Bertolt Brecht  : “Chi non conosce
la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un
delinquente”


Non mi piace
pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da
digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi
perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle
persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..


“ Non c’è niente di più profondo di ciò
che appare in  superficie “


Pino Ciampolillo

venerdì, agosto 31, 2007

SINDACO E GIUNTA PER L'AMBIENTE E LA SALUTE DEI CITTADINI NELLA LEGALITA'


il servizio al 5,34°minuto

CON UN'ORDINANZA DEL SINDACO MOTISI SI APPLICA IL TESTO UNICO DELLA LEGGE SANITARIA PER LE INDUSTRIE INSALUBRI DI 1° CLASSE

Il Nuovo Assessore all’ambiente di Partinico Ino Genchi ha predisposto un intervento Affinchè i cittadini partenicensi possano controllare direttamente gli scarichi che effettua la Bertolino Distilleria.
Nel Contempo l’Assessore Ino Genchi ha lavorato con il Sindaco Motisi e l’assessore Bonomo a mettere a punto un’ordinanza nei confronti della Bertolino affinchè si adegui alle normative Europee in tema di emissioni in atmosfera di sostanze nocive.
Il tutto in un’ottica di salvaguardia della salute e dell’ambiente.
BRAVI E COMPLIMENTI !

DOVRESTE ESSERE PER I NOSTRI AMMINISTRATORI DI ISOLA DELLE FEMMINE UN MODELLO ED UN

ESEMPIO STANTE LA DELICATA SITUAZIONE DI INCERTEZZA CHE I CITTADINI E I LAVORATORI DI ISOLA DELLE FEMMINE STANNO VIVENDO CON LA VICENDA DELLA ITALCEMENTI.

UNA SITUAZIONE OVE GLI AMMINISTRATORI NON RIESCONO AD ESPRIMERE UNA POSIZIONE CHE

SAPPIA CONCILIARE I LEGITTIMI INTERESSI IMPRENDITORIALI DELLA ITALCEMENTI CON LA

SALVAGUARDIA DELLA SALUTE DEI CITTADINI, NEL RISPETTO DELLE NORMATIVE DI LEGGE IN

TEMA DI INQUINAMENTO ACUSTITICO, EMISSIONI IN ATMOSFERA E NELLE FALDE ACQUIFERE..

UN'AMMINISTRAZIONE CHE NON RIESCE AD AVERE AUTOREVOLEZZA ED ESSERE AFFIDABILE PER

I LAVORATORI DELLA ITALCEMENTI PER I CITTADINI DI ISOLA DELLE FEMMINE E PER I SUOI

INTERLOCUTORI ISTITUZIONALI.


UN’AMMINISTRAZIONE CHE IN SEDE DI CONFERENZA DI SERVIZI ALL’ASSESSORATO REGIONALE ALL’AMBIENTE, NON E’ RIUSCITA A ESPRIMERE UN CHIARO NO ALL’USO DEL PET-COKE.

UN’AMMINISTRAZIONE CHE SI GIUSTIFICA, DICHIARANDO CHE NON ERA LORO

INTENZIONE DIRE SI AL PET-COKE. lORO DICONO CHE IL SI AL PET-COKE, E’ STATA UN’INIZIATIVA AUTONOMA DEL CONSULENTE DEL SINDACO!

FALSO! IL CONSULENTE E’ ANCORA AL SUO POSTO E PERCEPISCE ANCORA LE SUE PARCELLE E’ CHIARO CHE STATE PRENDENDO IN GIRO I CITTADINI I LAVORATORI E LA STESSA ITALCEMENTI DICHIARANDO CHE NON ERA VOSTRA INTENZIONE DIRE SI AL PET-COKE.

L'indicazione numerica del nostro sondaggio sul "grado di soddisfazione della giunta Portobello" ci dice, anzi, se riuscite ad aprirVi mentalmente ai Cittadini, VI DICE: CHI SI E' ASSUNTO LA RESPONSABILITA' DI AMMINISTRARE DEVE AVERE UNA CHIARA VISIONE POLITICA DEL SUO AGIRE, DEVE SAPER DIRE COSA VUOLE FARE, QUANDO VUOLE FARLO COME VUOLE FARLO E SOPRATUTTO CON CHI VUOLE FARLO.

IL SONDAGGIO: SU 995 VOTI ESPRESSI A BEN 944 IL GRADO DI SODDISFAZIONE EE' STATO TOTALMENTE NEGATIVO.

Loro, quelli che hanno votato probabilmente si sarebbero assunto la RESPONSABILITA' di sfiduciare e quindi mandare a casa il CONSULENTE "infedele".


Cari amici,
Gioacchino Genchi si è messo al lavoro.
Come il nostro amico CUTINO, definito il paladino dell'ambiente a Isola delle Femmine, potrà ben rendersi conto, Ino per mettersi al lavoro non si è chiesto se era amministratore oppure un'attivista ambientalista, anzi COERENTEMENTE ha colto l'occasione della sua carica per dare pratica attuazione alle sue CREDENZE.
Non si stà facendo problemi di esposizione.
Amico Cutino, Consigliere Comunale Capo Gruppo Isola per Tutti,
Responsabile Commissione Ambiente,
Consigliere dell'Unione dei Comuni, ad oggi stiamo attendendo che Lei e il Sindaco Professore Portobello Gaspare vi decidiate ad espletare un impegno ufficiale che vi siete presi nell'assise dell'Unione dei Comuni: Presentare ai Consiglieri di Isola delle Femmine: la mozione sulla Italcementi e riferire ai Consiglieri Comunali i dati allarmanti sull'inquinamento ad Isola di cui parlava il Sindaco Professore Portobello all'Unione dei Comuni.
Veda Dottor Cutino come Lei ben conosce Il Buon leonardo Scaiscia diceva che nella vita ci sono gli uomini, i mezz'uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà...si tratta di cecidere in quale categoria inserirsi!

L'amico Ino ha deciso per la categoria UOMINI. Complimenti Ino e buon lavoro


http://italy.peacelink.org/ecologia/articles/art_20424.html



ASSESSORATO AMBIENTECITTA’ DI PARTINICO
Provincia di Palermo

COMUNICATO STAMPA




L’Assessore Genchi incontra le Associazioni ambientaliste.



L’Assessore all’Ambiente, Gioacchino Genchi, ha incontrato le Associazioni ambientaliste, Legambiente, Patto per la salute e l’ambiente, Sistema naturae-onlus, Osservatorio per lo sviluppo e la legalità, Associazione culturale terra verde, per fare il punto sulle problematiche ambientali del partinicese.

L’Assessore ha illustrato una serie di iniziative che verranno intraprese nell’immediato ed in via prioritaria.




Distilleria Bertolino


Per quanto riguarda la Distilleria Bertolino sarà dato un deciso impulso al sistema di vigilanza e controllo degli scarichi idrici attraverso interventi che ne assicureranno maggiore trasparenza e pubblicità, quali, tra l’altro,

la realizzazione a cielo aperto dell’ultimo tratto dello scarico terminale, a valle del pozzetto d’ispezione, recapitante nel Torrente Puddastri;

la sistemazione all’esterno delle mura perimetrali dell’Azienda, in apposita struttura protetta, del misuratore automatico del TOC (carbonio organico totale), oltre ad una verifica di funzionalità tecnica, di continuità operativa e di affidabilità delle misure dell’intero sistema;

l’installazione di un tratto di condotta in acciaio con frangia tarata entro i limiti di portata stabiliti dall’autorizzazione allo scarico, in sostituzione di quella attuale in materiale plastico.

Inoltre, nell’ambito delle competenze di carattere sanitario ascritte ai poteri del Sindaco e con particolare riferimento alla dislocazione delle industrie insalubri di prima classe secondo la normativa di settore, saranno emanate disposizioni finalizzate all’applicazione delle migliori tecnologie disponibili (BAT) per l’abbattimento ed il contenimento delle varie tipologie di sostanze rilasciate in atmosfera sia da fonte fissa che diffusa. Per esempio, diversamente dal passato, la manipolazione, lo stoccaggio e la lavorazione del materiale da cui si originano sostanze maleodoranti dovrà avvenire in sistemi al chiuso ed in depressione, con il convogliamento delle emissioni in biofiltri o idonei apparati depurativi.


Traffico autoveicolare


Particolare attenzione verrà rivolta alla componente della qualità dell’aria ambiente derivante da traffico autoveicolare. A tale fine si prevede di

attivare una campagna di monitoraggio dei principali inquinanti atmosferici in una delle zone nevralgiche del centro urbano tramite l’utilizzo del laboratorio mobile dell’ARPA o di quello della Provincia regionale di Palermo, a secondo della più tempestiva disponibilità del mezzo;

installare, in punti significativi per intensità di traffico, una serie di campionatori passivi degli inquinanti atmosferici;

verificare la disponibilità degli incentivi ministeriali per l’installazione sulle autovetture degli impianti a GPL o metano, stante che il Comune di Partinico ha i requisiti previsti dall’apposito decreto del Ministero dell’Ambiente.


Catasto emissioni in atmosfera


Verrà attivato il catasto di tutte le fonti più significative delle emissioni in atmosfera nel territorio comunale.


Raccolta differenziata

L’incentivazione della raccolta differenziata è individuata come obiettivo prioritario. A tal fine si prevede di mettere in atto iniziative rapide e di facile realizzazione, che, in attesa di un’analisi dell’intero settore, consisteranno :

installare presso esercizi commerciali, quali ad esempio i bar, ed uffici pubblici e scuole contenitori specifici per i materiali post consumo di rispettiva produzione; nel caso dei primi si tratterà di contenitori per lattine, vetro e plastica, per i secondi si aggiungeranno anche quelli per la carta;

aggiungere agli attuali luoghi di raccolta anche i contenitori per la raccolta delle lattine di alluminio;

previi verifica ed accordo con l’ATO, dare in affidamento gratuito o con modica spesa alle villette o ai caseggiati extraurbani compostiere da circa 300 litri per la produzione autonoma di compost da scarti organici domestici e/o da residui vegetali della manutenzione dei giardini o degli orti.


Mappatura delle superfici incendiate


Si procederà con le risorse umane disponibili (sia con proprio personale che con l’apporto delle associazioni ambientaliste e del volontariato) ad una prima ricognizione di massima delle aree interessate dagli incendi negli ultimi giorni e nel passato recente. Ci si pone l’obiettivo di una mappatura di maggiore dettaglio con l’indicazione delle aree di più spiccato rilievo sotto l’aspetto ambientale e naturalistico, al fine di poter eventualmente accedere a finanziamenti ministeriali o regionali di recupero e ripristino dello stato dei luoghi.


Catasto degli scarichi nei corpi idrici

Dovranno essere censiti tutti gli scarichi che recapitano nei corpi idrici superficiali e si farà una ricognizione di tutte le autorizzazioni concesse agli scarichi degli insediamenti produttivi nella pubblica fognatura, al fine di verificare il rispetto dei limiti di accettabilità ed il carico organico ed idraulico in ingresso all’impianto i depurazione.


Depuratore comunale


Particolare attenzione sarà rivolta al funzionamento dell’impianto di depurazione delle acque reflue, sia riguardo al carico in ingresso che a quello in uscita.
27.08.2007

L’ Assessore


(Dott. Chim. Gioacchino Genchi)


COMUNE DI PARTINICO PROVINCIA DI PALERMO

IL SINDACO

Ordinanza ex artt. 216 e 217 R.D. n. 1265/1934 Testo Unico Leggi Sanitarie

Prot./Gen. n. 19213 Del 31 Agosto 2007

OGGETTO: Distilleria Bertolino S.p.a.

Attività di stoccaggio e lavorazione delle vinacce (vergini ed esauste) e fecce.

Attività di recupero della “borlanda” per la produzione e utilizzo di biogas, giusta Decreto n. 298 del 5/12/2006 Agenzia Regionale per i Rifiuti e le Acque.

Ordinanza Sindacale ex artt. 216 e 217 T.U.LL.SS. n. 1265/1934 per le industrie insalubri di prima classe.



Spett.le

Distilleria Bertolino S.p.a.

V.le dei Platani s.n.

PARTINICO (PA)




e p.c.




Agenzia Regionale

per i Rifiuti e le Acque

Via Catania, n. 2

PALERMO (PA)




A.R.T.A.

Via Ugo La Malfa, n. 169

PALERMO (PA)




A.R.P.A.

Via Ugo La Malfa, n. 169

PALERMO (PA)




Provincia Regionale Palermo

Area Tutela Ambientale e

Difesa del Suolo

Via San Lorenzo 312

PALERMO (PA)




Procura della Repubblica

c/o il Tribunale di Palermo

P.zza V.E. Orlando

PALERMO (PA)

C.a. Dott. Calogero Ferrara




Tribunale di Palermo

Sez. Dist. di Partinico

Via Papa Paolo VI

PARTINICO (PA)

C.a. Dott. Salvatore F. Flaccovio




Commissariato di P.S. di Partinico

C.so Dei Mille n. 235

PARTINICO (PA)




Considerato che:

la Distilleria Bertolino S.p.a. ha sede legale ed impianti siti in Partinico nel Viale dei Platani s.n.c. in pieno centro abitato;

la citata azienda rientra tra le industrie insalubri di prima classe ai sensi dell’art. 216 del R.D. n 1265/1934, giusta espressa previsione dei DD.MM. di classificazione, a partire dal Decreto di classificazione del 12/02/1971 e successivi, oggi D.M. 05/09/1994 (in Suppl. ordinario alla Gazz. Uff., 20 settembre, n. 220) Allegato unico, Parte I, Lett. C, voce n. 10;

la zona urbanistica ove ricade la Distilleria Bertolino S.p.A. è classificata dal P.R.G. del Comune di Partinico come zona omogenea “D2” ed ivi non sono consentiti né la realizzazione, né l’ampliamento di industrie insalubri di prima classe. In detta zona “D2” le norme del P.R.G. consentono la realizzazione di impianti industriali o artigianali innocui, definendo innocui (così come prevede anche l’art. 216 T.U.LL.SS.) quelli che non producono fumo, né esalazioni, né rumori molesti;

l’art. 216, comma 5, del R.D. n. 1265/1934, con riferimento alla fattispecie in oggetto, statuisce che: “una industria o manifattura la quale sia inscritta nella prima classe, può essere permessa nell’abitato, quante volte l’industriale che l’esercita provi che, per l’introduzione di nuovi metodi o speciali cautele, il suo esercizio non reca nocumento alla salute del vicinato”.

Rilevato che:

nei confronti della Sig.ra Antonina Bertolino, nata a Salemi il 20.04.1943, n.q. di presidente della Distilleria Bertolino S.p.A. e della Sig.ra Maria Giovanna Gulino, nata a Palermo il 12.02.1972, n.q. di consigliere delegato della medesima Società, è pendente il procedimento penale n. 12706/2003 - ove peraltro il Comune si è costituito parte civile - per violazione di norme penali poste a tutela dell’ambiente [artt. 51 D.L.vo n. 22/1997 (capo di imputazione A), art. 24 D.P.R. n. 203/1988 (capo di imputazione B), artt. 25, comma 2, e 26 D.P.R. n. 203/1988 (capo di imputazione C), art. 674 c.p. (capo di imputazione D), art. 51 D.L.vo 22/1997 (capo di imputazione E)], per le seguenti ipotesi delittuose:

A) art. 51 D.L.vo 22/1997 per avere effettuato operazioni di gestione, ed in particolare di recupero e di riutilizzo vietate dalla normativa, di sostanze costituenti rifiuti in mancanza delle prescritte autorizzazioni e, tra l’altro a titolo esemplificativo, le seguenti operazioni

Operazione R13 di messa in riserva di differenti tipologie di rifiuti:

Messa in riserva del tartrato grezzo.

Messa in riserva delle ceneri di combustione delle buccette.

Messa in riserva di borlande.

Messa in riserva di residui da destinare al compostaggio.

Operazione R1 utilizzazione principale come combustibile o come altro mezzo per produrre energia delle seguenti tipologie di rifiuti:

Produzione di biogas mediante digestione anaerobica di reflui e residui della distillazione acque di lavaggio, torbide da impianto di sedimentazione e flottazione miscela areata del depuratore biologico.

Combustione di buccette e raspi per il recupero della energia termica contenuta nei fumi prodotti;

Combustione di buccetta per recuperare l’energia mediante produzione di vapore.

Operazione D14 ricondizionamento preliminare:

Essiccazione della buccetta.

Operazione D1: Deposito sul suolo:

Discarica di residui di vinaccia realizzata nell’area adiacente il depuratore;

B) art 24 D.P.R. 203/1988 per aver attivato l’impianto di digestione anaerobica, qualificato ai sensi dell’articolo 216 del T.U. delle Leggi Sanitarie, industria insalubre di prima classe (Parte I, Lett. B), voce 64 del D.M. 5.9.1994) per i vapori nocivi e le polveri che può emettere ed il pericolo di incendio (circolare Ministero Sanità del 23.9.1971), in mancanza della prescritta autorizzazione

C) artt. 25, comma 2, e 26 DPR 203/1988, per non aver rispettato, con riferimento al funzionamento delle caldaie “MARCHESI” e “GIROLA”, la prescrizione di utilizzare dette caldaie solo in presenza di rilevatore di emissioni di continuo;

D) art. 674 c.p. perché con le condotte sopra indicate, in relazione allo stabilimento industriale della Bertolino S.p.a. sito in Partinico viale dei Platani s.n.c. esercente attività di distillazione, ed anche omettendo di approntare sistemi di convogliamento delle emissioni diffuse prodotte dai bacini asserviti all’impianto di digestione anaerobica e dai depositi a cielo aperto di vinacce e fecce [sia antecedenti alla lavorazione che dopo la stessa e dunque delle parti residue] ed ancora non espletando le fasi di ricevimento, stoccaggio, selezione della frazione organica e produzione di biogas in ambiente chiuso, come prescritto dal D.M. 5 febbraio 1998, provocavano emissioni di gas, fumi ed odori dirette ad offendere e molestare le persone in Partinico (PA);

Tutti fatti commessi in Partinico (PA) ed accertati in data successiva al settembre 2003 e fino al 23 marzo 2005 (data dell’esecuzione del sequestro preventivo di parte dell’impianto produttivo)”;

E) art. 51 D.L.vo 22/1997 per avere detenuto i fanghi esausti provenienti dal biogas e parte dei fanghi prodotti dall’impianto di depurazione delle acque reflue, in deposito temporaneo, per un quantitativo superiore ai 20 mc previsti dall’art. 6 comma 3 del Decreto Ronchi, e per avere effettuato la messa in riserva R13 della vinaccia esausta (già sottoposta a processo di vinellazione con produzione di miscela idroalcolica) per quantitativi superiori a quelli consentiti (600 mc) costituendo, così, una discarica di rifiuti speciali non pericolosi senza le autorizzazioni prescritte dall’art. 28 del medesimo D.L.vo 22/1997

Fatto accertato in Partinico il 15.11.2002.

Visti:

il D.D.G. n. 1140/2004 del Dirigente Generale dell’Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente che, autorizzando le emissioni in atmosfera degli impianti della Distilleria Bertolino S.p.a. ivi indicati, dà atto (a pag. 5) che l’intero impianto aziendale rientra tra le industrie insalubri di prima classe, ai sensi dell’art. 216 T.U.LL.SS. e che lo stesso è ubicato in centro abitato, demandando alla competenza del Sindaco di Partinico – quale Autorità Sanitaria ex R.D. n. 1265/1934 - l’adozione dei provvedimenti necessari in relazione alle emissioni diffuse riferite alla lavorazione delle vinacce e delle fecce;

il Decreto n. 298 del 5/12/2006 dell’Agenzia Regionale per i Rifiuti e le Acque che, con esclusivo riferimento all’impianto di digestione anaerobica, ha autorizzato la Distilleria Bertolino (ai sensi dell’art. 210 del D.L.vo n. 152/06, c.d. “Codice dell’Ambiente”) all’attività di recupero del rifiuto “borlanda” per la produzione e riutilizzo di biogas attraverso il medesimo impianto di digestione, prescrivendo all’art. 6 che “l’attività autorizzata ai sensi del presente Decreto non deve costituire un pericolo per la salute dell’uomo e recare pregiudizi all’ambiente ed in particolare creare rischi per l’acqua, l’aria il suolo, la fauna e la flora nonché causare inconvenienti da rumore ed odori”.

Rilevato che:

il Tribunale del Riesame di Palermo con ordinanza del 23 giugno 2005 (confermata dalla Suprema Corte di Cassazione con sentenza n. 13243/06) ha ritenuto lo stesso impianto di digestione anaerobica, da sé solo, un’industria insalubre di prima classe (Parte I, Lett. B), voce 64 del D.M. 5/09/1994) per i vapori nocivi e le polveri che può emettere ed il pericolo di incendio (circolare Ministero Sanità del 23.9.1971).




Considerato che:

dalla relazione dell’ARPA Sicilia di Palermo (“La Distilleria Bertolino e la qualità dell’aria nel comune di Partinico”), a firma del Direttore del Dipartimento ARPA Provinciale di Palermo Dott. Luigi Librici e del Referente del U.O. Atmosfera Dott. Vincenzo Ruvolo (acquisita agli atti del sopracitato proc. pen. n. 12706/03 R.g.n.r.), emerge chiaramente attraverso rilievi tecnici e fotografici effettuati in diversi periodi dell’anno dai funzionari dell’ARPA, da ottobre 2003 a maggio 2004 (cioè in un periodo di piena attività dell’azienda), che:

i piazzali della distilleria, durante le lavorazioni industriali, sono costantemente colmi di ingenti quantitativi (dell’ordine di circa 50.000 Tonnellate), di vinacce e che queste, accatastate nei piazzali, subiscono costantemente processi di modificazione degradativi della sostanza organica contenuta anche a seguito dell’azione di fattori climatici (pag. 10/63 Relazione ARPA);

sulle vinacce esauste dopo torchiatura, sulle vinacce grezze e sulla feccia sono state condotte analisi chimiche (pag. 10/63 e ss. Relazione ARPA) … che hanno evidenziato un elevato contenuto in solidi totali volatili…(pag. 18/63 Relazione ARPA);

la presenza degli acidi a catena corta è attribuibile, secondo i tecnici dell’ARPA, a fenomeni degradativi che la vinaccia subisce durante il lungo periodo di stoccaggio nei piazzali dello stabilimento (pag. 19/63 Relazione ARPA);

in considerazione delle notevoli quantità di vinacce stoccate nei piazzali dello stabilimento (50.000 Tonnellate), sono conseguentemente presenti quantità rilevanti di acidi grassi a catena corta, “che caratterizzati da una elevata volatilità e da odore nauseante, contribuiscono sicuramente alla diffusione di molestie olfattive nell’intorno della Distilleria”. “Tale quantitativo, costituito essenzialmente da sostanze volatili, viene disperso in atmosfera attraverso il camino dell’essiccatoio contribuendo, in questo caso, alla diffusione di molestie olfattive in zone più ampie, rispetto allo stabilimento, interessate alla ricaduta delle emissioni” (pag. 19/63 Relazione ARPA);

i tecnici dell’ARPA oltre alla presenza dell’alcol etilico (etanolo) e dell’etilacetato (prodotti derivanti dall’attività della Distilleria), evidenziano “la presenza di aldeidi (aldeide acetica, butanale, aldeide butirrica), chetoni (propanone, butanone), acidi a catena corta (acido butanoico) e di alcoli (pentacolo e 2-butanolo). In particolare la riscontrata presenza di aldeidi, chetoni e acidi a catena corta è responsabile della persistenza di esalazioni maleodoranti” (pag. 24/63 Relazione ARPA).

i tecnici ritengono importante far rilevare che il camino E8 (essiccatoio), tenuto conto sia delle elevate portate, sia del suo funzionamento in continuo per buona parte dell’anno, emette nell’ambiente circostante una considerevole concentrazione di sostanza organica, essenzialmente costituita sia da idrocarburi derivanti da processi di combustione incompleta (in primo luogo benzene), sia da sostanze organiche derivanti dal processo di essiccazione delle vinacce … che, in alcuni casi, in particolari condizioni meteorologiche, potrebbero essere responsabili, di odori molesti anche in zone relativamente distanti dallo stabilimento…(pag. 37/63 Relazione ARPA);

Preso atto che:

la Distilleria Bertolino con propria nota datata 30/07/2007, pervenuta al Comune di Partinico in data 2/08/2007, ha comunicato che il Tribunale di Palermo, Sez. Dist. di Partinico, con ordinanza del 13/07/2007 (allegata alla citata nota), resa in seno all’istanza di dissequestro degli impianti avanzata dalle imputate, ha autorizzato la rimozione temporanea dei sigilli - rigettando l’istanza di dissequestro - per consentire al C.T.U. nominato (Ing. Balistreri) di osservare “il processo di lavorazione … anche nel periodo di incameramento della materia suddetta [vinaccia e feccia] e di massimo regime della distilleria, e cioè nel periodo compreso tra la fine di agosto ed il mese di novembre”; e ciò al fine di valutare le esigenze cautelari in ordine ai capi di imputazione B) e D) sopra riportati;

Considerato che:

in data 30/08/2007 la Distilleria Bertolino S.p.a. ha iniziato ad incamerare i primi quantitativi di vinacce per procedere alle operazioni peritali autorizzate dal Tribunale di Palermo, Sez. Distaccata di Partinico, giusta relazione della Polizia Municipale di pari data;

la Distilleria Bertolino, ad oggi, non ha adottato alcun particolare accorgimento tecnico per impedire il diffondersi di emissioni moleste legate alle lavorazioni della vinaccia e della feccia, con particolare riferimento all’accatastamento a cielo aperto e allo stoccaggio delle stesse sia prima che dopo le lavorazioni industriali, anche rispetto alle esalazioni provenienti dall’essiccatoio (punto di emissione E8), né risulta che il Comune di Partinico abbia concesso l’autorizzazione ai sensi dell’art. 216 del R.D. n. 1265/1934;

Osservato che:

rientrano nei poteri del sindaco ex art. 216 t.u. sanitario r.d. 27 luglio 1934 n. 1265 ingiungere ad un’impresa, che esercita un’industria cosiddetta "insalubre", di presentare un progetto preordinato ad eliminare un temuto pericolo alla sanità pubblica e di mettere in funzione l’impianto entro un dato termine” (Cons. Stato, sez. V, 15/02/2001, n.766);

“in base agli art. 216 e 217 t.u. l. sanitaria, il sindaco è titolare di un’ampia potestà di valutazione della tollerabilità o meno delle lavorazioni provenienti dalle industrie, classificate "insalubri", e l’esercizio di tale potestà può avvenire in qualsiasi tempo e, quindi, anche in epoca successiva all’attivazione dell’impianto industriale e può estrinsecarsi con l’adozione in via cautelare di interventi finalizzati ad impedire la continuazione o l’evolversi di attività che presentano i caratteri di possibile pericolosità, per effetto di esalazioni, scoli e rifiuti, … e ciò per contemperare le esigenze di pubblico interesse con quelle pur rispettabili dell’attività produttiva. L’autorizzazione amministrativa per l’esercizio di un’industria classificata insalubre è concessa e può essere mantenuta a condizione che l’esercizio non superi i limiti della più stretta tollerabilità e che siano adottate tutte le misure, secondo la specificità delle lavorazioni, per evitare esalazioni "moleste"” (Cons. Stato, sez. V, 15/02/2001, n.766);

“l’installazione nell’abitato di una industria insalubre non è di per sé vietata in assoluto dal momento che lo stesso art. 216 t.u. 27 luglio 1934 n. 1265 la consente in determinate circostanze ed in particolari condizioni, qualora sia accompagnata dall’introduzione di particolari metodi produttivi o cautele in grado di escludere qualsiasi rischio di compromissione della salute del vicinato” (T.A.R. Marche, 23/11/2001, n.1201);

“in materia di sanità ed igiene pubblica, la p.a. non può limitare il proprio intervento sulle industrie insalubri solo mediante atti repressivi, stroncando così attività produttive esistenti e addirittura a suo tempo già autorizzate, ma deve compiere atti di prevenzione, individuando quelle particolari cautele da suggerire all’imprenditore affinché le esigenze produttive vengano salvaguardate e non provochino nocumento per il vicinato, come al riguardo stabilisce l’art. 216 r.d. 27 luglio 1934 n. 1265 (t.u. sanitario)” (T.A.R. Lombardia Milano, 27/12/1999, n.5123; Cons. Stato, sez. V, 22/06/1998, n.909);

“nell’esercizio dei poteri repressivi di cui agli art. 216 e 217, t.u. 27 luglio 1934 n. 1265, il sindaco può anche imporre la delocalizzazione dell’impianto” (T.A.R. Campania Napoli, sez. III, 24/02/1999, n.530), laddove “la delocalizzazione autoritativa e immediata degli impianti produttivi preesistenti divenuti incompatibili, può essere disposta, ai sensi dell’art. 217 del T.U.LL.SS. di cui al R.D. n.1265/34 unicamente nell’esercizio dei poteri di ordinanza contingibile ed urgente per la cessazione delle attività classificate insalubri di 1° classe, al fine di prevenire o impedire il pericolo o il danno per la salute pubblica, previo concreto accertamento della sussistenza di una situazione di effettiva pericolosità e laddove si siano rivelate inefficaci le misure tecniche finalizzate ad eliminare gli inconvenienti riscontrati (cfr. nel senso che nel novero delle misure adottabili in base agli artt. 216-217 cit. possa rientrare anche, quando del caso, quella della delocalizzazione dell’impianto Cons. di Stato, Sez. V, n. 587 del 3 giugno 1994)” (T.A.R. Lombardia – Milano – Sez. III, 11/10/2004, n. 5524; T.A.R. Valle d’Aosta, 14/04/2003, n.52; Cons. di Stato, Sez. V, n. 587 3/06/1994).




Ritenuto, pertanto, che:

sia doveroso adottare a tutela della salute pubblica un’ordinanza ex artt. 216 e 217 del R.D. n. 1265/1934, per limitare l’esposizione della popolazione esposta alle esalazioni provenienti dalle lavorazioni industriali della Distilleria Bertolino S.p.a. (industria insalubre di prima classe in pieno centro abitato), così come evidenziate anche dall’ARPA Sicilia;

sia necessario consentire all’azienda, nel bilanciamento degli interessi dell’impresa, l’adeguamento dei propri impianti alle cennate esigenze di tutela della salute pubblica, fatta salva la successiva verifica circa l’efficacia delle misure imposte ed il rispetto delle stesse

O R D I N A
alla Distilleria Bertolino S.p.a., con sede e stabilimento in Partinico nel Viale dei Platani s.n.c.

di stoccare in luogo chiuso, con sistema di depressione, le vinacce (vergini ed esauste) e le fecce destinate alle lavorazioni industriali, assegnando per l’adeguamento degli impianti aziendali termine di novanta giorni dalla notificazione della presente ordinanza. In particolare, dispone che:

le emissioni diffuse in ciascuna fase di manipolazione, produzione, trasporto, carico, scarico e stoccaggio delle vinacce (vergini, lavorate ed esauste) e delle fecce, quali prodotti pulverulenti, devono rispettare le prescrizioni e le direttive contenute nell’allegato 6 del D.M. 12/07/1990 ora inserite nell’allegato V della parte quinta del D.Lgs. n. 152/2006;

le emissioni diffuse in forma di gas o vapore, derivanti dalla lavorazione, trasporto, travaso, stoccaggio di sostanze organiche liquide (“borlande”) durante le fasi di lavorazione devono rispettare le prescrizioni e le direttive contenute nell’allegato 7 del D.M. 12/07/1990 ora inserite nell’allegato V della parte quinta del D.Lgs. n. 152/2006;

l’aria proveniente dalla zona chiusa di deposito e stoccaggio del materiale organico andrà aspirata e convogliala ad un biofiltro, il cui corretto funzionamento dovrà essere garantito tramite la dotazione di misuratori del grado di umidità, della portata di aria e della temperatura, in grado di produrre opportuni segnali ai fini di un feed impiantistico per la correzione dei parametri critici;

i punti di emissione dovranno essere orientati in modo da evitare che eventuali disservizi dei filtri biologici diffondano per aerosol sostanze nocive e maleodoranti;

i filtri biologici dovranno essere controllati con cadenza bisettimanale, anche in considerazione degli inquinanti microbici che provocherebbero nocumento al lavoratori. La Società, con cadenza semestrale, dovrà trasmettere al Comune di Partinico ed agli Organi di Controllo in seguito specificati, apposita dichiarazione sostitutiva nella quale vengano riportati il numero e l’esito dei controlli bisettimanali effettuati;

i punti di emissione dovranno essere dotati di sistemi di abbattimento a carbone attivo;

per il controllo e la determinazione quali/quantitativa delle emissioni odorigene la Ditta dovrà dislocare, nel periodo degli autocontrolli, almeno 8 (otto) campionatori passivi a diffusione radiale lungo il perimetro interno aziendale; questi saranno installati, in posizioni equidistanti tra loro, su pali, sottotetti, ecc. ad un’altezza di circa 3 metri dal suolo riparati dal box di campionamento per la protezione dalle intemperie;

la durata del campionamento non dovrà essere inferiore a 25 giorni consecutivi per semestre con l’attività lavorativa a pieno regime. I campionatori, dopo il ritiro, dovranno essere analizzati mediante estrazione con solvente (solfuro di carbonio) e la determinazione analitica quali/quantitativa delle sostanze organiche sarà condotta secondo tecnica GC/MS;

al fine di evitare la diffusione di emissioni nell’ambiente circostante, le porte di accesso ai locali dovranno essere dotate di dispositivi automatici per la chiusura delle stesse, minimizzando i tempi di apertura verso l’esterno; deve altresì essere previsto un sistema a depressione o a barriera laminare, al fine di evitare la diffusione verso l’esterno delle sostanze inquinanti e/o odorifere ogni qualvolta le porte dì accesso siano aperte;

nel caso di accertamento di molestie olfattive o superamento della normale tollerabilità, la Società dovrà applicare ogni ulteriore accorgimento, concordato con il Comune di Partinico e con gli Organi di Controllo, finalizzato al contenimento ed all’abbattimento delle stesse;

la Società dovrà concordare con l’A.R.PA. Sicilia e questo Comune una campagna di monitoraggio per la qualità dell’aria ed il rumore e trasmetterne apposita relazione, prima dell’inizio della costruzione degli impianti destinati al deposito e allo stoccaggio delle vinacce e delle fecce, a questo Comune, all’A.R.P.A. di Palermo, all’A.R.T.A., alla Provincia Regionale di Palermo e all’Agenzia per i Rifiuti e per le Acque;

di presentare, entro quarantacinque giorni dalla notificazione della presente ordinanza, un progetto preordinato ad eliminare le molestie olfattive derivanti dalle esalazioni causate dall’essiccatoio delle vinacce (punto di emissione c.d. “E 8”). Il progetto così presentato dovrà essere realizzato entro i successivi quarantacinque giorni decorrenti dalla data di approvazione da parte delle Autorità competenti.

Nel caso di mancato adeguamento nei termini sopra indicati alle prescrizioni imposte, si ordina la cessazione immediata dello stoccaggio a cielo aperto delle vinacce (vergini ed esauste) e delle fecce, con il conseguente obbligo di rimozione a carico della Distilleria Bertolino S.p.a., nonché la cessazione delle esalazioni moleste dell’essiccatoio.




Avverso la presente ordinanza è possibile ricorrere al T.A.R. della Sicilia, Sez. Palermo, nel termine di sessanta giorni decorrenti dalla notificazione del presente atto.

Partinico, lì 31 agosto 2007

Il Sindaco

Dott. Giuseppe Motisi







COMUNE DI PARTINICO PROVINCIA DI PALERMO
Deliberazione della Giunta Municipale N° 185 del Reg.
Data 27.12.2005
OGGETTO L.R. 10/91 – DIRETTIVA EX ART. 16 C.3 REGOLAMENTO SULL’ORDINAMENTODEI SERVIZI E DEGLI UFFICI IN AVVIO PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO PER LA VERIFICA DI LEGITTIMITÀ DELLE AUTORIZZAZIONI, LICENZE, CONCESSIONI EDILIZIE RILASCIATE DAL COMUNE DI PARTINICO ALLA DISTILLERIA BERTOLINO SPA DAL 1975 AL 2005 >.
L’anno duemilacinque il giorno ventisette del mese di Dicembre alle ore 12,30 nella sala delle adunanze del Comune, si è riunita la Giunta Municipale con l’intervento dei signori:
Presiede il Sindaco, Dott. Giuseppe Motisi e partecipa il Segretario Generale Dott. Lucio Guarino. Il
Sindaco, constatato il numero legale degli intervenuti, dichiara aperta la riunione ed invita a deliberare sull’oggetto sopraindicato.
Il Sindaco, constatato il numero legale degli intervenuti, dichiara aperta la riunione ed invita a
deliberare sull'oggetto sopraindicato.
Proposta di deliberazione avente per oggetto: " L.R.10/91 Direttiva ex art.16 c.33 Regolamento sull'Ordinamento dei Servizi e degli Uffici, in ordine a:
.
IL SINDACO
Premesso che è intendimento di questa Amministrazione, in conformità alle linee del programma politico amministrativo che intende attuare nel corso del proprio mandato, procedere alla verifica di legittimità delle autorizzazioni, licenze, concessioni edilizie rilasciate dal Comune di Partinico alla Distilleria Bertolino spa dal 1975 al 2005.
-Vista la nota dell'Assessore al Territorio ed Ambiente della Regione Siciliana, dell.5.4.1994 prot, n. 21827 indirizzata al Sindaco pro-tempore del Comune di Partinico, che recita " A seguito delle risultanze del rapporto ispettivo disposto da questo Assessorato con provvedimento n. 14752 del 26.3.1993 si è rilevato che tutte le concessioni ed autorizzazioni edilizie rilasciate per la Distilleria
Bertolino dopo l'approvazione dello strumento urbanistico generale vigente nel territorio di Partinico ( PUC n. 3 approvato con DPRS., 66/A del 16.4.1975), sono affette dallo stesso vizio originario di base, e cioè quello di essere state rilasciate non tenendo conto che la zona urbanistica D2 del PUC n. 3, nell'ambito della quale ricade la Distilleria, non consente, né la realizzazione, nè l'ampliamento di industrie insalubri di 1^ categoria, come sono classificate le distillerie. Infatti, in detta zona D2, la normativa contenuta nel suddetto Piano comprensoriale, consente la realizzazione di impianti industriali o artigianali innocui, definendo impianti innocui quelli che non producono fumo, né esalazioni, né rumori molesti. Per quanto sopra il rilascio da parte di codesto Comune di concessioni ed autorizzazioni edilizie per la Distilleria Bertolino è avvenuto in violazione delle norme urbanistiche e pertanto si chiede alla S.V. l'adozione dei consequenziali provvedimenti dì annullamento, in autotutela dandone comunicazione a questo Assessorato, nonché all'Autorità Giudiziaria competente, entro giorni 30 dalla presente .
-Visto il parere del Prof. Sandro Amorosino del 28.10.2004 prot. 14222 che, richiesto in merito, tra l'altro afferma “ prima di adottare eventuali provvedimenti di annullamento di concessioni o autorizzazioni, per motivi urbanistici, il Comune deve valutare molto attentamente, caso per caso, ogni situazione .. per non rischiare eventuali pronunce di illegittimità da parte del giudice amministrativo ..> ed inoltre ed ancora < sarebbe da dimostrare che il richiedente non agì in buonafede all'atto della richiesta, ad esempio ingannando intenzionalmente l'Amministrazione mediante false rappresentazioni di fatti>


http://www.isolapulita.it

http://isolapulita.splinder.com/post/13669502/SINDACO+GIUNTA+COSCIENZA+COERE

1 commento:

Anonimo ha detto...

nella scorsa legislatura è stata presentata l'interrogazione 5-06839 del 13 ottobre 1999 con la quale si chiedeva quali iniziative il Ministero dell'interno intendesse adottare per garantire la legalità e la trasparenza dell'attività amministrativa del comune di Isola delle Femmine in provincia
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Pag. LIII
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di Palermo, con specifico riferimento al pericolo di infiltrazioni nell'ambito della municipalità;
nessuna risposta è mai pervenuta;
le questioni denunciate con quell'atto riguardavano la presenza della giunta comunale di Isola delle Femmine di un assessore, cognato di un presunto boss mafioso, tale Pietro Bruno, nei confronti del quale di recente la Corte d'Appello di Palermo ha confermato la condanna penale (Giornale di Sicilia, del 16 marzo 2002);
l'assessore in questione, ingegnere Rocco Raffa, si è dimesso dopo l'arresto del cognato, ma risulta all'interrogante che continui ancora a frequentare il municipio;
di recente il sindaco di Isola delle Femmine, Stefano Bologna, è stato condannato a dieci mesi di reclusione per il reato d'abuso d'ufficio (Giornale di Sicilia del 15 marzo 2002) -:
se, a seguito di fatti accaduti nel luglio del 1999 e di quelli verificatisi nel marzo del 2002 l'amministrazione dell'interno abbia svolto attività ispettive sul comune di Isola delle Femmine;
quali iniziative intenda adottare il Ministro interrogato in merito alla condanna di primo grado, subita dal sindaco di Isola delle Femmine per garantire la legalità e trasparenza dell'attività amministrativa del comune ed ovviare al pericolo di un aggravamento della crisi di credibilità dell'istituzione locale e di infiltrazioni illecite nell'ambito della municipalità.
(4-02650)
Risposta. - La situazione politico-amministrativa del comune di Isola delle Femmine (Palermo) è attentamente seguita da questa amministrazione ed è sottoposta a costante monitoraggio da parte dell'ufficio territoriale del Governo di Palermo, anche in ordine alle vicende processuali cui fa riferimento l'interrogante.
Inoltre, sono state avviate approfondite indagini per accertare l'eventuale sussistenza di situazioni cui la legge riconnette l'esercizio del potere di controllo sugli organi degli enti locali.
Pertanto, solo al termine degli accertamenti in corso potranno, se del caso, essere adottati i provvedimenti ritenuti opportuni.