Bertolt Brecht  : “Chi non conosce
la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un
delinquente”


Non mi piace
pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da
digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi
perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle
persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..


“ Non c’è niente di più profondo di ciò
che appare in  superficie “


Pino Ciampolillo

sabato, novembre 03, 2007

ISOLA DELLE FEMMINE ARCHITETTO ALBERT DOPO AVER VINTO IL RICORSO CONTRO L'INGIUSTO LICENZIAMENTO OGGI E' STATO PROSCIOLTO DALL'ACCUSA DI CALUNNIA




ERA IL GENNAIO 2006 QUANDO PONZIO PILATO EBBE A DIRGLI "Ricordi chi ti e' stato vicino in quell'antipatica vicenda con l'arch Albert?..."

SI IN EFFETTI ERA PROPRIO ANTIPATICA QUALLA VICENDA:


Riteniamo socialmente, moralmente, eticamente e politicamente doveroso da parte nostra, pubblicare quanto ci perviene.
La storia che all’apparenza sembra essere incredibile ed inverosimile, offre un quadro drammatico e mette in luce dei comportamenti di illegalità di persecuzio contro la PERSONA e di cattiva gestione della COSA PUBBLICA.







IN QUESTI ULTIMI MESI SENTO PARLARE CON SEMPRE PIU' INSISTENZA CHE PER LE COSE CHE HO fatto DOVREI DIMETTERMI.

NON CAPISCO DOVE COME E CON CHI HO SBAGLIATO:
Con i Sindacati?
Con il Cimitero?
Con la Calliope?
Con I Dipendenti?
Con il Saracen?
Con La SICAR?
Con L’Isola Ecologica?
Con La Paloma?
Con la lottizzazione Lo Bianco?
Con le destinazione d'uso dei terreni,(in preparazione del nuovo PRG)?
Mi si accusa di aver chiuso un occhio sull’abusivismo edilizio, per altro denunciato da ultimo anche dall’Arch Aliquò, i miei detrattori omettono di dire che avendo io due occhi se uno era chiuso l’altro occhio l’ho tenuto sempre ben aperto.
Sulla Pulizia del Paese sembra sia accusato di aver trasformato Isola in una piccola Pattumiera, però nessuno osa ricordare che IO con il mio Assessore Lo Piccolo abbiamo respinto i camion di immondizia mandataci dalla Campania.
E poi la storia dei Consulenti ma finiamola! A detta dei miei avversari sembra siano troppi, io non so se qualcuno di questi miei detrattori si è preso la briga di vedere il numero dei Consulenti che aveva il mio ex Sindaco Bologna. Perchè IO dovrei essere da meno?

Appunti mi vengono fatti anche:

Con i Vigili Urbani e in particolare con il loro Comandante?
O forse! Con la SALUTE dei Cittadini?
Con l'Italcementi?
A proposito di Italcementi di Pet-coke e di consulenti, vorrei ricordare ai miei avversari che all’indomani della dichiarazione del mio consulente (dr. Minagra), presso l’Assessorato “…il Comune di Isola delle Femmine concede l’autorizzazione all’uso del Pet-coke…” ho dovuto smentirlo, incaricare un altro consulente Ambientale (Cottone) e ridare fiducia al dr. Minagra.
Così facendo mi sono cautelato con ben due Consulenti Ambientali.
A proposito del Dr. Minagra e la Sua dichiarazione all’Assessorato, il mio Presidente della Commissione Ambiente mi aveva ufficialmente richiesto di chiarire la posizione ufficiale dell’Amministrazione sul Pet-coke. Mi sono detto: ma possibile che dobbiamo sempre parlare di Pet-coke?
Qualcuno ce l'ha con me per via della distribuzione di poltrone che mi hanno consentito di continuare a CAMPA'?
Con il paese che sta diventando sporco 24 ore su 24?
Con la cantierizzazione del raddoppio Ferrovariario?
Con la Commissione Edilizia Comunale?
Con il Piano Regolatore Generale?
E ancora! Forse ho sbagliato con l’arch Albert licenziato con provvedimento adottato nella seduta di Giunta Municipale (ho votato come il collega Cap Lucido)
n 34 del 2.3.04.
Oppure o sbagliato con l’arch Monica Giambruno da me confermata nel suo incarico di Responsabile 3° Settore con Determina Sindacale 26 del 18.6.04 salvo poi, haimè, revocarla dall’incarico con mia Determina del 10.10.05?
Ma si! Penso, forse di aver sbagliato con il Sindacato che nel caso specifico dell’arch Monica Giambruno non ho dato risposta alla supposta illegittimità della mia Determina n 30.
Non penso certo, di aver sbagliato nell’aver proposto alla G.C. che ha poi approvato, la rideterminazione della pianta organica volto ad aumentare il numero di posizioni con la funzione di capi settori, (a cui spetta la indennità di posizione e di risultato), detto in soldoni UN AGGRAVIO FINANZIARIO per il Comune.
D'altronde il prossimo anno a Isola delle Femmine si svolgeranno le elezioni amministrative.
Certamente! Non sbaglio nel profondere il mio impegno nella preparazione della lista per le prossime elezioni amministrative.
A volte penso ma è solo per questo che devo DIMETTERMI?

Caricato da isolapulita




























OGGETTO: ALBERT GIOVANNI, riassunto della storia di un Architetto scomodo all’interno dell’Ufficio tecnico del Comune di Isola delle Femmine


DELIBERA DI GIUNTA MUNICIPALE 159 DEL 23.12.99 SINDACO STEFANO BOLOGNA

Oggetto: Sospensione cautelare dal servizio del dipendente Architetto Giovanni Albert

Componenti della Giunta:
Aiello Paolo
Portobello Gaspare
Rubino Antonino
Lucido Salvatore

DETERMINA 5 DEL 23.12.99 DEL DIRETTORE MANLIO SCAFIDI

Sospensione cautelare dal servizio:
Le motivazioni della sospensione cautelare dal servizio anche alla luce del dispositivo della Corte di Appello di Palermo Quarta Sezione Penale 2.11.07 sono decadute quindi lo scrivente ha richiesto la restituzione del 50% dello stipendio, stipendio non percepito per cinque anni, oggi non liquidato.

DELIBERA DI GIUNTA MUNICIPALE 34 2.3.04 SINDACO STEFANO BOLOGNA

Oggetto: Adozione provvedimento disciplinare a carico del dipendente Architetto Giovanni Albert Licenziamento senza preavviso

Componenti della Giunta:
Aiello Paolo
Portobello Gaspare
Lucido Salvatore

DETERMINA 3 DEL 2.3.04 DIRETTORE GENERALE MANLIO SCAFIDI
Licenziamento senza preavviso:
Sentenza del giudice del Lavoro ex articolo 700 del 6.4.04 con la quale in tre mesi lo scivente viene reitegrato nel posto di lavoro;
Sentenza del Giudice del lavoro 3185/2007 del 20.9.07 con la quale il Comune di Isola delle Femmine viene condannato al pagamento dei danni, somma ad oggi non liquidata.

COSI’ HANNO AGITO E SI SONO COMPORTATI E NON DISGIUNTAMENTE IN CONTRASTO CON TUTTE LE NORMATIVE VIGENTI IN MATERIA DI PUBBLICO IMPIEGO IL Sindaco Stefano Bologna e il Direttore Generale Manlio Scafidi



IL NEPOTISMO E' REATO
IL NEPOTISMO E’ REATO
Un sindaco o un assessore, non possono fare favoritismi a vantaggio di figli, nipoti, parenti e amici, non solo in maniera diretta, ma neppure indiretta, facendo - per esempio - vincere appalti a ditte, a patto che poi queste assumano chi vogliono loro.
La Suprema Corte, annullando una sentenza d'Appello, ha ordinato un nuovo rinvio a giudizio per tre amministratori, spiegando che ‘in tema di corruzione, l’atto d’ufficio, oggetto di mercimonio, non va inteso in senso formale, in quanto deve comprendere qualsiasi comportamento che comunque violi (anche se non in contrasto con specifiche norme giuridiche o con istruzioni di servizio) i doveri di fedeltà, imparzialità, onestà che devono essere osservati da chiunque eserciti una pubblica funzione’”
Comitato Cittadino Isola Pulita


EMERGE CON FORZA IL 1° CASO DI MOBBING

Illegittimità della Concessione Edilizia n 14 del 28 maggio 1998 rilasciata alla Signora Lucido Nazzarena richiesta del 28 luglio 2003.
In riferimento alla pratica indicata in oggetto si comunica che lo scrivente è stato prosciolto, con formula piena, dalla accusa di calunnia anche in presenza di false dichiarazioni rilasciate, come persone informate sui fatti, da alcuni funzionari dell’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente.
Premesso quanto sopra con la presente si continua a richiedere, sono trascorsi n 8 (otto) mesi dalla nota dell’Assessorato Regionale al Territorio e Ambiente n 41866 del 14.7.03 con la quale viene dichiarata illegittima la Concessione Edilizia n 14/98, quali provvedimenti ha adottato codesto Assessorato Regionale della Famiglia delle Politiche Sociali e delle Autonomie Locali nei confronti del ViceSindaco, Sindaco e Direttore Generale.
La mancata e dovuta applicazione da parte di codesto Assessorato Regionale dell’articolo 40 della Legge 142/91, della Legge Regionale 48/91 e dell’articolo n 1 della Legge Regionale 17/94 8immobilismo politico) ha dato la possibilità agli amministratori del Comune di Isola delle Femmine di perseguitare lo scrivente il quale è stato….allontanato, minacciato, sospeso dal servizio e licenziato senza giusta causa.
Arch Giovanni Albert



Caricato da isolapulita



TRIBUNALE DI PALERMO SEZIONE LAVORO
VERBALE UDIENZA
L’ANNO 2004 IL GIORNO 5 MAGGIO DAVANTI AL GIUDICE DEL LAVORO DOTTOPR GIANFRANCO PIGNATARO, CHIAMATO IL PROCEDIMENTO 1474/2004 R.G.
TRA ALBERT GIOVANNI
C/
COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE
SONO PRESENTI I PROCURATORI DELLE PARTI E IL RICORRENTE PERSONALMENTE.
GLI AVVOCATI CROCE E MANDALA’ CHIEDONO UN BREVE RINVIO PER L’ESAME DELLA COMPARSA DI COSTITUZIONE AVVERSARIA, OGGI DEPOSITATA.
IL GIUDICE
RINVIA ALL’UDIENZA DEL 14.5.2004 H 12,30.
E’ PRESENTE LA DR. VALERIA MESSINA PER LA PRATICA FORENSE.

IL GIUDICE GIANFRANZO PIGNATARO

ALL’UDIENZA DEL 14.5.2004 SONO PRESENTI I PROCURATORI DELLE PARTI E IL RICORRENTE PERSONALMENTE.
SI PROCEDE ALL’INTERROGATORIO LIBERO DEL RICORRENTE, IL QUALEùADR.: “Confermo il ricorso.
ADR. In atto, né io né mia moglie percepiamo redditi. Mio figlio è studente”
L.C.S.
I procuratori discutono la causa e concludono come nei rispettivi atti L’avvocato Mandalà produce mod cud 2003 del ricorrente e dichiarazione del medesimo di chiusura della partita IVA.
In subordine, ove ritenuto necessario, chiede che vengano esaminati come informatori gli assessori Lucido e Portobello sulla circostanza della conoscenza delle denuncie presentate nei loro confronti dal ricorrente.
L’avvocato Zanghì si oppone.
E’ presente la d.sa Valeria Messina per la pratica forense.
Il Giudice
Riserva la decisione
IL GIUDICE
DR GIANFRANCO PIGNATARO


TRIBUNALE DI PALERMO SEZIONE DEL LAVORO


Il giudice
Letti gli atti e sciogliendo la riserva formulata all’udienza del 14 maggio 2004 nel procedimento ex art 700 c.p.c. promosso da Albert Giovanni nei confronti del Comune di Isola delle Femmine con ricorso depositato il 6. aprile 2004;
OSSERVA
Il ricorrente, dipendente del Comune assunto ai sensi dell’art 30 l.r. n 37/85 (sostituito dall’art 14 l.r. 26/1996) per l’esame istruttorio delle domande di autorizzazione o concessione in sanatoria, nonché per ogni altro adempimento connesso all’abusivismo edilizio nel territorio comunale, è stato licenziato con deliberazione di Giunta n 34 del 2. marzo 2004, per aver svolto attività libero professionale (l’Albert è architetto) in contrasto con i doveri d’ufficio e con le norme che vietano ai pubblici dipendenti prestazioni lavorative.
Egli ha impugnato in via d’urgenza il provvedimento sotto diversi profili, tra i quali, procedendo secondo l’ordine di pregiudizialità logica, va esaminato per primo quello connesso alla violazione dell’art 78 D.Lgs 267/2000, che impone- per quanto qui rileva- ai membri della giunta comunale di astenersi dal prendere parte alla discussione ed alla votazione delle deliberazioni riguardanti interessi propri o di loro parenti od affini sino al quarto grado.E’ stato dedotto, infatti, che due dei tre assessori che hanno preso parte alla deliberazione in commento, Gaspare Portobello e Salvatore Lucido, sono coinvolti direttamente o nella qualità di parenti entro il quarto grado, in abusi edilizi commessi nel territorio di comune di Isola delle femmine, denunciati dal ricorrente presso l’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente con note del 21. gennaio e 27 marzo 2003.
Il Comune si è difeso, per un verso, rilevando che l’iter amministrativo attivato dal ricorrente si era concluso, prima del licenziamento in esame, con le risposte fornite dall’Ufficio tecnico Comunale all’Assessorato che le aveva sollecitate e senza che l’autorità regionale avesse posto in essere ulteriori atti; per altro verso, sostenendo che gli assessori comunali non avevano avuto conoscenza delle denuncie in questione. Ciò che – si sostiene – proverebbe l’insussistenza di motivi di risentimento e, quindi, di incompatibilità in capo ai medesimi.
A parere dello scrivente, seppure nei limiti dell’accertamento sommario proprio del procedimento d’urgenza, il motivo è fondato.
Sembra anzitutto altamente improbabile che gli assessori Lucido e Portobello non conoscessero le denuncie formulate dal ricorrente nei loro confronti, tenuto conto sia del contesto ristretto in cui si sono svolti i fatti (Isola delle Femmine è un Comune assai piccolo e appare francamente incredibile che di un’iniziativa dirompente come quella dell’Albert non fossero stati informati i vertici politici dell’amministrazione, peraltro destinatari delle denuncie), sia della circostanza che le richieste di chiarimenti da parte dell’assessorato regionale (con allegato il testo delle denuncie) sono state inviate per conoscenza anche al Sindaco (sembra ancora una volta inverosimile che il capo della giunta non abbia a sua volta tenuto al corrente della vicenda i membri della stessa, proprio in occasione della deliberazione riguardante il licenziamento dell’autore delle denuncie).
Ma anche a prescindere da tali considerazioni, resta che i due assessori Lucido e Portobello, presunti autori o parenti di autori di violazioni edilizie, hanno partecipato (rappresentando peraltro la maggioranza dei membri della giunta) alla decisione di licenziare il ricorrente, responsabile dell’ufficio Sanatoria edilizia e abusivismo del comune in cui sarebbero stati commessi gli abusi ( v. a proposito del ruolo svolto dall’Albert all’interno dell’amministrazione comunale, il provvedimento del Direttore Generale Dottor Scafidi, allegato alla deliberazione e fatto proprio dalla giunta).
Deve ritenersi, pertanto, che la situazione in cui si trovano i due amministratori, a prescindere da ogni concreta influenza sulla deliberazione, concretizzi dal punto di vista obiettivo un interesse personale in contrasto con quello sotteso al provvedimento di giunta da adottarsi, e quindi una tipica causa di astensione rilevante ai sensi dell’art 78 D.Lgs 267.Il contesto che si è descritto, infatti, è senz’altro idoneo astrattamente ad influenzare la serenità di giudizio degli amministratori e dunque la trasparenza del processo motivazionale che sostiene la deliberazione di licenziamento dell’Albert (cft C.d:S. 7050/2003).
Ne deriva l’invalidità della deliberazione di giunta, in quanto adottata con il concorso di due assessori (su tre) in conflitto di interessi, che invece avrebbero dovuto astenersi.
Sotto altro profilo, poi, il licenziamento è stato adottato in violazione del principio di tempestività della contestazione.
Sia la legge (art 55 D.Lgs 165/2001), che il CCNL enti locali (art 24) che il Regolamento disciplinare comunale (art 7), fissano in 20 giorni dalla conoscenza del fatto il termine per la contestazione scritta dell’addebito al dipendente incolpato.
Ebbene, nella specie il fatto di cui alla contestazione 15707 del 7 novembre 2003 (pratica Inserillo), per ammissione dell’Amministrazione stessa, è stato conosciuto il 13 giugno 2003 ( v. memoria di costituzione pag 10), sicchè la contestazione medesima è avvenuta abbondantemente oltre il termine.
Per i fatti di cui ala contestazione n 1713 dell’11 febbraio 2004 (pratiche Scilluffo e Scalici), collocati temporalmente diversi anni addietro, era invece onere precipuo del Comune –allo stato non assolto – allegare e dimostrare quando ne avrebbe avuto conoscenza l’organo competente ad attivare il procedimento disciplinare.
Anche sotto questo profilo, quindi allo stato del presente accertamento sommario il licenziamento risulta viziato, sicchè sussiste il prescritto fumus boni iuris per accogliere in via cautelare l’impugnativa.
Sissiste, poi, anche il requisito del periculum in mora.
Assodato che il ricorrente prima del licenziamento percepiva soltanto l’assegno alimentare pari a Euro 917,13mensili (in quanto sospeso in via cautelare in dipendenza di altro procedimento disciplinare), che questo rappresentava l’unico reddito della famiglia, composta dalla moglie e da un figlio studente, e che egli, oltre alle spese ordinarie, deve pagare un canone mensile di euro 600,00 per l’appartamento familiare che conduce in locazione, deve concludersi che la mancata percezione di ogni compenso nelle more della definizione del giudizio di merito, sarebbe certamente causa di u pregiudizio grave ed irreparabile alla sfera degli interessi fondamentali del lavoratore in spregio all’art 36 Costituzione, in quanto lo priverebbe dei mezzi primari per il sostentamento proprio e della famiglia. Il ricorso va pertanto accolto con le situazioni di cui al dispositivo.
P.Q.M.
Ordina al Comune di Isola delle Femmine, in persona del legale rappresentante pro-tempore, di reintegrare immediatamente il ricorrente nel posto di lavoro e di corrispondergli l’indennità alimentare prevista dal CCNL di categoria.
Fissa per l’inizio del giudizio di merito il termine perentorio di trenta giorni dalla comunicazione della presente ordinanza.
Palermo 20 maggio 2004
IL GIUDICE
GIANFRANCO PIGNATARO



Arch Giovanni Albert Via Quasimodo 5 Torretta 18 marzo 2004
All’Ass.to Reg. TT.AA. Via Ugo La Malfa 169 Palermo
E p.c. Ass.to Reg della Famiglia delle Politiche Sociali e delle Autonomie Locali Viale Trinacria 34/36 Palermo

Oggetto Comune di Isola delle Femmine Richiesta su provvedimenti relativi ad abusi edilizi ai sensi della L.R.

Premettendo che Portobello Gaspare ha partecipato nella qualità di Assessore alla delibera di Giunta Comunale 34 del 2.3.04 con la quale lo scrivente è stato licenziato senza preavviso è doveroso evidenziare che:
con nota del 21.1.03, lo scrivente, ha comunicato che l’immobile abusivo di proprietà della Sig……….era sprovvisto dell’istanza di condono edilizio aggiungendo che da anni, l’immobile abusivo, è di proprietà dell’Assessore Gaspare Portobello;
con nota 13655 del 3.3.03 codesto Assessorato Regionale ha richiesto al Responsabile dell’Unità Organizzativa dell’Abusivismo Edilizio del Comune di Isola delle Femmine una dettagliata relazione in merito al presunto abuso;
con nota A.R. del 13.10.03, lo scrivente, ha richiesto a codesto Ass.to, fra l’altro, copia di quanto inoltrato dal Responsabile dell’Unità Organizzativa dell’Abusivismo del Comune di Isola delle Femmine in riscontro alla nota 13655 del 3.3.03;
con nota 67051 del 7.11.03 codesto Ass.to comunica allo scrivente che per la pratica della Signora………è in corso di istruttoria la richiesta di Concessione Edilizia in Sanatoria;
con nota 31.12.03, lo scrivente ha richiesto a codesto Ass.to a norma di quale articolo di legge è stata istruita la richiesta di Concessione Edilizia in Sanatoria.
Dal contenuto della nota 3946 27.1.04 emerge che il responsabile dell’abusivismo edilizio non ha predisposto il sopralluogo, così come richiesto dalla normativa vigente in materia,
ma trattandosi di un Assessore, il sopralluogo, si è trasformato in accertamenti cartacei. Il risultato….l’abuso edilizio già accertato ora, non esiste più.
L’Assessorato Regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e delle Autonomie Locali è pregato, con cortese urgenza, di accertare se è legittima e non lesiva nei confronti dello scrivente la presenza, nella seduta della giunta del 2.3.04, dall’Assessore Gaspare Portobello.

Albert Arch Giovanni



Arch Giovanni Albert Via Quasimodo 5 Torretta 16 marzo 2004
All’Ass.to Reg. TT.AA. Via Ugo La Malfa 169 Palermo
E p.c. Ass.to Reg della Famiglia delle Politiche Sociali e delle Autonomie Locali Viale Trinacria 34/36 Palermo

Oggetto Comune di Isola delle Femmine Richiesta atti della L.R. 10/91, ditta………

Premettendo che Lucido Salvatore ha partecipato nella qualità di Assessore alla delibera di Giunta Comunale 34 del 2.3.04 con la quale lo scrivente è stato licenziato senza preavviso è doveroso evidenziare che:
con nota del 27.03.03, lo scrivente, ha comunicato a Codesto Assessorato Regionale al TTAA che la Signora…………….madre dell’Assessore Lucido e suocera del Vigile Urbano……….ha ampliato, in difformità alla Concessione Edilizia 7/96, l’apartamento di Sua proprietà posto al secondo piano di un fabbricato ubicato fra Via Verdi e Via Toscanini;
con nota 28671 del 6.5.03 codesto Assessorato Regionale ha richiesto al Responsabile dell’Unità Organizzativa dell’Abusivismo Edilizio del Comune di Isola delle Femmine una dettagliata relazione in merito al presunto abuso;
con nota A.R. del 29.10.03, lo scrivente, ha richiesto a codesto Ass.to, fra l’altro, copia di quanto inoltrato dal Responsabile dell’Unità Organizzativa dell’Abusivismo del Comune di Isola delle Femmine in riscontro alla nota 28681del 6.5.03;
con nota del 28.1.04, lo scrivente, ha reiterato la richiesta del 29.10.03.
Dal contenuto della nota 12091 del 2.3.04 emerge che il responsabile dell’abusivismo edilizio non ha predisposto il sopralluogo, così come richiesto dalla normativa vigente in materia,
ma trattandosi della suocera di un Vigile Urbano madre di un Assessore, il sopralluogo, si è trasformato in accertamenti cartacei, accertamenti demandati al comando dei Vigili Urbani. Il risultato….l’abuso edilizio non esiste.
L’Assessorato Regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e delle Autonomie Locali è pregato, con cortese urgenza, di accertare se è legittima e non lesiva nei confronti dello scrivente la presenza, nella seduta della giunta del 2.3.04, dall’Assessore Lucido Salvatore

Albert Arch Giovanni




Alla Soprintendenza ai BB CC AA Via Ausonia Palermo prot 1446 84199 3 marzo2004
Arrivo prot 3047 23 febbraio 2004


Oggetto Sanatoria ditta…………………………

In riferimento alla Vostra nota prot 0664/N del 2.2.04 avente pari oggetto della presente si trasmettono in allegato:

Copia della richiesta di concessione in sanatoria inoltrata al Comune;
Dichiarazione sostitutiva di atto notorio attestante la data di realizzazione dell’abuso.

Firma
…..




Regione Sicilia Ass.to TT.AA Dipartimento Urbanistica servizio 5 2 marzo 2004
Protocollo 12091


Oggetto Comune di isola delle Femmine Richiesta Atti L.R. 10/91 ditta …………….

Architetto Albert Giovanni Via Quasimodo 5 Torretta
E p.c. Assessorato R.le alla Famiglia alle politiche sociali alle autonomie locali Palermo

In riferimento alla lettera del 28.1.04 con cui si chiede copia della realazione del Comune di Isola delle Femmine in merito ai presunti abusi in Via verdi, si fa presente che la richiesta deve essere inoltrata al Comune che detiene l’atto, con le modalità l.r. 10/91.
Nel merito del contenuto della stessa il Responsabile dell’abusivismo edilizio ha rappresentato che l’esposto suddetto, che fa riferimento alla “esistenza di abuso edilizio comunicato più volte al UTC e al comando dei VVUU”, è stato trasmesso per accertamenti al Comando di Polizia Municipale, che ha rilevato la circostanza che non è stata mai rinvenuta comunicazione di abuso, né a firma di Albert, né di altre persone, in merito all’apmpliamento del secondo piano in Via verdi e che il fabbricato risulta rilasciata concessione edilizia.
Il dirigente dell’U.O. 5.2. Arch Maini
Visto il Dirigente Responsabile del Servizio 5
Ing Pietro Alfredo Scaffidi Abbate



Arch Giovanni Albert Via Quasimodo 5 Torretta 28 gennaio 2004
All’Ass.to Reg. TT.AA. Via Ugo La Malfa 169 Palermo
E p.c. Ass.to Reg della Famiglia delle Politiche Sociali e delle Autonomie Locali Viale Trinacria 34/36 Palermo

Oggetto Comune di Isola delle Femmine Richiesta atti ai sensi della L.R. 10/91 Opere abusive realizzate in Via Verdi

In riferimento all’oggetto, con la presente, si sollecita un gentile cenno di riscontro alla nota 29.10.03 con la quale lo scrivente chiedeva a codesto Spett.le Ass.to Reg.le TT.AA., copia di quanto inoltrato dal responsabile dell’Abusivismo edilizio del Comune di Isola delle Femmine al fine di riscontrare quanto Voi richiesto con nota 28671 del 6.5.03.
L’Assessorato Regionale della Famiglia delle Politiche Sociali e delle Autonomie Locali, che legge per conoscenza, è pregato di intervenire urgentemente al fine di rispettare i tempi e le modalità dettate dalla Legge Regionale 10/91.

Albert Arch Giovanni




Regione Sicilia Ass.to TT.AA Dipartimento Urbanistica servizio 5 27 gennaio 2004
Protocollo 3946


Oggetto Comune di Isola delle Femmine Esposto richiesta notizie su procedimenti relativi ad abusi edilizi ai sensi della l.r. 10/91

all’Arch Giovanni Albert Via Quasimodo 5 Torretta

Con nota di questo Assessorato prot 67091 7.11.03 sono stati rappresentati gli esiti della relazione ispettiva per verificare quanto segnalato con esposto.
Con lettera datata 31.12.03 assunta al prot di questo Assessorato al n 68 del 5.1.68 in riferimento a quanto sopra chiesto di chiarire “a norma di quale legge è stata istruita la richiesta di concessione edilizia in sanatoria delle opere abusive realizzate dalle ditte …………e………..”.
La superiore richiesta, redatta ai sensi della legge regionale 10/91, deve essere effettuata, esclusivamente, al Comune di Isola delle Femmine, che detiene stabilmente l’atto in questione.
Il dirigente dell’U.O. 5.2. Arch Maini
Visto il Dirigente Responsabile del Servizio 5
Ing Pietro Alfredo Scaffidi Abbate




Arch Giovanni Albert Via Quasimodo 5 Torretta 31 dicembre 2003
All’Ass.to Reg. TT.AA. Via Ugo La Malfa 169 Palermo

Oggetto Comune di Isola delle Femmine Richiesta notizie ai sensi della L.R. 10/91

In riferimento all’oggetto e alla Vostra nota 67091 del 7.11.03 con la presente si chiede, con cortese urgenza, di sapere a norma di quale articolo di legge è stata istruita la richiesta di Concessione Edilizia in Sanatoria delle opere abusive e non sanate realizzate dalla…………..e dalla….
Sicuro di un Vostro sollecito riscontro, distintamente saluto.
Albert Arch Giovanni



Alla Soprintendenza ai BB CC AA Via Ausonia Palermo prot 8710 84199 1.12.03
Introitata dal Comune di Isola delle Femmine 21.11.03


Oggetto Richiesta di rilascio Nulla Osta

…per immobile realizzato in difformità alla licenza edilizia

CHIEDE a questo Spett.le Ente il rilascio del Nulla Osta in sanatoria relativamente all’ampliamento del piano attico realizzato abusivamente nell’immobile di sua proprietà…….

A tal fine si allega alla presente
3 copie di realzione tecnica illustrativa;
3 copie di elaborati grafici;
3 copie di regesto fotografico;



Regione Sicilia Ass.to TT.AA Dipartimento Urbanistica servizio 5 7 novembre 2003
Protocollo 67051


Oggetto Comune di Isola delle Femmine Esposto a firma Albert su pratiche di sanatoria edilizia

all’Arch Giovanni Albert Via M/1 15 Capaci

In riferimento all’esposto assunto al prot di questo Assessorato al 4034 del 21.1.03, dalla lettura della relazione ispettiva si rileva che per i due abusi commessi dalla Ditta……………… è stata emesso un diniego di sanatoria e una demolizione d’ufficio, mentre per le ditte …….e……sono in corsa di istruttoria le richieste di concessione edilizia in sanatoria.
Per quanto suddetto non si rilevano da parte dell’Amministrazione Comunale comportamenti in contrasto con la normativa vigente.
Il dirigente dell’U.O. 5.2. Arch Maini
Visto il Dirigente Responsabile del Servizio 5
Ing Pietro Alfredo Scaffidi Abbate



Arch Giovanni Albert Via Quasimodo 5 Torretta 29 ottobre 2003
All’Ass.to Reg. TT.AA. Via Ugo La Malfa 169 Palermo
E p.c. Ass.to Reg EE.LL. Viale Trinacria 34 Palermo

Oggetto Comune di Isola delle Femmine Richiesta atti ai sensi della L.R. 10/91 Opere abusive realizzate in Via Verdi

In riferimento alla richiesta A.R. 27.3.03 e alla Vostra nota 28671 del 6.5.03, con la presente si richiede copia di quanto inoltrato, se…inoltrato. A codesto spett.le Ass.to Reg.le TT.AA., dal responsabile dell’Abusivismo edilizio del Comune di Isola delle Femmine al fine di riscontrare quanto Voi richiesto con nota 6.5.03.
E’ doveroso evidenziare che l’attuale Assessore………………è a conoscenza dell’opera abusiva così come il Vigile Urbano, allora……perché non sono stati emessi i dovuti provvedimenti repressivi…?
Tutto ciò è veramente strano poiché negli anni ottanta, il Pretore di Carini perseguiva, in termini di legge, gli assessori e i dipendenti comunali che pur sapendo non denunciavano i fatti alle Autorità competenti. L’Ass.to Reg. agli EE.LL, che legge per conoscenza, è pregato di intervenire al fine di accertare la realtà dei fatti.

Albert Arch Giovanni



Arch Giovanni Albert Via Quasimodo 5 Torretta 13 ottobre 2003
All’Ass.to Reg. TT.AA. Via Ugo La Malfa 169 Palermo
E p.c. Ass.to Reg EE.LL. Viale Trinacria 34 Palermo

Oggetto Comune di isola delle Femmine Richiesta atti ai sensi della L.R. 10/91 Opere abusive sprovviste di domanda di condono edilizio di cui alla Legge 47/85 L.R. 37/85 e Legge 724/94
In riferimento alla richiesta dello scrivente 4034 del 21.1.03 e alla Vostra nota 13655 del 3.3.03, con la presente si richiede copia di quanto inoltrato, se…inoltrato. A codesto spett.le Ass.to Reg.le TT.AA., dal responsabile dell’Abusivismo edilizio del Comune di Isola delle Femmine al fine di riscontrare quanto Voi richiesto con nota 3.3.03.
E’ doveroso evidenziare che l’attuale Assessore………………è proprietario di uno degli immobili abusivi sprovvisti di istanza di condono edilizio, perché…..l’Amministrazione Comunale non ha emesso i dovuti provvedimenti repressivi…?Il perché lo ritroviamo nelle leggi che regolano l’attività degli Enti Locali, Leggi che prevedono, quando si è oggetto di un provvedimento repressivo emesso dalla stessa Amministrazione, la rimozione immediata dalla carica ricoperta sia come Assessore e/o Consigliere.
L’Ass.to Reg. agli EE.LL, che legge per conoscenza, è pregato di intervenire al fine di accertare la realtà dei fatti.

Si allega alla presente:
copia della nota dell’Ass.to Reg TT.AA. 13655 del 3.3.03;
copia della richiesta dello scrivente del 21.1.03.
Albert Arch Giovanni



Regione Sicilia Ass.to TT.AA Dipartimento Urbanistica servizio 5 6 Maggio 2003
Protocollo 28671


Oggetto Comune di Isola delle Femmine Esposto su presunti abusi in Via Verdi
Al Responsabile dell’U.O. Abusivismo Edilizio Comune Isola delle Femmine
e.p.c. al Sindaco Isola delle Femmine
all’Arch Giovanni Albert Via M/1 15 Capaci

Con lettera assunta al prot di questo Assessorato al 22596 del 3.4.03, che si allega in copia, l’arch Albert, ai sensi della l.r. 10/91, ha chiesto di conoscere quali provvedimenti sanzionatori siano stati emessi per le opere abusive evidenziate nella suddetta nota che si allega alla presente le quali, a detta dell’esponente ricadono in zona oggetto di stralcio del P.R.G. vigente.
Atteso quanto sopra codesto Comune è invitato, entro 15 giorni dal ricevimento della presente nota, a trasmettere dettagliata relazione in merito, in uno agli eventuali provvedimenti emessi.
Il dirigente dell’U.O. 5.2. Arch Maini
Visto il Dirigente Responsabile del Servizio 5
Ing Pietro Alfredo Scaffidi Abbate




Giovanni Albert Via M/1 15 90040 CAPACI SERVIZIO 3 21.marzo 2003

ALL’ASSESSORATO REG. TT.AA. VIA UGO LA MALFA 169 PALERMO PROT 4034 21.1.03

Oggetto Comune di Isola delle Femmine, opere realizzate in difformità alla concessione edilizia 7 del 1.4.96 rilasciata alla Signora……………..

Il sottoscritto Albert Giovanni nato a Torino 13.5.48 e residente a Capaci in Via M/1 15, dipendente del Comune di isola delle Femmine, con la qualifica di Architetto, responsabile dell’Ufficio Tecnico Sanatorie, in atto sospeso dal servizio,
VISTA
La legge 28.1.77 n 10 e successiva Legge Regionale del 27.12.78 71 con le quali vengono emanate nuove norme per l’edificabilità dei suoli introducendo tra l’altro un contributo commisurato alla incidenza delle spese di urbanizzazione primaria e secondaria, nonché il costo di costruzione;;
VISTO
Il Piano regolatore Generale, approvato dall’Assessorato Reg.le TT.AA. Decreto 121 del 24.3.83, con il quale vengono regolamentate, le zone A,B, e D del territorio comunale, stralciando le zone C di cui all’articolo 15 della legge Regionale 78/76;
VISTO
Che il territorio comunale ricade in un area cui alla Legge del 29.6.39 1497 (Vincolo Paesaggistico) e ihn un area di cui alla legge del 2.2.74 n 64 (Vincolo Sismico);
CONSIDERATO
Che l’abuso edilizio, riferito all’ampliamento di un secondo piano di un fabbricato sito in via Verdi, è stato….volutamente ignorato dall’Amministrazione Comunale poiché l’esistenza dello stesso abuso è stato comunicato più volte dallo scrivente all’Ing Capo dell’UTC e al Comando dei Vigili Urbani;
CONSIDERATO
Che l’abuso edilizio è stato realizzato in contrasto con quanto dettato dalle norme di attuazione del PRG e cosa ancora più grave in difformità al Nulla-Osta del Genio Civile;
CHIEDE
A codesto Spett.le Ass.to Reg.le al TT.AA, con le modalità e i tempi della Legge Regionale 10/91, se il Responsabile dell’U.tà Organizzativa dell’Abusivismo Edilizio del Comune di Isola delle Femmine può accertare….l’esistenza delle opere realizzate in difformità alla Concessione Edilizia indicata in oggetto.
E’ doveroso evidenziare che la Signora…………..è la madre dell’Assessore………ed è la suocera di un vigile urbano.
Oggi chi controlla se vengono realizzate opere all’interno della fascia di rispetto costiero in difformità a quanto dettato dalla lettera a dell’articolo 15 della legge regionale 78 del 12.6.76 e legge regionale 27.12.78 n 71………????
Oggi chi controla se viene Autorizzata la ristrutturazione di immobili oggetto di diniego di C.E. in Sanatoria….???
Oggi………chi controlla l’attività edilizia….?

Capaci 27.03.03




Regione Sicilia Ass.to TT.AA Dipartimento Urbanistica servizio 5 3 marzo 2003
Protocollo 13655


Oggetto Comune di isola delle Femmine Richiesta notizie

Al Responsabile dell’U.O. Abusivismo Edilizio Comune Isola delle Femmine
e.p.c. al Sindaco Isola delle Femmine
all’Arch Giovanni Albert Via M/1 15 Capaci

Con lettera assunta al prot di questo Assessorato al 40034 del 21.1.03, che si allega in copia, l’arch Albert, ai sensi della l.r. 10/91, ha chiesto di conoscere quali provvedimenti sanzionatori siano stati emessi per le opere abuse elencate nella suddetta nota che si allega alla presente le quali, a detta dell’esponente non sono oggetto di istanze di sanatoria.
Atteso quanto sopra codesto Comune è invitato, entro 15 giorni dal ricevimento della presente nota, a trasmettere dettagliata relazione in merito, in uno agli eventuali provvedimenti emessi.
Il dirigente dell’U.O. 5.2. Arch Maini
Visto il Dirigente Responsabile del Servizio 5
Ing Pietro Alfredo Scaffidi Abbate



Giovanni Albert Via M/1 15 90040 CAPACI SERVIZIO 3 21.GENNAIO 2003

ALL’ASSESSORATO REG. TT.AA. VIA UGO LA MALFA 169 PALERMO PROT 4034 21.1.03

Oggetto Comune di Isola delle Femmine, opere abusive sprovviste di Domanda di Condono Edilizio di cui alla Legge 47/85, Legge Reg 37/85 e Legge 724/94

Il sottoscritto Albert Giovanni nato a Torino 13.5.48 e residente a Capaci in Via M/1 15, dipendente del Comune di isola delle Femmine, con la qualifica di Architetto, responsabile dell’Ufficio Tecnico Sanatorie, in atto sospeso dal servizio,
VISTA
La nota 11996 del 16.10.97 del Responsabile dell’U.T.C. con allegato verbale del 20.10.97 e successivi verbali del 21.10.97 e 12.12.97, dai quali emerge che alcune pratiche sono sprovviste dell’istanza di condono edilizio;
VISTA
La nota n 15224 del 16.12.97 del Responsabile dell’U.T.C. dalla quale emerge che n 14 pratiche edilizie sono sprovviste di condono edilizio
VISTA
La nota 15339 del 17.12.97 del Responsabile dell’U.T.C. con la quale si comunica allo scrivente di richiedere alle ditte interessate la necessaria documentazione integrativa;
VISTE
Le ditte e le note di seguito elencate:
Ditta………………pratica edilizia 02/82 nota A.R.7698 del 24.6.98;
Ditta………………pratica edilizia 03/82 nota A.R.7697 del 24.6.98;
Ditta………………pratica edilizia 43/82 nota A.R.7704 del 24.6.98;
Ditta………………pratica edilizia 47/82 nota A.R.7703 del 24.6.98;
Vista
La nota dello scrivente 10006 del 24.8.98 con la quale si trasmettono al Responsabile dell’U.T.C. le pratiche sprovviste di Domanda di Condono Edilizio di cui ala Legge 47/85 e successiva Legge 724/94 per il proseguo delle stesse a norma delle Leggi vigenti in materia;
CONSIDERATO
Che lo scrivente ha più volte richiesto al Responsabile dell’U.T.C. quali provvedimenti ha adottato l’Amministrazione Comunale per reprimere gli abusi di che trattasi;
CHIEDE
A codesto Spett.le Ass.to Reg.le al TT.AA, con le modalità e i tempi della Legge Regionale 10/91, se può accertare quali provvedimenti ha adottato il Responsabile dell’U.tà Organizzativa dell’Abusivismo Edilizio del Comune di Isola delle Femmine per reprimere gli abusi edilizi prima identificati.
E’ doveroso evidenziare che l’immobile abusivo, pratica edilizia 43/82 (……..) sprovvisto di Domanda di Condono Edilizio di cui alla Legge 47/85 e Legge 724/94, è di proprietà del Signor……………………..Assessore del Comune di isola delle Femmine

Capaci 21.1.03

Si allega alla presente
Nota 11996 del 16.1.97;
Nota 15224 del 16.12.97;
Nota 15339 del 17.12.97;
Nota 7697 del 24.6.98;
Nota 7698 del 24.6.98;
Nota 7703 del 24.6.98;
Nota 7704 del 24.6.98;




COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE UFFICIO TECNICO
PROT 10006 24.8.98


Al Capo dell’UTC Sede
E p.c. Al Segretario Comunale Sede


Oggetto Trasmissione pratiche sprovviste di istanza in Sanatoria di cui alla L. 47/85 e L.R. 37/85

Con la presente, si trasmette in allegato le pratiche qui di seguito elencate per il proseguo delle stesse a norma della vigente normativa:
pratica edilizia 02/81…………….
pratica edilizia 03/81…………….
pratica edilizia 43/81…………….
pratica edilizia 47/81…………….

Si significa che per ognuna delle sudette pratiche, questo U.T.C. Sanatorie, ha richiesto alle ditte interessate, con nota Raccomandata A.R. se le stesse erano in possesso della domanda di Condono Edilizio.
Tanto per dovere d’ufficio.



IL FUNZIONARIO RESPONSABILE Arch Albert Giovanni



COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE UFFICIO TECNICO
PROT 7704 24.6.98

Alla …………………………………………90040 Isola delle Femmine

Oggetto Richiesta documentazione

Questo U.T. Sanatorie esaminata la pratica edilizia 43/82,riferita ad una sopraelevazione di un piano attico sito in questo Comune in…………,fa presente alla S.V. che la stessa è mancante della Domanda di Concessione Edilizia in Sanatoria, di cui alla L.47/85.
Per quanto sopra detto, si sollecita la S.V. di integrare detta pratica, entro e non oltre gg. 15 dal ricevimento della presente nota, con la documentazione necessaria, per il rilascio della Concessione Edilizia in Sanatoria.
Passato infruttuosamente il tempo sopra indicato, saranno adottati i provvedimenti consequenziali.

IL FUNZIONARIO RESPONSABILE Arch Albert Giovanni



LA DIATRIBA INGEGNERE O ARCHITETTO? DIPENDE………

ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA P.zza V.E. Orlando 1 Palermo

Oggetto: Esposto denuncia contro il Sindaco ed il Consiglio Comunale di Isola delle Femmine inerente la deliberazione del CC n 49 del 20.6.97 relativa a “Rettifica errore materiale nella deliberazione del CC 100 del 23.12.94”.
Il sottoscritto Giovanni Albert nato a Torino il 13.5.48 e residente a Torretta in C.da Zà Minica nella qualità di Architetto ed unico Funzionario dell’Ufficio Tecnico Sanatorie del Comune di isola delle Femmine,
ESPONE
Il consiglio Comunale di Isola delle Femmine con deliberazione n 68 del 6.9.79 ha istituito il posto di Capo dell’Ufficio Tecnico Comunale ed è stato previsto che per la copertura del posto è richiesta la laurea in Ingegneria o Architettura.
Tale norma è stata regolarmente applicata (delibera di CC 133 del 25.6.87) in occasione del concorso bandito a suo tempo e vinto dall’Ing Giuseppe Caliri ora dimissionario da circa un anno.
In sede di rideterminazione della pianta organica del personale il CC con deliberazione 100 23.12.94, vistata dalla CORECO il 23.2.95 con provvedimento 2809/2715 ha fatto confusione tra l’allegato “C” e l’allegato “D” nell’indicare la qualifica perché prima descrive “Ingegnere Capo Ufficio Tecnico” e dopo “Ingegnere o Architetto Capo”. Non risultano comunque deliberazioni con manifestazioni di volontà di modifica in merito.
Ora, dopo circa 18 mesi, omettendo di verificare quale era la giusta originaria denominazione del posto, di cui alla citata deliberazione 68 6.9.79 ed equivocando sull’errore, perché di fatto l’errore è nell’allegato “D” per occulte finalità contro lo scrivente, il Signor Sindaco ed i Signori Consiglieri Comunali di maggioranza hanno deliberato di rettificare la tabella “D” e così annullano la possibilità allo scrivente Architetto ed a tutti gli Architetti di Italia di poter partecipare al concorso.
Lo scrivente, in data 8.7.97 ha presentato opposizione alla deliberazione 49/97 e ne ha inviata copia anche a codesta Procura della Repubblica perché il contenuto del provvedimento non è veritiero e mira a colpire direttamente lo scrivente, che attualmente è dipendente del Comune di Isola delle Femmine con la qualifica di Architetto, unico responsabile dell’Ufficio Tecnico Sanatorie, e indirettamente tutti gli altri professionisti laureati in Architettura che possono avere interessi a partecipare al concorso che l’Amministrazione ha già bandito con deliberazione della Giunta Comunale 167 del 26.9.97 immediatamente esecutiva, ed ove è stato previsto che per l’ammissione al concorso è richiesto il possesso dei seguenti requisiti:
omissis
4) LAURAEA IN Ingegneria ed abilitazione professionale”
OMOSSIS
Per i seguenti motivi sopra esposti lo scrivente denuncia il Signor Bologna Stefanon nella qualità di Sindaco ed i Signori Consiglieri Comunali di isola delle Femmine perché codesta Spett.le procura possa acclarare la verità dei fatti e degli atti e verificare se dai predetti siano state violate norme del Codice Penale commettendo dei reati e danneggiando lo scivente e tutti gli Architetti.
Con osservanza, tanto spera.
Torretta
Arch Albert Giovanni
Qualora Codesta Procura della repubblica dovesse decidere l’evetuale archiviazione della presente denuncia, chiede di esserne informato
Architetto Albert Giovanni
Si allega
1)Fotocopia della delibera CC 68 del 6.9.79
2)Fotocopia della delibera CC 133 del 25.6.87
1)Fotocopia della delibera CC 100 del 23.12.94
1)Fotocopia della delibera CC 49 del 20.6.97
1)Fotocopia della delibera CC 167 del 20.6.97




LA DIATRIBA INGEGNERE O ARCHITETTO? DIPENDE………

Comitato Regionale di Controllo “Sezione Provinciale” Via P.pe di Belmonte 103/c Palermo
E p.c. Comitato Regionale Controllo Via Trinacria 34 Palermo
E p.c. Assessorato Regionale EE.LL.Via Trinacria 34 Palermo
E p.c. Procura della Repubblica Dottor Nicola Aiello Tribunale Palermo P.zza V.E. Orlando 1
E p.c. Presidente Ordine Architetti Piaza P.pe di Camporeale 6 Palermo

Oggetto opposizione alla deliberazione del Consiglio Comunale di Isola delle Femmine 49 del 20.6.97 relativa a “Rettifica errore materiale nella deliberazione consiliare n 100 23.12.94..”

Il sottoscritto Arch Giovanni Albert nato a Torino il 13.5.48 e residente a Torretta PA in contrada Zà Minica, nella qualità di dipendente del Comune di Isola delle Femmine unico funzionario responsabile dell’Ufficio Tecnico Sanatorie, presenta formale opposizione avverso la deliberazione consiliare n 49/97, specificata in oggetto, per i seguenti motivi:
-il posto in organico con la qualifica di Capo dell’Ufficio Tecnico è stato istituito con deliberazione consiliare fin dagli anni 80 ed è stato previsto che per la copertura del posto è richiesta la laurea in Ingegneria o in Architettura.
Tale norma regolamentare è stata giustamente applicata e consolidata in occasione del concorso, a suo tempo bandito, espletato e vinto dall’Ing G. Caliri da sei mesi dimessosi.
Perché, dunque oggi cambiare le carte in tavola con una speciosa motivazione “..rettifica errore materiale…”?
Probabilmente per impedire allo scrivente Architetto di poter partecipare al relativo concorso?
Si prega, quindi, il Comitato di Controllo di esaminare l’apposita deliberazione consiliare n 49/97 alla luce dei precedenti atti amministrativi perché l’errore lamentato è esattamente al contrario e cioè, si è fatta, ovviamente, un po’ di confusione nella rideterminazione della pianta organica (delibera 100/94) riportando nell’allegato C. “Ingegnere Capo dell’Ufficio Tecnico “ (nuova elaborazione) invece di “Ingegnere o Architetto” come, esattamente, riportato nell’allegato D e come è stato fin dall’origine.
E’, quindi, l’allegato C che deve essere rettificato e riportato all’originale dizione per eliminare qualsiasi possibilità o pericoli di equivoci.
Detta deliberazione 49/97 che danneggia direttamente lo scrivente e l’intera categoria degli Architetti, non è realmente ispirata alla tutela del pubblico interesse generale e non persegue, quindi, le finalità dettate dalla Legge.
Per tali motivi e previo approfondimento degli elementi contraddittori emergenti si chiede l’annullamento della deliberazione 49 del 20.6.97 del Consiglio Comunale di Isola delle Femmine.
Il Presidente dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Palermo, che legge per conoscenza, è pregato di intervenire a tutela dei diritti dello scrivente e di tutti gli Architetti
Torretta 8.7.97 Arch Albert Giovanni
n.b. Per gli Enti, la cui nota Gli è trasmessa per conoscenza, si allega copia delibera Consiglio Comunale 49/97

Comitato Cittadino Isola Pulita
http://www.isolapulita.it



A QUESTO PUNTO CORRE L’OBBLIGO DI FORNIRE UN QUADRO PIU’ DETTAGLIATO DI QUANTO AVVENUTO E LEGGENDO ATTENTAMENTE SI SCOPRE L’ORIGINE E IL MOTIVO DI TANTO ACCANIMENTO NEI CONFRONTI DI UN DIPENDENTE OLTRE AD AVERE UNA CHIARA VISIONE DI QUELLE CHE SONO STATE LE FORZE IN CAMPO CHE HANNO ORIGINATO LA CLASSE POLITICA ATTUALE (che è sempre la stessa anche se sotto “mentite spoglie”).

18 dicembre 1996 il comune di Isola con prot. 17642 invia a firma del Sindaco Stefano Bologna una missiva alla Prefettura al il consigliere comunale Angelo Mannino alla Stazione dei Carabinierei di Isola e alla Procura della Repubblica di Palermo.
La sua interrogazione sulla vicenda dell’Arch Albert non mi sorprende affatto, anzi la considero una logica evoluzione dell’azione intrapresa qualche giorno fa dall’ex Sindaco Di Maggio Vincenzo (suo referente politico) il quale si era recato negli Uffici Comunali per avere, non si capisce a quale titolo, chiarimenti sulla vicenda da Lei citata nell’interrogazione.
Di tutti i “se” e i “perché che Lei in perfetta malafede cita nell’interrogazione, avrà ampi chiarimenti da parte del Segretario Comunale con apposita relazione che il sottoscritto ha già richiesto in merito.
Mi auguro, comunque, data l’importanza e la gravità del problema, che Lei in questa occasione non “getti” la pietra e poi “nasconda” la mano, come ha fatto con precedenti interrogazioni (poi ritirate) e come ha dimostrato in Consiglio Comunale non accettando le repliche e allontanandosi minacciosamente dall’aula.
La Sua interrogazione consentirà di approfondire il dibattito a Lei sino ad oggi sfuggito su dieci anni di gestione dell’Ufficio Tecnico di Sanatoria e su politica e affari a Isola delle Femmine negli ultimi quindici anni.
Si dovrà certamente parlare del perché in quegli anni, l’Ufficio Sanatorie non si occupava delle n 800 pratiche, circa, invece lasciate ad ammuffire con irrimediabili danni urbanistici e gravi e ancora irrisolti problemi alla cittadinanza mentre, invece, lo stesso ufficio curava le pratiche urbanistiche, le concessioni edilizie, le autorizzazioni e presiedeva tranquillamente la Commissione Edilizia e relazionava a tempo di record sul piano particolareggiato (vedi Comparto 1 zona “C”).
Finalmente su tutto ciò e su tanti altri aspetti si potrà cominciare a fare luce.
Ciò che ho scritto e più volte ribadito in pubblico dibattito in Consiglio Comunale, da Lei evidentemente non recepito, servirà comunque ad assicurare ed a valutare la completa trasparenza degli atti posti in essere dalla mia amministrazione e come già accade da qualche anno, ad assicurare la piena uguaglianza al cittadino-utente, dopo tanti anni oscuri di gestione della cosa pubblica, di scempio del territorio.
Il Sindaco Stefano Bologna

IL CONSIGLIERE ANGELO MANNINO IL 27.12.96 RISPONDE ALLA MISSIVA DEL Sindaco e per conoscenza ne invia copia alla Procura della repubblica ala Prefettura di palermo Al comando della stazione dei Carabinieri di Isola

Oggetto Risposta interrogazione Rif prot 17642 del 18.12.96
Sono sorpreso della sua risposta alla mia interrogazione del 10.12.96.
1. Smentisco categoricamente che il mio diritto di esercitare atività ispettiva su atti e comportamenti posti in essere dall’amministrazione attiva e chge hanno vasta risonanza in Paese non sono, certamente, logiche evoluzioni di inziative intraprese da terzi, ma altro non sono che sintesi di fatti più o meno noti che interessano la vita del nostro Comune e che meritano un dovuto approfondimento per una puntuale conoscenza ed informazione di tutto il Consiglio Comunale.
2. Poiché i fatti non sono di mia piena conoscenza ho ritenuto interessare la S.V. con i “se” ed i “perché”, così l’ho messo in condizioni di darmi esaurienti risposte.
3. In ordine a precedenti mie interrogazioni non ho mai tenuto i comportamenti che Lei mi addebita, anzi, Le ricordo che proprio quella interrogazione che Lei sostiene che io ho ritirato, è stata oggetto di una risposta biliosa e senza ulteriori passi avanti da Lei minacciati nei miei confronti, perché – sicuramente – quanto da me oggetto di interrogazione rispondeva al vero.!!!
4. Se qualche volta mi sono allontanato dall’aula consiliare, tale allontanamento è stato dettato dal buon senso, perché Lei ed i suoi assessori, con il beneplacito del Presidente del Consiglio Comunale, aggredendomi verbalmente e senza possibilità di replica democratica, su fatti e circostanze che nulla hanno a che vedere con la mia persona e con la mia esperienza politica che, Le ricordo, pubblicamente è iniziata nel Maggio del 1995.
5. In ordine al funzionamento e/o gestione degli ultimi 10 o 15 anni dell’Ufficio Tecnico delle Sanatorie non è oggetto della mia interrogazione e, certamente, non sarò io a sottrarmi ad un approfondimento. In merito Le ricordo che: -nel 1983 Lei è stato la punta di diamante della Lista “Nuova Isola”; -nel 1986 è stato l’animatore della Lista “Per isola”; -nel 1991 è stato centravanti di sfondamento della campagna elettorale condotta dalla Lista “Torre”, rivestendo prima la carica di Capogruppo Consiliare di maggioranza della medesima lista e poi Sindaco di tale schieramento. In tutto questo periodo è stato Vice-Commissario della Democrazia Cristiana locale, consentendogli di allacciare comparati con personaggi discussi di quella D.C., che tanto ruolo hanno svolto nella sua sistemazione.
6. Nella sua lunga azione politica, non mi risulta che abbia mai solevato problemi di ordine alla conduzione dell’Ufficio Tecnico delle Sanatorie, della C.E.C. e quant’altro ha a che fare con l’abusivismo edilizio.
Importante è a questo punto attivarsi immediatamente per sapere dpov’era Lei quando, a suo avviso, parla di scempio del territorio e tanti anni di oscura gestione della cosa pubblica.
Se Lei sa ed è a conoscenza di atti illegittimi posti in essere da chicchessia, abbia il coraggio di riferirle a chi di dovere, altrimenti è omissivo e formula accuse generiche.
Io una risposta sul piano politico c’è l’ho.
Lei in tuti questi anni non si è curato del nostro territorio, anzi indirettamente ne è stato l’artefice dello scempio:
ancora oggi dalle parti di Viale Marino esiste un insediamento di oltre 16 mini-appartamenti con l’accesso consentito da una strabella a fondo naturale di circa 2 metri, non prevista né dal regolamento edilizio vigente del Comune di isola delle Femmine, né dalle leggi urbanistiche che si sono susseguite nel tempo, con l’aggravante che ancora oggi non sono state realizzate alcune opere di urbanizzazione primarie, e tralascio lo scempio di Via C Colombo.
Lei in tutti questi anni non ha fatto nulla per risolvere “gli irrimediabili danni urbanistici”, come cita in lettera, ma si è prodigato esclusivamente di traghettare da uno schieramento all’altro, pugnalando politicamente alle spalle quanti le avevano accordato in buona fede fiducia ed amicizia, per arrivare al suo ambito traguardo:
“FARE IL SINDACO DI ISOLA DELLE FEMMINE ACCORDANDOSI ANCHE CON IL DIAVOLO” e seguendo il machiavellico detto: “IL FINE GIUSTIFICA I MEZZI”.
Concludo invitandola a non indirizzarmi lettere cariche di falsità e menzogne e consentire liberi dibattiti in Consiglio Comunale senza prevaricazioni da parte sua e dei suoi assessori.
Educatamente, Le invio distinti saluti.
Isola delle Femmine 27.12.1996
Il Consigliere Comunale Angelo Mannino









*DISPOSITIVO DELLA SENTENZA AVANTI ALLA IV SEZIONE CORTE DI APPELLO DI
PALERMO 2 novembre 2007

STEFANO BOLOGNA/ARCH ALBERT GIOVANNI

UDIENZA 2 NOVEMBRE 2007 CAUSA A CARICO DI ALBERT GIOVANNI

Componenti il Collegio
dr Rosario Luzio Presidente
dr Renato Grillo Consigliere
dr Gabriella Di Marco Consigliere

Conclusioni del P.M. dr Daniela Giglio

DISPOSITIVO DELLA SENTENZA

La Corte visti gli art 605 c.p.p., in parziale riforma della sentenza emessa dal Tribunale in composizione monocratica di Palermo in data 15 dicembre 2003 nei confronti di ALBERT Giovanni, appellata dallo stesso, nonchè dal Pubblico Ministero e dalla parte civile assolve ALBERT Giovanni dall'imputazione di calunnia ascrittagli in epigrafe con riferimento agli esposti in data 6 giugno 1998, 25 luglio 1998, 27 luglio 1998 e 29 settembre 1998 nella parte relativa alla revoca dei dinieghi di concessione in sanatoria in favore di Cataldo Rosa Anna, Cataldo Grazia Vassallo Francesco Paolo, Monteleone Rita e Brucato Amedeo, perchè il fatto non costituisce reato, Conferma, nel resto, la sentenza impugnata rigettando gli effetti rispettivamente proposti dal Pubblico Ministero e dalla Parte Civile. Indica in giorni novanta il termine per il deposito della motivazione.
Palermo 2 novembre 2007
Il Presidente dr Rosario Luzio

SENTENZA





Comitato Cittadino per la difesa della DIGNITA' UMANA

http://www.isolapulita.it


Questa è la storia, incredibile ma vera, di un lavoratore che a causa di mancato allineamento alla linea politica del Signor Bologna ed al metodo di gestione della cosa pubblica dello stesso è costretto a subire vessazioni e persecuzioni sul posto di lavoro con gravi danni morali, finanziari e psico-fisici.

LA VIA CRUCIS DELL'ARCHITETTO GIOVANNI ALBERT DIPENDENTE DEL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE

Lo scrivente è stato assunto dal Comune di Isola delle Femmine, art 14 della L.R. 26/86, nel maggio 1987 con la qualifica di Architetto, 8° livello, Funzionario, unico responsabile dell'Ufficio Tecnico Sanatorie, con il compito di gestire ed istruire le istanze di sanatoria di cui alla Legge 47/85 e successiva L.R. 37/85.

E' da precisare che all'epoca soltanto un geometra mandava avanti l'Ufficio Tecnico del Comune.
Il compito dello scrivente dopo l'assunzione era quello di istruire le istanze di sanatoria edilizia ma, con l'andar del tempo, dall'istruzione delle pratiche è passato, con ordini verbali e scritti del Sindaco e degli Amministratori, a compiti ben diversi come la gestione dei lavori pubblici, dell'urbanistica e dell'edilizia privata.

Vince il concorso di Capo dell'U.T.C. l'ing Caliri G.ppe; la gestione dell'U.T.C. si divide; lo scrivente viene incaricato dall'ing Capo a gestire, oltre all'istruzione delle istanze in sanatoria, l'urbanistica, l'edilizia privata ecc.
Lo scrivente ha messo a disposizione dell'Amministrazione e dei cittadini la propria competenza e le proprie risorse per garantire il miglior servizio.

Dopo circa tre anni (Giugno/Luglio 1993) la tranquilla e cooperosa gestione dell'U.T.C. viene a mancare, perché cominciano i primi dissidi con l'Ing Capo e perché viene eletto Sindaco del Comune di Isola delle Femmine il Sig Stefano Bologna, che ha considerato l'Arch. Albert un avversario politico.

L'Ing Capo nomina lo scrivente responsabile di una serie infinita di settori dell'U.T.C., stracaricandolo di servizi.
Ha inizio così una sottile e crescente persecuzione verso lo scrivente.

L'Ing Capo non è in grado di contrastare le richieste assurde del Sig Sindaco, che ovviamente vuole una gestione clientelare dell'U.T.C., e quindi scarica tutte le responsabilità, derivanti da detta gestione, sullo scrivente.
L'inefficienza e la vigliaccheria dell'Ing Capo fa si che lo scrivente si ritrova indagato dalla Procura della Repubblica di Palermo.
Il sottoscritto deve subire l'onta e le lungaggini di un processo penale che si conclude, in primo grado, con la piena assoluzione dello stesso scrivente.

Lo scrivente si è opposto come meglio poteva, alla gestione clientelare dell'U.T.C. creata dal Signor Sindaco, (metodo adottato per essere rieletto nel maggio del 1995), gli ordini di servizio e le contestazioni di addebito si susseguono.
Il peso delle continue mortificazioni verbali e scritte da parte del Sig Sindaco e a turno da parte dei Segretari Comunali che si sono succeduti presso il Comune di Isola delle Femmine fa sì che lo scrivente si ammala e si assenta dall'ufficio per circa venti giorni.

Le visite fiscali si succedono, viene richiesta dal Signor Sindaco la visita medica collegiale, Il risultato???
Lo scrivente, al suo rientro in ufficio, viene emarginato ed allontanato dall'U.T.C. con il trasferimento in una stanzetta,di 9 mq., posta sopra l'asilo nido, non idonea alle funzioni per ospitare un ufficio tecnico comunale.

Dopo alcuni mesi, ricevuti gli arredi ed un collaboratore (operaio del servizio L.S.U. senza titolo di studio), l'ufficio tecnico sanatorie ricomincia a funzionare: Si effettuano sopralluoghi, si verbalizzano abusi edilizi, si predispongono ordinanze ecc.. come dovuto. Ma tutto ciò non era gradito al Signor Sindaco ed ad un Suo Assessore, per cui cominciano le minacce verbali e telefoniche, le vessazioni e le intimidazioni.
Il Sindaco, dimenticando la verità del servizio, si è permesso di dire che lo scrivente è stato distratto con altri servizi di istituto che lo stesso Sindaco considerava più interessanti ed urgenti.
La persecuzione diventa tangibile e cresce geometricamente, si offende la dignità personale e professionale dello scrivente che, costatato il superamento di ogni umano limite, si vede costretto a difendersi.

L'unica difesa legale possibile è la denuncia dei favoritismi e degli illeciti amministrativi, commessi dal Sindaco. Una serie di documentati esposti vengono inoltrati agli enti di controllo preposti (Procura della Repubblica, Ass.Reg. Enti Locali, Ass Reg Territorio e Ambiente ecc..) Il risultato???
Il piccolo ufficio tecnico sanatorie (una stanzetta), senza alcuna plausibile motivazione, viene chiuso con disposizione del Segretario Comunale, con l'aggravante di allontanare lo scrivente dal suo posto di lavoro.

Lo scrivente, danneggiato psicologicamente e fisicamente è costretto ad assentarsi, per un lungo periodo, dall'ufficio per motivi di salute. In tale periodo la persecuzione del Sindaco continua, i controlli fiscali diventano giornalieri. Viene richiesta una seconda visita medica collegiale ecc ecc.

In data 3/7/97 lo scrivente, stando meglio fisicamente, rientra in servizio.
Il Signor Sindaco è irritato da questo rientro, il responsabile dell'U.T.C. non sa quali provvedimenti deve adottare. Il risultato ???
La montagna partorisce il topo ed allo scrivente viene assegnata una mini scrivania in una stanza con altri tre impiegati, con un carico di lavoro mortificante.

Persiste la persecuzione a carico dello scrivente. Il Sindaco ed il Segretario non hanno pensiero che quello di colpire.
Una quantità abnorme di corrispondenza intercorre tra lo scrivente ed il responsabile dell'U.T.C., il Signor Sindaco e il Segretario Comunale.
E' stato necessario l'intervento del Sindacato per ottenere un minimo di dignità alla funzione e la riduzione formale di quanto lamentato. Il risultato???
Allo scrivente viene assegnata, finalmente, una stanza con un modesto arredamento, un collaboratore tecnico e un carico di lavoro, ma…subito dopo, da molto carico si passa alla riduzione dei servizi.

L'ufficio tecnico sanatorie, in autonomia, ricomincia a lavorare, viene completata l'istruzione delle pratiche in possesso dello scrivente, vengono predisposte e inoltrate le note, con le quali si richiede l'integrazione della documentazione, vengono predisposti e notificati i dinieghi di concessione edilizia in sanatoria ecc.
Ma ovviamente tutto ciò non è gradito al Signor Sindaco e di conseguenza, al nuovo In Capo dell'U.T.C. Il risultato???
Allo scrivente viene negata l'autonomia nel gestire il proprio ufficio e pian pianino anche tutto il carico di lavoro.
Così lo scrivente viene pagato ma emarginato senza lavorare.

E' una tortura psicologica.
L'arroganza del Signor Sindaco diventa intollerabile, (il Sig Bologna viene rieletto Sindaco nel Giugno 1999) la mia presenza in ufficio lo irrita moltissimo e diventa insopportabile e insidioso: minaccia più volte di licenziamento lo scrivente ed offende davanti ai colleghi di grado inferiore ecc…ecc… arriva anche alla diffamazione in luogo pubblico. Il risultato???
Lo scrivente, dulcis in fundo, viene sospeso ingiustamente dal servizio con determina dallo stesso Segretario Comunale che aveva chiuso il piccolo ufficio tecnico sanatorie.

Ora il Segretario Comunale è stato nominato dal Sindaco Direttore Generale del Comune di Isola delle Femmine, così molti dipendenti, compreso qualche dipendente condannato in via definitiva e un ex carcerato, sono stati promossi, certamente per motivi politici con aggravio della spesa a carico ed in danno dei cittadini.

Questa è la storia, incredibile ma vera, di un lavoratore che a causa di mancato allineamento alla linea politica del Signor Stefano Bologna ed al metodo di gestione della cosa pubblica dello stesso è costretto a subire vessazioni e persecuzioni sul posto di lavoro con gravi danni morali, finanziari e psico-fisici.

Arch Giovanni Albert

NON ABBIAMO POTERI DI VEGGENZA, I NOMI DEI PROMOSSI SONO A NOI
NOTI DALTRONDE ERANO "PROMOZIONI DOVUTE PER QUESTO CHE ERANO
ANNUNCIATE"

(il merito? controllare un buon pacchetto di voti)

ERA IL GENNAIO 2006 QUANDO PONZIO PILATO EBBE A DIRGLI "Ricordi chi ti e' stato vicino in quell'antipatica vicenda con l'arch Albert?..."

Si in effetti era proprio antipatica quella vicenda:
si trattava di mettere a punto un piano, mettere in atto dei comportamenti che portassero a emarginare ad isolare a spersonalizzare la PERSONA ALBERT.
Si era proprio antipatica quella vicenda , ma soprattutto la vostra ferrea volontà di annientare la PERSONA che in quel momento si chiamava ALBERT.
Dopo privato dell'ufficio, della scrivania, il non affidargli alcun carico di lavoro, siete riusciti a portare la persona/dipendente ALBERT ad umiliarsi: passare al mattino dalla portineria del Comune, bollare la cartolina e girare in lungo e in largo il paese, sino alla fine della giornata lavorativa, tornare e bollare il cartellino di presenza.

Così tutti i giorni e da diversi anni! UMILIANTE non trovate? Era questo forse il Vostro obiettivo?
Di tutto ciò eravate a conoscenza, anzi come dice il nostro Ponzio Pilato:
"si stavano vicini".

Forse speravate in cuor Vostro in un gesto inconsulto da parte della PERSONA
Albert?
La PERSONA Abert ha avuto la forza e lo spirito di RESISTERE e difendere la Sua dignita' umana.
Ci si chiede come mai questo accanimento? La relazione dell'ispettore dell'Assessorato Enti Locali ci dice:" Dagli atti esaminati si evidenziano diverse irregolarità aministrative riferite in massima parte ad inadempienze del Sindaco nell'espletamento del mandato.
Le inadempienze sono ascrivibili in ordine all'abusivismo edilizio e più precisamente si è accertato che alcune Ordinanze Sindacale emesse, sebbene di fatto trasmesse all'A.G. non risultano parimenti eseguite.
Nessun provvedimento di demolizione, infatti, è stato eseguito dall'A.C. ancorchè trattasi per alcune di violazioni ultronee alla facoltà concessa dalla L.R. 17/94 del diritto di abitazione e dalle leggi nazionale nell'anno 1994.
Tant'è che alle ordinanze di ingiunzione a demolire ed al successivo accertamento dell'inottemperanza non ha mai fatto seguito nè l'acquisizione al patrimonio comunale nè la demolizione delle opere abusive.
Presupposto fondamentale è la redazione del tipo di frazionamento al cui compito l'U.T.C. non è stato in grado di provvedere, nè l'A.C. ha ritenuto di affidare l'incarico a professionisti esterni.
In definitiva gli atti che concretizzerebbero le violazioni di legge sono
quelli richiamati nelle singole pratiche.
Di seguito si elencano le inadempienze riscontrate:
-Responsabilità del Sindaco in merito agli omessi provvedimenti conseguenziali alla Ordinanza di Demolizione n 43/96 in caso di giudizio
negativo da parte del T.A.R.
-responsabilità del Sindaco in ordine al rilascio di certificati di Abitabilità e/o Agibilità ove gli stessi risultino rilasciati in assenza della prescritta Concessione Edilizia di variante nonchè alla cessione di opere di urbanizzazione -sarebbe opportuno, pertanto richiedere gli atti sequestrati dalla A.G... .(Atto Ispettivo pagina 29 prot n 444 Assessorato Enti Locali Palermo 26.10.1997)

Si può dire che la "vicenda antipatica" in realtà risulta essere stata alquanto SQUALLIDA.
Questo dimostra, qualora ve ne fosse ancora la necessità, del prevalere degli interessi personali di famiglia o di bottega, sul rispetto delle regole, delle leggi della trasparenza della legalità, del rispetto della PERSONA e della dignità umana.

ATTO PRIMO
.......All'udienza di discussione del 20 settembre 2007 ha pronunciato sentenza avente il seguente DISPOSITIVO Il Giudice, definitivamente pronunciando ed ogni altra domanda, eccezione e difesa rigettando, dichiara illegittimo il licenziamento intimato al ricorrente e, per l'effetto, ordina a parte convenuta di reintegrarlo nel posto di lavoro; condanna, altresì, parte convenuta al risarcimento del danno subito dal ricorrente versandogli una indennità commisurata alla retribuzione globale di fatto dalla data del licenziamento all'effettiva reintegrazione, oltre al versamento dei contributi assistenziali e previdenziali con la medesima decorrenza...


http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2007/10/pubblica-amministrazione-dipendenti.htmllinks


ATTO SECONDO


L'accusa di calunnia avanzata dall'ex sindaco Bologna, a carico dell'arch Albert è risultata infondata.
La Corte d'Appello ha ritenuto fondate e legittime le critiche rivolte dall'ex capo dell'ufficio tecnico addetto alle sanatorie del comune di Isola delle Femmine.

L'arch Albert si era rifiutato di emettere una serie e ben identificate concessioni edilizie in sanatoria, concessione che nonostante il parere negativo del funzionario il Comune, retto dall'allora sindaco Bologna, le aveva accordate ugualmente. Su richiesta del funzionario Albert, l'assessorato Enti Locali aveva disposto degli accertamenti ispettivi, le cui risultanze sono state inviate
al CO.RE.CO. Sez prov.le di Palermo, alla Prefettura di Palermo, all'Ass.to
Reg.le Territorio Ambiente, alla Prefettura di Palermo oltre che alla
Procura della Repubblica di Palermo. (Decreto 2195/VIII del 22.11.1996 ).


L'ipotesi di illegittimità, avanzata da Albert e confermata dall'ispettore dell'Assessorato Enti locali, si riferivano alle revoche dei cosiddetti rifiuti di concessione in sanatoria disposte dal Sindaco Bologna. Se da una parte siamo di fronte ad un funzionario che ritiene il suo operato legittimo
e doveroso nell'interpretazione delle norme dal punto di vista tecnico, dall'altra abbiamo un Sindaco che si sente calunniato da questi comportamenti.


E' probabile che l'esito della sentenza darà luogo ad un esame di legittimità di tutti gli atti denunciati dal funzionario confermati dagli accertamenti messi in atto dall'Assessorato Enti Locali.

SENTENZA LAVORO N 3185 CRON N 27153 F.A. 25.10.07

REPUBBLICA ITALIANA TRIBUNALE DI PALERMO SEZ LAVORO
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL GIUDICE
Ha pronunciato la seguente SENTENZA
Nella causa civile iscritta al n 4131/2004 del ruolo generale affari civili contenziosi promossa in primo grado
Da
ALBERT Giovanni rappresentato e difeso dagli avv.ti Roberto Croce e Giuseppe Mandalà ed selettivamente domiciliato in Palermo presso lo studio dei difensori, giusta procura a margine del ricorso
Ricorrente
Contro COMUNE di ISOLA DELLE FEMMINE in persona del Sindaco pro tempore,
rappresentato e difeso dall'Avv Santo Zanghì ed elettivamente domiciliato in
Palermo presso lo studio del difensore;
resistente
OGGETTO: Impugnativa di licenziamento.
CONCLUSIONI DELLE PARTI: come da rispettivi atti difensivi.
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
Con ricorso depositato il 7 ottobre 2004 il ricorrente in epigrafe indicata conveniva in giudizio il Comune di Isola delle Femmine, in persona del Sindaco pro tempore, esponendo di essere stato dipendente della amministrazione comunale convenuta dall'11.9.1987 sino al 2.3.2004, data in cui veniva licenziato con provvedimento espulsivo, emesso quale sanzione disciplinare comminata in relazione ai fatti già contestatigli con precedenti note dell'11.2.2004 e del 7.11.2003.
Tanto premesso, eccepiva l'illegittimità del provvedimento risolutorio per difetto della dedotta giusta causa e/o giustificato motivo soggettivo, che variamente argomentava; in particolare deduceva preliminarmente l'illegittimità della deliberazione di giunta per violazione dell'art 78 del D.Lgs 267/2000, nonché per intervenuta violazione dell'art 25 comma 3 ccnl autonomie locali, e concludeva chiedendo la condanna del Comune alla reintegrazione nel posto di lavoro ai sensi dell'art 18 st. lav. e al risarcimento dei danni subiti, commisurati alle retribuzioni globali di fatto non percepite dalla data del licenziamento, così come previsto dall'art 18 comma 4 st. lav. Si costituiva in giudizio il Comune convenuto contestando la fondatezza delle domande e chiedendone il rigetto, sul presupposto della piena legittimità del licenziamento disciplinare comminato.
Senza alcuna istruzione, all'udienza del 20 settembre 2007, le parti discutevano, previo deposito di note difensive autorizzate, concludendo come in atti e la causa veniva decisa come da separato dispositivo di cui si dava immediata lettura ai sensi dell'art 429 comma 1 c.p.c.
MOTIVI DELLA DECISIONE
L'impugnativa di licenziamento appare fondata e, come tale, meritevole do accoglimento.
A tale proposito appare infatti corretta la preliminare censura sollevata da
parte ricorrente ed inerente l'illegittimità della delibera n 34 del 2 marzo 2004, di adozione del licenziamento impugnato, in quanto adottata in violazione del disposto dell'art 78 D.Lgs 267/200 (testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali).
Detto articolo in materia di "doveri e condizione giuridica" degli amministratori locali, dispone al secondo comma che
"gli amministratori di cui all'art 77 comma secondo devono astenersi dal prendere parte alla discussione e alla votazione di deliberazioni riguardanti interessi propri o di loro parenti od affini sino al quarto grado".

Tanto premesso in punto di normativa applicabile alla fattispecie, si osserva che la delibera di giunta comunale n 34 del 2 marzo 2004, di adozione della sanzione espulsiva proposta dal Direttore generale,, è stata adottata dalla giunta nella seguente composizione: Gaspare Portobello, Paolo Aiello, Salvatore Lucido (cfr doc 13del fascicolo di parte ricorrente).
Due dei predetti componenti, Lucido e Portobello, risultavano in precedenza
indicati, peraltro dall'odierno ricorrente, quali autori di abusi edilizi nelle note del 21.1.2003 e del 27.3.2003 indirizzate all'assessorato regionale Territorio e Ambiente (cfr doc 22 e 23 del fascicolo di parte ricorrente).
Appare pertanto evidente come dalla partecipazione dei due citati componenti (su tre dell'organo deliberante) emerge immediatamente la violazione del secondo comma dell'art 78 ult. Cit., atteso che la delibera adottata dall'organo in siffatta composizione collegiale aveva ad oggetto il licenziamento del ricorrente, responsabile dell'Ufficio Sanatoria del Comune nel cui ambito i due componenti avrebbero commesso gli abusi edilizi in precedenza denunciati.
Secondo il parere del decidente, la situazione per cui è causa, e verificatasi nei termini dianzi esposti, va a configurare, da un punto di vista oggettivo una palese ipotesi di interesse proprio dell'amministratore che ha partecipato alla decisione, a nulla rilevando il concreto contributo all'esito finale della deliberazione, apparendo di per sé astrattamente inidonea a garantire l'imprescindibile requisito dell'imparzialità nell'iter decisionale posto a fondamento della deliberazione di giunta, e per tutelare il quale è stato previsto dall'art 78 comma 2 del D.Lgs 267/200 un preciso obbligo astensione in capo agli amministratori.
Pertanto, vertendosi in ipotesi di interesse proprio di due dei tre amministratori i quali, pur se avevano l'obbligo di astenersi, hanno partecipato alla deliberazione (avente ad oggetto il licenziamento del ricorrente), che di fatto ha disposto il provvedimento recessivo impugnato, detta delibera risulta conseguentemente invalida in quanto emessa in violazione del secondo comma dell'art 78 ult cit.
All'invalidità della delibera, come sopra acclarata, segue l'illegittimità del licenziamento dalla stessa statuito.
Ogni altra questione, pure agitata in relazione ad ulteriori profili di invalidità del provvedimento recessivo impugnato, appare superata.
Il disposto dell'art 51 secondo comma del decreto legislativo 165/2001, secondo cui la legge 300/1970 si applica alle pubbliche amministrazioni a prescindere dal numero dei dipendenti, impone, quale conseguenza della declaratoria di illegittimità del licenziamento., l'ordine all'amministrazione convenuta, ai sensi dell'art 18 st. lav., di reintegrare il ricorrente nel posto di lavoro, oltre alla condanna al risarcimento del danno commisurato alla retribuzione globale di fatto dalla data del licenziamento sino all'effettiva reintegrazione, nonché al versamento dei contributi assistenziali e previdenziali con medesima decorrenza.
Le spese di lite, liquidate come nel dettaglio del dispositivo anche in relazione a quelle della espletata fase cautelare, seguono la soccombenza.
Il Giudice, definitivamente pronunciando ed ogni altra domanda eccezione e difesa rigettando, dichiara illegittimo il licenziamento intimato al ricorrente e, per l'effetto, ordina a parte convenuta di reintegrarla nel posto di lavoro; condanna, altresì, parte convenuta al risarcimento del danno subito dal ricorrente versandogli una indennità commisurata alla retribuzione globale di fatto dalla data del licenziamento all'effettiva reintegrazione, oltre al versamento dei contributi assistenziali e previdenziali con la medesima decorrenza.
Condanna parte convenuta al pagamento, in favore del ricorrente, delle spese di lite della fase cautelare, che liquida in complessivi euro 1.500,00 di cui euro 800,00 per onorari, oltre I.V.A. e C.P.A. come per legge e rimborso forfetario sulle spese generali.
Condanna parte convenuta al pagamento, in favore del ricorrente, delle spese di lite della presente fase di merito, che liquida in complessivi euro 3.500,00 di cui euro 2.200,00 per onorari, oltre I.V.A. e C.P.A. come per legge e rimborso forfetario sulle spese generali.
Palermo 20 Settembre 2007 Minuta depositata il 27 settembre 2007
Il G.L. Paolo Farina
DEPOSITATO IN CANCELLERIA 25.10.2007








Si in effetti era proprio antipatica quella vicenda:


si trattava di mettere a punto un piano, mettere in atto dei comportamenti che portassero a emarginare ad isolare a spersonalizzare la PERSONA ALBERT.
Si era proprio antipatica quella vicenda , ma soprattutto la vostra ferrea volontà di annientare la PERSONA che in quel momento si chiamava ALBERT. Dopo privato dell'ufficio, della scrivania, il non affidargli alcun carico di lavoro, siete riusciti a portare la persona/dipendente ALBERT ad umiliarsi: passare al mattino dalla portineria del Comune, bollare la cartolina e girare in lungo e in largo il paese, sino alla fine della giornata lavorativa, tornare e bollare il cartellino di presenza.

Così tutti i giorni e da diversi anni! UMILIANTE non trovate? Era questo forse il Vostro obiettivo?

Di tutto ciò eravate a conoscenza, anzi come dice il nostro Ponzio Pilato:

"si stavano vicini".

Forse speravate in cuor Vostro in un gesto inconsulto da parte della PERSONA Albert?
La PERSONA Abert ha avuto la forza e lo spirito di RESISTERE e difendere la Sua dignita' umana.
Ci si chiede come mai questo accanimento? La relazione dell'ispettore dell'Assessorato Enti Locali ci dice:" Dagli atti esaminati si evidenziano diverse irregolarità aministrative riferite in massima parte ad inadempienze del Sindaco nell'espletamento del mandato.
Le inadempienze sono ascrivibili in ordine all'abusivismo edilizio e più precisamente si è accertato che alcune Ordinanze Sindacale emesse, sebbene di fatto trasmesse all'A.G. non risultano parimenti eseguite.
Nessun provvedimento di demolizione, infatti, è stato eseguito dall'A.C. ancorchè trattasi per alcune di violazioni ultronee alla facoltà concessa dalla L.R. 17/94 del diritto di abitazione e dalle leggi nazionale nell'anno 1994.
Tant'è che alle ordinanze di ingiunzione a demolire ed al successivo accertamento dell'inottemperanza non ha mai fatto seguito nè l'acquisizione al patrimonio comunale nè la demolizione delle opere abusive.
Presupposto fondamentale è la redazione del tipo di frazionamento al cui compito l'U.T.C. non è stato in grado di provvedere, nè l'A.C. ha ritenuto di affidare l'incarico a professionisti esterni.
In definitiva gli atti che concretizzerebbero le violazioni di legge sono quelli richiamati nelle singole pratiche.
Di seguito si elencano le inadempienze riscontrate:
-Responsabilità del Sindaco in merito agli omessi provvedimenti conseguenziali alla Ordinanza di Demolizione n 43/96 in caso di giudizio negativo da parte del T.A.R.
-responsabilità del Sindaco in ordine al rilascio di certificati di Abitabilità e/o Agibilità ave gli stessi risultino rilasciati in assenza della prescritta Concessione Edilizia di variante nonchè alla cessione di opere di urbanizzazione -sarebbe opportuno, pertanto richiedere gli atti sequestrati dalla A.G.....(Atto Ispettivo pagina 29 prot n 444 Assessorato Enti Locali Palermo 26.10.1997)

Si può dire che la "vicenda antipatica" in realtà risulta essere stata alquanto SQUALLIDA.
Questo dimostra, qualora ve ne fosse ancora la necessità, del prevalere degli interessi personali di famiglia o di bottega, sul rispetto delle regole, delle leggi della trasparenza della legalità, del rispetto della PERSONA e della dignità umana.



ATTO PRIMO


.......All’udienza di discussione del 20 settembre 2007 ha pronunciato sentenza avente il seguente DISPOSITIVO Il Giudice, definitivamente pronunciando ed ogni altra domanda, eccezione e difesa rigettando, dichiara illegittimo il licenziamento intimato al ricorrente e, per l’effetto, ordina a parte convenuta di reintegrarlo nel posto di lavoro;
condanna, altresì, parte convenuta al risarcimento del danno subito dal ricorrente versandogli una indennità commisurata alla retribuzione globale di fatto dalla data del licenziamento all’effettiva reintegrazione, oltre al versamento dei contributi assistenziali e previdenziali con la medesima decorrenza………


http://ciampolillopinoisoladellefemmine.blogspot.com/2007/10/pubblica-amministrazione-dipendenti.html#links


ATTO SECONDO

L’accusa di calunnia avanzata dall’ex sindaco Bologna, a carico dell’arch Albert è risultata infondata.
La Corte d’Appello ha ritenuto fondate e legittime le critiche rivolte dall’ex capo dell’ufficio tecnico addetto alle sanatorie del comune di Isola delle Femmine.
L’arch Albert si era rifiutato di emettere una serie e ben identificate concessioni edilizie in sanatoria, concessione che nonostante il parere negativo del funzionario il Comune, retto dall’allora sindaco Bologna, le aveva accordate ugualmente.
Su richiesta del funzionario Albert, l’assessorato Enti Locali aveva disposto degli accertamenti ispettivi, le cui risultanze sono state inviate al CO.RE.CO. Sez prov.le di Palermo, alla Prefettura di Palermo, all’Ass.to Reg.le Territorio Ambiente, alla Prefettura di Palermo oltre che alla Procura della Repubblica di Palermo. (Decreto 2195/VIII del 22.11.1996 ).
L’ipotesi di illegittimità, avanzata da Albert e confermata dall’ispettore dell’Assessorato Enti locali, si riferivano alle revoche dei cosiddetti rifiuti di concessione in sanatoria disposte dal Sindaco Bologna. Se da una parte siamo di fronte ad un funzionario che ritiene il suo operato legittimo e doveroso nell’interpretazione delle norme dal punto di vista tecnico, dall’altra abbiamo un Sindaco che si sente calunniato da questi comportamenti.
E’ probabile che l’esito della sentenza darà luogo ad un esame di legittimità di tutti gli atti denunciati dal funzionario confermati dagli accertamenti messi in atto dall’Assessorato Enti Locali.

*DISPOSITIVO DELLA SENTENZA AVANTI ALLA IV SEZIONE CORTE DI APPELLO DI PALERMO 2 novembre 2007
STEFANO BOLOGNA/ARCH ALBERT GIOVANNI


UDIENZA 2 NOVEMBRE 2007
CAUSA A CARICO DI ALBERT GIOVANNI

Componenti il Collegio
dr Rosario Luzio Presidente
dr Renato Griòllo Consigliere
dr Gabriella Di Marco Consigliere

Conclusioni del P.M. dr Daniela Giglio

DISPOSITIVO DELLA SENTENZA

La Corte visti gli art 605 c.p.p., in parziale riforma della sentenza emessa dal Tribunale in composizione monocratica di Palermo in data 15 dicembre 2003 nei confronti di ALBERT Giovanni, appellata dallo stesso, nonchè dal Pubblico Ministero e dalla parte civile assolve ALBERT Giovanni dall'imputazione di calunnia ascrittagli in epigrafe con riferimento agli esposti in data 6 giugno 1998, 25 luglio 1998, 27 luglio 1998 e 29 settembre 1998 nella parte relativa alla revoca dei dinieghi di concessione in sanatoria in favore di Cataldo Rosa Anna, Cataldo Grazia Vassallo Francesco Paolo, Monteleone Rita e Brucato Amedeo, perchè il fatto non costituisce reato, Conferma, nel resto, la sentenza impugnata rigettando gli effetti rispettivamente proposti dal Pubblico Ministero e dalla Parte Civile. Indica in giorni novanta il termine per il deposito della motivazione.
Palermo 2 novembre 2007
Il Presidente dr Rosario Luzio





Comitato Cittadino per la difesa della DIGNITA' UMANA

http://www.isolapulita.it


A QUESTO PUNTO CORRE L’OBBLIGO DI FORNIRE UN QUADRO PIU’ DETTAGLIATO DI QUANTO AVVENUTO E LEGGENDO ATTENTAMENTE SI SCOPRE L’ORIGINE E IL MOTIVO DI TANTO ACCANIMENTO NEI CONFRONTI DI UN DIPENDENTE OLTRE AD AVERE UNA CHIARA VISIONE DI QUELLE CHE SONO STATE LE FORZE IN CAMPO CHE HANNO ORIGINATO LA CLASSE POLITICA ATTUALE (che è sempre la stessa anche se sotto “mentite spoglie”).

18 dicembre 1996 il comune di Isola con prot. 17642 invia a firma del Sindaco Stefano Bologna una missiva alla Prefettura al il consigliere comunale Angelo Mannino alla Stazione dei Carabinierei di Isola e alla Procura della Repubblica di Palermo.
La sua interrogazione sulla vicenda dell’Arch Albert non mi sorprende affatto, anzi la considero una logica evoluzione dell’azione intrapresa qualche giorno fa dall’ex Sindaco Di Maggio Vincenzo (suo referente politico) il quale si era recato negli Uffici Comunali per avere, non si capisce a quale titolo, chiarimenti sulla vicenda da Lei citata nell’interrogazione.
Di tutti i “se” e i “perché che Lei in perfetta malafede cita nell’interrogazione, avrà ampi chiarimenti da parte del Segretario Comunale con apposita relazione che il sottoscritto ha già richiesto in merito.
Mi auguro, comunque, data l’importanza e la gravità del problema, che Lei in questa occasione non “getti” la pietra e poi “nasconda” la mano, come ha fatto con precedenti interrogazioni (poi ritirate) e come ha dimostrato in Consiglio Comunale non accettando le repliche e allontanandosi minacciosamente dall’aula.
La Sua interrogazione consentirà di approfondire il dibattito a Lei sino ad oggi sfuggito su dieci anni di gestione dell’Ufficio Tecnico di Sanatoria e su politica e affari a Isola delle Femmine negli ultimi quindici anni.
Si dovrà certamente parlare del perché in quegli anni, l’Ufficio Sanatorie non si occupava delle n 800 pratiche, circa, invece lasciate ad ammuffire con irrimediabili danni urbanistici e gravi e ancora irrisolti problemi alla cittadinanza mentre, invece, lo stesso ufficio curava le pratiche urbanistiche, le concessioni edilizie, le autorizzazioni e presiedeva tranquillamente la Commissione Edilizia e relazionava a tempo di record sul piano particolareggiato (vedi Comparto 1 zona “C”).
Finalmente su tutto ciò e su tanti altri aspetti si potrà cominciare a fare luce.
Ciò che ho scritto e più volte ribadito in pubblico dibattito in Consiglio Comunale, da Lei evidentemente non recepito, servirà comunque ad assicurare ed a valutare la completa trasparenza degli atti posti in essere dalla mia amministrazione e come già accade da qualche anno, ad assicurare la piena uguaglianza al cittadino-utente, dopo tanti anni oscuri di gestione della cosa pubblica, di scempio del territorio.
Il Sindaco Stefano Bologna

IL CONSIGLIERE ANGELO MANNINO IL 27.12.96 RISPONDE ALLA MISSIVA DEL Sindaco e per conoscenza ne invia copia alla Procura della repubblica ala Prefettura di palermo Al comando della stazione dei Carabinieri di Isola

Oggetto Risposta interrogazione Rif prot 17642 del 18.12.96
Sono sorpreso della sua risposta alla mia interrogazione del 10.12.96.
1. Smentisco categoricamente che il mio diritto di esercitare atività ispettiva su atti e comportamenti posti in essere dall’amministrazione attiva e chge hanno vasta risonanza in Paese non sono, certamente, logiche evoluzioni di inziative intraprese da terzi, ma altro non sono che sintesi di fatti più o meno noti che interessano la vita del nostro Comune e che meritano un dovuto approfondimento per una puntuale conoscenza ed informazione di tutto il Consiglio Comunale.
2. Poiché i fatti non sono di mia piena conoscenza ho ritenuto interessare la S.V. con i “se” ed i “perché”, così l’ho messo in condizioni di darmi esaurienti risposte.
3. In ordine a precedenti mie interrogazioni non ho mai tenuto i comportamenti che Lei mi addebita, anzi, Le ricordo che proprio quella interrogazione che Lei sostiene che io ho ritirato, è stata oggetto di una risposta biliosa e senza ulteriori passi avanti da Lei minacciati nei miei confronti, perché – sicuramente – quanto da me oggetto di interrogazione rispondeva al vero.!!!
4. Se qualche volta mi sono allontanato dall’aula consiliare, tale allontanamento è stato dettato dal buon senso, perché Lei ed i suoi assessori, con il beneplacito del Presidente del Consiglio Comunale, aggredendomi verbalmente e senza possibilità di replica democratica, su fatti e circostanze che nulla hanno a che vedere con la mia persona e con la mia esperienza politica che, Le ricordo, pubblicamente è iniziata nel Maggio del 1995.
5. In ordine al funzionamento e/o gestione degli ultimi 10 o 15 anni dell’Ufficio Tecnico delle Sanatorie non è oggetto della mia interrogazione e, certamente, non sarò io a sottrarmi ad un approfondimento. In merito Le ricordo che: -nel 1983 Lei è stato la punta di diamante della Lista “Nuova Isola”; -nel 1986 è stato l’animatore della Lista “Per isola”; -nel 1991 è stato centravanti di sfondamento della campagna elettorale condotta dalla Lista “Torre”, rivestendo prima la carica di Capogruppo Consiliare di maggioranza della medesima lista e poi Sindaco di tale schieramento. In tutto questo periodo è stato Vice-Commissario della Democrazia Cristiana locale, consentendogli di allacciare comparati con personaggi discussi di quella D.C., che tanto ruolo hanno svolto nella sua sistemazione.
6. Nella sua lunga azione politica, non mi risulta che abbia mai solevato problemi di ordine alla conduzione dell’Ufficio Tecnico delle Sanatorie, della C.E.C. e quant’altro ha a che fare con l’abusivismo edilizio.
Importante è a questo punto attivarsi immediatamente per sapere dpov’era Lei quando, a suo avviso, parla di scempio del territorio e tanti anni di oscura gestione della cosa pubblica.
Se Lei sa ed è a conoscenza di atti illegittimi posti in essere da chicchessia, abbia il coraggio di riferirle a chi di dovere, altrimenti è omissivo e formula accuse generiche.
Io una risposta sul piano politico c’è l’ho.
Lei in tuti questi anni non si è curato del nostro territorio, anzi indirettamente ne è stato l’artefice dello scempio:
ancora oggi dalle parti di Viale Marino esiste un insediamento di oltre 16 mini-appartamenti con l’accesso consentito da una strabella a fondo naturale di circa 2 metri, non prevista né dal regolamento edilizio vigente del Comune di isola delle Femmine, né dalle leggi urbanistiche che si sono susseguite nel tempo, con l’aggravante che ancora oggi non sono state realizzate alcune opere di urbanizzazione primarie, e tralascio lo scempio di Via C Colombo.
Lei in tutti questi anni non ha fatto nulla per risolvere “gli irrimediabili danni urbanistici”, come cita in lettera, ma si è prodigato esclusivamente di traghettare da uno schieramento all’altro, pugnalando politicamente alle spalle quanti le avevano accordato in buona fede fiducia ed amicizia, per arrivare al suo ambito traguardo:
“FARE IL SINDACO DI ISOLA DELLE FEMMINE ACCORDANDOSI ANCHE CON IL DIAVOLO” e seguendo il machiavellico detto: “IL FINE GIUSTIFICA I MEZZI”.
Concludo invitandola a non indirizzarmi lettere cariche di falsità e menzogne e consentire liberi dibattiti in Consiglio Comunale senza prevaricazioni da parte sua e dei suoi assessori.
Educatamente, Le invio distinti saluti.
Isola delle Femmine 27.12.1996
Il Consigliere Comunale Angelo Mannino

LA DIATRIBA INGEGNERE O ARCHITETTO? DIPENDE………

Comitato Regionale di Controllo “Sezione Provinciale” Via P.pe di Belmonte 103/c Palermo
E p.c. Comitato Regionale Controllo Via Trinacria 34 Palermo
E p.c. Assessorato Regionale EE.LL.Via Trinacria 34 Palermo
E p.c. Procura della Repubblica Dottor Nicola Aiello Tribunale Palermo P.zza V.E. Orlando 1
E p.c. Presidente Ordine Architetti Piaza P.pe di Camporeale 6 Palermo

Oggetto opposizione alla deliberazione del Consiglio Comunale di Isola delle Femmine 49 del 20.6.97 relativa a “Rettifica errore materiale nella deliberazione consiliare n 100 23.12.94..”

Il sottoscritto Arch Giovanni Albert nato a Torino il 13.5.48 e residente a Torretta PA in contrada Zà Minica, nella qualità di dipendente del Comune di Isola delle Femmine unico funzionario responsabile dell’Ufficio Tecnico Sanatorie, presenta formale opposizione avverso la deliberazione consiliare n 49/97, specificata in oggetto, per i seguenti motivi:
-il posto in organico con la qualifica di Capo dell’Ufficio Tecnico è stato istituito con deliberazione consiliare fin dagli anni 80 ed è stato previsto che per la copertura del posto è richiesta la laurea in Ingegneria o in Architettura.
Tale norma regolamentare è stata giustamente applicata e consolidata in occasione del concorso, a suo tempo bandito, espletato e vinto dall’Ing G. Caliri da sei mesi dimessosi.
Perché, dunque oggi cambiare le carte in tavola con una speciosa motivazione “..rettifica errore materiale…”?
Probabilmente per impedire allo scrivente Architetto di poter partecipare al relativo concorso?
Si prega, quindi, il Comitato di Controllo di esaminare l’apposita deliberazione consiliare n 49/97 alla luce dei precedenti atti amministrativi perché l’errore lamentato è esattamente al contrario e cioè, si è fatta, ovviamente, un po’ di confusione nella rideterminazione della pianta organica (delibera 100/94) riportando nell’allegato C. “Ingegnere Capo dell’Ufficio Tecnico “ (nuova elaborazione) invece di “Ingegnere o Architetto” come, esattamente, riportato nell’allegato D e come è stato fin dall’origine.
E’, quindi, l’allegato C che deve essere rettificato e riportato all’originale dizione per eliminare qualsiasi possibilità o pericoli di equivoci.
Detta deliberazione 49/97 che danneggia direttamente lo scrivente e l’intera categoria degli Architetti, non è realmente ispirata alla tutela del pubblico interesse generale e non persegue, quindi, le finalità dettate dalla Legge.
Per tali motivi e previo approfondimento degli elementi contraddittori emergenti si chiede l’annullamento della deliberazione 49 del 20.6.97 del Consiglio Comunale di Isola delle Femmine.
Il Presidente dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Palermo, che legge per conoscenza, è pregato di intervenire a tutela dei diritti dello scrivente e di tutti gli Architetti
Torretta 8.7.97 Arch Albert Giovanni
n.b. Per gli Enti, la cui nota Gli è trasmessa per conoscenza, si allega copia delibera Consiglio Comunale 49/97


Comitato Cittadino per la difesa della DIGNITA' UMANA


NORME DI DEONTOLOGIA PROFESSIONALE ORDINE DEGLI ARCHITETTI
DELIBERA 20 DICEMBRE 2006
Premessa
Il paesaggio, il territorio e l’architettura sono espressione culturale essenziale dell'identità storica in ogni Paese.
L'architettura si fonda su un insieme di valori etici ed estetici che ne formano la qualità e contribuisce, in larga misura, a determinare le condizioni di vita dell'uomo e non può essere ridotta a un mero fatto commerciale regolato solo da criteri quantitativi. L’opera di architettura, ed in genere le trasformazioni fisiche del territori, tendono a sopravvivere al loro ideatore, al loro costruttore, al loro proprietario e ai loro originari utenti. Per questi motivi sono di interesse generale e costituiscono un patrimonio della Comunità.
La tutela di questo interesse è uno degli scopi primari dell'opera progettuale e costituisce fondamento etico della professione.
La società ha dunque interesse a garantire un contesto nel quale l'Architettura possa essere espressa al meglio, favorendo la formazione della coscienza civile dei suoi valori e la partecipazione dei cittadini alle decisioni concernenti i loro interessi; gli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori iscritti alle diverse sezioni dell’albo hanno il dovere, nel rispetto dell'interesse presente e futuro della società, di attenersi al fondamento etico proprio della loro disciplina.
Gli “atti progettuali” rispondono all'esigenza dei singoli cittadini e delle comunità di definire e migliorare il loro ambiente individuale, familiare e collettivo, di tutelare e valorizzare il patrimonio di risorse naturali, culturali ed economiche del territorio, adottando, nella realizzazione della singola opera e di ogni trasformazione fisica del territorio, le soluzioni tecniche e formali più adeguate ad assicurarne il massimo di qualità e durata, e il benessere fisico ed emozionale dei suoi utenti Le norme di etica professionale che seguono sono l'emanazione di questo assunto fondamentale che appartiene alla formazione intellettuale di ogni professionista iscritto all’albo degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, d’ora in avanti chiamato per brevità “iscritto”. Esse completano, nell'ambito delle leggi vigenti, le Norme per l'esercizio e l'ordinamento della Professione.
http://www.architettipalermo.it/deontologia.php?parent=Deontologia%20e%20norme%20di%20categoria

http://www.isolapulita.it

Postato da Gregory, zannelli.gregorio.gregorio06@gmail.com al fine di ulteriormente arricchire e completare l’informazione per una correta opportunità di valutazione degli avvenimenti e dei protagonisti politici del paese.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

UN ALTRO CLAMOROSO CASO DI CATTIVA AMMINISTRAZIONE DEL COMUNE DI ISOLA
L'ARCH. ALBERT SARA PAGATO DALLE CASSE COMUNALI E GLI AVVOCATI DI BOLOGNA PURE PAGHERANNO SSOLO GLI ISOLANI

Anonimo ha detto...

Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 698 del 21/3/2000

ANTONINO LO PRESTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTONINO LO PRESTI. Signor Presidente, non intendo riaprire l'interessantissimo dibattito che si è articolato poco fa, tuttavia, a proposito del ruolo e del potere dei parlamentari, nel sollecitare la risposta ad alcune interrogazioni, devo registrare come su tale fronte siamo davvero senza alcuna possibilità di incidere per avere risposte da parte del Governo a quesiti che, spesso, sono importanti e interessanti. I miei cahiers de doléances riguardano tutte le interrogazioni alle quali non è stata data risposta da parte del Governo, ma mi limiterò, in questa sede, a segnalarne un paio che ritengo importanti soprattutto per le gravi implicazioni di alcuni fatti da me denunciati.
La prima delle suddette interrogazioni per la quale chiedo al Governo una puntuale risposta, ancor più necessaria dopo quanto è accaduto al proposito in alcuni consigli comunali di paesi della provincia di Palermo sciolti per presunte infiltrazioni mafiose, è la n. 5-06829 del 12 ottobre 1999. Nella stessa ho chiesto notizie e chiarimenti in ordine ad una situazione verificatasi nel comune di Isola delle Femmine, nel quale la prefettura non è intervenuta benché fosse a conoscenza da diversi mesi dell'arresto di un noto personaggio mafioso e del legame di parentela dello stesso con uno degli amministratori del comune. Soltanto dopo che il sottoscritto ha scoperto la parentela ed ha presentato l'interrogazione, l'amministratore ha fatto fagotto e si è dimesso. Alla luce di quanto è accaduto in provincia di Palermo, anche in altri comuni dove i consigli comunali sono stati sciolti con una rapidità impressionante - e dove peraltro è stato successivamente dimostrato che le condizioni e i presupposti per arrivare allo scioglimento di almeno uno dei suddetti comuni (quello di Ficarazzi) erano falsi -, desidero capire con quale metro la prefettura di Palermo giudichi se un comune sia degno di attenzione per sospette infiltrazioni mafiose mentre un altro no.
Signor Presidente, chiedo al Presidente della Camera dei deputati di sollecitare il Governo a rispondere alla suddetta interrogazione. Non è possibile, infatti, che per ogni questione di tale importanza un deputato debba attrezzarsi per presentare interpellanze urgenti, con il limite di una al mese, raccogliere le firme di 30 colleghi e quindi rinviare sine die le risposte a quesiti molto significativi e importanti.
Cosa intende fare il ministro dell'interno? Si tratta di un'interrogazione per la quale chiedo una risposta in Commissione. Il ministro dell'interno intende fornirmi tale risposta? Vuole chiarire perché la prefettura non sia ancora intervenuta per il comune di Isola delle Femmine, nonostante la dimostrazione, anche attraverso le dimissioni dell'amministratore, del collegamento della stessa con la mafia. È vero o non è vero - aggiungo questa domanda a quella formulata nell'interrogazione - che ancora oggi i carabinieri di Isola delle Femmine inviano costanti rapporti alla prefettura, affermando che l'amministratore che si è dimesso, perché indicato come parente di un noto boss mafioso, continua a salire e scendere le scale del comune e a frequentarlo e che,
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nonostante i carabinieri abbiano sottolineato tutto ciò al prefetto, quest'ultimo non interviene?
Prego, quindi, la Presidenza della Camera di intervenire presso il Ministero dell'interno perché dia una risposta a questa interrogazione, nonché ad un'altra ancora precedente, del 23 febbraio 1999, che riguarda le indagini che la magistratura ha avviato a Palermo su presunti voti di scambio nelle elezioni comunali del 1997. I giornali ne hanno parlato, la magistratura indaga: io ho chiesto al ministro della giustizia di capire a che punto sono le indagini, ma dal febbraio 1999 è calato un velo di silenzio su quella vicenda.
Voglio sapere dal ministro della giustizia a che punto sono le indagini sull'utilizzo dei voti di scambio di cui è stata accusata una parte della maggioranza che in questo momento governa il comune di Palermo ed addirittura il sindaco in carica.
Chiedo al Presidente della Camera di intervenire presso i ministri competenti perché venga data risposta a queste domande. Noi vogliamo sapere a che punto sono le indagini sull'utilizzo dei voti di scambio nelle elezioni amministrative del 1997, di cui è stato accusato il sindaco di Palermo. Quest'ultima interrogazione, riguardante i voti di scambio, è la numero 3-03652 del 23 febbraio 1999.
PRESIDENTE. La Presidenza si farà carico di sollecitare il Governo.
Atti Parlamentari — 5001 — Camera dei Deputati XIV LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 19 LUGLIO 2002
ANGELA NAPOLI. — Al Ministro dell’interno, al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che: fin dal 1999 parlamentari di Alleanza Nazionale hanno presentato atti ispettivi per richiedere interventi adeguati al ripristino della legalita` , contro le infiltrazioni mafiose, presso amministrazione comunale di Isola delle Femmine; nonostante fin dal giugno del 2000, dopo particolari indagini, siano stati comprovati rapporti di parentela e di amicizia tra amministratori del comune in questione ed esponenti della criminalita` organizzata del luogo, il prefetto di Palermo non ha inteso disporre l’accesso previsto dal decreto ministeriale del 23 dicembre 1992; con lettera datata 13 settembre 2001 l’Associazione « Nuova Torre », rappresentata nel consiglio comunale di Isola delle Femmine, ha ribadito, al Ministro dell’interno pro-tempore le denunzie contenute nelle interrogazioni parlamentari presentate da altri deputati di Alleanza Nazionale, dando notizia di appoggi malavitosi profusi nei confronti dell’attuale sindaco durante le ultime elezioni amministrative del 24 giugno 2001; va ricordato che nella giunta comunale di quel comune c’e` stato, con delega ai lavori pubblici, il cognato di un noto personaggio arrestato con l’imputazione di associazione mafiosa nel contesto di una indagine volta a ricostruire la nuova mappa delle cosche palermitane; sembrerebbe che parenti dell’assessore in questione, poi dimessosi, e del presunto boss Pietro Bruno, individuato dagli inquirenti come capo zona di fiducia del boss superlatitante Bernardo Provenzano, dirigano presso il comune di Isola delle Femmine gli uffici anagrafe, elettorale, leva e segreteria, il che agevolerebbe l’assessore dimissionario ed il presunto boss mafioso ad acquisire ruoli preponderanti nella trattazione d’affari politiche edilizie; con lettera datata 8 gennaio 2002, il gruppo consiliare « Nuova Torre » di Isola delle Femmine ha segnalato al prefetto di Palermo l’omissione posta in essere dal sindaco del comune in ordine al rilascio dell’illegittima autorizzazione edilizia ex articolo 13, legge n. 47 del 1985, protocollo n. 827/Cc del 20 maggio 1999 (all’ex vice sindaco, oggi presidente del consiglio comunale) in assenza di N.O. della Soprintendenza ai beni culturali ed ambientali di Palermo ed il cui carteggio e` gia` in possesso della Prefettura; sempre il gruppo consiliare « Nuova Torre » con lettera datata 6 giugno 2002 ha ancora trasmesso, al prefetto di Palermo, il prospetto di n. 10 concessioni edilizie rilasciate, in costante violazione delle norme vigenti in materia, in favore di assessori, componenti o parenti dell’attuale maggioranza consiliare; al prospetto citato e` possibile evincere il rilascio della concessione edilizia n. 21 del 2001 del 14 maggio 2001 ai signori Puccio Rosaria Maria, Domenica e Salvatore, con istanza presentata, dal dichiarato procuratore Pomiero Giuseppe, e dalla concessione edilizia n. 13 del 2000 del 7 giugno 2000 alla signora Cataldo Rosaria, ma i relativi provvedimenti della Soprintendenza ai beni culturali ed ambientali e del Genio Civile sono intestati a Pomiero Giuseppe; i nomi di Pomiero Giuseppe, cosı` come quello del citato boss Pietro Bruno, risultano tra i soggetti economici ai quali e` stata effettuata la confisca di beni illeciti, il cui elenco generale e` stato allegato alla relazione della Commissione Parlamentare sul fenomeno della Mafia nella IX legislatura presentata alla Presidenza delle Camere il 16 aprile 1985 –: se, verificate le gravi notizie esposte dall’interrogante, non ritengano necessario ed urgente avviare le procedure per lo scioglimento del consiglio comunale di Isola delle Femmine. (4-03570)
XIV LEGISLATURA Ñ ALLEGATO B AI RESOCONTI Ñ SEDUTA DEL 10 APRILE 2002
LO PRESTI. Al Ministro dell’interno. Per sapere premesso che: nella scorsa legislatura e` stata presentata lÕinterrogazione 5-06839 del 13 ottobre 1999 con la quale si chiedeva quali iniziative il Ministero dellÕinterno intendesse adottare per garantire la legalita` e la trasparenza dellÕattivita` amministrativa del comune di Isola delle Femmine in provincia di Palermo, con specifico riferimento al pericolo di infiltrazioni nellÕambito della municipalita`; nessuna risposta e` mai pervenuta; le questioni denunciate con quell’ atto riguardavano la presenza della giunta comunale di Isola delle Femmine di un assessore, cognato di un presunto boss mafioso, tale Pietro Bruno, nei confronti del quale di recente la Corte dÕAppello di Palermo ha confermato la condanna penale (Giornale di Sicilia, del 16 marzo 2002); l’assessore in questione, ingegnere Rocco Raffa, si e` dimesso dopo l’arresto del cognato, ma risulta allÕinterrogante che continui ancora a frequentare il municipio; di recente il sindaco di Isola delle Femmine, Stefano Bologna, e` stato condannato a dieci mesi di reclusione per il reato dÕabuso d’ufficio (Giornale di Sicilia del 15 marzo 2002) : se, a seguito di fatti accaduti nel luglio del 1999 e di quelli verificatisi nel marzo del 2002 l’amministrazione dellÕinterno abbia svolto attivita` ispettive sul comune di Isola delle Femmine; quali iniziative intenda adottare il Ministro interrogato in merito alla condanna di primo grado, subita dal sindaco di Isola delle Femmine per garantire la legalita` e trasparenza dell’attivita` amministrativa del comune ed ovviare al pericolo di un aggravamento della crisi di credibilita` dell’istituzione locale e di infiltrazioni illecite nell’ambito della municipalita` . (4-02650)
OPERE ABUSIVE REALIZZATE SU UN’AREA RICADENTE NELLA FASCIA DI RISPETTO CIMITERIALE DELLA SIGNORA CATALDO LAURA.
Si tratta di costruzioni abusive ricadenti in area cimiteriale (pertanto non sanabile) per le quali, nonostante le risultanze dell’aerofotogrammetria, le quali escludono che le opere siano state realizzate prima del 1942, la Ditta aveva ottenuto la revoca del sequestro preventivo disposto dall’A.G.
Ordinanza 4 maggio 1996 il Giudice Montalbano Giacomo con cui si disponeva il dissequestro
Degli immobili.
L’esame comparato dello stralcio aerofotogrammetrico scala 1:200 effettuato il 31. ottobre 1992 con lo stralcio aerofotogrammetrico effettuato nel 1981 mette in luce che in entrambi i rilievi non risultano posizionate le costruzione in questione.
Ne consegue che il Giudice Montalbano Giacomo ha emesso l’ordinanza di dissequestro sulla scorta di dichiarazioni verosimilmente mendaci da parte della ditta alla quale vanno imputate le responsabilità di cui all’art 4 della legge n 15/68.
Le costruzioni non sono sanabili in quanto le stesse ricadono in area di rispetto cimiteriale, fascia di rispetto costiero e sede stradale; conseguentemente è applicabile la normativa ex L.R. n 7 del 29.2.80 e successiva circolare n 2dell’assessorato reg.le ter. Ambiente sulla inammissibilità della sanatoria e conseguentemente sul successivo rilascio della concessione edilizia.
La nota prot del maggio 1996 del Sindaco chiede “di conoscere se per le opere in questione sia stata presentata istanza di condono..” forse dimenticando o ignorando la nota del responsabile del procedimento 3581 del 1996 “la non sanabilità dlle opere di cui la ditta aveva presentato istanza di condono edilizio.

ISOLA Blitz dei Cc al Comune

SANATORIE EDILIZIE E ASSETTO URBANISTICO SEQUESTRATI ATTI

Isola delle Femmine I carabinieri della polizia giudiziaria, su mandato del sostituto procuratore Nicola Aiello, hanno sequestrato decine di fascicoli riguardanti sanatorie edilizie e assetto urbanistico.
Si è così arrivati ad una svolta, dopo un braccio di ferro tra l’amministrazione comunale del sindaco Stefano Bologna Stefano Bologna Stefano Bologna e il responsabile dell’ufficio sanatoria, architetto Giovanni Albert, a cui l’amministrazione comunale addebitava responsabilità in merito alla scarsa produttività dell’ufficio.
Albert ha risposto con un esposto inviato all’assessorato regionale Territorio, denunciando presunti interessi di amministratori comunale. L’ispettore inviato dalla Regione gli avrebbe dato ragione.
La vicenda di Isola è simile a quella di altre undici amministrazioni comunali, quasi tutte della fascia costiera, e su undici (7 dell’Ulivo e 4 del Polo) esisterebbero all’assessorato regionale documenti ispettivi dello stesso tenore, che riguardano soprattutto le zone di inedificabilità assoluta, dove da tempo si doveva procedere alle demolizioni.
Solo a Carini, che non è tra i comuni oggetto di ispezione, ci sono 571 fabbricati nella fascia dei 150 metri, e secondo il consigliere Nicastri (Ccd) sono tutti da demolire.
E non solo non si è fatto nulla, ma si sarebbe continuato a rilasciare certificati di destinazione urbanistica senza cenno alla situazione.
Della vicenda si è recentemente interessato a Palermo un convegno di notai, i quali hanno segnalato di avere effettuato tanti trasferimenti di proprietà che ora risultano nulli.
Enrico Somma “Las Sicilia”
1 giugno 1997