Bertolt Brecht  : “Chi non conosce
la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un
delinquente”


Non mi piace
pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da
digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi
perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle
persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..


“ Non c’è niente di più profondo di ciò
che appare in  superficie “


Pino Ciampolillo

domenica, ottobre 05, 2014

Isola delle Femmine Isola Pulita: AREE AD ELEVATO RISCHIO AMBIENTALE ITALIA NOSTRA S...

AREE AD ELEVATO RISCHIO AMBIENTALE ITALIA NOSTRA SICILIA: “I CITTADINI DI MILAZZO, AUGUSTA, GELA, PRIOLO MERITANO UN ALTRO DESTINO, MERITANO DI VIVERE IN UNA TERRA BELLA E SANA”



AMBIENTERICEVIAMO & PUBBLICHIAMO



Italia Nostra Sicilia: “I cittadini di Milazzo, Augusta, Gela, Priolo meritano un altro destino, meritano di vivere in una terra bella e sana”

Incendio a Milazzo_2014“Sicilia. Milazzo, sabato 27 settembre 2014. Un incendio di vaste proporzioni si è sviluppato all’interno della Raffineria Mediterranea. Non ci sono feriti”. Questa, la sintesi di taluni organi di stampa e informazione, a seguito del grave, impressionante incidente industriale di Milazzo. Inevitabilmente ci chiediamo come sia possibile sintetizzare in tal modo un fatto, un evento come quello accaduto nella Sicilia nord-orientale, lo scorso 27 settembre 2014. E i numerosi cittadini colpiti dalle forti esalazioni tossiche dell’incendio? E l’angoscia che essi hanno dovuto, e devono subire, come definirla? E i rilevanti danni all’agricoltura, all’ambiente della Valle del Mela? Alla base dell’incendio c’è stato il crollo del tetto del serbatoio 513 della Raffineria, contenente circa un milione di litri di benzina. Ma, al di là del fatto specifico, ci troviamo di fronte ad una situazione grave, insostenibile. Da troppo tempo, ormai. I cittadini meritano rispetto, verità. Meritano di vivere in un ambiente sano. La procura di Barcellona Pozzo di Gotto apra subito un’inchiesta. E bisogna voltare pagina: riconvertire, rigenerare industria, città, territorio. Senza perdere altro tempo. E sia chiaro: chi ha procurato danni, o non ha tutelato adeguatamente il territorio, i cittadini, deve pagare.
“Il Comitato tecnico di controllo regionale ha bocciato il piano di sicurezza della raffineria e ha trovato delle criticità nell’impianto ad idrogeno. Inoltre, in caso di incidente rilevante non esiste un piano di evacuazione” sostengono i Verdi siciliani. A gettare acqua sul fuoco, invece, FederPetroli, secondo cui “non vi sono situazioni dannose per l’ambiente e l’aria circostante”. L’associazione tiene a precisare che “la raffineria di Milazzo, dopo gli interventi negli anni scorsi sull’ammodernamento delle infrastrutture, risulta una delle più all’avanguardia a livello europeo con impianti di raffinazione di alta efficienza tecnologica”. Secondo il portavoce nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli, “scandaloso” è quanto ha dichiarato la FederPetroli. “L’incidente avvenuto alla raffineria di Milazzo è di una gravità inaudita. Sono stati immessi in atmosfera a seguito della combustione di idrocarburi, sostanze tossiche e altamente cancerogene per le persone”. Il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, ha telefonato al prefetto di Messina, Stefano Trotta, per fare il punto della situazione sull’incendio, mentre il presidente della Commissione Ambiente del Senato, Giuseppe Marinello, si è detto “fortemente preoccupato” perché “al di la delle rassicurazioni del caso, un incidente di tale portata ha sicuramente un impatto ambientale e le conseguenze – ha dichiarato – potremo valutarle soltanto in futuro”.
Noi di Italia Nostra riteniamo che sia venuto il momento, dopo più di cinquant’anni di abusi e scriteriate devastazioni del territorio siciliano, di immaginare, progettare e porre in essere un’alternativa al modello di sviluppo economico – sbagliato, obsoleto, esiziale – fondato sullo sfruttamento delle risorse petrolifere, per riscoprire, pienamente, l’anima verde ed eterna della nostra Isola. Un’alternativa, una Sicilia “altra” basata sullo sviluppo equo e sostenibile, sul potenziamento della biodiversità, sulla bioagricoltura, sul potenziamento dell’agroalimentare di qualità, sulla razionalizzazione, riqualificazione e potenziamento dell’offerta turistica, sulla tutela e valorizzazione dello straordinario patrimonio storico, artistico e ambientale della Sicilia. E chi ha inquinato e avvelenato paghi e bonifichi. E’ venuto il momento di dire basta! I cittadini di Milazzo, Augusta, Gela, Priolo meritano un altro destino, meritano di vivere in una terra bella e sana. Operosa. Di certo, in Sicilia, le contraddizioni tra proclamate politiche di valorizzazione dei territori e del patrimonio storico, artistico e naturale da un lato, e realtà dei fatti, degli atti politici e amministrativi dall’altro, sono davvero insopportabili. Tragica, evidente è l’inadeguatezza – culturale, politica e morale – di una classe dirigente, a governare l’attuale complessità. Insomma: serve una svolta industriale, produttiva. Una svolta culturale.
Leandro Janni – Presidente di Italia Nostra Sicilia












Italia Nostra Sicilia: “I cittadini di Milazzo, Augusta, Gela, Priolo meritano un altro destino, meritano di vivere in una terra bella e sana” | il Fatto Nisseno















RAFFINERIA MILAZZO 2011 8

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RAFFINERIA MILAZZO 2011 17 GENNAIO

ISTRUTTORIA VIA AIA PARERE_CTVIA


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AREE AD ELEVATO RISCHIO AMBIENTALE DECRETO

DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 17 GENNAIO 1995


BONIFICA AREA INDUSTRIALE PRIOLO AUGUSTA

2002







SENATO DELLA

REPUBBLICA
X I I I L EG I

S L A T U R A
n. 81
RISPOSTE

SCRITTE AD INTERROGAZIONI
(Pervenute dal 25 giugno al 1ë luglio 1998)



BORTOLOTTO.

 Al Ministro dell'ambiente.  Premesso:

che a Milazzo (Messina) e  in costruzione un impianto di conversione residui da petrolio greggio, denominato LC Fining, all'interno della Raffineria AGIP-Q8;

che la raffinieria ha ottenuto il nullaosta regionale a condizione che le emissioni complessive SOx ± NOx ± polveri CO ± COV ed HS rilasciate nell'atmosfera non superino i limiti indicati nel programma di adeguamento presentato ai sensi dell'articolo 12 del decreto del Presidente della Repubblica n. 203 del 1988;

che la concessione edilizia n. 128 del 1995 in variante alla concessione edilizia n. 49 del 1994 consente alla AGIP Petroli spa, oggi AGIP Q8, di realizzare modifiche all'impianto di conversione residui (LC Fining) a condizione che l'opera rispetti i limiti per le emissioni previsti dal decreto del Presidente della Repubblica n. 203 del 1988 e successive modificazioni;

che nella relazione tecnica depositata agli atti dell'ufficio tecnico del comune di Milazzo da parte della raffinieria AGIP Q8, al paragrafo 3, pagina 3, si legge

che «in data 20 marzo 1992 eÁ stata presentata la richiesta di nullaosta all'assessorato territorio ed ambiente della regione siciliana nella quale sono state completamente descritte le emissioni che risultano estremamente contenute ed al di sotto della vigente normativa...»;

che secondo la commissione provinciale per la tutela dell'ambiente e la lotta contro l'inquinamento, l'organo tecnico periferico della regione siciliana, «le concentrazioni di SOx e polveri risultano ben oltre il doppio del limite massimo di emissione previsto dal decreto ministeriale 12 luglio 1990...che non vengono dichiarate le concentrazioni di H2S ± NH3 e composti clorurati...che negli impianti in oggetto non vengono effettuati campionamenti e analisi degli inquinanti emessi...che la concentrazione di SO2 emessa dall'inceneritore eÁ 2.468 mg/m3 e per- tanto risulta essere ben otto volte superiore al limite di emissione previsto per tali impianti...»;

che il competente organo regionale ha dato parere contrario alla richiesta di autorizzazione presentata dalla Raffineria mediterranea, oggi AGIP Q8, per la continuazione delle emissioni in atmosfera, nonche  ai criteri di adeguamento degli impianti, in considerazione del fatto che «...non è stato predisposto un progetto di adeguamento per il contenimento delle emissioni indicante i tempi e le tecnologie da adottare...(e in considerazione) del carico inquinante prodotto dagli impianti della raffineria nella attuale configurazione»;

che a seguito di tale diniego la raffineria è stata invitata ad «...integrare la documentazione prodotta...(ed) a predisporre e ad inoltrare il progetto d adeguamento delle emissioni»;

che allo stato attuale la raffineria e  sprovvista della prevista autorizzazione per la continuazione delle emissioni in atmosfera;


che l'autorizzazione alla costruzione dell'LC Fining decadrebbe qualora, a quanto sembra, il controllo delle emissioni inquinanti ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica n. 203 del 1988 sia stato disatteso, senza considerare il fatto, tutt'altro che trascurabile, che la raffinieria non sembra essersi adeguata alla normativa Seveso, non essendo stati predisposti i piani di sicurezza interna ed esterna, si chiede di sapere se non si ritenga che al progetto dell'LC Fining debba venire applicata la procedura di valutazione d'impatto ambientale ai sensi dell'articolo 1, commi 1 e 2, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 10 agosto 1988, n. 377. (4-07866) (2 ottobre 1997)

Risposta. ± Con riferimento all'interrogazione riguardante la modifica all'impianto LC Fining, ubicato all'interno della Raffineria di Milazzo, soggetto alla verifica di applicabilità  della procedura di valutazione dell'impatto ambientale di cui all'articolo 6 della legge n. 349 del 1986 e successivi decreti attuativi, ai sensi dell'articolo 1, comma 2, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 377 del 1988, ed a seguito dell'istruttoria svolta e delle informazioni integrative acquisite, si fa presente quanto segue.

Per la modifica all'impianto di cui sopra, finalizzato ad aumentare la conversione della esistente raffineria AGIP di Milazzo dalla produzione di olio combustibile (circa 1 milione di tonnellate-anno in meno) a qualla di gasolio e GPL (circa 100.000 tonnellate-anno), si ritiene, per quanto riguarda gli aspetti di ordine tecnico, che per questa tipologia di intervento debba essere applicata la procedura di VIA, in quanto si configura il caso di modifica sostanziale di impianto esistente ai sensi del comma 2 dell'articolo 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 377 del 1988, sulla base delle seguenti sintetiche considerazioni:

l'investimento per le modifiche risulta di 368 miliardi e si configura pertanto di notevole consistenza;

mentre la superficie occupata del nuovo impianto costituisce circa il 50 per cento dell'intera superficie della raffineria AGIP di Milazzo, il rapporto rispetto alla sola area destinata agli impianti produttivi risulta molto maggiore (circa il 20 per cento);

a tale proposito si deve anche considerare la necessita  di realizzare altri impianti connessi con l'aumento del fabbisogno di idrogeno, sia che provenga dai processi interni di raffineria che dall'esterno;

l'intervento si colloca in un contesto ambientale particolarmente critico e potenzialmente vulnerabile nonchè  ad elevato rischio di incidente;

in altri casi analoghi in Europa per questa tipologia di intervento si e  applicata la procedura di VIA; inoltre si ricorda che e  stata altresì applicata la procedura di VIA a precedenti casi analoghi in Italia;

dalla documentazione acquisita mancano comunque informazioni sufficienti per comprendere le reali pressioni ambientali aggiuntive rispetto allo scenario esistente;

per questa tipologia di impianti l'analisi delle alternative costituisce un elemento essenziale in una corretta valutazione del contesto impiantistico, che viene sostanzialmente consolidato dall'intervento in questione;

solo la procedura VIA consentirebbe infine di poter valutare nel complesso una serie di interventi che si sono stratificati nel tempo, in assenza di una visione organica e complessiva delle interferenze sul- l'ambiente.

In relazione a quanto detto e considerato anche che l'impianto, allo stato attuale, risulta in avanzato stato di realizzazione, il Ministro dell'ambiente ha sollecitato la società  Raffineria mediterranea di Milazzo a dare immediatamente avvio agli adempimenti omessi mediante presentazione al Servizio di valutazione dell'impatto ambientale competente in materia di tutti gli atti progettuali e descrittivi idonei a consentire, tramite anche l'acquisizione di un quadro conoscitivo completo circa le opere di ampliamento e le nuove attività industriali da intraprendere, nonchè  circa l'intero contesto ambientale e produttivo in cui si inseriscono, l'attivazione della procedura di valutazione dell'impatto ambientale secondo le modalità  di cui all'articolo 6 della legge n. 394 del 1986.

La raffineria mediterranea ha recentemente avviato le procedure preliminari di inizio studi per la VIA per altri cinque nuovi impianti in progetto nello stesso stabilimento aderendo contestualmente alla richiesta di procedura di valutazione «ivi compreso l'impianto LC Fining».

Il Sottosegretario di Stato per l'ambiente Calzolaio
(17 giugno 1998)


























































































































































































































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