Bertolt Brecht  : “Chi non conosce
la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un
delinquente”


Non mi piace
pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da
digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi
perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle
persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..


“ Non c’è niente di più profondo di ciò
che appare in  superficie “


Pino Ciampolillo

venerdì, febbraio 02, 2007

COMITATI CITTADINI SICILIANI "RIFIUTI ZERO"




NO ALL’INCENERITORE
SI ALLA CORRETTA GESTIONE DEI RIFIUTI
L’attuale Presidente della Regione – Commissario Straordinario per l’emergenza rifiuti - ha previsto in Sicilia la costruzione di quattro grandi inceneritori-termovalorizzatori per trattare 2.400.000 tonnellate, pari al 100 per cento dei rifiuti prodotti in Sicilia;
Quasi un terzo di questi dovrebbe finire a Bellolampo, dove è previsto la costruzione di uno dei più grandi inceneritori d’Europa.

Nella stessa area dovrebbe anche sorgere una discarica per accogliere i rifiuti pericolosi prodotti dal processo d’incenerimento nell’impianto di Casteltermini.

Se prima avevamo solo una discarica, in futuro avremo l’impianto di incenerimento + una nuova discarica, più pericolosa della prima.
Ma che cos’è un termovalorizzatore?
Un termovalorizzatore è di fatto un inceneritore di rifiuti in grado di sfruttare il contenuto calorico dei rifiuti stessi per generare calore, riscaldare acqua ed infine produrre energia elettrica.Bruciare i rifiuti è superato in molti paesi
Negli U.S.A. dal 1998 non si costruiscono più inceneritori o termovalorizzatori, perché costosi e inquinanti.
La Germania ha una raccolta differenziata del 44% e non riesce più ad alimentare gli inceneritori costruiti. Li sta abbandonando ed importa rifiuti dalla Campania per alimentare correttamente quelli rimasti.
Bruciare i rifiuti comporta seri rischi sanitari
In un solo anno l’inceneritore di Bellolampo riverserebbe sulla città di Palermo e sulle aree limitrofe, con l’attuale dimensionamento e nel rispetto delle norme vigenti:
- circa 31.000 kg/a di polveri disperse contenenti sostanze tossiche;
- circa 546.000 t/a di fumi immessi in atmosfera contenenti fra l’altro diossine, furani, metalli pesanti come cadmio-piombo-mercurio, il famigerato PM10 e sostanze ancora poco conosciute come le nanoparticelle.

Non esiste nessun filtro in grado di portare a zero i valori di emissione di queste sostanze, che sono dannose per la salute e provocano in molti casi malformazione nei feti e cancro, come ampiamente dimostrato dalla letteratura medica.

Le diossine e i metalli pesanti non sono biodegradabili e che esse si accumulano negli organismi viventi entrando nella catena alimentare.

La diossina non viene metabolizzata dal fegato e, pertanto, rimane “per sempre” nel nostro corpo.

Solo le donne in stato interessante possono “liberarsene”, trasmettendone gran parte al feto e poi al lattante attraverso l’allattamento.

Il termine diossine indica un gruppo di sostanze chimiche che non si trova quasi mai in natura ma viene prodotto dalla combustione di molti materiali, in determinate condizioni.

La combustione dei rifiuti produce, inoltre, furani e PBC (poli-cloro-bifenili).
Queste sostanze sono tra i più potenti agenti cancerogeni e mutageni (malformazioni) mai sperimentati.E circa 200 su 365 giorni il vento soffia da ovest o sud-ovest, quindi porterebbe i fumi dell’inceneritore da Bellolampo sulla città di Palermo (!!!)Un grande rischio ambientale: i rifiuti speciali prodotti dall’incenerimento

Bruciando tre tonnellate di rifiuti viene prodotta 1 tonnellata di ceneri tossiche (per Bellolampo se ne prevedono 250 mila tonnellate.
Riceverà anche le scorie e le polveri provenienti dall’inceneritore di Casteltermini (AG):
sono circa altre 80.000 tonnellate ogni anno).
Queste scorie contengono centinaia di molecole tossiche tra cui cloro-diossine e metalli pesanti, che si accumulano nel suolo e contaminano le falde acquifere e le acque reflue, penetrando così nella catena alimentare (attraverso prodotti agricoli, carni, latte e derivati, pesce).
L’inceneritore di Bellolampo ha bisogno quindi di una discarica speciale per questo tipo di rifiuto. Le scorie delle polveri prodotte dall’inceneritore di Brescia sono depositate in miniere di salgemma in Germania, adatte per la loro stabilità geologica e sismica.
Bellolampo è invece un sito sismico e il suolo è altamente permeabile.
Le ubicazioni scelte per gli inceneritori daranno luogo a un ingiustificato e pericoloso tour dei rifiuti. Essi dovranno percorrere tappe, anche di oltre 100 km, dal luogo di produzione alla destinazione finale, intasando e quindi inquinando maggiormente, arterie già regolarmente trafficate, come ad esempio Via Leonardo Da Vinci.
E tu cittadino paghi …
I cittadini, in particolare quelli di Palermo, devono pagare:una tassa sui rifiuti perché possano essere bruciati una sovvenzione statale agli impianti di incenerimento perché solo in Italia il rifiuto è considerato fonte di energia rinnovabile la bolletta della luce e del riscaldamento che sono prodotti in parte dai loro rifiuti
Pagano infine perché tali impianti offrono minor occupazione rispetto ad un impianto di riciclaggio, accollandosi (i cittadini, non certo i politici) gravi conseguenze di salute per gli interessi di pochi.
A Palermo l’Amministrazione Comunale ha appena aumentato del 75% la tassa rifiuti per i cittadini; quasi tutte le amministrazioni comunali italiane sono passate dalla tassa alla tariffa, e grazie al combinato effetto positivo dell’incremento della raccolta differenziata, hanno potuto contenere il costo a carico del cittadino.
Palermo, come altri comuni siciliani, deve invece far pagare ai cittadini la realizzazione di una politica sui rifiuti miope dal punto di vista sociale, ambientale ed economico.
La scelta prevista è la più costosaperché gli inceneritori producono energia bruciando manufatti per la cui realizzazione è già stata spesa altra energia (in poche parole essi distruggono l’energia in essi contenuta per recuperarne una frazione irrisoria);
perché per rendere economica la loro gestione, è previsto un contributo statale per ogni kWh prodotto;
in Italia i rifiuti sono considerati fonte rinnovabile, come il vento (!).

Su una bolletta di un anno su un totale, per esempio, di 936 Euro si pagano 34 Euro (3,6% del totale) per finanziare le fonti rinnovabili italiane.

In realtà solo il 20% circa (meno di 7 Euro) va alle fonti rinnovabili.

I 27 Euro rimanenti pagano l’energia elettrica prodotta da impianti alimentati da fonti cosiddette “assimilate”.

E’ antieconomico perché oneroso per l’investimento iniziale e costoso per la gestione: infatti produce energia elettrica a prezzo tre volte superiore a quello di mercato: compensato dai sussidi pubblici, cioè dalle nostre bollette.
Anche se esistesse a impatto ambientale zero, un’opera con queste caratteristiche sarebbe bocciata già a livello di studio economico di fattibilità.
Nel resto del mondo si chiudono gli inceneritori per adottare sistemi ecologici che creano anche nuova occupazione: in Sicilia industriali italiani e politici siciliani costruiscono altri inceneritori.
Nessuna scelta di natura economica (come si può configurare il ricavo derivante dallo smaltimento dei rifiuti provenienti anche da altre parti d’Italia) può trovare giustificazione di sorta quando si mettono in gioco valori fondamentali della nostra civiltà come la tutela della salute, che è patrimonio di tutti noi.

Un altro piano rifiuti è possiblile

Vi sono Comuni in tutta Italia che hanno superato il 50% di raccolta differenziata ed in alcuni casi raggiunto e superato il 70%, in meno anni di quanti se ne impiegano per portare a regime un inceneritore.In Sicilia negli ultimi quattro anni siamo passati dal 2 al 5,7%.

Colpa dei cittadini?

Chiediamo che sia incentivata la raccolta differenziata fatta seriamente a cura dei Comuni e che la Regione (non solo con qualche manifesto sporadico e propagandistico) li aiuti a incrementarne l’efficienza.
I rifiuti sono una risorsa potenziale che deve essere riportata nel sistema economico. Riciclare e compostare i rifiuti è un approccio più sostenibile rispetto a quello dello smaltimento, può ridurre i costi di gestione e creare posti di lavoro.
Inoltre, fino a quando l'incenerimento sarà considerato come una soluzione alla crisi dei rifiuti, l'industria non sarà spinta verso la progettazione e la produzione di beni di consumo che non contengano sostanze chimiche tossiche.
I rifiuti potrebbero essere riutilizzati, riciclati e compostati in condizioni di sicurezza garantendo in tal modo una soluzione sostenibile ad un problema globale, in linea con una visione progressiva di una società che produca Zero Rifiuti.
Un’altra politica è possibileAd esempio San Francisco, nel 2003 ha aderito al programma Zero Rifiuti e nel 2006 arriverà al 75% di raccolta differenziata (e già è ampiamente sulla buona strada), entro i prossimi 10 anni raggiungerà l’obiettivo “rifiuti zero”.

Ma quanto sopra, già avviene in Europa e in buona parte del nord Italia.
La “strategia “rifiuti zero” è basata sulla raccolta differenziata spinta e sulla riduzione degli imballaggi.
Come detto è già presente nel nord Italia: es. provincia di Treviso dove si raggiunge il 70,01 % nei 22 comuni gestiti dal consorzio PRIULA; es. Asti con il 74% di raccolta differenziata; es. Torino e provincia con tutta una serie di valori superiori al 70% con punte dell’80%, valori raggiunti nell’arco di 2-3 anni.

Tali esperienze hanno dimostrato che per arrivare a questi risultati non è un problema di colore politico (a Treviso domina la Lega, mentre Asti ha un sindaco di Rifondazione Comunista) ma di scelte intelligenti e di volontà politica.

La “ Rete per la difesa dei Beni Comuni ” si propone l'obbiettivo primario di coinvolgere il maggior numero di cittadini interessati al tema della difesa dei Beni Comuni e della tutela dell’ambiente e della salute e ad un corretta soluzione dei problemi riguardanti il territorio e lo sviluppo della città.

Vieni alle nostre riunioni al Centro Arrupe, via Franz Lehar, 6 di lunedì alle ore 18.30 (05.02.07 tema rifiuti/inceneritore, 12.02.07 sul tema Acqua in Comune e così a seguire)

Visita il nostro sito http://www.benicomuni.net/.

Iscriviti alla nostra mailing list. Così puoi tenerti informato su manifestazioni, conferenze, eventi, ricevere informazioni e/o dare una mano.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Carissimi,
ieri ha avuto luogo a Palermo, la conferenza stampa voluta dal Coordinamento Comitati Cittadini Regione Sicilia, relativamente alla questione trasferimento Dottor Genchi, potete averne notizie dettagliate collegandovi a: http://www.telejato.it/ Era presente l'on.le Rita Borsellino e altri parlamentari ARS.
Sempre relativamente alla questione Genchi - in maniera bordata - riporto una nota del Sindacato CGIL Sicilia - Funsione Pubblica e il comunicato stampa del deputato ragionale dell'Sdi Turi La Manna.

NEL FRATTEMPO
Corrado, (un'amico della mia lista) rappresentando il pensiero di tutti e relativamente ai fatti, scrive:
"FRA MASSIMO 11 MESI (FORSE ANKE MENO) IL MAXI-INCENERITORE DI CAMPOFRANCO SARA' PRONTO, NON DICO KE BRUCIERA' SUBITO I RIFIUTI MA SARA' "BELLO PRONTO", I LAVORI CONTINUANO INCESSANTEMENTE E NON SI SONO MAI FERMATI.
QUESTI SONO I "FATTI" AGLI OCCHI DI TUTTI, PURTROPPO.
NON ARRENDIAMOCI!"

NEL FRATTEMPO
Angelo Palmieri del WWF Sicilia (vedi allegato) scrive:
"PIANO RIFIUTI SICILIA

Alla luce della Conferenza stampa di stamattina al Palazzo dei Normanni mi sembra opportuno darvi alcune informazioni sull’attuale stato del Piano Rifiuti in Sicilia.

Dopo gli annunci alla fine della Conferenza dei servizi del 22 novembre a Roma non vi è stato alcun atto concreto che ne disciplinasse i contenuti, ma come ha detto Genchi tutto è rimasto come prima Cioè le imprese hanno le autorizzazioni a costruire e nessun atto è intervenuto a sospendere le attività. Sembra che ciò sia dovuto ad una presa di posizione del Ministero della salute (Livia Turco). Ad oggi si sta lavorando alacremente A Bellolampo, Casteltermini e Augusta. A Paternò si è ancora fermi.

Alle imprese doveva essere sospesa l’autorizzazione alle emissioni in atmosfera e rilasciata l’Autorizzazione Integrata Ambientale AIA, che stando alle dichiarazioni del ministro dell’Ambiente Pecoraio Scanio doveva essere rilasciata dal Ministero ( il periodo di 60 giorni si riferiva ai giorni che il Ministero si sarebbe presi per il rilascio dell’autorizzazione dopo la presentazione dei documenti da parte delle imprese e quindi la sospensione doveva essere ben più di 60 giorni). Ma il Servizio 3 dell’Assessorato si è già incontrato con l’impresa che sta costruendo i tre inceneritori richiamati per stabilire le modalità per il rilascio dell’AIA. E infatti ad oggi il rilascio dell’AIA, senza un atto del governo nazionale, spetta all’ufficio suddetto della Regione.

In tale ottica si deve leggere la rimozione del dott. Genchi.

Tutto quanto è successo in questi giorni fa sospettare che a Roma si sia trovato un accordo fra i diversi protagonisti e che sapremo tutto solo fra molti mesi, quando si saranno concluse le conferenze dei servizi per il rilascio dell’AIA ai quattro sistemi integrati previsti.

Angelo Palmieri

Palermo 17 gennaio 2007"



A QUESTO PUNTO, QUALCHE CONSIDERAZIONE:

- E' POSSIBILE CHE DEGLI ATTESTATI DI STIMA E SOSTEGNO A GENCHI E DELLE RELATIVE INTERRAGAZIONI PARLAMENTARI, IL GOVERNO REGIONALE SE NE F... è lo stesso Governo che ha trattato a pesci in faccia il Parlamento Regionale, sulla mozione rigassificatori.

- IL GOVERNO NAZIONALE, PRODUCE IL VUOTO DEGLI ANNUNCI E DELLE INUTILI PROMESSE, ED E' INCAPACE DI AGIRE ANCHE IN PRESENZA DI ATTI CHE DICHIARA ILLEGGITTIMI, figuriamoci per l'ordinaria amministrazione, quale sarebbe l'autorizzazione AIA.



A QUESTO PUNTO, UNA DOMANDA CHE CIASCUNO DOVREBBE GRIDARE AI VARI RESPONSABILI, A QUALSIASI TITOLO, DELLA SALUTE E DEL FUTURO DEI SICILIANI:

- CREDETE VERAMENTE DI POTERCI PRENDERE IN GIRO???



A QUESTO PUNTO, UNA ESORTAZIONE A TUTTI I FRATELLI DI LOTTA:

- LE COSE CHE ANDIAMO FACENDO, SONO COSE BUONE MA INSUFFICIENTI !!! PERCHE' IL TEMPO CHE ABBIAMO E' POCO E L'AVVERSARIO E' FORTE !!!

MOBILITIAMOCI PER UNA AZIONE FORTE!!! CHE CI COINVOLGA TUTTI E CHE TERMINI, SOLTANTO DOPO CHE AVREMO VINTO !!!

Gradirei di conoscere il vostro pensiero, ma soprattutto di sapere che, chi è nelle condizioni di fare propone fatti risolutivi.
Un salutone
Angelo Gallo

"Se vuoi far crescere questa lista INCENERITORI, segnala ai tuoi amici il mio indirizzo: angelo.g3@alice.it per CHIEDERNE L'ISCRIZIONE."

"In qualunque momento è possibile chiedere la cancellazione da questa mailing list. E' sufficiente inviare una mail con oggetto: ”RIMOZIONE".

"I messaggi in uscita sono controllati da antivirus.”


Fp Cgil Sicilia, Più trasparenza in riorganizzazione Dipartimento regionale Territorio ed Ambiente

Palermo, 16 gennaio 2007 - "Maggiore trasparenza per quel che riguarda i criteri che stanno ispirando l’ennesima riorganizzazione del Dipartimento regionale territorio ed Ambiente ’Tutela dall’inquinamento atmosferico’. La Fp Cgil Sicilia ritiene che la pubblica amministrazione debba essere a esclusivo servizio dei cittadini e dei loro diritti e che la rotazione dei dipendenti e dei dirigenti pubblici non possa prescindere dalle professionalità già acquisite a servizio del pubblico interesse". Lo scrive in una nota la segreteria regionale della Funzione pubblica della Cgil siciliana.



COMUNICATO STAMPA

La Manna: "Genchi trasferito perché avversa i termovalorizzatori!"

"L’ingegnere Gioacchino Genchi è stato rimosso dal suo incarico di capostruttura per la valutazione dell’impatto ambientale - dichiara il deputato regionale Sdi Turi La Manna - perché si è, giustamente, schierato contro la costruzione in Sicilia dei megainceneritori che c’è chi si ostina a chiamare termovalorizzatori e li spaccia quale rimedio perfetto per produrre energia rinnovabile… Inganno, non fosse altro perché, al netto del dato sul forte inquinamento che essi produrrebbero, si evita di dire che, per bruciare i rifiuti, si dovrebbe spendere una abnorme quantità di energia: in misura superiore a quella ricavata. Quindi, un processo assolutamente svantaggioso". "Le altissime temperature degli inceneritori di ultima generazione - continua il medico-deputato di Paternò in forza a Uniti per la Sicilia all’Ars - introdurrebbero, fra l’altro, enormi quantità di polveri finissime nell’atmosfera con un rischio per la salute di gran lunga più alto e più grave di quello costituito dalle ben note polveri granulari PM10. I cosiddetti termovalorizzatori immetterebbero, comunque, nell’aria milioni di metri cubi quotidiani di fumi con le polveri fini PM2,5 accanto alle stesse PM10. Le PM2,5 sono costituite da nanoparticelle di metalli pesanti, idrocarburi, benzene, diossina (ricordiamo Seveso?). Tutti veleni estremamente persistenti e accumulabili negli organismi viventi! I danni per la popolazione? Immaginabili: dal cancro della pelle, ai tumori vari, dalle allergie gravi alle malformazioni fetali" "E, a parte quello che immetterebbero nell’atmosfera - insiste La Manna - c’è da rimarcare che quasi i due terzi di quanto bruciato rimarrebbe come rifiuto solido; e, proprio perché bruciato ad altissime temperature, sarebbe un rifiuto speciale pericoloso da stoccare: trovare altre aree per discariche speciali è forse conveniente? Solo per chi ci vede il business e non pensa affatto alle conseguenze" conclude il deputato che rinnova il proprio apprezzamento per "l’onestà mentale del signor Genchi" e annuncia la presentazione di una interpellanza parlamentare con i caratteri dell’urgenza.

palermo, 16.1.’07 l’ufficio stampa