Bertolt Brecht  : “Chi non conosce
la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un
delinquente”


Non mi piace
pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da
digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi
perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle
persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..


“ Non c’è niente di più profondo di ciò
che appare in  superficie “


Pino Ciampolillo

martedì, gennaio 23, 2007

INTERROGAZIONE PARLAMENTARE ON SALVATORE RAITI


INTERROGAZIONE PARLAMENTARE ON SALAVATORE RAITI

Resoconto stenografico dell'AssembleaSeduta n. 94 del 18/1/2007... (Esito del deferimento alla Corte di giustizia europea in merito all'affidamento del megainceneritore in Sicilia - n. 2-00261)PRESIDENTE. Il deputato Raiti ha facoltà di illustrare la sua interpellanza n. 2-00261 (vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti sezione 8).SALVATORE RAITI. Onorevole Presidente, onorevole viceministro, onorevoli colleghi, la sudetta interpellanza riguarda una questione particolarmente annosa ed importante, relativa allo smaltimento dei rifiuti in Sicilia. La regione siciliana ha provveduto, tramite il presidente della regione, nella sua qualità di commissario straordinario per l'emergenza rifiuti e delegato dal Presidente del Consiglio dei ministri con poteri di protezione civile, ad avviare il procedimento per l'assegnazione dei lavori di realizzazione di alcuni termovalorizzatori che non soltanto hanno creato, e creano tuttora, allarme nelle popolazioni, ma presentano anche profili di illegittimità dal punto di vista ambientale, tant'è che il ministro dell'ambiente ha dichiarato espressamente in quest'aula che avrebbe avviato - e lo sta facendo - le procedure per l'eliminazione degli atti illegittimi posti in essere dal presidente della regione nella qualità. La procedura di assegnazione dei lavori di esecuzione dei termovalorizzatori presenta profili di irregolarità che integrano un'infrazione dello Stato italiano nei confronti dell'Unione europea. Per questo motivo ho presentato l'interpellanza in esame, nella quale richiamo un parere motivato della Commissione europea del 7 luglio 2004 (del commissario Bolkestein). Il testo del parere motivato, emesso ai sensi dell'articolo 226, primo comma, del Trattato che istituisce la Comunità europea, è il seguente: «Avendo la Presidenza del Consiglio dei ministri, Dipartimento per la protezione civile, ufficio del commissario delegato per l'emergenza rifiuti e la tutela delle acque nella regione siciliana, indetto la procedura per la stipula delle convenzioni per l'utilizzo della frazione residua dei rifiuti urbani, al netto della raccolta differenziata prodotta nei comuni della regione siciliana, ed avendo concluso le predette convenzioni senza applicare» - questo dice la Commissione europea - «le procedure previste dalla direttiva 92/50/CEE e, in particolare, senza pubblicazione dell'apposito bando di gara nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi imposti dalla suddetta direttiva e, in particolare, dagli articoli 11, 15 e 17. In applicazione dell'articolo 226, primo comma, del Trattato che istituisce la Comunità europea, la Commissione invita la Repubblica italiana a prendere le disposizioni necessarie per conformarsi al presente parere motivato entro due mesi dal ricevimento del medesimo». Nell'interpellanza faccio anche riferimento ad un provvedimento di deferimento dell'Italia alla Corte di giustizia. A questo punto, ritengo sia opportuno chiarire, ove vi siano le condizioni, le seguenti questioni. A seguito del provvedimento del 7 luglio 2004, il Governo ha provveduto a notificare il parere alla regione siciliana e ad invitarla a conformarvisi? Nel caso in cui, come sembrerebbe ovvio, dal momento che l'Italia è stata deferita alla Corte di giustizia, ciò non fosse avvenuto, la procedura innescata dal bando sub iudice (affidamento, approvazione dei progetti, inizio dei lavori) può ritenersi valida? Qual è, ad oggi, lo stato della situazione presso la Corte di giustizia? La domanda che poniamo per ultima - e credo che la risposta ad essa sia fondamentale anche sotto il profilo di un eventuale danno all'erario - è la seguente: qualora, a seguito della procedura di infrazione, lo Stato italiano fosse condannato, ciò implicherebbe la messa in discussione di tutto l'iter seguito dalla regione siciliana? E quali sanzioni comporterebbe? Chiediamo al viceministro, nella sua qualità di responsabile degli affari esteri, di fornire risposte che riguardano argomenti di particolare rilevanza: vengono in rilievo, infatti, la realizzazione di termovalorizzatori per quasi due miliardi di euro e, inoltre, la previsione di smaltimento dei rifiuti per i prossimi vent'anni. Grazie.PRESIDENTE. Grazie a lei. Il viceministro degli affari esteri, Patrizia Sentinelli, ha facoltà di rispondere.PATRIZIA SENTINELLI, Viceministro degli affari esteri. Signor Presidente, onorevole Raiti, con l'interpellanza in esame si chiede di sapere quale sia stato l'esito della procedura di infrazione, relativa alla realizzazione di termovalorizzatori in Sicilia, avviata dalla Commissione europea nell'ottobre del 2003. Risponderò, per così dire, in punto di diritto, illustrando gli sviluppi intervenuti nella vicenda a livello comunitario. Nell'ottobre 2003 la Commissione europea ha avviato una procedura di infrazione relativa alla decisione dell'ufficio del Commissario delegato per l'emergenza rifiuti e la tutela delle acque in Sicilia di indire una procedura per la stipula delle convenzioni per l'utilizzo della frazione residua dei rifiuti urbani dei comuni della regione siciliana. Vorrei subito premettere che oggetto del contendere non erano tanto i profili ambientali relativi all'utilizzo di questi rifiuti urbani, quanto piuttosto il rispetto della normativa comunitaria in materia di concorrenza. La Commissione riteneva, infatti, criticabile la decisione di concludere le predette convenzioni senza applicare le procedure previste dalla direttiva 92/50/CEE del Consiglio, del 18 giugno 1992, che coordina le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di servizi, in particolare senza la pubblicazione dell'apposito bando di gara sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea. In proposito, l'ufficio del Commissario delegato ha sostenuto che il bando riguardava una concessione di pubblici servizi (relativi cioè alla produzione di energia elettrica) piuttosto che un appalto pubblico di servizi (incenerimento di rifiuti). Conseguentemente, ad esso si sarebbero dovute applicare, come in effetti è stato fatto, le procedure previste per la concessione di pubblici servizi e non le procedure previste per gli appalti pubblici: l'Esecutivo comunitario non ha ritenuto di condividere questa tesi. Al termine della procedura precontenziosa, la Commissione ha quindi deferito l'Italia alla Corte di giustizia delle Comunità europee, chiedendo di constatare che l'Italia ha violato gli obblighi imposti dalla predetta direttiva. È stata aperta la causa C-382/05, che è tuttora in corso. Da ultimo, l'Italia, dopo aver presentato la propria controreplica al ricorso della Commissione, ha richiesto la trattazione orale della causa il 26 giugno scorso, ma non è stata ancora fissata una data per tale udienza. La causa dovrebbe arrivare a conclusione nel corso del 2007. Non è possibile evidentemente prevedere quali saranno le conclusioni della Corte. Si possono comunque prevedere due scenari alternativi. Qualora la Corte riconoscesse la correttezza della procedura seguita dall'ufficio del Commissario delegato per l'emergenza rifiuti e la tutela delle acque in Sicilia, il caso potrebbe dirsi, per così dire, chiuso. Qualora invece la Corte decidesse di condannare l'Italia, occorrerebbe adottare sul piano interno le misure necessarie ad eliminare gli aspetti giudicati incompatibili con il diritto comunitario. Sul piano interno ne discenderebbe l'invalidità delle procedure in parola. Vorrei ricordare che, in questa fase, la Corte può disporre le misure da adottare, ma non comminare le sanzioni di carattere finanziario. Queste sanzioni possono tuttavia intervenire in un secondo momento, a seguito di una nuova procedura di infrazione, qualora lo Stato condannato non provveda sollecitamente ad adempiere a quanto disposto da una sentenza.PRESIDENTE. Il deputato Raiti ha facoltà di replicare.SALVATORE RAITI. Onorevole Presidente, onorevole viceministro, sono moderatamente soddisfatto della risposta, perché il lavoro svolto dai suoi uffici inquadra perfettamente la vicenda e ci dice che, in sede di definizione della causa che si terrà nel corso di questo anno, noi verremo ad essere portati a conoscenza del verdetto della Comunità europea. Vi sono due possibilità: vi potrà essere una sentenza di proscioglimento, e quindi ciò comporterà la presa d'atto che le procedure adottate dalla regione siciliana sono corrette (e quindi tutto va bene e continuerà regolarmente, e non vi sarà procedura di infrazione dell'Unione europea nei confronti del nostro paese) oppure, nel caso contrario, nell'ipotesi di condanna (il che, secondo il mio punto di vista, è l'ipotesi più plausibile), ne possono scaturire eventualmente due tipi di sanzioni: la eventuale rimessa in ripristino dei lavori eseguiti irregolarmente e forse anche una sanzione pecuniaria nei confronti dello Stato, con conseguente danno per l'erario. Il quadro quindi è delineato in maniera assolutamente precisa e perfetta, e di questo ringrazio l'esposizione del ministro. Mi chiedo però, e chiedo al Governo, della cui maggioranza io faccio parte, di verificare se non sia necessario, se non sia giusto e se non sia utile, al fine di evitare un potenziale danno all'erario, di mettere in mora la regione siciliana, per fare in modo che non si eseguano lavori fino a quando la materia è sub iudice. Si tratterebbe quindi di tergiversare, attendere alcuni mesi, fino a quando non interverrà la sentenza della Corte di giustizia europea, in maniera tale da evitare un danno, o il rischio di un potenziale danno allo Stato. Nel caso in cui la procedura venisse dichiarata corretta, nulla osta ai fini della stretta regolarità giuridica delle procedure. Nel caso in cui invece la sentenza dovesse essere negativa, se vi sarà un'azione del nostro Governo nella direzione che ho proposto, certamente noi potremmo evitare oggi un danno cospicuo non solo all'ambiente, non solo ai lavoratori che verrebbero assunti per lavorare nei cantieri aperti, e poi verrebbero licenziati in tronco, ma credo anche un ulteriore danno all'erario, alle casse dello Stato. Per tale motivo, nel dichiararmi, ripeto, soddisfatto per la parte di risposta che ho appena menzionato, avuta dal rappresentante del Governo, invito il medesimo rappresentante a fare in modo di porre in essere gli atti conseguenziali, perché le paventate ipotesi di danno possano essere eliminate e quindi si possa attendere con serenità il giudizio della Corte di giustizia europea. Grazie.
www.isolapulita.it

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Carissimi,
la produzione di energia da rifiuti è quella che comporta la massima emissione di CO2, ancor più che da centrali a carbone: una ton di rifiuti incenerita comporta ben 0.8 ton di CO2 in atmosfera.
Chi brucia dovrebbe quindi pagare una multa di 10-15 Euro ma, grazie alle nostre " leggine sulle fonti rinnovabili", riceve invece incentivi per circa 70 Euro.
La partita sui CIP6 è ancora tutta da giocare e non siamo affatto tranquilli che questa beffa venga cancellata: si possono truffare i cittadini , ma la Natura non si fa ingannare, anche Bush ormai l' ha capito!
Il Presidente Prodi ha recentemente affermato che l' Italia non può permettersi di pagare 1.5 mld di multa per emissioni in eccesso di CO2, per favore, qualcuno lo informi che bruciare rifiuti non è il modo migliore per risolvere il problema!
Patrizia Gentilizi

OPINIONI

Mercoledì 24/1/2007 (22:36)

CON INCENERITORI PIÙ CO2 DELLE CENTRALI A CARBONE
Roma: 06/10/2006
"Come si fa a definire fonte rinnovabile il processo di combustione dei rifiuti? Contro questo paradosso sono state consegnate il 28 settembre 2006 ai Presidenti di Camera e Senato quasi 30 mila firme da Greenpeace e dalla Rete Nazionale Rifiuti Zero per chiedere l´abolizione del sussidio agli inceneritori. La produzione elettrica da incenerimento dei rifiuti è sussidiata, infatti, sia attraverso i costi di smaltimento
che grazie agli incentivi che dovrebbero essere riservati alle fonti rinnovabili di energia, prive di emissioni inquinanti.

"Nei rifiuti è presente sia una componente organica, le cui emissioni di CO2 sono considerate nulle, che una componente di plastiche che invece è una fonte fossile a tutti gli effetti in quanto derivata dal petrolio, le cui emissioni vanno conteggiate" spiega Giuseppe Onufrio, direttore delle campagne di Greenpeace.

"Dai dati ufficiali che annualmente vengono presentati alla Convenzione quadro sui cambiamenti climatici, risulta che a parità di energia prodotta i termovalorizzatori emettono più anidride carbonica rispetto alla media della produzione elettrica.
Così gli incentivi che dovrebbero essere dedicati alle fonti rinnovabili - che hanno emissioni nulle di CO2 - vengono spesi per aumentarle".

Per la produzione netta di un kilowattora da rifiuti si emettono infatti circa 940 grammi di anidride carbonica, contro i 530 della media nazionale (che comprende anche la quota da rinnovabili) e i 650 della sola componente termoelettrica. Si tratta di emissioni più elevate di quelle delle fonti fossili: un impianto tradizionale a carbone emette circa 900 grammi di CO2 per kWh e uno a gas a ciclo combinato circa 370. "L´Italia, in ritardo rispetto allo sviluppo delle nuove fonti rinnovabili - eolico, solare, biomasse - e in gravi difficoltà per rispettare gli impegni di Kyoto, dovrebbe semmai tassare e non incentivare gli impianti di incenerimento, favorendo invece il
riciclaggio ed il compostaggio" ricorda Rossano Ercolini, della Rete Nazionale Rifiuti zero.

Da una tonnellata di rifiuti si producono circa 700 kWh e si ricevono mediamente circa 70 euro di incentivi per la produzione di elettricità.
Ma una tonnellata di rifiuti incenerita emette circa 0,8 tonnellate di CO2 e riceve pure gli incentivi: se gli impianti dovessero acquistare sul mercato i permessi di emissione, dovrebbero pagare una cifra di 10-15 euro per tonnellata.

QUANTA CO2 SI EMETTE PER PRODURRE UN KILOWATTORA?

940 grammi da incenerimento rifiuti solidi urbani Italia
900 grammi da impianto tradizionale a carbone
800 grammi da impianti a "carbone pulito"
720 grammi da olio combustibile
650 grammi valore medio Italia 2004 impianti termoelettrici (media da
fonti fossili)
530 grammi valore medio Italia 2004 (tutte le fonti)
500 grammi da gas da impianto tradizionale
370 grammi da gas da impianto a ciclo combinato
0 grammi da eolico
0 grammi da solare fotovoltaico
0 grammi da biomasse.

comunicato Greenpeace Italia

Anonimo ha detto...

diffondete tra i vostri associati/clienti/conoscenti
proviamo a fare qualcosa
prima che sia troppo tardi?
slauti
Prof. Altieri


Appello alla Mobilitazione di tutti gli Agricoltori
Soglie di tolleranza di ogm negli alimenti biologici APPROVATE IN UNA RECENTE RIUNIONE EUROPEA per la revisione del regolamento sull'agricoltura biologica.
Bombardamento transgenico in vista?
Invasione dell'Europa e Distruzione dell'Agricoltura Biologica Tradizionale?
La parola passa al Parlamento europeo.
La commissione Europea ci prova ancora... fermiamola... e, già che ci siamo, se i commissari non rappresentano i cittadini... cambiamo le regole dell'UE.
...prima di arrivare alla Dittatura Transgenica nelle mani delle Multinazionali

Con preoccupazione invio l'articolo di un rappresentante Ifoam - Aiab sul nuovo regolamento UE per l'agricoltura biologica (Ancora in Bozza per fortuna... speriamo). Il regolamento prevede soglie di tolleranza di ogm negli alimenti biologici ...proprio quegli ogm che il consumatore non vuol mangiare, per cui sceglie i prodotti biologici. Prove generali di dittatura transgenica, ovvero la distruzione e disintegrazione di tutta l'agricoltura biologica...l'obiettivo delle multinazionali ...disintegrare l'Agricoltura Biologica (la possibilità di sviluppo di tutta l'agricoltura tradizionale Europea legata al territorio) oggi in pieno boom... e passare all'Agricoltura "Integrata" al 100% nella chimica e sottoposta ai brevetti delle sementi transgeniche che contaminerebbero tutto il resto in breve tempo (con i diritti di proprietà applicati anche ai discendenti degli agricoltori)... (dis)integrando così i contadini ... e i consumatori, trasformati tutti in schiavi delle multinazionali e porci da ingozzare, ammalare e infine "curare" con le medicine delle stesse multinazionali produttrici di pesticidi e ogm.
Finche non avranno più una lira in banca, dopo di che... una bella tassa sulla tomba e sulla successione che i figli pagheranno, così come i diritti di brevetto sui semi, che si applicano anche agli eredi, nel caso che il padre li acquisti anche solo una volta.
Ho ripetutto più volte che la partita sugli ogm non ha prezzo... la contropartita è il controllo totale dell'alimentazione del pianeta... mobilitiamoci !!!
...prima che ci fottano tutti, scusate il termine ma è l'unico appropriato.
Intanto un rappresentante del Biologico come il Signore Triantafyllidis che firma l'articolo seguente, invece di scrivere le cose con chiarezza e con gli opportuni toni... confonde i lettori.
Gli ricordo che il valore zero non è uguale a 0,9% e non esiste nessuna soglia di tolleranza che corrisponda alla "assenza" di ogm.
Inoltre, la normativa "seria" di coesistenza con gli OGM, auspicata dal sig Trinatafyllidis... semplicemente non potrà mai esistere, in quanto coltivare gli ogm significa contaminare tutto con il polline e i trasporti dei semi... (vedasi i dati spagnoli sugli esperimenti col Mais e la fine che hanno fatto i coltivatori biologici vicini, che han perso certificazione e contributi comunitari).
Lo ha sentenziato anche la Corte Costituzionale Italiana, legittimando le Regioni OGM free e Abrogando le norme di Coesistenza del Governo Berlusconi - Alemanno (Lege 5).
A tal proposito, siccome in Italia gli ogm non si coltivano, non c'è bisogno di parlare di soglia inevitabile di contaminazione di ogm negli alimenti... basta non coltivarli e non mischiare i prodotti eventualemte importati da paesi terzi con i prodotti biologici. Sarebbe anche il caso di evitare soglie di tolleranza anche negli alimenti convenzionali, che attualmente possono essere contaminati allo 0,9% senza etichettatura della presenza di ogm, un vero e proprio esperimento di massa a rischio dei consumatori (l'80% non ne vuol sapere di mangiare ogm), che in ogni caso si possono ancora difendere acquistando prodotti biologici.
Propongo la mia candidatura a rappresentare il Mondo del Biologico nella vertenza sulle Norme Ue relativamente alla questione OGM.
Posso anche incatenarmi al Ministero Agricoltura se volete, basta che qualcuno mi porti da mangiare... e mi garantisca i controlli su quel che mangio.
Prof. Giuseppe Altieri (curriculuum sul sito www.agernova.it/vecchio sito)

Allego mio articolo sulla questione e il commento ad una pagina del Il Manifesto
Lancio un appello per una grande manifestazione di tutti gli agricoltori biologici e dei consumatori per proteggere l'Europa dagli OGM (L'Italia almeno...)
non deleghiamo a nessuno il futuro dei nostri figli !!
visitate il sito: www.mangiacomeparli.net /archivio news
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oggetto: il "cav(i)llo di troia" di Giuseppe Altieri

Carissimo Luca Fazio
ricevo dalla redazione di greenplanet un articolo da te pubblicato sul Manifesto? (allegato in fondo)
Invitandoti a una piccola attenzione, in quanto si cita nel pezzo che lo Zero tecnico di presenza di ogm negli alimenti e sementi corrisponderebbe a 0,1%.
Questo è un errore matematico, in quanto se vogliamo garantire l'assenza di ogm l'analisi qualitativa (di presenza / assenza) rileva, per "definizione grammaticale", qualsiasi presenza di ogm negli alimenti, così come nei semi...
E i metodi sono sensibilissimi, in quanto si basano sull'amplificazione e riproduzione dell'ogm rilevato... (basta una sola particella).
Per cui non facciamoci fregare dai "cavilli" delle multinazionali e della Commis(t)ione Europea... 0 (Zero), ovvero nulla, niente... corrisponde solo a zero.
E la presenza di contaminazioni da ogm si rileva facendo bene i controlli e i campionamenti. Più la contaminazione è bassa più e necessario aumentare i campioni di analisi.
L'unica possibilità di garantire i controlli è di fatto la Tolleranza zero, perchè qualsiasi soglia di tolleranza accettata diventerebbe alibi incontrollabile e soprattutto non perseguibile.
Vogliono distruggere il biologico con il cavallo di Troia (col naso lungo e le orecchie d'asino) rappresentato dalle cosiddette "soglie di (in)tolleranza" (tra l'altro, senza etichettature, ben inteso...) contaminando così tutta l'alimentazione mondiale, in particolare quella europea, sino ad oggi ogm free, in quanto gli ogm da noi non si coltivano...
Quello che le multinazionali fanno da decenni con Pesticidi diossina e altre schifezze che ci fanno mangiare a nostra insaputa. Grazie alle soglie di tolleranza
Il Bio è l'alternativa sanitaria che sta conquistando il mondo e può salvare l'umanità dall'avvelenamento dei pesticidi e da quello irreversibile degli ogm.
Difenderemo con i denti la purezza del biologico, nonostante la corruzione arrivata a tutti i livelli...
Anche in mezzo ai "rappresentanti" del mondo del biologico?
Speriamo proprio di no, ma vigiliamo attentamente affinchè ciò non accada
saluti
Prof. Giuseppe Altieri

vi invio questo mio articolo che a presto sarà rielaborato e pubblicato con approfondimenti sulla rivista "Econauta" (www.econauta.it)
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IL CAV(I)LLO DI TROIA (con il naso lungo e le orecchie d'Asino)
Soglie di (in)"tolleranza" di ogm negli alimenti biologici e nelle sementi?
Prove generali di dittatura transgenica agroalimentare.
Ma la matematica, per fortuna, non è una opinione... e ci viene in aiuto.
Giuseppe Altieri - Copyright Artecology 2006

La Commissione Europea si affanna sotto le pressioni asfissianti delle Multinazionali e propone le solite soglie di (in)"tolleranza" per la presenza degli ogm, questa volta addirittura sugli alimenti biologici e sulle sementi per le coltivazioni. Ovviamente, siccome gli ogm contaminerebbero irreversibilmente le altre forme di coltivazione, la "Coesistenza" di coltivazione con gli ogm presuppone che non ci sarebbero più coltivazioni ogm free? Ed è proprio questo l'unico vero scopo delle Multinazionali che cercano di imporre il loro monopolio sull'agricoltura e il cibo, attraverso brevetti sugli ogm, contaminazioni irreversibili dell'ambiente e delle altre forme di coltivazione e soglie di tolleranza senza etichettatura della presenza di ogm, di modo che i consumatori non possano più scegliere liberamente.
Come si può parlare pertanto di "Coesistenza"? Infatti, la recentissima sentenza della Corte Costituzionale, sul ricorso presentato dalla Regione Marche (ogm free) e sostenuto dall'Asseme (Ass. Sementieri Mediterranei), ha praticamente abolito la legge 5 che prevedeva le Regioni dovessero allestire piani di "Coesistenza" di coltivazione con gli ogm, ribadendo che, se vogliamo avere sul mercato la "coesistenza di merci contenenti ogm" e prodotti biologici, tipici, altri prodotti 100% ogm free... non si possono coltivare ogm in Italia e le Regioni fanno bene a dichiararsi "libere da ogm".
Mettere delle soglie di tolleranza di ogm nelle sementi e negli alimenti biologici (oggi 100% ogm free) significherebbe invece dare la possibilità di coltivare ogm e contaminare in breve tempo tutta l'agricoltura tradizionale europea . Soprattutto significherebbe la distruzione dell'agricoltura biologica, che sta rapidamente conquistando con i suoi prodotti i mercati di tutto il mondo, proprio perchè rigorosamente liberi da ogm, che i consumatori assolutamente non vogliono mangiare (80- 90% dei consumatori).
Un Cavallo di Troia, dal naso lungo... e dalle orecchie d'asino.
Una proposta di "mediazione truffaldina" fatta da alcuni "ecologisti" e dalla "CIA" (il sindacato agricolo, beninteso...) alla Commissione Europea prevede che le soglie di tolleranza negli alimenti biologici corrispondano ai livelli minimi di presenza rilevabile alle analisi di presenza di ogm, definite col valore di 0,1% (e nelle sementi?).
Ma questo è un valore maggiore di Zero !! La matematica per fortuna ci viene in aiuto per risolvere l'illogicità di alcune politiche.
Allora, se rilevo presenza di ogm nel biologico e nei semi di qualsiasi tipo, laddove gli ogm non ci devono stare (altrimenti contaminerebbero tutto), a cosa servono le soglie di tolleranza?
O si accetta irreversibilmente che tutto diventi ogm, con la cosiddetta "Coesistenza di coltivazioni" (contraddizione in termini) e le conseguenti soglie di tolleranza senza etichette (cose legate a doppia mandata in relazione di causa ed effetto)... o no.
Semplice... forse troppo.
Qualcuno forse non ha ancora capito che gli organismi transgenici sfuggono sia alla politica che alle mediazioni, come tutte le dittature che semplicemente impongono se stesse.
Cerchiamo invece di darci da fare per abolire le soglie di tolleranza di ogm in tutti gli alimenti (oggi quelli convenzionali possono contenerne fino allo 0,9% senza necessità di etichettatura), cosi com'è per quelli biologici (oggi al 100% liberi da ogm e, guarda caso, scelti sempre più dai consumatori). Ed etichettiamo le presenze anche di "tracce di ogm", rilevabili alle analisi di presenza/assenza, affinchè i consumatori possano scegliere se mangiarli o meno gli ogm.
Se proprio li vogliamo importare e mettere sul mercato (unica forma di coesistenza possibile), nonostante gli accertati rischi per la salute e in barba al "Principio di Precauzione" (una norma fondante dell'UE), visti i danni accertati e i rischi potenziali per la salute.
Altrimenti, a forza di soglie di tolleranza ...diventeremo tutti intolleranti.
Ma facciamo un esempio pratico per schiarirci le idee.
Matematicamente, la soglia di rilevazione analitica di "presenza" degli ogm corrisponde a "qualsiasi valore sopra Zero". E non allo 0,1% (che corrisponderebbe a 1:1.000 semi o a una parte su 1.000 negli alimenti in generale, cioè 1 grammo per kilogrammo). Infatti, se il campione d'analisi è di 3.000 semi (come, per legge, in Italia), per trovare positività alle analisi è sufficiente la presenza di 1 solo seme OGM = 0,03% (con analisi PCR qualitativa); se troviamo 2 semi OGM sui 3.000 del campione, abbiamo un valore di 0,06%; se ne troviamo 3 su 3.000, abbiamo il valore 0,1%. Se questo valore 0,1% venisse assunto come soglia di tolleranza, una contaminazione di 2 semi OGM su 3.000 verrebbe legalizzata e sarebbe sufficiente a contaminare tutta l'agricoltura Europea in breve tempo, vanificando lo stesso concetto di coesistenza, in quanto tutte le coltivazioni conterrebbero ogm. Non dimentichiamo quello che è accaduto su scala mondiale con le contaminazioni da ogm nel riso (basta una pianta per produrre milioni di granelli di polline transgenico). Se il campione d'analisi fosse di 10.000 semi, come qualcuno addirittura propone, la presenza di 1 seme ogm darebbe un valore di 0,01%, sufficiente alla determinazione della contaminazione con le analisi qualitative PCR, per le quali basta che ci sia un solo dna ogm nel campione da analizzare. In questo caso, se accettassimo delle soglie di tolleranza allo 0,1% potremmo avere addirittura 9 semi GM su 10.000 ...legalizzati !! Sarebbe la manna per una ditta che vorrebbe imporre i propri semi brevettati, contaminando tutte le altre filiere.
E negli alimenti è sufficiente la presenza di una sola particella transgenica per verificarne la contaminazione, anche se in misura infinitesima... Importante è che sia presente nel campione di analisi. E ciò dipenderà da come preleviamo i campioni e dal numero di campioni analizzati (più ne analizziamo e maggiore sarà la probabilità di rintracciare le eventuali contaminazioni da ogm).
E allora cerchiamo di fare molta attenzione... gli ogm possono sfuggire alla politica ma non alla matematica, che per fortuna non è una opinione.
A proposito di opinione, ricorderei che quella pubblica è almeno all'80% contraria agli ogm.
No, pertanto, alla "Politica" delle soglie di tolleranza e Si alle etichettature di qualsiasi livello di presenza di ogm negli alimenti e divieto assoluto di semine di ogm e di contaminazione qualsiasi delle sementi.
Ed alimenti Biologici rigorosamente liberi da ogm al 100%.
Tra l'altro, la tolleranza Zero è l'unica che può garantire la cosiddetta coesistenza sul mercato tra "alimenti" ogm eventualmente importati ed alimenti biologici e tradizionali Europei ed Italiani, 100% ogm free.
Altrimenti tutto diventerà contaminato e nulla sarà più puro... ci saranno solo gli Ogm. E il cibo, forse, a causa dei diritti di brevetto, diventerà un lusso.
Oggi siamo a un bivio: biologico o transgenico.
I popoli hanno già scelto e l'unica via per il progresso è quella indicata dalla Tradizione.
Il Bio è l'alternativa sanitaria che sta conquistando il mondo e può salvare l'umanità dall'avvelenamento dei pesticidi e da quello irreversibile degli ogm.
Di sicuro, finchè il Biologico resterà puro i consumatori potranno scegliere liberamente se mangiare o meno ogm che non potranno essere coltivati in Europa.
Ma un "Cav(i)llo di Troia" si aggira per L'Europa... Commissione Europea o dittatura transgenica?
Siamo ottimisti, l'Agroecologia trionferà e, con essa, l'intelligenza umana.
E Ulisse potrà godersi in pace, come ognuno di noi, la sua Itaca, così come ce l'hanno lasciata i saggi padri, ben sapendo che la terra non è solo una loro eredità, ma un prestito dei figli.
Ma... se negli uomini non ci fosse più spazio per l'intelligenza?

ps...
Le notizie sono preoccupanti: "Il Futuro terribile è arrivato?"
In una recente riunione del Consiglio dei Ministri Agricoli Europei è stato approvata la bozza di modifica del regolamento sull'Agricoltura Biologica che prevede la soglia dello 0,9% transgenico anche per l'agricoltura biologica... proprio quegli ogm che il consumatore non vuol mangiare, per cui sceglie i prodotti biologici.
L'obiettivo palese delle multinazionali è quello di disintegrare l'Agricoltura Biologica (la possibilità di sviluppo di tutta l'agricoltura tradizionale Europea legata al territorio) oggi in pieno boom... e passare all'Agricoltura "Integrata" al 100% nella chimica e sottoposta ai brevetti delle sementi transgeniche che contaminerebbero tutto il resto in breve tempo (con diritti di proprietà applicati anche ai discendenti degli agricoltori).
Dis-integrando così contadini e consumatori, trasformati tutti in dipendenti (schiavi) delle multinazionali e animali (porci) da ingozzare, ammalare e infine "curare" con le medicine delle stesse multinazionali produttrici di pesticidi e ogm. Finche non avranno più una lira in banca, dopo di che... una bella tassa sulla tomba e sulla successione che i figli pagheranno, così come i diritti di brevetto sui semi, che si applicano anche agli eredi, nel caso che il padre li acquisti anche solo una volta.
Ho ripetutto più volte che la partita sugli ogm non ha prezzo... la contropartita è il controllo totale dell'alimentazione del pianeta... mobilitiamoci !!!


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Revisione Regolamento 2092/91 I giochi sono fatti?

A distanza di un anno, e dopo lunghe e dibattute negoziazioni, la bozza di revisione del Regolamento europeo sull´agricoltura biologica (2092/91) ha trovato un accordo di massima e di principio nel Consiglio dei Ministri dell´agricoltura del 19 dicembre scorso. Cosa significa? Chi ha vinto tra la Commissione e l´alleata Presidenza Finlandese da una parte e il movimento bio europeo (IFOAM EU) e alcuni Stati Membri (Germania e Francia) dall´altra? Cosa c´è e cosa manca nel nuovo testo e quali passi si debbono ancora compiere prima di arrivare alla sua piena approvazione. Cosa si può ancora fare per migliorarlo
ALESSANDRO TRIANTAFYLLIDIS


Chi ha vinto nello scontro, sia di merito che di metodo, sulla revisione del Regolamento 2092/91? Molto probabilmente "lo scopriremo - anche noi - solo vivendo". Diciamo che è finita patta nel gergo degli scacchi, o 1-1 nel gergo calcistico. La Commissione ha giocato in trasferta però. Infatti, questo accordo significa che l´approvazione del Regolamento sul biologico passerà al prossimo semestre della presidenza tedesca della Commissione, solo però per la definizione degli aspetti tecnici e di quelli attuativi. Di fatto, vi è stato un accordo politico, e la bozza di regolamento "approvata" il 19 dicembre 2006 non potrà quindi essere stravolta e non tornerà ancora in discussione nel suo complesso in Consiglio Agricoltura. Così recita il comunicato del Consiglio Agricoltura UE del 19/12/2006: "La Presidenza ha acquisito che il Consiglio potrebbe supportare l´approccio generale dell´ultima bozza del Regolamento sulla produzione ed etichettatura biologica, in attesa dell´opinione del Parlamento Europeo. L´entrante Presidenza tedesca ha già espresso la sua intenzione a raggiungere un accordo sul tema dopo che sarà disponibile l´opinione del Parlamento Europeo". La posizione di IFOAM EU Di contro, così recita il comunicato stampa di IFOAM EU uscito subito dopo: "Il gruppo IFOAM EU si rammarica che il Consiglio non abbia mosso gli ulteriori passi necessari a formulare un regolamento più maturo. L´ultima bozza è stata sicuramente un passo avanti rispetto alla proposta originaria. Ma questa veloce decisione ottenuta in extremis alla fine dell´anno (e della presidenza finlandese nda) è avvenuta a scapito di una soluzione ottimale per il settore". IFOAM EU, infatti, si è sempre opposta all´approvazione di questa bozza del regolamento presentata dalla Commissione prima di tutto per una questione di metodo che ha visto la Commissione lavorare da sola senza cercare la fattiva partecipazione del settore, e poi per una questione di merito su quattro argomenti cruciali: 1.OGM: protezione delle produzioni bio dalla contaminazione, attraverso norme di coesistenza severe ed europee, non definizione di soglie per il bio. 2.Etichettatura e regole di certificazione (uso del logo europeo facoltativo, e possibilità di utilizzare standard privati o nazionali). 3.Protezione del termine "biologico", anche oltre l´agroalimentare e le produzioni menzionate nella bozza EU. Per esempio in tutto il territorio no-food: cosmesi, tessile, turismo, ecc. 4.Ispezioni. Una chiarificazione sulle implicazioni del Reg 882/2004 (controlli nel settore agro-alimentare) per il biologico, è essenziale prima di continuare la discussione a scatola chiusa. Alcune questioni indicate da IFOAM EU, come altre in precedenza, sono state recepite dalla Commissione: ne è un esempio l´eliminazione dall´ultima bozza degli articoli 20 e 24 che ponevano pesanti restrizioni all´uso dei marchi e degli standard privati. Ciò nonostante, per gli altri temi sul tavolo, non si è voluto riflettere sull´opinione del settore biologico europeo. Innanzitutto la promessa della Commissaria all´Agricoltura Fischer Boel di assicurare una migliore partecipazione dei gruppi di interesse, non si riflette formalmente nel testo del regolamento "approvato". Inoltre non si capisce ancora come il sistema di certificazione biologico si porrà rispetto al Reg 882/2004, e le ragioni per l´esclusione della ristorazione collettiva e del settore non-food dal regolamento. Il ruolo degli Stati Membri Come si sono comportati i diversi Stati Membri nei confronti della proposta della Commissione e della Presidenza Finlandese? Tutti i vari paesi avevano qualche questione da regolare o da cambiare, ma le più grandi critiche sono giunte in primis dalla Germania e poi dalla Francia che hanno prodotto una loro bozza di revisione di Regolamento poi in parte recepita nell´ultima stesura. All´inizio del Consiglio lo schieramento contro l´approvazione del regolamento era formato da Germania, Francia, Austria, Ungheria e Belgio, comunque non in grado di bloccare l´accordo. Alla fine l´approvazio(Germania e Francia) dall´altra? Cosa c´è e cosa manca nel nuovo testo e quali passi si debbono ancora compiere prima di arrivare alla sua piena approvazione. Cosa si può ancora fare per migliorarlo ALESSANDRO TRIANTAFYLLIDIS ne "di massima" si è raggiunta con nessun voto contrario. E l´Italia? Il Ministro de Castro, prima del Consiglio si era espresso per la tolleranza zero relativamente alla presenza di OGM nel bio, e sulla stessa posizione si erano espressi anche Austria, Ungheria, Belgio e Grecia. Anche questo gruppetto di paesi non era in grado di bloccare il Regolamento. Per placare gli spiriti di questi paesi contrari alla presenza di OGM nel bio (così pochi?) la Commissione ha inserito questa nuova frase nel regolamento: "Nel caso che, lo scopo sia di avere la più bassa presenza possibile di OGM nei prodotti biologici, la soglia di tolleranza ammessa per l´etichettatura (0,9% nda) rappresenta un limite che è esclusivamente associato alla presenza avventizia e tecnicamente inevitabile di OGM". Quindi il nostro Ministro ha portato a Bruxelles la posizione assunta e condivisa dalla Coalizione italiana Liberi da OGM, sulla tolleranza zero, ma rimanendo alle fonti che abbiamo noi, non si è opposto all´approvazione del regolamento, insieme a Germania, Francia e compagni. Cosa c´è, cosa manca Cosa c´è in sintesi, di nuovo nella bozza di regolamento sul biologico condivisa all´ultimo Consiglio dei Ministri Agricoli, rispetto alla versione originale? o Il logo comunitario obbligatorio. Accompagnato dalla scritta Agricoltura UE, oppure Agricoltura non-UE, se le materie prime provengono al di fuori dell´Unione, ed infine UE/non UE con materie prime miste. o Prodotti trasformati Biologici. Ci sarà solo la categoria al 95% di ingredienti bio in peso sul totale che potrà fregiarsi del temine bio. A percentuali inferiori ci potrà essere solo l´indicazione nella lista degli ingredienti, riportando alla fine la % di materie prime bio sul totale. o La certificazione del biologico legata al regolamento 882/04 sui controlli nell´agro-alimentare (controlli a responsabilità pubblica). Ancora da definire eventuali deroghe per il sistema di controllo biologico. o Limite dello 0,9 % di presenza accidentale ed inevitabile di OGM nei prodotti biologici, come per le produzioni convenzionali. Cosa manca ancora nel regolamento per essere uno strumento più completo e adatto a sostenere al meglio la crescita del movimento e del mercato biologico? o L´inclusione negli scopi del regolamento della ristorazione e la protezione del termine bio nelle produzioni non-food (tessile, cosmesi, ecc.). o Procedure di partecipazione dei gruppi di interesse precise e chiare. o Procedure chiare e trasparenti per la definizione degli allegati delle sostanze ammesse e delle regole attuative. o Una protezione reale e affidabile del settore biologico dalla presenza di OGM. La condotta della Commissione su questo tema è stata molto leggera, imponendo il limite del convenzionale dello 0,9% (limite del tutto politico e non tecnico) ed equiparando di fatto lo 0,9% allo 0 tecnico. Ovvero fino allo 0,9% di OGM tutto OK. Alla base di tutto rimane l´assenza di una normativa europea seria e rigorosa riguardo alla coesistenza che realmente possa garantire la non contaminazione delle produzioni non OGM, allo 0,0 %. I prossimi passi Il Parlamento Europeo deve fornire la sua opinione sulla proposta di revisione del Regolamento, di cui la Commissione e la futura Presidenza tedesca dovranno tenere conto prima della sua approvazione definitiva. Il report del parlamento sarà pronto per il marzo 2007. A tal proposito è stato già approntato un documento di lavoro da parte della parlamentare francese MarieHelene Aubert, nel quale, tra l´altro, si chiede alla Commissione di fornire un piano di sviluppo per le regole attuative del regolamento e su come verranno sviluppati gli allegati. Questo nuovo anno si prospetta comunque molto intenso per il movimento biologico europeo, infatti con questa approvazione formale della revisione del regolamento da parte del Consiglio, la partita non è ancora chiusa. Rimangono ancora ampie parti da sviluppare: dai recepimenti tecnici agli allegati. Il gruppo IFOAM EU si attiverà ampiamente, come ha già fatto in questo ultimo anno per raggiungere buoni risultati con la Presidenza tedesca e il Parlamento Europeo, per giungere all´approvazione di un Regolamento migliore del presente e prepararsi a rispettarlo dal 1°gennaio 2009, quando entrerà in vigore.



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PER L'UE IL BIO PUÒ ESSERE OGM







(in realtà pare che tutto sia stato rinviato grazie al Ministro De Castro, ndr) (fonte il Manifesto)

I 25 votano il regolamento che prevede la soglia dello 0,9% transgenico anche per l'agricoltura biologica. L'Italia si oppone ma è sconfitta. Ma la battaglia prosegue

E' tutta una questione di soglie, ma su queste si gioca una buona fetta del futuro del marchio Bio in Europa. La Commissione, la presidenza finlandese e la maggioranza degli Stati membri vogliono equiparare la soglia di inquinamento da organismi geneticamente modificati dell'agricoltura biologica al livello previsto per quella tradizionale, ossia allo 0,9%. Per Italia, Austria, Belgio, Grecia e Ungheria questo è invece il cammino da evitare, semplicemente perché elimina uno degli elementi caratterizzanti dei prodotti Bio: la loro «assoluta» libertà da ogm. Il problema è che secondo il sistema di voto previsto dal Trattato di Nizza i cinque paesi raccolgono 75 voti, ossia 15 in meno della soglia necessaria per formare una minoranza di blocco e imporre quindi un cambiamento di posizioni. E difatti la presidenza finlandese, senza molti successi da vantare nel suo semestre, ha annunciato nella serata di ieri che c'è l'accordo tra i 25 sul nuovo Regolamento per l'agricoltura biologica. Si tratta del testo comunitario chiamato a rinnovare la normativa in vigore dal 1992, epoca in cui gli Ogm non erano certo quello che sono oggi.

Helsinki riconosce che non sono tutti d'accordo, ma dà l'intesa per chiusa e sorride a un risultato buono per rimpolpare il suo magro bilancio. Roma, invece, non demorde. Il ministro dell'Agricoltura Paolo De Castro annuncia infatti una dura battaglia per i prossimi mesi: «Non possiamo accettare per il biologico una soglia di inquinamento da Ogm pari a quella prevista per l'agricoltura tradizionale». Gli spazi di manovra per cambiare le carte in tavolo, insiste il ministro, esistono ancora, tanto nel Parlamento europeo quanto tra gli stessi 25. La Commissione ambiente dell'Eurocamera voterà il nuovo Regolamento a febbraio, poi a marzo toccherà alla plenaria dare il suo parere che però è solo consultivo, non vincolante per i 25. De Castro spera in una posizione diversa e forte del Parlamento a difesa della peculiarità del biologico, in modo da usarla come arma per conquistare in primavera nuovi paesi alla sua causa.

Gli obiettivi dichiarati di questa campagna acquisti sono il Lussemburgo e soprattutto la Spagna (per ovvie ragioni di peso nel voto). Sia il Granducato che Madrid ieri hanno «espresso simpatia per la posizione italiana», assicura il ministro, ma alla fine «hanno accettato quella della presidenza finlandese». De Castro spera di riportarli sui suoi lidi sfruttando proprio il peso politico del voto del Parlamento, sempre che l'Eurocamera si esprima per una differenziazione tra le due soglie, quella del Bio e quella dell'agricoltura tradizionale. Già ieri, durante i negoziati nel consiglio dei ministri dell'agricoltura, la diplomazia italiana e quella austriaca hanno conquistato l'appoggio di Grecia, Belgio e Ungheria.

L'Italia vorrebbe che si mantenesse la soglia attuale, ossia lo zero tecnico (ossia lo zero rilevabile dalla strumentazione, che in realtà equivale a uno 0,1% di contaminazione) mentre Bruxelles vuole imporre lo 0,9% argomentando che una soglia inferiore imporrebbe costi di analisi aggiuntivi per i prodotti Bio e una responsabilità troppo pesante sugli agricoltori. Da parte di Coldiretti, Cia (Confederazione italiana agricoltori), Legambiente e anche delle 40 regioni Ogm free, guidate dalla Toscana, si ricorda invece come l'aumento di vendite per il biologico si debba proprio alla sua completa libertà da modificazioni genetiche. Pur difendendo lo zero tecnico, Roma sarebbe disposta ad accettare anche una soglia di inquinamento intermedia, fa sapere il ministro, l'importante è mantenere due quote diverse e con loro la peculiarità e il richiamo commerciale del biologico.

Se la partita sui prodotti Bio è in salita ma ancora mezza aperta, va invece rilevato il grande smacco subito dalla Commissione nella sua crociata volta ad imporre la coltivazione di Ogm. Bruxelles voleva obbligare l'Austria ad aprire i suoi campi alla coltivazione di un mais geneticamente modificato; i 25 hanno invece votato contro la proposta, con le eccezioni dei paesi paladini del biotech, ossia Gran Bretagna, Svezia, Olanda e Repubblica Ceca. In questa maniera arriva un riconoscimento chiaro e tondo del diritto di un paese a proibire la coltivazione di Ogm.

Anonimo ha detto...

http://newes.camera.it/_dati/leg13/lavori/stenografici/sed698/s290.htm

Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 698 del 21/3/2000

ANTONINO LO PRESTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTONINO LO PRESTI. Signor Presidente, non intendo riaprire l'interessantissimo dibattito che si è articolato poco fa, tuttavia, a proposito del ruolo e del potere dei parlamentari, nel sollecitare la risposta ad alcune interrogazioni, devo registrare come su tale fronte siamo davvero senza alcuna possibilità di incidere per avere risposte da parte del Governo a quesiti che, spesso, sono importanti e interessanti. I miei cahiers de doléances riguardano tutte le interrogazioni alle quali non è stata data risposta da parte del Governo, ma mi limiterò, in questa sede, a segnalarne un paio che ritengo importanti soprattutto per le gravi implicazioni di alcuni fatti da me denunciati.
La prima delle suddette interrogazioni per la quale chiedo al Governo una puntuale risposta, ancor più necessaria dopo quanto è accaduto al proposito in alcuni consigli comunali di paesi della provincia di Palermo sciolti per presunte infiltrazioni mafiose, è la n. 5-06829 del 12 ottobre 1999. Nella stessa ho chiesto notizie e chiarimenti in ordine ad una situazione verificatasi nel comune di Isola delle Femmine, nel quale la prefettura non è intervenuta benché fosse a conoscenza da diversi mesi dell'arresto di un noto personaggio mafioso e del legame di parentela dello stesso con uno degli amministratori del comune. Soltanto dopo che il sottoscritto ha scoperto la parentela ed ha presentato l'interrogazione, l'amministratore ha fatto fagotto e si è dimesso. Alla luce di quanto è accaduto in provincia di Palermo, anche in altri comuni dove i consigli comunali sono stati sciolti con una rapidità impressionante - e dove peraltro è stato successivamente dimostrato che le condizioni e i presupposti per arrivare allo scioglimento di almeno uno dei suddetti comuni (quello di Ficarazzi) erano falsi -, desidero capire con quale metro la prefettura di Palermo giudichi se un comune sia degno di attenzione per sospette infiltrazioni mafiose mentre un altro no.
Signor Presidente, chiedo al Presidente della Camera dei deputati di sollecitare il Governo a rispondere alla suddetta interrogazione. Non è possibile, infatti, che per ogni questione di tale importanza un deputato debba attrezzarsi per presentare interpellanze urgenti, con il limite di una al mese, raccogliere le firme di 30 colleghi e quindi rinviare sine die le risposte a quesiti molto significativi e importanti.
Cosa intende fare il ministro dell'interno? Si tratta di un'interrogazione per la quale chiedo una risposta in Commissione. Il ministro dell'interno intende fornirmi tale risposta? Vuole chiarire perché la prefettura non sia ancora intervenuta per il comune di Isola delle Femmine, nonostante la dimostrazione, anche attraverso le dimissioni dell'amministratore, del collegamento della stessa con la mafia. È vero o non è vero - aggiungo questa domanda a quella formulata nell'interrogazione - che ancora oggi i carabinieri di Isola delle Femmine inviano costanti rapporti alla prefettura, affermando che l'amministratore che si è dimesso, perché indicato come parente di un noto boss mafioso, continua a salire e scendere le scale del comune e a frequentarlo e che,
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nonostante i carabinieri abbiano sottolineato tutto ciò al prefetto, quest'ultimo non interviene?
Prego, quindi, la Presidenza della Camera di intervenire presso il Ministero dell'interno perché dia una risposta a questa interrogazione, nonché ad un'altra ancora precedente, del 23 febbraio 1999, che riguarda le indagini che la magistratura ha avviato a Palermo su presunti voti di scambio nelle elezioni comunali del 1997. I giornali ne hanno parlato, la magistratura indaga: io ho chiesto al ministro della giustizia di capire a che punto sono le indagini, ma dal febbraio 1999 è calato un velo di silenzio su quella vicenda.
Voglio sapere dal ministro della giustizia a che punto sono le indagini sull'utilizzo dei voti di scambio di cui è stata accusata una parte della maggioranza che in questo momento governa il comune di Palermo ed addirittura il sindaco in carica.
Chiedo al Presidente della Camera di intervenire presso i ministri competenti perché venga data risposta a queste domande. Noi vogliamo sapere a che punto sono le indagini sull'utilizzo dei voti di scambio nelle elezioni amministrative del 1997, di cui è stato accusato il sindaco di Palermo. Quest'ultima interrogazione, riguardante i voti di scambio, è la numero 3-03652 del 23 febbraio 1999.
PRESIDENTE. La Presidenza si farà carico di sollecitare il Governo.
Atti Parlamentari — 5001 — Camera dei Deputati XIV LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 19 LUGLIO 2002
ANGELA NAPOLI. — Al Ministro dell’interno, al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che: fin dal 1999 parlamentari di Alleanza Nazionale hanno presentato atti ispettivi per richiedere interventi adeguati al ripristino della legalita` , contro le infiltrazioni mafiose, presso amministrazione comunale di Isola delle Femmine; nonostante fin dal giugno del 2000, dopo particolari indagini, siano stati comprovati rapporti di parentela e di amicizia tra amministratori del comune in questione ed esponenti della criminalita` organizzata del luogo, il prefetto di Palermo non ha inteso disporre l’accesso previsto dal decreto ministeriale del 23 dicembre 1992; con lettera datata 13 settembre 2001 l’Associazione « Nuova Torre », rappresentata nel consiglio comunale di Isola delle Femmine, ha ribadito, al Ministro dell’interno pro-tempore le denunzie contenute nelle interrogazioni parlamentari presentate da altri deputati di Alleanza Nazionale, dando notizia di appoggi malavitosi profusi nei confronti dell’attuale sindaco durante le ultime elezioni amministrative del 24 giugno 2001; va ricordato che nella giunta comunale di quel comune c’e` stato, con delega ai lavori pubblici, il cognato di un noto personaggio arrestato con l’imputazione di associazione mafiosa nel contesto di una indagine volta a ricostruire la nuova mappa delle cosche palermitane; sembrerebbe che parenti dell’assessore in questione, poi dimessosi, e del presunto boss Pietro Bruno, individuato dagli inquirenti come capo zona di fiducia del boss superlatitante Bernardo Provenzano, dirigano presso il comune di Isola delle Femmine gli uffici anagrafe, elettorale, leva e segreteria, il che agevolerebbe l’assessore dimissionario ed il presunto boss mafioso ad acquisire ruoli preponderanti nella trattazione d’affari politiche edilizie; con lettera datata 8 gennaio 2002, il gruppo consiliare « Nuova Torre » di Isola delle Femmine ha segnalato al prefetto di Palermo l’omissione posta in essere dal sindaco del comune in ordine al rilascio dell’illegittima autorizzazione edilizia ex articolo 13, legge n. 47 del 1985, protocollo n. 827/Cc del 20 maggio 1999 (all’ex vice sindaco, oggi presidente del consiglio comunale) in assenza di N.O. della Soprintendenza ai beni culturali ed ambientali di Palermo ed il cui carteggio e` gia` in possesso della Prefettura; sempre il gruppo consiliare « Nuova Torre » con lettera datata 6 giugno 2002 ha ancora trasmesso, al prefetto di Palermo, il prospetto di n. 10 concessioni edilizie rilasciate, in costante violazione delle norme vigenti in materia, in favore di assessori, componenti o parenti dell’attuale maggioranza consiliare; al prospetto citato e` possibile evincere il rilascio della concessione edilizia n. 21 del 2001 del 14 maggio 2001 ai signori Puccio Rosaria Maria, Domenica e Salvatore, con istanza presentata, dal dichiarato procuratore Pomiero Giuseppe, e dalla concessione edilizia n. 13 del 2000 del 7 giugno 2000 alla signora Cataldo Rosaria, ma i relativi provvedimenti della Soprintendenza ai beni culturali ed ambientali e del Genio Civile sono intestati a Pomiero Giuseppe; i nomi di Pomiero Giuseppe, cosı` come quello del citato boss Pietro Bruno, risultano tra i soggetti economici ai quali e` stata effettuata la confisca di beni illeciti, il cui elenco generale e` stato allegato alla relazione della Commissione Parlamentare sul fenomeno della Mafia nella IX legislatura presentata alla Presidenza delle Camere il 16 aprile 1985 –: se, verificate le gravi notizie esposte dall’interrogante, non ritengano necessario ed urgente avviare le procedure per lo scioglimento del consiglio comunale di Isola delle Femmine. (4-03570)
XIV LEGISLATURA Ñ ALLEGATO B AI RESOCONTI Ñ SEDUTA DEL 10 APRILE 2002
LO PRESTI. Al Ministro dell’interno. Per sapere premesso che: nella scorsa legislatura e` stata presentata lÕinterrogazione 5-06839 del 13 ottobre 1999 con la quale si chiedeva quali iniziative il Ministero dellÕinterno intendesse adottare per garantire la legalita` e la trasparenza dellÕattivita` amministrativa del comune di Isola delle Femmine in provincia di Palermo, con specifico riferimento al pericolo di infiltrazioni nellÕambito della municipalita`; nessuna risposta e` mai pervenuta; le questioni denunciate con quell’ atto riguardavano la presenza della giunta comunale di Isola delle Femmine di un assessore, cognato di un presunto boss mafioso, tale Pietro Bruno, nei confronti del quale di recente la Corte dÕAppello di Palermo ha confermato la condanna penale (Giornale di Sicilia, del 16 marzo 2002); l’assessore in questione, ingegnere Rocco Raffa, si e` dimesso dopo l’arresto del cognato, ma risulta allÕinterrogante che continui ancora a frequentare il municipio; di recente il sindaco di Isola delle Femmine, Stefano Bologna, e` stato condannato a dieci mesi di reclusione per il reato dÕabuso d’ufficio (Giornale di Sicilia del 15 marzo 2002) : se, a seguito di fatti accaduti nel luglio del 1999 e di quelli verificatisi nel marzo del 2002 l’amministrazione dellÕinterno abbia svolto attivita` ispettive sul comune di Isola delle Femmine; quali iniziative intenda adottare il Ministro interrogato in merito alla condanna di primo grado, subita dal sindaco di Isola delle Femmine per garantire la legalita` e trasparenza dell’attivita` amministrativa del comune ed ovviare al pericolo di un aggravamento della crisi di credibilita` dell’istituzione locale e di infiltrazioni illecite nell’ambito della municipalita` . (4-02650)
OPERE ABUSIVE REALIZZATE SU UN’AREA RICADENTE NELLA FASCIA DI RISPETTO CIMITERIALE DELLA SIGNORA CATALDO LAURA.
Si tratta di costruzioni abusive ricadenti in area cimiteriale (pertanto non sanabile) per le quali, nonostante le risultanze dell’aerofotogrammetria, le quali escludono che le opere siano state realizzate prima del 1942, la Ditta aveva ottenuto la revoca del sequestro preventivo disposto dall’A.G.
Ordinanza 4 maggio 1996 il Giudice Montalbano Giacomo con cui si disponeva il dissequestro
Degli immobili.
L’esame comparato dello stralcio aerofotogrammetrico scala 1:200 effettuato il 31. ottobre 1992 con lo stralcio aerofotogrammetrico effettuato nel 1981 mette in luce che in entrambi i rilievi non risultano posizionate le costruzione in questione.
Ne consegue che il Giudice Montalbano Giacomo ha emesso l’ordinanza di dissequestro sulla scorta di dichiarazioni verosimilmente mendaci da parte della ditta alla quale vanno imputate le responsabilità di cui all’art 4 della legge n 15/68.
Le costruzioni non sono sanabili in quanto le stesse ricadono in area di rispetto cimiteriale, fascia di rispetto costiero e sede stradale; conseguentemente è applicabile la normativa ex L.R. n 7 del 29.2.80 e successiva circolare n 2dell’assessorato reg.le ter. Ambiente sulla inammissibilità della sanatoria e conseguentemente sul successivo rilascio della concessione edilizia.
La nota prot del maggio 1996 del Sindaco chiede “di conoscere se per le opere in questione sia stata presentata istanza di condono..” forse dimenticando o ignorando la nota del responsabile del procedimento 3581 del 1996 “la non sanabilità dlle opere di cui la ditta aveva presentato istanza di condono edilizio.

ISOLA Blitz dei Cc al Comune

SANATORIE EDILIZIE E ASSETTO URBANISTICO SEQUESTRATI ATTI

Isola delle Femmine I carabinieri della polizia giudiziaria, su mandato del sostituto procuratore Nicola Aiello, hanno sequestrato decine di fascicoli riguardanti sanatorie edilizie e assetto urbanistico.
Si è così arrivati ad una svolta, dopo un braccio di ferro tra l’amministrazione comunale del sindaco Stefano Bologna Stefano Bologna Stefano Bologna e il responsabile dell’ufficio sanatoria, architetto Giovanni Albert, a cui l’amministrazione comunale addebitava responsabilità in merito alla scarsa produttività dell’ufficio.
Albert ha risposto con un esposto inviato all’assessorato regionale Territorio, denunciando presunti interessi di amministratori comunale. L’ispettore inviato dalla Regione gli avrebbe dato ragione.
La vicenda di Isola è simile a quella di altre undici amministrazioni comunali, quasi tutte della fascia costiera, e su undici (7 dell’Ulivo e 4 del Polo) esisterebbero all’assessorato regionale documenti ispettivi dello stesso tenore, che riguardano soprattutto le zone di inedificabilità assoluta, dove da tempo si doveva procedere alle demolizioni.
Solo a Carini, che non è tra i comuni oggetto di ispezione, ci sono 571 fabbricati nella fascia dei 150 metri, e secondo il consigliere Nicastri (Ccd) sono tutti da demolire.
E non solo non si è fatto nulla, ma si sarebbe continuato a rilasciare certificati di destinazione urbanistica senza cenno alla situazione.
Della vicenda si è recentemente interessato a Palermo un convegno di notai, i quali hanno segnalato di avere effettuato tanti trasferimenti di proprietà che ora risultano nulli.
Enrico Somma “Las Sicilia”
1 giugno 1997