Bertolt Brecht  : “Chi non conosce
la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un
delinquente”


Non mi piace
pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da
digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi
perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle
persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..


“ Non c’è niente di più profondo di ciò
che appare in  superficie “


Pino Ciampolillo

venerdì, dicembre 14, 2007

LA CORTE DEI CONTI BOCCIA LA GESTIONE DEGLI ATO A SERVIZIO DEI POLITICI




LA CORTE DEI CONTI BOCCIA LA GESTIONE ATO RIFIUTI
La Corte dei Conti boccia la gestione degli ATO Raccolta Rifiuti che hanno fatto lievitare i costi e creato disservizi per i cittadini. Ato rifiuti, spuntano i politici

Ci risulta che il nostro Comune di Isola delle Femmine si ritrova con uno “scoperto” di circa 900.000 euro nei confronti dell’ATO
DECRETO INGIUNTIVO PER MANCATO PAGAMENTO ATO PA1delibera giunta 52 4.5.07 Euro 834.714,79 (ottocenttrentaquattromilasettecento14 euro e settantanove centesimi) notificata il 18.4.07 dal Tribunale di Palermo sezione distaccata di Carini;


Tra gli assunti l´ex sindaco di Bolognetta e il suo vice. Polemica al consorzio che gestisce la raccolta in 22 paesi del palermitano. Nelle liste anche parenti di consiglieri comunali. La replica di Musotto, Loddo e dei vertici della struttura
Indagando sui motivi degli aumenti delle bollette, anche del 400%, sono state scoperte all’Ato di Enna le 101 «assunzioni facili» che, secondo quanto accertato da Digos e Gdf, avrebbero fatto saltare i conti dell’ente. Dal 2004 stipendi a singhiozzo, mezzi senza carburante
I costi del servizio in Sicilia dal 2003 sono raddoppiati (79,9 euro per abitante) in contrasto con una dinamica nazionale meno marcata (+38,9%). La raccolta differenziata non è mai decollata e le discariche vanno esaurendosi, mentre continuano a dilagare quelle abusive
27 LE ATO IN SICILIA A fronte di nove province, in Sicilia per i rifiuti sono stati istituiti 27 gli Ambiti territoriali ottimali. che si stanno rivelando costosissimi carrozzoni inutili. Il 24 maggio Il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, ha firmato il decreto di riduzione degli Ato, che passeranno da 27 a 9, con l’aggiunta di un decimo che si occuperà delle isole minori. Il provvedimento indica un crono-programma secondo il quale entro la fine di ottobre dovranno costituirsi i nuovi consorzi di ambito.

400 MILIONI DI EURO IL COSTO DEI RIFIUTI In Sicilia il servizio complessivo dei rifiuti nel 2007 è costa 400.752.000 euro: ovvero 153 euro per tonnellata, 79,9 per abitante. Praticamente il doppio del 2003, ovvero 200.700.000 euro.



Caricato da isolapulita















Dr. Marcello Cutino Presidente Commissione Ambiente C.C. Isola
Dr. Vincenzo Minagra Consulente Esperto Ambiente del Sindaco
Prof Gaspare Portobello Sindaco


UN'ESTATE AL MARE ISOLA DELLE FEMMINE

Comitato Cittadino per la difesa e il rispetto dello STATUTO COMUNALE

Comitato Cittadino per la PUBBLICIZZAZIONE DELLO STATO PATRIMONIALE DEGLI AMMINISTRATORI


Comitato Cittadino per la trasparenza e la pubblicizzazione DI TUTTI gli atti della COMMISSIONE EDILIZIA COMUNALE


Comitato Cittadino per la trasparenza e il controllo dell'attività dell' UFFICIO TECNICO COMUNALE

Comitato Cittadino per il controllo e la trasparenza nella gestione del CIMITERO COMUNALE

Comitato Cittadino per la trasparenza la gestione e la PUBBLICA fruizione delle SPIAGGE

Comitato Cittadino di controllo sull'attività dei CONSULENTI ED ESPERTI DEL SINDACO

Comitato Cittadino di controllo sulla TRASPARENZA NELL'AFFIDAMENTO degli incarichi a CONSULENTI ed ESPERTI DEL SINDACO

Comitato Cittadino di controllo sulla TRASPARENZA negli AFFIDAMENTI e nelle GARE D'APPALTO

Comitato Cittadino di controllo sui costi dell'amministrazione nell'affidamento di incarichi a CONSULENTI ed ESPERTI del SINDACO

Comitato Cittadino per lo sviluppo e il miglioramento qualitativo della macchina amministrativa, con le capacità umane e professionali dei dipendenti comunali

Comitato Cittadino per la LEGALITA’ e contrasto ad ogni forma di espressione mafiosa affaristica e delinquenziale

Comitato Cittadino per la libera circolazione delle idee, progetti e proposte

Comitato Cittadino per la difesa dei diritti e doveri dei Cittadini

Comitato Cittadino per la Trasparenza della Pubblica Amministrazione

Comitato Cittadino per il diritto alla informazione e alla massima pubblicizzazione degli atti degli amministratori

Comitato Cittadino per le pari opportunità per TUTTI i Cittadini

Comitato Cittadino per il controllo dei costi e tariffe dei Servizi Pubblici

Comitato Cittadino per difesa della salute dei cittadini

Comitato Cittadino per la difesa la salvaguardia e la preservazione dall’aggressione selvaggia e disordinata del territorio

Comitato Cittadino per il rispetto delle REGOLE poste a base della CIVILE convivenza di una COMUNITA’

Comitato Cittadino per la lotta ad ogni tipo di abusivismo

Comitato Cittadino di lotta allo sciupio di risorse economiche nella Pubblica Amministrazione

Comitato Cittadino di lotta all’evasione FISCALE

Comitato Cittadino per lo sviluppo economico sociale e culturale della NOSTRA COMUNITA' di ISOLA DELLE FEMMINE


Comitato Cittadino Isola Pulita



Caricato da isolapulita


http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/






GIOVANNI FALCONE 2008 16° ANNIVERSARIO.......

Da Isola delle Femmine Grazie del regalo a Massimo Granellini e Grazie a Francesco La Licata Pino Ciampolillo
L'amico di Falcone

Dov’eravate il 23 maggio 1992, un sabato pomeriggio, quando la mafia fece saltare in aria Giovanni Falcone con moglie e scorta, fissando per sempre quella data nella memoria degli italiani come il loro 11 settembre? Io mi trovavo a Roma nella redazione de La Stampa e avevo voglia di un gelato. La tv accesa ronzava boiate e mi alzai dal computer per proporre a Ciccio La Licata un raid alla gelateria siciliana sotto il giornale. Lo trovai curvo su un foglietto di carta: lo rigirava fra le mani come se cercasse il verso giusto per leggerlo. Era il dispaccio d’agenzia che annunciava l’Attentatuni. Palermitano e principe del giornalismo di mafia, Ciccio era amico personale di Falcone, uno dei pochi. Quando me lo aveva presentato al giornale (Falcone scriveva per noi), ero andato in cerca di una frase memorabile, ma dalla gola non mi era uscito che uno stupido «Pia-ce-re!». Ciccio posò il foglietto e rispose al telefono. Il direttore, da Torino, gli chiedeva un ritratto del magistrato ucciso. Lui non disse nulla. Accese il computer e cominciò a battere piano sulla tastiera. Lo osservavo come in un incantesimo: intorno a noi i televisori strepitavano la notizia, sui volti dei redattori e dei fattorini montava la rabbia, ma Ciccio niente, scriveva e perdeva acqua dagli occhi in silenzio. Le lacrime gli scendevano lungo la scanalatura del naso e andavano a inzuppare la barba senza che lui facesse un solo movimento per fermarle. Ancora oggi lo rivedo mentre scrive quelle parole asciutte con gli occhi bagnati. E penso che Falcone doveva essere davvero un grand’uomo per meritarsi un giornalista così.

Massimo Granellini (rubrica Buongiorno La Stampa 24.5.08)

· Antonio Montinaro, 30 anni
· Vito Schifani, 27 anni
· Rocco Di Cillo, 30 anni
· Francesca Morvillo, 47 anni
· Giovanni Falcone, 53 anni

Ore 17,59 del 23 maggio 1992



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VENTO PADANO IN SICILIA LA BUFALA DEL PIANO
Isola delle Femmine Novembre 2007
Dopo l’intervento di qualche giorno fa della Magistratura che ha posto i sigilli all’area di costruzione del mega inceneritore previsto a Bellolampo, un’altra bufera si abbatte sull’Amministrazione Regionale.

Questa volta si tratta di una mega “bufala” che, tuttavia, sembrerebbe avere anche i connotati di una mega truffa : si tratta del Piano Regionale di coordinamento per la tutela della qualità dell’aria ambiente.
Ma vediamo di che si tratta.
Il Piano, approvato ed adottato con Decreto dell’Assessore Interlandi n. 176/GAB del 9 agosto scorso, avrebbe dovuto essere lo strumento di programmazione e pianificazione degli interventi di risanamento contro l’inquinamento atmosferico e per la tutela della qualità dell’aria su scala regionale.
Un documento, quindi, dai contenuti politici, amministrativi e tecnico-scientifici di elevato profilo e di importantissimi risvolti applicativi, stante la delicatezza della materia e gli aspetti connessi alla tutela dell’ambiente ed alla salvaguardia della salute dei cittadini siciliani.
I redattori materiali sono stati funzionari del Servizio 3 “Tutela dall’inquinamento atmosferico”, diretto dal dott. Salvatore Anzà, del Dipartimento Territorio e Ambiente, che per tale “lavoro” hanno ricevuto anche un encomio scritto da parte dell’Assessore Interlandi, funzionari dell’ARPA, docenti universitari dell’Università di Palermo e Messina ed alcuni professionisti in veste di collaboratori. Purtroppo, l’opera monumentale, partorita con celerità a dir poco sospetta, si è rivelato un indecoroso e letterale “copiato” dell’omologo Piano della Regione Veneto di alcuni anni addietro, con in più varie aggravanti, un cumulo di ridicolaggini e probabili ipotesi di truffa.
Per quanto riguarda le aggravanti, a parte l’operato disdicevole ed aprofessionale dei redattori, che si sono appropriati di un lavoro intellettuale altrui, resta innanzitutto grave il discredito dell’immagine istituzionale subito dall’Amministrazione Regionale, in primis nei confronti della Regione Veneto e poi da tutto il resto. Ma al danno si aggiunge anche la beffa, se solo si considera che il manipolo degli sconsiderati e sprovveduti redattori è andato a copiare un Piano che proprio per la sua inidonea impostazione strutturale di base, aveva già ricevuto a suo tempo una bocciatura da parte dell’Unione Europea. Insomma, si trattava di un assemblaggio di ipotesi, intenti e di previsioni piuttosto che di un Piano di programmazione e di pianificazione d’interventi concreti basato su descrittori essenziali e sperimentali, primo tra tutti l’inventario delle emissioni.
La trasposizione è stata così “fedele” e “letterale” rispetto all’originale da generare ridicole quanto inedite “comunanze” e “similitudini” tra le caratteristiche ambientali del Veneto e della Sicilia. Si citano, ad esempio : il “noto” sistema aerologico padano della Regione Siciliana, le piste ciclabili lungo gli argini dei fiumi e dei canali presenti nei centri storici dei Comuni siciliani, il notevole apporto all’inquinamento atmosferico siciliano derivante dall’eccessivo uso del riscaldamento domestico in relazione al rigido clima dell’isola, ecc. Gli improvvidi redattori non hanno neppure tenuto conto delle differenze di statuto tra le due Regioni, tant’è che all’interno del Piano la Sicilia si trova “trasformata” in regione a statuto ordinario e, tra le varie cose, essere retta dal Consiglio Regionale.
Ovviamente, non solo i Capitoli ed i paragrafi hanno gli stessi titoli e contenuto pressoché uguale, ma anche gli errori di battitura e di ortografia sono stati fedelmente trasposti. A dire il vero, tuttavia, i redattori, in uno slancio di “trasparenza”, alla fine del paragrafo 1.6 hanno finanche lasciato il link originale da cui hanno attinto a pieno “copia e incolla” :
http://serviziregionali.org/prtra/files/33/prtra/PRTRA-04.htm
Per quanto riguarda gli aspetti prettamente istituzionali, la situazione appare oltremodo grave. Si è in presenza di atto di programmazione fasullo e inapplicabile, organizzato ai danni dell’Amministrazione, dell’ambiente e dei cittadini, dai possibili risvolti truffaldini specie nel caso in cui tramite lo stesso si fossero programmati interventi finanziari o, caso ancor più grave, fossero già attivati interventi finanziari. Per quanto sinteticamente esposto si ritiene che vi sia la necessità dell’immediato ritiro del Piano, dell’accertamento delle responsabilità della sua redazione ed organizzazione, di provvedimenti nei confronti di quanti hanno operato fraudolentemente ai danni dell’Amministrazione e dei cittadini siciliani, nonché la verifica di ipotesi di danno per il pubblico erario che ne potesse derivare. nota: se il link sopra non dovrebbe aprirsi per un problema di reindirizzamento del broswer cliccate qui:
http://www.serviziregionali.org/prtra/files/33/prtra/PRTRA-04.htm
Una vicenda oscura, in cui sono coinvolte soprattutto le persone che hanno gettato il fango su Gioacchino Genchi e Alessandro Pellerito, quelle che ne hanno deciso la rimozione arbitraria senza alcuno scrupolo. Ciò che oggi si preannuncia, sembra uno scandalo in piena regola, tanto che a questo punto si chiede un immediato intervento dell'Assessore Interlandi sui responsabili (il dirigente del Servizio 3, dott. Salvatore Anzà, ed il Dirigente Generale del Dipartimento Territorio e Ambiente, arch. Pietro Tolomeo) dei gravi fatti che colpiscono in prima persona lei stessa, in quanto firmataria inconsapevole di ciò che sembrerebbe configurarsi una vera e propria truffa". I ruoli si stanno invertendo e i " persecutori " rischiano di diventare i " perseguitati " e tutto lascia ben sperare che la "Interlandi" sia fermamente decisa a perseguire chi si trova implicato in questa oscura faccenda.


Caricato da isolapulita

2 commenti:

Pino Ciampolillo ha detto...

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Pino Ciampolillo

Anonimo ha detto...

Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 698 del 21/3/2000

ANTONINO LO PRESTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTONINO LO PRESTI. Signor Presidente, non intendo riaprire l'interessantissimo dibattito che si è articolato poco fa, tuttavia, a proposito del ruolo e del potere dei parlamentari, nel sollecitare la risposta ad alcune interrogazioni, devo registrare come su tale fronte siamo davvero senza alcuna possibilità di incidere per avere risposte da parte del Governo a quesiti che, spesso, sono importanti e interessanti. I miei cahiers de doléances riguardano tutte le interrogazioni alle quali non è stata data risposta da parte del Governo, ma mi limiterò, in questa sede, a segnalarne un paio che ritengo importanti soprattutto per le gravi implicazioni di alcuni fatti da me denunciati.
La prima delle suddette interrogazioni per la quale chiedo al Governo una puntuale risposta, ancor più necessaria dopo quanto è accaduto al proposito in alcuni consigli comunali di paesi della provincia di Palermo sciolti per presunte infiltrazioni mafiose, è la n. 5-06829 del 12 ottobre 1999. Nella stessa ho chiesto notizie e chiarimenti in ordine ad una situazione verificatasi nel comune di Isola delle Femmine, nel quale la prefettura non è intervenuta benché fosse a conoscenza da diversi mesi dell'arresto di un noto personaggio mafioso e del legame di parentela dello stesso con uno degli amministratori del comune. Soltanto dopo che il sottoscritto ha scoperto la parentela ed ha presentato l'interrogazione, l'amministratore ha fatto fagotto e si è dimesso. Alla luce di quanto è accaduto in provincia di Palermo, anche in altri comuni dove i consigli comunali sono stati sciolti con una rapidità impressionante - e dove peraltro è stato successivamente dimostrato che le condizioni e i presupposti per arrivare allo scioglimento di almeno uno dei suddetti comuni (quello di Ficarazzi) erano falsi -, desidero capire con quale metro la prefettura di Palermo giudichi se un comune sia degno di attenzione per sospette infiltrazioni mafiose mentre un altro no.
Signor Presidente, chiedo al Presidente della Camera dei deputati di sollecitare il Governo a rispondere alla suddetta interrogazione. Non è possibile, infatti, che per ogni questione di tale importanza un deputato debba attrezzarsi per presentare interpellanze urgenti, con il limite di una al mese, raccogliere le firme di 30 colleghi e quindi rinviare sine die le risposte a quesiti molto significativi e importanti.
Cosa intende fare il ministro dell'interno? Si tratta di un'interrogazione per la quale chiedo una risposta in Commissione. Il ministro dell'interno intende fornirmi tale risposta? Vuole chiarire perché la prefettura non sia ancora intervenuta per il comune di Isola delle Femmine, nonostante la dimostrazione, anche attraverso le dimissioni dell'amministratore, del collegamento della stessa con la mafia. È vero o non è vero - aggiungo questa domanda a quella formulata nell'interrogazione - che ancora oggi i carabinieri di Isola delle Femmine inviano costanti rapporti alla prefettura, affermando che l'amministratore che si è dimesso, perché indicato come parente di un noto boss mafioso, continua a salire e scendere le scale del comune e a frequentarlo e che,
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nonostante i carabinieri abbiano sottolineato tutto ciò al prefetto, quest'ultimo non interviene?
Prego, quindi, la Presidenza della Camera di intervenire presso il Ministero dell'interno perché dia una risposta a questa interrogazione, nonché ad un'altra ancora precedente, del 23 febbraio 1999, che riguarda le indagini che la magistratura ha avviato a Palermo su presunti voti di scambio nelle elezioni comunali del 1997. I giornali ne hanno parlato, la magistratura indaga: io ho chiesto al ministro della giustizia di capire a che punto sono le indagini, ma dal febbraio 1999 è calato un velo di silenzio su quella vicenda.
Voglio sapere dal ministro della giustizia a che punto sono le indagini sull'utilizzo dei voti di scambio di cui è stata accusata una parte della maggioranza che in questo momento governa il comune di Palermo ed addirittura il sindaco in carica.
Chiedo al Presidente della Camera di intervenire presso i ministri competenti perché venga data risposta a queste domande. Noi vogliamo sapere a che punto sono le indagini sull'utilizzo dei voti di scambio nelle elezioni amministrative del 1997, di cui è stato accusato il sindaco di Palermo. Quest'ultima interrogazione, riguardante i voti di scambio, è la numero 3-03652 del 23 febbraio 1999.
PRESIDENTE. La Presidenza si farà carico di sollecitare il Governo.