Bertolt Brecht  : “Chi non conosce
la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un
delinquente”


Non mi piace
pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da
digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi
perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle
persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..


“ Non c’è niente di più profondo di ciò
che appare in  superficie “


Pino Ciampolillo

martedì, febbraio 20, 2018

ISOLA DELLE FEMMINE GIOVEDI' 22 FEBBRAIO MANIFESTAZIONE ALLA ITALCEMENTI




Il 2017 doveva essere l'anno della ripresa per l'edilizia siciliana. Ma i dati della Cassa edile di Palermo sconfessano le previsioni. Gli operai al lavoro sono scesi e le ore di lavoro svolte passano calano, così come la massa salari. Una situazione sconfortante. E già fioccano le iniziative. Il 22 febbraio, alle 16, sotto palazzo delle Aquile a Palermo si terrà una manifestazione dei disoccupati edili di Fillea, Filca, Feneal, con la presenza degli operai dei cantieri in esaurimento (Sis), che stanno per rimanere senza lavoro. Un’altra vertenza calda è quella di Italcementi. Anche nella cementeria di Isola delle Femmine si terrà sempre il 22 febbraio, alle ore 9,30, una manifestazione. L'azienda ha annunciato infatti che se non interverrà lo sblocco del piano delle concessioni della Regione per l'utilizzo della cava di Carini (l'autorizzazione è attesa dal 2016) il 23 marzo sarà chiuso lo stabilimento.


Numero 01006/2017 e data 14/12/2017 Spedizione







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REPUBBLICA ITALIANA

CONSIGLIO DI GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA PER LA REGIONE SICILIANA
Adunanza delle Sezioni riunite del 14 novembre 2017


NUMERO AFFARE 00175/2017
OGGETTO:
Presidenza della Regione Siciliana - Ufficio legislativo e legale


Ricorso straordinario al Presidente della Regione Siciliana proposto da ITALCEMENTI s.p.a. avverso il d.P.Reg.Sic. n. 19 del 3.02.2016, di approvazione dei Piani regionali dei materiali di cava e dei materiali lapidei di pregio.
LA SEZIONE
Vista la relazione n. 21167/184.16.8 del 18.09.2017 con cui la Presidenza della Regione Siciliana – Ufficio Legislativo e Legale ha chiesto il parere del Consiglio di Giustizia Amministrativa sull’affare consultivo in oggetto;
Esaminati gli atti e udito il relatore, consigliere Roberta Serafini;


Premesso e considerato
1. La società ITALCEMENTI s.p.a., con raccomandata a r. del 18.06.2016, ha proposto ricorso straordinario al Presidente della Regione Siciliana per l’annullamento del d.P.Reg.Sic. n. 19 del 3.02.2016 (GURS n. 8 del 19.02.2016), di approvazione dei piani regionali dei materiali da cava e dei materiali lapidei di pregio nella parte in cui ricomprende, nelle “aree estrattive di completamento”, la cava di calcare denominata “Pian dell’Aia”, sita nei Comuni di Palermo e Torretta (PA), nonché, ove occorra, della deliberazione della Giunta regionale n. 5 del 21.1.2016 e di tutti i pregressi atti endoprocedimentali.
2. La ricorrente esercita l’attività estrattiva, necessaria per l’approvvigionamento della propria cementeria di Isola delle Femmine, in base all’autorizzazione del Distretto minerario di Palermo del 19.07.1997. L’area della cava, di proprietà demaniale, è stata dichiarata di interesse industriale e data in concessione alla ITALCEMENTI, con d.P.Reg.Sic. n. 1340 del 24.03.1998. Tale dichiarazione, secondo l’interessata ha consentito di superare il divieto di ampliamento di cui al D.M. Ambiente del 17.10.2007, dovuto alla presenza della zona protezione speciale (ZPS), anche se la durata ventennale della concessione ha comportato una limitazione della durata temporale del giudizio di compatibilità sul progetto di coltivazione e recupero ambientale, comunque positivamente reso dal Dipartimento regionale dell’ambiente, con decreto del 18.05.2010. L’attività estrattiva è proseguita, dapprima in base a specifica autorizzazione, per un triennio, rilasciata ai sensi dell’art. 7 delle Norme Tecniche Transitorie (NTA) al Piano Cave del 2010 (provvedimento n. 09/12-134 R1 PA del 16.04.2012) e, da ultimo, dopo l’annullamento del Piano a seguito di ricorso straordinario proposto dall’Associazione Legambiente Sicilia, in forza di un’autorizzazione, rilasciata per il completamento del programma di coltivazione della cava, fino al 23.03.2018 (n. 03/15-134 R2 PA del 10.03.2015).
Riferisce la ricorrente che, a seguito dell’intervenuta l’approvazione, nel 2016, dei Piani regionali dei materiali da cava e dei materiali lapidei di pregio, la cava è stata compresa tra le “aree estrattive di completamento”, e tale inclusione impedirebbe il rinnovo dell’autorizzazione che è prevista, ai sensi dell’art. 31 delle NTA del provvedimento impugnato, esclusivamente per le aree di completamento ricadenti fuori dalle aree sottoposte a vincoli ambientali (a distanza tale da non interferire con aree ZPS, SIC e IBA).
3. La ricorrente deduce i seguenti motivi di ricorso:
I. Violazione e falsa applicazione degli artt. 6 e 7 della l.r. n. 127/1980, nonché degli artt. 2 e 3 della l.r. n. 5/2010;
II. Violazione e falsa applicazione dell’art. 14 del d.lgs. n. 152/2006 e degli artt. 3, 10 e 11 della l.r. n. 10/1991;
III. Violazione e falsa applicazione degli artt. 3 e 6 della l.r. n. 10/1991. Eccesso di potere per carenza di adeguata istruttoria, difetto di motivazione, travisamento dei fatti ed illogicità manifesta.
4. Con nota n. 133 del 3.01.2017, il Dipartimento dell’energia dell’Assessorato dell’energia e dei servizi di pubblica utilità ha trasmesso le proprie osservazioni, di cui all’art. 9 del d.P.R. n. 1199/1971, unitamente a documentazione utile alla trattazione del presente gravame.
5. La ricorrente, il 23.10.2017, ha presentato memoria di replica alla relazione con cui l’Ufficio legislativo e legale relaziona sul ricorso (nota n. 21167/184.16.8 del 18.09.2017), concludendo per l’infondatezza dei motivi dedotti.
6. Il ricorso è ricevibile in quanto presentato entro il termine di 120 giorni decorrenti dal 19.02.2016, data di pubblicazione del decreto nella GURS.
7. Questo Collegio ritiene, tuttavia, necessaria un’integrazione dell’istruttoria, al fine di acquisire notizie circa la quantità del materiale lavorato negli ultimi cinque anni (indicando la produzione annuale) e circa le prospettive di una eventuale ulteriore utilizzazione del sito sia in termini temporali che in relazione alla quantità di materiale estraibile.
Occorre inoltre che vengano trasmesse le decisioni con cui in accoglimento di un ricorso di Legambiente sono stati annullati i provvedimenti con cui erano stati annullati i precedenti Piani di cava, menzionate a pag. 3 del ricorso straordinario.
8. L’Ufficio riferente, dopo aver verificato l’esistenza di eventuali sopravvenute circostanze utili alla definizione del presente gravame, provvederà a trasmettere quanto richiesto in tempo utile per l’adunanza del 10 aprile 2018.
P.Q.M.
Il Consiglio, impregiudicata ogni questione in rito e nel merito, invita l’Amministrazione a provvedere agli adempimenti istruttori di cui in motivazione nelle forme e nei termini ivi previsti, rinviando l’esame del ricorso all’adunanza del 10 aprile 2018.


L'ESTENSOREIL PRESIDENTE
Roberta SerafiniRosanna De Nictolis
IL SEGRETARIO
Giuseppe Chiofalo

https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=64MQ7ZLJYELRI6PTTNEEYYROWE&q=ISOLA%20or%20DELLE%20or%20FEMMINE







2015 2 Aprile Italcementi Osservazioni e Controdeduzioni Piano Cave Pag 66 e Pag 67 21_controdeduzioni_osservazioni_2 fase_vas 



































































































 AMIANTO, BOLOGNA STEFANO, BROCHURE, CAGGESE, CARCINOMA, FINCANTIERI, ITALCEMENTI, MANNINO CLAUDIA, MONOSTALLA, NATALE, PETCOKE, PIANO CAVE, PRO LOCO, RAFFO ROSSO, RUBINO PINO, SPONSORIZZAZIONI, 



CONSIGLIO DI GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA AFFARE N 00175 2017 ITALCEMENTI ISOLA DELLE FEMMINE



lunedì, febbraio 12, 2018

2017 21 NOVEMBRE CORTE DI CASSAZIONE SENTENZA 3146 2018 AVVERSO ALLA SENTENZA CORTE DEI CONTI PALERMO 179 2015 MONTEROSSO PATRIZIA INCARDONA CARMELO GENTILE LUGI

2017 21 NOVEMBRE CORTE DI CASSAZIONE SENTENZA 3146 2018 AVVERSO ALLA SENTENZA CORTE DEI CONTI PALERMO 179 2015 MONTEROSSO PATRIZIA  INCARDONA CARMELO GENTILE LUGI

Civile Sent. Sez. U Num. 3146 Anno 2018 Presidente: SCHIRO' STEFANO Relatore: PERRINO ANGELINA MARIA Data pubblicazione: 08/02/2018 MONTEROSSO GIUSEPPA PATRIZIA, elettivamente domiciliatasi in ROMA, al VIALE PORTUENSE 104, presso la signora ANTONIA DE ANGELIS, rappresentata e difesa dagli avvocati GIOVANNI IMMORDINO e CLAUDIO ALONGI; GENTILE LUIGI, elettivamente domiciliatosi in ROMA, alla VIA MARESCIALLO PILSUDSKI 118, presso lo studio dell'avvocato FABRIZIO PAOLETTI, che lo rappresenta e difende unitamente agli avvocati GIROLAMO RUBINO e LEONARDO CUCCHIARA;
- ricorrenti successivi contro PROCURATORE GENERALE RAPPRESENTANTE IL PUBBLICO MINISTERO PRESSO LA CORTE DEI CONTI, elettivamente domiciliatosi in ROMA, VIA BAIAMONTI 25;  - controricorrente - nonchè contro PROCURA REGIONALE PRESSO LA SEZIONE GIURISDIZIONALE DELLA CORTE DEI CONTI PER LA REGIONE SICILIANA, LOMBARDO RAFFAELE, PROCURA GENERALE DELLA REPUBBLICA PRESSO LA CORTE DI CASSAZIONE;
- intimati - avverso la sentenza n. 179/2015 della CORTE DEI CONTI - SEZIONE GIURISDIZIONALE D'APPELLO PER LA REGIONE SICILIANA - PALERMO, depositata il 21/07/2015.
Udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 21/11/2017 dal Consigliere ANGELINA-MARIA PERRINO; udito il Pubblico Ministero, in persona dell'Avvocato Generale RICCARDO FUZIO, che ha concluso per il rigetto dei ricorsi; uditi gli avvocati Alfredo Galasso, Giuseppe Immordino per delega dell'avvocato Giovanni Immordino e Fabrizio Paoletti. Ric. 2015 n. 24453 sez. SU - ud. 21-11-2017
Fatti di causa. Emerge dalla sentenza impugnata che, in esito ad una procedura ad evidenza pubblica, l'assessore alla formazione professionale della Regione siciliana approvò, giusta l'art. 24 della I. 6 marzo 1976, n. 24, il Piano Regionale dell'Offerta Formativa per l'anno 2007 (P.R.O.F. 2007) e la graduatoria definitiva dei progetti ammessi al finanziamento, contenente la specificazione delle somme spettanti a ciascun ente di formazione. In esecuzione del Piano furono assunti i relativi impegni di spesa, a valere sui pertinenti capitoli di bilancio. Successivamente, prosegue la narrazione della sentenza, pervennero al dipartimento della formazione professionale numerose istanze volte ad ottenere, spesso con motivazioni generiche, sostanziose integrazioni dei finanziamenti assegnati, parte delle quali fu proposta quando l'attività di formazione non era ancora iniziata o era ancora in corso, ed altra parte quando i progetti formativi erano già stati espletati ed in corso di rendiconto. Per gli aspetti che concernono gli odierni ricorrenti, si legge in sentenza che quanto ad un gruppo di richieste, concernenti progetti formativi già realizzati, dapprima il dirigente del servizio rendicontazione del Dipartimento della formazione, poi il dirigente del servizio programmazione ritennero congrue e pertinenti le richieste per la voce "spese per il personale"; sicché il dirigente del servizio programmazione comunicò all'assessore Carmelo Incardona l'ammontare del fabbisogno complessivo, rappresentando che le risorse si sarebbero dovute reperire utilizzando le economie realizzate nell'ambito del P.R.O.F. La nota ricevette il parere favorevole di Giuseppa Patrizia Monterosso, dirigente generale del dipartimento e il visto per approvazione dell'assessore Incardona. Ric. 2015 n. 24453 sez. SU - ud. 21-11-2017 Wg \.
Ne seguì, ad opera dell'assessore, l'emissione del decreto col quale furono riconosciute le integrazioni finanziarie richieste, cui la dirigente Monterosso diede esecuzione. Per altro gruppo di richieste fu seguito analogo iter; in esito al parere favorevole della dirigente Monterosso e alla sottoscrizione del presidente della Regione siciliana, che svolgeva ad interim le funzioni di assessore alla formazione professionale, le pratiche, alle quali non si era data attuazione, furono sottoposte al nuovo assessore Luigi Gentile, il quale emise il decreto di riconoscimento delle integrazioni, cui la dirigente Monterosso diede esecuzione. La Procura regionale presso la Corte dei conti ritenne che non potessero essere riconosciuti ed erogati finanziamenti aggiuntivi a quelli già disposti; sicché, ravvisata nella condotta descritta fonte di responsabilità per danno erariale, chiese la condanna, tra gli altri, di Incardona, Monterosso e Gentile al relativo risarcimento. La sezione giurisdizionale per la Regione siciliana della Corte dei conti accolse la domanda. Quella d'appello ha dichiarato inammissibile l'appello proposto da Giuseppa Monterosso, ha respinto quello avanzato da Luigi Gentile ed ha accolto, ma soltanto con riferimento all'ammontare del risarcimento, che ha di poco ridotto, quello proposto da Carmelo Incardona. In particolare, ha escluso che le somme in questione fossero state realmente recuperate dall'Amministrazione; ha poi fatto leva sul ruolo determinante svolto nell'elaborazione del P.R.O.F. dall'assessorato all'istruzione ed alla formazione professionale ed ha rimarcato che il Piano, una volta approvato, può essere modificato soltanto al cospetto di situazioni particolari, ossia eccezionali, straordinarie o comunque non prevedibili ex ante, al novero delle quali, ha sostenuto, sono estranee quelle che hanno determinato l'erogazione dei finanziamenti aggiuntivi di cui si discute. Ric. 2015 n. 24453 sez. SU - ud. 21-11-2017
Contro questa sentenza propongono distinti ricorsi Carmelo Incardona, Giuseppa Monterosso e Luigi Gentile, che affidano, rispettivamente, a due, a sei (erroneamente numerati  ome sette) motivi e a una censura, articolata in tre subcensure, cui la Procura generale, rappresentante il Pubblico Ministero presso la Corte dei conti, reagisce con distinti controricorsi. Luigi Gentile e Carmelo Incardona depositano poi rispettivamente una e tre memorie in prossimità della pubblica udienza. Ragioni della decisione.
1.- È infondata la questione d'inammissibilità del ricorso proposto da Luigi Gentile, che la Procura presso la Corte dei conti adombra in controricorso in base alla considerazione che esso è stato notificato tramite posta elettronica certificata (PEC) sebbene le relative regole tecniche e procedurali siano state definite soltanto successivamente, col decreto del Presidente della Corte dei conti n. 256 del 3 novembre 2015.
1.1.- Il decreto in questione si riferisce difatti all'utilizzo della posta elettronica certificata nei giudizi dinanzi alla Corte dei conti ed è per conseguenza inapplicabile al giudizio di legittimità, per il quale ancora non valgono le regole del processo telematico. La notificazione è stata perciò ritualmente eseguita ai sensi della legge 21 gennaio 1994, n. 53, il cui art. 3-bis, 20comma, dispone che quando l'atto da notificarsi non consiste in un documento informatico, l'avvocato provvede ad estrarre copia informatica dell'atto formato su supporto analogico, attestandone la conformità con le modalità previste dall'art. 16-undecies del d.l. 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, e l'atto da notificare va allegato al messaggio di posta elettronica certificata (in termini, Cass., sez. un., 12 settembre 2017, n. 21110).
2.- Il ricorso proposto da Luigi Gentile è comunque inammissibile. Ric. 2015 n. 24453 sez. SU - ud. 21-11-2017
Ciò in quanto la questione di giurisdizione sulla quale esso è calibrato risulta posta per la prima volta in questa sede, in violazione del consolidato principio che ravvisa il giudicato implicito formatosi sulla pronunzia di merito per la mancata impugnazione di una pregressa pronunzia resa esplicitamente sulla giurisdizione, oppure sul merito, nel presupposto implicito della sussistenza della giurisdizione (cfr., con riferimento a differenti ipotesi, Cass., sez. un., 26 settembre 2013, n. 22097; sez. un., 10 luglio 2013, n. 17056; sez. un., 9 maggio 2016, n. 9280).
2.1.- Nè si può prospettare che l'interesse a sollevare la questione di giurisdizione sia sorto nel corso del giudizio di appello. Difatti, in tema di risarcimento del danno nei confronti della pubblica amministrazione, ai sensi dell'art. 386 c.p.c., la giurisdizione va determinata in base al petitum sostanziale della domanda, e pertanto in ragione dell'intrinseca natura della posizione dedotta in giudizio ed individuata dal giudice con riguardo ai fatti allegati (principio consolidato, in espressione del quale cfr. Cass. n. 9280/16, cit.; sez. un., 25 febbraio 2016, n. 3732; 7 aprile 2015, n. 6916). 3.- Anche il ricorso proposto da Carmelo Incardona è inammissibile. Col primo motivo di esso, il ricorrente si duole, ex artt. 360, 1° comma, n. 1 e 362 c.p.c., del difetto di giurisdizione della Corte dei conti là dove il giudice d'appello non ha ravvisato l'esenzione oggettiva dalla responsabilità amministrativa legata all'esercizio della funzione ex art. 1, comma i-ter, secondo periodo, I. 14 gennaio 1994, n. 20. Stabilisce questa norma che «Nel di caso di atti che rientrano nella competenza propria degli uffici tecnici o amministrativi la responsabilità non si estende ai titolari degli organi politici che in buona fede li abbiano approvati ovvero ne abbiano autorizzato o consentito l'esecuzione». Ric. 2015 n. 24453 sez. SU - ud. 21-11-2017
3.1.- Per ravvisare il carattere politico dell'atto, al fine di affermarne l'insindacabilità, occorre che sia impossibile individuare un parametro giuridico (sia norme di legge, sia principi dell'ordinamento), sulla base del quale svolgere il sindacato giurisdizionale, di modo che il carattere politico dell'atto si presenti come una conseguenza (tra varie, Cass., sez. un., 14 maggio 2014, n. 10416 e 19 maggio 2016, n. 10319). Più in generale, l'esercizio in concreto del potere discrezionale degli amministratori e funzionari è senz'altro espressione di una sfera di autonomia che il legislatore ha inteso salvaguardare dal sindacato del giudice contabile (come di ogni altro giudice); ma l'esercizio dell'attività amministrativa si deve comunque ispirare ai menzionati criteri di economicità ed efficacia (art. 1 I. 7 agosto 1990, n. 241), i quali, costituendo specificazione del più generale principio sancito dall'art. 97 Cost., assumono diretta rilevanza sul piano della legittimità dell'azione amministrativa (in termini, tra varie, Cass., sez. un., 15 marzo 2017, n. 6820 e 25 maggio 2016, n. 10814).
3.2.- Nel caso in questione, gli atti assunti come «politici» inerivano, in realtà, a un procedimento, regolato con legge regionale, posto in essere nell'esercizio di funzioni amministrative connesse alla programmazione ed all'erogazione di finanziamenti funzionali allo svolgimento di attività di formazione, secondo gli ordinari canoni di efficienza ed economicità. Si tratta, quindi, di atti del tutto estranei all'area entro la quale non è possibile individuare un parametro giuridico sulla base del quale svolgere il sindacato giurisdizionale.
3.3.- Anzi: proprio l'ipotesi della modifica del P.R.O.F. successivamente alla sua

approvazione è espressamente regolata per legge, specificamente dal 3 0 comma dell'art. 6 della legge regionale n. 24/76, a norma del quale «Qualora, successivamente all'approvazione del piano citato, dovessero determinarsi condizioni Ric. 2015 n. 24453 sez. SU - ud. 21-11-2017 particolari, l'Assessore regionale per il lavoro e la cooperazione è autorizzato, sentito il parere obbligatorio della Commissione regionale di cui all'art. 15, ad apportare modifiche ed integrazioni al piano stesso». Questa interpretazione, con particolare riguardo ai risvolti che concernono l'art. 6, incorre, secondo il ricorrente, nella violazione dell'art. 97 Cost., in relazione al principio di separazione delle funzioni; sicchè egli sollecita la proposizione della questione di legittimità costituzionale della norma. Non v'è spazio, tuttavia, per sollevare la questione, in base ai chiarimenti resi dalla stessa Corte costituzionale (in particolare con la sentenza 5 aprile 2012, n. 81, richiamata anche da Cass. n. 10416/14, cit.), secondo cui «gli spazi della discrezionalità politica trovano i loro confini nei principi di natura giuridica posti dall'ordinamento, tanto a livello costituzionale quanto a livello legislativo; e quando il legislatore predetermina canoni di legalità, ad essi la politica deve attenersi, in ossequio ai fondamentali principi dello Stato di diritto. Nella misura in cui l'ambito di estensione del potere discrezionale, anche quello amplissimo che connota un'azione di governo, è circoscritto da vincoli posti da norme  giuridiche che ne segnano i confini o ne indirizzano l'esercizio, il rispetto di tali vincoli costituisce un requisito di legittimità e di validità dell'atto, sindacabile nelle sedi appropriate».

3.4.- Gli ulteriori profili proposti, relativi all'irrilevanza ed all'inefficacia degli atti compiuti dall'assessore Incardona, anche ai fini della produzione del danno erariale contestato, sono parimenti inammissibili. Ciò in base al consolidato principio in base al quale, in tema di sindacabilità per difetto di giurisdizione delle sentenze della Corte dei conti, sono inammissibili i motivi di ricorso che si fondino su vizi in iudicando o in procedendo, come quelli relativi a violazioni del Ric. 2015 n. 24453 sez. SU - ud. 21-11-2017   principio costituzionale del giusto processo, alla sussistenza del danno erariale, alla verifica circa la preminente responsabilità di altri soggetti e al carattere non decisivo dell'operato di alcuni degli incolpati (Cass., sez. un., n. 10416/14, cit.). 3.5.- Il secondo motivo del ricorso in questione, col quale, ancora ex artt. 360, 1° comma, n. 1 e 362 c.p.c., Carmelo Incardona si duole del difetto di giurisdizione del giudice contabile là dove la Corte dei conti ha trascurato che il giudizio contabile è stato celebrato senza la partecipazione degli enti di formazione, nonostante le specifiche domande rivolte all'accertamento della responsabilità principale di costoro, è pure inammissibile. Il ricorrente prospetta difatti un errore in procedendo che, qualora sussistente, si collocherebbe nei limiti interni della giurisdizione; sicché resta impedita ogni verifica circa la preminente responsabilità attuativa di altri soggetti ed il carattere non decisivo dell'operato dell'incolpato (in termini, fra varie, Cass. n. 10416/14, cit., la quale, tra l'altro, ha rimarcato altresì il principio, sancito dall'art. 1, 1° comma-quater, I. n. 20/94, come modificato dal d.l. 23 ottobre 1996, n. 543, convertito con legge 20 dicembre 1996, n. 639/96, in virtù del quale, nell'ipotesi di danno erariale causato da più soggetti, le condotte di questi debbono essere valutate singolarmente, sì che ciascuno risponde per la propria quota di partecipazione alla produzione del danno: donde, di norma, la scindibilità delle cause relative a più convenuti nello stesso processo e l'insussistenza del litisconsorzio necessario fra di essi).
4.- Inammissibili sono altresì i primi cinque motivi del ricorso proposto da Giuseppa Monterosso, con i quali, rispettivamente, si denuncia: - l'eccesso di potere giurisdizionale, lamentato col terzo motivo di appello, non esaminato, derivante dall'invasione della giurisdizione Ric. 2015 n. 24453 sez. 5U - ud. 21-11-2017   del giudice ordinario e di quello amministrativo nonché della sfera di attribuzioni della Regione (primo motivo); - l'eccesso di potere giurisdizionale e il difetto assoluto di giurisdizione della Corte dei conti per violazione del principio d'insindacabilità nel merito delle scelte discrezionali (secondo motivo); - il difetto assoluto di giurisdizione e la carenza di potere giurisdizionale in ordine alla questione della liquidità dei crediti vantati dagli enti di formazione nei confronti dell'amministrazione regionale con riferimento all'avviso n. 20/2011, in base al sistema di rendicontazione da esso contemplato (terzo motivo); - l'eccesso di potere giurisdizionale scaturente dall'invasione nell'area riservata al legislatore, in quanto la Corte dei conti, là dove ha affermato la responsabilità per danno erariale degli amministratori e dei dirigenti coinvolti nella concessione dei finanziamenti dei quali si discute avrebbe creato una norma nuova (quarto motivo); - l'eccesso di potere giurisdizionale, derivante dall'affermata inosservanza del principio di legalità, in quanto gli amministratori ed i funzionari in questione non erano in grado di prevedere alcuna conseguenza dannosa a loro carico (quinto motivo).
4.1.- Vero è che la Corte dei conti nel corpo della motivazione ha svolto considerazioni di merito anche con riguardo a Giuseppa Monterosso (si vedano in particolare le pagine 62-63 e 100 della sentenza), dopo aver rilevato l'inammissibilità dell'appello da lei proposto per inosservanza dell'art. 1, comma 5-bis, della I. n. 19/94. Sin dalla sentenza n. 3840 del 20 febbraio 2007, tuttavia, queste sezioni unite hanno chiarito che il giudice il quale emetta una pronuncia d'inammissibilità della domanda si spoglia della propria potestas iudicandi al riguardo, e che se, ciò nondimeno, quel medesimo giudice si soffermi anche a motivare sul merito, tale motivazione è da considerarsi svolta ad abundantiam, con la Ric. 2015 n. 24453 sez. SU - ud. 21-11-2017 )  conseguenza inammissibilità della relativa impugnazione (da ultimo, Cass., sez. un., 30 ottobre 2013, n. 24469).
4.2.- Inammissibile è anche il sesto motivo del ricorso (erroneamente numerato come settimo), col quale la ricorrente lamenta l'eccesso di potere giurisdizionale o comunque il difetto assoluto di giurisdizione, là dove la Corte dei conti, invadendo una sfera riservata al legislatore ed alla Corte costituzionale, ha fatto rivivere una norma, l'art. 4, 3° comma, I. n. 890/82, espunta dall'ordinamento: ciò perché ha dichiarato inammissibile l'appello da lei proposto nonostante la tempestiva costituzione in giudizio della Procura contabile e benché le cartoline di ricevimento fossero state depositate in giudizio con ampio anticipo rispetto al termine di trenta giorni dal giorno in cui le erano pervenute.
4.3.- Il ricorso per cassazione contro la decisione della Corte dei conti è difatti consentito soltanto per motivi inerenti alla giurisdizione, sicché il controllo della Corte di Cassazione non si estende ad asserite violazioni di legge sostanziale o processuale concernenti il modo d'esercizio della giurisdizione speciale. Ne consegue che, anche a seguito dell'inserimento della garanzia del giusto processo nella nuova formulazione dell'art. 111 Cost., l'accertamento in ordine ad errores in procedendo o ad errores in iudicando rientra nell'ambito del sindacato afferente ai limiti interni della giurisdizione, trattandosi di violazioni endoprocessuali rilevabili in ogni tipo di giudizio e non inerenti all'essenza della giurisdizione o allo sconfinamento dai limiti esterni di essa, ma solo al modo in cui è stata esercitata (tra varie, Cass., sez. un., 18 maggio 2017, n. 12497, che ha ritenuto inammissibile il ricorso incidentale per cassazione prospettante una questione concernente l'interesse ad intervenire nel giudizio a quo).
4.4.- Né varrebbe obiettare che una questione inerente alla girisdizione sarebbe comunque prospettabile quando il giudice Ric. 2015 n. 24453 sez. SU - ud. 21-11-2017   speciale si sia rifiutato di esercitare il proprio potere giurisdizionale denegando giustizia per un manifesto e radicale stravolgimento delle norme di riferimento (Cass., sez. un., 29 dicembre 2017, n. 31226). Non è certo questa la situazione che si riscontra nel caso in esame. Ve n'è conferma, sia pure indiretta, nella circostanza che la tesi accolta dalla sentenza impugnata s'inscrive in un più vasto indirizzo della giurisprudenza contabile, che ha dato luogo ad un contrasto che soltanto la sentenza n. 34/2017/QM resa dalle sezioni riunite della Corte dei conti in data 8 novembre 2017, citata dalla stessa ricorrente, è intervenuta a dirimere.
5.- Nulla per le spese, stante la natura di parte in senso soltanto formale della Procura (Cass., sez. un., 2 aprile 2003, n. 5105; 27 dicembre 2017, n. 30990). Sussistono i presupposti di applicazione dell'art. 13, comma 1- quater, del d.P.R. n. 115/02.
Per questi motivi dichiara inammissibili tutti e tre i ricorsi. Ai sensi dell'art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. n. 115/02, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte dei ricorrenti dell'ulteriore importo, a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per il ricorso, a norma del comma 1-bis dello stesso art. 13. Così deciso in Roma, il 21 novembre 2017.
Repubblica Italiana
In nome del popolo italiano La   Corte dei  Conti
Sezione Giurisdizionale d’Appello per la Regione Siciliana composta dai magistrati:
dott.
AGOSTINO BASTA
Presidente
dott.
PINO     ZINGALE
Consigliere
dott.ssa
ANNA LUISA CARRA
Consigliere
dott.
VALTER DEL ROSARIO
Consigliere- relatore
dott.ssa
LICIA CENTRO
Consigliere
ha pronunciato la seguente

SENTENZA     N. 179/A/2015

CORTE DEI CONTI SEZIONE Giurisdizionale d’Appello per la Regione Siciliana  MONTEROSSO PATRIZIA GIUSEPPA INCARDONA GENTILE LUIGI SENTENZA 179 A 2015  SENTENZA 401 2014 

ALONGI, BARRESI, CANNOVA, CORSELLO, CROCETTA, DI LIBERTI, GENTILE GIAMMANCO, GIGLIONE, INCARDONA, Lo Nigro, Lombardo, LUMIA, Marino, MONTANTE, MONTEROSSO, PALMA, RUSSO, Sansone, TOLOMEO, Zuccarello, 

2017 21 DICEMBRE CONVOCAZIONE CONSUNTIVO 2017 PREVENTIVO 2017 2019  OFFERTA TURISTICA

2017 21 DICEMBRE CONVOCAZIONE CONSUNTIVO 2017 PREVENTIVO 2017 2019  OFFERTA TURISTICA 








ISOLA DELLE FEMMINE BILANCIO CONSUNTIVO 2016  N 43 29.12.2017


NEVOLOSO Discutere della relazione del Dr Croce in risposta alla presunta elusione del Patto di stabilità essendo propedeutico agli argomenti posti all’ordine del giorno e per fare maggiore chiarezza.

Si rileva che il D.Ministeriale n 36991 del 6.3.2017 all’art e prevede che il responsabile del Settore Finanziario è colui che certifica il Patto di Stabilità ed il Dr. Croce, quindi, avrebbe dovuto nei termini certificare questo dato, per cui, chiede, se si è ottemperato a questa norma di legge e se il Dr. Croce Responsabile dell’Ufficio Finanziario che doveva certificare  il rispetto del Patto di Stabilità  sia incompatibile con la verifica richiesta dal Segretario Comunale. Secondo me, afferma, doveva essere una persona terza e chiede al Segretario se vi è un conflitto d’interesse.

Risponde il Segretario Comunale, afferma la legittimità della richiesta all’ufficio Finanziario in quanto il Commissario ad Acta l’aveva invitata a promuovere con riguardo all’obiettivo   programmato per l’esercizio 2016, il procedimento sotteso alla verifica dell’ipotesi di elusione del Patto di Stabilità. Poiché un procedimento inizia con richiesta all’ufficio competente per materia, il Segretario Comunale ha chiesto la verifica all’ufficio Finanziario non essendo certamente il Segretario Comunale a doverlo verificare personalmente.

Il Consigliere Orazio Nevoloso, chiede cosa ha verbalizzato il Segretario Comunale in merito alla risposta stessa.

Il Segretario Comunale ribadisce quanto già esplicitato sopra e che non rientrava nelle sue competenze verificare personalmente quanto richiesto dal Commissario ad Acta e cioè un eventuale non rispetto del Patto di Stabilità e che non vi è stato nessun conflitto d’interesse nell’avere chiesto all’ufficio preposto una verifica.

Prende la parola il Consigliere Pagano Giuseppe, rileva che vi è necessità di avere chiarimenti da parte sia dei Revisori dei Conti che da parte del responsabile dell’Ufficio Finanziario, stante che le ultime relazioni sono appena pervenute e chiede al responsabile dell’Ufficio Finanziario di illustrare la nota appena consegnata.
Prende la parola il Dottor Croce responsabile dell’Ufficio Finanziario che legge la relazione al rendiconto di gestione 2016 (qui allegato “A”).

Entra in aula il rag Colletto esperto del Sindaco.

Esce il Consigliere Croce Giovanna, presenti 12 Consiglieri Comunali.

Prende la parola il Consigliere Nevoloso Orazio, rileva che la relazione non aggiunge nulla a quello che già si sapeva in quanto mette in ordine cronologico i fatto attinenti il Rendiconto 2016 e afferma di voler iniziare il suo intervento traendo spunto dalla fine della proposta di deliberazione del rendiconto e precisamente il comma c) che recita “in base ai nuovi parametri di deficitari età strutturale di cui al decreto Ministeriale 18.02.2013, questo Comune non risulta deficitario”.

Di seguito, parte della nota n 16923 del 09.12.2016 a firma della Rag. Deborah Puccio che evidenzia a tutti gli organi istituzionali, una situazione di disavanzo strutturale le cui misure ordinarie non erano bastevoli a superare certe criticità e che oggi, afferma, sono presenti anche nel bilancio 2017. La stessa, poneva l’accento sulla causa lo Jacono che nonostante fosse stata notificata a Maggio 2016 all’Ente, veniva comunicata all’Ufficio Finanziario ad Ottobre 2016, per cui ci si chiedeva essendo in fase di elaborazione al bilancio, come arginare questo debito.

Il responsabile Dottor Puccio rilevava che l’unico modo di intervenire era estrapolare detto debito dal bilancio 2016 ed inserirlo in un processo di riequilibrio finanziario pluriennale attivando la procedura di cui all’art 243 bis da sottoporre al Consiglio Comunale, tale decisione era confermata da altri parametri deficitari e proponeva altri drastici interventi che dovevano essere agganciati al predissesto, quali l’innalzamento delle aliquote, una forte riduzione delle spese e così via. La nota concludeva dicendo che quel bilancio, mancante di una parte debitoria che noi sapevamo, era unicamente funzionale rispetto all’esigenza di assicurare la formazione dello strumento 2016 quale presupposto imprescindibile al fine di accedere alla procedura di riequilibrio ai sensi dell’art 243bis.

Questa relazione, prosegue, veniva adottata anche dalla G.M. con delibera 165/2016 venendo posta come primo punto.

Il percosso delineato aveva anche il benestare del Collegio dei Revisori che esprimevano il parere favorevole al bilancio 2016 nell’esclusiva ipotesi che l’Ente facesse ricorso immanentemente alla procedura prevista dall’art 243bis. La proposta arrivava al Consiglio Comunale e veniva fortemente criticata dall’Opposizione in quanto a nostro parere vi erano già tutti i presupposti per attuarla, in quanto la situazione era già strutturalmente compromessa, nonostante i tecnici confortati dal parere dei Revisori volessero fare questo tentativo. Tale situazione trovava responsabilità e consapevolezza nei Consiglieri di Maggioranza (leggi gli interventi di alcuni Consiglieri di Maggioranza in sede di approvazione del Bilancio 2016), rilevando che la problematica dei debiti non era da imputare all’amministrazione in carica quindi la maggioranza era consapevole di questi debiti.

Sempre in sede di approvazione del bilancio 2016 il Gruppo di Opposizione avevano chiaramente evidenziato che il Bilancio era in predissesto e che l’accesso alla procedura di riequilibrio avrebbe comportato un’ammissione formale delle responsabilità dell’Ente (legge l’intervento inserito nell’atto n 53/2016).

Ed ancora il Consigliere Caltanisetta assicurava che avrebbero con immediatezza provveduto asl ricorso alla procedura di riequilibrio.

Ma cosa succedeva poi?
Nulla. Il 18.01.17 la Dott.ssa Puccio presentava la proposta per l’attivazione del predissesto, ma veniva stoppata dal Sindaco che cambiava il responsabile dell’Ufficio Finanziario, dando 30 giorni di tempo al nuovo Responsabile per relazionare SULLA SITUAZIONE CONTABILE E VERIFICARE I PASSAGGI DA FARE. Cosa strana il 17.01.2017 il Segretario, su nostra richiesta, invia una nota a firma del responsabile dott.ssa Puccio.

Il segretario risponde che la richiesta era stata fatta a Dicembre quando ancora la Responsabile dell’Ufficio Finanziario era la dott.ssa Puccio che stante tute  le incombenze dettate dal bilancio, rispondeva successivamente.

Di seguito il Consigliere Nevoloso, prosegue, chiedevano un incontro con i Revisori a febbraio ed Aprile, dove manifestavamo tutte la nostra preoccupazione condivisa dai revisori e dallo stesso Presidente del Consiglio.

Alla richiesta fatta al nuovo Responsabile dell’Ufficio Finanziario perché non si è ancora attivata la procedura dell’art 243bis ci veniva detto che vi erano stati dei problemi con il cambio del sistema informatico contabile e che stava lavorando alle misure correttive richieste dalla Corte dei Conti.

Tutto cambia, prosegue con la deliberazione 14/2017, il 18 maggio 2017 il nostro è un Comune dissestato, il 19 maggio il nostro Comune in avanzo d’Amministrazione. Questo, afferma, per noi è una cosa gravissima perché su una delle procedure, definite dall’Ass Caltanisetta routinarie, di richieste di chiarimenti da parte della Corte dei Conti, noi andiamo a fare un cambio di risultato consolidato nel 2014. Io chiedo al Segretario Comunale se era possibile cambiare un risultato consolidato 2014 senza una preventiva autorizzazione della Corte dei Conti e se questa delibera 14/2017 poteva arrivare al Consiglio Comunale senza il parere dei Revisori dei Conti.

Il Presidente rileva che si risponderà non appena finito l’intero Intervento del Consigliere Orazio Nevoloso.

Prosegue il Consigliere Nevoloso Orazio, ribadendo quindi che l’Ente da Maggio passa da un dissesto ad un avanzo

Di seguito, riferisce che il gruppo di Opposizione ha segnalato alle autorità irregolarità sulla data inerente l’incarico al nuovo responsabile dell’Ufficio Finanziario e che vi sono delle indagini in corso.

A seguito di questo esposto, l’Assessorato Enti Locali chiede al Segretario Comunale una relazione (che viene in parte letta in pubblico) sui fatti ed in cui premessa viene rimarcata la “faziosità” e che il, Segretario Comunale definisce “Minoranza” l’Opposizione

Prosegue, inoltre per meglio capire cosa stesse succedendo è stato chiesto al Dottor Tabone se poteva spiegare perché l’Amministrazione non stava facendo più ricorso alla procedura di cui all’art 243bis con propria nota, afferma il Dottor Tabone in risposta alle nostre richieste, sollevava dubbi e perplessità in ordine all’iniziativa assunta  dall’Amministrazione attraverso l’approvazione dell’atto deliberativo n 14/2017, costituendo un’alterazione illegittima della destinazione dei proventi del Codice della Strada, che concorrono a modificare artificiosamente il risultato di amministrazione al 31 12 2015 e di seguito legge la nota del dottor Tabone.

Tale nota, prosegue è stata girata al Commissario ad Acta Dottor Garofalo che tra l’altro dava incarico al Segretario Comunale di promuovere una verifica di ipotesi di elusione del patto di stabilità ed ancora il Consigliere contesta dandone una lettura del tutto personale, una nota del Segretario Comunale alla Corte dei conti, su debito Lo Jacono.

Alla fine, prosegue, vi è il lieto fine e cioè che non vi è stata elusione del patto di Stabilità: Quel disegno fatto dalla Dott.ssa Puccio, dal Dottor Tabone con il parere favorevole dei Revisori e approvato prima in Giunta e poi in Consiglio Comunale è un disegno corretto e se è corretto, il rendiconto di gestione 2016 non può essere approvato, poiché nulla ha a che vedere con la gestione 2016 e con la realtà.
La ricostruzione storica, conclude, va fatta con la consapevolezza dei passi che si sono fatti. La data di Maggio è molto importante quando da un disavanzo ci si è trovati con un avanzo.

In merito alle domande poste al Segretario Comunale sulla delibera n 14/2017 misure correttive, la stessa rilevando che non era presente in quel Consiglio Comunale riferisce che sull’obbligatorietà o meno del parere dei Revisori dei Conti sulla proposta, era stata evidenziata la facoltatività dello stesso. Per quanto concerne la preventiva autorizzazione della Corte dei Conti, appare evidente che sarà la stessa Corte, qual ora fosse stata necessaria, tale autorizzazione e rilevare la non richiesta con le conseguenze del caso in esame.
Prende la parola il consigliere Pagano Giuseppe, rileva preliminarmente la complessità di questo bilancio consuntivo, la mole di documenti in allegato che ha determinato una grande quantità di lavoro, l’avvicendamento di tecnici e quant’altro che ha creato non poca confusione, per cui non ci vedo chiaro. Noi, oggi, siamo venuti qui per dire la nostra, saranno gli organi competenti a fare chiarezza facendo i dovuti accertamenti. Entrando nel merito della proposta, vorrei dei chiarimenti da parte dei Revisori e dal Responsabile dell’Ufficio Finanziario.

Chiarimenti su una nota pervenutaci stamattina a firma del Presidente del Consiglio con allegata una Relazione del responsabile dell’Ufficio Finanziario. Vorrei chiarito il punto 2) pag 3 che dice “Inoltre sulla determinazione dei vincoli atteso l’inopportunità di mantenere inutili queste quote accantonate dall’avanzo di amministrazione, il Consiglio comunale è direttamente chiamato ad esprimersi in sede di approvazione del rendiconto della gestione  dell’esercizio 2016 in considerazione del fatto che uno degli allegati obbligatori al predetto documento contabile è il prospetto informativo dell’avanzo di amministrazione con la specifica della destinazione –parte accantonata. –Parte vincolata. – parte destinata a investimenti. – parte disponibile. Spetta quindi al Consiglio comunale
attribuire ad entrate libere o destinate uno specifico vincolo di destinazione.
A tal fine, gli atti deliberativi che il Consiglio Comunale dovrà porre in essere, costituiscono uno specifico obbligo rispetto al quale il Bilancio dovrà essere coerente. Da questa lettura, sembrerebbe che l’Ufficio si spogli da ogni responsabilità per poi trasferirla al Consiglio Comunale.

Chiede ai revisori dei Conti, noi abbiamo un disavanzo d’Amministrazione di 400.00 mila euro, oltre il debito Lo jacono che ci determina un imminente dissesto finanziario. Di quei correttivi adottati con la delibera 47 2017 non abbiamo ancora nessuna risposta da parte della Corte dei Conti, né se sono corretti, né se non lo sono. Noi, prosegue, chiediamo ai revisori, se avremmo dovuto prima di utilizzare l’avanzo di amministrazione nel bilancio consuntivo 2016, modificare in sede di Consiglio Comunale il Bilancio Consuntivo 2014, in considerazione che siamo passati da un disavanzo di 400 mila euro ad un avanzo di 300 mila euro. E se è sì la risposta, prosegue, se necessitava che questa operazione venisse fatta previa autorizzazione da parte della Sez di controllo della Corte dei Conti?.

Perché se noi stiamo operando senza la necessaria autorizzazione e senza prima aver modificato il Bilancio Consuntivo 2014, adesso ci ritroviamo con un avanzo d’amministrazione che non è certo.

In attesa della risposta il Consigliere Pagano Giuseppe prosegue con il suo intervento.

Vorrei, partire, rivela dalla delibera del c.c. del 29.12.2016 quando adottando quella delibera si determinava di adottare subito la procedura del piano di riequilibrio.

La dott.ssa Puccio con nota 598/2017 predisponeva l’apposita proposta per la procedura di riequilibrio ed il piano di rotazione e la trasmetteva al Presidente del Consiglio Comunale per portarle in Consiglio Comunale. Il SINDACO nel frattempo con una nota al Presidente ed ad altri uffici, comunicava che il 16.01.2017 la Dott.ssa non poteva predisporre quell’atto in quanto veniva sostituita dal nuovo Responsabile Dottor Croce.

Vi è da dire che, prosegue, che la Dott.ssa Puccio aveva chiesto di non essere più nominata Responsabile dell’Ufficio Finanziario, ma il regolamento dell’Ente prevede che in attesa della nuova nomina, lo stesso soggetto rimane responsabile pro-tempore. Noi, riteniamo opportuno andare a verificare nel file quando è stata redatta la lettera del SINDACO e ci accorgiamo che il file riporta non il 13 ma il 17.
Sembrerebbe, prosegue, che la nota non è del 13 ma del 17. Se il SINDACO ha redatto la sua nota il 17 GENNAIO, in realtà la proposta di delibera trasmessa
il, 16 gennaio era valida ed efficace.

A tal proposito, rivela, abbiamo ritenuto opportuno informare la PROCURA DELLA REPUBBLICA, il PREFETTO e L’ASSESSORATO ENTI LOCALI UFFICIO ISPETTIVO, che si sono attivati ciascuno per la propria competenza. Sappiamo che la PROCURA ha aperto prima un FASCICOLO contro ignoti, MENTRTE ADESSO, VI SONO DEGLI INDAGATI. Chiede al Segretario Comunale se è a conoscenza di qualcuno dell’Amministrazione che è INDAGATO.

Il Segretario Comunale risponde che ad oggi non vi sono AVVISI DI GARANZIA  Prosegue, citando la nota risposta del Segretario Comunale alla richiesta di relazione da parte dell’Assessorato Enti Locali. Per tutto quanto, mi pongo dei dubbi su questo bilancio e sulla sua validità.

Ancor Oggi, non sappiamo
qual è il DEBITO ATO e nessuna partecipata ha comunicato la propria situazione
contabile. Io ritengo che la mancanza del debito sentenza Lo Jacono all’interno
del Conto Consuntivo 2016, la mancata presentazione quale debito fuori bilancio
in Consiglio Comunale del debito Lo jacono e altri e di tutti gli altri debiti
fuori bilancio che non sono stati portati in Consiglio Comunale e che sono
stati riportati nella relazione a pag 39 dai revisori, determinerebbero un
FALSO BILANCIO. Quindi, rivela, ritengo necessario alla luce di questi miei
dubbi e perplessità la DELIBERA DI BILANCIO VADA ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA
PER VERIFICARE SE VI E’ UN FALSO.
Il Responsabile dell’ufficio
Finanziario risponde alle domande del Consigliere pagano Giuseppe, evidenziando
per ogni atto si è assunto la responsabilità e che per quanto riguarda la
destinazione dell’avanzo d’Amministrazione è il Consiglio Comunale ad
attribuire uno specifico vincolo di destinazione. Per quanto riguarda i
proventi del Codice della Strada si è ritenuto opportuno non riportare dei
vincoli non necessari in quanto di fatto erano stati impegnati.

Il Presidente del Collegio dei Revisori Dottor Albanese sulle modalità della DELIBERA 14/2017, correttivi richiesti  dalla Corte dei conti, rileva che l’esame che la Corte dei Conti fa sugli atti che ci darà una risposta su quanto operato.

Prende al parola il Consigliere Nevoloso Orazio si riallaccia alla parola del Dottor Croce riferita alla prerogativa dei Consiglieri Comunali, è vero che il funzionario predispone la proposta ma sta ai consiglieri decidere, emendare, completare lo studio e liberi nel recepire le indicazioni le norme. Ma non si può stare Tranquilli, rileva, di fronte ad una risposta che rimanda ad un responso della Corte dei Conti poiché è meglio prevenire avendo poi la disposizione dei funzionari preposti ciascuno per le proprie competenze. Quando mi siedo in Consiglio Comunale per affrontare il tema del Rendiconto della gestione e verifico tutto quello che è successo in un anno e dopo che non sono stato messo in condizione di utilizzare tutti gli strumenti di salvaguardia degli equilibri di BILANCIO previsti dalla LEGGE, non si può essere tranquilli.

Il BILANCIO 2016 è Stato approvato a fine anno e così anche per il 2017 con un anno di RITARDO. Se tutto fosse fatto nei tempi dettati dalla LEGGE, allora sì che si può essere partecipi e rientrare nel perimetro di responsabilità dello strumento Economico-Finanziario e di indirizzo che è il BILANCIO. Non certamente quando TUTTI I DOCUMENTI ARRIVANO IN FORTE RITARDO ACCOMPAGNATI DA TUTTI I PARERI SFAVOREVOLI, PER TUTTO QUESTO IO NON POSSO VOTARE. Io, prosegue, non devo convincere nessuno e quello che ho LETTO NON MI PIACE, spero che i Revisori si siano sbagliati e che l’esperto del SINDACO insieme al DOTTOR CROCE abbiano fatto un ottimo lavoro, perché da UNA SITUAZIONE DI DISSESTO SI E’ PASSATI AD UNA SITUAZIONE DI AVANZO D’AMMINISTRAZIONE. QTESO CONCLUDE, PER IL MIO PAESE E’ IL TOP E NON POSSO CHE ESSERNE CONTENTO MA NON ATTRAVERSO QUESTE CARTE, CREDO VI SIA UN FALSO.

Esauriti gli interventi, Il Presidente dà atto che rientra il Consigliere CROCE GIOVANNA: Presenti 13

Il Presidente dichiara chiusa la discussione ed invita i Capigruppo alle dichiarazioni di voto. Per il gruppo di maggioranza il Consigliere Palazzolo Antonino legge la sua dichiarazione di voto favorevole (qui allegato “B”)
Per il gruppo di Opposizione il Consigliere Nevoloso Orazio: tenuto conto del doppio pare del Collegio dei revisori dei Conti, tenuto conto delle criticità evidenziata a pag 49 della relazione degli stessi al bilancio Consuntivo 2016 e considerato fondamentale che la situazione al 31/12/2016 secondo questo RENDICONTO, non rispecchia correttamente i risultati della gestione e tenuto conto delle diverse indagini che insistono su argomenti correlati a questo tema del RENDICONTO 2016, esprimiamo pare CONTRARIO all’approvazione.

Il Presidente invita alla votazione Presenti 13 Consiglieri Comunali Voti favorevoli 9 Voti contrari 4 Il Consiglio Comunale approva.

ISOLA DELLE FEMMINE BILANCIO PREVISIONE 2017 2019 DELIBERA CONSIGLIO COMUNALEN 45 29.12.2017

-Che con deliberazione del Consiglio Comunale n 53 del 29 dicembre 2016, esecutiva ai sensi di legge, è stato approvato il bilancio di previsione finanziario 2016/2018, nella quale oltre a dare atto del pareggio tra entrate e spese e del rispetto delle disciplina relativa al pareggio di Bilancio, il Consiglio stabiliva che l’approvazione dello strumento finanziario  era funzionale propedeutico per l’accesso alla procedura di riequilibrio finanziario ex art 243bis del TUEL, disponendo di dare mandato al responsabile dell’Ufficio Economico Finanziario di formalizzare la necessaria deliberazione consiliare;

-Che con deliberazione n 115 dell’1 settembre 2017, la Giunta ha proceduto ad approvare lo schema di rendiconto della gestione per l’esercizio 2016

-Che il Collegio dei revisori dei Conti, ha depositato la propria relazione dello schema di rendiconto esprimendo pare NON favorevole all’approvazione consiliare per una serie di presunte criticità rilevate e contenute nel testo della relazione medesima, nonché alla situazione debitoria dell’Ente con particolare riferimento al debito derivante dalla sentenza esecutiva relativa alla causa Lo Bianco A. ed altri;

- che le presunte criticità
rilevate dai revisori, sono state oggetto di controdeduzioni a firma del
responsabile dell’Ufficio Economico Finanziario e dell’esperto del Sindaco in
materia economica, fatte proprie dalla Giunta Comunale con atto 120/2016;

-Che la Giunta con successiva deliberazione 126 dell’1 ottobre 2017, sulla scorta degli atti fin qui citati, ha proceduto ad approvare lo schema di rendiconto della gestione per l’esercizio finanziario 2016, nonché la contabilità Economica e lo Stato patrimoniale, la cui documentazione costituisce parte integrante e formale e sostanziale del presente pur   se non materialmente allegata, dando atto che le risultanze della gestione sono stati tali da lasciare intravedere circostanze ed elementi sostanziali e favorevoli ad un concreto tentativo di ripresa autonoma da parte dell’Ente, per la ricostituzione degli equilibri di bilancio e che, pertanto, sono venute meno quelle condizioni che indussero la Giunta, con proprio atto 165/2016, e successivamente il Consiglio Comunale:

a) ad approvare il Bilancio
2016 unicamente in maniera funzionale rispetto all’esigenza di assicurare la formazione dello strumento di programmazione finanziaria, quel presupposto imprescindibile al fine di poter accedere alle procedure di riequilibrio finanziario pluriennale, di cui all’art 243 bis e seguenti del TUEL”

b) a dare mandato al responsabile del Servizio Economico Finanziario, di formalizzare i relativi atti necessari e propedeutici;

- Che nel medesimo atto appena citato, la Giunta ha proposto al Consiglio Comunale di fare propria la deliberazione n 126/2016 e procedere ad approvare il Rendiconto dell’esercizio
2016;

Il Presidente introduce ed invita il SINDACO a regolarizzare sul punto

PRENDE LA PAROLA IL SINDACO STEFANO BOLOGNA. Rileva che i due emendamenti presentati dalla maggioranza con pareri tecnici favorevoli e pareri favorevoli da parte dei revisori dei Conti, è un bilancio che ASSICURA GLI EQUILIBRI. Con questo bilancio, PROSEGUE IL RINNOVAMENTO dell’Ente INIZIATO TRE ANNI FA, non state aumentate le tasse, è un bilancio che AFFRONTA una METEORITE che è caduto sul Comune e mi riferisco, prosegue, IL DEBITO di LO JACONO. Lo stami affrontando in MANIERA CORRETTA, LEGITTIME E RESPONSABILE. 

Tutte le ILARITA’ di chi non si è MAI ASSUNTO UN MINIMO DI RESPONSABILITA’ NON TOCCATA AMMINISTRAZIONE. NOI, SIAMO QUI PERCHE’ LA GGGGENTE CI HA VOTATO e noi stiamo cercando di risolvere con responsabilità le varie problematiche. Questo NONOSTANTE ALCUNI ODIATORI SERIALI che sono solo FOMENTATORI DI ODIO E CALUNNIE. Sono qui, con grande senso di responsabilità PERCHE’ LA GGGENTE MI HA RIELETTO; PERCHE’ HANNO CREDUTO IN ME e NON POSSO CHE FARE UNA POLITICA SERIA, affrontando un grosso problema che è quello del debito Lo Jacono    che ARRIVA DAL  1980 e che certamente SE NON OTTERREMO IL
MUTUO dalla Cassa Depositi e Prestiti, CREERA’ SERIA DIFFICOLTA’ all’ente. Il
Lavoro svolto dall’ufficio finanziario insieme all’esperto Rag Colletto è serio
e la maggioranza avendo avuti tutti i chiarimenti necessari, LO VOTERA’.
Rivolgendosi all’opposizione si augura che FRA QUALCHE LUSTRO, SIANO LORO AD
AMMINISTRARE E POTERE CAPIRE COME SI POSSONO PERDERE DEI MESI DI TEMPO PER ANDARE DIETRO LE CALUNNIE.

Prende la Parola il Dottor Croce, che legge la relazione allegata al bilancio (allegato “A”)

Il Presidente rileva che il gruppo “un’altra isola si” ha presentato due emendamenti correlati dai pareri favorevoli dell’ufficio finanziario e dai revisori dei Conti

Il Presidente dichiara aperta la discussione.

Prende la parola il  Consigliere Nevoloso Orazio rileva che il riconoscimento di cui parla il Sindaco arriva in ritardo perché il risanamento lo abbiamo fatto nel bilancio 2016, dimenticando però di attivare la procedura di PREDISSESTO. Il METEORITE di cui parla il Sindaco, prosegue, è arrivato prima e precisamente NELL’APRILE 2016 e quindi non si spiega come mai lo ritroviamo nel 2017. La verità, afferma, che qui non si è più seguita la strada che era stata delineata con il PREDISSESTO e se è pur vero che gli emendamenti rivedono alcuni aspetti, il bilancio manca di FONDAMENTO. Il bilancio, rileva, è stato strutturato con un AVANZO che non c’è, basta leggere la pagina 5 della relazione dei REVISORI dove vengono segnalate le seguenti criticità:

·   
Malgrado specifico atto di indirizzo formulato dal responsabile del Settore Finanziario della Giunta Municipale, della precauzione del Collegio dei Revisori, non è stato ritenuto dover adottare le procedure di riequilibrio finanziario pluriennalle di cui all’art 243 bis;


Non risulta effettuato il riconoscimento di oltre Euro 3.900.000,00 derivante da sentenza di cassazione notificata all’Ente nell’aprile 2016;

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Errata determinazione del risultato d’amministrazione dell’esercizio 2016 e della sua composizione

Debiti non rappresentati nel rendiconto di gestione che rendono non veritiero l’avanzo d’amministrazione di questo bilancio che, afferma non ha fondamento.

Se si vuole entrare nel merito di come l’amministrazione intende risanare questo bilancio, prosegue, partendo da una situazione perfetta d’AVANZO D’AMMINISTRAZIONE basta andare a pag 17 della relazione dei revisori dei conti. IL GETTITO IMU DELL’ANNO 2017 RIPORTA UNA PREVISIONE DI EURO 1.830.000,00 CON UN INCREMENTO RISPETTO AGLI ESERCIZI PREDENTI DI NOTEVOLE ENTRATE E PER LA QUALE NON E’ STATA FORNITA ALCUNA MOTIVAZIONE. Nell’anno 2018 viene previsto un gettito IMU di euro 1.910.000,00 mentre per l’anno 2019 per euro 1.950.000,00 il collegio rileva che anche per questi anni, l’incremento non viene motivato. Per la TARI il Collegio rileva che la percentuale di copertura, considerando la componente detrazione, è pari al 96,22% che non consente la copertura integrale del costo.

 Qualora non si considerino le detrazioni la copertura dei costi sarebbe del 103,80%. Anche per l’importo della pubblicità il cui gettito passa da euro 30.000,00 per il 2017 a euro 158.725,08 per il 2018 a 157.413,53 per il 2019. Il Collegio osserva che non viene evidenziato il criterio secondo cui vengono effettuate tali previsioni stante il forte incremento. ANCHE PER I CONTRUBUTI PER PERMESSO DI COSTRUIRE, VI E’ UN FORTE INCREMENTO FINO AD ARRIVARE NELL’ANNO 2018/2019 AD UN GETTITO PARI A EURO 430.000,00. Si chiede, da dove arriveranno questi contributi.
Rileva, che l’amministrazione dovrebbe chiarire quanto esposto dai revisori a PAGINA 32
dove viene evidenziato che la previsione di spesa non tiene conto dei vincoli posti dal saldo di finanza pubblica, dal piano triennale del contenuto delle spese. Rileva inoltre, il solito problema delle partecipate in quanto ad oggi non si è in grado di potere affettuare alcuna verifica.

Il problema dei rapporti debiti/crediti dell’Ente con le proprie partecipate problema del fondo crediti di dubbia esigibilità che l’emendamento presentato dalla maggioranza, porta alle percentuali richieste dal Collegio. Vi è anche il riricorso all’indebitamento per il finanziamento per la sentenza lo jacono e non per investimenti. Tanti argomenti affrontati in questo bilancio che comunque poiché da un dato ERRATO, UNA SITUAZIONE DI AVANZO D’AMMINISTRAZIONE E QUESTA E’ UNA COSA GRAVISSIMA.

VI E’ ANCORA UN RILIEVO DA PARTE DEI Revisori sul prospetto di verifica del rispetto dei vincoli di finanza pubblica. Sdecondo cui NON e’ stato redatto secondo le indicazioni della circoalre della ragioneria dello Stato n 138205 del 27/06/2017 e qui, prosegue vi è un discorso legato alla parola “NETTO” poiché i revisori e l’ufficio ragioneria ne danno un’interpretazione diversa, per il Collegio non significa SOTTRARRE ma non considerare, mentre per l’ufficio finanziario è un’operazione col segno negativo e a nostro parere quest’ultima interpretazione pregiudica gli equilibri di bilancio.

Esaurito l’intervento il Consigliere Caltaniseta riassume sinteticamente gli interrogativi di domanda del Consigliere Nevoloso che sono: rapporto tra ACCERTAMENTI e RISCOSSIONI, determinazione del fondo crediti di dubbia esigibilità, copertura del MUTUO sentenza Lo jacono e RISPETTO DEL PATTO DI STABILITA’.

Prende la parola il Dottor Croce responsabile Ufficio Finanziario che rileva di aver risposto alle prime domande con le relazioni che sono state depositate.

Prende la parola il Rag Colletto esperto del Sindaco. Rileva che il bilancio può si essere non considerato VEITIERO perché INFICIATO dall’avanzo di AMMINISTRAZIONE, ma precisa che questo avanzo è stato RIDETERMINATO in sede di formazione del RENDICONTO 2016 che è la sede deputata per andare ad individuare se vi è un AVANZO e/o meno e sia i vincoli che condizionano lo stesso AVANZO non vi sono.

Non bisogna confondere la determinazione dei vincoli che abbiamo esplicitato alla  Corte dei Conti, nelle misure correttive, con l’avanzo d’amministrazione. Andando a verificare, prosegue abbiamo visto che negli allegati alle delibere del Conto Consuntivo 2014 NON RISULTANO ASSOLUTAMENTE VINCOLI, tant’è che il bilancio 2015 non riporta nessuna quota di disavanzo in quanto se il rendiconto 2014 si fosse chiuso in disavanzo questo, avrebbe dovuto essere riportato e coperto nei due
anni successivi, 2015-2016. Si è fatto così nel 2015 che CHIUDENDOSI IN DISAVANZO le quote sono state RIPARTITE nel 2016/2017, questa è l’interpretazione logica. Quindi, prosegue non bisogna confondere i due momenti i vincoli di cui si è relazionato con le misure correttive e dalla determinazione dell’avanzo d’amministrazione e dei vincoli che la compongono.
Il progetto allegato scomposto nelle sue parti rappresentano quella che è la reale situazione.

Vi sono degli impegni che oggi si è ritenuto di svincolare utilizzando una parte di avanzo in maniera più proficua come quella che servirà per PAGARE IN PARTE IL DEBITO LO JACONO, QUESTO, AFFERMA, è stato ritenuto opportuno e doveroso farlo. RILEVA CHE NON VI E’ NESSUN RISCHIO DI ANDARE AD APPROVARE QUESTE DUE PORPOSTE IN ESAME.

In riferimento alle criticità rilevate dai revisori sulle RISCOSSIONI e sull’UTILIZZO delle ANTICIPAZIONI di CASSA, sono più che legittime.
L’amministrazione sta provvedendo ad una gara per POTER RISCUOTERE i TRIBUTI e, certamente, non giovano all’amministrazione i continui tagli e ritardi nei trasferimenti nazionali e regionali.

PRENDE LA PAROLA IL SINDACO. Per quanto riguarda il notevole incremento degli introiti dei permessi a costruire, rileva, che si pensava di concludere entro l’anno l’iter per la riqualificazione dell’area ex SICAR, che si è conclusa ad ottobre e l’ufficio andrà a proporre entro gennaio 2018 l’ultimo atto. Il completamento di questa procedura consentirà all’Ente di avere un introito anche maggio di quello stimato adesso in bilancio.

Entra il Consigliere Croce Giovanna

Prende la parola il Consigliere Pagano Giuseppe. Prende atto di quello che dice il Rag Colletto e prende atto del bilancio redatto dal Dottor Croce.
Io non so, afferma, qual è la verità se quello che dice l’ufficio è falso o è vero. Io rileva, non sono nelle condizioni di dire se è corretto o meno non avendone le competenze. Però, prosegue, io devo confrontare con quanto emerge dalla relazione del Collegio dei revisori dei Conti. Quando, in seguito ci sarà il controllo della Corte dei Conti, più che andare a vedere le controdeduzioni, andranno a leggere la relazione dei Revisori in quanto referenti della Corte dei Conti. Io che devo andare ad approvare questo bilancio con tutta una serie di responsabilità, non posso non tener conto, DEGLI
EFFETTI DEVASTANTI PER CHI VOTA FAVOREVOLMENTE, DI UN EVENTUALE CONFERMA DI QUANTO RELAZIONATO DAI Revisori dei Conti. Il funzionario della CORTE DEI CONTI A CUI ARRIVA IL CONTO CONSUNTIVO, IL BILANCIO CON I PARERI NEGATI DAI REVISORI E POI VEDO LE CONTRODEDUZIONI CHE NON HANNO VALORE GIURIDICO, SI CHIEDERA’ OSA SUCCEDE. E’ SOLO UN FATTO DI OPPORTUNITA’ GIURIDICA CHE IMPONE LA LEGGE NELL’AFFRONTARE L’APPROVAZIONE DI QUESTO PUNTO. IO NON DO’ LA COLPA ALL’AMMINISTRAZIONE DEL DEBITO FUORI BILANCIO SENTENZA LO JACONO, PERCHE’ ARRIVA DOPO PIU’ DI TRENT’ANNI, MA NON COMPRENDO E NON CONDIVIDO LA SCELTA DI RISOLVERLO, NON E’ STATA SEGUITA LA STRADA GIA’ INDICATA CHE ERA QUELLA DEL PIANO DI RIEQUILIBRIO. ALLA LUCE DEL PARERE DEI REVISORI E’ UN RISCHIO APPROVARE QUESTO BILANCIO. SE CI SONO ERRORI NE RISPONDONO I CONSIGLIERI COMUNALI. ANCORA OGGI NONN SI CONOSCONO I BILANCI DELLE PARTECIPATE.

L’emendamento presentato dalla maggioranza non può essere condiviso, tenuto conto che l’Ente utilizza L’AVANZO D’AMMINISTRAZIONE NON VINCOLATO. I REVISORI HANNO RILEVATO CHE L’AMMINISTRAZIONE NON PUO’ UTILIZZARE L’AVANZO D’AMMINISTRAZIONE CHE RICORRE L’ENTE ALL’ANTICIPAZIONE DI TESORERIA COSI’ COME PREVISTO DAL DLG 267/00, PER CUI NON SI POTREBBE COPRIERE PARTE DEI DEBITO FUORI BILANCIO UTILIZZANDO L’AVANZO. INOLTRE QUESTO AVANZO NON PUO’ ESSERE CONDIVISO, IN QUANTO COME RILEVATO DAI REVISORI, LA COMPOSIZIONE DEL RISULTATO DI AVANZO NON RISPETTA LA CORRETTA QUANTIFICAZIONE TRA PARTE ACCANTONATA E PARTE VINCOLATA SECONDO I PRINCIPI DI LEGGE E SE L’AVANZO NON E’ STATO CORRETTAMENTE INDIVIDUATO, QUESTO BILANCIO NON PUO’ ESSERE APPROVATO. Nella relazione, prosegue, i Revisori mettono in dibbuio il non rispetto del fondo crediti di dubbia esigibilità. Altra osservazione, non si prevedono ulteriori contenziosi nel triennio, ma come si fa rileva, a non prevedere che non ci saranno contenziosi? Quando all’albo pretorio costantemente vi sono incarichi a difesa dell’Ente per vari motivi, quali risarcimenti danni per buche etc. ed adesso non si prevede nessun accantonamento. 

Per questo gruppo consiliare sembrerebbe che questo bilancio non tenga conto e non riporti la sentenza Lo jacono per euro 3.900.000,00 e non tenga conto di tutti glia altri debiti cosi come rappresentato a pagina 39 della relazione dei Revisori dei Conti nel parere al Bilancio Consuntivo 2016 e che questo bilancio non sia rispettoso dei vincoli stabiliti dalla legge e quindi sembrerebbe CHE VI SIA UN FALSO IN BILANCIO E FIN DA ADESSO CHIEDIAMO CHE VENGA TRASMESSO ALLA Procura della repubblica per  gli accertamenti del caso.

Rag Colletto da spiegazioni sui punti solevati dal Consigliere ed in riferimento all’utilizzo d’avanzo d’amministrazione, precisa, che questo può essere utilizzato per la copertura dei debiti fuori bilancio così come prevedere l’art 187 del TUEL precisa che controdeduzioni sono state adottate dall’Ente come modifica ed integrazione allo schema di bilancio precedentemente  approvato.

Prende la parola il Consigliere Orazio Nevoloso rileva di avere ascoltato con molta attenzione il reg Colletto, per quanto riguarda la rideterminazione del disavanzo in avanzo ma, pone l’accento sul momento da focalizzare che è prima, quando si è andati ad impegnare le somme provenienti dalle infrazioni del Codice della Strada non per le finalità dettate dalla legge, ma per fini non previsti dalle norme. Noi, prosegue, il problema l’avevano già sollevato evidenziando che era impossibile impegnare dette somme per finalità diversi e che non c’entrano nulla con le destinazioni date chiaramente dalla legge.

Dobbiamo dire, prosegue, che la MAGGIORANZA QUINDI HA SBAGLIATO QUANDO DICEVA CHE LA COLPA DELLA SITUAZIONE FINANZIARIA ERA COLPA DELLA PRECEDENTE AMMINISTRAZIONE, poiché OGGI SI è IN AVANZO.

VI E’ STATA UNA VERA E PROPRIA ELUSIONE DEL RICORSO DELLA PROCEDURA DEL PREDISSESTO. SI E’ PERSO UN ANNO PER ARRIVARE ALLA CONCLUSIONE DI FARE UN MUTUO. Se si faceva fronte mediante risorse ordinarie, bene, invece si è passati DALL’ACCENSIONE DEL FONDO DI ROTAZIONE 243 TER AD UN MUTUO CON LA CASSA DEPOSITI E PRESTITI, COS’E’ CAMBIATO SI CHIEDE. E’ UNA SCELTA POLITICA CON CUI SI SOTTRAE AL CONTROLLO DEGLI ORGANI SOVRAORDINATI, E CHE AVREBBE COMPARTATO TANTE RINUNCE DA PARTE DELL’AMMINISTRAZIONE. OGGI SI CHIEDE UNA DELLE PAGINE PIU’ SOFFERTE DEL NOSTRO PAESE. ABBIAMO AVUTO TRE PARERI SFAVOREVOLI, COMMISSARIO AD ACTA, RELAZIONI, NOTE INTEGRATIVE ETC. IO RINGRAZIO LO SFORZO DEGLI UFFICI MA MI CHIEDO PER CHI ERANO TUTTI QUESTI ATTI.

IL SINDACO scrivano alla maggioranza per meglio comprendere

Il Consigliere Nevoloso Orazio continua il suo intervento, rivela che il gruppo di opposiione si avvale del parere dei Revisori dei Conti, che come già esplicitato dal Consigliere Pagano Giuseppe sono i referenti della Corte dei Conti. L’opposizione vede L’ELUSIONE DEL PIANO DI RIEQUILIBRIO E SE QUESTO COMUNE, PROSEGUE ANDRA’ IN DISSESTO LA COLPA E’ DEL SINDACO ED OGNUNO SI DOVRA’ ASSUMERE LE PROPRIE RESPONSABILITA’ DI NON AVER DATO CORSO A QUELLA DELIBERA CHE DAVA GIA’ L’INDIRIZZO PER IL RIEQUILIBRIO E CHE AVEVA IL PARERE FAVOREVOLE DEI REVISORI DEI CONTI, CERTO NON AUGURIAMO CHE QUESTO SECCEDE, MA SE SI VERIFICA BISOGNERA’ PERSEGUIRE I RESPONSABILI.

Esaurito l’intervento il presidente dichiara chiusa la discussione.

Si passa all’esame degli emendamenti presentati dal gruppo “un’altra isola….si” che riportano i pareri favorevoli sia dell’ufficio finanziario sia del collegio dei revisori

EMENDAMENTO 1

Il Consigliere Caltanisetta Giuseppe presenta il 1° emendamento a firma dei Consiglieri del gruppo di maggioranza (allegato) che riporta una integrale copertura finanziaria dell’importo oggetto dell’auspicata transazione – debito Lo Bianco ed altri – specificando che la restante parte è vincolata all’erogazione del mutuo da parte della cassa depositi e prestiti

Il presidente invita i capigruppo alle dichiarazione di voto

Per ill Gruppo di maggioranza il Consigliere Palazzolo legge la dichiarazione di voto favorevole (qui allegata)

Per il gruppo di opposizione il Consigliere Nevoloso Orazio preannuncia il voto contrario

Il presidente mette ai voti il 1° emendamento Presenti 13 consiglieri Voti favorevoli 9 Voti contrari 4 Il Consiglio Comunale
approva.

EMEDAMENTO n2

Il consigliere Caltanisetta Giuseppe presenta il 2° emendamento che riporta la modifica di un errore materiale nella trasposizione degli accertamenti tributari ed un adeguamento alle prescrizioni dei revisori, procedendo ad un incremento prudenziale del fondo crediti di dubbia esigibilità 2017.

Il presidente invita i capigruppo alle dichiarazione di voto
Per il Gruppo di maggioranza il Consigliere Palazzolo legge la dichiarazione di voto favorevole (qui allegata) Per il gruppo di opposizione il Consigliere Nevoloso Orazio preannuncia il voto contrario

Il presidente mette ai voti il 2° emendamento Presenti 13 consiglieri Voti favorevoli 9 Voti contrari 4 Il Consiglio Comunale approva
 Di seguito
Il presidente invita i capigruppo alle dichiarazione di voto sulla proposta di bilancio di previsione 2017

Per il Gruppo di maggioranza il Consigliere Palazzolo legge la dichiarazione di voto favorevole al bilancio di previsione 2017 (qui allegata)

Per il gruppo di opposizione il Consigliere Nevoloso Orazio rileva che la quantità di documenti prodotta per convincere la maggioranza ad approvare questo bilancio sarebbe già sufficiente per concludere la nostra dichiarazione di voto. Ciò nonostante, prosegue, non possiamo esimerci dal sottolineare in coerenza con la relazione dei revisori dei Conti di avere forti dubbi sulle tenute normative di questo bilancio di previsione. Su questo punto intende richiamare, prosegue, quanto già elencato dal Collegio dei Revisori a PAGINA 5 della loro relazione. Inoltre, rileva, riteniamo che alcune parti in entrate risultano sovrastimate in modo anomalo, mentre riteniamo sottostimate alcune porte di garanzie e di prudenza quali il fondo di soccombenza. Tutto ciò non sfugge poi alla gestione del debito Lo Jacono già arginato da questo Consiglio Comunale con il bilancio di previsione 2016 e attraverso l’attivazione delle procedure di cui all’art 243 bis e seguenti  e incautamente non attivate da questa amministrazione. Su una eventuale futura situazione di dissesto, che non ci auguriamo, questo gruppo di opposizione non si risparmierà nel perseguire, presso gli organi preposti, i RESPONSABILI di quello che riteniamo essere “un restyling-artificioso” della situazione contabile dell’Ente, pertanto esprimiamo fortemente voto contrario.

Di seguito Il presidente mette ai voti la proposta di deliberazione avente ad oggetto “approvazione proposta di bilancio di previsione finanziario 2017 2019 ed allegati integrata dagli emendamenti. Consigliere presenti 13 voti favorevoli 9 voti contrari 4 Il consiglio Comunale approva

Di seguito
Il Consigliere Palazzolo per il gruppo di maggioranza propone al Consiglio Comunale l’immediata esecuzione
dell’atto, al fine di permettere gli uffici di provvedere agli atti conseguenziali
La proposta messa ai voti
ottiene il seguente risultato Voti favorevoli 9 Voti contrari 4 Il consiglio comunale approva.







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