Bertolt Brecht  : “Chi non conosce
la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un
delinquente”


Non mi piace
pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da
digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi
perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle
persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..


“ Non c’è niente di più profondo di ciò
che appare in  superficie “


Pino Ciampolillo

giovedì, gennaio 18, 2007

ISOLA PULITA PER LA RETE DIFESA DEI BENI COMUNI











Rete per la difesa dei Beni Comuni
Una nuova opportunità per i cittadini di Palermo



In seguito a due incontri promossi in Dicembre al Centro Arrupe da Padre Alex Zanotelli e da Padre Gianni Notari, che hanno visto la partecipazione di numerosi cittadini pronti ad impegnarsi per importanti problematiche sociali, si è costituita la “Rete per la difesa dei Beni Comuni ”


Nella città di Palermo si assiste al perdurare di gravi problemi socio-economici che mantengono fasce di cittadini deprivati degli strumenti di sviluppo, del lavoro e dei più elementari servizi civici quali acqua, energia, raccolta rifiuti ecc. In questo quadro, purtroppo, la maggioranza della popolazione è chiusa nel proprio interesse personale, incantata e stordita dai reality televisivi e poco attenta ai piani progettuali del potere politico. Per questo motivo, malgrado l'attività di vari comitati e associazioni, ai quali la Rete si rivolge per arricchirsi dell'esperienza disponibile, si stenta a creare un forte e unitario movimento di cittadinanza attiva.


La “Rete per la difesa dei Beni Comuni ” si propone l'obbiettivo primario di coinvolgere il maggior numero di cittadini interessati al tema della difesa dei Beni Comuni e della tutela dell’ambiente e della salute e ad un corretta soluzione dei problemi riguardanti il territorio e lo sviluppo della città. Priorità sarà data ai due temi che al momento costituiscono il pericolo maggiore: il tentativo di privatizzazione dell’acqua e la minacciata costruzione degli inceneritori di rifiuti.

Per quanto riguarda la questione Acqua il problema è il tentativo in corso, in tutto il mondo e non solo in Italia - e in alcune zone già realizzato - di privatizzare questo bene comune fondamentale e vitale tanto per l'uomo che per gli altri esseri viventi facendone oggetto di mercato. In alcuni paesi del Sudamerica sono state le popolazioni, scese in massa in piazza, a bloccare i tentativi di privatizzazione, mentre in Europa e in Italia, si sono già concretizzati parecchi contratti con società che, a fronte di una millantata maggiore efficienza nel servizio, impongono vertiginosi aumenti delle tariffe. Tutto questo malgrado la Conferenza Internazionale di Lisbona abbia sancito che l'acqua è un diritto fondamentale dell'umanità e che non può essere proprietà di nessuno.


In Sicilia, conseguentemente all'indirizzo politico attuale, è in atto il tentativo di privatizzazione iniziato con lo smantellamento degli enti pubblici quali l'EAS, e la creazione di una cosiddetta Agenzia (con stipendi da nababbo per i funzionari addetti) che anacronisticamente accentra non solo le funzioni di gestione e pianificazione, ma anche quelle di controllo (in pratica si “autocontrolla”).


Per contrastare questo piano iniquo la Rete si propone d'impegnarsi nella campagna, in corso a livello nazionale, di raccolta firme per la presentazione della Proposta di Legge d'iniziativa Popolare "Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico"

Per quanto concerne la questione Rifiuti (Materiali post-Consumo), bisogna ricordare che l’attuale Piano Regionale Rifiuti, tenacemente perseguito dal Presidente Cuffaro, prevede la realizzazione di quattro grandi inceneritori (chiamati in maniera eufemistica termovalorizzatori per far credere che possano produrre energia in quantità rilevante, bruciando ogni tipo d'immondizie), da collocare in siti di particolare interesse ambientale quali la valle del Simeto (Paternò), la zona agricola di Casteltermini nei pressi del fiume Platani, la zona già martoriata di Augusta e l’area di Bellolampo, che domina la città di Palermo.


Oltre ai gravissimi problemi d'ordine ambientale e sanitario, dovuti all’immissione nell’ambiente di alcune tra le molecole e sostanze più tossiche che l’uomo conosca (diossine, metalli pesanti, polveri ultrafini ricche di sostanze nocive) ed all’inquinamento atmosferico, del terreno, delle falde idriche e dell’intera catena alimentare, esistono molti altri motivi per considerare l'incenerimento dei rifiuti una soluzione errata ed antieconomica, che in base alle stesse normative nazionali ed europee dovrebbe essere al limite riservata ad una quota minima e residuale di rifiuti. Ma enormi interessi d'ordine politico e speculativo ostacolano la corretta applicazione della Legge e premono per la realizzazione di un sistema di smaltimento ecologicamente dannoso, impedendo la realizzazione della corretta filiera, incentrata sulla raccolta differenziata e sul recupero di materiali cartacei, lignei, plastici ecc. che permetterebbe di avviare l'industria del riciclo; di creare nuovi posti di lavoro; di ridurre anziché moltiplicare i costi del servizio e le tasse a carico dei cittadini.


Anche per questa dura lotta civile, ci si può impegnare per la raccolta firme, già in atto, che chiede il blocco immediato dei cantieri di Augusta, Bellolampo, Casteltermini e Paternò.


Sulla base di queste brevi illustrazioni delle principali tematiche prese in considerazione dalla Rete, durante le riunioni preliminari si è deciso, attraverso elaborazioni di gruppi di lavoro, di procedere individuando dei punti come tappe di percorso e precisamente:

1) Elaborazione del presente documento programmatico quale sintesi delle varie proposte denominato "Patto Civile" la cui firma rappresenti l'impegno da parte d'ogni componente della Rete ad attivarsi per raggiungere gli obiettivi stabiliti.

2) Approfondimento delle tematiche relative per dare ad ognuno la conoscenza anche tecnica e scientifica che permetta di sostenere dibattiti e confutazioni da parte di chiunque.
A questo proposito s'individua la necessità di creare un momento stabile e continuativo con un preciso riferimento temporale aperto a tutti, quale ad esempio un "laboratorio permanente" presso il Centro Pedro Arrupe, con cadenza settimanale in orario fisso. La proposta iniziale è di 4 incontri al mese, due per ogni problematica, uno per settimana, alternati, alle ore 18.30/20.00 (ad es. il Lunedì della prima e della terza settimana dedicato al tema della privatizzazione dell'acqua, quello della seconda e quarta al tema della corretta gestione dei materiali post consumo/rifiuti ) così da dare a chiunque lo desideri la possibilità di approfondire le tematiche suddette, grazie anche ad interventi di tecnici ed esperti ed all'ausilio di ampia documentazione.

3) Individuazione di strumenti concreti per informare, sensibilizzare, responsabilizzare i cittadini al fine di dar vita, nella nostra città, ad una cittadinanza attiva, libera da qualsiasi tentativo di strumentalizzazione politica, in grado di trasformarsi in lievito per una vera democrazia partecipata.
Tra i vari strumenti ipotizzati: sit-in nei quartieri, con proiezioni di filmati, incontri, dibattiti per creare punti d'aggregazione e coinvolgere il maggior numero di soggetti attivi sul territorio : Chiese, Scuole, Associazioni, Circoli ed enti locali con particolare riferimento alle Circoscrizioni Comunali. Affinché tutto questo lavoro sia produttivo e non dispersivo sarebbe augurabile la formazione di gruppi di lavoro ben definiti che si diano un programma pianificato nel tempo e predispongano la necessaria documentazione da diffondere nel territorio. Sarebbe oltremodo utile ed efficace dare vita a strumenti condivisi d'informazione e comunicazione on-line, quali un sito web ove attingere informazioni e notizie, uno spazio-forum e una mailing-list con la quale collegare ogni componente della Rete.

4) Periodiche riunioni che permettano di fare il punto e di trarre elementi utili per il proseguimento dell'attività della Rete.



firma di adesione al Patto Civile

1 commento:

Anonimo ha detto...

http://newes.camera.it/_dati/leg13/lavori/stenografici/sed698/s290.htm

Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 698 del 21/3/2000

ANTONINO LO PRESTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTONINO LO PRESTI. Signor Presidente, non intendo riaprire l'interessantissimo dibattito che si è articolato poco fa, tuttavia, a proposito del ruolo e del potere dei parlamentari, nel sollecitare la risposta ad alcune interrogazioni, devo registrare come su tale fronte siamo davvero senza alcuna possibilità di incidere per avere risposte da parte del Governo a quesiti che, spesso, sono importanti e interessanti. I miei cahiers de doléances riguardano tutte le interrogazioni alle quali non è stata data risposta da parte del Governo, ma mi limiterò, in questa sede, a segnalarne un paio che ritengo importanti soprattutto per le gravi implicazioni di alcuni fatti da me denunciati.
La prima delle suddette interrogazioni per la quale chiedo al Governo una puntuale risposta, ancor più necessaria dopo quanto è accaduto al proposito in alcuni consigli comunali di paesi della provincia di Palermo sciolti per presunte infiltrazioni mafiose, è la n. 5-06829 del 12 ottobre 1999. Nella stessa ho chiesto notizie e chiarimenti in ordine ad una situazione verificatasi nel comune di Isola delle Femmine, nel quale la prefettura non è intervenuta benché fosse a conoscenza da diversi mesi dell'arresto di un noto personaggio mafioso e del legame di parentela dello stesso con uno degli amministratori del comune. Soltanto dopo che il sottoscritto ha scoperto la parentela ed ha presentato l'interrogazione, l'amministratore ha fatto fagotto e si è dimesso. Alla luce di quanto è accaduto in provincia di Palermo, anche in altri comuni dove i consigli comunali sono stati sciolti con una rapidità impressionante - e dove peraltro è stato successivamente dimostrato che le condizioni e i presupposti per arrivare allo scioglimento di almeno uno dei suddetti comuni (quello di Ficarazzi) erano falsi -, desidero capire con quale metro la prefettura di Palermo giudichi se un comune sia degno di attenzione per sospette infiltrazioni mafiose mentre un altro no.
Signor Presidente, chiedo al Presidente della Camera dei deputati di sollecitare il Governo a rispondere alla suddetta interrogazione. Non è possibile, infatti, che per ogni questione di tale importanza un deputato debba attrezzarsi per presentare interpellanze urgenti, con il limite di una al mese, raccogliere le firme di 30 colleghi e quindi rinviare sine die le risposte a quesiti molto significativi e importanti.
Cosa intende fare il ministro dell'interno? Si tratta di un'interrogazione per la quale chiedo una risposta in Commissione. Il ministro dell'interno intende fornirmi tale risposta? Vuole chiarire perché la prefettura non sia ancora intervenuta per il comune di Isola delle Femmine, nonostante la dimostrazione, anche attraverso le dimissioni dell'amministratore, del collegamento della stessa con la mafia. È vero o non è vero - aggiungo questa domanda a quella formulata nell'interrogazione - che ancora oggi i carabinieri di Isola delle Femmine inviano costanti rapporti alla prefettura, affermando che l'amministratore che si è dimesso, perché indicato come parente di un noto boss mafioso, continua a salire e scendere le scale del comune e a frequentarlo e che,
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nonostante i carabinieri abbiano sottolineato tutto ciò al prefetto, quest'ultimo non interviene?
Prego, quindi, la Presidenza della Camera di intervenire presso il Ministero dell'interno perché dia una risposta a questa interrogazione, nonché ad un'altra ancora precedente, del 23 febbraio 1999, che riguarda le indagini che la magistratura ha avviato a Palermo su presunti voti di scambio nelle elezioni comunali del 1997. I giornali ne hanno parlato, la magistratura indaga: io ho chiesto al ministro della giustizia di capire a che punto sono le indagini, ma dal febbraio 1999 è calato un velo di silenzio su quella vicenda.
Voglio sapere dal ministro della giustizia a che punto sono le indagini sull'utilizzo dei voti di scambio di cui è stata accusata una parte della maggioranza che in questo momento governa il comune di Palermo ed addirittura il sindaco in carica.
Chiedo al Presidente della Camera di intervenire presso i ministri competenti perché venga data risposta a queste domande. Noi vogliamo sapere a che punto sono le indagini sull'utilizzo dei voti di scambio nelle elezioni amministrative del 1997, di cui è stato accusato il sindaco di Palermo. Quest'ultima interrogazione, riguardante i voti di scambio, è la numero 3-03652 del 23 febbraio 1999.
PRESIDENTE. La Presidenza si farà carico di sollecitare il Governo.
Atti Parlamentari — 5001 — Camera dei Deputati XIV LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 19 LUGLIO 2002
ANGELA NAPOLI. — Al Ministro dell’interno, al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che: fin dal 1999 parlamentari di Alleanza Nazionale hanno presentato atti ispettivi per richiedere interventi adeguati al ripristino della legalita` , contro le infiltrazioni mafiose, presso amministrazione comunale di Isola delle Femmine; nonostante fin dal giugno del 2000, dopo particolari indagini, siano stati comprovati rapporti di parentela e di amicizia tra amministratori del comune in questione ed esponenti della criminalita` organizzata del luogo, il prefetto di Palermo non ha inteso disporre l’accesso previsto dal decreto ministeriale del 23 dicembre 1992; con lettera datata 13 settembre 2001 l’Associazione « Nuova Torre », rappresentata nel consiglio comunale di Isola delle Femmine, ha ribadito, al Ministro dell’interno pro-tempore le denunzie contenute nelle interrogazioni parlamentari presentate da altri deputati di Alleanza Nazionale, dando notizia di appoggi malavitosi profusi nei confronti dell’attuale sindaco durante le ultime elezioni amministrative del 24 giugno 2001; va ricordato che nella giunta comunale di quel comune c’e` stato, con delega ai lavori pubblici, il cognato di un noto personaggio arrestato con l’imputazione di associazione mafiosa nel contesto di una indagine volta a ricostruire la nuova mappa delle cosche palermitane; sembrerebbe che parenti dell’assessore in questione, poi dimessosi, e del presunto boss Pietro Bruno, individuato dagli inquirenti come capo zona di fiducia del boss superlatitante Bernardo Provenzano, dirigano presso il comune di Isola delle Femmine gli uffici anagrafe, elettorale, leva e segreteria, il che agevolerebbe l’assessore dimissionario ed il presunto boss mafioso ad acquisire ruoli preponderanti nella trattazione d’affari politiche edilizie; con lettera datata 8 gennaio 2002, il gruppo consiliare « Nuova Torre » di Isola delle Femmine ha segnalato al prefetto di Palermo l’omissione posta in essere dal sindaco del comune in ordine al rilascio dell’illegittima autorizzazione edilizia ex articolo 13, legge n. 47 del 1985, protocollo n. 827/Cc del 20 maggio 1999 (all’ex vice sindaco, oggi presidente del consiglio comunale) in assenza di N.O. della Soprintendenza ai beni culturali ed ambientali di Palermo ed il cui carteggio e` gia` in possesso della Prefettura; sempre il gruppo consiliare « Nuova Torre » con lettera datata 6 giugno 2002 ha ancora trasmesso, al prefetto di Palermo, il prospetto di n. 10 concessioni edilizie rilasciate, in costante violazione delle norme vigenti in materia, in favore di assessori, componenti o parenti dell’attuale maggioranza consiliare; al prospetto citato e` possibile evincere il rilascio della concessione edilizia n. 21 del 2001 del 14 maggio 2001 ai signori Puccio Rosaria Maria, Domenica e Salvatore, con istanza presentata, dal dichiarato procuratore Pomiero Giuseppe, e dalla concessione edilizia n. 13 del 2000 del 7 giugno 2000 alla signora Cataldo Rosaria, ma i relativi provvedimenti della Soprintendenza ai beni culturali ed ambientali e del Genio Civile sono intestati a Pomiero Giuseppe; i nomi di Pomiero Giuseppe, cosı` come quello del citato boss Pietro Bruno, risultano tra i soggetti economici ai quali e` stata effettuata la confisca di beni illeciti, il cui elenco generale e` stato allegato alla relazione della Commissione Parlamentare sul fenomeno della Mafia nella IX legislatura presentata alla Presidenza delle Camere il 16 aprile 1985 –: se, verificate le gravi notizie esposte dall’interrogante, non ritengano necessario ed urgente avviare le procedure per lo scioglimento del consiglio comunale di Isola delle Femmine. (4-03570)
XIV LEGISLATURA Ñ ALLEGATO B AI RESOCONTI Ñ SEDUTA DEL 10 APRILE 2002
LO PRESTI. Al Ministro dell’interno. Per sapere premesso che: nella scorsa legislatura e` stata presentata lÕinterrogazione 5-06839 del 13 ottobre 1999 con la quale si chiedeva quali iniziative il Ministero dellÕinterno intendesse adottare per garantire la legalita` e la trasparenza dellÕattivita` amministrativa del comune di Isola delle Femmine in provincia di Palermo, con specifico riferimento al pericolo di infiltrazioni nellÕambito della municipalita`; nessuna risposta e` mai pervenuta; le questioni denunciate con quell’ atto riguardavano la presenza della giunta comunale di Isola delle Femmine di un assessore, cognato di un presunto boss mafioso, tale Pietro Bruno, nei confronti del quale di recente la Corte dÕAppello di Palermo ha confermato la condanna penale (Giornale di Sicilia, del 16 marzo 2002); l’assessore in questione, ingegnere Rocco Raffa, si e` dimesso dopo l’arresto del cognato, ma risulta allÕinterrogante che continui ancora a frequentare il municipio; di recente il sindaco di Isola delle Femmine, Stefano Bologna, e` stato condannato a dieci mesi di reclusione per il reato dÕabuso d’ufficio (Giornale di Sicilia del 15 marzo 2002) : se, a seguito di fatti accaduti nel luglio del 1999 e di quelli verificatisi nel marzo del 2002 l’amministrazione dellÕinterno abbia svolto attivita` ispettive sul comune di Isola delle Femmine; quali iniziative intenda adottare il Ministro interrogato in merito alla condanna di primo grado, subita dal sindaco di Isola delle Femmine per garantire la legalita` e trasparenza dell’attivita` amministrativa del comune ed ovviare al pericolo di un aggravamento della crisi di credibilita` dell’istituzione locale e di infiltrazioni illecite nell’ambito della municipalita` . (4-02650)
OPERE ABUSIVE REALIZZATE SU UN’AREA RICADENTE NELLA FASCIA DI RISPETTO CIMITERIALE DELLA SIGNORA CATALDO LAURA.
Si tratta di costruzioni abusive ricadenti in area cimiteriale (pertanto non sanabile) per le quali, nonostante le risultanze dell’aerofotogrammetria, le quali escludono che le opere siano state realizzate prima del 1942, la Ditta aveva ottenuto la revoca del sequestro preventivo disposto dall’A.G.
Ordinanza 4 maggio 1996 il Giudice Montalbano Giacomo con cui si disponeva il dissequestro
Degli immobili.
L’esame comparato dello stralcio aerofotogrammetrico scala 1:200 effettuato il 31. ottobre 1992 con lo stralcio aerofotogrammetrico effettuato nel 1981 mette in luce che in entrambi i rilievi non risultano posizionate le costruzione in questione.
Ne consegue che il Giudice Montalbano Giacomo ha emesso l’ordinanza di dissequestro sulla scorta di dichiarazioni verosimilmente mendaci da parte della ditta alla quale vanno imputate le responsabilità di cui all’art 4 della legge n 15/68.
Le costruzioni non sono sanabili in quanto le stesse ricadono in area di rispetto cimiteriale, fascia di rispetto costiero e sede stradale; conseguentemente è applicabile la normativa ex L.R. n 7 del 29.2.80 e successiva circolare n 2dell’assessorato reg.le ter. Ambiente sulla inammissibilità della sanatoria e conseguentemente sul successivo rilascio della concessione edilizia.
La nota prot del maggio 1996 del Sindaco chiede “di conoscere se per le opere in questione sia stata presentata istanza di condono..” forse dimenticando o ignorando la nota del responsabile del procedimento 3581 del 1996 “la non sanabilità dlle opere di cui la ditta aveva presentato istanza di condono edilizio.

ISOLA Blitz dei Cc al Comune

SANATORIE EDILIZIE E ASSETTO URBANISTICO SEQUESTRATI ATTI

Isola delle Femmine I carabinieri della polizia giudiziaria, su mandato del sostituto procuratore Nicola Aiello, hanno sequestrato decine di fascicoli riguardanti sanatorie edilizie e assetto urbanistico.
Si è così arrivati ad una svolta, dopo un braccio di ferro tra l’amministrazione comunale del sindaco Stefano Bologna Stefano Bologna Stefano Bologna e il responsabile dell’ufficio sanatoria, architetto Giovanni Albert, a cui l’amministrazione comunale addebitava responsabilità in merito alla scarsa produttività dell’ufficio.
Albert ha risposto con un esposto inviato all’assessorato regionale Territorio, denunciando presunti interessi di amministratori comunale. L’ispettore inviato dalla Regione gli avrebbe dato ragione.
La vicenda di Isola è simile a quella di altre undici amministrazioni comunali, quasi tutte della fascia costiera, e su undici (7 dell’Ulivo e 4 del Polo) esisterebbero all’assessorato regionale documenti ispettivi dello stesso tenore, che riguardano soprattutto le zone di inedificabilità assoluta, dove da tempo si doveva procedere alle demolizioni.
Solo a Carini, che non è tra i comuni oggetto di ispezione, ci sono 571 fabbricati nella fascia dei 150 metri, e secondo il consigliere Nicastri (Ccd) sono tutti da demolire.
E non solo non si è fatto nulla, ma si sarebbe continuato a rilasciare certificati di destinazione urbanistica senza cenno alla situazione.
Della vicenda si è recentemente interessato a Palermo un convegno di notai, i quali hanno segnalato di avere effettuato tanti trasferimenti di proprietà che ora risultano nulli.
Enrico Somma “Las Sicilia”
1 giugno 1997