Bertolt Brecht  : “Chi non conosce
la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un
delinquente”


Non mi piace
pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da
digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi
perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle
persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..


“ Non c’è niente di più profondo di ciò
che appare in  superficie “


Pino Ciampolillo

domenica, aprile 29, 2007

'PRESSIONI SU MIA MOGLIE'

'PRESSIONI SU MIA MOGLIE'



PALERMO - "Il capitano De Donno non fece pressioni soltanto su di me per farmi accusare il procuratore aggiunto Guido Lo Forte ma anche sui miei familiari, mia moglie e mio figli furono sollecitati, a convincermi ad accusare il magistrato". Angelo Siino, a 'riscontro' delle sue accuse contro il capitano del Ros De Donno, ha riferito ai magistrati che anche sua moglie, Elena Bertolino ed i suoi due figli, furono contattati dall' ufficiale del Ros per convincerlo a "parlare" di Guido Lo Forte. Una versione che è stata confermata dalla stessa moglie interrogata ieri mattina con il figlio dai procuratori palermitani. E 'prove documentali' su queste pressioni ai familiari dell' ex 'ministro dei Lavori pubblici' di Cosa Nostra, sarebbero state trovate dai sostituti di Caselli che hanno avviato un' indagine su presunte 'irregolarità' che sarebbero state compiute da ufficiali del Reparto Operativo Speciale del carabinieri. Siino ha sostenuto che le 'pressioni' dell' ufficiale del Ros sarebbero avvenute in quattro occasioni, anche durante alcuni suoi incontri con i familiari avvenuti sia in carcere, sia quando si trovava agli arrestati domiciliari. Una versione, quella di Siino, che viene smentita dal capitano De Donno che ai magistrati di Caltanissetta ha rivelato che fu proprio il pentito, allora 'confidente' , a fargli i nomi di alcuni magistrati, tra cui quello di Lo Forte. Ma Siino, com' è stato anticipato da Repubblica, nell' interrogatorio di due giorni fa ha ribadito la sua versione: "De Donno voleva farmi accusare Lo Forte".
Intanto ieri, per tutta la giornata, Angelo Siino, è stato interrogato nuovamente dal procuratore della Repubblica Gian Carlo Caselli e dai suoi sostituti, Gioacchino Natoli, Maurizio De Lucia, Michele Prestipino e Roberto Scarpinato e messo a confronto con l' ex pentito Balduccio Di Maggio. Nell' interrogatorio e nel confronto è emerso che i due (quando Siino era agli arresti domiciliari e Di Maggio ufficialmente 'pentito' ) si erano attivati per rimettere in piedi un nuovo 'sistema' per continuare a gestire gli appalti pubblici, tentando di ricostituire nuovi 'contatti' con politici ed imprenditori. Siino avrebbe precisato alcuni particolari relativi alle indagini sugli appalti che sarebbero stati gestiti in prima persona dal pentito quando 'rappresentava' il capo di Cosa Nostra Totò Riina. Appalti di cui si sarebbe occupato anche quand' era agli arresti domiciliari nella sua abitazione di via Libertà a Palermo, dove in più occasioni si sarebbe incontrato con il pentito Balduccio Di Maggio, 'testimone' del presunto incontro tra Totò Riina ed il senatore Giulio Andreotti e recentemente arrestato con l' accusa di avere compiuti alcuni omicidi a San Giuseppe Jato. Ed è stato proprio Di Maggio, dopo il suo arresto, a riferire ai magistrati di essersi più volte incontrato con Siino a casa sua per parlare di 'affari' .
Le dichiarazioni dei due, su questi incontri, non sarebbero però molto concordanti, ed è stato per questo motivo che Siino e Di Maggio ieri sono stati messi a confronto alla presenza dei rispettivi difensori, Alfredo Galasso ed Ennio Tinaglia.

Francesco Viviano
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1997/11/08/pressioni-su-mia-moglie.html
ALFANO ANGELINO CORRIERE DELLA SERA 12 05 08 PIU' ROSSO D'ITALIA DIRETTA DAL PROF ALFREDO GALASSO DIFENSORE DELLA BERTOLINO COGNATA DI SINO CUGINA DI AGUECI SOMMA ENRICO
ELENA BERTOLINO GIOVANNI FIANDANCA AGUECI PRESIDENTE ISTITUTO REGIONALE PER LA VITE E DEL VINO PROFESSOR MESSINA ARENA RICCARDO VINCENZO LEONE AMMINISTRATORE BENI SIINO VINCENZO BONOMO FRANCESCO INGARGIOLA PALAZZOLO ALFANO ANGELINO AGLIASTRO MIRELLA MADONIA SOMMA ENRICO 984 RIVELAZIONI BUSCETTA MANDATI DI CATTURA 1984 FIRMATI DA FALCONE CAPONNETTO GUARNOTTA DI LELLO ARCHIVIO L'ORA

BERTOLINO GIUSEPPE 04 02 1902  FU GASPARE 323 194 FALCONE BORSELLINO GUARNOTTA CAPONNETTO DI LELLO MANDATI DI CATTURA TRIBUNALE DI PALERMO BRUNO FRANCESCO DI ANTONINO 27 05 51 LATITANTE FICARRA GIUSEPPE FU NICOLO' 24 07 21 VIA MATTEOTTI 8 ISOLA DELLE FEMMINE LO IACONO PIETRO 19 08 27 LOTTIZZAZIONE LO BIANCO DELIBERAZIONE CONSIGLIO COMUNALE ISOLA DELLE FEMMINE N 3 28 GENNAIO 2003 ARCH GIAMBRUNO UTC PIANO DI LOTTIZZAZIONE REDATTO DALL'ING PIETRO RISO E DAL GEOM LUCIDO ANTONINO SINDACO STEFANO BOLOGNA http://isoladellefemminepulita.blogspot.it/2011/10/isola-delle-femmine-lottizzazione-lo.html



1984 1. Mafiosi - MANDATI DI CATTURA  - 1984 FIRMATI DA FALCONE CAPONNETTO GUARNOTTA DI  LELLO 

BLITZ DI S. MICHELE. Foto. Emessi 366 ordini di cattura per le rivelazioni rese da Tommaso Buscetta. 29-9-1984. 
FRANCESCO BRUNO di Antonino NATO A ISOLA DELLE FEMMINE 27 05 1951 LATITANTE figlio di Alimena Provvidenza 05 09 1929 e di Antonino Bruno 13 06 1919 


Alimena Provvidenza. 05 09 1929 residente in Isola delle Femmine, via Volta n.6. Bruno Antonino 13 06 1919  marito della Alimena dichiarava che detta auto era stata prelevata il mattino del ottobre dal figlio Bruno Francesco.

6 ritagli di giornale con le immagini di alcuni degli arrestati, 4 fotografie, 3 documenti cartacei (mappa -firmata Donarelli- delle famiglie mafiose di Palermo, in triplice copia). Un ritaglio di giornale adeso alla busta.

BERTOLINO GIUSEPPE 04 02 1902 FU GASPARE 323 194 FALCONE BORSELLINO GUAROTTA CAPONNETTO DI LELLO MANDATI DI CATTURA TRIBUNALE DI PALERMO BRUNO FRANCESCO DI ANTONINO 27 05 51 LATITANTE FICARRA GIUSEPPE fonte archivio L'ORA 






AGUECI,ALIMENA PROVVIDENZA, Bertolino, BERTOLINO ELENA,BOLOGNA, BORSELLINO, Bruno Francesco, BRUNO ANTONINO, Caponnetto, DI LELLO, Enea, Falcone, FICARRA, GUARNOTTA,LEONE,LO IACONO, LUCIDO, RISO, SIINO, SOMMA ENRICO,

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Palermo l’omissione posta in essere dal
sindaco del comune in ordine al rilascio
dell’illegittima autorizzazione edilizia ex
articolo 13, legge n. 47 del 1985, protocollo
n. 827/Cc del 20 maggio 1999 (all’ex
vice sindaco, oggi presidente del consiglio
comunale) in assenza di N.O. della Soprintendenza
ai beni culturali ed ambientali
di Palermo ed il cui carteggio e` gia` in
possesso della Prefettura;
sempre il gruppo consiliare « Nuova
Torre » con lettera datata 6 giugno 2002
ha ancora trasmesso, al prefetto di Palermo,
il prospetto di n. 10 concessioni
edilizie rilasciate, in costante violazione
delle norme vigenti in materia, in favore di
assessori, componenti o parenti dell’attuale
maggioranza consiliare;
al prospetto citato e` possibile evincere
il rilascio della concessione edilizia
n. 21 del 2001 del 14 maggio 2001 ai
signori Puccio Rosaria Maria, Domenica e
Salvatore, con istanza presentata, dal dichiarato
procuratore Pomiero Giuseppe, e
dalla concessione edilizia n. 13 del 2000
del 7 giugno 2000 alla signora Cataldo
Rosaria, ma i relativi provvedimenti della
Soprintendenza ai beni culturali ed ambientali
e del Genio Civile sono intestati a
Pomiero Giuseppe;
Atti Parlamentari — 5001 — Camera dei Deputati
XIV LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 19 LUGLIO 2002
i nomi di Pomiero Giuseppe, cosı`
come quello del citato boss Pietro Bruno,
risultano tra i soggetti economici ai quali
e` stata effettuata la confisca di beni illeciti,
il cui elenco generale e` stato allegato alla
relazione della Commissione Parlamentare
sul fenomeno della Mafia nella IX legislatura
presentata alla Presidenza delle Camere
il 16 aprile 1985 –:
se, verificate le gravi notizie esposte
dall’interrogante, non ritengano necessario
ed urgente avviare le procedure per lo
scioglimento del consiglio comunale di
Isola delle Femmine.

Anonimo ha detto...

Palermo l’omissione posta in essere dal
sindaco del comune in ordine al rilascio
dell’illegittima autorizzazione edilizia ex
articolo 13, legge n. 47 del 1985, protocollo
n. 827/Cc del 20 maggio 1999 (all’ex
vice sindaco, oggi presidente del consiglio
comunale) in assenza di N.O. della Soprintendenza
ai beni culturali ed ambientali
di Palermo ed il cui carteggio e` gia` in
possesso della Prefettura;
sempre il gruppo consiliare « Nuova
Torre » con lettera datata 6 giugno 2002
ha ancora trasmesso, al prefetto di Palermo,
il prospetto di n. 10 concessioni
edilizie rilasciate, in costante violazione
delle norme vigenti in materia, in favore di
assessori, componenti o parenti dell’attuale
maggioranza consiliare;
al prospetto citato e` possibile evincere
il rilascio della concessione edilizia
n. 21 del 2001 del 14 maggio 2001 ai
signori Puccio Rosaria Maria, Domenica e
Salvatore, con istanza presentata, dal dichiarato
procuratore Pomiero Giuseppe, e
dalla concessione edilizia n. 13 del 2000
del 7 giugno 2000 alla signora Cataldo
Rosaria, ma i relativi provvedimenti della
Soprintendenza ai beni culturali ed ambientali
e del Genio Civile sono intestati a
Pomiero Giuseppe;
Atti Parlamentari — 5001 — Camera dei Deputati
XIV LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 19 LUGLIO 2002
i nomi di Pomiero Giuseppe, cosı`
come quello del citato boss Pietro Bruno,
risultano tra i soggetti economici ai quali
e` stata effettuata la confisca di beni illeciti,
il cui elenco generale e` stato allegato alla
relazione della Commissione Parlamentare
sul fenomeno della Mafia nella IX legislatura
presentata alla Presidenza delle Camere
il 16 aprile 1985 –:
se, verificate le gravi notizie esposte
dall’interrogante, non ritengano necessario
ed urgente avviare le procedure per lo
scioglimento del consiglio comunale di
Isola delle Femmine.

Una vergognosa rappresaglia

L’Azienda Ospedaliera di Careggi non si è smentita: Massimo Geri, delegato RSU del Cobas Sanità, deve pagare per aver denunciato la malasanità di questo Ospedale. Una punizione dura con ben 6 mesi di sospensione dal lavoro senza retribuzione a chi si è macchiato del grave di delitto di aver leso l’immagine dell’Azienda. Quella stessa Azienda che ormai da un pezzo continua da avere l’onore delle cronache perché gli episodi di malasanità dentro l’Ospedale di Careggi purtroppo non si fermano certo a quello denunciato da Massimo e dai Cobas.
Una punizione che negli intenti dell’Azienda dovrebbe servire da monito non solo nei confronti dei COBAS, ma più in generale nei confronti di tutti i dipendenti chiamati ad un silenzio complice difronte ad episodi che dimostrano dove può arrivare la mercificazione della salute e la dequalificazione dell’assistenza.
Noi pensiamo che la vicenda di Massimo ed il tentativo di fucilarlo con un provvedimento disciplinare, che suona apertamente come rappresaglia per chi non si piega alla logica aziendalistica dei nuovi gestori del supermarket della salute, debba far riflettere tutti.
In gioco è la democrazia, il diritto a poter esprimere concretamente la tutela dei diritti dei lavoratori e quella dei cittadini assistiti e finanche il concetto stesso di diritti sindacali e di rappresentanza nei luoghi di lavoro.
Non è mistero per nessuno che la cultura delle Aziende sanitarie spinga i rappresentanti dei lavoratori ad occuparsi solo delle briciole del contratto, sottraendoli sempre più a quel ruolo centrale di difesa attiva del diritto alla salute, che si sostanzia nella lotta per condizioni dignitose di lavoro per gli operatori e per garantire una reale qualità dell’assistenza.
Massimo con il COBAS di Careggi lo ha fatto, non si è tirato indietro: ha denunciato l’ignobiltà di lasciare morire le persone in condizioni inaccettabili per una società che si considera evoluta e rispettosa dei diritti delle persone.
Ha denunciato e ha cercato di amplificare la sua denuncia chiamando la stampa perché quello che stava accadendo nel suo reparto non era solo un suo un suo problema.
ERA UN PROBLEMA DI TUTTI E PERTANTO DOVEVA ESSERE A CONSOCENZA DI TUTTI I CITTADINI.
Non si può parlare di diritto all’accesso alle strutture sanitarie e poi morire su una barella perché non esiste una collocazione migliore.
Siamo solidali con Massimo: ha fatto bene a non piegarsi alla cultura dell’omertà. L’azienda oggi non vuole neanche riconoscergli il diritto di averlo fatto come delegato sindacale perché questo vorrebbe dire che finalmente prende atto che esiste chi non si piega ai suoi diktat. Lo vuole punire come semplice dipendente che non si è conformato ai regolamenti interni.
Noi lo avremo difeso anche se fosse stato così, perché sarebbe stato comunque un suo diritto quello di non essere complice della malasanità.
Vogliamo però denunciare quello che si nasconde dietro questo attacco volgare alla libertà di espressione e di critica del nostro delegato.
Nel modello toscano, ed in particolare in quello della gestione delle strutture sanitarie, non c’è spazio per criticare, bisogna imparare a stare zitti e a subire, ad accettare che le disfunzioni assistenziali vengano spacciate come effetti collaterali dei mercati più che come effetti di scelte economiche e politiche che hanno trasformato la salute in una merce, ispirandosi sempre più a logiche privatistiche.
Massimo non va lasciato solo. LA SUA NON E’ SOLO UNA BATTAGLIA DI CIVILTA’: E’ IL DIRITTO A RESISTERE CONTRO L’ARROGANZA DI CHI CONOSCE SOLO LA REPRESSIONE PER CONFRONTARSI CON I LAVORATORI E CON I SUOI RAPPRESENTANTI.
Chiediamo a tutte le forze politiche, sindacali e sociali di sostenere le mobilitazioni del COBAS di Careggi per ottenere il ritiro di questo vergognoso provvedimento.
MASSIMO DEVE RITORNARE AL LAVORO! Siete voi che ve ne dovete andare perché avete dimostrato di non sapere garantire il diritto alla salute dei cittadini.
COBAS Sanità Careggi
Per inviare messaggi di solidarietà inviare messaggi a sanita@cobas.it
http://isolapulita.splinder.com/post/12190082

Anonimo ha detto...

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-02650
presentata da ANTONINO LO PRESTI mercoledì 10 aprile 2002 nella seduta n.128

LO PRESTI. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:

nella scorsa legislatura è stata presentata l'interrogazione 5-06839 del 13 ottobre 1999 con la quale si chiedeva quali iniziative il Ministero dell'interno intendesse adottare per garantire la legalità e la trasparenza dell'attività amministrativa del comune di Isola delle Femmine in provincia di Palermo, con specifico riferimento al pericolo di infiltrazioni nell'ambito della municipalità;

nessuna risposta è mai pervenuta;

le questioni denunciate con quell'atto riguardavano la presenza della giunta comunale di Isola delle Femmine di un assessore, cognato di un presunto boss mafioso, tale Pietro Bruno, nei confronti del quale di recente la Corte d'Appello di Palermo ha confermato la condanna penale (Giornale di Sicilia, del 16 marzo 2002);

l'assessore in questione, ingegnere Rocco Raffa, si è dimesso dopo l'arresto del cognato, ma risulta all'interrogante che continui ancora a frequentare il municipio;

di recente il sindaco di Isola delle Femmine, Stefano Bologna, è stato condannato a dieci mesi di reclusione per il reato d'abuso d'ufficio (Giornale di Sicilia del 15 marzo 2002) -:

se, a seguito di fatti accaduti nel luglio del 1999 e di quelli verificatisi nel marzo del 2002 l'amministrazione dell'interno abbia svolto attività ispettive sul comune di Isola delle Femmine;

quali iniziative intenda adottare il Ministro interrogato in merito alla condanna di primo grado, subita dal sindaco di Isola delle Femmine per garantire la legalità e trasparenza dell'attività amministrativa del comune ed ovviare al pericolo di un aggravamento della crisi di credibilità dell'istituzione locale e di infiltrazioni illecite nell'ambito della municipalità.(4-02650)

Palermo l’omissione posta in essere dal
sindaco del comune in ordine al rilascio
dell’illegittima autorizzazione edilizia ex
articolo 13, legge n. 47 del 1985, protocollo
n. 827/Cc del 20 maggio 1999 (all’ex
vice sindaco, oggi presidente del consiglio
comunale) in assenza di N.O. della Soprintendenza
ai beni culturali ed ambientali
di Palermo ed il cui carteggio e` gia` in
possesso della Prefettura;
sempre il gruppo consiliare « Nuova
Torre » con lettera datata 6 giugno 2002
ha ancora trasmesso, al prefetto di Palermo,
il prospetto di n. 10 concessioni
edilizie rilasciate, in costante violazione
delle norme vigenti in materia, in favore di
assessori, componenti o parenti dell’attuale
maggioranza consiliare;
al prospetto citato e` possibile evincere
il rilascio della concessione edilizia
n. 21 del 2001 del 14 maggio 2001 ai
signori Puccio Rosaria Maria, Domenica e
Salvatore, con istanza presentata, dal dichiarato
procuratore Pomiero Giuseppe, e
dalla concessione edilizia n. 13 del 2000
del 7 giugno 2000 alla signora Cataldo
Rosaria, ma i relativi provvedimenti della
Soprintendenza ai beni culturali ed ambientali
e del Genio Civile sono intestati a
Pomiero Giuseppe;
Atti Parlamentari — 5001 — Camera dei Deputati
XIV LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 19 LUGLIO 2002
i nomi di Pomiero Giuseppe, cosı`
come quello del citato boss Pietro Bruno,
risultano tra i soggetti economici ai quali
e` stata effettuata la confisca di beni illeciti,
il cui elenco generale e` stato allegato alla
relazione della Commissione Parlamentare
sul fenomeno della Mafia nella IX legislatura
presentata alla Presidenza delle Camere
il 16 aprile 1985 –:
se, verificate le gravi notizie esposte
dall’interrogante, non ritengano necessario
ed urgente avviare le procedure per lo
scioglimento del consiglio comunale di
Isola delle Femmine.

Atti Parlamentari — 5001 — Camera dei Deputati
XIV LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 19 LUGLIO 2002

ANGELA NAPOLI. — Al Ministro dell’interno,
al Ministro della giustizia. — Per
sapere – premesso che:
fin dal 1999 parlamentari di Alleanza
Nazionale hanno presentato atti ispettivi
per richiedere interventi adeguati al ripristino
della legalita` , contro le infiltrazioni
mafiose, presso amministrazione comunale
di Isola delle Femmine;
nonostante fin dal giugno del 2000,
dopo particolari indagini, siano stati comprovati
rapporti di parentela e di amicizia
tra amministratori del comune in questione
ed esponenti della criminalita` organizzata
del luogo, il prefetto di Palermo
non ha inteso disporre l’accesso previsto
dal decreto ministeriale del 23 dicembre
1992;
con lettera datata 13 settembre 2001
l’Associazione « Nuova Torre », rappresentata
nel consiglio comunale di Isola delle
Femmine, ha ribadito, al Ministro dell’interno
pro-tempore le denunzie contenute
nelle interrogazioni parlamentari presentate
da altri deputati di Alleanza Nazionale,
dando notizia di appoggi malavitosi
profusi nei confronti dell’attuale sindaco
durante le ultime elezioni amministrative
del 24 giugno 2001;
va ricordato che nella giunta comunale
di quel comune c’e` stato, con delega
ai lavori pubblici, il cognato di un noto
personaggio arrestato con l’imputazione di
associazione mafiosa nel contesto di una
indagine volta a ricostruire la nuova
mappa delle cosche palermitane;
sembrerebbe che parenti dell’assessore
in questione, poi dimessosi, e del
presunto boss Pietro Bruno, individuato
dagli inquirenti come capo zona di fiducia
del boss superlatitante Bernardo Provenzano,
dirigano presso il comune di Isola
delle Femmine gli uffici anagrafe, elettorale,
leva e segreteria, il che agevolerebbe
l’assessore dimissionario ed il presunto
boss mafioso ad acquisire ruoli preponderanti
nella trattazione d’affari politiche
edilizie;
con lettera datata 8 gennaio 2002, il
gruppo consiliare « Nuova Torre » di Isola
delle Femmine ha segnalato al prefetto di
Palermo l’omissione posta in essere dal
sindaco del comune in ordine al rilascio
dell’illegittima autorizzazione edilizia ex
articolo 13, legge n. 47 del 1985, protocollo
n. 827/Cc del 20 maggio 1999 (all’ex
vice sindaco, oggi presidente del consiglio
comunale) in assenza di N.O. della Soprintendenza
ai beni culturali ed ambientali
di Palermo ed il cui carteggio e` gia` in
possesso della Prefettura;
sempre il gruppo consiliare « Nuova
Torre » con lettera datata 6 giugno 2002
ha ancora trasmesso, al prefetto di Palermo,
il prospetto di n. 10 concessioni
edilizie rilasciate, in costante violazione
delle norme vigenti in materia, in favore di
assessori, componenti o parenti dell’attuale
maggioranza consiliare;
al prospetto citato e` possibile evincere
il rilascio della concessione edilizia
n. 21 del 2001 del 14 maggio 2001 ai
signori Puccio Rosaria Maria, Domenica e
Salvatore, con istanza presentata, dal dichiarato
procuratore Pomiero Giuseppe, e
dalla concessione edilizia n. 13 del 2000
del 7 giugno 2000 alla signora Cataldo
Rosaria, ma i relativi provvedimenti della
Soprintendenza ai beni culturali ed ambientali
e del Genio Civile sono intestati a
Pomiero Giuseppe; i nomi di Pomiero Giuseppe, cosı`
come quello del citato boss Pietro Bruno,
risultano tra i soggetti economici ai quali
e` stata effettuata la confisca di beni illeciti,
il cui elenco generale e` stato allegato alla
relazione della Commissione Parlamentare
sul fenomeno della Mafia nella IX legislatura
presentata alla Presidenza delle Camere
il 16 aprile 1985 –:
se, verificate le gravi notizie esposte
dall’interrogante, non ritengano necessario
ed urgente avviare le procedure per lo
scioglimento del consiglio comunale di
Isola delle Femmine. (4-03570)




XIV LEGISLATURA Ñ ALLEGATO B AI RESOCONTI Ñ SEDUTA DEL 10 APRILE 2002

LO PRESTI. Ñ Al Ministro dellÕinterno.
Per sapere Ð premesso che:
nella scorsa legislatura e` stata presentata
lÕinterrogazione 5-06839 del 13
ottobre 1999 con la quale si chiedeva quali
iniziative il Ministero dellÕinterno intendesse
adottare per garantire la legalita` e la
trasparenza dellÕattivita` amministrativa del
comune di Isola delle Femmine in provincia
di Palermo, con specifico riferimento
al pericolo di infiltrazioni nellÕambito della
municipalita`;
nessuna risposta e` mai pervenuta;
le questioni denunciate con quellÕatto
riguardavano la presenza della giunta comunale
di Isola delle Femmine di un assessore,
cognato di un presunto boss mafioso,
tale Pietro Bruno, nei confronti del quale di
recente la Corte dÕAppello di Palermo ha
confermato la condanna penale (Giornale
di Sicilia, del 16 marzo 2002);
lÕassessore in questione, ingegnere
Rocco Raffa, si e` dimesso dopo lÕarresto del
cognato, ma risulta allÕinterrogante che
continui ancora a frequentare il municipio;
di recente il sindaco di Isola delle
Femmine, Stefano Bologna, e` stato condannato
a dieci mesi di reclusione per il
reato dÕabuso dÕufficio (Giornale di Sicilia
del 15 marzo 2002) Ð:
se, a seguito di fatti accaduti nel
luglio del 1999 e di quelli verificatisi nel
marzo del 2002 lÕamministrazione dellÕinterno
abbia svolto attivita` ispettive sul
comune di Isola delle Femmine;
quali iniziative intenda adottare il
Ministro interrogato in merito alla condanna
di primo grado, subita dal sindaco
di Isola delle Femmine per garantire la
legalita` e trasparenza dellÕattivita` amministrativa
del comune ed ovviare al pericolo
di un aggravamento della crisi di
credibilita` dellÕistituzione locale e di infiltrazioni
illecite nellÕambito della municipalita`
. (4-02650)