Bertolt Brecht  : “Chi non conosce
la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un
delinquente”


Non mi piace
pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da
digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi
perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle
persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..


“ Non c’è niente di più profondo di ciò
che appare in  superficie “


Pino Ciampolillo

sabato, gennaio 27, 2007

DECRETO LEGISLATIVO INFORMAZIONI AMBIENTALI



Gazzetta Ufficiale N. 222 del 23 Settembre 2005
DECRETO LEGISLATIVO 19 agosto 2005, n.195
Attuazione della direttiva 2003/4/CE sull'accesso del pubblico all'informazione ambientale.
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione; Vista la direttiva 2003/4/ CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 gennaio 2003, concernente l'accesso del pubblico all'informazione ambientale, che abroga la direttiva 90/313/CEE delConsiglio;
Vista la legge 31 ottobre 2003, n. 306, recante disposizioni perl'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italiaalle Comunita' europee (Legge comunitaria 2003);
Visto il decreto legislativo del 24 febbraio 1997, n. 39, recanteattuazione della direttiva 90/313/CEE, concernente la liberta' diaccesso alle informazioni in materia di ambiente;
Vista la legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni,recante norme in materia di procedimento amministrativo e di dirittodi accesso ai documenti amministrativi e successive modifiche;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 27 giugno 1992, n.352, e successive modificazioni, recante regolamento per ladisciplina delle modalita' di esercizio e dei casi di esclusione deldiritto di accesso ai documenti amministrativi, in attuazionedell'articolo 24, comma 2, della legge 7 agosto 1990, n. 241;
Vista la legge 8 luglio 1986, n. 349, e successive modificazioni,recante istituzione del Ministero dell'ambiente e norme in materia didanno ambientale;
Visto il decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, recante codicein materia di protezione dei dati personali;
Visto il decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, recante il codicedell'amministrazione digitale;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,adottata nella riunione del 20 maggio 2005;
Acquisito il parere della Conferenza unificata di cui all'articolo8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, reso nella sedutadel 16 giugno 2005;
Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni della Camera deideputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nellariunione del 29 luglio 2005;
Sulla proposta del Ministro per le politiche comunitarie e del
Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, di concerto coni Ministri degli affari esteri, della giustizia, dell'economia edelle finanze, per la funzione pubblica e per gli affari regionali;
E m a n a il seguente decreto legislativo:
Art. 1.Finalita'
1. Il presente decreto, nello stabilire i principi generali inmateria di informazione ambientale, e' volto
a:a) garantire il diritto d'accesso all'informazione ambientaledetenuta dalle autorita' pubbliche e stabilire i termini, lecondizioni fondamentali e le modalita' per il suo esercizio;
b) garantire, ai fini della piu' ampia trasparenza, chel'informazione ambientale sia sistematicamente e progressivamentemessa a disposizione del pubblico e diffusa, anche attraverso i mezzidi telecomunicazione e gli strumenti informatici, in forme o formati facilmente consultabili, promuovendo a tale fine, in particolare,l'uso delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione.
Avvertenza:
Nella Gazzetta Ufficiale - serie generale - del13 ottobre 2005, si procedera' alla ripubblicazione deltesto del presente decreto legislativo, corredato dellerelative note, ai sensi dell'art. 8, comma 3, delregolamento di esecuzione del testo unico delledisposizioni sulla promulgazione delle leggi, sullaemanazione dei decreti del Presidente della Repubblica esulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,approvato con decreto del Presidente della Repubblica14 marzo 1986, n. 217.
Art. 2.Definizioni
1. Ai fini del presente decreto s'intende per:
a) «informazione ambientale»: qualsiasi informazione disponibilein forma scritta, visiva, sonora, elettronica od in qualunque altraforma materiale concernente:
1) lo stato degli elementi dell'ambiente, quali l'aria,l'atmosfera, l'acqua, il suolo, il territorio, i siti naturali,compresi gli igrotopi, le zone costiere e marine, la diversita'biologica ed i suoi elementi costitutivi, compresi gli organismigeneticamente modificati, e, inoltre, le interazioni tra questielementi;
2) fattori quali le sostanze, l'energia, il rumore, leradiazioni od i rifiuti, anche quelli radioattivi, le emissioni, gliscarichi ed altri rilasci nell'ambiente, che incidono o possonoincidere sugli elementi dell'ambiente, individuati al numero 1);
3) le misure, anche amministrative, quali le politiche, ledisposizioni legislative, i piani, i programmi, gli accordiambientali e ogni altro atto, anche di natura amministrativa, nonche'le attivita' che incidono o possono incidere sugli elementi e suifattori dell'ambiente di cui ai numeri 1) e 2), e le misure o leattivita' finalizzate a proteggere i suddetti elementi;
4) le relazioni sull'attuazione della legislazione ambientale;
5) le analisi costi-benefici ed altre analisi ed ipotesieconomiche, usate nell'ambito delle misure e delle attivita' di cuial numero 3);
6) lo stato della salute e della sicurezza umana, compresa lacontaminazione della catena alimentare, le condizioni della vitaumana, il paesaggio, i siti e gli edifici d'interesse culturale, perquanto influenzabili dallo stato degli elementi dell'ambiente di cuial punto
1) o, attraverso tali elementi, da qualsiasi fattore di cuiai punti
2) e 3);
b) «autorita' pubblica»: le amministrazioni pubbliche statali, regionali, locali, le aziende autonome e speciali, gli enti pubblicied i concessionari di pubblici servizi, nonche' ogni persona fisica ogiuridica che svolga funzioni pubbliche connesse alle tematicheambientali o eserciti responsabilita' amministrative sotto ilcontrollo di un organismo pubblico;
c) «informazione detenuta da un'autorita' pubblica»: l'informazione ambientale in possesso di una autorita' pubblica inquanto dalla stessa prodotta o ricevuta o materialmente detenuta dapersona fisica o giuridica per suo conto;
d) «richiedente»: la persona fisica o l'ente che chiedel'informazione ambientale;e) «pubblico»: una o piu' persone, fisiche o giuridiche, e leassociazioni, le organizzazioni o gruppi di persone fisiche ogiuridiche.
Art. 3.Accesso all'informazione ambientale su richiesta
1. L'autorita' pubblica rende disponibile, secondo le disposizionidel presente decreto, l'informazione ambientale detenuta a chiunquene faccia richiesta, senza che questi debba dichiarare il propriointeresse.
2. Fatto salvo quanto stabilito all'articolo 5 e tenuto conto deltermine eventualmente specificato dal richiedente, l'autorita'pubblica mette a disposizione del richiedente l'informazioneambientale quanto prima possibile e, comunque, entro 30 giorni dalladata del ricevimento della richiesta ovvero entro 60 giorni dallastessa data nel caso in cui l'entita' e la complessita' dellarichiesta sono tali da non consentire di soddisfarla entro ilpredetto termine di 30 giorni. In tale ultimo caso l'autorita'pubblica informa tempestivamente e, comunque, entro il predettotermine di 30 giorni il richiedente della proroga e dei motivi che lagiustificano.
3. Nel caso in cui la richiesta d'accesso e' formulata in manieraeccessivamente generica l'autorita' pubblica puo' chiedere alrichiedente, al piu' presto e, comunque, entro 30 giorni dalla datadel ricevimento della richiesta stessa, di specificare i dati damettere a disposizione, prestandogli, a tale scopo, la propriacollaborazione, anche attraverso la fornitura di informazionisull'uso dei cataloghi pubblici di cui all'articolo 4, comma 1,ovvero puo', se lo ritiene opportuno, respingere la richiesta, aisensi dell'articolo 5, comma 1, lettera c).
4. Nel caso in cui l'informazione ambientale e' richiesta in unaforma o in un formato specifico, ivi compresa la riproduzione didocumenti, l'autorita' pubblica la mette a disposizione nei modirichiesti, eccetto nel caso in cui:
a) l'informazione e' gia' disponibile al pubblico in altra formao formato, a norma dell'articolo 8, e facilmente accessibile per ilrichiedente;
b) e' ragionevole per l'autorita' pubblica renderla disponibilein altra forma o formato.
5. Nei casi di cui al comma 4, lettere a) e b), l'autorita'pubblica comunica al richiedente i motivi del rifiutodell'informazione nella forma o nel formato richiesti entro iltermine di 30 giorni dalla data del ricevimento della richiestastessa.
6. Nel caso di richiesta d'accesso concernente i fattori di cuiall'articolo 2, comma 1, lettera a), numero 2), l'autorita' pubblicaindica al richiedente, se da questi espressamente richiesto, dovepossono essere reperite, se disponibili, le informazioni relative alprocedimento di misurazione, ivi compresi i metodi d'analisi, diprelievo di campioni e di preparazione degli stessi, utilizzato perraccogliere l'informazione ovvero fa riferimento alla metodologianormalizzata utilizzata.
7. L'autorita' pubblica mantiene l'informazione ambientale detenutain forme o formati facilmente riproducibili e, per quanto possibile,consultabili tramite reti di telecomunicazione informatica o altrimezzi elettronici.
Art. 4.Cataloghi e punti d'informazione
1. Al fine di fornire al pubblico tutte le notizie utili alreperimento dell'informazione ambientale, entro sei mesi dalla datadi entrata in vigore del presente decreto, l'autorita' pubblicaistituisce e aggiorna almeno annualmente appositi cataloghi pubblicidell'informazione ambientale contenenti l'elenco delle tipologiedell'informazione ambientale detenuta ovvero si avvale degli ufficiper le relazioni con il pubblico gia' esistenti.
2. L'autorita' pubblica puo' evidenziare nei cataloghi di cui alcomma 1 le informazioni ambientali detenute che non possono esserediffuse al pubblico ai sensi dell'articolo 5.
3. L'autorita' pubblica informa in maniera adeguata il pubblico suldiritto di accesso alle informazioni ambientali disciplinato dalpresente decreto.
Art. 5.Casi di esclusione del diritto di accesso
1. L'accesso all'informazione ambientale e' negato nel caso in cui:
a) l'informazione richiesta non e' detenuta dall'autorita'pubblica alla quale e' rivolta la richiesta di accesso. In tale casol'autorita' pubblica, se conosce quale autorita' detienel'informazione, trasmette rapidamente la richiesta a quest'ultima ene informa il richiedente ovvero comunica allo stesso quale sial'autorita' pubblica dalla quale e' possibile ottenere l'informazionerichiesta;
b) la richiesta e' manifestamente irragionevole avuto riguardoalle finalita' di cui all'articolo 1;
c) la richiesta e' espressa in termini eccessivamente generici;
d) la richiesta concerne materiali, documenti o dati incompleti oin corso di completamento.
In tale caso, l'autorita' pubblica informail richiedente circa l'autorita' che prepara il materiale e la dataapprossimativa entro la quale detto materiale sara' disponibile;
e) la richiesta riguarda comunicazioni interne, tenuto, in ognicaso, conto dell'interesse pubblico tutelato dal diritto di accesso.
2. L'accesso all'informazione ambientale e' negato quando ladivulgazione dell'informazione reca pregiudizio
a) alla riservatezza delle deliberazioni interne delle autorita'pubbliche, secondo quanto stabilito dalle disposizioni vigenti inmateria;
b) alle relazioni internazionali, all'ordine e sicurezza pubblicao alla difesa nazionale;
c) allo svolgimento di procedimenti giudiziari o allapossibilita' per l'autorita' pubblica di svolgere indagini perl'accertamento di illeciti;
d) alla riservatezza delle informazioni commerciali oindustriali, secondo quanto stabilito dalle disposizioni vigenti inmateria, per la tutela di un legittimo interesse economico epubblico, ivi compresa la riservatezza statistica ed il segretofiscale, nonche' ai diritti di proprieta' industriale, di cui aldecreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30;
e) ai diritti di proprieta' intellettuale;
f) alla riservatezza dei dati personali o riguardanti una personafisica, nel caso in cui essa non abbia acconsentito alla divulgazionedell'informazione al pubblico, tenuto conto di quanto stabilito daldecreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196;
g) agli interessi o alla protezione di chiunque abbia fornito disua volonta' le informazioni richieste, in assenza di un obbligo dilegge, a meno che la persona interessata abbia acconsentito alladivulgazione delle informazioni in questione;
h) alla tutela dell'ambiente e del paesaggio, cui si riferiscel'informazione, come nel caso dell'ubicazione di specie rare.
3. L'autorita' pubblica applica le disposizioni dei commi 1 e 2 inmodo restrittivo, effettuando, in relazione a ciascuna richiesta diaccesso, una valutazione ponderata fra l'interesse pubblicoall'informazione ambientale e l'interesse tutelato dall'esclusionedall'accesso.
4. Nei casi di cui al comma 2, lettere a), d), f), g) e h), larichiesta di accesso non puo' essere respinta qualora riguardiinformazioni su emissioni nell'ambiente.
5. Nei casi di cui al comma 1, lettere d) ed e), ed al comma 2,l'autorita' pubblica dispone un accesso parziale, a favore del richiedente, qualora sia possibile espungere dall'informazionerichiesta le informazioni escluse dal diritto di accesso ai sensi deicitati commi 1 e 2.
6. Nei casi in cui il diritto di accesso e' rifiutato in tutto o inparte, l'autorita' pubblica ne informa il richiedente per iscritto o,se richiesto, in via informatica, entro i termini previstiall'articolo 3, comma 2, precisando i motivi del rifiuto edinformando il richiedente della procedura di riesame prevista all'articolo 7.
Art. 6.T a r i f f e
1. L'accesso ai cataloghi previsti all'articolo 4 e l'esame pressoil detentore dell'informazione richiesta sono gratuiti, fatto salvoquanto stabilito all'articolo 25, comma 1, della legge 7 agosto 1990,n. 241, e successive modificazioni, relativamente al rilascio dicopie.
2. Fermo restando quanto previsto al comma 1, l'autorita' pubblicapuo', in casi specifici, applicare una tariffa per renderedisponibile l'informazione ambientale, dalla stessa determinata sullabase del costo effettivo del servizio. In tali casi il pubblico e'adeguatamente informato sulla entita' della tariffa e sullecircostanze nelle quali puo' essere applicata.
3. Nei casi in cui l'autorita' pubblica mette a disposizionel'informazione ambientale a titolo commerciale e l'esigenza digarantire la continuazione della raccolta e della pubblicazionedell'informazione l'impone, puo' essere prevista una tariffacalcolata sulla base del mercato. Detta tariffa e' predeterminata epubblica.
Art. 7.Tutela del diritto di accesso
1. Contro le determinazioni dell'autorita' pubblica concernenti ildiritto di accesso e nel caso di mancata risposta entro i termini dicui all'articolo 3, comma 2, il richiedente puo' presentare ricorsoin sede giurisdizionale secondo la procedura di cui all'articolo 25,commi 5, 5-bis e 6 della legge 7 agosto 1990, n. 241, ovvero puo'chiedere il riesame delle suddette determinazioni, secondo laprocedura stabilita all'articolo 25, comma 4, della stessa legge n.241 del 1990, al difensore civico competente per territorio, nel casodi atti delle amministrazioni comunali, provinciali e regionali, oalla Commissione per l'accesso di cui all'articolo 27 della citatalegge n. 241 del 1990, nel caso di atti delle amministrazionicentrali o periferiche dello Stato.
Art. 8.Diffusione dell'informazione ambientale
1. Fatto salvo quanto previsto all'articolo 5, l'autorita' pubblicarende disponibile l'informazione ambientale detenuta rilevante aifini delle proprie attivita' istituzionali avvalendosi, ovedisponibili, delle tecnologie di telecomunicazione informatica edelle tecnologie elettroniche disponibili.
2. Per le finalita' di cui al comma 1, l'autorita' pubblicastabilisce, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore delpresente decreto, un piano per rendere l'informazione ambientaleprogressivamente disponibile in banche dati elettroniche facilmenteaccessibili al pubblico tramite reti di telecomunicazione pubbliche,da aggiornare annualmente.
3. Entro due anni dalla data di entrata in vigore del presentedecreto, l'autorita' pubblica, per quanto di competenza, trasferiscenelle banche dati istituite in attuazione dei piani di cui al comma2, almeno:
a) i testi di trattati, di convenzioni e di accordiinternazionali, atti legislativi comunitari, nazionali, regionali olocali, aventi per oggetto l'ambiente;
b) le politiche, i piani ed i programmi relativi all'ambiente;
c) le relazioni sullo stato d'attuazione degli elementi di cuialle lettere a) e b), se elaborati o detenuti in forma elettronicadalle autorita' pubbliche;
d) la relazione sullo stato dell'ambiente, prevista dall'articolo1, comma 6, della legge 8 luglio 1986, n. 349, e successivemodificazioni, e le eventuali relazioni sullo stato dell'ambiente alivello regionale o locale, laddove predisposte;
e) i dati o le sintesi di dati ricavati dal monitoraggio diattivita' che incidono o possono incidere sull'ambiente;
f) le autorizzazioni e i pareri rilasciati dalle competentiautorita' in applicazione delle norme sulla valutazione d'impattoambientale e gli accordi in materia ambientale, ovvero un riferimentoal luogo in cui puo' essere richiesta o reperita l'informazione, anorma dell'articolo 3;
g) gli studi sull'impatto ambientale, le valutazioni dei rischirelativi agli elementi dell'ambiente, di cui all'articolo 2, comma 1,lettera a), ovvero il riferimento al luogo in cui l'informazioneambientale puo' essere richiesta o reperita a norma dell'articolo 3.4. Fermo restando quanto previsto al comma 3, l'informazione ambientale puo' essere resa disponibile creando collegamenti asistemi informativi e a banche dati elettroniche, anche gestiti daaltre autorita' pubbliche, da rendere facilmente accessibili alpubblico.5.
In caso di minaccia imminente per la salute umana e perl'ambiente, causata da attivita' umane o dovuta a cause naturali, le autorita' pubbliche, nell'ambito dell'espletamento delle attivita' diprotezione civile previste dalla legge 24 febbraio 1992, n. 225, esuccessive modificazioni, e dalle altre disposizioni in materia,diffondono senza indugio le informazioni detenute che permettono, achiunque possa esserne colpito, di adottare misure atte a prevenire oalleviare i danni derivanti da tale minaccia.6.
Le disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 3 non si applicano all'informazione raccolta dall'autorita' pubblica precedentementealla data di entrata in vigore del presente decreto, a meno che taleinformazione non sia gia' disponibile in forma elettronica.
Art. 9.Qualita' dell'informazione ambientale
1. Il Ministero dell'ambiente e della tutela del territoriogarantisce, se possibile, che l'informazione ambientale detenutadall'autorita' pubblica sia aggiornata, precisa e confrontabile.
2. Per le finalita' di cui al comma 1, l'Agenzia per la protezionedell'ambiente e per i servizi tecnici elabora, se necessario,apposite specifiche tecniche da approvare con le modalita' di cuiall'articolo 15, comma 5, del decreto del Presidente della Repubblica 8 agosto 2002, n. 207.
Art. 10.Relazioni
1. A decorrere dall'anno 2005 e fino all'anno 2008, entro il30 dicembre di ogni anno, l'autorita' pubblica trasmette al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio i dati degli archiviautomatizzati previsti agli articoli 11 e 12 del decreto delPresidente della Repubblica 27 giugno 1992, n. 352, relativi allerichieste d'accesso all'informazione ambientale, nonche' unarelazione sugli adempimenti posti in essere in applicazione delpresente decreto.
2. Entro il 14 febbraio 2009 il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio elabora, sulla base delle informazioni di cuial comma 1 e secondo le modalita' definite a livello comunitario, unarelazione sulla attuazione del presente decreto.
3. Entro il 14 agosto 2009 il Ministero dell'ambiente e dellatutela del territorio trasmette la relazione di cui al comma 1 allaCommissione europea. Detta relazione e', altresi', presentata dalMinistro dell'ambiente e della tutela del territorio al Parlamento eresa accessibile al pubblico.
4. La relazione sullo stato dell'ambiente, prevista dall'articolo1, comma 6, della legge 8 luglio 1986, n. 349, e' pubblicata dalMinistero dell'ambiente e della tutela del territorio con modalita'atte a garantire l'effettiva disponibilita' al pubblico.
Art. 11.Aspetti organizzativi e procedimentali delle regioni e degli entilocali
1. In attuazione del principio di leale collaborazione, gli aspettiorganizzativi e procedimentali, che lo Stato, le regioni e gli entilocali debbono definire per l'attuazione del presente decreto sonoindividuati sulla base di accordi, da raggiungere in sede di Conferenza unificata ai sensi della legge 5 giugno 2003, n. 131,entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto.
Nell'ambito di tali accordi sono individuati:
a) le modalita' di coordinamento tra le Autorita' pubbliche;
b) i livelli minimi omogenei di informazione al pubblico inapplicazione dell'articolo 5, comma 4, in coerenza con le norme inmateria di protezione di dati personali e nel rispetto dellanormativa comunitaria in materia di riutilizzo delle informazioni nelsettore pubblico;
c) i criteri di riferimento per l'applicazione dell'articolo 5;
d) le modalita' di produzione della relazione annualesull'applicazione del presente decreto.
Art. 12.Norme finanziarie e abrogazioni
1. Entro 6 mesi dalla data di entrata in vigore del presentedecreto le autorita' pubbliche si adeguano alle disposizioni delpresente decreto.
2. Le autorita' pubbliche provvedono all'attuazione delledisposizioni di cui agli articoli 3, comma 7, 4, 5, 7, 8, 9, 10 e dicui al comma 1 nell'ambito delle proprie attivita' istituzionali edutilizzando a tali fini le risorse umane, finanziarie e strumentalidisponibili a legislazione vigente.
3. In ogni caso, dall'attuazione del presente decreto non devonoderivare nuovi o maggiori oneri ne' minori entrate a carico dellafinanza pubblica.
4. E' abrogato il decreto legislativo 24 febbraio 1997, n. 39. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inseritonella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblicaitaliana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Dato a Roma, addi' 19 agosto 2005 CIAMPI Berlusconi, Presidente delConsiglio dei Ministri; La Malfa, Ministro per le politiche comunitarie; Matteoli, Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio; Fini, Ministro degli affari esteri; Castelli, Ministro della giustizia;Siniscalco, Ministro dell'economiae delle finanze; Baccini, Ministro per la funzione pubblica;La Loggia, Ministro per gli affari regionali;Visto, il Guardasigilli: Castelli



DECRETO LEGISLATIVO 24 febbraio 1997 n. 39
(pubblicato nell G.U. del 6 marzo 1997 n. 54, suppl. ord. n. 48).
Attuazione della direttiva 90/313/CEE, concernente
la libertà di accesso alle informazioni in materia di ambiente.
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Visto l'articolo 45 della legge 19 febbraio 1992, n. 142, legge comunitaria 1991, l'articolo 6 della
legge 22 febbraio 1994, n. 146, legge comunitaria 1993, l'articolo 6 della legge 6 febbraio 1996, n.
52, legge comunitaria 1994, recanti delega al Governo per l'attuazione della direttiva 90/313/CEE;
Vista la direttiva 90/313/CEE del Consiglio del 7 giugno 1990, concernente la libertà di accesso alle
informazioni in materia di ambiente;
Vista la legge 8 luglio 1986, n. 349, recante istituzione del Ministero dell'ambiente e norme in
materia di danno ambientale, ed, in particolare, l'articolo 14 che prevede la divulgazione delle
informazioni sullo stato dell'ambiente;
Vista la legge 7 agosto 1990, n. 241, concernente nuove norme in materia di procedimento
amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 27 giugno 1992, n. 352, recante regolamento per la
disciplina delle modalità di esercizio e dei casi di esclusione del diritto di accesso ai documenti
amministrativi, in attuazione dell'articolo 24, comma 2, della legge 7 agosto 1990, n. 241;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 21 febbraio 1997;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro dell'ambiente, di concerto
con i Ministri degli affari esteri, di grazia e giustizia, del tesoro e per la funzione pubblica e gli
affari regionali;
EMANA
il seguente decreto legislativo:
Art. 1. (Oggetto).
1. Le disposizioni del presente decreto hanno lo scopo di assicurare a chiunque la libertà di accesso
alle informazioni relative all'ambiente in possesso delle autorità pubbliche, nonché la diffusione
delle medesime, definendo i termini e le condizioni fondamentali in base ai quali tali informazioni
devono essere rese disponibili.
2
Art. 2. (Definizioni).
1. Ai sensi del presente decreto si intende per:
a) "informazioni relative all'ambiente", qualsiasi informazione disponibile in forma scritta, visiva,
sonora o contenuta nelle basi di dati riguardante lo stato delle acque, dell'aria, del suolo, della fauna,
dalla flora, del territorio e degli spazi naturali, nonche' le attività, comprese quelle nocive, o le
misure che incidono o possono incidere negativamente sulle predette componenti ambientali e le
attività o le misure destinate a tutelarle, ivi compresi le misure amministrative e i programmi di
gestione dell'ambiente;
b) "autorità pubbliche"', tutte le amministrazioni pubbliche statali, regionali, locali, le aziende
autonome, gli enti pubblici e i concessionari di pubblici servizi, con l'eccezione degli organi che
esercitano competenze giurisdizionali o legislative.
Art. 3. (Ambito di applicazione).
1. Le autorità pubbliche sono tenute a rendere disponibili le informazioni relative all'ambiente a
chiunque ne faccia richiesta, senza che questi debba dimostrare il proprio interesse.
Art. 4. (Casi di esclusione).
1. Le Amministrazioni sottraggo no all'accesso le informazioni relative all'ambiente qualora dalla
loro divulgazione possano derivare danni all'ambiente stesso o quando sussiste l'esigenza di
salvaguardare:
a) la riservatezza delle deliberazioni delle autorità pubbliche, le relazioni internazionali e le attività
necessarie alla difesa nazionale;
b) l'ordine e la sicurezza pubblici;
c) questioni che sono in discussione, sotto inchiesta, ivi comprese le inchieste disciplinari, o oggetto
di un'azione investigativa preliminare, o che lo sia no state;
d) la riservatezza commerciale ed industriale, ivi compresa la proprietà intellettuale;
e) la riservatezza dei dati o schedari personali;
f) il materiale fornito da terzi senza che questi siano giuridicamente tenuti a fornirlo.
2. Le informazioni non possono essere sottratte all'accesso se non quando sono suscettibili di
produrre un pregiudizio concreto e attuale agli interessi indicati al comma 1. I materiali e i
documenti contenenti informazioni connesse a tali interessi sono sottratti all'accesso solo nei limiti
di tale specifica connessione.
3. Il differimento dell'accesso e' disposto esclusivamente quando e' necessario assicurare una
temporanea tutela agli interessi di cui al comma 1. L'atto che dispone il differimento ne indica le
specifiche motivazioni e la durata.
4. Il rifiuto e la limitazione dell'accesso sono motivati a cura del responsabile del procedimento di
accesso, con riferimento puntuale ai casi di esclusione di cui al comma 1.
5. L'accesso alle informazioni puo' essere rifiutato o limitato quando la richiesta comporta la
trasmissione di documenti o dati incompleti o di atti interni, ovvero quando la generica
formulazione della stessa non consente l'individuazione dei dati da mettere a disposizione.
6. Il procedimento di accesso deve concludersi nel termine di trenta giorni decorrenti dalla
presentazione della richiesta; trascorso inutilmente detto termine la richiesta si intende rifiutata.
3
Art. 5. (Modalità del procedimento di accesso).
1. L'esercizio del diritto di accesso consiste nella possibilità, su istanza del richiedente, di
duplicazione o di esame delle informazioni di cui all'articolo 2 del presente decreto.
2. Il responsabile del procedimento, le modalità e le forme per l'esercizio del diritto di accesso sono
individuati, in quanto applicabili, dagli articoli 2, 3, 4, 5 e 6 del D.P.R. 27 giugno 1992, n. 352, e
successive modifiche e integrazioni.
3. Le autorità pubbliche, entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto,
individuano, ne ll'ambito della propria organizzazione, strutture idonee a garantire l'effettività
dell'accesso alle informazioni in materia ambientale senza ulteriori oneri a carico dello Stato.
4. La visione e l'esame delle informazioni di cui al comma 1 deve essere disposta a titolo gratuito; il
rilascio di copie di atti e la duplicazione di tali materiali e' subordinato al rimborso dei costi relativi
alla riproduzione, fatte salve le disposizioni vigenti in materia di bollo, di diritti di ricerca e di
visura.
Art. 6. (Tutela del diritto di accesso).
1. Contro le determinazioni amministrative concernenti il diritto di accesso alle informazioni in
materia ambientale e nel caso previsto al comma 6 dell'articolo 4 e' dato ricorso in sede
giurisdizionale secondo la procedura di cui all'articolo 25, comma 5, della legge 7 agosto 1990, n.
241.
Art. 7. (Diffusione delle informazioni relative all'ambiente).
1. La relazione sullo stato dell'ambiente, prevista dal comma 6 dell'articolo 1 della legge 8 luglio
1986, n. 349, viene diffusa e pubblicizzata dal Ministero dell'ambiente con modalità atte a garantire
l'effettiva disponibilità al pubblico.
2. La Presidenza del Consiglio dei Ministri determina i messaggi idonei alla diffusione delle
informazioni sullo stato dell'ambiente in base a quanto previsto all'articolo 9, comma 2, della legge
6 agosto 1990, n. 223.
Art. 8. (Relazione sull'accesso all'informazione in materia ambientale).
1. Il Ministro dell'ambiente presenta ogni anno una relazione al Parlamento per la verifica dello
stato di attuazione delle norme previste nel presente decreto. A tal fine, entro il 30 giugno di ogni
anno, le autorità pubbliche, di cui all'articolo 2, comma 1, lett. b), trasmettono al Ministero
dell'ambiente i dati degli archivi automatizzati, previsti dagli articoli 11 e 12 del D.P.R. 27 giugno
1992, n. 352, relativi alle richieste di accesso in materia ambientale, nonche' una relazione
dettagliata sugli adempimenti posti in essere in applicazione del presente decreto.
Art. 9. (Norme di rinvio).
1. Per quanto non previsto dal presente decreto, si applicano le disposizioni di cui alla legge 9
agosto 1990, n. 241, e di cui al D.P.R. 27 giugno 1992, n. 352, e successive modificazioni ed integrazioni.
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13 commenti:

Anonimo ha detto...

Dopo l´ennesima delusione maturata a seguito dell´incontro con il Ministro dell´Ambiente di venerdi a Palermo e nell´apprendere che l´Unione non intende votare l´emendamento CIP 6 mi chiedo quale linea di lotta intendiamo intraprendere !
Urge un´azione di forza.
Decidiamo in fretta.
Saluti
Salvatore

Anonimo ha detto...

Invio per conoscenza e diffusione il comunicato relativo alle prossime
iniziative del Comitato popolare "lasciateci respirare". In allegato alcune
interrogazioni parlamentari.

saluti - Francesco Miazzi

FIRMATE E GIRATE SE SIETE D'ACCORDO!!
www.petitiononline.com/vicenza

-------------------------------------------
Comunicato stampa

Il Comitato Popolare "lasciateci respirare" in collaborazione con
l'Associazione Difesa Lavoratori - Cobas Fed. RdB comunica l'apertura dello
"SPORTELLO D'INFORMAZIONE E D'INIZIATIVA AMBIENTALE", OGNI VENERDI' DALLE
ORE 18.00 ALLE ORE 19.00 c/o LA SEDE ADL-COBAS in Piazza XX SETTEMBRE 5/A -
MONSELICE.

Il territorio della bassa padovana presenta una lunga serie di criticità
ambientali che stanno compromettendo in modo preoccupante ed irreversibile,
la qualità dell'aria, dell'acqua e del suolo. L'ambiente in cui viviamo è
messo a dura prova dalla presenza di Cementifici, cave, discariche, opere
viarie, cementificazioni, fabbriche inquinanti, antenne e ripetitori, etc.

Sono molte le persone che cercano un appoggio e un consiglio per affrontare
la situazione in cui si trovano coinvolti, o che semplicemente chiedono un
punto di riferimento per discutere e collaborare con il Comitato.

Ora i cittadini interessati possono venirci a trovare in questa sede,
oppure usare chiamare il numero di "SOS AMBIENTE" Tel/fax 0429- 784944
Numero telefonico per segnalare emergenze ambientali, soprusi delle
Amministrazioni, scelte di grande e piccolo impatto ambientale,
maltrattamenti sugli animali etc.

*****************************

Venerdì 2 febbraio '07 alle ore 21.00 presso la sala Consiliare del Comune
di Fumane (Verona) ci sarà un'Assemblea Pubblica organizzata
dall'Associazione "Valpolicella 2000" www.valpolicella2000.it, dagli "amici
di Beppe Grillo" di Verona www.grilliverona, in Collaborazione con il
Comitato popolare "lasciateci respirare" sul tema:

UN INCENERITORE IN VALPOLICELLA? SOLO ALLARMISMO?
ABITANTI, VITICOLTORI, LAVORATORI POSSONO STARE TRANQUILLI?
ALCUNI SERI E DOCUMENTATI DUBBI PER ROMPERE IL SILENZIO ATTORNO ALLA
CEMENTIROSSI.

******************************

Venerdì 2 febbraio alle ore 21 in sede ADL Cobas - piazza xx settembre n 5
a Monselice

INCONTRO PER CONOSCERE IL PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO PROVINCIALE
DI PADOVA E TRACCIARE LE LINEE GUIDA DELLE OSSERVAZIONI.

Il nuovo termine per le OSSERVAZIONI al PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO
PROVINCIALE DI PADOVA è stato fissato per il 28 febbraio 2007.

Per questo motivo riteniamo opportuno che tutti conoscano questo P.T.C.P.
della Provincia di Padova. Un Piano che prevede decine di nuove aree per
nuovi insediamenti produttivi, commerciali, direzionali, residenziali con
milioni di metri quadrati destinati alla cementificazione. Previsioni che
non tengono conto delle centinaia di capannoni vuoti costruiti per
sfruttare le leggi "Tremonti" e non frenano la politica dissennata di
un'area industriale/artigianale/commerciale sotto ogni campanile.
Il sistema infrastrutturale prevede poi la costruzione di nuove autostrade,
superstrade, bretelle, raccordi, tangenziali che non puntano certo a
ridurre il blocco viario in atto, ma sostengono quella filosofia di
richiamo di nuovi insediamenti.

Le criticità ambientali nell'area dei Cementifici, la mobilità sostenibile,
il potenziamento delle linee ferroviarie esistenti, la rete per la mobilità
ciclabile, lo sfruttamento dei percorsi fluviali restano una chimera e non
trovano spazio adeguato all'interno di questo Piano. Il riscaldamento del
pianeta ed il Protocollo di Kyoto sono completamente ignorati, come si
ignora il quadro generale in cui è inserita la nostra Provincia.


www.lasciatecirespirare.it
info@lasciatecirespirare.it

Anonimo ha detto...

1
Da Ino Genchi

Condivido la tua rabbia e la tua delusione, ma dobbiamo tenere duro, perchè la battaglia è lunga e di questi momenti ce ne sono stati tanti e tanti altri ce ne saranno. Azioni banditesche del sindaco "sinistro" hanno precedenti storici, per cui quella presente diventa una bazzecola. Solo per citare forse una delle più famose, basta ricordare cosa successe a Palermo nel luglio '60 con la rivolta dei ragazzi dalle magliette a strisce a fianco di tutti i compagni e sinceri democratici di tante altre città italiane contro il governo Tambroni e contro il suo tentativo di farsi appoggiare dai fasciti. Mentre la polizia sparava ed uccideva e Palermo fu la città che pagò un carico pesantissimo, il pompiere di turno, Colaianni, girava a bordo delle camionette della celere invitando tutti a tornare a casa, come se non fosse successo nulla e come se non fosse morto nessuno. Come da copione nessuno ha pagato mai per quei morti!! Incazziamoci giustamente, ma non scoraggiamoci ed andiamo avanti, anche se vediamo indifferenza e sappiamo di avere accanto persone indegne. Semmai isoliamole. Come diceva il grande Presidente: una lunga marcia è fatta da tanti piccoli passi.
Un abbraccio.
Ino

2
Ancora da Gianluigi:

scusatemi se vi propino un'altra mia elucubrazione, ma la prima molto amara non poteva restare senza una riflessione più ponderata.
Il giorno dopo l'amarezza si può riflettere che, forse, è stata persa solo una battaglia e non la guerra che è ancora lunga e cruenta. Probabilmente è proprio in questi momenti che il famoso "resistere, resistere, resistere" di Borrelli, che ho fatto mio anche per l'intestazione del blog, deve essere impugnato con forza. Certo non ci arrenderemo tanto facilmente ed allora dobbiamo reagire.

Il misfatto dell'acqua ai privati deve passare alla storia con i nomi di tutti coloro che l'hanno voluto e permesso. Innanzi tutto si devono conoscere e diffondere i nomi dei sindaci che hanno firmato l'accordo, agendo in modo canagliesco e del tutto disonorevole. Non hanno avuto alcuna remora a servirsi anche dell'inganno per "dribblare" le centinaia di persone che fuori della Provincia hanno cercato di discutere e ragionare, evitando di usare la violenza, come invece certa stampa prezzolata ha voluto far credere. Hanno dimostrato di avere a cuore più gli interessi affaristici e politici che i problemi concreti dei cittadini, che a questo punto dovrebbero essere in grado di capire come comportarsi alle prossime elezioni.

Poi però, a mio avviso, andrebbero anche sputtanati tutti quei figuri, che giocando sull'equivoco di un carisma forse immeritato, in ogni caso sopravvalutato, e illudendo molti di essere compagni di lotta, al momento decisivo diventano la quinta colonna, e per viltà o per calcolo, favoriscono la sconfitta. Questi per me sono i più pericolosi, di cui è piena la storia, e non si può permettere loro di continuare a nuocere. Almeno cerchiamo di fare chiarezza tra noi, a questo punto va bene i rapporti di forza, però meglio pochi ma buoni.

Ovviamente a questa categoria di fasulli bisogna aggiungere gli esponenti dell'attuale governo di centrosinistra a cui non si chiedevano atti rivoluzionari, bensì solo segnali che appoggiassero le richieste dei movimenti di lotta per l'acqua e per i rifiuti. Invece solo bla bla, grandi enunciazioni, ma niente di concreto ed efficace.

Continueremo a batterci, non fosse altro perchè ce lo impone la nostra coscienza, sarà sempre più dura perchè loro stanno vincendo molti round, ci sorreggerà il sogno di un improvviso risolutivo nock-out.
ciao tutti gianluigi



3
da Velia

Ernesto, questo strumento magnifico con cui comunichiamo ci da la
possibilità di aggiornarci. Io sono Velia, il cui interesse per la nostra
città e per ciò che potrà determinare la nostra qualità di vita già
compromessa, è indiscussa. Eppure, non c'ero giovedì e neanche venerdì; da
tempo non ci sono e mi tocca molto il messaggio di gianluigi redaelli. Non
potremmo prevedere INSIEME forme di partecipazione diversa, perché proprio
per la complessità di individuare le reali controparti,tante volte, quando
venivo,avevo la strana sensazione di vagare per niente, come una cieca che a
tantoni cerca un riferimento.Ernesto, ne dobbiamo parlare, ciao e grazie a
tutti coloro che si mobilitano anche per quelli che, spero tantissimi,
scelgono di non esserci, pur condividendo le soluzioni analizzate e proposte.
ciao velia

Anonimo ha detto...

E' nato il Coordinamento per l'Acqua Bene Comune dell’ Università Cattolica - Policlinico A.Gemelli - nel contesto della Campagna raccolta firme per la presentazione della Legge di Iniziativa Popolare.

1) Nella riunione è stata realizzata una disamina della situazione dei Municipi XIX (dove insiste il Gemelli..) e anche del XX.
Ho proposto infatti che il nucleo della Cattolica si faccia partecipe del lavoro di diffusione/pubblicità dell'iniziativa, nonché della raccolta firme non solo all'interno del Campus Universitario, ma anche sul territorio dei Municipi attigui. Tale proposta è stata condivisa da tutti i partecipanti.

2) E' stato individuato un panorama di iniziative dedicato all'Acqua da sviluppare in Università, che per ora vede tracciati a grandi linee tre possibili appuntamenti:
- a marzo: incontro con Alex Zanotelli (da confermare)
- ad aprile: un seminario didattico/divulgativo a carattere scientifico dedicato all’Acqua come bene comune e risorsa esauribile. Titolo provvisorio “Terra e Uomo insieme per l’Acqua – Una risorsa sempre più finita e sempre meno bene comune”
- a maggio: serata all’Auditorium della Cattolica con proiezione del documentario “L’Acqua invisibile”

3) Verrà presentata agli artisti che partecipano ai concerti dell’Auditorium della Cattolica (cadenza quindicinale) la Lettera “Artisti per l’Acqua” iniziativa in cui chiederemo:
- la firma da parte degli artisti della Lettera
- la comunicazione al pubblico dell’iniziativa sull’acqua
- cercheremo di ottenere il permesso di raccogliere le firme in occasione dei Concerti (ma l’Amministrazione della Cattolica di solito ha sempre rifiutato i permessi per simili iniziative..)

4) Stiamo contattando i Municipi di zona e i dipendenti dei Servizi comunali e provinciali per recuperare gli autenticatori. In ogni caso pensiamo di partire rapidamente con la raccolta interna al Gemelli (500 dipendenti/4000 studenti e da 20 a 25.000 utenti presenti /die !…).
Successivamente, contando anche di raccogliere la disponibilità di altre Associazioni e volontari, partiremo con i banchetti nel XIX e nel XX Municipio.

5) Il Coordinamento intende far parte del CRAP e parteciperà alle riunioni, alle attività cittadine e tramite i suoi componenti si iscrive alla mailing list.

6) Nel Coordinamento confluiscono un gruppo di medici e del personale con l’AUCI (l’Associazione Universitaria per la Cooperazione Internazionale), gli studenti con il gruppo “Sognatori in Cantiere” e l’Associazione Liblab. Il Coordinamento è aperto a tutti e a tutto il territorio municipale.

Questo è tutto per ora.

Buona Acqua scorre sotto i nostri ponti di solidarietà... in costruzione.

J

Antonio Valassina

Liblab

PS: per chi della Cattolica ci legge in copia allego alcune note informative sulla Campagna di raccolta firme per l'Acqua bene comune.


Pr. Pasquale De Sole -
Dr. Antonio Valassina -



Sito di riferimento:
www.acquabenecomune.org



Paolo Carsetti ha scritto:
ciao a tutt*,
allora rispetto allo spettacolo di Paolini alla fine siamo riusciti a chiudere il cerchio. Questa sera andranno a fare il banchetto al Teatro Argentina: Paola, Anna Candida, Sergio e Francesco. Non servono altre persone poichè ci hanno imposto la presenza al massimo di 4 persone.
E' stato molto più complicato del previsto a causa della lentezza elefantiaca del Teatro di Roma a darci una risposta definitiva.
Per i prossimi banchetti attenderei ulteriori delucidazioni da parte di Anna Candida, che ha condotto l'intera trattativa con il teatro, ma credo che saranno confermate le date che avevamo già deciso, quindi chi si era reso disponibile, si tenga pronto. Credo che la cosa migliore sia riparlarne direttamente giovedì a riunione.

Per quanto riguarda il calendario delle iniziative a Roma e provincia penso che lo strumento più comodo a tutti sia utilizzare quello proposto nella Home page (colonna di destra) del sito della Campagna Acqua. Invito pertanto tutti a controllarlo e segnalare tutte le iniziative che si faranno a Roma e provincia, basta mandare una mail a: segnalazioni-iniziative@acquabenecomune.org

Per il volantino credo che la proposta di Mauro-Alessandra sia ottima. Se possibile lascerei i vari testi così come sono sul volantino usato finora e modificherei solamente l'elenco dei Promotori, mettendo:

COMITATO PROMOTORE ROMA: Aprile per la Sinistra di Roma, Associazione Casale Podere Rosa, Associazione Insieme per l'Aniene Onlus, Comitato per l'Aniene, Associazione Liblab , Associazione Rossoverde, Attac Roma, Casetta Rossa Spazio Pubblico per L'Autogoverno di Garbatella, Centro Donna L.I.S.A., Circolo dei Verdi di Ciampino (RM), Cobas Roma, Comitato di appoggio di Roma al Movimento dei Senza Terra, Coordinamento Romano Acqua Pubblica, Giovani Comunisti di Roma, Partito Umanista di Roma, Roma nord est social forum

RETI NAZIONALI: ABRUZZO SOCIAL FORUM, ACEA ONLUS, ACLI - ASSOCIAZIONE CRISTIANA LAVORATORI ITALIANI, ACU - ASSOCIAZIONE CONSUMATORI UTENTI, ALTERNATIVE EUROPA, ARCI, ASSOCIAZIONE CULTURALE PUNTO ROSSO-FMA, ASSOCIAZIONE FEDERATIVA FEMMINISTA INTERNAZIONALE, ASSOCIAZIONE ITALIA - NICARAGUA, ASSOCIAZIONE NAZIONALE DEI COMUNI VIRTUOSI, ASSOCIAZIONE ROSSOVERDE, ASSOCIAZIONE SINISTRA CRITICA, ASSOCIAZIONE DI COOPERAZIONE RURALE IN AFRICA E AMERICA LATINA, A SUD ECOLOGIA E COOPERAZIONE ONLUS, ATTAC ITALIA, BEATI I COSTRUTTORI DI PACE, CAMERA DEL LAVORO BOLOGNA, CAMERA DEL LAVORO COSENZA, CAMERA DEL LAVORO FOGGIA, CAMERA DEL LAVORO PESCARA, CAMERA DEL LAVORO SULMONA, CARTA, CENTRO NUOVO MODELLO DI SVILUPPO, CEVI- CENTRO DI VOLONTARIATO INTERNAZIONALE FRIULI VENEZIA GIULIA, CIPSI - COORDINAMENTO DI INIZIATIVE POPOLARI DI SOLIDARIETA', INTERNAZIONALE, CNS - ECOLOGIA POLITICA, COMITATO ITALIANO PER IL CONTRATTO MONDIALE DELL'ACQUA, COMITATO TOBIN TAX, CONFEDERAZIONE COBAS, CONFEDERAZIONE NAZIONALE LAVORATORI, COORDINAMENTO ACQUA PUBBLICA LAZIO, CRIC - CENTRO REGIONALE DI INTERVENTO PER LA COOPERAZIONE, DIOCESI DI TERMOLI - LARINO, FAIRWATCH, FGCI - FEDERAZIONE GIOVANILE COMUNISTI ITALIANI, FIOM CGIL, FORO CONTADINO - ALTRAGRICOLTURA, FORUM AMBIENTALISTA, FORUM DIFESA SALUTE, FORUM PER LA DEMOCRAZIA COSTITUZIONALE EUROPEA, FUNZIONE PUBBLICA CGIL, GEOLOGIA SENZA FRONTIERE, GIOVANI COMUNISTE/I, IL MANIFESTO, LAVORO E SOCIETA' CGIL, LIBERA, LIBERAZIONE, LUNARIA, MANI TESE, MEDICINA DEMOCRATICA, MOUNTAIN WILDERNESS, ORDINE FRANCESCANO SECOLARE MINORI D'ITALIA, PAX CHRISTI, QUALE STATO, RdB Energia CUB, RETE NAZIONALE RIFIUTI ZERO, RETE NUOVO MUNICIPIO, RETE TOSCANA PER L'ACQUA, RETE 28 APRILE NELLA CGIL, SERVIZIO CIVILE INTERNAZIONALE, SBILANCIAMOCI, SINDACATO DEI LAVORATORI (SINCOBAS E SULT), TERRES DES HOMMES, UMANISTI PER L'AMBIENTE, UN'ALTRA LOMBARDIA, UNIONE DEGLI STUDENTI, UNIONE DEGLI UNIVERSITARI, UN PONTE PER..., WWF
Riterrei opportuno chiudere l'elenco con una frase del tipo: "per l'elenco completo delle realtà che hanno aderito alla Campagna Acqua Pubblica, si prega visitare il sito www.acquabenecomune.org".
Inoltre si stamperà l'elenco completo su un A3 da tenere al banchetto.
Spero in questo modo di aver interpretato correttamente le intenzioni di tutt*, con tutti i se ed i ma del caso.
Ripeto ciò che già ha scritto Alessandra, chiunque del Comitato Romano non ritrovi nell'elenco il nome dell'associazione o della realtà a cui appartiene è pregato di aderire alla Campagna mandando una mail a adesioni@acquabenecomune.org e poi aggiungere il nome nella lista suddetta. Ma cerchiamo di farlo in tempi brevi in modo da disporre di questo nuovo volantino nel minor tempo possibile.

Per il banchetto di Largo Argentina di sabato 10 febbraio, proporrei di farlo solo nel pomeriggio, per non disperdere troppe energie tutte insieme, la Campagna è lunga! Chi è disponibile ?

Per chi potrà venire, ci vediamo giovedì 8 alle 19.00 al Rialto S.Ambrogio (2° piano).

Anonimo ha detto...

RAPPRESENTANZE SINDACALI DI BASE
Comparto dipendenti Regione Siciliana
Via Di Stefano 19 – 90141 – PALERMO Tel. 091582321-Fax 0916120210
ADERENTE ALLA CONFEDERAZIONE UNITARIA DI BASE (C.U.B.)

LA LEGALITA’ VIOLATA AL DIPARTIMENTO TERRITORIO E AMBIENTE

Revoche arbitrarie e Conferimenti fasulli di incarichi dirigenziali, Ordini da caporale di giornata, Comportamenti intimidatori e Provvedimenti dispotici, Minacce di licenziamento, Provocazioni e Tentativi di aggressione fisica, Aperture di stanze con motivazioni pretestuose, Trasferimenti ritorsivi, Violazione di ogni più elementare regola sindacale

Questa è la ventata di rinnovamento che l’arch. Pietro Tolomeo, in quota MPA, unico Dirigente Generale ad essere sfiduciato per il suo operato deleterio dall’Assemblea Regionale su OdG della stessa maggioranza, ha portato al Dipartimento Territorio e Ambiente. Costui, forse ritenendo la Pubblica Amministrazione qualcosa di sua personale proprietà, si crede in diritto di agire al di fuori di ogni contesto di regole di legge e di trasparenza amministrativa confidando quantomeno nel quadrato delle protezioni dei suoi referenti politici e nella sfacciata impunità.

E così, ligio ad ordini di scuderia, ha dapprima “attenzionato” i Servizi del Demanio Marittimo, procedendo, anche con motivazioni non veritiere, a modificare provvedimenti a lui gerarchicamente superiori, a revocare unilateralmente contratti di lavoro legittimi ed a mettere arbitrariamente a disposizione della Presidenza quattro Dirigenti del Dipartimento, rei di non essersi voluti piegare alle sue pretese di autodimissionarsi, ed un altro in lista di attesa.
Più di recente, in ossequio, per sua stessa ammissione, ad altri “desiderata”, è andato all’attacco di quei Dirigenti scomodi e non malleabili, fastidiosi ai potenti per volere a tutti i costi fare il proprio dovere, agire nella trasparenza ed applicare rigorosamente le norme.

E’ il caso del dott. Genchi e della dott.ssa Candido, facenti parte di questa O.S., responsabili di settori nevralgici quali, ripettivamente, l’inquinamento atmosferico e gli impianti ad energia eolica, che hanno avuto di punto in bianco revocato il contratto senza alcuna apparente motivazione.
Per il dott. Genchi si tratta ormai da circa 4 anni di un tentativo ciclico di soppressione lavorativa, commissionato da poteri forti, iniziato a partire dalla sua attività sulla Distilleria Bertolino e proseguito fino a quella più nota sui quattro megainceneritori. Basti pensare che il dott. Genchi aveva firmato il proprio contratto appena il 28 febbraio del 2006, dopo 5 mesi di lotte sindacali.

In un crescendo di furore intimidatorio e ritorsivo, l’arch. Tolomeo non ha risparmiato coloro che si sono opposti alle sue dispotiche disposizioni, tentando persino l’aggressione fisica nei confronti del dott. Cammarata e dello stesso dott. Genchi, minacciando di licenziamento il dott. Pellerito, trasferendo di ufficio la dott.ssa Oliveri, anch’essi tutti iscritti alle RdB-CUB.

Nelle sue azioni l’arch. Tolomeo ha trovato valide stampelle nei disponibili di turno, il solito ing. della Direzione ed il responsabile della O.S. Cobas-Codir, quest’ultimo, “sindacalista” portabastone, investito extra contratto di incarico fasullo ed illegittimo, non solo mero esecutore ma anche attore minaccioso di provvedimenti ritorsivi nei confronti di altri lavoratori.

In tale clima di soprusi e di illegalità violenta e diffusa, le RdB-CUB, nel denunciare l’attacco delittuoso operato contro i propri iscritti, ha già attivato ogni forma di difesa sindacale e le opportune segnalazioni alle autorità competenti per le varie ipotesi di reato che si dovessero connotare, al fine di tutelare i diritti dei lavoratori, di eliminare ogni tipo di abuso e di prevaricazione e di ristabilire trasparenza e legalità così apertamente violate nel Dipartimento.

Palermo, 6 febbraio 2007 il Coordinamento Regionale Comparto Dipendenti Regione Sicilia

Anonimo ha detto...

PROPOSTA DI LEGGE D’INIZIATIVA POPOLARE CONCERNENTE :
PRINCIPI PER LA TUTELA, IL GOVERNO E LA GESTIONE PUBBLICA DELLE ACQUE E DISPOSIZIONI PER LA RIPUBBLICIZZAZIONE DEL SERVIZIO IDRICO

Relazione di accompagnamento alla proposta di legge d’iniziativa popolare “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico”
L’acqua è fonte di vita. Senza acqua non c’è vita. L’acqua costituisce pertanto un bene comune dell’umanità, un bene irrinunciabile che appartiene a tutti. Il diritto all’acqua è un diritto inalienabile: dunque l’acqua non può essere proprietà di nessuno, bensì bene condiviso equamente da tutti.
Oggi sulla Terra più di un miliardo e trecento milioni di persone non hanno accesso all’acqua potabile. Si prevede che nel giro di pochi anni tale numero raggiunga i tre miliardi. Il principale responsabile di tutto ciò è il modello neoliberista che ha prodotto una enorme disuguaglianza nell’accesso all’acqua, generando oltretutto una sempre maggior scarsità di quest’ultima, a causa di modi di produzione distruttivi dell’ecosistema.
E tuttavia, le pressioni ai diversi livelli (internazionale, nazionale e locale), finalizzate ad affermare la privatizzazione e l’affidamento al cosiddetto libero mercato della gestione della risorsa idrica, continuano imperterrite e travalicano trasversalmente le diverse culture politiche ed amministrative.
Per questo affermiamo che arrestare i processi di privatizzazione dell’acqua assume, nel XXI secolo, sempre più le caratteristiche di un problema di civiltà, che chiama in causa politici e cittadini, che chiede a ciascuno di valutare i propri atti, assumendosene la responsabilità rispetto alle generazioni viventi e future.
Le istituzioni economiche, finanziarie e politiche che per decenni hanno creato il degrado delle risorse naturali e l’impoverimento idrico di migliaia di comunità umane oggi dicono che l’acqua è un bene prezioso e raro e che solo il suo valore economico può regolare e legittimare la sua distribuzione.
Noi sappiamo che non è così. Dopo decenni di ubriacatura neoliberista, gli effetti della messa sul mercato dei servizi pubblici e dell’acqua dimostrano come solo una proprietà pubblica e un governo pubblico e partecipato dalle comunità locali possano garantire la tutela della risorsa, il diritto e l’accesso all’acqua per tutti e la sua conservazione per le generazioni future.
In questa battaglia, insieme globale e locale, è ormai largamente diffusa la consapevolezza delle popolazioni riguardo alla necessità di non mercificare il bene comune acqua e non esiste quasi più territorio che non sia attraversato da vertenze per l’acqua.
Le lotte per il riconoscimento e la difesa dell’acqua come bene comune hanno acquisito in questi anni una rilevanza e una diffusione senza precedenti, assumendo anche nuovi significati ed approfondimenti.
Da una parte, le lotte contro la privatizzazione e per il diritto d’accesso all’acqua e alle risorse naturali sono state il motore di cambiamenti sociali e politici epocali in un continente come l’America Latina (basti pensare alla Bolivia che oggi, primo paese al mondo, ha un Ministro per l’Acqua o all’Uruguay che ha deciso, attraverso referendum, di inserire l’acqua come diritto umano e bene comune nella Costituzione) e in diverse aree geografiche planetarie (prima fra tutte, la lotta delle donne e dei contadini indiani contro le dighe del Narmada); dall’altra, le lotte per l’acqua tendono sempre più a divenire strumento di costruzione di pace contro la guerra globale, oggi sempre più determinata dalla competizione per il controllo delle risorse naturali strategiche, di cui l’acqua è la più importante.
Anche nel nostro Paese l’importanza della questione acqua ha raggiunto nel tempo una forte consapevolezza sociale e una capillare diffusione territoriale, aggregando culture ed esperienze differenti e facendo divenire la battaglia per l’acqua il paradigma di un altro modello di società.
E’ un percorso che parte da lontano. Nel 2003, dichiarato dall’ONU Anno mondiale dell’acqua, proprio a Firenze si svolse il Forum Mondiale Alternativo dell’Acqua che, ispirandosi al concetto di acqua come bene comune necessario alla vita, bocciò le politiche fondate sulla trasformazione dell’acqua in merce, anche mediante l’introduzione del cosiddetto “partenariato pubblico-privato”, chiedendone con forza la proprietà e la gestione pubblica come garanzia di libero accesso per tutti.
Da allora sono state decine e decine le vertenze che si sono aperte nei territori contro la privatizzazione dell’acqua e per un nuovo governo pubblico e partecipato della stessa : dall’ Abruzzo alla Sicilia, dalla Campania alla Lombardia, dal Lazio alla Toscana, dove nel 2005 sono state raccolte più di 43000 firme in calce ad una legge regionale di iniziativa popolare.
La necessità di mettere in rete e collegare fra loro queste diverse esperienze, unita alla consapevolezza che per poter produrre un cambiamento effettivo occorreva costruire sull’acqua una vertenza di dimensione nazionale, sono state il terreno di coltura che ha permesso nel marzo 2006 l’effettuazione a Roma del primo Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, cui hanno partecipato centinaia di realtà territoriali e decine di reti nazionali, associative, sindacali e politiche.
Il Forum, attraverso i suoi seminari, ha messo a fuoco l’intera questione acqua, dagli aspetti di politica globale a quelli territoriali, dalla tutela della risorsa alla sua gestione, dalla critica delle liberalizzazioni e delle privatizzazioni alla ricerca di nuovi modelli di pubblico basati sulla democrazia partecipativa.
Con un’ importante conclusione condivisa : la necessità di un cambiamento normativo nazionale, che segnasse una svolta radicale rispetto alle politiche, trasversalmente condivise negli ultimi vent’anni, che hanno fatto dell’acqua una merce e del mercato il punto di riferimento per la sua gestione. Provocando dappertutto : degrado e spreco della risorsa, precarizzazione del lavoro, peggioramento della qualità del servizio, aumento delle tariffe, riduzione dei finanziamenti per gli investimenti, diseconomicità della gestione, espropriazione dei saperi collettivi, mancanza di trasparenza e di democrazia. Ovvero, il totale fallimento degli obiettivi promessi da una martellante campagna di promozione comunicativa in ordine ai benefici della privatizzazione e del cosiddetto partenariato pubblico-privato - maggiore qualità, maggiore economicità, maggiori investimenti- che, alla prova dei fatti si sono dimostrati totalmente inconsistenti.
Nel frattempo, il cambiamento realizzatosi con le elezioni politiche dell’aprile 2006 ha portato al governo la coalizione dell’Unione che, nel suo programma contiene il principio del mantenimento nelle mani pubbliche della proprietà e della gestione del servizio idrico integrato. Un importante passaggio, frutto anche della mobilitazione sociale che in questi anni ha reso cultura di massa l’idea dell’acqua come bene comune non mercificabile.
Proprio perché tale cultura diventi politica concreta ed esperienza consolidata, le realtà territoriali e le reti nazionali che hanno promosso il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua hanno deciso di darsi e di fornire al Paese uno strumento normativo che disegni il quadro della svolta auspicata: una proposta di legge d’iniziativa popolare con gli obiettivi di tutela della risorsa e della sua qualità, di ripubblicizzazione del servizio idrico integrato, di gestione dello stesso attraverso strumenti di democrazia partecipativa.
Proposta di legge che passiamo ad illustrare.
L’articolo 1 stabilisce le finalità della legge, identificate come la definizione dei principi con cui deve essere gestito il patrimonio idrico nazionale e la definizione di un governo pubblico e partecipativo del ciclo integrato dell’acqua.
L’articolo 2 stabilisce i principi generali, definendo l’acqua come bene finito da tutelare anche per le generazioni future, l’accesso all’acqua come diritto umano inviolabile, l’indisponibilità dell’uso della stessa secondo logiche di mercato, la subordinazione del prelievo alla concessione da parte delle pubbliche amministrazione, la priorità dell’uso per l’alimentazione e l’igiene umana, la priorità dell’uso produttivo per l’agricoltura e l’alimentazione animale, la necessità che ad ogni prelievo concesso corrisponda un contatore dell’uso.
L’articolo 3 stabilisce i principi relativi alla tutela e alla pianificazione della risorsa acqua, definendo l’obbligatorietà per ogni bacino idrografico di dotarsi entro due anni di un bilancio idrico di bacino e di una pianificazione delle destinazioni d’uso dell’acqua, vincolando all’esistenza di questi ultimi le concessioni al prelievo; designando l’esclusività di destinazione all’uso umano per le acque così definite per le loro caratteristiche qualitative; stabilendo gli strumenti per la conservazione della qualità della risorsa; vincolando al rispetto di quanto stabilito sopra ogni nuova concessione relativa alle acque minerali.
L’articolo 4 stabilisce i principi relativi alla gestione del servizio idrico, definendo tale servizio privo di rilevanza economica e sottratto ai principi della libera concorrenza, poiché persegue finalità sociali e ambientali di pubblico interesse.
L’articolo 5 stabilisce i principi del governo pubblico del ciclo integrato dell’acqua, definendo le modalità della gestione integrata, la proprietà pubblica e inalienabile delle infrastrutture e delle reti e l’affidamento della gestione in via esclusiva ad enti di diritto pubblico.
L’articolo 6 stabilisce le modalità della fase di transizione verso la ripubblicizzazione della gestione del servizio idrico, stabilendo la decadenza degli affidamenti in essere in concessione a terzi, e definendo i tempi e i vincoli per la trasformazione degli affidamenti in essere attraverso società a capitale misto pubblico-privato o attraverso società a totale capitale pubblico. Il medesimo articolo definisce anche il ricorso ai poteri sostitutivi in caso di mancata ottemperanza a quanto previsto.
L’articolo 7 stabilisce, al fine di attuare i processi previsti dalla fase di transizione, l’istituzione del Fondo Nazionale per la ripubblicizzazione, delegando il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio ad emanare apposito regolamento entro tre mesi.
L’articolo 8 stabilisce le modalità di finanziamento del servizio idrico integrato attraverso la fiscalità generale, definendo a carico della stessa la copertura in parte dei costi di investimento e la copertura dei costi di erogazione del quantitativo minimo vitale giornaliero per persona.
L’articolo 9 stabilisce le modalità di finanziamento del servizio idrico integrato attraverso la tariffa, definendo l’erogazione gratuita di 50 litri per abitante come quantitativo minimo vitale giornaliero; definendo i principi cui dovranno conformarsi le normative regionali per la definizione delle fasce tariffarie per consumi superiori; definendo come interna alla tariffa per gli usi non domestici una quota parte da destinare alla copertura dei costi di investimento, dei costi delle attività di bonifica dagli inquinanti e delle attività di prevenzione e controllo.
L’articolo 10 stabilisce i principi del governo partecipativo del servizio idrico integrato che le normative regionali dovranno disciplinare.
L’articolo 11 stabilisce, al fine di favorire l’accesso all’acqua potabile per tutti gli abitanti del pianeta, l’istituzione di un Fondo Nazionale di solidarietà internazionale, finanziato dal prelievo in tariffa di 1 cent/euro per metro cubo di acqua erogata e dal prelievo fiscale nazionale di 1 cent/euro per ogni bottiglia di acqua minerale commercializzata; il Fondo sarà destinato a progetti di cooperazione internazionale decentrata e partecipata dalle comunità locali per il sostegno all’accesso all’acqua.
L’articolo 12 stabilisce la copertura finanziaria della legge, definendo l’allocazione di risorse per il Fondo Nazionale per la ripubblicizzazione attraverso una riduzione pari al 5% delle somme destinate nell’anno finanziario 2005 alle spese militari; la destinazione di quota parte, pari a 2 mld/euro annui, delle risorse derivanti dalla lotta all’elusione e all’evasione fiscale; la destinazione dei fondi derivanti dalle sanzioni emesse in violazione delle leggi di tutela del patrimonio idrico; la destinazione di una quota parte, non inferiore al 10%, dell’IVA applicata sul commercio delle acque minerali; l’allocazione di risorse derivanti dall’introduzione di una tassa di scopo relativa al prelievo fiscale sulla produzione e l’uso di sostanze chimiche inquinanti.
L’articolo 13 stabilisce l’abrogazione di tutte le disposizioni incompatibili con quanto definito nella legge.

Realazione di acccompagnamento
Scarica la relazione

Anonimo ha detto...

Ciao Bei figli di Gaia,
ho mandato la mail a gabibbo.
vorrei sapere di più di della responsabilità della Rinascente per la sofferenza degli animali. Mi mandate qualche info al mio indirizzo ?

Apprezzo tantissimo il vostro impegno in tutti i campi dove c'è necessità di aiuto - infatti mi dispiace un po' scrivere quel che sto per dire: questa mailing list è stata aperta per scambiare informazioni, sviluppare azioni e comunicare su un tema specifico, che è appunto quello degli inceneritori con i temi connessi, raccolta differenziata, energie alternative ecc,
Questo è anche specificato negli inviti alla mailing list no_inc : "La mailing list benicomuni_no_inc (rifiuti) ha lo scopo di collegare ogni componente della Rete per facilitare la comunicazione e l'informazione sul tema rifiuti con la prospettiva di formare dei gruppi di lavoro ben definiti che si diano un programma pianificato nel tempo e predispongano la necessaria documentazione da diffondere nel territorio" (dal documento "Patto civile" al quale abbiamo aderito - lo allego per la conoscenza di tutti, lo trovate anche nel sito della ML)

Non voglio essere rigida, qualche eccezione, qualche invito a eventi, anche per l'acqua, altri temi, va bene, ma qui sono arrivate ora due mail allo stesso tempo.

Essendo il vostro impegno per gli animali particolarmente importante (troppo poca gente pensa a loro) e anche per trovare più sostegno, potreste fare girare un foglio per iscrizioni nella vs. mailing list (nella quale sono anch'io) nel gruppo quando ci incontriamo oppure (perchè no) farvi dare la lista degli aderenti alla Rete da Ernesto (in tal caso però va messo in fondo ai messaggi la possibilità di rimozione dalla vostra lista. Un mio amico ha formulato questa dicitura così:
"Se vuoi far crescere questa lista ......nome..........., segnala ai tuoi amici il mio indirizzo: .....e-mail........ per CHIEDERNE L'ISCRIZIONE."

"In qualunque momento è possibile chiedere la cancellazione da questa mailing list. E' sufficiente inviare una mail con oggetto: ”RIMOZIONE".)


Un altro suggerimento: La Rete per la difesa dei beni comuni dà la priorità a acqua e rifiuti per la loro attualità, ma priorità non significa esclusività. Perchè non vi rivolgete a Francesco Cortimiglia, chissà se vi può dare uno spazio nel nostro sito
http://www.benicomuni.net/home/ ? Un' occasione potrebbe essere giovedì alle 18.30/19 quando ci incontreremo al Centro Arrupe proprio per imparare di più sul sito.

Cordiali saluti
Mahodaya

PS allego anche il volantino aggiornato dei nostri incontri al Centro Arrupe


----- Original Message -----
From: coordinamento i figli di Gaia
Sent: Tuesday, February 06, 2007 2:46 PM
Subject: [benicomuni_no_inc:] Fwd: LETTERA DA INVIARE A STRISCIA LA NOTIZIA X AIUTARE I CANI DI PORTO EMPEDOCLE




LETTERA DA INVIARE A STRISCIA LA NOTIZIA X AIUTARE I CANI DI PORTO EMPEDOCLE
To: coralmaster@alice.it, dgaya@katamail.com, giuliarse@virgilio.it, marilab@email.it, zicchicca86@libero.it, Andrea Vessi < vessi.andrea@gmail.com>, "e.gnizio@virgilio.it" federica autonoma < ushouldbeurself@hotmail.com>,




---------- Forwarded message ----------
From: Sicilia Animalista < sicilianimalista@yahoo.it>
Date: 6-feb-2007 13.00
Subject: LETTERA DA INVIARE A STRISCIA LA NOTIZIA X AIUTARE I CANI DI PORTO EMPEDOCLE
To: Undisclosed-Recipient





--------------------------------------------------------------------------------
Da: Emanuela Giordano [mailto:manuela@ideaevents.it]
Inviato: lunedì 5 febbraio 2007 19.45
A: Emanuela Giordano
Oggetto: URGENTE LEGGETE X FAVORE: LETTERA DA INVIARE A STRISCIA LA NOTIZIA X AIUTARE I CANI DI PORTO EMPEDOCLE
Priorità: Alta


Salve a Tutti,
ho scritto con mio marito la lettera che trovate al termine di questa premessa, è da inviare TUTTI INSIEME E SUBITO a "Striscia la Notizia ", perchè facciano un servizio sulla situazione TRAGICA dei cani di Porto Empedocle al fine di smuovere le istituzioni locali, perchè diano il giusto e dovuto sostegno ad Assuntina e alla sua associazione animalista VISTO CHE E' UN LORO DOVERE!

IL SOLO MODO PER FARCI PRENDERE IN CONSIDERAZIONE DALLA REDAZIONE DI STRISCIA E' CHE OGNUNO DI NOI, FIRMANDOSI ALLA FINE DELLA LETTERA CON NOME E COGNOME E INDIRIZZO DI RESIDENZA, mandi dal suo indirizzo di posta elettronica il testo della lettera sotto riportata: SOLO LE NOTIZIE CON MOLTE SEGNALAZIONI VENGONO PRESE IN CONSIDERAZIONE (è un'informazione che ho da fonte certa all'interno dell'equipe della trasmissione).

VI PREGO FACCIAMOLA DIVENTARE UNA PETIZIONE COME QUELLE PER I CANI DI BUCAREST, PERCHE' ANCHE NEL NOSTRO PAESE L'INCIVILTA' ABBIA FINE.

NON MOLLIAMO, NON ARRENDIAMOCI DAVANTI ALL'INDIFFERENZA ALTRUI!!! contiamo sull'aiuto di tutti!!!

Inviate la mail a: gabibbo@mediaset.it oppure un fax a: Fax: 02 21023666

COME "OGGETTO" SCRIVETE "PORTO EMPEDOCLE: 250 CANI RISCHIANO DI MORIRE, TRA INCIVILTA' E INDIFFERENZA DELLE ISTITUZIONI"
Per il resto basta che fate "copia e incolla" del testo della lettera (dopo la line atratteggiata) aggiungendo alla fine i vs. dati.

Grazie di cuore e buona serata a tutti!
Emanuela Giordano


----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

PORTO EMPEDOCLE: 250 CANI RISCHIANO DI MORIRE, TRA INCIVILTA' E INDIFFERENZA
A Porto Empedocle, bella cittadina sul mare di forte richiamo turistico, alle porte di Agrigento, i cani danno fastidio, troppo. "Si sa", portano malattie. E poi, "sono bestie", quando non servono, si eliminano. E così, le neglette bestiole che hanno soltanto il "torto" di essere "sfrattate" da esseri umani stanchi del "giocattolo", vanno incontro non solo agli stenti della normale lotta per la sopravvivenza, ma anche a bastonate, sassate, vere e proprie torture, persino al rogo e quindi alla morte. Non sono eccezioni, ma la prassi, tollerata dalle autorità e dagli ignavi, che per il quieto vivere si voltano dall'altra parte. Un'eccezione: la signora Assuntina, che eroicamente (e non è un'esagerazione) anni fa ha deciso di dare ricovero e di salvare da atroce destino quanti più cani potesse. Ha avviato tra mille sacrifici, e senza alcun aiuto, un canile. Attualmente, sta dando assistenza a 250 cani, ma è stremata: oltre all'ingente sforzo economico, al quale non riesce più a far fronte nonostante gli aiuti (perlopiù da altre zone d'Italia) di volontari animalisti, è anche oggetto di spregio, dileggio, intimidazioni, e quando va bene di indifferenza totale. L'indifferenza del Comune, che ad onta del minimo senso di dovere civico non muove un dito per aiutarla (e in definitiva per aiutare la cittadina, circa 17.000 abitanti, a riconoscersi a pieno titolo nel "mondo civile"), l'indifferenza di qualsiasi altra autorità a cui Assuntina si è rivolta, con speranze subito ricacciate nella disperazione.

I racconti di Assuntina fanno rabbrividire....Leggeteli... ma ancor meglio sentiteli dalla sua stessa voce in lacrime!!! La sua battaglia quotidiana per assicurare un po' di cibo, qualche cuccia, le cure veterinarie (di cui, ovviamente, c'è sempre necessità) e per difendere i "suoi" cani dall'odio ignorante di molti compaesani, è titanica, e ora sta soccombendo. La storia, e gli animali, di Assuntina, così come i suoi recapiti, sono sul sito www.canileportoempedocle.com. Vi preghiamo di darvi un'occhiata, e di fare quanto potete (molto) per "sensibilizzare" chi avrebbe il dovere di intervenire: come l'azienda sanitaria locale, ad esempio, e soprattutto il Comune: ricordiamo che ogni Comune, per quanto riguarda i canili, deve stanziare dei fondi in bilancio... a Porto Empedocle non esiste un canile comunale... quindi, dove sono andati a finire i soldi?.

La civiltà di un popolo si misura anche dal modo in cui vengono trattati gli altri esseri viventi... Viventi, forse ancora per poco purtroppo!!!

Grazie per ciò che potrete fare: 250 cani, Assuntina e gli animalisti d'Italia sperano nel vostro aiuto!!! Non abbandonateci!

nome.................... cognome
residente a ...................
Via.................. n°.........

Anonimo ha detto...

Comparto dipendenti Regione Siciliana

Via Di Stefano 19 – 90141 – PALERMO Tel. 091582321-Fax 0916120210

ADERENTE ALLA CONFEDERAZIONE UNITARIA DI BASE (C.U.B.)


LA LEGALITA’ VIOLATA AL DIPARTIMENTO TERRITORIO E AMBIENTE




Revoche arbitrarie e Conferimenti fasulli di incarichi dirigenziali, Ordini da caporale di giornata, Comportamenti intimidatori e Provvedimenti dispotici, Minacce di licenziamento, Provocazioni e Tentativi di aggressione fisica, Aperture di stanze con motivazioni pretestuose, Trasferimenti ritorsivi, Violazione di ogni più elementare regola sindacale




Questa è la ventata di rinnovamento che l’arch. Pietro Tolomeo, in quota MPA, unico Dirigente Generale ad essere sfiduciato per il suo operato deleterio dall’Assemblea Regionale su OdG della stessa maggioranza, ha portato al Dipartimento Territorio e Ambiente. Costui, forse ritenendo la Pubblica Amministrazione qualcosa di sua personale proprietà, si crede in diritto di agire al di fuori di ogni contesto di regole di legge e di trasparenza amministrativa confidando quantomeno nel quadrato delle protezioni dei suoi referenti politici e nella sfacciata impunità.




E così, ligio ad ordini di scuderia, ha dapprima “attenzionato” i Servizi del Demanio Marittimo, procedendo, anche con motivazioni non veritiere, a modificare provvedimenti a lui gerarchicamente superiori, a revocare unilateralmente contratti di lavoro legittimi ed a mettere arbitrariamente a disposizione della Presidenza quattro Dirigenti del Dipartimento, rei di non essersi voluti piegare alle sue pretese di autodimissionarsi, ed un altro in lista di attesa.

Più di recente, in ossequio, per sua stessa ammissione, ad altri “desiderata”, è andato all’attacco di quei Dirigenti scomodi e non malleabili, fastidiosi ai potenti per volere a tutti i costi fare il proprio dovere, agire nella trasparenza ed applicare rigorosamente le norme.




E’ il caso del dott. Genchi e della dott.ssa Candido, facenti parte di questa O.S., responsabili di settori nevralgici quali, ripettivamente, l’inquinamento atmosferico e gli impianti ad energia eolica, che hanno avuto di punto in bianco revocato il contratto senza alcuna apparente motivazione.

Per il dott. Genchi si tratta ormai da circa 4 anni di un tentativo ciclico di soppressione lavorativa, commissionato da poteri forti, iniziato a partire dalla sua attività sulla Distilleria Bertolino e proseguito fino a quella più nota sui quattro megainceneritori. Basti pensare che il dott. Genchi aveva firmato il proprio contratto appena il 28 febbraio del 2006, dopo 5 mesi di lotte sindacali.




In un crescendo di furore intimidatorio e ritorsivo, l’arch. Tolomeo non ha risparmiato coloro che si sono opposti alle sue dispotiche disposizioni, tentando persino l’aggressione fisica nei confronti del dott. Cammarata e dello stesso dott. Genchi, minacciando di licenziamento il dott. Pellerito, trasferendo di ufficio la dott.ssa Oliveri, anch’essi tutti iscritti alle RdB-CUB.




Nelle sue azioni l’arch. Tolomeo ha trovato valide stampelle nei disponibili di turno, il solito ing. della Direzione ed il responsabile della O.S. Cobas-Codir, quest’ultimo, “sindacalista” portabastone, investito extra contratto di incarico fasullo ed illegittimo, non solo mero esecutore ma anche attore minaccioso di provvedimenti ritorsivi nei confronti di altri lavoratori.




In tale clima di soprusi e di illegalità violenta e diffusa, le RdB-CUB, nel denunciare l’attacco delittuoso operato contro i propri iscritti, ha già attivato ogni forma di difesa sindacale e le opportune segnalazioni alle autorità competenti per le varie ipotesi di reato che si dovessero connotare, al fine di tutelare i diritti dei lavoratori, di eliminare ogni tipo di abuso e di prevaricazione e di ristabilire trasparenza e legalità così apertamente violate nel Dipartimento.




Palermo, 6 febbraio 2007 il Coordinamento Regionale Comparto Dipendenti Regione Sicilia

Anonimo ha detto...

Ebbene, ognuno ha fatto la sua parte, ma chi ha resistito fino alle 22,
alzi la mano. Vabbè scherzo, però io e Maria siamo stati al gazebo di
Tommaso Natale, dalle 9 alle 22 continuate,dentro, perchè con i compagni
dell'Unione c'è stata una bellissima intesa, ma che freddo e vento!
Comunque lì c'è stata un'affluenza superiore alla media, oltre 400
votanti e noi siamo riusciti a raccogliere più di 200 firme per gli
inceneritori ( molto più problematica l'argomentazione, mentre per
l'acqua il 99% delle persone è convinta), e quasi 300 per l'acqua.
Poi, udite udite, abbiamo anche avuto la visita del sindaco in pectore
Orlando al quale ho proposto di firmare ( lui dice di averlo già fatto)
e che ho comunque impegnato davanti a tutti a portare avanti le nostre
posizioni sui due problemi. Anche l'On Lumia è passato e ha confermato,
la mia preoccupazione per il comportamento "ambiguo" del Centro Sinistra
sulle due questioni.Anzi ha detto che dobbiamo scardinare, partendo dal
basso , le posizioni equivoche all'interno dell'Unione. Ho invitato
anche lui a firmare, e anche lui ha detto di averlo già fatto. (?)
Tutto sommato una buona esperienza, anche se abbiamo dovuto improvvisare
il nostro tavolo con una serie di accorgimenti, tazebao e manifesti, e
che in altre occasioni ci dovrebbe servire come insegnamento per meglio
organizzarci. ciao tutti e a stasera. gianluigi

Anonimo ha detto...

Calogero Miccichè
Verdi Agrigento
COMUNICATO STAMPA

Palermo 4 febbraio 2007 : Una splendida giornata di democrazia !
Agrigento speranzosa attende…scettici delle primarie permettendo!

Lo splendido risultato plebiscitario ottenuto da Leoluca Orlando nelle primarie palermitane di ieri, ha rappresentato senza dubbio una giornata di elevata maturità che ha raggiunto il popolo dell’Unione, facendo emergere un alto livello di democrazia e di partecipazione diretta, mentre, bisogna qui sottolineare come il 4 febbraio sia stata una giornata di pesante sconfitta per gli scettici e detrattori delle primarie.
Notabili della politica avevano anche affermato che le primarie per scegliere i candidati sindaci in luoghi difficili (in questo caso Palermo in grande ed Agrigento in piccolo) sono un rischio, dato che è improbabile che si possa ripetere il successo di partecipazione popolare avuto per la scelta del candidato premier e per il candidato presidente della regione. Alla luce dei risultati di ieri gli scettici delle primarie sono stati sonoramente smentiti. E lo saranno anche quelli che hanno sostenuto e continuano ha sostenere che Agrigento è una città particolare e piena di contraddizioni, le primarie (secondo loro) non vanno fatte per carenza di interesse popolare.
Per Palermo abbiamo visto che sono stati smentiti, lo sarebbero anche per Agrigento solo se si decidessero di farli svolgere. Ed è proprio questo il problema: se le primarie si dovessero svolgere i risultati smentirebbero gli scettici che perderebbero un’importante partita politica, invece se le primarie ad Agrigento non si faranno sarà difficile dimostrare che si sbagliavano a danno del comune sentire del popolo dell’Unione, apparendo loro i vincenti, ma alla fine così non è, perché quando il popolo non è protagonista perdiamo tutti !!
Gli appelli che i Verdi agrigentini hanno più volte lanciato a favore delle primarie sono state accolti da alcuni partiti del centro sinistra nell’assoluto silenzio. Siamo a 20 giorni esatti dalla data fissata per le primarie e non si riesce nemmeno ha sapere chi sono i candidati, oltre il sottoscritto, né si conosce che fine abbiano fatto coloro che ufficialmente dicevano (a parole) di essere favorevoli.
Alla luce della felicissima giornata palermitana di ieri, esorto ancora una volta i segretari dei partiti del centrosinistra di Agrigento, soprattutto quelli che si sono dimostrati scettici, a non perdere altro tempo a non far morire la speranza di riscatto degli agrigentini che vogliono cambiare lo stato delle cose presenti di questa martoriata città.

Agrigento 05 febbraio 2007 Calogero Miccichè
Verdi Agrigento

Anonimo ha detto...

Libera Università della Politica e Palazzo delle Aquile

Il libro di Altamore Acqua SPA è molto buono e completo..
Jucci come sapete è stato commissario per l'emergenza idrica in sicilia.. e mandato via dai potenti ..che gli sono subentrati
Crosta è l'attuale direttore generale ecc ecc ecc

inutile dire che si potrebbe trattare di una giornata importante
sta a noi farla riuscire nel modo migliore

ci vediamo questa sera alle 18,00 al Centro Arrupe, per il seminario Inceneritori e Salute
vi pregherei di essere puntuali e di invitare nuovi potenziali attivisti

ernesto b.



----- Original Message -----
From: Ernesto Burgio
To: Libera Università della Politica
Sent: Sunday, February 04, 2007 11:34 PM
Subject: convegno e dintorni


carissimi

sono tornati assai tardi dalla "fattoria didattica" sulle madonie
ho rivisto un pò di fretta la scaletta
che avevo proposto qualche giorno fa a Michele
mi pare che, sulla base di quello che ci siamo detti nell'incontro di ieri mattina
lo schema-base del Convegno potrebbe essere


la LIBERA UNIVERSITA' DELLA POLITICA
invita ad una Giornata di Convegno-Dibattito sul tema
ACQUA BENE PUBBLICO e/o OGGETTO DI MERCATO



Libera Università della Politica - Palermo

Giornata di Aggiornamento - Dibattito sul tema
ACQUA BENE PUBBLICO e/o OGGETTO DI MERCATO

Palermo 16 02 07


I Sessione (ore 10,00-13,00)

Libera Università della Politica
Aula …. via …



Ore 10,00
Registrazione

Ore 10.30

Presentazione del Convegno e Apertura dei Lavori
Alfredo Galasso (Presidente LUP)
Roberto Caggia (Direttore Scientifico LUP): Il tema etico acqua/bene comune nel programma della LUP



Ore 11.00 - 13.00
Presentazione del libro Acqua Spa. Dall'oro Nero all'oro Blu di Giuseppe Altamore


Ernesto Burgio (Redazione Ecologist Italia - Consiglio Scientifico LUP)
Alberto Lucarelli (Ordinario di Istituzioni di Diritto pubblico Università degli studi di Napoli "Federico II)
Giuseppe Altamore (Vice-caporedattore di Famiglia Cristiana)


Dibattito

h. 13.00-15.00
Pausa pranzo. Buffet

II Sessione (Ore 15,30-19,30)
Palazzo delle Aquile – Comune di Palermo
Sala delle Lapidi

Saluti delle autorità

..............
...............

Introduzione
Alfredo Galasso (Presidente LUP)
Roberto Caggia (Direttore Scientifico LUP)

Ernesto Burgio (Redazione Ecologist Italia - Consiglio Scientifico LUP)
Un secolo di guerre per l'acqua? I termini del problema

Giuseppe Altamore (Vicecaporedattore di Famiglia Cristiana)
L’Acqua, può essere considerata una merce?


Alberto Lucarelli (Ordinario di Istituzioni di Diritto pubblico Università degli studi di Napoli "Federico II)
Governo dell'acqua e diritti fondamentali

Rosario Mazzola (Presidente GOA-Gruppo Ottimizzazione Acquedotti)
………………

Confronto-Dibattito: Il Governo dell'Acqua in Sicilia tra Passato e Futuro
Gen. Roberto Jucci Supercommissario Emergenza Rifiuti - Cabina di Regia Ministero Ambiente
Avv. Felice Crosta Direttore Generale Agenzia per le Acque e i Rifiuti Regione Sicilia


Moderatore

…………….
Dibattito e conclusi



per maggior comodità ALLEGO lo schema-base
e le slides sui dati di base.. che potrei proiettare e che avevo già inviato a Michele
a presto
ernesto burgio





----- Original Message -----
From: Alberto Lucarelli
To: Ernesto Burgio
Sent: Tuesday, January 23, 2007 7:53 PM


Caro Ernesto, l'incontro organizzato dal comitato civico emergenza rifiuti,
dalla sociertà di studi politici, dall'Assise di Palazzo Marigliano,
si svolgerà il 21 febbraio alle ore 12, presso la Stampa estera di Montecitorio.
L'oggetto dell'incontro sarà, tra l'altro, la presentazione del "Manifesto" che puoi trovare nel sito www.napoliassise.it.
Come ti dicevo all'incontro oltre me ed Alex parteciperanno
come componente medica tu, Tomatis e la Gentilini (ti pregherei di "girare" loro l'invito),
come componente politica A. Burgio, Tranfaglia, Sodano e Villone.
Ci sentiamo comunque presto, un caro saluto
a.

P.S. il generale Jucci attualmente presidente della Cabina di regia, presso la presidenza del Consiglio relativa all'emergenza rifiuti, è stato commissario all'emergenza Sarno.
Il titolo del mio intervento a Palermo potrebbe essere : Governo dell'acqua e diritti fondamentali"

Anonimo ha detto...

Libera Università della Politica - Palermo

Giornata di Aggiornamento - Dibattito sul tema
ACQUA BENE PUBBLICO e/o OGGETTO DI MERCATO
Palermo 16 02 07

I Sessione (ore 10,00-13,00)
Libera Università della Politica
Aula …. via …

Ore 10,00
Registrazione

Ore 10.30
Presentazione del Convegno e Apertura dei Lavori
Alfredo Galasso (Presidente LUP)
Roberto Caggia (Direttore Scientifico LUP): Il tema etico acqua/bene comune nel programma della LUP

Ore 11.00 - 13.00
Presentazione del libro Acqua Spa. Dall'oro Nero all'oro Blu di Giuseppe Altamore

Ernesto Burgio (Redazione Ecologist Italia - Consiglio Scientifico LUP)
Alberto Lucarelli (Ordinario di Istituzioni di Diritto pubblico Università degli studi di Napoli "Federico II)
Giuseppe Altamore (Vice-caporedattore di Famiglia Cristiana)

Dibattito
h. 13.00-15.00
Pausa pranzo. Buffet
II Sessione (Ore 15,30-19,30)
Palazzo delle Aquile – Comune di Palermo
Sala delle Lapidi

Saluti delle autorità

Introduzione
Alfredo Galasso (Presidente LUP)
Roberto Caggia (Direttore Scientifico LUP)

Ernesto Burgio (Redazione Ecologist Italia - Consiglio Scientifico LUP)
Un secolo di guerre per l'acqua? I termini del problema
Giuseppe Altamore (Vicecaporedattore di Famiglia Cristiana)
L’Acqua, può essere considerata una merce?

Alberto Lucarelli (Ordinario di Istituzioni di Diritto pubblico Università degli studi di Napoli "Federico II)
Governo dell'acqua e diritti fondamentali
Rosario Mazzola (Presidente GOA - Gruppo Ottimizzazione Acquedotti)
………………

Confronto-Dibattito: Il Governo dell'Acqua in Sicilia tra Passato e Futuro
Gen. Roberto Jucci Supercommissario Emergenza Rifiuti - Cabina di Regia Ministero Ambiente
Avv. Felice Crosta Direttore Generale Agenzia per le Acque e i Rifiuti Regione Sicilia

Moderatore
…………….
Dibattito e conclusi

Al termine della Giornata verrà rilasciato un Attestato di Partecipazione

Come raggiungere le sedi del Convegno

Anonimo ha detto...

ATTENTATO ALLA SALUTE

CON LA VITA DEI CITTADINI NON SI SCHERZA


PRESENZA POPOLARE
Martedì 6 Febbraio
ore 10.30

PRESSO

L’Assemblea Sindacale all’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente di Palermo
- Via Ugo La Malfa 169 -

• CONTRO GLI INCENERITORI
Vogliono Costruire 4 INCENERITORI sopra le nostre teste (quello più grosso a Bellolampo), per i loro profitti, a discapito di una politica ambientale correttamente indirizzata alla raccolta differenziata e al riciclo dei materiali;

• CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE DEI BENI COMUNI
Stanno mercificando l’acqua (con sostanziosi rincari delle bollette) e vendendo le risorse che sono patrimonio dell’umanità;

• CONTRO UNA POLITICA DEL SILENZIO
Provvedimenti dispotici e arbitrari caratterizzano la nostra pubblica amministrazione; i dipendenti pubblici subiscono soprusi se agiscono in accordo con le leggi e non con la concupiscenza dei Signori della politica.

FERMIAMOLI


CONFEDERAZIONE COBAS
L’Assemblea Nazionale della Confederazione COBAS riunita a Roma il 3 e 4 febbraio 2007 esprime la massima solidarietà a Gioacchino Genchi, funzionario della Regione Siciliana, sospeso dall’impiego e perseguitato per il suo impegno ambientalista.
Conosciamo Ino Genchi, che sin dagli anni 70 si è distinto con il suo impegno nella difesa dell’ambiente, contro lo scempio della speculazione affaristico mafiosa e contro il malgoverno clientelare.
Siamo consapevoli dell’importanza della battaglia portata avanti da Ino, che come chimico, funzionario e dirigente della Regione Siciliana, ha contribuito a frenare lo scempio ambientale nell’isola.
Emblematica è stata la sua azione contro lo sfascio ambientale operata dalla Distilleria Bertolino di Partitico.
Più volte negli ultimi anni le lobby affaristico mafiose hanno tentato di imbavagliare e fermare l’operato di Genchi, arrivando persino ad orchestrare un teorema giudiziario che ha avuto come apice l’arresto l’incriminazione e l’arresto di Ino, teorema che successivamente si è sciolto come neve al sole.
Da funzionario regionale Genchi ha coerentemente contrastato le scellerate scelte di devastazione ambientale operate dal Governo Cuffaro.
La Confederazione COBAS denuncia l’operato di loschi individui che hanno tramato e tramano per fermare l’operato di Genchi, individui che si nascondono dietro ad una sigla che niente ha a che fare con la Confederazione COBAS né con il movimento COBAS nel suo insieme.Una sigla che scimmiotta il nostro nome ma che in realtà è una costola del sindacato giallo CISAL.
I COBAS sono stati sempre parte integrante del movimento ambientalista, per la difesa della acqua pubblica, contro le grandi opere inutili, contro la TAV in Val di Susa, contro il ponte sullo stretto di Messina, contro gli inceneritori produttori di diossina, contro i regasificatori, contro l’inquinamento industriale e la speculazione mafiosa.
CHIEDIAMO il ritiro immediato di tutte le azioni repressive e ilo reintegro di Gioacchino Genchi della sua funzione.
Solidarietà a tutti gli ambientalisti siciliani.

Approvata all’unanimità

Non dimentichiamo la manifestazione di martedì 6 febbraio 2007 alle ore 10:30 presso l'Assessorato Territorio e Ambiente in via Ugo La Malfa 169 a sostegno dei dirigenti del servizio 3 Tutela dall'Inquinamento Atmosferico e quindi in appoggio del funzionario che - rispettando le leggi - ha negato la certificazione per l'emissione in atmosfera (inceneritore Bellolampo) - ora sospeso e sostituito da un altro funzionario probabilmente più in sintonia con l'ex commissario per l'emergenza rifiuti.