Bertolt Brecht  : “Chi non conosce
la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un
delinquente”


Non mi piace
pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da
digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi
perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle
persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..


“ Non c’è niente di più profondo di ciò
che appare in  superficie “


Pino Ciampolillo

domenica, aprile 29, 2007

'PRESSIONI SU MIA MOGLIE'

'PRESSIONI SU MIA MOGLIE'



PALERMO - "Il capitano De Donno non fece pressioni soltanto su di me per farmi accusare il procuratore aggiunto Guido Lo Forte ma anche sui miei familiari, mia moglie e mio figli furono sollecitati, a convincermi ad accusare il magistrato". Angelo Siino, a 'riscontro' delle sue accuse contro il capitano del Ros De Donno, ha riferito ai magistrati che anche sua moglie, Elena Bertolino ed i suoi due figli, furono contattati dall' ufficiale del Ros per convincerlo a "parlare" di Guido Lo Forte. Una versione che è stata confermata dalla stessa moglie interrogata ieri mattina con il figlio dai procuratori palermitani. E 'prove documentali' su queste pressioni ai familiari dell' ex 'ministro dei Lavori pubblici' di Cosa Nostra, sarebbero state trovate dai sostituti di Caselli che hanno avviato un' indagine su presunte 'irregolarità' che sarebbero state compiute da ufficiali del Reparto Operativo Speciale del carabinieri. Siino ha sostenuto che le 'pressioni' dell' ufficiale del Ros sarebbero avvenute in quattro occasioni, anche durante alcuni suoi incontri con i familiari avvenuti sia in carcere, sia quando si trovava agli arrestati domiciliari. Una versione, quella di Siino, che viene smentita dal capitano De Donno che ai magistrati di Caltanissetta ha rivelato che fu proprio il pentito, allora 'confidente' , a fargli i nomi di alcuni magistrati, tra cui quello di Lo Forte. Ma Siino, com' è stato anticipato da Repubblica, nell' interrogatorio di due giorni fa ha ribadito la sua versione: "De Donno voleva farmi accusare Lo Forte".
Intanto ieri, per tutta la giornata, Angelo Siino, è stato interrogato nuovamente dal procuratore della Repubblica Gian Carlo Caselli e dai suoi sostituti, Gioacchino Natoli, Maurizio De Lucia, Michele Prestipino e Roberto Scarpinato e messo a confronto con l' ex pentito Balduccio Di Maggio. Nell' interrogatorio e nel confronto è emerso che i due (quando Siino era agli arresti domiciliari e Di Maggio ufficialmente 'pentito' ) si erano attivati per rimettere in piedi un nuovo 'sistema' per continuare a gestire gli appalti pubblici, tentando di ricostituire nuovi 'contatti' con politici ed imprenditori. Siino avrebbe precisato alcuni particolari relativi alle indagini sugli appalti che sarebbero stati gestiti in prima persona dal pentito quando 'rappresentava' il capo di Cosa Nostra Totò Riina. Appalti di cui si sarebbe occupato anche quand' era agli arresti domiciliari nella sua abitazione di via Libertà a Palermo, dove in più occasioni si sarebbe incontrato con il pentito Balduccio Di Maggio, 'testimone' del presunto incontro tra Totò Riina ed il senatore Giulio Andreotti e recentemente arrestato con l' accusa di avere compiuti alcuni omicidi a San Giuseppe Jato. Ed è stato proprio Di Maggio, dopo il suo arresto, a riferire ai magistrati di essersi più volte incontrato con Siino a casa sua per parlare di 'affari' .
Le dichiarazioni dei due, su questi incontri, non sarebbero però molto concordanti, ed è stato per questo motivo che Siino e Di Maggio ieri sono stati messi a confronto alla presenza dei rispettivi difensori, Alfredo Galasso ed Ennio Tinaglia.

Francesco Viviano
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1997/11/08/pressioni-su-mia-moglie.html
ALFANO ANGELINO CORRIERE DELLA SERA 12 05 08 PIU' ROSSO D'ITALIA DIRETTA DAL PROF ALFREDO GALASSO DIFENSORE DELLA BERTOLINO COGNATA DI SINO CUGINA DI AGUECI SOMMA ENRICO
ELENA BERTOLINO GIOVANNI FIANDANCA AGUECI PRESIDENTE ISTITUTO REGIONALE PER LA VITE E DEL VINO PROFESSOR MESSINA ARENA RICCARDO VINCENZO LEONE AMMINISTRATORE BENI SIINO VINCENZO BONOMO FRANCESCO INGARGIOLA PALAZZOLO ALFANO ANGELINO AGLIASTRO MIRELLA MADONIA SOMMA ENRICO 984 RIVELAZIONI BUSCETTA MANDATI DI CATTURA 1984 FIRMATI DA FALCONE CAPONNETTO GUARNOTTA DI LELLO ARCHIVIO L'ORA

BERTOLINO GIUSEPPE 04 02 1902  FU GASPARE 323 194 FALCONE BORSELLINO GUARNOTTA CAPONNETTO DI LELLO MANDATI DI CATTURA TRIBUNALE DI PALERMO BRUNO FRANCESCO DI ANTONINO 27 05 51 LATITANTE FICARRA GIUSEPPE FU NICOLO' 24 07 21 VIA MATTEOTTI 8 ISOLA DELLE FEMMINE LO IACONO PIETRO 19 08 27 LOTTIZZAZIONE LO BIANCO DELIBERAZIONE CONSIGLIO COMUNALE ISOLA DELLE FEMMINE N 3 28 GENNAIO 2003 ARCH GIAMBRUNO UTC PIANO DI LOTTIZZAZIONE REDATTO DALL'ING PIETRO RISO E DAL GEOM LUCIDO ANTONINO SINDACO STEFANO BOLOGNA http://isoladellefemminepulita.blogspot.it/2011/10/isola-delle-femmine-lottizzazione-lo.html



1984 1. Mafiosi - MANDATI DI CATTURA  - 1984 FIRMATI DA FALCONE CAPONNETTO GUARNOTTA DI  LELLO 

BLITZ DI S. MICHELE. Foto. Emessi 366 ordini di cattura per le rivelazioni rese da Tommaso Buscetta. 29-9-1984. 
FRANCESCO BRUNO di Antonino NATO A ISOLA DELLE FEMMINE 27 05 1951 LATITANTE figlio di Alimena Provvidenza 05 09 1929 e di Antonino Bruno 13 06 1919 


Alimena Provvidenza. 05 09 1929 residente in Isola delle Femmine, via Volta n.6. Bruno Antonino 13 06 1919  marito della Alimena dichiarava che detta auto era stata prelevata il mattino del ottobre dal figlio Bruno Francesco.

6 ritagli di giornale con le immagini di alcuni degli arrestati, 4 fotografie, 3 documenti cartacei (mappa -firmata Donarelli- delle famiglie mafiose di Palermo, in triplice copia). Un ritaglio di giornale adeso alla busta.

BERTOLINO GIUSEPPE 04 02 1902 FU GASPARE 323 194 FALCONE BORSELLINO GUAROTTA CAPONNETTO DI LELLO MANDATI DI CATTURA TRIBUNALE DI PALERMO BRUNO FRANCESCO DI ANTONINO 27 05 51 LATITANTE FICARRA GIUSEPPE fonte archivio L'ORA 






AGUECI,ALIMENA PROVVIDENZA, Bertolino, BERTOLINO ELENA,BOLOGNA, BORSELLINO, Bruno Francesco, BRUNO ANTONINO, Caponnetto, DI LELLO, Enea, Falcone, FICARRA, GUARNOTTA,LEONE,LO IACONO, LUCIDO, RISO, SIINO, SOMMA ENRICO,

mercoledì, aprile 11, 2007

LA REGIONE SICILIA DIFFIDA LA ITALCEMENTI

L'ASSESSORATO TERRITORIO ED AMBIENTE DELLA REGIONE SICILIA DIFFIDA LA ITALCEMENTI





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ed inoltre ...............
°viene utilizzato petcoke quale combustibile di alimentazione del Molino Crudo 3 (P.E. E14) e del forno 3 (P.E. E35);
°il petcoke viene trasportato trimestralmente dal porto di Palermo, stoccato nelle ex cava Raffo Rosso, trasportato con automezzi al capannone materie prime macinato (P.E. E21) e stoccato in sili (P.E. E. 12 E22, E23) prima dell’uso come combustibile;
°la Ditta, su richiesta, non ha indicato i combustibili autorizzati, né la data di inizio impiego del petcoke;
°la natura del petcoke non compare nei rapporti di rpova relativi alle misure periodiche delle emissioni in atmosfera effettuate dalla Ditta;
°le modalità di gestione del petcoke non sono citate nei decreti autorizzativi e non sono descritte nelle relazioni annuali prodotte dalla Ditta sul contenimento delle emissioni diffuse;
°contrariamente a quanto prescritto nelle autorizzazioni concesse, il punto di emisione E50 non è dotato dei misuratori in continuo di ossigeno, ossidi di azoto e ossidi di zolfo;
°contrariamente a quanto riportato negli elaborati progettuali ed approvato con il citato D.A. n 292, il molino cotto 3 (P.E. E50) non funziona a caldo ma a freddo ed il fornello è flagellato;
°la Ditta effettua attività di recupero di rifiuti di cui non viene data alcuna evidenza nelle relazioni analitiche relative ai punti di emissione;
°all’interno del capannone materie prime (petcoke,clinker,argilla, perlite, gesso, sabbia, calcare) (adiacenze P.E. E43 ed E45) permane lo stoccaggio e movimentazione a mezzo di gru a ponte di materiale polverulento, con produzione di emissioni diffuse;
°non è stata autorizzata alcuna modifica del ciclo produttivo rispetto a quello autorizzato con i citati decreti assessoriali.............................continua


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ITALCEMENTI VIA DELLE CEMENTERIE ISOLA DELLE FEMMINE

ITALCEMENTI BY NIGHT






LE EMISSIONI NOTTURNE SONO FORSE PIU'..........................


Non attendere un minuto in più telefona: Italcementi 091/8679111; A.R.P.A. 091/7077110-0917033509; Comune di Isola delle Femmine 0918617111;Carabinieri Nucleo Operativo Ecologico 0916788076

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giovedì, aprile 05, 2007

INTERROGAZIONE PARLAMENTARI FUNDARO'




INTERROGAZIONE PARLAMENTARE FUNDARO'





Interrogazione a risposta scritta, al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.



Per sapere, premesso che,

Sul territorio del Comune di Isola Delle Femmine (PA) hanno sede diversi impianti produttivi connessi alle attività di funzionamento della società Italcementi Spa;

Da tempo la società Italcementi di Isola delle Femmine è al centro di numerose ed accese polemiche vertenti sulla pericolosità sanitaria ed ambientale che i processi produttivi degli impianti rappresentano per il territorio;

I maggiori rischi per la salute umana e per l’integrità ambientale dell’area in cui sorgono gli impianti della società, derivano principalmente dall’incontrollato utilizzo e smaltimento dei residui di produzione, quali il petcoke, sostanza altamente cancerogena, per la quale la società avrebbe il permesso per il deposito, ma non di utilizzare;

Denunce effettuate dalle autorità ambientali competenti dimostrerebbero che la società utilizzi come combustibile ma senza autorizzazione il petcoke detenuto, producendo emissioni diffuse di tale composto;

Risulterebbe certo che la società in oggetto non solo faccia uso energetico del petcoke senza averne i permessi previsti dalle relative norme ambientali, in particolare del decreto legislativo n. 152/2006, ma anche che essa non ottemperi alle condizioni di sicurezza dell’impianto, ne ai necessari aggiornamenti del sistema di filtraggio e depurazione delle emissioni di produzione;

Già in passato anche un Comitato Cittadino, denominato "Isola Pulita" aveva esplicitamente evidenziato il fattore di rischio per salute cittadina, rappresentato dagli impianti della Italcementi e aveva ammonito le autorità pubbliche competenti a vigilare sulla situazione di pericolo sanitario ed ambientale, allo scopo chiedendo anche che fossero effettuati accertamenti volti a conoscere i possibili danni ambientali che la Italcementi nell’esercizio della sua attività produttiva abbia eventualmente potuto arrecare al territorio alle acque e alle persone di Isola -:

se non intenda urgentemente attivare le opportune iniziative, se del caso anche utilizzando le competenti autorità di controllo e di repressione, volte ad accertare l’eventuale grado di pericolosità per la salute umana e per l’ambiente rappresentato dalle attività di produzione della Italcementi di Isola delle Femmine ed in caso di riscontro positivo, provvedere affinché si pervenga al ripristino della sicurezza e dell’innocuità allo scopo prescritti.

on. Massimo Fundarò
VERDI



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