posizionamento delle centraline di monitoraggio. Nella medesima convocazione, questo Dipartimento chiedeva ai Comuni invitati espliciti chiarimenti sullo stato delle procedure autorizzative di loro competenza e precisava, altresi, che i chiarimenti in questione si rendevano necessari per il prosieguo della procedura di rinnovo dell'AIA,

-   con nota prot. n. 41473 del 8/07/2015, acquisita al protocollo ARTA al n. 33841 in data 20 luglio 2015, l'ARPA Sicilia ST2 - Monitoraggi Ambientali, in riscontro alla nota prot. n. 24834 del 26/05/2015 di questo Assessorato, nel rappresentare di non avere disponibili laboratori mobili in quanto tutti impegnati in campagne di monitoraggio presso le aree ad elevato rischio di crisi ambientale (Milazzo, Gela e Priolo), ha confermato l'avvenuta installazione delle due stazioni fisse, precisando che "la stazione di Isola delle Femmine, come tra l'altro precisato dalla nota della ditta Italcementi S.p.a. del 27/05/2015, è stata messa in servizio ed è funzionante dal 27 marzo 2015, mentre quella del comune di Capaci, installata in data 4 giugno 2015, non è ancora in funzione in quanto il gestore è in attesa che Enel Distribuzione provveda alla  fornitura dell'energia elettrica". L'Arpa, nella medesima nota, evidenzia che la gestione delle due stazioni è in atto affidata alla Italcementi in quanto sono in corso di valutazione i termini per la stipula di una convenzione onerosa che preveda la gestione delle centraline da parte di Arpa e che, nelle more della stipula della convenzione ARPA/Italcementi, ha onerato il gestore della cementeria, ai fini dell'informazione al pubblico di cui all'art. 18 del D. Lgs. 155/2010, alla pubblicazione di un bollettino giornaliero nel sito web dell'azienda, dei dati rilevati nelle due centraline, in modo da rendere gli stessi pubblici e consultabili da tutti (cittadini, associazioni ambientaliste ed Enti pubblici).

VISTA la Convezione sottoscritta dall’ARPA Sicilia e dalla Ditta Italcementi s.p.a. in data 3.05.2016 per la gestione e manutenzione delle stazioni fisse di monitoraggio qualità dell’aria nei Comuni di Isola delle Femmine e di Capaci.

VISTE le comunicazioni di modifica non sostanziale:
-  comunicazione acquisita al protocollo ARTA n. 10484 del 18.02.2016 con cui Italcementi ha comunicato di voler ampliare le tipologie di materie prime per la formulazione della miscela cruda (farina) con il silicato di ferro;
-comunicazione acquisita al protocollo ARTA n. 42083 del 20.06.2016 con cui si è depositata documentazione integrativa al fine di aggiornare sugli interventi proposti per l’adeguamento della Cementeria alle BAT;
-   comunicazione acquisita al protocollo ARTA n. 53109 del 3.08.2016 e l’allegata relazione tecnica con cui Italcementi ha comunicato di voler apportare delle modifiche allo stabilimento di Isola delle Femmine inerenti risoluzioni tecniche di natura non sostanziale, che prevedono l’installazione di presidi ambientali volti all’ulteriore contenimento delle emissioni e che quindi non comportano effetti negativi e significativi sull’ambiente bensì prevedono soluzioni migliorative.
Gli interventi in progetto prevedono per il forno di cottura del clinker:

§  adozione di tecniche di controllo primario delle emissioni di NOx attraverso l’installazione di nuovi bruciatori Low-NOx al forno rotante ed alla griglia di preriscaldo;
§  adozione di tecniche di controllo secondario degli NOx attraverso l’applicazione e la realizzazione di un impianto SNCR Selective Non Catalytic Reduction;
§  installazione di un sistema DeSOx di iniezione di bicarbonato di sodio per abbattimento degli ossidi di zolfo.
-   comunicazione acquisita al protocollo ARTA n. 87710 del 21.12.2017 con cui Italcementi ha comunicato l’intenzione di apportare una modifica inerente “Utilizzo di impianto di distribuzione carburante con annesso serbatoio fuori terra da 9 mc per gasolio da autotrazione in sostituzione dell’attuale impianto di distribuzione carburante costituito da serbatoio interrato da 12 mc e colonnina erogatrice”;
-   comunicazione acquisita al protocollo ARTA n. 19628 del 29.03.2018 con cui Italcementi ha comunicato l’introduzione di argilla calcinata come nuova materia prima per la produzione di alcune tipologie di cemento;
-   comunicazione acquisita al protocollo ARTA n. 36395 del 8.06.2018 con cui Italcementi ha comunicato l’intenzione di apportare una modifica riguardante la capacità di stoccaggio del combustibile solido all’interno del capannone delle materie prime. Secondo il Proponente “la modifica che si intende realizzare ha carattere gestionale/logistico e lascerà inalterato il quantitativo annuo che rimarrà legato alla produzione di clincker”;
-   comunicazione acquisita al protocollo ARTA n. 54861 del 5.08.2019 con cui Italcementi ha comunicato l’introduzione di loppa granulata d’altoforno come componente per la formulazione di alcune tipologie di cemento;
VISTA la nota prot. n. 74784 del 6.12.2018 con cui l’AREA 2 del Dipartimento Regionale dell’Ambiente ha trasmesso al Presidente della Commissione Tecnica Specialistica la documentazione tecnico-amministrativa relativa all’istallazione IPPC denominata ITALCEMENTI s.p.a. per il parere istruttorio conclusivo ai fini del rilascio dell’AIA di competenza regionale, allegando la relativa scheda.
VISTA la nota prot. n 4161 del 23.01.2020 con cui il Servizio I – Autorizzazioni e Valutazioni Ambientali con cui ha comunicato alla Ditta Italcementi s.p.a. che “Alla luce delle intervenute modifiche al quadro legislativo di riferimento a seguito dell’adozione del Piano Regionale di Tutela della Qualità dell’Aria con Deliberazione della Giunta Regionale n. 268 del 18 luglio 2018, l’istallazione IPPC “Cementeria Isole delle Femmine” rientra tra gli impianti industriali per i quali il Piano prevede misure di riduzione delle emissioni, con adeguamento, entro 01.01.2027, ai limiti inferiori delle BAT-AEL per NOx e PM10, individuati dalla Decisione di esecuzione della Commissione 2013/63/UE del 26 marzo 2013, ed è soggetta al riesame parziale dell’autorizzazione integrata ambientale, ai sensi dell’art. 29-octies, comma 4 lettera d), del D.lgs 152/2006 e ss.mm.ii. Con la presente si comunica che tale riesame parziale sarà incardinato nel procedimento di riesame con valenza di rinnovo ai sensi dell’art. 29-octies, comma 2 del D.lgs 152/2006 e ss.mm.ii. già avviato con nota prot. ARTA n. 47711 del 19.10.2015”.
VISTA la nota prot. 7262 del 6.02.2020 con cui il Servizio I – Autorizzazioni e Valutazioni Ambientali ha chiesto alla Ditta Italcementi “… di trasmettere gli elaborati progettuali, compresi gli allegati planimetrici e le schede, allegati alla nota VDG-AMB/P.mES/15ES041 (prot. ARTA n. 53217 del 17.11.2015) aggiornati riportando le modifiche non sostanziali comunicate …”.
VISTO l’Avviso di Riesame con valenza di rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale DRS 693/2008 pubblicato il 23 ottobre 2015.
VISTA la nota Italcementi i.AMA/n.167 del 20 ottobre 2015 (protocollo ARTA n. 48038 del 20 ottobre 2015) di comunicazione subentro nuovo gestore dello stabilimento Italcementi S.p.A..
VISTA la nota Italcementi i.AMA/n.73 del 6 aprile 2016 (protocollo ARTA n. 22283 del 6 aprile 2016) di deposito di ulteriori documenti ai fini del riesame (Allegati 11, 12,13 e 14).
VISTA la nota Italcementi VDG-AMB/p.MES/16es0 del 20 giugno 2016 (protocollo ARTA 1. 42083 del 20 giugno 2016) di deposito di ulteriori documenti ai fini del riesame (Allegati nuovi disegni 870 108 234, 870 108 235,870 108 236).
LETTI i seguenti atti:

Allegato 1 - Relazione tecnica;

Allegato 2A - Estratto topografico in scala 1:25.000;

Allegato 2 B - Stralcio P.R.G. in scala 1:2000 e 1:500 e mappali; Allegato 3 A - Planimetria dello stabilimento (emissioni in atmosfera); Allegato 3 B - Planimetria dello stabilimento (rete idrica);
Allegato 3 C - Planimetria dello stabilimento (rumore); Allegato 3 D - Layout dell'impianto;
Allegato 6 - Planimetria dell'impianto con indicazione aree stoccaggio rifiuti; Allegato 9 - Copia autorizzazioni precedenti (D.R.S. n. 693/2008);
Allegato 10 - Altri documenti: Attuale PMC del 1° luglio 2009; Proposta PMC del 16.01.2014; Manuale del Sistema di Monitoraggio in continuo delle emissioni (SME); Schema a blocchi dell'attività; Attestazione di Conformità antincendio.
Schede: Scheda A Identificazione dell'impianto; Scheda B Autorizzazioni precedenti; Scheda C Capacità produttiva; Scheda D Materie prime; Scheda E Emissioni; Scheda F Sistemi di contenimento; Scheda G Rifiuti; X Scheda H Energia; Scheda I Scheda riassuntiva.
VISTI i seguenti atti inerenti le Conferenze di Servizio:

-   verbale della riunione tenutasi il 22.07.2014 i cui è stata posta la questione relativa all’ottemperanza delle prescrizioni soprattutto con riferimento alla mancata istallazione delle centraline (poi oggetto del procedimento EUPILOT sopra descritto);
-    nota prot. n. 14344 del 3.3.2016 di convocazione dell’ulteriore conferenza di servizi per il giorno 22.03.2016 nella quale non risulta allegato il verbale della cds 29.02.2016;
-        nota prot. n. 19906 del 25.3.2016 di trasmissione del verbale della conferenza di servizi per il giorno 22.03.2016 priva dell'allegato “verbale”
-        - nota prot. 27888 del 12.04.2017 di indizione e convocazione della conferenza di servizi istruttoria alla data del 28.04.2017;
-        - nota prot. n. 44970 del 19.6.2017 di trasmissione del verbale della conferenza di servizi per il giorno 25.05.2016, priva dell'allegato “verbale”
RILEVATO che sono pervenuti i seguenti pareri:

-   parere del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Palermo, prot. n. 29238 del 7.11.2016 in cui si è affermato che “… Con riferimento alla richiesta di parere di conformità del progetto sopra indicato riguardante l’istallazione di un impianto Denox/Desox e l’adeguamento dei trasformatori elettrici, esaminati gli elaborati tecnici ad essa allegati, questo Comando esprime, per quanto di competenza parere favorevole alle seguenti condizioni: 1. Le coperture dei vani esterni ospitanti i trasformatori n. 11 e 13 siano di caratteristiche almeno REI60 (rif. Punto 1. capo III DM 15.07.2014); 2. Per i rischi conseguenti all’istallazione dell’impianto Denox/Desox venga elaborato il documento sulla protezione contro le esplosioni di cui all’articolo 294 del D.lvo 81/08 da integrare al documento di valutazione dei rischi di cui all’art. 17, comma 1, del D.lvo 81/08…”;
-   parere Soprintendenza BB.CC.AA. di Palermo: Nulla Osta prot. n. 2079/S15.4 del 26 ottobre 2016 per la demolizione della ciminiera dismessa lato Capaci a servizio del forno e rinforzo strutturale della ciminiera lato Palermo presso lo stabilimento Italcementi S.p.A.. L’amministrazione ha autorizzato nel progetto le opere previste nel progetto a condizione che si utilizzi una finitura cromatica con base RAL 1028 previa visione in cantiere della campionatura da parte da parte dei tecnici di questa U.O..
-    parere Soprintendenza BB.CC.AA. di Palermo: Nulla Osta prot. n. 892/S15.4 del 14 settembre 2016 (protocollo ARTA n. 13549 del 12 ottobre 2016) per la realizzazione di un nuovo impianto di riduzione ossidi di azoto e zolfo nello stabilimento Italcementi S.p.A.;
-   parere Soprintendenza BB.CC.AA. di Palermo: Nulla Osta prot. n. 6842/S6.7 del 4 novembre 2014 per installazione di una stazione di monitoraggio ambientale in via delle Mimose;
-   parere favorevole dell’ASP n. 6 Palermo, prot. n. 5926 del 17 ottobre 2016 (protocollo Comune di Isola delle Femmine, 15423 del 14 novembre 2016) con riferimento alla Richiesta parere igienico sanitario per rilascio autorizzazione inerente la realizzazione di un impianto di riduzione ossidi di azoto e zolfo presso lo stabilimento Italcementi s.p.a.”;

-   autorizzazione, ex art. 16 legge 64/74, dell’Ufficio del Genio Civile di Palermo, prot. n. 207817 del 17 novembre 2016 (protocollo Comune di Isola delle femmine, 4841 del 27 marzo 2017) inerente al “Progetto di realizzazione di un impianto DeNOx e DeSOX per la linea di cottura all’interno dello stabilimento cementeria Isola delle Femmine consistenti sommariamente in: realizzazione di una platea di fondazione in
c.a. dalle dimensioni circa di mt 21.40 x 9.70 avente uno spessore di m. 1.00 per l’alloggiamento di un silo metallico per lo stoccaggio del bicarbonato, un serbatoio in acciaio inox per il contenimento della soluzione ammoniacale, realizzazione di una cabina elettrica in c.a. con sovrastante istallazione di una struttura metallica per la realizzazione di una scala di accesso alla copertura del silo bicarbonato e del serbatoio soluzione ammoniacale; realizzazione di un plinto di fondazione in c.a. della stilata metallica della passerella tubazioni”;
- parere del Sindaco del Comune di Isola delle Femmine: parere favorevole ai sensi degli articoli 216 e 217 del R.D. 27 luglio 1934 n. 1265 espresso nel corso della conferenza di servizi del 25 maggio 2017 e consegna delle seguenti note che non risultano agli atti della presente istruttoria;
-  certificato di collaudo finale a firma del direttore dei lavori Arch. Antonio Sferlazzo che non risulta agli atti della presente istruttoria;
-   parere del Comune di Isola delle Femmine - Ufficio Tecnico III Settore – Urbanistica ed edilizia Privata - nota prot. n. 7818 del 25 maggio 2017 contenente la seguente documentazione: nulla osta per costruire cementeria prot. n. 434 del 4 marzo 1954 rilasciato dal Comune di Isola delle Femmine; autorizzazione di agibilità n. 24/82 del 24 gennaio 1991 rilasciata dal Comune di Isola delle Femmine; segnalazione certificata di inizio attività dei lavori di realizzazione di un impianto per la riduzione degli ossidi di azoto e zolfo emessi in atmosfera, prot. 11. 15266 del 10 novembre 2016; segnalazione certificata di inizio attività dei lavori consistenti in demolizioni della ciminiera dismessa lato Capaci, rimozione dei gruppi elettrofiltri dismessi ai piedi delle ciminiere, rinforzo strutturale della ciminiera lato Palermo, prot. n. 16144 del 25 novembre 2016; comunicazione di fine lavori della Scia di cui sopra, prot. n. 6374 del 23 aprile 2017;
-  ASP di Palermo U.O.C. Igiene degli Ambienti di Vita: Parere favorevole prot. n. 1779 del 6 luglio 2017;
-   parere favorevole dell’Arpa Sicilia Direzione Generale sul PMC -espresso con nota prot. n. 18969 del 13 aprile 2018 (protocollo ARTA n. 23344 del 13 aprile 2018) – sottoposto alle seguenti condizioni:
1.  Per un più efficace controllo del periodo di esercizio non sorvegliato degli analizzatori SME, si chiede di aumentarne la frequenza di calibrazione di zero e di span portandola ad una settimana, in particolare nei casi in cui la frequenza prevista e pari a quattro settimane o a tre mesi (vedi tab. a pag. 22 del manuale di gestione SME).
2.   Fermo restando quanto chiesto al superiore punto 1, il gestore deve riportare nel manuale di gestione SME gli scostamenti percentuali dai valori di zero e di span che determinano la necessità di procedere ad una nuova taratura/calibrazione dello strumento di misura, per ciascuno degli inquinanti monitorati in continuo.
3.II gestore deve aggiornare tutti i riferimenti alle norme tecniche presenti nel manuale di gestione SME, se superati (ad es. UNICHIM 402 da sostituire con UNI EN13284-1:2003, vedi pag. 25).
4.     Si concorda con quanto proposto del gestore relativamente alla frequenza di sostituzione (ogni 8.000 ore di utilizzo effettivo rispetto alla precedente frequenza indipendente dalla reale operatività) delle maniche del filtro a tessuto a servizio dell'impianto molino n.1 che convoglia al camino E21.
5.   Si chiede di integrare le registrazioni indicate al par. "Ispezione e manutenzione dei sistemi di abbattimento" del PMC con quelle relative all'ispezione ed alla sostituzione del filtro a carbone attivo installato sullo sfiato del serbatoio interrato per olio combustibile BIZ.
6.  Con riferimento alle emissioni diffuse, le procedure operative e le istruzioni tecniche citate nel PMC devono essere allegate alto stesso. Inoltre, qualora esse non specifichino in dettaglio le modalità adottate per il contenimento delle emissioni diffuse nei quattro casi riportati a pag. 24 e seguenti, tali modalità andranno inserite nel PMC in corrispondenza della specifica attività (a titolo di esempio, relativamente all'umidificazione del materiale estratto nella cava di Pian dell'Aia, chiarire se ciò avviene attraverso un sistema automatico o manualmente, con periodicità prefissata o occasionalmente).
7.   Entro tre mesi dall'emissione del provvedimento di autorizzazione, il gestore dovrà implementare un sistema per il contenimento delle emissioni diffuse durante le fasi di caricamento del cemento sfuso sui mezzi di trasporto dedicati.
8.  II gestore deve integrare la tabella4.1-1"Elenco delle comunicazioni da effettuare agli enti" aggiungendovi: - la comunicazione dei dati giornalieri degli SME; che effettuerà secondo le modalità concordate durante l'incontro tecnico; - l’indicazione dei tempi per l'invio degli esiti dell'IAR e delle tarature, anche per gli strumenti per i quali la taratura coincide con la calibrazione.
9.    Si prende atto della proposta in All. 1 al PMC, relativa alla possibilità che la vidimazione dei registri lì elencati venga effettuata della ST1 Controlli Ambientali di ARPA Sicilia, che si rende disponibile in tal senso, in alternative agli uffici dell'Area 2.
10.  Tutti i punti di misura/campionamento/controllo indicati nel PMC devono essere geo referenziati, chiaramente identificati con apposizione di adeguata cartellonistica, e le loro coordinate riportate nel piano. Inoltre al piano dovranno essere allegate planimetrie riportanti i suddetti punti di misura/campionamento per una loro facile identificazione.
11.  II PMC manta del quadro sinottico delle attività di controllo. Si chiede pertanto al gestore di inserire tale quadro sinottico ed al contempo di adeguare il piano alto schema del "Documento di indirizzo per la redazione del piano di monitoraggio e controllo per gli impianti soggetti ad AlA" di ARPA Sicilia, che si allega in copia; inoltre il proponente potrà prendere a riferimento anche il documento APAT "II contenuto minimo del piano di monitoraggio e controllo" del febbraio 2007.
12.  Con riferimento alle attività di controllo a carico di ARPA e alle relative frequenze, in assenza del quadro sinottico di cui al punto precedente e nelle more della predisposizione da parte dell'Amministrazione Regionale del piano regionale d'ispezione ambientale ex art. 29-decies comma 11-bis, si propone l'effettuazione di un'ispezione annuale, con controlli da svolgersi suite matrici aria, acqua, rifiuti e rumore da parte della Struttura Territoriale ARPA di Palermo.
13.  Qualora, all'esito della conferenza dei servizi decisoria, non fossero stati acquisiti i pareri di tutti i soggetti convocati, il presente parere potrà essere soggetto a modifica, integrazione o revoca.
14.  II gestore dovrà redigere, entro 30 giorni dall’emissione del decreto di autorizzazione, una revisione del PMC che: recepisca le prescrizioni del presente parere; recepisca le prescrizioni contenute nel provvedimento di autorizzazione, anche rilasciate da altri enti, che possano avere refluenze sul PMC; contenga i limiti di emissione stabiliti dall'autorità competente, come riportati nel provvedimento di autorizzazione; contenga le frequenze dei controlli da effettuarsi da parte di questa Agenzia ai sensi dell'art.                                                                                        29- sexies comma 6, conformi alle disposizioni del piano d'ispezione ambientale definito dall’autorità competente ex art. 29-decies comma 11-bis, ovvero, nelle more della sua predisposizione da parte di codesta spettabile A.C., quelle indicate al precedente punto 12.
15.  II gestore dovrà trasmettere copia del PMC cosi revisionato, in formato digitale, alla Struttura Territoriale di Palermo (arpapalermo@pec.arpa.sicilia.it) ed alla 5T1 Controlli Ambientali(arpa@pec.arpa.sicilia.it) per l'approvazione finale, e per conoscenza all’autorità competente.
CONSIDERATO dalla Relazione Tecnica si apprende che gli interventi in progetto per la Cementeria di Isola delle Femmine mirano a dotare l’impianto di nuove tecnologie in grado di assicurare il contenimento delle emissioni nel puntuale rispetto delle indicazioni di cui alle BAT Conclusions, “Conclusioni relative alle migliori tecniche disponibili per la produzione del cemento, della calce e dell’ossido di magnesio”, approvate con Decisione della Commissione Europea n. 2013/163/UE del 26 marzo 2013 e pubblicate sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea il 9 aprile 2013.
Gli interventi in progetto prevedono per il forno di cottura del clinker:
-    adozione di tecniche di controllo primario delle emissioni di NOx attraverso l’installazione di nuovi bruciatori Low-NOx al forno rotante ed alla griglia di preriscaldo;
-   adozione di tecniche di controllo secondario degli NOx attraverso l’applicazione e la realizzazione di un impianto SNCR Selective Non Catalytic Reduction;
-   installazione di un sistema DeSOx di iniezione di bicarbonato di sodio per abbattimento degli ossidi di zolfo.
1.  QUADRO DI RIFERIMENTO PROGETTUALE

La Relazione tecnica afferma quanto segue.

Il complesso produttivo Italcementi è situato nel territorio comunale di Isola delle Femmine, in provincia di Palermo ed è articolato nelle seguenti attività:

-   cava di Pian dell’AIA: estrazione del calcare, frantumazione calcare, trasporto calcare attraverso fornelli e nastri trasportatori in galleria sotterranea dalla cava di Pian dell’AIA alla ex cava di Raffo Rosso. Cava Pian dell’Aia si estende sul territorio dei comuni di Palermo e Torretta;
-   ex cava di Raffo Rosso: arrivo nastro trasportatore in galleria sotterranea dalla cava di Pian dell’AIA, frantumazione secondaria invio calcare in cementeria tramite nastro;
-  cementeria: produzione di leganti idraulici.

La cava di Pian dell’Aia e l’ex cava Raffo Rosso di proprietà sono attività tecnicamente connesse all’impianto IPPC 3.1 (Impianti destinati alla produzione di clinker (cemento) in forni rotativi >500 tonnellate/giorno) rappresentato dalla cementeria.
La cementeria è dotata di un impianto di produzione del clinker, forno Lepol a via semisecca, con capacità produttiva massima pari a 2.000 tonnellate/giorno di clinker, cui corrisponde una potenzialità annua pari a
650.000 t di clinker.

La cementeria, la cava Pian dell’AIA e l’ex. Cava Raffo Rosso come attività tecnicamente connesse per gli aspetti ambientali pertinenti, sono esercite nel rispetto dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) rilasciata dalla Regione Sicilia con D.R.S. 693 del 18 luglio 2008. Il provvedimento AIA è stato oggetto di istanza di rinnovo in data 16 gennaio 2014.

L’intervento consiste nella realizzazione di un impianto per la riduzione di ossidi di azoto e zolfo emessi in atmosfera.

Questo impianto è costituito nello specifico da:
-   Un silos in inox per il bicarbonato con capacità di circa 140 mc, diametro interno di circa 5,00 m ed altezza di circa 18,00 m, interamente rivestito da lamiera metallica e con copertura metallica aperta ai lati, che poggia su una fondazione in CA;

-  Un’area a raso per lo scarico del bicarbonato di dimensioni pari a 4,50 x 15,50 m circa;

-   Un serbatoio per la soluzione ammoniacale con capacità di circa 100 mc, diametro interno di 3,80 m ed altezza di 9,00 m, realizzato all’interno di un bacino di contenimento in muratura con dimensioni interne approssimative di 6,90 x 9,90 m ed alto circa 2,50 m. A copertura di tale bacino è posizionata una copertura metallica sostenuta da pilastri metallici che poggiano sui muri del bacino di contenimento;
-  Un’area a raso per lo scarico della soluzione ammoniacale di dimensioni pari a circa 16,80 x 5,00 m;
-   Una cabina elettrica collocata tra il silo per il bicarbonato e il serbatoio per la soluzione ammoniacale, di circa 5,50 x 3,00 m ed altezza circa 3,30 m;
-   Una scala metallica per la manutenzione che dal livello terreno accanto al silo bicarbonato conduce alla copertura della cabina elettrica e che dalla copertura di quest’ultima conduce fino alla sommità, prima del silo bicarbonato e poi di quella del serbatoio soluzione ammoniacale;
-   Passerella metallica realizzata mediante travi reticolari in carpenteria metallica per il sovrappasso delle tubazioni dal nuovo impianto al forno esistente;
-   Locale tecnico containerizzato monoblocco di circa 1,70 x 4,20 m collocato nella zona adiacente al forno esistente. Sarà realizzato in struttura in lamiera pressopiegata verniciata e tamponamento in pannello sandwich. ).
2.  AUTORIZZAZIONI E CERTIFICAZIONI IN ESSERE

Con la Relazione Tecnica il Proponente ha dichiarato che “Attualmente, l’impianto risulta in possesso di Autorizzazione Integrata Ambientale con D.R.S. 693 del 12 luglio 2008; il sito estrattivo di Pian dell’Aia, invece, in possesso di Autorizzazione n. 03/15 - 134 R, PA del 18/03/2015.
Il sistema di gestione ambientale della Cementeria è certificato secondo la norma ISO 14001 (Certificato Certiquality n. 5846 del 31 gennaio 2003, con scadenza 23/02/2018).
La cava calcare Pian dell’Aia è autorizzata all’escavazione con provvedimento Distretto Minerario di Palermo n. 09-12.134 R2 PA del 18.03.2015 (scad. 23.03.2018). La cava insiste su terreni di proprietà demaniale dichiarati di interesse industriale con decreto del Presidente della Regione Sicilia n. 1340, gr. IV/118 del 24.03.1998 per la durata di venti anni.
La cava di argilla Manostalla è autorizzata all’escavazione con provvedimento Distretto Minerario di Palermo n. 02/12-127 R1 PA del 18.01.2012 (scad. 23.07.2026). La cava insiste completamente su terreni di proprietà della Italcementi S.p.A. è gestita da impresa esterna e non è tecnicamente connessa al complesso produttivo IPPC di Isola delle Femmine”.

3.  QUADRO DI RIFERIMENTO PROGRAMMATICO

Dai documenti depositati dal Proponente emerge quanto segue.


La cementeria di Isola delle Femmine si trova nel Comune di Isola delle Femmine (PA) a circa 12 km da Palermo lungo l’autostrada Palermo – Mazara del Vallo ed è delimitata a Sud dai rilievi dei Monti di Palermo e a Nord dal Mar Tirreno.

L’area complessiva ha una estensione di circa 115.448 m2, gran parte del sito è completamente impermeabilizzata con asfaltatura o soletta in cemento, in ottime condizioni, mentre esistono alcune aree limitate (es. aiuole) prive di pavimentazione.

- Piano Regolatore Generale

Il Piano Regolatore Generale è stato approvato con Decreto Assessorile 14 maggio 1977 n. 83 e la successiva variante approvata con Decreto Assessorile 24 marzo 1983 n. 121/83.

L’area di intervento è interamente identificata come Zona D – industriale ed artigianale. Non sono indicati parametri edificatori.

L’articolo di riferimento è l’art. 14 “zone D” ovvero le zone che comprendono le aree entro cui gli impianti industriali o artigianali in esse esistenti possono continuare la propria attività sempre che le condizioni di accettabilità dei residui di lavorazione, scarichi fluidi, vapori, rumori ecc. sottostiano ai valori limite fissati dalle leggi vigenti sotto il controllo delle autorità preposte. Entro i limiti delle aree definite dal PRG le nuove costruzioni per l’ampliamento degli impianti esistenti non sono soggette a piani di lottizzazione.

Entro 1 km dal perimetro dell’impianto si è in presenza di:

-  Case di civile abitazione (Comune di Isola delle Femmine, 7.191 abitanti)

-  Autostrada Palermo – Mazara del Vallo

-  S.S. n° 113 Settentrionale Sicula

-  Linea ferroviaria Palermo - Trapani

-  Mar Tirreno

-  Piccoli insediamenti industriali ed artigianali


La cava Pian dell’Aia (escavazione calcare) si trova a circa 10 km dallo stabilimento nei Comuni di Torretta e Palermo ad un’altitudine di circa 700 m sul livello del mare.

La cava è tecnicamente connessa alla cementeria attraverso trasporti interni costituiti da fornelli e nastri in galleria.

- Piano Paesaggistico

La zona in cui si colloca l’intervento si trova all’interno di una più vasta area soggetta a vincolo paesaggistico definito ai sensi dell’art. 136, lett. c-d del D.Lgs. 42/2004 smi.

In particolare, si tratta del decreto assessoriale 30 gennaio 1989 “Dichiarazione di notevole interesse pubblico del territorio comunale di Isola delle Femmine.

Le motivazioni di apposizione del vincolo ben inquadrano i valori paesaggistici tutelati: il paesaggio naturale costiero, caratterizzato dall'ampio arco di spiaggia, estremità orientale del golfo di Carini, a cui fa contrasto il susseguirsi di insenature, e l'antropizzazione storicizzata delle due torri, "di terra" e di "fuori", appartenenti al sistema di avvistamento a difesa della cortina delle tipiche costruzioni di pescatori del lungomare. A chiusura sullo sfondo di questo "quadro paesaggistico" la Montagna Raffo Rosso, massiccio costiero calcareo con imponenti pareti e falesia subverticali.

Il principio animatorio di tale decreto non è quello di vincolare per settori ma di preservare i caratteri di notevole interesse pubblico e conciliarli con la necessità di regolare la costruzione di nuovi insediamenti, evitando il caotico distribuirsi sul territorio.

L’intervento verrà realizzato all’interno dell’area industriale della Cementeria, impianto esistente da diversi decenni, in un’area non visibile dall’esterno.

Gli effetti delle modifiche apportate all’impianto industriale, sono tali da non poter essere percepite dall’esterno.

- PTPR – PIANO TERRITORIALE PAESISTICO REGIONALE

Le linee guida per l’ambito 4 e per il territorio di Isola delle Femmine individuano alcuni elementi rilevanti che coesistono in un territorio dalla doppia vocazione turistica ed industriale, con elementi naturalistici da menzionare, ma dotato di diverse e importanti infrastrutture industriali, viarie e portuali.

-  PPA – PIANO PAESAGGISTICO D’AMBITO


Il Proponente ha affermato che alla data odierna il piano d’ambito risulta ancora in fase istruttoria

-  PIANO TERRITORIALE PROVINCIALE ex. art. 12 L.R. n. 9/1986


Il Proponente ha affermato alla data odierna del PTP della provincia di Palermo risulta approvato il solo Schema di Massima.

Nella Relazione paesaggistica, il Proponente ha concluso che “Non sono previste alterazioni del paesaggio così come descritto nel testo del decreto che tutela il territorio in questione in quanto l’intervento in oggetto si colloca all’interno del sito di Italcementi, ovvero all’interno di una zona industriale consolidata da decenni; inoltre il progetto non è visibile dall’esterno della cementeria pertanto non si colgono modifiche sul paesaggio perché di fatto non ce ne sono.

I manufatti previsti hanno delle altezze inferiori a quelle dei manufatti già esistenti e da questi sono nascosti”.

RILEVATO che (come da figura che segue)

-    la Cementeria di Isole delle Femmine dista circa 500 m dalle zone ITA020049 e ITA 020023 e circa 400 m dalla zona ITA020047;

-  l’ex Cava Raffo Rosso è in parte adiacente e in parte all’interno delle zone ITA020049 e ITA 020023;

-  Cava Pian dell’AIA è all’interno delle zone ZPS ITA020049 e ZSC ITA 020023.



RILEVATO anche che (come da figura che segue)

-    la Cementeria di Isole delle Femmine dista circa 500 m da un Important Bird Areas;

-   l’ex Cava Raffo Rosso è in parte adiacente e in parte all’interno di un Important Bird Area e comunque ricompresa nella ZPS ITA 020049 e nella ZCS 020023;

-  Cava Pian dell’AIA è all’interno da un Important Bird Areas.

CONSIDERATO che il Proponente ha ritenuto di non effettuare alcuna Valutazione di Incidenza Ambientale (VINCA) in quanto ha deciso, anche a causa della situazione economica, di non eseguire più il progetto definitivo di revamping dell’impianto.


RILEVATO CHE nella proposta di riesame e rinnovo l’intervento consiste nella realizzazione di un impianto per la riduzione di ossidi di azoto e zolfo emessi in atmosfera … costituito nello specifico da:

-         Un silos in inox per il bicarbonato con capacità di circa 140 mc, diametro interno di circa 5,00 m ed altezza di circa 18,00 m, … -

-         Un’area a raso per lo scarico del bicarbonato di dimensioni pari a 4,50 x 15,50 m circa; -

-         Un serbatoio per la soluzione ammoniacale con capacità di circa 100 mc, diametro interno di 3,80 m ed altezza di 9,00 m, … -

            Un’area a raso per lo scarico della soluzione ammoniacale di dimensioni pari a circa 16,80 x 5,00 m; … 

-         Una cabina elettrica collocata tra il silo per il bicarbonato e il serbatoio per la soluzione ammoniacale, di circa 5,50 x 3,00 m ed altezza circa 3,30 m; -

-         Una scala metallica per la manutenzione che dal livello terreno accanto al silo bicarbonato conduce alla copertura della cabina elettrica e che dalla copertura di quest’ultima conduce fino alla sommità, prima del silo bicarbonato e poi di quella del serbatoio soluzione ammoniacale;- Passerella metallica realizzata mediante travi reticolari in carpenteria metallica per il sovrappasso delle tubazioni dal nuovo impianto al forno esistente;

CONSIDERATO CHE la localizzazione dell'impianto oggetto dell'intervento, la natura delle azioni progettuali, le emissioni in atmosfera e il traffico indotto dalle operazioni di cantiere e costruzione potrebbero incidere con i Siti della Rete Natura 2000 confinanti con il sistema delle comunicazioni interessato (ZPS ITA 020049 e ZSC ITA 020023)

1.  VALUTAZIONE DEGLI IMPATTI DEL PROGETTO SULLE COMPONENTI AMBIENTALI E LE RELATIVE OPERE DI MITIGAZIONE.

A- SUOLO
CONSIDERATO che il Proponente ha trattato la suddetta componente ambientale al fine di verificare la sussistenza dell’obbligo di presentazione della relazione di riferimento, secondo le indicazioni riportate in Allegato 1 al Decreto Ministeriale n. 272 del 13/11/2014, in vigore dal 7 gennaio 2015, recante le modalità di redazione della relazione di riferimento, di cui all’art. 5 comma 1 lettera V-bis del D.Lgs 152/2006.

CONSIDERATO che il proponente afferma che “La cementeria di Isola delle Femmine si inserisce in un’area che si estende dal pianoro immediatamente a Nord di M. Castellaccio, dove è aperta la cava di calcare denominata Pian dell'Aia, sino al pianoro posto alla base della dorsale Raffo Rosso e Pizzo Mollica.

Le caratteristiche geologiche dell’area, che fa parte di quel vasto territorio comprendente le propaggini nord occidentali dei Monti di Palermo, hanno un’influenza dominante sugli aspetti morfologici dei luoghi in quanto l'ambiente litologico è caratterizzato quasi esclusivamente dalla presenza di facies rocciose di aspetto lapideo variamente dislocate e fratturate e in subordine da depositi di copertura grossolani di natura detritica.
Il versante occidentale risulta costituito, nella sua porzione di testa, da pareti ripide rocciose subverticali che si raccordano alla fascia litoranea pianeggiante a mezzo di un profilo omogeneo, a tratti scosceso e modellato dalla presenza di un ambiente tipico della falda di detrito.
La cementeria Italcementi si imposta sulle formazioni calcarenitiche quaternarie, costituite da brecce conchigliari con straterelli di sabbie rossastre e lenti di argilla”.

Con riferimento all’idrologia e idrogeologia, il Proponente ha specificato che “l’area rientra nella “Unità idrogeologica dei Monti di Palermo” della quale fanno parte i complessi carbonatico, calcareo-silico- marnoso, carbonatico-siliceo e calcareo marnoso, ubicati lungo la fascia costiera compresa tra le piane di Partitico e Altavilla Milicia. Lungo i margini meridionale ed orientale, essa è limitata da ampi affioramenti del complesso argilloso-marnoso-arenaceo; gli altri limiti sono invece marcati dal mare e dai depositi prevalentemente calcarenitici delle piane costiere, il deflusso della falda di base è preferenzialmente orientato verso i quadranti settentrionali, dove le “soglie di permeabilità” si trovano a quota più bassa.

La permeabilità è particolarmente elevata nella formazione cretacica a causa dell’intensa fatturazione indotta dai complessi eventi tettonici che hanno interessato queste rocce. Sensibile è anche la permeabilità del ghiaione continentale quaternario a causa dell’eterogeneità dimensionale degli elementi che lo compongono.

Tuttavia, in profondità, dove il ghiaione si trasforma in conglomerato compatto, la permeabilità per porosità tende a diminuire sensibilmente anche se c’è un leggero incremento di permeabilità per fatturazione. Nell’area della cementeria si individua una falda libera sovrapposta ad una estesa zona di saturazione di acqua salata/salmastra, con deflusso idrico sotterraneo orientato prevalentemente in direzione E-W (ovvero da monte verso mare)…Le valutazioni sulle particolari caratteristiche chimiche delle acque di falda riscontrate nell’ambito delle recenti indagini di caratterizzazione dell’ex cava Raffo Rosso, ubicata alle spalle della cementeria e le indicazioni fornite dal modello idrogeologico, segnalano che la qualità delle acque sotterranee è influenzata dalla zona di saturazione di acqua salata/salmastra, con la conseguenza che i superi delle concentrazioni limite CSC relative a parametri che caratterizzano la composizione dell’acqua di mare (gli ioni detti costituenti maggiori), quali ad esempio boro e solfati, sono attribuibili a concentrazioni di fondo naturale più elevato delle CSC stesse e non a fenomeni di contaminazione…”.

CONSIDERATO che il Proponente, nel condurre la verifica circa la sussistenza dell’obbligo di presentazione della relazione di riferimento, in base ai contenuti dell’Allegato 1 del D.M. 272/2014, ha affermato che tra le sostanze e miscele utilizzate presso il sito della cementeria di Isola delle Femmine sono presenti sostanze pericolose, classificate come tali in base al regolamento (CE) n. 1272/2008 e che sulla base dei quantitativi mediamente gestiti nell’arco di un anno, per alcune delle sostanze e miscele, selezionate in base alle indicazioni di pericolo previste dall’Allegato 1del D.M. 272/2014, si verifica il superamento di uno o più valori soglia relativi alla specifica indicazione di pericolo, indicati nella tabella dell’allegato 1 al D.M. 272/2014.

CONSIDERATO che il Proponente ha indicato quali sostanze pericolose rilevanti:

  Olio combustibile denso BTZ

  Gasolio

  Solfato di ferro (II)

  Solfato di stagno (II)

  Grasso lubrificante

  Olio motore

  Olio idraulico

  Olio dielettrico.



CONSIDERATO che il Proponente ha ritenuto che ….La valutazione dell’effettiva possibilità di contaminazione dei terreni e/o delle acque sotterranee, in relazione alle proprietà chimico-fisiche delle sostanze pericolose rilevanti, alle caratteristiche del sito e alla gestione e sicurezza dell’impianto, ha evidenziato una sostanziale assenza di rischio di contaminazione delle matrici ambientali, e ha indicato una serie di motivazione a sostegno tra cui i numerosi interventi di miglioramento delle procedure e ammodernamento degli impianti, la scrupolosa adozione di specifiche procedure di sicurezza e strategie di monitoraggio e controllo periodico degli aspetti di rischio e il rispetto di specifiche istruzioni tecniche che regolano da decenni le modalità per la gestione dei serbatoi interrati e fuori terra, la movimentazione e lo stoccaggio dei combustibili, le misure di contenimento e di prevenzione degli incidenti e la risposta ad emergenze.

CONSIDERATO che il Proponente ha poi così concluso affermando che “In base ai contenuti dell’Allegato 1 del D.M. 272/2014, per il gestore dell’impianto IPPC NON sussiste l’obbligo di presentazione della relazione di riferimento in relazione a tali sostanze”.

RILEVATO che il Proponente ha redatto, nel luglio 2015, la suddetta verifica della sussistenza dell’obbligo di presentazione della relazione facendo riferimento al Decreto Ministeriale 13 novembre 2014, n.272. L’appena citato Decreto è stato oggi superato dal DM MATTM del 15 aprile 2019 n. 104.

RILEVATO che dalla cartografia del PAI (Piano Assetto Idrogeologico) è emerso che:

-    la Cementeria di Isole delle Femmine dista circa 500 m da una zona con pericolo di frana molto elevato;

-  l’ex Cava Raffo Rosso è all’interno di una zona con pericolo di frana molto elevato;

-  Cava Pian dell’AIA è adiacente, a sud, ad una zona con pericolo di frana molto elevato.


- ALTRI ASPETTI AMBIENTALI


Gli aspetti ambientali della cementeria sono tenuti sotto controllo e monitorati con continuità mediante l’applicazione di quanto riportato nel Piano di Monitoraggio e Controllo (Allegato 10 sub. C) adottato dalla cementeria ed approvato in ambito di Autorizzazione Integrata Ambientale DRS 693 del 18 luglio 2008, un aggiornamento di tale piano è stato inoltrato in allegato all’istanza di Rinnovo del 16 gennaio 2014 ed allegato alla presente (Allegato 10 sub. D).
Il proponente al fine di valutare gli altri aspetti ambientali è partito dall’indicare:
A- le risorse naturali ed in particolare le materie prime e ausiliarie (parzialmente sostituite con il recupero di rifiuti come materia operazione R5) quali Calcare, Argilla, Sabbia silicea, Gesso, Silicato di ferro, Pozzolana; le materie prime necessarie al processo produttivo sono garantite dalle seguenti dalla cava Pian dell’Aia sita nei Comuni di Torretta e Palermo che fornisce il calcare trasportato in Cementeria tramite un sistema di nastri e fornelli e dalla cava Manostalla, sita nel Comune dì Carini, che fornisce l’argilla che viene trasportata in stabilimento per via camionale.
Il Proponente ha poi rilevato che lo sfruttamento di cave limitrofe alla Cementeria e la cui disponibilità sia in capo alla Società è condizione indispensabile per l’esercizio della relativa attività produttiva.
B- i rifiuti recuperati tra cui mattoni refrattari e gessi chimici da desolforazione;

C- i combustibili in ingresso quali coke di petrolio (umido) e Olio combustibile denso BTZ;

D- il ciclo tecnologico della cementeria di Isola delle Femmine che può essere schematizzato in alcune fasi principali di seguito riassunte e illustrate:
  Fase 1: Escavazione calcare in cava Pian dell’Aia trasporto e frantumazione primaria;

  Fase 2: Frantumazione secondaria nella ex cava Raffo Rosso;

  Fase 3: Ricevimento e deposito materie prime e rifiuti recuperabili;

  Fase 4: Macinazione e controllo miscela cruda;

  Fase 5: Macinazione del combustibile solido;

  Fase 6: Cottura e raffreddamento del clinker;

  Fase 7: Spedizione clinker;

  Fase 8: Essiccazione e macinazione pozzolana;

  Fase 9: Macinazione cemento;

  Fase 10: Deposito prodotti finiti;

  Fase 11: Spedizione cemento in sacchi o sfuso;

  Fase 12: Preriscaldamento e distribuzione olio combustibile.


Il Proponente ha così indicato per ogni fase la tipologia di inquinante emesso e le misure assunte a presidio sia dell’ambiente esterno che di lavoro.
Nella maggior parte di ipotesi l’unica tipologia di inquinante emesso è la polvere e a presidio, sia nell’ambiente esterno che nell’ambiente di lavoro, sono installati filtri a tessuto e un filtro elettrostatico per le emissioni del forno di cottura.
Nella fase 4 il molino del crudo (E14) emette anche gas di combustione e nella fase 5 vi è anche l’emissione dei molini del combustibile solido (E21).
Di particolare interesse appare soffermarsi sulla fase 6 ed in particolar modo sulla linea di cottura (forno n. 3) preposta alla produzione di clinker, l’intermedio di lavorazione che costituisce il componente principale dei cementi prodotti presso la Cementeria medesima.
La tipologia di forno adottata è, come si è detto, un forno rotante a via “semi-secca” con griglia  di preriscaldo Lepol; il forno ha un raffreddatore del clinker a griglia alternata che permette l’ottimizzazione dello scambio termico con il clinker in uscita dal forno.
A parere del Proponente contribuisce a permettere il rispetto dei limiti dell’AIA vigente dell’impianto il fatto che “Alle caratteristiche del bruciatore principale, riconducibili a quelle di bruciatori di tipo Low NOx, si accompagnano tecniche primarie di riduzione delle emissioni di NOx. A tale scopo, l’ottimazione del processo, ottenuta attraverso il controllo delle condizioni di funzionamento e accensione del forno e l’alimentazione omogenea dei materiali in esso immessi”.
E- con riferimento alla componente ACQUA che “l’ex cava Raffo Rosso viene rifornita dalla rete della cementeria, mentre la cava Pian dell’Aia viene rifornita da autobotti. In totale nel 2014 la cementeria ha acquistato 159.854 m3 di acqua. Presso la cementeria è attivo un sistema di recupero delle acque di raffreddamento…”.
F- con riferimento alla componente ENERGIA che “Gli impianti sono stati progettati e aggiornati nel tempo in modo da assicurare il massimo recupero termico realizzabile (griglia di raffreddamento clinker ad alta efficienza, recupero di calore per l’essiccazione agli impianti del combustibile solido, aria secondaria  di combustione) e minimizzare il consumo elettrico (motori ad azionamento variabile, macchine ad alta efficienza energetica, sistemi automatici di gestione dell’energia, ecc.)”.
G- con riferimento alla componente EMISSIONI in atmosfera che sono distinguibili tra emissioni di processo e di lavaggio. Le emissioni di processo sono quelle tecnologicamente indispensabili e necessarie al


funzionamento degli impianti produttivi principali. Ricadono in tale tipologia le emissioni originate dagli impianti di seguito elencati:
  E82 frantoio primario (polveri);

  E84 frantoio secondario (polveri);

  E14 molino crudo n.3 (gas di combustione e polveri);

  E21 molino carbone 1 e 2 crudo (polveri);

  E35 forno di cottura (gas di combustione e polveri);

  E38 raffreddatore del clinker (polveri);

  E46, E47, E48 ed E50 molini cemento (polveri);

  E 53 molino pozzolana (polveri).

Le emissioni di lavaggio sono quelle originate dalla esclusiva necessità di impedire la diffusione delle polveri nell’ambiente circostante ai singoli macchinari (polveri).
Le polveri sono l’inevitabile effetto del trasporto e del trattamento dei materiali: possono quindi essere costituite da particelle di rocce calcaree o argillose, da particelle di gesso, clinker e altro.
La migliore tecnica disponibile per il controllo delle emissioni di polvere sono gli elettrofiltri e i filtri a tessuto, che già oggi sono posti a presidio di tutti i punti di emissione della cementeria.

H- Le BAT Conclusions – Decisione di esecuzione della Commissione del 26 marzo 2013 che stabilisce le conclusioni sulle migliori tecniche disponibili (BAT) per il cemento, la calce e l’ossido di magnesio, ai sensi della direttiva 2010/75/UE del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle emissioni industriali.

Le presenti conclusioni relative alle migliori BAT, infatti, si applicano alla “3.1 Produzione di cemento, calce e ossido di magnesio” ivi comprese le seguenti attività:
a) produzione di clinker da cemento in forni rotanti la cui capacità di produzione supera 500 tonnellate al giorno o altri tipi di forni aventi una capacità di produzione di oltre 50 tonnellate al giorno”.


CONSIDERATO che il Progetto presentato è diretto ad ottenere un riesame con valenza di rinnovo dell’AIA alla luce anche delle modifiche introdotte al fine di dimostrare l’attuazione delle BAT Conclusions citate.
CONSIDERATO che Italcementi ha inteso conseguire i range delle BAT-AEL mediante interventi tecnico- gestionali diversi dal revamping della Cementeria.
CONSIDERATO che il Proponente ritiene applicate le:

BAT 1 - Sistemi di gestione ambientale - La cementeria ha adottato nel 2003 un sistema di gestione ambientale certificato secondo lo standard ISO 14001 conforme ai requisiti individuati come BAT. Il sistema è mantenuto costantemente aggiornato con sopralluoghi periodici e audit di revisione;
BAT 2 – RUMORE - Gli impianti della cementeria sono stati realizzati o modificati negli anni con i seguenti criteri o caratteristiche:
-    approvvigionamento delle macchine prescrivendo delle specifiche tecniche prestazionali in termini di rumorosità;
-  installazione delle macchine più rumorose all’interno di fabbricati chiusi ed insonorizzati;

-  studio del lay-out impiantistico con particolare attenzione all’impatto acustico;

-  accesso ai reparti attraverso portoni fonoisolanti;

-  chiusura dei portoni con serrature e regolamentazione dell’accesso tramite idonea procedura

-  ventilazione dei reparti chiusi grazie a sistemi di ventilazione forzata insonorizzati;

-  insonorizzazione delle casse dei ventilatori di maggiore portata e rumorosità ed installazione sulle mandate degli effluenti in atmosfera di silenziatori dissipativi a setti paralleli;
-  Insonorizzazione e chiusura di compressori e soffianti con pannelli fonoassorbenti;

BAT 3 - 4 – Tecniche primarie generali - Il ciclo tecnologico di produzione è costantemente monitorato da personale esperto e qualificato che, anche grazie all’ausilio di controlli chimico-fisici delle materie prime, semilavorati e prodotti finiti, assicura la corretta gestione del processo ai fini di garantire la qualità dei prodotti finiti e semilavorati e delle emissioni in atmosfera.

Tutti i segnali diagnostici e di stato delle macchine e degli impianti dell’intero ciclo produttivo sono remotati e centralizzati in una sala controllo continuamente presidiata da personale di turno qualificato, adeguatamente formato e informato, operante su tre turni.
Dalla stessa sala gli operatori comandano l’operatività di macchine e impianti. Le manovre di sala sono inoltre gestite elettronicamente secondo logiche di controllo la cui funzione è preservare l’integrità degli impianti, l’ambiente, la sicurezza dei lavoratori e la qualità del prodotto.
Il dosaggio dei combustibili solidi è effettuato tramite moderni sistemi gravimetrici.

L’impianto è dotato di un sistema di gestione automatico del processo detto “Sistema Esperto” che conduce l’impianto nelle fasi di normale esercizio.
4. Tutte le tipologie di combustibili, materie prime di origine naturale, materie prime seconde di origine industriale e rifiuti recuperati sono sottoposte a monitoraggio. In particolare, con frequenze variabili, sono determinati a seconda della tipologia sia i parametri merceologici sia i contenuti di sostanze quali zolfo, IPA e metalli.
BAT 5 – Monitoraggio - Il forno di cottura è oggetto di monitoraggio continuo di temperature di esercizio, pressioni e tenori di O2. Sono adottati inoltre moderni sistemi gravimetrici per il dosaggio di materie prime e combustibili. Le portate di combustibili e materie prime sono registrate in continuo.
La miscela di materie prime per cottura è controllata tramite moderni sistemi di controllo a feed back con raggi X e la miscela cruda prodotta è sottoposta a processi di omogeneizzazione per continuità e costanza del titolo.
Le emissioni di polvere SO2, NOx, CO, COT, NH3 e HCl sono monitorate in continuo.

Le emissioni di metalli, HF IPA e PCDD/F sono oggetto di misurazioni discontinue annuali.

BAT 7 – Consumo di energia - Il processo di cottura è gestito con un controllo automatico computerizzato. I dosatori gravimetrici del materiale e dei combustibili sono di tipo moderno.
Il forno è dotato di un bruciatore ausiliario di precalcinazione della farina posto nella camera di calcinazione della griglia Lepol.
È attivo il recupero del calore in eccesso, in particolare, il calore ottenuto dall'area di raffreddamento (aria calda) è utilizzato per l’essiccamento del combustibile solido. I combustibili convenzionali utilizzati sono tutti ad elevato contenuto energetico.

BAT 8-9-10 – Consumo di energia - 8. Italcementi, sempre nel rispetto delle caratteristiche qualitative del cemento prodotto conforme alle norme di qualità dedicate, ha ridotto sensibilmente l’apporto di clinker nei cementi. La cementeria di Isola delle Femmine produce cemento al calcare e alla pozzolana.
9.  Il calore proveniente dalla griglia di raffreddo del clinker è utilizzato per l’essiccamento del combustibile solido. Non vi è una quantità di calore residuo tale da permetterne lo sfruttamento per la cogenerazione/produzione combinata di calore e di elettricità.
10.   Tutti gli impianti sono stati nel tempo aggiornati e funzionano in modo da minimizzare il consumo elettrico tramite l’utilizzo di motori ad azionamento variabile, macchine ad alta efficienza energetica. Inoltre sono utilizzati sistemi automatici di gestione dell’energia.
BAT 11 – Controllo della qualità dei rifiuti - La cementeria utilizza rifiuti in sostituzione delle materie prime. Tutti i fornitori di rifiuti sono sottoposti ad una procedura di qualificazione prima di essere autorizzati al conferimento presso l’impianto. Tutte le partite omogenee di rifiuti recuperati sono sottoposte ad analisi dai produttori dei rifiuti stessi. La cementeria effettua analisi periodiche dei parametri chimico/fisici dei materiali in ingresso compresi i rifiuti recuperati.
BAT 14 – Emissioni di polveri diffuse - Per il contenimento delle polveri diffuse sono applicate le seguenti tecniche: Protezione/chiusura delle aree delle operazioni che generano polvere; Copertura di nastri trasportatori ed elevatori; Riduzione dei punti di perdite d'aria e materiali; Garanzia di una manutenzione adeguata e completa dell'impianto attraverso impianti di aspirazione per pulizia mobili e fissi; Ventilazione e raccolta delle polveri mediante filtri a tessuto (in cementeria sono installati 69 filtri a tessuto per il contenimento delle polveri diffuse); Utilizzo di sistemi chiusi di stoccaggio attraverso impianti di movimentazione automatico, quali: capannoni materie prime e clinker e sili di deposito del cemento; Utilizzo di tubature di riempimento flessibili per i processi di spedizione e carico, corredate di un sistema di aspirazione delle polveri per il caricamento del cemento, posizionate nella direzione del pianale di carico dell'automezzo.
BAT 15 – Emissioni di polveri diffuse - Per il contenimento delle polveri diffuse sono applicate le seguenti tecniche: tutti i nastri trasportatori sono provvisti di carter protettivo per evitare la dispersione eolica del materiale da essi trasportato; le aree di stoccaggio dei materiali polverulenti sono tutte al coperto; portoni ad impaccamento rapido sono posti a presidio dei punti di scarico dei materiali all’interno del capannone di deposito il quale è completamente chiuso; l’ingresso nel capannone degli automezzi che trasportano combustibile solido è presidiato da un tunnel a doppia porta; strade e piazzali di cementeria sono oggetto di continua pulizia con motospazzatrice ed i reparti produttivi sono costantemente tenuti puliti con l’ausilio di aspiratori industriali e di un impresa all’uopo destinata;
BAT 16 – Emissioni polveri convogliate - La manutenzione dei presidi è effettuata e registrata secondo uno specifico programma di gestione del SGA certificato ISO 14001. Tutte le emissioni convogliate, monitorate annualmente hanno livelli di emissione medi < 10 mg/Nm3;
BAT 17 – Emissioni polveri forno di cottura - Le emissioni del forno di cottura hanno livelli di emissione medi giornalieri in linea con la BAT. I gas in uscita dal forno di cottura sono depolverati con un filtro elettrostatico dotato delle più moderne apparecchiature di alimentazione e regolazione. La polverosità è misurata in continuo.
BAT 18 – Emissioni polveri raffreddamento e macinazione - Gli impianti di macinazione cemento sono depolverati da moderni filtri a tessuto che permettono livelli emissivi in linea con la BAT.
L’impianto di raffreddamento del clinker è depolverato da un filtro tessuto in grado di garantire livelli emissivi perfettamente in linea con la BAT;
BAT 23 – Riduzione disinnesti del sistema filtrante per CO - L’elettrofiltro asservito al forno di cottura è dotato di sistemi di misura del CO che agisce sul disinnesto in caso di superamento di una soglia prefissata di concentrazione. Tale applicazione funge da sistema di sicurezza per proteggere l’elettrofiltro. Tale eventualità viene scongiurata attraverso un controllo del processo di combustione, in nessun caso si prevede di condurre il forno con elettrofiltro disinserito, anche i transitori di avviamento e fermata sono gestiti  sempre con l’elettrofiltro inserito;
BAT 24 – Emissioni di carbonio organico totale (COT) - La scelta di tutte le materie prime di origine naturale e rifiuti recuperati è effettuata privilegiando il basso contenuto di TOC. Le materie prime delle cave di proprietà, che sono per ovvie ragioni insostituibili, sono condizionate dalla geologia del giacimento.
La farina cruda alimentata al forno di cottura è periodicamente sottoposta ad un piano di monitoraggio analitico in cui sono determinati anche i contenuti dei composti organici;
BAT 25-26 – Emissioni di HCl e HF - La scelta di tutti i combustibili, materie prime di origine naturale, di origine industriale, sottoprodotti e rifiuti recuperati è effettuata anche privilegiando il basso contenuto di Cl.
Tutte le tipologie di combustibili, materie prime di origine naturale, e rifiuti recuperati sono sottoposte a monitoraggio. In particolare con frequenze variabili, sono determinati a seconda della tipologia sia i parametri merceologici sia i contenuti di sostanze quali zolfo, composti organici (TOC), Cl e metalli. I livelli emissivi di HCl sono monitorati in continuo … I livelli emissivi di HF sono monitorati in discontinuo e sono sempre inferiori a 1 mg/Nm3 s @ 10% O2.
BAT 27 – Emissioni di PCDD/F - La scelta di tutti i combustibili, materie prime di origine naturale e rifiuti recuperati è effettuata anche privilegiando il basso contenuto di composti organici volatili, metalli, Cl.
Tutte le tipologie di combustibili, materie prime di origine naturale, materie e rifiuti recuperati sono sottoposte a monitoraggio. In particolare con frequenze variabili, sono determinati a secondo della tipologia sia i parametri merceologici sia i contenuti di sostanze quali zolfo, composti organici (TOC), Cl e metalli.
I livelli emissivi di PCDD/F come TEQ sono ampiamente inferiori ai 0.1 ng/Nm3 secco riferito al 10 % di O2;
BAT 28 – Emissioni di metalli - La scelta di tutti i combustibili, materie prime di origine naturale e rifiuti recuperati è effettuata anche privilegiando il basso contenuto di metalli. Tutte le tipologie di combustibili, materie prime di origine naturale e rifiuti recuperati sono sottoposte a monitoraggio. In particolare con frequenze variabili, sono determinati a seconda della tipologia sia i parametri merceologici sia i contenuti di sostanze quali zolfo, composti organici (TOC), Cl e metalli. I livelli emissivi di metalli sono inferiori ai livelli indicati dalla BAT;
BAT 29 – Rifiuti di processo - Tutte le polveri captate dagli impianti di depolverazione di cui è dotata la cementeria sono reintrodotte nel ciclo produttivo.
CONSIDERATO che la società Proponente ha considerato non applicabili le:

BAT 6 – Selezione del processo - Il forno Lepol installato presso la cementeria è un forno esistente e non può avere le prestazioni energetiche di un nuovo forno PRS. I livelli di consumo di energia dell’impianto nel 2014 si attesta a 3525 MJ/t.
Il BRef del maggio 2010 prevede per i forni con griglia Lepol un range di consumo specifico di 3.300 –
5.400 (cfr. tab. 1.18) a cui il forno di Isola delle Femmine è allineato posizionandosi vero il valore inferiore dell’intervallo.
BAT 12 – Rifiuti alimentati al forno - La cementeria non è autorizzata all’utilizzo di rifiuti in sostituzione parziale del combustibile convenzionale (R1);
BAT 13 – Gestione rifiuti pericolosi in sostituzione delle MP - La cementeria non è autorizzata all’utilizzo di rifiuti pericolosi in sostituzione parziale delle materie;
BAT 20 – Emissioni di NH3 in caso di utilizzo di SNCR - Le emissioni di NH3 sono riconducibili alla presenza di composti ammoniacali all’interno delle materie prime naturali. Il forno di cottura del clinker non è attualmente equipaggiato con SNCR, quindi non si hanno fenomeni di ammonia slip.
BAT 22 – Emissioni di SO2 - La BAT non è applicabile in quanto il molino del crudo non è in linea con il forno di cottura e quindi non sfrutta i cascami di calore dello stesso ovvero i gas del forno di cottura non passano attraverso l’impianto di macinazione. Tale BAT è relativa a forni a via secca con preriscaldatore verticale e molino in linea.
CONSIDERATO che la società Proponente ha ritenuto non applicate le:

BAT 21 – Emissioni di SO2 - Il forno è un processo a via semisecca con preriscaldatore a griglia Lepol. L’accentuato contatto che si realizza tra i fumi di combustione ed il materiale basico sotto forma di farina, assicura un’efficace captazione dei prodotti di ossidazione dello zolfo proveniente dal combustibile.  Tuttavia, le materie prime di Isola delle Femmine contengono zolfo piritico, la cui presenza causa una ulteriore emissione di SO2 che sfugge alla captazione del CaCO3 contenuto nelle materie prime.
I livelli emissivi di SO2 sono superiori ai 400 mg/Nm3 secco riferito al 10% di O2;

CONSIDERATO che la società Proponente ha ritenuto applicate parzialmente le:

BAT 19 – Emissioni di NOx - I livelli emissivi medi giornalieri sono superiori a 800 mg/Nm3 secchi rif. 10% di O2. Sono applicate le seguenti tecniche: Ottimizzazione del controllo di processo attraverso sistemi di controllo automatici computerizzati; Uso di moderni sistemi gravimetrici per l’alimentazione dei combustibili; Combustione multistadio. Il parametro è misurato in continuo.
CONSIDERATO che per l’adeguamento alle BAT Conclusions con riferimento alla tipologia di impianto esistente - forno a via semisecca con preriscaldatore a griglia Lepol - Italcementi ha progettato i seguenti interventi:

-    BAT 19 – Emissioni di NOx


-         adozione di tecniche di controllo primario delle emissioni di NOx attraverso l’aggiornamento del bruciatore Low-NOx al forno di cottura ed alla griglia Lepol di preriscaldo;
-         adozione di tecniche di controllo secondario degli NOx attraverso l’applicazione e la realizzazione di un impianto SNCR Selective Non Catalytic Reduction;

-  BAT 21 – Emissioni di SO2



      installazione di un sistema DeSOx di iniezione di bicarbonato di sodio per abbattimento degli ossidi di zolfo.
CONSIDERATO che, sulla base degli interventi di adeguamento alle BAT Conclusions progettati e sulla base della valutazione degli attuali livelli emissivi, il Proponente ha prodotto la seguente tabella in cui sono indicati i limiti proposti (segue nella pagina successiva).
RILEVATO che con D.G.R. n. 268 del 18 luglio 2018 è stato approvato il Piano Regionale di Tutela della Qualità dell’Aria in Sicilia (PRTQA).

CONSIDERATO che nel PRTQA con riferimento al Biossido di azoto è detto che “Nell’ambito delle emissioni da sorgenti industriali puntuali, la situazione è caratterizzata dalla presenza di un numero limitato di impianti con emissioni molto rilevanti. Si segnalano in particolare i seguenti impianti con emissioni superiori alle 500 Mg: … • Italcementi di Isola delle Femmine”;
CONSIDERATO che nel PRTQA con riferimento al Biossido di zolfo è detto che “Il contributo delle sorgenti puntuali, con 25.673 Mg, è pari a circa il 3% delle emissioni totali, ma tale contributo è ben più elevato (90%) se non consideriamo le emissioni di origine vulcanica. Tra le sorgenti puntuali, con emissioni di ossidi di zolfo nel 2012 superiori a 500 Mg, sono da segnalare i seguenti impianti: … Italcementi di Isola delle Femmine”;
CONSIDERATO che nel PRTQA con riferimento al Monossido di carbonio è detto che “Si segnala inoltre che, sebbene per tale inquinante non sono stati registrati concentrazioni superiori ai limiti previsti dal D.Lgs. 155/2010, i contributi con emissioni superiori a 400 Mg nel 2012 sono causati dai seguenti impianti:
…• Italcementi di Isola delle Femmine”.

CONSIDERATO che “Al fine di poter individuare gli impianti responsabili del maggior carico emissivo ai quali applicare misure di riduzione delle emissioni, si è scelto di definire, per ciascun inquinante per il quale sono stati registrati superamenti, una soglia tale da intercettare gli impianti responsabili di un carico emissivo pari a circa l’80% del totale delle emissioni provenienti da sorgenti puntuali nelle Aree Industriali.
Le soglie risultano quindi pari a:

  500 Mg per NOx,

  1.600 Mg per COVNM,

  30 Mg per PST,

  15 Mg per PM10,

  10 Mg per PM2,5

  1.700 Kg Benzene”.




CONSIDERATO che Lo Scenario di piano, partendo dalle variazioni previste nello Scenario tendenziale regionale, individua specifiche misure per la riduzione delle emissioni al fine di raggiungere gli standard di qualità dell’aria su tutto il territorio regionale.
RILEVATO che sulla base degli interventi sopra descritti sono state individuate le seguenti misure di piano valutate negli scenari di proiezione degli inquinati in atmosfera al 2017, 2022 e 2027:
       Piena applicazione dei limiti inferiori previsti dal documento “Conclusioni sulle BAT” (“BAT Conclusions”) nell’ambito del riesame delle A.I.A. ai sensi del comma 3 lett. b) dell’art. 29-octies del D.Lgs.152/2006 e ss.mm.ii. entro il 2027, con obiettivo intermedio di avvicinamento ai limiti BAT del 50% al 2022, per gli impianti presenti sul territorio regionale responsabili di emissioni significative di seguito riportati:
Ø  Cementifici (Buzzi Unicem Augusta, Italcementi Porto Empedocle, Italcementi di Isola delle Femmine, Cementeria Colacem di Ragusa, Cementeria Colacem di Modica):
-         ossidi di azoto: 400 mg/Nm3;

-           particelle sospese totali: 10 mg/Nm3;

RILEVATO che i limiti proposti dalla ditta Italcementi, anche a seguito degli interventi progettati, superano i limiti indicati dal Piano Regionale di Tutela della Qualità dell’Aria in Sicilia (PRTQA) (per come sopra riportato).
CONSIDERATO che la Proponente ha presentato il Piano di Monitoraggio e Controllo della cementeria, affermando che è stato redatto in ottemperanza a quanto previsto dall’art. 7 “Prescrizioni relative alle attività di monitoraggio (Piano di monitoraggio e controllo)” alinea 12, del D.R.S. 693 del 18 aprile 2008.

CONSIDERATO che la Proponente ha specificato che “tale sistema è costituito dalla combinazione di misure dirette o indirette, effettuate in modo continuo o discontinuo (periodiche o sistematiche), nonché di calcoli sulla base di parametri operativi e/o di fattori di emissione.
Al fine di garantire una corretta gestione ambientale, vengono assicurati i seguenti controlli:

-  Composizione delle materie prime naturali e correttivi

-    Composizione dei combustibili

-  Gestione del processo di produzione cemento ed, in particolare, della linea di cottura clinker

-  Consumi energetici, idrici e di materie prime

-  Emissioni (acqua, aria, rifiuti, rumore)

-  Controllo sistemi di abbattimento

I controlli sono distinti in due tipologie:

-    analitici ufficiali con le frequenze stabilite dall’Atto autorizzativo

-  speditivi per verificare il funzionamento dell’impianto”.

CONSIDERATO che la Proponente ha affermato che “Presso il sito IPPC di Isola delle Femmine sono attivi i seguenti sistemi di gestione:
-   Sistema di Gestione Ambientale, certificato secondo la norma ISO 14001/04, comprensivo delle procedure ed istruzioni tecniche per il controllo operativo dei processi ed impatti ambientali della cementeria, anche in condizioni di emergenza.
-    Sistema Qualità, certificato secondo la norma ISO 9001, con procedure ed istruzioni tecniche per il controllo del processo produttivo e della qualità del prodotto.
-    Sistema di gestione della sicurezza comprensivo di procedure di lavoro sicuro per la gestione della manutenzione degli impianti in sicurezza.
-    Piano di Emergenza in materia di pronto soccorso, salvataggio, lotta antincendio e gestione delle emergenze”.
CONSIDERATO che il Proponente, nel descrivere l’iter tecnico-amministrativo che intende seguire, ha affermato che “alla luce della vincolistica interessante l’area relativa alla Cementeria, appare necessario ottenere apposita autorizzazione paesaggistica da parte della competente Soprintendenza in merito alla compatibilità paesaggistica dei proposti interventi tecnico-gestionali. A tal fine, la Società intende presentare la relativa istanza, corredata dalla prescritta documentazione, entro il mese di maggio 2016, come da cronoprogramma …”.
RILEVATO che, ad oggi, non si è a conoscenza della presentazione di alcuna istanza in merito e/o della conclusione del relativo procedimento.
CONSIDERATO che la cava calcare Pian dell’Aia è autorizzata all’escavazione con provvedimento Distretto Minerario di Palermo n. 09-12.134 R2 PA del 18.03.2015 e che, a quanto si legge dalla documentazione presentata, sarebbe scaduto in data 23.03.2018. Il Proponente ha a poi rilevato che lo sfruttamento di cave limitrofe alla Cementeria e la cui disponibilità sia in capo alla Società è condizione indispensabile per l’esercizio della relativa attività produttiva.
RILEVATO altresì che non vengono esposte valutazioni circa l’effetto cumulo con le altre attività presenti nell’intorno.

VALUTATO che la documentazione presenta diverse criticità


La Commissione Tecnica Specialistica per le autorizzazioni ambientali di competenza regionale rappresenta le seguenti osservazioni:

-   non risulta trasmessa la documentazione richiesta con la nota prot. 7262 del 6.02.2020 del Servizio I
– Autorizzazioni e Valutazioni Ambientali inerente “…gli elaborati progettuali, compresi gli allegati planimetrici e le schede, allegati alla nota VDG-AMB/P.mES/15ES041 (prot. ARTA n. 53217 del 17.11.2015) aggiornati riportando le modifiche non sostanziali comunicate …”;
-         dalla documentazione in possesso non è possibile accertare il rispetto e i tempi di adempimento delle prescrizioni di cui al DRS 693/2008 con cui è stato decretato di rilasciare, ai sensi e per gli effetti dell’art. 5 del D.Lgs 59/2005, alla Società ltalcementi S.p.A., con sede legale in via G. Camozzi n.124 Bergamo, l’Autorizzazione Integrata Ambientale per l’impianto esistente "Cementeria di Isola delle Femmine" ubicata in via delle Cementerie n. 10 nel Comune di Isola delle Femmine (PA). A  tal fine, si chiede al Proponente di integrare la documentazione depositata con una relazione in cui vengano accuratamente descritti i tempi e le modalità di adempimento di ogni singola prescrizione;
-         dalla documentazione in possesso non è possibile conoscere se è stata rinnovata l’autorizzazione all’escavazione rilasciata per la cava calcare Pian dell’Aia (Distretto Minerario di Palermo n. 09- 12.134 R2 PA). A tal fine, il Proponente dovrebbe integrare la documentazione depositata con il relativo provvedimento o con una dichiarazione inerente il mancato rinnovo;
-         il Proponente ha ritenuto di non depositare alcuna relazione inerente la VINCA poiché ha deciso di non realizzare il revamping. Altresì non risulta alcun riferimento, né considerazioni o elaborazioni relative alla potenziale incidenza generabile sui Siti della Rete Natura 2000 (ZPS ITA 020049 e ZSC ITA 020023) prossimi al cantiere e alle vie di comunicazione e trasporto tenuto conto della natura delle azioni progettuali descritte. Sul punto, si chiedono chiarimenti;
-         tra la documentazione analizzata non è stata rivenuta alcuna autorizzazione paesaggistica rilasciata dalla competente Soprintendenza, nonostante secondo il cronoprogramma allegato il Proponente avrebbe dovuto presentare la relativa istanza entro il mese di maggio 2016. Sul punto, si chiede di integrare la documentazione e/o a fornire chiarimenti;
-         Non è stato prodotto il Piano di Monitoraggio Ambientale, (redatto secondo "Linee Guida per la predisposizione del Progetto di Monitoraggio Ambientale (PMA) delle opere soggette a procedure di VIA (D.Lgs.152/2006 e s.m.i., D.Lgs.163/2006 e s.m.i.)" MATTM- ISPRA che è differente dal Piano di Monitoraggio e Controllo;
-  non è stata sufficientemente affrontata la componente RUMORE;

-         i limiti proposti dalla ditta Proponente per i fattori inquinanti, anche a seguito degli interventi proposti, superano i limiti indicati dal Piano Regionale di Tutela della Qualità dell’Aria in Sicilia (PRTQA). A tal fine la ditta Italcementi deve fornire chiarimenti nonché depositare tutta la documentazione, anche progettuale, utile a dimostrare di essere in grado di rispettare le non derogabili, ed attualmente in vigore, misure previste dal PRTQA, anche in vista dell’avvicinamento dell’obiettivo intermedio al 2022.

Resta impregiudicata la valutazione di merito da parte della C.T.S. all’esito dell’eventuale deposito della documentazione integrativa e dei chiarimenti richiesti.



IL 25 MAGGIO 2017 NELLA CDS IL RAPPRESENTANTE DEL COMUNE IL SINDACO BOLOGNA STEFANO CHE  ESPRIME PARERE FAVOREVOLE SUGLI   ARTICOLI 216 E 217 non risultano agli ATTI   (PAG.  12I) AI SENSI DEGLI ARTICOLI……



R.D. 27 LUGLIO 1934  N. 1265 ARTICOLI 216  217 





Art. 216
Le manifatture o fabbriche che producono vapori, gas o altre esalazioni insalubri o che possono riuscire in altro modo pericolose alla salute de gli abitanti sono indicate in un elenco diviso in due classi.
La prima classe comprende quelle che debbono essere isolate nelle campagne e tenute lontane dalle abitazioni; la seconda, quelle che esigono speciali cautele per la incolumità del vicinato.
INDUSTRIE DI 1° CLASSE INSALUBRI B PRODOTTI EMATERIALI CEMENTI (33)
Le stesse norme stabilite per la formazione dell'elenco sono seguite per iscrivervi ogni altra fabbrica o manifattura che posteriormente sia riconosciuta insalubre.
Una industria o manifattura la quale sia inserita nella prima classe, può essere permessa nell'abitato, quante volte l'industriale che l'esercita provi che, per l'introduzione di nuovi metodi o speciali cautele, il suo esercizio non reca nocumento alla salute del vicinato.
Chiunque intende attivare una fabbrica o manifattura, compresa nel sopra indicato elenco, deve quindici giorni prima darne avviso per iscritto al podestà, il quale, quando lo ritenga necessario nell'interesse della salute pubblica, può vietarne la attivazione o subordinarla a determinate cautele.
Il contravventore è punito con la sanzione amministrativa da L. 40.000 a L 400.000.
Art. 217
Quando vapori, gas o altre esalazioni, scoli di acque, rifiuti solidi o liquidi provenienti da manifatture o fabbriche, possono riuscire di pericolo o di danno per la salute pubblica, il podestà prescrive le norme da applicare per prevenire o impedire il danno o il pericolo e si assicura della loro esecuzione ed efficienza.
Nel caso di inadempimento il podestà può provvedere di ufficio nei modi e termini stabiliti nel testo unico della legge comunale e provinciale.
L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE HA COMUNICATO L’ELENCO DELLA AZIENDE INSALUBRI OPERANTI SUL TERRITORIO COMUNALE?
L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE HA VERIFICATO CHE L’AZIENDA ITALCEMENTI ABBIA ATTUATO TUTTE LE MISURE NECESSARIE AL FINE DI SUPERARE LO STATO DI AZIENDA INSALUBRE?

 PAGINE 17 PARERE C. T S.

L’AUTORIZZAZIONE PER LA  COLTIVAZIONE DELLA ITALCEMENTI NELLA CAVA  PIAN DELL’AIA TRE FINAITE SCADENTE IL 23 MARZO 2018 CON DELIBERAZION GIUNTA N 107 DEL 06.03.2018 è STATA PROROGATA PER ANNI 3  SINO AL 23 MARZO 2021

L’attività di COLTIVAZIONE esercitata dalla Italcementi in Pian dell’aia è inserita in un’area al alta protezione ambientale ZPS SIC   ZTS  NATURA 2000 RISERVA ORIENTATA ISOLA DELLE   FEMMINE RISERVA ISOLA DELLE FEMMINE CAPO GALLO…  L’INTERO Comune di Isola delle Femmine è soggetta a vincolo paesaggistico da preservare e tutelare   vedasi il D.A. 1989


RICHIEDEREBBE LA VALUTAZIONE DI INCIDENZA AMBIENTALE

PAG 18 PARERE C.T.S.

Piano Regolatore generale l’area Italcementi  identificata in Zona D (industriale)    ENTRO il perimetro di 1 km  insistono case di civili abitazioni, 1 Presidio medico pediatrico 1 un supermercato 2 scuole della prima infanzia 1 impianto  dedicato alle attività ludico sportive con annesso un campo di calcio,  il litorale marino  meta di
Vacanzieri e turisti, 1 scuola media, 1 bar   2 negozi di attività per la cura delle persone  oltre a diversi attività artigianale …

Pag 26 parere c.t.s.

a 500 metri di distanza dalla cementeria vi è un pericolo di frana molto elevato
L’area di RAFFO rosso è ALL’INTERNO DI un’area di frana molto elevato, La Cava di Pian Dell’Aia è adiacente ad un’area co pericolo dI  frana MOLTO elevato

LA COMMISSIONE TECNICA SPECIALISTICA
 COMPETENZE ARCHITETTI 6   AVVOCATI 3  INGEGNERI 7 GEOLOGI 3 DOTTORI FORESTALI 2  AGRONOMI 2 MEDICI 1 



2020 12 MAGGIO  PRFOTOCOLLO 25453 ASSESSORATO TERRITORIO AMBIENTE  SERVIZIO 1  AUTORIZZAZIONE  E VALUTAZIONI AMBIENTALI 

2020 12 MAGGIO INVITO ISOLA PULITA CALUDIA MANNINO PD CONFERENZA SERVIZI 20 MAGGIO 2020 PA44 IPPC3 - ITALCEMENTI SPA NOTA PROT N 25453 DEL 12.05.2020 





D.A. n. 360/Gab
REPUBBLICA ITALIANA
R E G I O N E S I C I L I A N A
L’ASSESSORE AL TERRITORIO ED AMBIENTE
VISTO lo Statuto della Regione siciliana;
VISTA la legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19 recante “Norme per la riorganizzazione dei dipartimenti regionali. Ordinamento del Governo e dell’amministrazione della Regione”;
VISTA la legge regionale 10 aprile 1978, n. 2 e s.m.i.;
VISTO il D.P.Reg. 27 giugno 2019, n. 12 concernente “Regolamento di attuazione del Titolo II della legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19. Rimodulazione degli assetti organizzativi dei Dipartimenti regionali di cui all’art. 13, comma 3 della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3;
VISTO il D.P.Reg. n. 645/Area1^/S.G. del 30 novembre 2017 con il quale l’On. Avv. Salvatore Cordaro è stato nominato Assessore regionale con preposizione all’Assessorato regionale del Territorio e dell’Ambiente;
VISTO il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 recante “Norme in materia ambientale” e successive modifiche ed integrazioni;
VISTA la legge regionale 7 maggio 2015, n. 9 recante “Disposizioni programmatiche e correttive per l’anno 2015. Legge di stabilità regionale” ed in particolare l’articolo 91 “Norme in materia di autorizzazioni ambientali di competenza regionale” che al comma 1 prevede l’istituzione, con decreto dell’Assessore regionale al Territorio ed Ambiente, di una Commissione Tecnica Specialistica per il supporto allo svolgimento delle istruttorie per il rilascio di tutte le autorizzazioni ambientali di competenza regionale, previa delibera della Giunta regionale di Governo, e ne
fissa i criteri per la costituzione;
VISTA la Delibera di Giunta n. 189 del 21 luglio 2015 con la quale, in esecuzione dell’articolo 91 della citata legge regionale 7 maggio 2015, n. 9, sono stati approvati i criteri per la costituzione della Commissione Tecnica Specialistica per il supporto allo svolgimento delle istruttorie per il rilascio di tutte le autorizzazioni ambientali di
competenza regionale (di seguito Commissione Tecnica Specialistica);
VISTO l’articolo 91 della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9, ed in particolare il comma 3 ter come introdotto dall’articolo 44 della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3, con il quale si dispone che la Commissione Tecnica Specialistica è costituita da trenta soggetti esterni;
CONSIDERATO che l’Assessore per il Territorio e l’Ambiente procede, con proprio decreto, ai sensi dell’articolo 44 della legge regionale 7 maggio 2015, n. 9, come modifica dall’articolo 44 della legge regionale 17 marzo 2016, n. 3, a nominare i componenti della Commissione, secondo i criteri stabiliti dalla Delibera di Giunta n. 189 del 21 luglio 2015;
VISTO il D.A. n. 207/GAB del 17 maggio 2016 con il quale l’Assessore pro tempore al Territorio ed Ambiente ha proceduto all’istituzione della Commissione Tecnica Specialistica, ed ha previsto l’aggiornamento annuale dell’elenco dei soggetti risultati in possesso dei requisiti così come determinati nella Delibera della Giunta regionale n. 189 del 21 luglio 2015, a seguito dell’esperimento delle procedure individuate nella medesima delibera di Giunta;
VISTI il D.A. n. 229/Gab del 27/5/2016 con il quale, a seguito della dell’Avviso pubblico prot. n. 5158/Gab del 4 agosto 2015 e protocollo n. 2348/Gab del 19 aprile 2016, sono stati approvati l’elenco A dei soggetti in possesso dei requisiti per ricoprire l’incarico di componente della Commissione Tecnica Specialistica, e l’elenco B dei soggetti non in possesso dei necessari requisiti, così come declinati dalla delibera della Giunta regionale n. 189 del
21 luglio 2015;
VISTO il D.P.Reg. n. 645/Area1^/S.G. del 30 Novembre 2017 con il quale l’On. Avv. Salvatore Cordaro è stato nominato Assessore regionale con preposizione all’Assessorato regionale del Territorio e dell’Ambiente;
VISTO l’Avviso Pubblico prot. n. 3247/Gab del 4/09/2018 con il quale sono stati riaperti i termini per l’acquisizione delle manifestazioni di disponibilità per la nomina dei componenti la Commissione Tecnica Specialistica;
VISTO il D.A. n. 159/Gab del 11/04/2019 con il quale è stata istituita la Commissione per la valutazione della documentazione relativa alle nuove istanze pervenute a seguito del citato Avviso pubblico prot. n. 3247/Gab del 4/09/2018, per l’aggiornamento annuale dell’elenco dei soggetti esterni idonei a ricoprire la carica di componente di componente della Commissione Tecnica Specialistica;
VISTO il D.A. n. 298/Gab del 5/07/2019 con il quale, all’esito dei lavori della predetta Commissione di valutazione, sono stati approvati l’elenco (A) dei soggetti idonei in possesso dei requisiti e, contestualmente, l’elenco (B) dei soggetti non idonei in quanto non in possesso dei richiesti requisiti;
VISTA l’istanza di riesame presentata dal Dott. Gandolfo Ilarda, inserito nell’elenco (B), acquisita al prot. n. 3161/Gab del 6/08/2019, con la quale lo stesso, a chiarimento delle attività professionali evidenziate nel curriculum vitae presentato all’atto della partecipazione all’Avviso pubblico prot. n. 3247/Gab del 4/09/2018, ha fornito un elenco degli studi di carattere ambientale svolti;
VISTA l’integrazione fornita dal Dott. Ilarda a seguito della richiesta della Commissione di valutazione ed acquisita al protocollo n. 3875/Gab del 1/10/2019;
VISTO il verbale n. 4 del 16/10/2019 della Commissione di valutazione con il quale, all’esito delle verifiche effettuate, ha valutato accoglibile l’istanza di riesame;
RITENUTO pertanto di dovere integrare l’elenco (A) dei soggetti in possesso dei requisiti, di cui al D.A. n. 298/Gab del 5/07/2019, inserendo il nominativo del Dott. Gandolfo Ilarda, con conseguente aggiornamento anche dell’elenco (B);
D E C R E T A
Articolo 1
Per quanto riportato in premessa, che si intende integralmente richiamato, sono approvati l’elenco (A) dei soggetti in possesso dei requisiti e l’elenco (B) dei soggetti non in possesso dei requisiti, previsti dalla Delibera di Giunta n. 189 del 21/07/2015 e di cui all’Avviso pubblico prot. 3247/Gab del 4/09/2018, aggiornati all’esito delle valutazioni della Commissione istituita con D.A. 159/Gab del 11/04/2019 e riportate nel verbale n. 4 del 16/10/2019.
Articolo 2
Gli elenchi di cui all’articolo 1, che sono parte sostanziale del presente provvedimento, riformulati all’esito delle risultanze contenute nel verbale n. 4 del 16/10/2019 della Commissione di valutazione, sostituiscono gli elenchi (A) e (B) già approvati con D.A. n. 298/Gab del 5/07/2019.
Articolo 3
Il presente decreto sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana, ai sensi dell’articolo 68 comma 4 della legge regionale 12 agosto 2014, n. 21 nonché in formato aperto nella pagina web dell’Assessorato regionale del Territorio e dell’Ambiente nella sezione “Amministrazione Trasparente” – sottosezione “Disposizioni generali/atti generali”, ai sensi dell’articolo 12 comma 1 del D.lgs 33/2013, a cura del responsabile del procedimento di pubblicazione dei contenuti del Dipartimento Regionale dell’Ambiente.
Palermo, lì 17 ottobre 2019 L’Assessore
F.to On. Avv. Salvatore Cordaro

Elenco A - Allegato al D.A. 360 del 17/10/2019 - Soggetti in possesso dei requisiti (Delibera di Giunta n. 189/2015 e avviso pubblico prot.3742/Gab del 4/09/2018)

1 Messineo Antonio Ingegneria Meccanica
2 Di Rosa Giuseppe Giurisprudenza
3 Contrino Paolo Magistrale Scienze Forestali
4 Butera Giuseppe Ingegneria Civile e trasporti
5 Orifici Michele Scienze Geologiche
6 Lentini Francesca Maria Magistrale in Architettura
7 Scurria Antonio Scienze Geologiche
8 Santiapichi Xavier Giurisprudenza
9 Scimone Alessia Magistrale in Architettura
10 Modica Dario Scienze Naturali
11 Castiglione Simona Ingegneria per l'ambiente
12 Cobello Laurea Magistrale in Architettura
13 Picone Giovanna Ingegneria Civile ed idraulica
14 Villa Daniele Giurisprudenza
15 Mangiarotti Maria Stella Magistrale in Architettura
16 Ruggirello Angela Monia Chimica
17 Baratta Domenico Magistrale in Scienze Biologiche
18 Pettiglione Vincenzo Ingegneria Civile ed idraulica
19 Morici Claudia Ingegneria Ambientale
20 Alvano Liborio Maria Ingegneria chimica
21 Franchina Francesco Magistrale in Architettura
22 Nicastro Andrea Scienze Biologiche
23 Covais Antonio Ingegneria Meccanica
24 Sciortino Eleonora Maria Magistrale Architettura
25 Lanza Chiara Magistrale Architettura
26 Ilarda Gandolfo Scienze Geologiche

Elenco B - Allegato al D.A. 360 del 17/10/2019 - Soggetti non in
possesso dei requisiti (Delibera di Giunta n. 189/2015 e avviso
pubblico prot.3742/Gab del 4/09/2018)

1 Puleo Lucio Magistrale in Architettura
2 Crosta Giovanni Giurisprudenza
3 Rotolo Salvatore Magistrale in Architettura
4 Giaimo Antonino Giurisprudenza
5 Buscio Ignazio Architettura
6 Di Trapani Benedetto Magistrale in Architettura
7 Enea Daniele Ingegneria edile
8 Taormina Giuseppa Ingegneria edile
9 Muscolino Massimo Architettura
10 Tosto Claudia Giurisprudenza
11 Ferrara Isabella Chimica Industriale
12 Ranno Maurizio Scienze Geologiche
13 Alù Salvatore Maria Architettura
14 Proto Alberto Magistrale in Architettura
15 Nave Vita Maria Cristina Ingegneria edile
16 Spezia Antonino Scienze Agrarie
17 Pupella Francesco Scienze Geologiche
18 Gallo Roberto Scienze Geologiche
19 Cataldo Umberto Ingegneria edile
20 Carraro Fabio Scienze Ambientali
21 Massaro Giuseppe Ingegneria edile
22 Martino Luigi Ingegneria ambientale
23 Silvestro Barbara Architettura
24 Faranna Claudio Giuseppe Ingegneria civile

Riesame dell'AIA e modifiche del gestore

(di Leonardo Benedusi)
Categoria: Ippc
Nonostante l’epigrafe dell’art. 29-octies si riferisca espressamente a “rinnovo e riesame” dell’AIA, a partire dall’entrata in vigore del D.L.vo n. 46/2014, l’istituto del rinnovo periodico non è più contemplato dall’ordinamento normativo in tema di AIA, pertanto dal 11 agosto 2014 (che si ricorda essere la data di entrata in vigore del D.L.vo n. 46/2014) vengono a decadere le scadenze per il rinnovo delle AIA rilasciate antecedentemente il recepimento della Direttiva 2010/75/UE, precedentemente fissate in 5 anni, 6 anni per impianti certificati UNI EN ISO 14001, 8 anni per impianti registrati EMAS o 10 anni per gli impianti di cui al punto 6.6 dell’allegato VIII.

L’art. 29 del D.L.vo n. 46/2014, riguardante le disposizioni transitorie non è sufficientemente esaustivo circa il comportamento da tenere in presenza delle differenti casistiche che si possono presentare, per cui occorre far riferimento alla più puntuale declinazione delle varie fattispecie sviluppate dalla ormai nota circolare del MATTM del 27 ottobre 2014.

La circolare, al paragrafo 3, prevede che i procedimenti di rinnovo periodico eventualmente avviati dopo il 7 gennaio 2013 (data di entrata in vigore della Direttiva 2010/75/UE) devono essere convertiti in procedimenti di riesame e, qualora la scadenza della AIA posseduta sia successiva al 10 aprile 2014, il gestore può chiederne l’archiviazione, ridefinendo la scadenza eventualmente riportata sull’atto autorizzativo. Quindi le AIA in vigore alla data del 11 aprile 2014 risultano di fatto prorogate.

Pertanto, a far data dal 11 aprile 2014, l’autorità competente procede al riesame dell’AIA nei seguenti casi:

– entro 4 anni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’UE delle decisioni relative alle conclusioni sulle BAT riferite all’attività principale di un’installazione;

– quando sono trascorsi 10 anni dal rilascio dell’AIA o dall’ultimo riesame effettuato sull’intera installazione; il termine di 10 anni aumenta a 12 o 16 anni per le installazioni che all’atto del rilascio dell’AIA (o dei successivi riesami) siano risultate rispettivamente certificate UNI EN ISO 14001 o registrate EMAS;

– a giudizio della stessa autorità competente o, in caso di installazioni di competenza statale, a giudizio dell’amministrazione competente in materia di qualità della specifica matrice ambientale interessata, si renda necessaria la revisione o l’integrazione dei valori limite di emissione fissati nell’AIA per effetto dell’entità dell’inquinamento generato dall’installazione ed in particolare qualora sia accertato che le prescrizioni stabilite nell’autorizzazione non garantiscano il conseguimento degli obiettivi di qualità ambientale stabiliti dagli strumenti di pianificazione e programmazione di settore;

– quando le migliori tecniche disponibili hanno subito modifiche sostanziali, che consentono una notevole riduzione delle emissioni;

– quando una amministrazione competente in materia di igiene e sicurezza del lavoro, ovvero in materia di sicurezza o di tutela dal rischio di incidente rilevante ritenga che si debbano adottare altre tecniche per la sicurezza di esercizio del processo o dell’attività;
– qualora sia reso necessario da nuove disposizioni legislative comunitarie, nazionali o regionali o da norme di qualità ambientali;
– quando siano stati fissati limiti di emissione con tempi di riferimento diversi da quelli delle BAT-AEL e la prevista verifica periodica del rispetto della corrispondenza delle emissioni prodotte alle BAT-AEL riferite a condizioni di esercizio normale abbia dato esito negativo (fattispecie di cui alla lettera b) del co. 4-bis dell’art. 29-sexies) senza evidenziare violazioni delle prescrizioni rendendo necessario l’aggiornamento dell’AIA per garantire che, in condizioni di esercizio normali, le emissioni corrispondano alle BAT-AEL.
Per le casistiche riportate ai precedenti punti 4, 5, 6 e 7, il riesame può riguardare anche solo una parte delle installazioni. Le modalità del riesame sono stabilite dal co. 5 dell’art. 29-octies al quale si rimanda.
In base a quanto previsto dal co. 7 dell’art. 29-quater, il riesame può essere richiesto anche dal Sindaco qualora lo ritenga necessario nell’interesse della salute pubblica e tramite un motivato provvedimento corredato dalla relativa documentazione istruttoria e da puntuali proposte di modifica dell’autorizzazione.
Circa le modalità istruttorie da applicarsi al riesame, ci si limita a rimarcare che il il co. 10 dell’art. 29-octies ha previsto che il riesame sia condotto con le modalità di cui al co. 4 dell’art. 29-ter (riguardante la verifica di completezza) ed all’art. 29-quater prevedendo, così, la pubblicazione sul sito web della presentazione delle informazioni riguardanti il riesame, per garantire la partecipazione del pubblico, che, invece, non era previsto nel D.L.vo n. 152/2006, prima delle modifiche apportata dal D.L.vo n. 46/2014, per l’istituto del rinnovo.
Il riesame ha l’obiettivo di garantire che le installazioni si adeguino alle conclusioni sulle BAT che sono state eventualmente aggiornate rispetto a quando è stata rilasciata o riesaminata per l’ultima volta l’autorizzazione e di rivedere le prescrizioni dell’AIA visto che potrebbero mutare anche le condizioni del sito e quelle ambientali.
In particolare, con il riesame l’autorità competente deve garantire che le condizioni delle AIA siano conformi alle conclusioni sulle BAT entro quattro anni dalla loro pubblicazione sulla gazzetta ufficiale dell’UE, affinché entro il medesimo termine, improrogabile, le installazioni rispettino le condizioni delle AIA aggiornate in base alle conclusioni sulle BAT.
L’art. 29-nonies disciplina due casistiche legate ad iniziative del gestore:
– variazione del gestore;
– modifiche da apportarsi all’installazione.
Nel primo caso, qualora intervengano variazioni nella titolarità della gestione di un impianto, sia il vecchio sia il nuovo gestore devono darne comunicazione all’autorità competente, anche nelle forme dell’autocertificazione. Quindi la domanda di volturazione non deve essere necessariamente preventiva, essendo data possibilità di presentarla entro 30 giorni dall’avvenuta variazione di titolarità.
Più articolata è, invece, la procedura prevista nel caso di modifiche impiantistiche.
Innanzitutto occorre ricordare le definizioni fornite dalle lettere l) ed l-bis) del co. 1 dell’art. 5 del D.L.vo n. 152/2006, in base alle quali:
– è modifica di una installazione (la definizione si riferisce, erroneamente, ancora all’impianto) una variazione delle sue caratteristiche o del suo funzionamento, ovvero un suo potenziamento, che possa produrre effetti sull’ambiente;
– è modifica sostanziale di una installazione (anche in questo caso la definizione si riferisce impropriamente all’impianto): la variazione delle caratteristiche o del funzionamento ovvero un potenziamento della medesima che, secondo l’autorità competente, produca effetti negativi e significativi sull’ambiente. In particolare, per le categorie per le quali nell’allegato VIII è indicato un valore di soglia, è sostanziale una modifica che dia luogo ad un incremento del valore di una delle grandezze oggetto della soglia, pari o superiore al valore della soglia stessa.
Pertanto, qualora un gestore intenda procedere ad effettuare modifiche, deve comunicarle all’autorità competente preventivamente (si parla, infatti, di “modifiche progettate”), la quale può procedere in uno dei seguenti modi alternativi:
– nel caso ritenga non sostanziale la modifica, può aggiornare, ove necessario, l’AIA in essere;
– oppure, qualora la reputi sostanziale, informa il gestore entro 60 giorni dal ricevimento della comunicazione affinché egli provveda a presentare una nuova domanda di autorizzazione corredata da una relazione contenente un aggiornamento delle informazioni di cui ai commi 1 e 2 dell’art. 29-ter. Nel caso di modifica sostanziale si procede con la già esaminata procedura stabilita dagli art. 29-ter e 29-quater, ivi comprese, quindi, le misure di pubblicità e di partecipazione del pubblico interessato.
Tale modo di procedere rende evidente che un’omessa espressione da parte dell’autorità competente entro il termine previsto, autorizza di fatto l’intervento progettato, non lasciando ad essa la possibilità di intervenire a posteriori; si è in presenza, quindi, di una sorta di silenzio assenso, che obbliga l’autorità competente ad esprimersi tassativamente entro il termine di 60 giorni, qualora giudichi sostanziale la modifica. La procedura prevista in caso di modifica sostanziale può comunque essere attivata direttamente dal gestore.
Il D.L.vo n. 46/2014 ha introdotto nell’art. 29-nonies un nuovo adempimento per i gestori, consistente nell’obbligo di informare l’autorità competente e l’autorità di controllo di cui al co. 3 dell’art. 29-decies “in merito ad ogni nuova istanza presentata per l’installazione ai sensi della normativa in materia di prevenzione dai rischi di incidente rilevante, ai sensi della normativa in materia di valutazione di impatto ambientale o ai sensi della normativa in materia urbanistica”. Il co. 3 dell’art. 29-octies prevede che tale comunicazione sia inviata preventivamente all’effettuazione degli interventi, senza però stabilire l’entità del preavviso e deve essere accompagnata dalle valutazioni fatte dal gestore per escludere che gli interventi non comportino “né effetti sull’ambiente, né contrasto con le prescrizioni esplicitamente già fissate nell’autorizzazione integrata ambientale”. Nonostante non sia prevista esplicitamente alcuna valutazione da parte dell’autorità competete, il fatto che la comunicazione debba essere preventiva rende evidente che l’autorità competente possa comunque svolgere il proprio ruolo di controllore e giudicare la veridicità delle affermazioni del gestore.

Tratto da Gestione Ambientale”, di Stefano Maglia, Paolo Pipere, Luca Prati, Leonardo Benedusi, Edizioni TuttoAmbiente, 2015.

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2020 8 MAGGIO Danno ambientale: definizione, riferimenti giurisprudenziali con eventuale riconoscimento


di Raffaele Cerrato, Dott.



Sommario: Danno Ambientale; La direttiva quadro 2004/35/CE sulla responsabilità ambientale; La disciplina del danno ambientale nel T.U. del 2006; La  nozione di danno all’ambiente nel T.U..

Introduzione

Non è facile parlare di danno ambientale senza considerare cosa si debba intendere per ambiente; eppure, nel diritto positivo italiano, non esiste una definizione specifica di bene giuridico ambientale. Già negli anni ’80 la dottrina e la giurisprudenza, partendo dagli artt. 9 e 32 della Costituzione, sono, comunque, orientate verso una definizione di ambiente come bene giuridico unitario.
Con l’introduzione dell’art. 18, L.  8 luglio 1986, n. 349 (abrogato dall’art. 318 T.U.) “Istituzione del Ministero dell’Ambiente e norme in materia di danno ambientale”, viene introdotto nel nostro ordinamento il concetto di danno all’ambiente senza tuttavia dare nessuna definizione di “ambiente”. L’articolo 18, tuttavia, concentra l’attenzione soprattutto sui profili risarcitori a fronte di compromissioni ambientali.

Per una definizione di ambiente può essere, invece, indicativo quanto afferma la nota sentenza del 30 dicembre 1987 n.641, con la quale la Corte Costituzionale, chiamata a decidere sulla legittimità dell’art. 18 della L. 349/86, afferma che: l’ambiente costituisce un bene immateriale unitario, sebbene a varie componenti ciascuna delle quali può anche costituire isolatamente e separatamente oggetto di cura e tutela, ma tutte nell’insieme riconducibili ad unità”Inoltre, anche il fatto che l’ambiente possa essere considerato bene fruibile in varie forme, così come essere oggetto di varie norme per la tutela dei suoi componenti, non fa venir meno la sostanzialità di “bene unitario” precisato dall’ordinamento. Si può, quindi, affermare che l’ambiente rappresenta un valore primario e assoluto protetto da norme di rango costituzionale (artt. 9, 32 Cost.) già prima dell’emanazione dell’art. 18, L. 349/86. Anche la riforma della carta costituzionale, intervenuta con la legge costituzionale n.3 del 2001, ha introdotto la parola ambiente nel testo della Costituzione.
Nell’ex art. 18, 1° comma, L. 348/86, si legge che è danno ambientale: qualunque  fatto doloso o colposo in violazione di disposizioni di legge o di provvedimenti adottati in base a legge che comprometta l’ambiente arrecando danno, alterandolo, deteriorandolo o distruggendolo, in tutto o in parte, ed obbliga l’autore del fatto al risarcimento nei confronti dello Stato”.
Col danno all’ambiente si intende riferirsi alle conseguenze negative introdotte nell’ambiente o nei riguardi di una sua risorsa considerata come unitaria (flora, fauna, aria, acqua, suolo) o integrata (ecosistema, habitat, territorio). In termini giuridici, quindi, il danno ambientale fa riferimento ad interventi indotti dal comportamento umano o da pratica antropica che implicano responsabilità civili e di conseguenza un obbligo al risarcimento. Con il termine “alterazione” il legislatore ha inteso ogni modificazione che viene apportata alla risorsa rispetto al suo precedente stato e indipendentemente dalla circostanza che la modificazione sia reversibile o irreversibile. Per “deterioramento”, invece, si fa riferimento alle varie forme di peggioramento di tipo qualitativo o quantitativo di un bene ambientale. La distruzione riguarda l’atto che porta al venir meno di un bene o di una risorsa, totalmente o in parte. Il danno ambientale spesso non può essere quantificabile a causa delle varie matrici in cui può manifestarsi e in seguito alle difficoltà di valutazione intrinseca al danno stesso. La responsabilità civile nei confronti del danno ambientale è uno degli strumenti introdotti per la tutela dell’ambiente a livello nazionale. Tale strumento stabilisce il principio del “chi inquina paga” ed ha come suo scopo prevenire il danno ambientale rendendo più responsabili gli operatori che effettuano atti o pratiche causa di rischio danno. Lo strumento della responsabilità civile nei confronti del danno ambientale viene esercitata dal Giudice ordinario nell’ambito di un procedimento penale o civile.
Perché un danno ambientale sia risarcibile è necessario che:
  • il danno sia causato da un fatto doloso o colposo, commissivo o omissivo, in violazione di una disposizione di legge o di provvedimenti adottati in base a legge;
  • siano identificati gli autori del fatto doloso;
  • il danno sia determinato in termini di alterazione o modificazione o deterioramento o distruzione totale o parziale della risorsa ambientale;
  • venga dimostrato il rapporto causale tra fatto doloso e danno ambientale;
  • ai sensi dell’art. 18, 3° comma, L. 349/1986 , lo Stato o l’Ente territoriale competente, richiede al Giudice un’azione di risarcimento verso lo Stato (come si vedrà, nel sistema delineato dal legislatore del 2006, la legittimazione a proporre l’azione spetta unicamente allo Stato).

La direttiva quadro 2004/35/CE sulla responsabilità ambientale


L’Unione Europea si è espressa in materia di “tutela ambiente” e di responsabilità per danni ambientale attraverso la Direttiva 2004/35/CE.
Tale Direttiva mette in primo piano la questione della riparazione del danno causato alle risorse naturali nel contesto della politica unitaria[1].

Un primo passo volto a fissare regole in ambito di danno ambientale, è stato effettuato, nel settembre 1989, dalla Commissione circa i danni causati dai rifiuti alle persone ed alle cose.
Una seconda proposta è stata avanzata nel 1991 dalla Commissione al Consiglio in cui si introducevano innovazioni sistematiche che avrebbero modificato la prima proposta sulle carenze da questa presentate in ordine alla ricognizione del bene protetto e ai rimedi.
Con la Convenzione di Lugano sul danno ambientale[2] viene introdotta per la prima volta una definizione giuridica di ambiente, le cui componenti fondamentali comprendono non solo le risorse naturali (biotiche, abiotiche e paesaggistiche), suscettibili di danneggiamento, ma anche l’interazione tra le medesime, nonché il paesaggio e il patrimonio culturale. Con il libro verde[3] la Comunità esamina l’utilità della responsabilità civile e impone parametri di comportamento per obbligare i responsabili dell’inquinamento a sostenere i costi del danno causato.
Nel 2000 la Commissione propone il Libro Bianco[4]sulla responsabilità per danno all’ambiente in cui si prevede un regime di responsabilità più ampio e in cui la locuzione di danno viene impiegata sotto due specifiche accezioni, sia come danno alla biodiversità, sia come danno  “contaminazione dei siti”. I soggetti responsabili sono le persone che esercitano il controllo sull’attività produttrice del danno.
I principi cardine intorno ai quali ruota il Libro Bianco sono l’irretroattività e la responsabilità oggettiva per danno causato da attività intrinsecamente pericolose e la responsabilità di colpa per danno alla biodiversità causato da attività non pericolose. Tuttavia l’aspetto più significativo del Libro Bianco è costituito dall’importanza attribuita al “financial responsability”[5] quale strumento per garantire la copertura dei rischi di danni all’ambiente.

Nella proposta del 2002, che costituisce l’ultima tappa del cammino verso l’emanazione della Direttiva 2004/35/CE, la Commissione ha preso in considerazione le varie discipline vigenti nei sistemi nazionali europei e in quello statunitense, evidenziando che centrale nella politica comunitaria ambientale è la “contaminazione dei siti”, pone, inoltre, in primo piano la necessità dell’applicazione del principio “chi inquina paga”, che rappresenta la base giuridica della normativa comunitaria, attuabile laddove si è realizzata di fatto una contaminazione.
Nel 2004 viene pubblicata la Direttiva 2004/35/CE sulla responsabilità ambientale, previsione e riparazione del danno ambientale. In tale sede viene dato atto alla presenza della Comunità di vari siti contaminati e di come questi possano causare danni alla salute. Per cui nella Direttiva emerge l’intento di una prevenzione e riparazione del danno ambientale considerando anche i costi regionali per la società.[6]
La definizione di danno ambientale è contenuta nell’art. 2, par. 1 e 2 della Direttiva. Nel contesto la nozione di ambiente non ha un contenuto unitario ma è ricondotto a tre diverse fattispecie:
  1. danno alla specie e agli habitat naturali protetti, cioè danno che produce effetti negativi sul raggiungimento o sul mantenimento di uno stato di conservazione favorevole di tali specie e habitat;
  2. danno alle acque [7];
  3. danno al terrenocioè qualsiasi contaminazione del terreno che crei un rischio significativo per la salute umana a seguito dell’introduzione, diretta o indiretta nel suolo,  o nel sottosuolo, di sostanze, preparati, organismi o microorganismi.[8]
In ordine alle attività alle quali è applicabile un regime speciale di responsabilità di danno ambientale, la Direttiva introduce una metodologia selettiva[9].
Le attività a cui la Direttiva fa riferimento sono quelle professionali (art. 2, par. 7) il cui svolgimento può determinare un rischio reale o potenziale per la salute e l’ambiente. Il regime di responsabilità identifica il professionista quale soggetto chiamato a rispondere di danno ambientale[10].
La Direttiva fa riferimento a due forme di attività professionali rispetto alle quali opera un diverso tipo di responsabilità:
  • una prima forma riguarda quelle attività indicate nell’Allegato e che necessitano di requisiti normativamente previsti (quali l’ottenimento di una autorizzazione) perché rappresentano un rischio reale o potenziale per la salute e l’ambiente;
  • l’altra forma è costituita dal danno alla biodiversità, esteso a qualsiasi tipo di attività professionale purché venga accertato il dolo o la colpa dell’operatore.
Nel contesto della specificità della legge gli operatori devono essere soggetti identificabili e il danno deve essere oltre che concreto anche misurabile. Inoltre, deve essere individuato il “nesso causale” tra danno e le attività dei singoli operatori.[11]
Attraverso tale nesso causale emerge la responsabilità civile degli operatori quali responsabili effettivi del danno e del suo risarcimento in termini di costi, prevenzione, riparazione. All’art. 1, infatti, la Direttiva istituisce “un quadro per la responsabilità ambientale basato sul principio “chi inquina paga” per la prevenzione e la riparazione del danno ambientale”.
Le innovazioni apportate dalla Direttiva al Libro Bianco riguardano l’esclusione dei danni tradizionali e l’eliminazione delle ipotesi di responsabilità, cui si aggiunge l’ampia discrezionalità riconosciuta agli Stati membri circa la scelta dei criteri soggettivi d’imputazione.
Ad un attento esame nel  sistema delineato dal legislatore è configurabile la responsabilità per danno all’ambiente quando sono presenti due elementi:
  • la qualifica di operatore e di attività professionale;
  • la sussistenza del nesso di causalità tra l’attività dell’agente e la realizzazione del danno ambientale.
La responsabilità dell’operatore e l’obbligo di sostenere i costi di prevenzione e riparazione del danno sono tuttavia esclusi nel caso in cui l’operatore dimostri che non gli è attribuibile un comportamento doloso o colposo e che il danno ambientale è stato generato da due particolari situazioni:
  • la prima prevede che l’operatore non sia responsabile se una emissione o un evento siano stati espressamente autorizzati dall’autorità pubblica ( come nell’Allegato III );
  • la seconda prevede l’esenzione dalla responsabilità se l’operatore prova che le emissioni non sono state causa del danno ambientale in base alle conoscenze tecnico-scientifiche al momento del rilascio dell’emissione o dell’esecuzione dell’attività.
Le scelte del legislatore comunitario in tema di risarcimento del danno ambientale hanno escluso la riferibilità a criteri strettamente equitativi; infatti queste scelte sono primariamente orientate a ripristinare la situazione ambientale preesistente al fatto dannoso in virtù dell’assunto che il danno ambientale “deve essere riparato” e non tanto compensato in termini monetari.
La Direttiva stabilisce che i costi dell’azione di prevenzione adottate in caso di danno all’ambiente siano a carico dell’operatore; misure che possono essere adottate dalle autorità competenti individuate da ciascun Stato membro. Le misure di prevenzione vengono adottate per far fronte ad un evento, atto o omissione, che ha generato una minaccia imminente di danno ambientale al fine di minimizzare il danno stesso.
Le misure di riparazione sono invece finalizzate a risanare o sostituire risorse naturali danneggiate fornendo una soluzione alternativa.
All’art. 7 della Direttiva vengono determinate le misure di riparazione del danno cui attenersi per garantire la riparazione e distinguendo le varie ipotesi di danno a seconda che si tratti di danno arrecato all’acqua o agli habitat naturali protetti o al terreno. A tal proposito si illustrano tre criteri di riparazione:
  • riparazione primaria con cui si tenta di riportare le risorse e i servizi danneggiati alle condizioni originali;
  • se nonostante ciò le risorse e i servizi danneggiati non tornano alle condizioni originarie, si opta per una “riparazione complementare” con cui si cerca, anche in sito diverso da quello danneggiato, di ottenere un livello di risorse e servizi analogo a quello precedente il danno;
  • infine, la “tipologia compensativa” che si concretizza in qualsiasi intervento volto a compensare la perdita temporanea di risorse e servizi naturali scompensati dal danno, fino a quando la riparazione primaria non abbia prodotto un effetto completo[12].
Dalla Direttiva si evince la ricchezza delle voci di “danno ambientale”, ma mancano riferimenti, ad esempio, sia al paesaggio che all’aria. La Direttiva esclude anche dal suo ambito di operatività gli effetti della tossicità dei prodotti o di emissioni nei confronti delle persone fisiche, mentre vi rientrano i danni provocati da inquinamento delle acque interne europee dalla contaminazione dei terreni o dalla riduzione della biodiversità e che colpiscono specie naturali protette dalle direttive sugli habitat e sugli uccelli.
Sembra però che un rischio di arretramento di tutela sia ricollegabile alla facoltà di scelta, introdotta dalla Direttiva, sul fondamento di una valutazione economica tra il ripristino del medesimo sito compromesso e la riproduzione di un altro sito di ambiente analogo.
Una tale scelta se non adeguatamente ponderata da organi amministrativi competenti potrebbe generare una graduale compromissione dei valori di biodiversità.[13]

La disciplina del danno ambientale nel T.U. del 2006

La parte VI (artt. 299-318) del D.lgs. 3 aprile 2006 ha recepito la Direttiva 2004/35/CE sostituendo l’intera disciplina del danno ambientale contenuta nell’art. 18, l. 349/1986 (abrogato dall’art. 318 T.U.). In essa si evince:
  • la definizione di danno ambientale, che invece non era presente nell’art. 18, l. 349/1986, consistente, secondo l’art. 300, 1° comma, in “qualsiasi deterioramento significativo e misurabile, diretto o indiretto, di una risorsa naturale o dell’utilità assicurata da quest’ultima”, con l’espressa limitazione, in conformità alla Direttiva, al danno alle specie e habitat protetti, alle aree protette, alle acque ed al terreno (2° comma) salvo le specifiche esclusioni di cui art. 303;
  • l’introduzione di meccanismi di attuazione del principio di “precauzione” di derivazione comunitaria incentrati sull’autocontrollo dell’operatore (ossia del soggetto che esercita o controlla un’attività professionale a rilevanza ambientale) quando un danno ambientale non si è ancora verificato, ma esiste una minaccia imminente che si verifichi, con la definizione delle necessarie azioni di prevenzione da attuarsi sotto il controllo del Ministero dell’Ambiente (art. 304);
  • l’attribuzione della prevenzione di controllo al Ministero dell’Ambiente occupa un ruolo centrale nella procedura amministrativa, volta all’individuazione delle misure di ripristino quando si è verificato un danno ambientale ( artt.305-308);
  • il conseguente ridimensionamento del ruolo degli enti locali cui viene attribuita la sola facoltà di sollecitare l’intervento statale (art.309) e  di ricorrere in caso di inerzie o omissioni (art. 310), ma non la legittimazione ad agire o intervenire in proprio nei processi per danno ambientale;
  • la parallela abrogazione dell’art. 9, 3° comma, del D.lgs. 18 agosto 2000, n. 267 (T.U.E.L.) che consentiva alle associazioni di protezione ambientali (di cui art. 13, l.349/1986) di proporre le azioni risarcitorie di competenze del giudice ordinario spettanti al Comune e alla Provincia in seguito di danno ambientale;
  • la previsioneper quanto riguarda il risarcimento del danno ambientale , dell’alternativa (artt.311, 1° comma, e 315) tra l’azione risarcitoria in sede giudiziaria e l’ordinanza a contenuto risarcitorio, ricorribile in via amministrativa che il Ministro dell’Ambiente può emanare secondo le previsioni degli artt. 312-314;
  • l’individuazione di nuovi parametri di riferimento per le misure risarcitorie, sia in sede giudiziaria sia di ordinanza ministeriale (art. 311, 2° e 3° comma, come modificati dall’art.5 bis del D.lgs. 25 settembre 2009, n. 135, aggiunto dalla legge di conversione 20 novembre 2009, n.166).

Dal danno ambientale vanno distinte le lesioni di natura individuale che derivano dalla compromissione dell’ambiente. Il T.U. riconosce la distinzione tra i due profili nella parte in cui precisa che “resta in ogni caso fermo il diritto dei soggetti danneggiati dal fatto produttivo di danno ambientale, nella loro salute e nei beni di loro proprietà, di agire in giudizio nei confronti del responsabile a tutela dei diritti e degli interessi lesi” (art. 313, 7° comma).

La  nozione di danno all’ambiente nel T.U.

Mentre con l’art. 18, l. 349/1986 si era esteso il concetto di danno ambientale a qualsiasi lesione alle varie componenti del bene ambiente, l’art. 300 T.U. dopo aver dato, al 1°comma, una definizione generale: È danno ambientale qualsiasi deterioramento significativo e misurabile di una risorsa naturale o dell’utilità assicurata da quest’ultima”, al 2° comma precisa che: “Ai sensi della Direttiva 2004/35/CE costituisce danno ambientale il deterioramento in  confronto alle condizioni originarie, provocato:
  1. alle specie e agli habitat naturali protetti dalla normativa nazionale comunitaria di cui alla l. 11 febbraio 1992, n.157 (norme per la protezione della fauna selvatica) e di cui al D.P.R. 8 settembre 1997, n. 357 (regolamento recante attuazione della direttiva 94/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche), nonché delle aree naturali protette di cui alla l. 6 dicembre 1991, n. 394 e successive norme di attuazione;
  2. alle acque interne, mediante azioni che incidono in modo negativo sullo stato ecologico, chimico e/o quantitativo, oppure sul potenziale ecologico delle acque interessate, quali definite nella Direttiva 2000/60/CE;
  3. alle acque costiere e a quelle ricomprese nel mare territoriale mediante le azioni suddette, anche se svolte in acque internazionali;
  4. al terreno, mediante qualsiasi contaminazione che crei un rischio significativo di effetti nocivi sulla salute umana, a seguito dell’introduzione nel suolo (…) di sostanze, preparati, organismi, microorganismi nocivi per l’ambiente”.
La definizione di danno ambientale è quindi limitata alle componenti naturalistiche previste dall’art. 300 T.U. e non si riferisce ad elementi quali paesaggio ed atmosfera.
L’ex art. 18, l. 349/1986, non includeva il concetto di danno ambientale perché la protezione dell’ambiente era imposta dai precetti costituzionali di cui agli artt. 2,3,9,32,41,42 Cost., per cui l’art. 18 aveva solo una funzione ricognitiva e non costitutiva del danno ambientale, la cui lesione andava risarcita proprio sulla base della Carta Costituzionale, nonché della norma generale dell’art. 2043 c.c.
Relativamente al paesaggio il D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, prevede all’art. 134, quali beni paesaggistici, oltre le “bellezze individue”, immobili e aree di notevole interesse pubblico, (art. 136, e artt. 138-141), una serie di aree tutelate per legge (art.142), così affermato dagli artt. 143 e 156.
Invece, per i beni diversi dagli habitat naturali protetti e delle aree protette, la tutela viene affidata alla previsioni del D.lgs. 42/2004, fermo restando che, nel caso in cui il fatto lesivo comprometta la salubrità delle acque o del terreno, si realizza un danno ambientale ai sensi dell’art. 300 T.U.
Riguardo all’esclusione dell’atmosfera delle componenti naturalistiche, al n.4 del preambolo della Direttiva 2004/35/CE così si legge: “Il danno ambientale include altresì il danno causato da elementi aerodispersi nella misura in cui possono causare danni all’acqua o al terreno e alle specie e agli habitat naturali protetti”; per cui l’inquinamento atmosferico, pur non essendo previsto dall’art. T.U., può rilevare ai fini della disciplina del danno ambientale qualora abbia ricadute sulle predette componenti provocandone la contaminazione.
L’art. 303 T.U. esclude dal concetto di danno ambientale eventi quali conflitti armati, calamità naturali, rischi nucleari, etc.
https://www.diritto.it/danno-ambientale-definizione-riferimenti-giurisprudenziali-con-eventuale-riconoscimento/


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. CHI INQUINA PAGA, COLPOSO, DANNO AMBIENTALE, DETERIORAMENTO, DOLOSO, ISOLA DELLE FEMMINE, ITALCEMENTI, OBBLIGO RISARCIMENTO,PETCOKE, RESPONSABILITA' CIVILE, SALUTE, TUMORI, 2020 8 MAGGIO Danno ambientale: definizione, riferimenti giurisprudenziali con eventuale riconoscimento.




2019 17 OTTOBRE L'ASSESSORE TOTO CORDARO ISTITUISCE LA COMMISSIONE TECNICA SPECIALISTICA, 2019 17 OTTOBRE L'ASSESSORE SALVATORE CORDARO ISTITUISCE LA COMMISSIONE TECNICA SPECIALISTICA 2020 12 MAGGIO PROTOCOLLO 25453 ASSESSORATO TERRITORIO AMBIENTE SERVIZIO 1 AUTORIZZAZIONE E VALUTAZIONI AMBIENTALI IL PARERE INTERMEDIO DELLA COMMISSIONE TECNICA SPECIALISTICA AIA, ANGELINI AURELIO, AZIENDA INSALUBRE, BOLOGNA STEFANO, CAGGESE GIUSEPPE, COMMISSIONE TECNICA SPECIALISTICA, ISOLA DELLE FEMMINE, ITALCEMENTI, PEWTCOKE, PIAN DELL'AIA, POLIZZI ANTONINO, RIFIUTI, TUMORI, VINCA,,ANZA' SALVATORE, BELLOLAMPO, BERTOLINO, CAGGESE GIUSEPPE, CANNOVA GIANFRANCO, DIOSSINA, ISOLA DELLE FEMMINE, Italcementi, PETCOKE, POLVERE E RANCORE, SANSONE VINCENZO,TARANTO, TOLOMEO PIETRO, TUMORI INFANTILI,    SICILIA, POLVERE E RANCORE «Vittime del Pet-coke»      SICILIA, POLVERE E RANCORE «Vittime del Pet-coke» ANZA' SALVATORE, BELLOLAMPO, BERTOLINO, CAGGESE GIUSEPPE, CANNOVA GIANFRANCO, DIOSSINA, ISOLA DELLE FEMMINE, Italcementi, PETCOKE, POLVERE E RANCORE, SANSONE VINCENZO,TARANTO, TOLOMEO PIETRO, TUMORI INFANTILI,ABESTOSI, DECRETO 693 18 LUGLIO 2008, ILVA, ITALCEMENTI, L'AIA ALLA ITALCEMENTI DI ISOLA ILLEGITTIMA, NEOPLASIE, PETCOKE, Sansone, Taranto, TOLOMEO, zona industriale: ogni 18 abitanti un tumore, TIRRENO POWER,SOLVAY,, A Gela neonato dal sesso incerto Crocetta annuncia un'ispezione, bambini, ITALCEMENTI, MALFORMAZIONI, OSTETRICIA, PETCOKE, PETROLCHIMICO, TUMORI, A Gela neonato dal sesso incerto Crocetta annuncia un'ispezione, bambini, ITALCEMENTI, MALFORMAZIONI, OSTETRICIA, PETCOKE, PETROLCHIMICO, TUMORI,ILVA,QUARTIERE TAMBURI,IPPC,AIA,TARANTO MARESCOTTI 2019 15 NOVEMBRE Taranto, parla la pediatra: «È un infanticidio: sono 25 anni che vedo i bambini ammalarsi» ABESTOSI, BAMBINI MALFORMATI, DECRETO AIA 693 18 LUGLIO 2008 ILLEGITTIMA,GELA, ILVA, ITALCEMENTI, NEOPLASIE, PETCOKE, PETROLCHIMICO,SIMS, SOLVAY, TAG, Taranto, TERRA DEI FUOCHI, TIRRENO POWER, TOLOMEO, TUMORI,MONTEDISON,RESIDUI CHIMICI,2012 2 DICEMBRE ALLA FACCIA DEL BICARBONATO REPORT LA SOLVAY Le spiagge bianche di Rosignano: altro che tropici, è inquinamento. Che dura da più di un secolo Marta Panicucci I 400 MORTI DELLA TIRRENO POWER ABESTOSI, AMIANTO,BAMBINI MALFORMATI, Cromo esavalente, ranucci sigfrido, Report, SOLVAY, TAG, TUMORI, GELA, ILVA, ITALCEMENTI, Neoplasie, PETCOKE, PETROLCHIMICO, SIMS,TARANTO, TERRA DEI FUOCHI,BRUCIATORI ABESTOSI, AMIANTO,BAMBINI MALFORMATI, DECRETO AIA 693 2008 ILLEGITTIMA, GELA, ILVA, ITALCEMENTI, Neoplasie, PETCOKE, PETROLCHIMICO, SIMS, SOLVAY, TAG, TARANTO, TERRA DEI FUOCHI, TIRRENO POWER, TOLOMEO, TUMORI,2019 19 DICEMBRE PIAZZA PULITA Taranto, la battaglia dei bambini Emiliano lancia un appello ai medici: “Venite a Taranto, questo è il mio numero, chiamatemi” 2019 7 NOVEMBRE Taranto, pianeta rosso 2019 28 NOVEMBRE 2012 30 AGOSTO IL FANGO E LA POLVERE DI TARANTO Ex Ilva, l'Istituto Superiore di Sanità risponde a 'Fake': "a Taranto tumori infantili sono eventi sentinella" BAMBINI MALFORMATI, Bellolampo, BRUCIATORI, CAGGESE GIUSEPPE, CANCRO, GELA, ILVA, ISOLA DELLE FEMMINE CROMO ESAVALENTE VI, ITALCEMENTIì, PETCOKE, QUARTIERE TAMBURI, rifiuti, TAG, Taranto, TUMORI,

2020 20 MAGGIO MERIDIONEWS SIMONE OLIVELLI ITALCEMENTI SI TORNA A PARLARE DI AUTORIZZAZIONE AMBIENTALE L'AIA E' SCADUTA NEL 2014 ANGELINI: "MANCANO DOCUMENTI" AIA, ANGELINI AURELIO, AZUIENDA INSALUBRE, BOLOGNA STEFANO, CAGGESE GIUSEPPE,CIAMPOLILLO GIUSEPPE, COMMISSIONE TECNICA SPECIALISTICA, AIA SCADUTA, ITALCEMENTI, PETCOKE, PIAN DELL'AIA, TUMORI, 2020 20 MAGGIO ASSESSORATO TERRITORIO AMBIENTE VERBALE CONFRENZA SERVIZI CONCESSIONE AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE ITALCMENTI RICORSO AL T.A.R. SICILIA N. 00216 2020 REG.PROV.COLL. N. 0211 2018 REG.RIC. PIAN DELL'AIA TRE FINAITE TORRETTA CAVA DDG 287 SCADENZA 18 MARZO 2021 ITALCEMENTI CHIEDE ARCHIVIAZIONE archiviazione istanze VINCA VIA nota Italcementi prot 35258 del 25 05 2016