Bertolt Brecht  : “Chi non conosce
la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un
delinquente”


Non mi piace
pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da
digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi
perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle
persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..


“ Non c’è niente di più profondo di ciò
che appare in  superficie “


Pino Ciampolillo

lunedì, ottobre 08, 2007

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE DIPENDENTI POLITICA ED ELEZIONI




Questa è la storia, incredibile ma vera, di un lavoratore che a causa di mancato allineamento alla linea politica del Signor Bologna ed al metodo di gestione della cosa pubblica dello stesso è costretto a subire vessazioni e persecuzioni sul posto di lavoro con gravi danni morali, finanziari e psico-fisici.

LA VIA CRUCIS DELL’ARCHITETTO GIOVANNI ALBERT DIPENDENTE DEL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE

Lo scrivente è stato assunto dal Comune di Isola delle Femmine, art 14 della L.R. 26/86, nel maggio 1987 con la qualifica di Architetto, 8° livello, Funzionario, unico responsabile dell’Ufficio Tecnico Sanatorie, con il compito di gestire ed istruire le istanze di sanatoria di cui alla Legge 47/85 e successiva L.R. 37/85.

E’ da precisare che all’epoca soltanto un geometra mandava avanti l’Ufficio Tecnico del Comune.
Il compito dello scrivente dopo l’assunzione era quello di istruire le istanze di sanatoria edilizia ma, con l’andar del tempo, dall’istruzione delle pratiche è passato, con ordini verbali e scritti del Sindaco e degli Amministratori, a compiti ben diversi come la gestione dei lavori pubblici, dell’urbanistica e dell’edilizia privata.

Vince il concorso di Capo dell’U.T.C. l’ing Caliri G.ppe; la gestione dell’U.T.C. si divide; lo scrivente viene incaricato dall’ing Capo a gestire, oltre all’istruzione delle istanze in sanatoria, l’urbanistica, l’edilizia privata ecc.
Lo scrivente ha messo a disposizione dell’Amministrazione e dei cittadini la propria competenza e le proprie risorse per garantire il miglior servizio.

Dopo circa tre anni (Giugno/Luglio 1993) la tranquilla e cooperosa gestione dell’U.T.C. viene a mancare, perché cominciano i primi dissidi con l’Ing Capo e perché viene eletto Sindaco del Comune di Isola delle Femmine il Sig Stefano Bologna, che ha considerato l’Arch. Albert un avversario politico.

L’Ing Capo nomina lo scrivente responsabile di una serie infinita di settori dell’U.T.C., stracaricandolo di servizi.
Ha inizio così una sottile e crescente persecuzione verso lo scrivente.

L’Ing Capo non è in grado di contrastare le richieste assurde del Sig Sindaco, che ovviamente vuole una gestione clientelare dell’U.T.C., e quindi scarica tutte le responsabilità, derivanti da detta gestione, sullo scrivente.
L’inefficienza e la vigliaccheria dell’Ing Capo fa si che lo scrivente si ritrova indagato dalla Procura della Repubblica di Palermo.
Il sottoscritto deve subire l’onta e le lungaggini di un processo penale che si conclude, in primo grado, con la piena assoluzione dello stesso scrivente.

Lo scrivente si è opposto come meglio poteva, alla gestione clientelare dell’U.T.C. creata dal Signor Sindaco, (metodo adottato per essere rieletto nel maggio del 1995), gli ordini di servizio e le contestazioni di addebito si susseguono.
Il peso delle continue mortificazioni verbali e scritte da parte del Sig Sindaco e a turno da parte dei Segretari Comunali che si sono succeduti presso il Comune di Isola delle Femmine fa sì che lo scrivente si ammala e si assenta dall’ufficio per circa venti giorni.

Le visite fiscali si succedono, viene richiesta dal Signor Sindaco la visita medica collegiale, Il risultato???
Lo scrivente, al suo rientro in ufficio, viene emarginato ed allontanato dall’U.T.C. con il trasferimento in una stanzetta,di 9 mq., posta sopra l’asilo nido, non idonea alle funzioni per ospitare un ufficio tecnico comunale.

Dopo alcuni mesi, ricevuti gli arredi ed un collaboratore (operaio del servizio L.S.U. senza titolo di studio), l’ufficio tecnico sanatorie ricomincia a funzionare: Si effettuano sopralluoghi, si verbalizzano abusi edilizi, si predispongono ordinanze ecc.. come dovuto. Ma tutto ciò non era gradito al Signor Sindaco ed ad un Suo Assessore, per cui cominciano le minacce verbali e telefoniche, le vessazioni e le intimidazioni.
Il Sindaco, dimenticando la verità del servizio, si è permesso di dire che lo scrivente è stato distratto con altri servizi di istituto che lo stesso Sindaco considerava più interessanti ed urgenti.
La persecuzione diventa tangibile e cresce geometricamente, si offende la dignità personale e professionale dello scrivente che, costatato il superamento di ogni umano limite, si vede costretto a difendersi.

L’unica difesa legale possibile è la denuncia dei favoritismi e degli illeciti amministrativi, commessi dal Sindaco. Una serie di documentati esposti vengono inoltrati agli enti di controllo preposti (Procura della Repubblica, Ass.Reg. Enti Locali, Ass Reg Territorio e Ambiente ecc..) Il risultato???
Il piccolo ufficio tecnico sanatorie (una stanzetta), senza alcuna plausibile motivazione, viene chiuso con disposizione del Segretario Comunale, con l’aggravante di allontanare lo scrivente dal suo posto di lavoro.

Lo scrivente, danneggiato psicologicamente e fisicamente è costretto ad assentarsi, per un lungo periodo, dall’ufficio per motivi di salute. In tale periodo la persecuzione del Sindaco continua, i controlli fiscali diventano giornalieri. Viene richiesta una seconda visita medica collegiale ecc ecc.

In data 3/7/97 lo scrivente, stando meglio fisicamente, rientra in servizio.
Il Signor Sindaco è irritato da questo rientro, il responsabile dell’U.T.C. non sa quali provvedimenti deve adottare. Il risultato ???
La montagna partorisce il topo ed allo scrivente viene assegnata una mini scrivania in una stanza con altri tre impiegati, con un carico di lavoro mortificante.

Persiste la persecuzione a carico dello scrivente. Il Sindaco ed il Segretario non hanno pensiero che quello di colpire.
Una quantità abnorme di corrispondenza intercorre tra lo scrivente ed il responsabile dell’U.T.C., il Signor Sindaco e il Segretario Comunale.
E’ stato necessario l’intervento del Sindacato per ottenere un minimo di dignità alla funzione e la riduzione formale di quanto lamentato. Il risultato???
Allo scrivente viene assegnata, finalmente, una stanza con un modesto arredamento, un collaboratore tecnico e un carico di lavoro, ma…subito dopo, da molto carico si passa alla riduzione dei servizi.

L’ufficio tecnico sanatorie, in autonomia, ricomincia a lavorare, viene completata l’istruzione delle pratiche in possesso dello scrivente, vengono predisposte e inoltrate le note, con le quali si richiede l’integrazione della documentazione, vengono predisposti e notificati i dinieghi di concessione edilizia in sanatoria ecc.
Ma ovviamente tutto ciò non è gradito al Signor Sindaco e di conseguenza, al nuovo In Capo dell’U.T.C. Il risultato???
Allo scrivente viene negata l’autonomia nel gestire il proprio ufficio e pian pianino anche tutto il carico di lavoro.
Così lo scrivente viene pagato ma emarginato senza lavorare.

E’ una tortura psicologica.
L’arroganza del Signor Sindaco diventa intollerabile, (il Sig Bologna viene rieletto Sindaco nel Giugno 1999) la mia presenza in ufficio lo irrita moltissimo e diventa insopportabile e insidioso: minaccia più volte di licenziamento lo scrivente ed offende davanti ai colleghi di grado inferiore ecc…ecc… arriva anche alla diffamazione in luogo pubblico. Il risultato???
Lo scrivente, dulcis in fundo, viene sospeso ingiustamente dal servizio con determina dallo stesso Segretario Comunale che aveva chiuso il piccolo ufficio tecnico sanatorie.

Ora il Segretario Comunale è stato nominato dal Sindaco Direttore Generale del Comune di Isola delle Femmine, così molti dipendenti, compreso qualche dipendente condannato in via definitiva e un ex carcerato, sono stati promossi, certamente per motivi politici con aggravio della spesa a carico ed in danno dei cittadini.

Questa è la storia, incredibile ma vera, di un lavoratore che a causa di mancato allineamento alla linea politica del Signor Stefano Bologna ed al metodo di gestione della cosa pubblica dello stesso è costretto a subire vessazioni e persecuzioni sul posto di lavoro con gravi danni morali, finanziari e psico-fisici.

Arch Giovanni Albert

REPUBBLICA ITALIANA TRIBUNALE DI PALERMO SEZ LAVORO

In nome del popolo Italiano IL GIUDICE

Nella causa civile iscritta al n 4131/2004 R.G. controversie di lavoro promossa da ALBERT Giovanni, selettivamente domiciliato in Palermo presso lo studio degli Avv.ti Roberto Croce e Giuseppe Mandalà, da cui è rappresentato e difeso giusta procura a margine del ricorso;

ricorrente contro Comune di Isola delle Femmine, in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dall’avv Santo Zanghì giusta procura a margine della memoria di costituzione ed selettivamente domiciliato in Palermo presso lo studio del difensore;

convenuto

All’udienza di discussione del 20 settembre 2007 ha pronunciato sentenza avente il seguente DISPOSITIVO Il Giudice, definitivamente pronunciando ed ogni altra domanda, eccezione e difesa rigettando, dichiara illegittimo il licenziamento intimato al ricorrente e, per l’effetto, ordina a parte convenuta di reintegrarlo nel posto di lavoro;
condanna, altresì, parte convenuta al risarcimento del danno subito dal ricorrente versandogli una indennità commisurata alla retribuzione globale di fatto dalla data del licenziamento all’effettiva reintegrazione, oltre al versamento dei contributi assistenziali e previdenziali con la medesima decorrenza.

Condanna parte convenuta al pagamento, in favore del ricorrente, delle spese di lite della fase cautelare, che liquida in complessivi euro 1.500,00 di cui euro 800,00 per onorari, oltre I.V.A. e C.P.A. come per legge e rimborso forfetario sulle spese generali.

Condanna parte convenuta al pagamento, in favore del ricorrente, delle spese di lite della presente fase di merito, che liquida in complessivi euro 3.500,000 di cui euro 2.200,ooo per onorari, oltre . I.V.A. e C.P.A, come per legge e rimborso forfetario sulle spese generali.
Palermo 20 settembre 2007 il G.G. Paola Farina

Giovanni Albert
Comitato Cittadino per la difesa del Cittadino
Isola delle Femmine

NORME DI DEONTOLOGIA PROFESSIONALE ORDINE DEGLI ARCHITETTI
DELIBERA 20 DICEMBRE 2006
Premessa
Il paesaggio, il territorio e l’architettura sono espressione culturale essenziale dell'identità storica in ogni Paese.
L'architettura si fonda su un insieme di valori etici ed estetici che ne formano la qualità e contribuisce, in larga misura, a determinare le condizioni di vita dell'uomo e non può essere ridotta a un mero fatto commerciale regolato solo da criteri quantitativi. L’opera di architettura, ed in genere le trasformazioni fisiche del territori, tendono a sopravvivere al loro ideatore, al loro costruttore, al loro proprietario e ai loro originari utenti. Per questi motivi sono di interesse generale e costituiscono un patrimonio della Comunità.
La tutela di questo interesse è uno degli scopi primari dell'opera progettuale e costituisce fondamento etico della professione.
La società ha dunque interesse a garantire un contesto nel quale l'Architettura possa essere espressa al meglio, favorendo la formazione della coscienza civile dei suoi valori e la partecipazione dei cittadini alle decisioni concernenti i loro interessi; gli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori iscritti alle diverse sezioni dell’albo hanno il dovere, nel rispetto dell'interesse presente e futuro della società, di attenersi al fondamento etico proprio della loro disciplina.
Gli “atti progettuali” rispondono all'esigenza dei singoli cittadini e delle comunità di definire e migliorare il loro ambiente individuale, familiare e collettivo, di tutelare e valorizzare il patrimonio di risorse naturali, culturali ed economiche del territorio, adottando, nella realizzazione della singola opera e di ogni trasformazione fisica del territorio, le soluzioni tecniche e formali più adeguate ad assicurarne il massimo di qualità e durata, e il benessere fisico ed emozionale dei suoi utenti Le norme di etica professionale che seguono sono l'emanazione di questo assunto fondamentale che appartiene alla formazione intellettuale di ogni professionista iscritto all’albo degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, d’ora in avanti chiamato per brevità “iscritto”. Esse completano, nell'ambito delle leggi vigenti, le Norme per l'esercizio e l'ordinamento della Professione.
http://www.architettipalermo.it/deontologia.php?parent=Deontologia%20e%20norme%20di%20categoria


http://www.isolapulita.it

13 commenti:

Anonimo ha detto...

L'ex sindaco Bologn ha fatto cause a tutti con i soldi dei cittadini e li ha perso, tanto paga il Comune le parcelle del suo amico avv. Zanchì oltre 400milioni negli anni in cui è stato sindaco, anche se sconosciamo tutte le cause perse, Sindaco Portobello perchè non pubblichi le cause perse dall'avv. Zanghì e quanto il suo amico Bologna ha pagato!
Non lo farai perchè non vuoi stuzzicare l'ex amico Bologna per quello che ha fatto per te per Aiello e C. DEI PANNI SPORCHI MEGLIO TACERE

Anonimo ha detto...

SI APPRENDE CHE DAL 1993 IN POI L'UFFICIO TECNCIO ERA GESTITO DALL'EX SINDACO BOLOGNA IN MANIERA CLIENTELARE : NON E' VERO ERA GESTITO PER FARE AFFARI CON I GRANDI ELETTORI..............
FINALMENTE SI SCOPRE CHI ERA BOLOGNA

Anonimo ha detto...

da:Leandro Belluco
wel3@libero.it
www.lasciatecirespirare.it
Calussco d'Adda
Caro Giuseppe,
esprimo la mia solidarietà all'architetto Albert che ha finalmente avuto soddisfazione, anche se solo parziale, da parte della sezione lavoro del tribunale.
Se posso dare un piccolo suggerimento farei arrivare a tutti i cittadini la sintesi della sentenza e verificherei, data la favorevole conclusione, la possibilità di azione penale e civile nei confronti della persona che ha offeso pubblicamente l'architetto con richiesta di risarcimento molto elevata.
Molto spesso l'azione diretta nei confronti della persona e non dell'istituzione è molto più efficace in quanto la difesa dell'incriminato risulta sicuramente più difficile, onerosa e meno protetta .
Naturalmente per questo servono prove e testimoni disposti a dire la verità. Ma questa è un'altra storia!
Ciao
Leandro Belluco
wel3@libero.it

Anonimo ha detto...

Bologna deve spiegare ai cittadini di Isola delle Femmine qaule è stato il suo ruolo nella facenda della cooperativa della CALLIOPE, qual'è è stato il suo impegno nel cambiamento della destinazione d'uso del terreno dove sono stati costruiti i cinquanta alloggi?

Anonimo ha detto...

Bologna sulla vicenda Calliope non ha fatto nulla. Ha solo nascosto le carte.

Anonimo ha detto...

Noi opeai della cementeria non riusciamo a capire perchè BOLOGna che ci è stato sempre vicino anzi per noi ha fatto molto nel 2001 è riuscito a far avere una licenza edilizia alla italcementi per fare un deposito di pet-coke. Tutto questo in un'area che era destinato a verde. Bravo COMPAGNO BOLOGNA.
FATTI VEDERE IN CEMENTERIA

Anonimo ha detto...

Quella carta che ha firmato BOLOGNA alla cementeria era falsa
in cambio chiedete quanto ha ottenuto dalla cementeria

Anonimo ha detto...

OPERE ABUSIVE REALIZZATE SU UN’AREA RICADENTE NELLA FASCIA DI RISPETTO CIMITERIALE DELLA SIGNORA CATALDO LAURA.
Si tratta di costruzioni abusive ricadenti in area cimiteriale (pertanto non sanabile) per le quali, nonostante le risultanze dell’aerofotogrammetria, le quali escludono che le opere siano state realizzate prima del 1942, la Ditta aveva ottenuto la revoca del sequestro preventivo disposto dall’A.G.
Ordinanza 4 maggio 1996 il Giudice Montalbano Giacomo con cui si disponeva il dissequestro
Degli immobili.
L’esame comparato dello stralcio aerofotogrammetrico scala 1:200 effettuato il 31. ottobre 1992 con lo stralcio aerofotogrammetrico effettuato nel 1981 mette in luce che in entrambi i rilievi non risultano posizionate le costruzione in questione.
Ne consegue che il Giudice Montalbano Giacomo ha emesso l’ordinanza di dissequestro sulla scorta di dichiarazioni verosimilmente mendaci da parte della ditta alla quale vanno imputate le responsabilità di cui all’art 4 della legge n 15/68.
Le costruzioni non sono sanabili in quanto le stesse ricadono in area di rispetto cimiteriale, fascia di rispetto costiero e sede stradale; conseguentemente è applicabile la normativa ex L.R. n 7 del 29.2.80 e successiva circolare n 2dell’assessorato reg.le ter. Ambiente sulla inammissibilità della sanatoria e conseguentemente sul successivo rilascio della concessione edilizia.
La nota prot del maggio 1996 del Sindaco chiede “di conoscere se per le opere in questione sia stata presentata istanza di condono..” forse dimenticando o ignorando la nota del responsabile del procedimento 3581 del 1996 “la non sanabilità dlle opere di cui la ditta aveva presentato istanza di condono edilizio.

Anonimo ha detto...

E molto chiaro che il Comune di Isola è un luogo di affari e
gli Isolani devono sapere chi mandano ad amministrare il paese

Anonimo ha detto...

ISOLA Blitz dei Cc al Comune

SANATORIE EDILIZIE E ASSETTO URBANISTICO SEQUESTRATI ATTI

Isola delle Femmine I carabinieri della polizia giudiziaria, su mandato del sostituto procuratore Nicola Aiello, hanno sequestrato decine di fascicoli riguardanti sanatorie edilizie e assetto urbanistico.
Si è così arrivati ad una svolta, dopo un braccio di ferro tra l’amministrazione comunale del sindaco Stefano Bologna Stefano Bologna Stefano Bologna e il responsabile dell’ufficio sanatoria, architetto Giovanni Albert, a cui l’amministrazione comunale addebitava responsabilità in merito alla scarsa produttività dell’ufficio.
Albert ha risposto con un esposto inviato all’assessorato regionale Territorio, denunciando presunti interessi di amministratori comunale. L’ispettore inviato dalla Regione gli avrebbe dato ragione.
La vicenda di Isola è simile a quella di altre undici amministrazioni comunali, quasi tutte della fascia costiera, e su undici (7 dell’Ulivo e 4 del Polo) esisterebbero all’assessorato regionale documenti ispettivi dello stesso tenore, che riguardano soprattutto le zone di inedificabilità assoluta, dove da tempo si doveva procedere alle demolizioni.
Solo a Carini, che non è tra i comuni oggetto di ispezione, ci sono 571 fabbricati nella fascia dei 150 metri, e secondo il consigliere Nicastri (Ccd) sono tutti da demolire.
E non solo non si è fatto nulla, ma si sarebbe continuato a rilasciare certificati di destinazione urbanistica senza cenno alla situazione.
Della vicenda si è recentemente interessato a Palermo un convegno di notai, i quali hanno segnalato di avere effettuato tanti trasferimenti di proprietà che ora risultano nulli.
Enrico Somma “Las Sicilia”
1 giugno 1997

Anonimo ha detto...

Operazione "Fiato sul collo"

Iniziamo oggi a monitorare l'operato dei nostri dipendenti al consiglio comunale.

L'operazione "Fiato sul collo" parte oggi



La nostra presenza sarà una sorpresa.

Anonimo ha detto...

ATTENZIONE DIO PERDONA MA BOLOGNA QUANDO FA IL SINDACO NOOOOOO
TANTO PAGA IL COMUNE E LA VICENDA ALBERT E LA PROVA
DIFFIDATE DA BOLOGNA NEI PANNI DI AGNELLINO E UN LUPO PERICOLOSISSIMO

Anonimo ha detto...

BOLOGNA QUANDO FACEVA IL SINDACO
SI VENDICAVA CON CHI GLI DAVA FASTIDIO E CON I SOLDI DEL COMUNE PAGAVA GLI AVVOCATI MA OGGI CHI PAGA ALBERT NO BOLOGNA MA I CITTADINI SI
PERCHE NON DANNO I SOLDI AGLI INPIEGATI A PAT TIME PERCHE DEVONO PAGARE LE MALEFATTE DI BOLOGNA DI PORTOBELLO E DI ISOLA X PRENDRE IN GIRO TUTTI