Bertolt Brecht  : “Chi non conosce
la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un
delinquente”


Non mi piace
pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da
digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi
perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle
persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..


“ Non c’è niente di più profondo di ciò
che appare in  superficie “


Pino Ciampolillo

venerdì, settembre 23, 2016

GEMELLAGGIO ISOLA DELLE FEMMINE PITTSBURG 1994











All'inizio del 1900, un miraggio nuovo sorge dinanzi agli occhi dei pescatori: la California.

Partono dapprima pochi uomini; fatta, quindi la scoperta mirabile, che essa è la terra di tutte le libertà e di  tutte le licenze; spinti da quell'abile agente che è la 
lettera dell'emigrante, il paese si spopola.

Non è più la migrazione temporanea: è la famiglia che si trapianta altrove, per non più tornare; è dopo conati e lotte, l'esodo di un popolo che l'intensificato sfruttamento e spopolamento dei fondi di pesca,  attribuito al sempre più sfrenato uso della dinamite,  spinge a creare un nuovo borgo: Black Diamond, attuale Pittsburg, sul fiume Sacramento, presso San Francisco.

A distanza di anni, ed esattamente tra Maggio e Giugno del 1994, le due borgate, Isola delle Femmine e  Pittsburg, hanno ufficializzato la ripresa dei loro 
contatti, sociali ed economici, mettendo nero su bianco, un documento che è più di un semplice "attestato", bensì la dimostrazione che nel cuore di queste genti, separate da un oceano, l'amore per le origini comuni è ancora  vivo; a testimoniare l'avvenuto gemellaggio, entrambi i  paesi hanno fatto realizzare ed esporre due statue  identiche, raffiguranti un pescatore.

Ad Isola, questa statua è stata messa al centro  della piazzetta che proprio dal gemellaggio ha preso il nome, infatti è stata chiamata Piazza Pittsburg.

a) Organizzazione della cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria al famoso ex giocatore italo-americano di baseball, Joe Di Maggio i cui genitori ebbero i natali a Isola delle Femmine; 

b) organizzazione della cerimonia di gemellaggio con la cittadina americana di Pittsburg in California, mediante l’ideazione e la pianificazione di visite e scambi di vario tipo; 

c) organizzazione di un viaggio negli Stati Uniti del sottoscritto con il Sindaco per il rafforzamento del rapporto di gemellaggio e l’avvio di rapporti commerciali fra i rispettivi operatori turistici e commerciali;


I siciliani di Pittsburg da pescatori a enemy alien



A fine '800 arrivarono a Pittsburg, in California, pescatori siciliani dell'Isola delle Femmine che riuscirono a impiantare la cultura marinaresca del Mediterraneo sulle coste della California e fino all’Alaska. Nel 1941 l'entrata in guerra degli Stati Uniti cambiò la sorte di quelle comunità: gli immigrati delle potenze dell’Asse vennero schedati come enemy aliens



di Paolo Battaglia - 

A Pittsburg, in California, incontriamo i discendenti dei pescatori siciliani arrivati qui alla fine dell’Ottocento, in gran parte provenienti da Isola delle Femmine, in provincia di Palermo.
Già nel 1909 l’ambasciatore italiano Edmondo Mayor des Planches aveva visitato questi luoghi descrivendo così la comunità del paese che allora era chiamato Black Diamond, in nome della principale fonte di ricchezza locale, il carbone:

Nella via principale di Pittsburg si trova The Fisherman, opera di Frank Vitale dedicata alla prima comunità italiana di pescatori e a Isola delle Femmine
“Gli abitanti […] quasi esclusivamente italiani, sono pescatori, venuti i più dall’isola delle Femmine, qualcuno da Ustica. Sono qualche migliaio, in condizioni assai prospere. Fanno ogni anno, con battelli loro, due campagne di pesca sulle coste dell’Alaska, e, col ricavo, vivono largamente e depositano danari nelle banche.

Riunione della colonia al Savoia Hall, ove tutta Black Diamond è raccolta. Numerosi discorsi ispirati ad ardente patriottismo. Parlo con molti. Vorrebbero cambiato il nome del paese: taluno propone il nome di Crispi, altri quello di Sicilia, il quale prevale. Il giudice (che è americano) mi dice il suo ufficio essere una sinecura. Non vi sono contese, non reati. Il carcere rimane costantemente vuoto, il tribunale in continua vacanza.

Vo in giro per il paese. Ogni famiglia ha la sua casetta, il suo giardino. Sono tutti contenti e lo dichiarano altamente, meno un vecchietto, che con voce tremula spiega come si sia ridotto a venire: ‘Erano partiti tutti i miei; rimanevo solo; sono partito anch’io. Ma non è questo il mio paese, non è questo il mio paese!’ Ed ha lagrime pieni gli occhi”.


Alcuni discendenti dei primi siciliani emigrati a Pittsburg intervistati durante l’Italian American Country trip
Anche a distanza di più di un secolo, gli italo americani che incontriamo dimostrano una grande nostalgia per “Isola”, come chiamano il loro paese d’origine, dove tornano spesso oggi come ieri, un’abitudine dimostrata dallo straordinario spezzone di un film amatoriale visto al museo locale e girato da un abitante di Pittsburg tornato in Sicilia nei primi anni Trenta.
Oggi il mestiere di pescatore è completamente scomparso, ma nelle parole degli intervistati e nelle sale del museo della Pittsburg Historical Society è ancora viva la memoria dei siciliani che riuscirono a impiantare la millenaria cultura marinaresca del Mediterraneo sulle coste della California e, ancora più a Nord, nelle gelide acque dell’Alaska.
Proprio mentre l'economia ittica stava iniziando a dare i suoi frutti, l'entrata in guerra degli Stati Uniti nel 1941 cambiò drasticamente la sorte dei pescatori italiani e delle loro famiglie. Non solo i pescherecci furono requisiti dal governo per essere riconvertiti a usi militari, ma gli immigrati originari delle potenze dell’Asse vennero schedati come enemy aliens, e come tali trattati: giapponesi, tedeschi e italiani furono discriminati, costretti ad allontanarsi dalla zona costiera e, in alcuni casi, imprigionati in campi di internamento. L'impossibilità di continuare a lavorare e di trovare una nuova sistemazione ridusse in miseria gran parte delle famiglie, nell'esatto momento in cui i figli, nati in America, venivano chiamati al fronte a combattere nelle United States Armed Forces.

La vicenda è raccontata in due mostre: Una storia segreta. When Italian Americans Were Enemy Aliens, ideata nel 1994 dall'American Italian Historical Association's Western Regional Chapter, e Enemy Alien Files: Hidden Stories of WWII(2001), da cui risulta che furono più di 3.000 gli italiani internati dalle autorità americane durante la guerra. L’aspetto tristemente ironico della vicenda è che sulla costa atlantica coloro che venivano internati (ad esempio il tenore Ezio Pinza e il pugile Primo Carnera) erano inviati a Ellis Island: il luogo che per decenni aveva rappresentato l’anticamera di un’America accogliente verso l’emigrazione diventò in questa fase, certamente drammatica per tutta la nazione, il luogo che negava la libertà ai cittadini stranieri la cui colpa era di essere originari di una nazione nemica. 



Alcuni dei 1750 italiani schedati come ÔÇ£stranieri di nazionalit├á nemicaÔÇØ costretti ad abbandonare Pittsburg nel febbraio 1942. Quattro dopo fu consentito loro di rientrare. Erano soprattutto donne e anziani che non avevano ottenuto la cittadinanza





La testimonianza di Sergio Otino, abitante di Berkeley, in California, chiarisce lo smarrimento provato dagli italiani sottoposti a queste limitazioni: “Vidi i miei amici giapponesi trasferiti dalle loro case e portati via, ex compagni di scuola e amici d’infanzia. La mia prima reazione fu di sconcerto. Poco tempo dopo anche noi italo americani e i tedeschi, fummo trattati allo stesso modo perché facevamo parte della Triplice Alleanza, l’asse Berlino-Roma-Tokyo. […] Chi non aveva la cittadinanza come mia madre, fu costretto a trasferirsi dalla propria casa verso altre zone, ma non verso centri di detenzione”.
Per gli italiani la classificazione di enemy alien decadde completamente dopo l’armistizio firmato l’8 settembre 1943, anche se già nell’ottobre 1942 la maggior parte delle restrizioni erano state sospese. 

http://www.lavocedinewyork.com/people/nuovo-mondo/2015/01/18/i-siciliani-di-pittsburg-da-pescatori-a-enemy-alien/



GEMELLAGGIO ISOLA DELLE FEMMINE PITTSBURG 1994 

1994, BLACK DIAMOND, BOLOGNA, BRUNO PIETRO, CALIFORNIA, GEMELLAGGIO, ISOLA DELLE FEMMINE, JOE DI MAGGIO, Pittsburg, SACRAMENTO, SAN FRANCISCO,