Bertolt Brecht  : “Chi non conosce
la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un
delinquente”


Non mi piace
pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da
digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi
perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle
persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..


“ Non c’è niente di più profondo di ciò
che appare in  superficie “


Pino Ciampolillo

martedì, maggio 19, 2015

Isola Pulita: Le bugie sulle pensioni e la manovra da 16-25 miliardi del governo Renzi

Le bugie sulle pensioni e la manovra da 16-25 miliardi del governo Renzi


Giulio Ambrosetti

Il governo Renzi non ha alcuna intenzione di restituire ai cittadini italiani le pensioni ‘trafugate’ da Monti. Al contrario, prepara una manovra che si annuncia molto più pesante di quella di Monti del 2011. Perché l’unico potere che oggi difende i cittadini italiani è la magistratura. L'ennesimo scippo di 4 miliardi alla Sicilia 



Tra due settimane milioni di italiani verranno chiamati al voto per le amministrative. Sarebbe auspicabile, per i cittadini, andare alle urne conoscendo la verità su quello che sta succedendo e su quello che succederà nel Belpaese nei prossimi mesi. Ma, a quanto pare, non è così. C’è chi preferisce nascondere la verità, magari per prendere in giro i cittadini-elettori. Emblematica, al riguardo, la sceneggiata che sta accompagnando la recente sentenza della Corte Costituzionale sulle pensioni. Con il governo Renzi che, di fatto, annuncia che tale sentenza verrà applicata - ma non subito - per alcuni cittadini e non verrà applicata per altri cittadini. Di fatto, siamo davanti a un’insubordinazione del potere esecutivo verso un pronunciamento della Corte Costituzionale. Proviamo a raccontare quello che sta succedendo e quello che potrebbe succedere.
In tanti, in Italia, fanno finta di non aver capito il vero significato della sentenza della Corte Costituzionale sulle pensioni. Si tratta di un pronunciamento coraggioso in difesa di un diritto costituzionalmente garantito (la pensione) e, in generale, in difesa della democrazia. Ancora una volta (è già successo con il Muos di Niscemi ed è ormai la normalità nella lotta alla mafia), la magistratura (in questo caso è la Corte Costituzionale) si sostituisce alla politica per difendere i cittadini italiani dalla prepotenza antidemocratica di un governo - il governo Renzi - che non ha alle spalle un andato popolare ma, con molta probabilità, forze e interessi che nulla hanno a che spartire con il nostro Paese.
La sentenza della Corte Costituzionale sulle pensioni è importante. Perché ristabilisce un principio che è nella nostra Costituzione: e cioè che le pensioni dei cittadini, una volta stabilite per legge, non possono essere toccate. Questo lo sapevano bene anche Mario Monti e Giorgio Napolitano. Ma nel nome del “Ce lo chiede l’Europa” hanno sacrificato un diritto acquisito dai cittadini. Diritto che la Corte Costituzionale ha ripristinato. Cosa, questa, che avrebbe dovuto fare la politica. Solo che il Parlamento italiano è fatto da ‘nominati’ dalle segretarie dei partiti. Così, piuttosto che opporsi all’incostituzionale taglio delle pensioni, i parlamentari hanno avallato tale provvedimento. Ma a ripristinare la legalità hanno pensato i giudici della Consulta, che hanno ‘bocciato’ lo scippo del governo ai pensionati. Dalla stessa Corte Costituzionale, prima del pronunciamento sulle pensioni, è arrivato anche la ‘bocciatura’ del Porcellum, legge elettorale che la Consulta ha definito incostituzionale.
Per tutta risposta, il Parlamento ha varato una nuova legge elettorale - l’Italicum - che ripropone, almeno in parte, i vizi di incostituzionalità segnalati dalla Consulta (200 parlamentari ancora una volta ‘nominati’ dalle segreterie dei partiti) e un nuovo elemento che l’Italia ha già conosciuto con l’avvento del fascismo con la legge Acerbo: un abnorme premio di maggioranza. Premio di maggioranza che, in teoria, dovrebbe andare al partito (e non alla coalizione!) che raggiungerà il 40 per cento dei consensi. Ma che, in realtà, andrà a uno dei due partiti che prenderà più voti al ballottaggio. Di fatto, un partito del 30-32 per cento potrebbe avere la maggioranza dei parlamentari nell’unica Camera che è rimasta, dopo la sostanziale abolizione del Senato. Se ci fate caso, la differenza con la legge Acerbo è di appena 5 punti (la legge Acerbo dava la maggioranza al partito che raggiungeva il 25 per cento dei voti). Ma con un frazionamento dei quadro politico e parlamentare non è detto che non si torni alle percentuali della legge Acerbo. Ormai siamo lì, in tutti i sensi…
Detto questo, solo i ciechi, o gli uomini di malafede, non vedono, nei pronunciamenti della Corte Costituzionale e nel ruolo di garanzia della magistratura, l’unico argine a un potere esecutivo ormai sempre più debordante e antidemocratico. In questo senso ci si sarebbe aspettati di più dal nuovo Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che invece ha firmato una legge elettorale - l’Italicum - palesemente incostituzionale che, come abbiamo visto, ripropone, addirittura, scenari che il nostro Paese ha già vissuto nell’inglorioso ventennio fascista. Tra l’altro - fatto non certo secondario - Mattarella ha fatto parte, in qualità di giudice costituzionale, della Consulta che ha ‘bocciato’ il Porcellum: cosa, questa, che avrebbe dovuto far riflettere di più il Presidente della Repubblica. Ma tant’è.
Di più. Il pronunciamento della Corte Costituzionale sulle pensioni viene volutamente sottovalutato dal Governo e da ampi settori del Pd. Si fa finta di non capire che in Italia c’è un potere dello Stato (la magistratura) e un organo di rilevanza costituzionale (la Corte Costituzionale) che non hanno alcuna intenzione di sacrificare i diritti dei cittadini italiani e lo spirito della Costituzione italiana del 1948 ai dettami di un’Unione europea dell’euro in buona parte fallimentare e antidemocratica. La magistratura, di fatto, si è sostituita alla politica nel difendere i cittadini siciliani dagli effetti non ancora chiari del Muos di Niscemi. Mentre la Corte Costituzionale ha ricordato al governo Renzi che non si possono 'saccheggiare' le pensioni dei cittadini garantite dalla Costituzione. Anche su questo fronte ci si aspettava di più da parte del Presidente Mattarella, che si è limitato a un demagogico taglio della propria indennità di docente universitario e all’imposizione del tetto di 250 mila euro ai dirigenti del Quirinale: provvedimento, in questo caso, giusto.
Manca, però, il coraggio di cominciare a riconoscere un fatto che è nelle cose: e cioè che l’Unione europea dell’euro mal si concilia con la Costituzione italiana in parte già oltraggiata dal pareggio di Bilancio (leggere Fiscal Compact) e, soprattutto, con la democrazia. La storia del debito pubblico italiano non giustifica affatto il rigore che si cerca di imporre all’Italia, se è vero che ci sono altri Paesi al mondo - vedi Giappone e Usa - dove il debito pubblico è ben più elevato rispetto a quello dell'Italia. Sono i tedeschi che, come negli anni ’30 del secolo passato, vogliono imporre all’Europa i propri dettami. Ed è paradossale che un Paese come la Germania - che ha ammazzato 6 milioni di persone nei campi di concentramento, senza mai pagare i debiti di guerra - imponga adesso ai Paesi dell’Unione europea la trasformazione del debito pubblico in debiti delle famiglie e delle imprese!
Davanti a questa nefandezza, che peraltro calpesta i principi del keynesismo economico, c’è la reazione orgogliosa della Grecia di Tsipras, mentre il nostro Presidente del Consiglio, Renzi, preferisce recarsi dalla signora Merkel con il cappello tra le mani...
La speranza è che la magistratura e la Corte Costituzionale mantengano la schiena dritta. E che, magari, si svegli anche il Quirinale, iniziando a segnalare una doverosa discontinuità rispetto alla stagione di Napolitano. Del resto, la politica italiana, tranne rare eccezioni, non ha mai difeso i cittadini contro la mafia. Ci ha pensato, spesso in solitudine e pagando prezzi altissimi, la magistratura. E non è un caso se, oggi, davanti alla prepotenza antidemocratica e per certi versi fascista dell’Europa dell’euro, a difendere i cittadini italiani siano sempre i magistrati e i giudici costituzionali (che per due terzi, lo ricordiamo, sono magistrati).
Quanto al governo Renzi, invece di continuare con la demagogia spicciola, farebbe bene a dire la verità. E la verità è che l’Unione europea dell’euro chiede all’Italia, da qui a dicembre, una nuova manovra che dovrebbe oscillare da 16 a 25 miliardi di euro. Una follia. Altri soldi che dovrebbero essere strappati dalle tasche delle famiglie e delle imprese italiane. Soldi che dovrebbero servire per pagare il prezzo del ‘rigore’ imposto dalla solita Germania della signora Merkel. Altro che restituzione di 500 euro ai 4 milioni di pensionati italiani!
Il governo Renzi si prepara a infliggere agl’italiani un nuovo, pesantissimo salasso. E conta di farlo dopo il voto delle amministrative. L'antipasto è già stato anticipato in Sicilia. Con lo scippo, nel silenzio generale, di 4 miliardi di euro dal Bilancio della Regione siciliana 2015. Sono debiti dello Stato verso la Regione siciliana. Che il governo Renzi ha incamerato con una truffaldina operazione di contabilità finanziaria (come vi abbiamo raccontato in questo articolo dove l'operazione viene dettagliata punto per punto).
Non solo il governo Renzi non ha alcuna intenzione di applicare la sentenza della Corte Costituzionale sulle pensioni. Ma si prepara, con l’appoggio della Germania, ad effettuare una manovra che sarà molto più pesante di quella fatta dal governo Monti nel 2011. Cosa, questa, che dovrebbe fare riflettere gl’italiani sul Pd di Renzi.   



Isola Pulita: Le bugie sulle pensioni e la manovra da 16-25 miliardi del governo Renzi

Isola Pulita: Giovanni Falcone e Francesca Morvillo: un'ingiusta separazione

Giovanni Falcone e Francesca Morvillo: un'ingiusta separazione


Pippo Giordano

La decisione di separare la salma di Giovanni Falcone da quella della moglie, Francesca Morvillo, lascia molto perplessi. Una petizione chiede di non dividere i due coniugi magistrati, morti nella strage di Capaci del 1992

Il giudice Giovanni Falcone con la moglie, Francesca Morvillo

Cosa nostra nel commettere un omicidio eccellente non lesinava “anteprime”. Giova evidenziare che la mafia, in qualche modo per taluni omicidi, ha editato un “avviso”. Potrei citare la telefonata del libanese, che preannunciava l'esplosione di un'autobomba, come poi realmente accadde con la strage di via Pipitone Federico a Palermo, dove persero la vita il Consigliere istruttore Rocco Chinnici, il maresciallo Mario Trapassi e l'appuntato Salvatore Bartolotta, entrambi dell'Arma. Morì anche il custode dello stabile Stefano Li Sacchi. Si salvò miracolosamente Giovanni Paparcuri, a cui va tutta la mia solidarietà per ferite riportate nell'esplosione.
Potrei evidenziare il ritrovamento di due cadaveri dentro un'auto, parcheggiata innanzi ad una caserma dei carabinieri e fatta rinvenire da una telefonate anonima: “ ..questo è un regalo per il generale Dalla Chiesa”. Messaggi, tuttavia, ignorati.
Ma il più eclatante “avviso”che nessuno ha visto o sentito è quello mandato in onda dal network Cosa nostra qualche giorno prima della strage di Capaci. Non sto parlando di relato, ma di un episodio che mi sono occupato in prima persona, per aver svolto indagini sul luogo. Poco tempo prima della strage di Capaci, gli uomini di Salvatore Riina, scelsero una strada nell'agro di Altofonte: una strada pubblica, isolata ma non disabitata. Ebbene, in quella contrada, i mafiosi imbottirono una cunetta con dell'esplosivo e fecero esplodere un tratto di strada, per poi rifarla nelle stesse condizioni di prima.
In sostanza fecero le prove generali de “ attentatuni” che compirono, poi, per assassinare il magistrato Giovanni Falcone, sua moglie e gli agenti di scorta. Questi i fatti, inconfutabili, che mi fanno pensare ad uno Stato che non c'è mai stato nel porre in primo piano, la sicurezza dei magistrati, poliziotti e carabinieri impegnati nella lotta alla mafia.
Del resto pongo una domanda ai lettori, ma soprattutto al mondo politico, perchè Cosa nostra, ha ucciso singoli magistrati, appartenenti alle Forze dell'ordine e politici? Riflettete!
Ma ora occupiamoci della commemorazione del funesto evento di Capaci. Il prossimo 23 maggio è un sabato, come lo era quel 23 maggio di ventitré anni fa: un sabato che avrebbe dovuto cambiare l'Italia. E invece “ 'n canciò nenti” Si, manifestazioni oceaniche attraversarono il Paese, fiumi di parole solo ad uso e consumo dei TG. E poi? E poi altri tristi eventi, via D'Amelio, il mancato attentato a Maurizio Costanzo, Milano, Firenze e Roma. Riusciamo ad assorbire tutto, abbiamo assistito alla nascita di un'altra formazione politica e scopriamo anche politici collusi, (dal 1860) peraltro condannati in via definitiva, come del resto tra investigatori.
Il prossimo sabato, la salma del dottor Falcone verrà traslata dal cimitero monumentale, nella chiesa di San Domenico a Palermo, e pur essendo un diritto della famiglia, io dissento per due motivi: il primo è che Giovanni Falcone dovrebbe rimanere nella cappella, per consentire a tutti di omaggiarlo in un luogo pubblico.
La seconda, perchè non condivido la scelta di dividere Giovanni Falcone da sua moglie Francesca Morvillo. Ed è per questo che ho originato una petizione chiedendo di revocare la traslazione o in subordine, che anche la salma del magistrato Francesca Morvillo, venga traslata a San Domenico.
In ogni caso, il prossimo sabato commemorerò le vittime della strage di Capaci insieme ad alcuni studenti marchigiani. E' un evento organizzato da tempo, altrimenti per non deludere gli studenti, avrei evitato di partecipare. In ogni caso sarà l'ultima mia partecipazione all'anniversario della strage di Capaci. Non ho bisogno di ricordare Giovanni Falcone solo il 23 maggio. L'ho sempre ricordato e lo ricorderò in tutti gli incontri con gli studenti. Mi spiace tantissimo che Giovanni e Francesca (mi scuso per l'espressione familiare) dal 23 prossimo verranno separati.
Comunque entrerò nella chiesa di San Domenico per pregare, ma non visiterò la tomba di Giovanni Falcone. Non ho bisogno di farlo, il dottor Giovanni Falcone, occupa un posto nel mio cuore e la cappella del cimitero rappresentava per me il luogo del "dialogo" tra me e lui. Mi recherò ugualmente al cimitero di Sant'Orsola e chiederò a Francesca Morvillo di "salutarmelo".



sabato, maggio 16, 2015

Isola Pulita: PIAZZA VINCENZO ENEA ISOLA DELLE FEMMINE

PIAZZA VINCENZO ENEA ISOLA DELLE FEMMINE 







All’indomani dell’insediamento della nuova Amministrazione Comunale di Isola delle Femmine, questo Comitato Cittadino Isola Pulita, in sintonia con quanto  di NUOVO  stava nascendo nel nostro paese in  termini di legalità e di rinascita sociale e culturale; 

All’indomani della sentenza di primo grado del Tribunale di Palermo  ove finalmente la verita’   trovava un COLPEVOLE .  L’omicido di Vincenzo in quella disgraziata mattina dell’8 giugno 1982 delle  7,30 aveva un Autore con un nome ed  un cognome. 

ENEA VINCENZO nostro concittadino ammazzato per mano della mafia.

L’omicidio di Vincenzo aveva delle vittime rappresentata dagli affetti più cari: la famiglia di Vincenzo  con la moglie i figli  ed una bimba di soli pochissimi mesi .  Una bimba  a cui non è stata data la gioia di avere accanto un padre a cui trasmettere gioia e felicità, a cui donare un sorriso, un padre a cui porgere la mano in segno di protezione  ……….

L’omicidio ha avuto i suoi complici il silenzio l’omertà l’indifferenza  la delazione la denigrazione  la persecuzione l’anonimato ….

"...signora ci dica a suo figlio Pietro che la finisca di scavare altrimenti gli facciamo fare la stessa fine di suo padre...."

Atteggiamenti   comportamenti  e cultura che ancora oggi a distanza di 33 anni sopravvivono e trovano un loro terreno di coltura 

Ecco il Perché di una Piazza, UNA PIAZZA  in cui disinquinare  il terreno infetto di mafiosità,  abbiamo bisogno di raccontare di ricordare di rimettere a posto i tasselli  di una storia mai scritta a Isola delle Femmine 

Una storia che rimetta al primo posto la legalità il rispetto la dignità delle persone  

Il perché della PIAZZA 

L’intitolazione di una piazza a Vincenzo sarebbe un simbolo tangibile e duraturo. La piazza è il “RICORDO” è “AGORA’”  luogo di  ’incontro di  discussione e di  confronto. Un emblema posto a memoria di tutte le vittime di un elenco purtroppo troppo lungo. E servirebbe al contempo a riaffermare l’impegno contro ogni genere di malaffare.


Pino Ciampolillo 



Isola delle Femmine 16 maggio 2015 a sei giorni della strage avvenuta 23 anni orsono 



Al Signor di Isola delle Femmine

Signor Stefano Bologna

SEDE



Al Presidente del Consiglio Comunale 

Di Isola delle Femmine 

SEDE 



Oggetto: Proposta di   intitolazione di una Piazza  del Comune di Isola delle Femmine a Vincenzo Enea    vittima  della mafia





Il 23 maggio 2013 il Giudice Morosini  nell’aula della Corte d’Assise di Palermo leggeva   la sentenza 864  nella  quale identificava  l’omicidio di Vincenzo Enea,imprenditore edile,  consumato  in Isola delle Femmine in Via Palermo 47 il giorno 8 giugno 1982, come omicidio di MAFIA.  



Dopo 31 anni la giustizia è resa ai familiari ed a tutta la Cittadinanza di Isola delle Femmine.



Colpevole dell’omicidio il già ergastolano Francesco Bruno di Isola delle Femmine, facente parte della famiglia di San Lorenzo-Tommaso Natale retta dal boss Rosario Riccobono.  Al momento dell’omicidio il Bruno era in stato di latitanza per l’omicidio di Stefano Gallina. 



Il Comitato Cittadino Isola Pulita, nel farsi promotore dell’iniziativa per l’intitolazione di una Piazza di Isola delle Femmine al nostro concittadino Vincenzo Enea vittima di mafia, ritiene che il fenomeno mafioso si può abbattere non solo con gli strumenti repressivi, ma soprattutto con una seria opera di espansione  della cultura della legalità capace di attraversare ed incidere in  ogni strato della nostra Comunità, e che detta espansione culturale debba necessariamente passare dalla conservazione della memoria di uomini che hanno sacrificato la propria vita per l’affermazione della legalità e la rivendicazione del diritto contro il fenomeno mafioso.



La richiesta trova una sua legittimità  alla luce di quanto avvenuto negli ultimi anni a Isola delle Femmine, fortemente scossa dalle indagini su attività legate alle infiltrazioni mafiose nella Pubblica Amministrazione, conclusasi con il Commissariamento del Comune. 



"E' per tutto questo che dobbiamo ricordare Vincenzo Enea : intitolargli una piazza significa rendere onore a tutti coloro che vogliono giustizia, a tutti coloro che, quotidianamente, sono testimoni della cultura della legalità e della lotta alla mafia".



Da parte di questa Amministrazione un dovuto riconoscimento agli anni di persecuzione malversazioni ed intimidazione, subiti dalla famiglia  a cui per oltre trenta anni gli è stata negato il diritto alla verità (i figli costretti ad emigrare negli Stati Uniti). 



Per un costante impegno finalizzato all'affermazione dei valori della giustizia e della legalità

Il Comitato Cittadino Isola Pulita   



• ritiene la criminalità organizzata – in tutte le sue molteplici forme – il principale vincolo alla civile convivenza nel nostro Paese



• preso atto che  innumerevoli sono gli uomini innocenti caduti per mano della mafia, troppo spesso dimenticati (il carabiniere in pensione Nicolò Piombino) 



• ritiene doveroso  – anche per la nostra comunità cittadina - fare memoria del loro sacrificio, perchè sia sempre da sprone per le nostre coscienze e per le future generazioni ai sensi di quanto previsto dallo Statuto Comunale  sulla Partecipazione popolare propone quanto segue: 



“Proposta per l’adozione di delibera, di questa Amministrazione,  per la  intitolazione di una Piazza  del Comune di Isola delle Femmine a Vincenzo Enea    vittima  della mafia “ 



E’ nei convincimenti di questo Comitato   che questa nuova Amministrazione, eletta dopo un sofferto periodo di Commissariamento voglia dare un tangibile segnale di legalità di democrazia di partecipazione e di sbarramento ad ogni forma di ingerenza mafiosa nella gestione della Cosa Pubblica. 



Isola delle Femmine 14 gennaio 2015-01-14 



Comitato Cittadino Isola Pulita

COORDINATORE

GIUSEPPE CIAMPOLILLO

posta certificata: GIUSEPPECIAMPOLILLO@pec.it

email: isolapulita@gmail.com

SITO: 

http://isolapulita.blogspot.it 







 Si allega: Comunicazione Costituzione Comitato Cittadino Isola Pulita Vs protocollo 807 18 gennaio 2007 





 Protocollo  Comune Isola delle Femmine 420 14 gennaio 2015





PIAZZA VINCENZO ENEA ISOLA DELLE FEMMINE, Bruno Francesco, IMPASTATO,CARDINALE,BBP SNC,COSTA CORSARA, CONSIGLIO MARIA CONCETTA, FRANCESCO DEL BENE, MICALIZZI,RICCOBONO,D'AGOSTINO,lLUCIDO,MUTOLO,

PIAZZA VINCENZO ENEA ISOLA DELLE FEMMINE

PIAZZA VINCENZO ENEA ISOLA DELLE FEMMINE 



All’indomani dell’insediamento della nuova Amministrazione Comunale di Isola delle Femmine, questo Comitato Cittadino Isola Pulita, in sintonia con quanto  di NUOVO  stava nascendo nel nostro paese in  termini di legalità e di rinascita sociale e culturale; 

All’indomani della sentenza di primo grado del Tribunale di Palermo  ove finalmente la verita’   trovava un COLPEVOLE .  L’omicido di Vincenzo in quella disgraziata mattina dell’8 giugno 1982 delle  7,30 aveva un Autore con un nome ed  un cognome. 

ENEA VINCENZO nostro concittadino ammazzato per mano della mafia.

L’omicidio di Vincenzo aveva delle vittime rappresentata dagli affetti più cari: la famiglia di Vincenzo  con la moglie i figli  ed una bimba di soli pochissimi mesi .  Una bimba  a cui non è stata data la gioia di avere accanto un padre a cui trasmettere gioia e felicità, a cui donare un sorriso, un padre a cui porgere la mano in segno di protezione  ……….

L’omicidio ha avuto i suoi complici il silenzio l’omertà l’indifferenza  la delazione la denigrazione  la persecuzione l’anonimato ….

"...signora ci dica a suo figlio Pietro che la finisca di scavare altrimenti gli facciamo fare la stessa fine di suo padre...."

Atteggiamenti   comportamenti  e cultura che ancora oggi a distanza di 33 anni sopravvivono e trovano un loro terreno di coltura 

Ecco il Perché di una Piazza, UNA PIAZZA  in cui disinquinare  il terreno infetto di mafiosità,  abbiamo bisogno di raccontare di ricordare di rimettere a posto i tasselli  di una storia mai scritta a Isola delle Femmine 

Una storia che rimetta al primo posto la legalità il rispetto la dignità delle persone  

Il perché della PIAZZA 

L’intitolazione di una piazza a Vincenzo sarebbe un simbolo tangibile e duraturo. La piazza è il “RICORDO” è “AGORA’”  luogo di  ’incontro di  discussione e di  confronto. Un emblema posto a memoria di tutte le vittime di un elenco purtroppo troppo lungo. E servirebbe al contempo a riaffermare l’impegno contro ogni genere di malaffare.

Pino Ciampolillo 

Isola delle Femmine 16 maggio 2015 a sei giorni della strage avvenuta 23 anni orsono 

Al Signor di Isola delle Femmine
Signor Stefano Bologna
SEDE

Al Presidente del Consiglio Comunale 
Di Isola delle Femmine 
SEDE 

Oggetto: Proposta di   intitolazione di una Piazza  del Comune di Isola delle Femmine a Vincenzo Enea    vittima  della mafia


Il 23 maggio 2013 il Giudice Morosini  nell’aula della Corte d’Assise di Palermo leggeva   la sentenza 864  nella  quale identificava  l’omicidio di Vincenzo Enea,imprenditore edile,  consumato  in Isola delle Femmine in Via Palermo 47 il giorno 8 giugno 1982, come omicidio di MAFIA.  

Dopo 31 anni la giustizia è resa ai familiari ed a tutta la Cittadinanza di Isola delle Femmine.

Colpevole dell’omicidio il già ergastolano Francesco Bruno di Isola delle Femmine, facente parte della famiglia di San Lorenzo-Tommaso Natale retta dal boss Rosario Riccobono.  Al momento dell’omicidio il Bruno era in stato di latitanza per l’omicidio di Stefano Gallina. 

Il Comitato Cittadino Isola Pulita, nel farsi promotore dell’iniziativa per l’intitolazione di una Piazza di Isola delle Femmine al nostro concittadino Vincenzo Enea vittima di mafia, ritiene che il fenomeno mafioso si può abbattere non solo con gli strumenti repressivi, ma soprattutto con una seria opera di espansione  della cultura della legalità capace di attraversare ed incidere in  ogni strato della nostra Comunità, e che detta espansione culturale debba necessariamente passare dalla conservazione della memoria di uomini che hanno sacrificato la propria vita per l’affermazione della legalità e la rivendicazione del diritto contro il fenomeno mafioso.

La richiesta trova una sua legittimità  alla luce di quanto avvenuto negli ultimi anni a Isola delle Femmine, fortemente scossa dalle indagini su attività legate alle infiltrazioni mafiose nella Pubblica Amministrazione, conclusasi con il Commissariamento del Comune. 

"E' per tutto questo che dobbiamo ricordare Vincenzo Enea : intitolargli una piazza significa rendere onore a tutti coloro che vogliono giustizia, a tutti coloro che, quotidianamente, sono testimoni della cultura della legalità e della lotta alla mafia".

Da parte di questa Amministrazione un dovuto riconoscimento agli anni di persecuzione malversazioni ed intimidazione, subiti dalla famiglia  a cui per oltre trenta anni gli è stata negato il diritto alla verità (i figli costretti ad emigrare negli Stati Uniti). 

Per un costante impegno finalizzato all'affermazione dei valori della giustizia e della legalità
Il Comitato Cittadino Isola Pulita   

• ritiene la criminalità organizzata – in tutte le sue molteplici forme – il principale vincolo alla civile convivenza nel nostro Paese

• preso atto che  innumerevoli sono gli uomini innocenti caduti per mano della mafia, troppo spesso dimenticati (il carabiniere in pensione Nicolò Piombino) 

• ritiene doveroso  – anche per la nostra comunità cittadina - fare memoria del loro sacrificio, perchè sia sempre da sprone per le nostre coscienze e per le future generazioni ai sensi di quanto previsto dallo Statuto Comunale  sulla Partecipazione popolare propone quanto segue: 

“Proposta per l’adozione di delibera, di questa Amministrazione,  per la  intitolazione di una Piazza  del Comune di Isola delle Femmine a Vincenzo Enea    vittima  della mafia “ 

E’ nei convincimenti di questo Comitato   che questa nuova Amministrazione, eletta dopo un sofferto periodo di Commissariamento voglia dare un tangibile segnale di legalità di democrazia di partecipazione e di sbarramento ad ogni forma di ingerenza mafiosa nella gestione della Cosa Pubblica. 

Isola delle Femmine 14 gennaio 2015-01-14 

Comitato Cittadino Isola Pulita
COORDINATORE
GIUSEPPE CIAMPOLILLO
posta certificata: GIUSEPPECIAMPOLILLO@pec.it
email: isolapulita@gmail.com
SITO: 
http://isolapulita.blogspot.it 



 Si allega: Comunicazione Costituzione Comitato Cittadino Isola Pulita Vs protocollo 807 18 gennaio 2007 


 Protocollo  Comune Isola delle Femmine 420 14 gennaio 2015


PIAZZA VINCENZO ENEA ISOLA DELLE FEMMINE, Bruno Francesco, IMPASTATO,CARDINALE,BBP SNC,COSTA CORSARA, CONSIGLIO MARIA CONCETTA, FRANCESCO DEL BENE, MICALIZZI,RICCOBONO,D'AGOSTINO,lLUCIDO,MUTOLO,

La povertà in Sicilia: Ormai si profanano i cimiteri alla ricerca di gioielli e rame ISOLA DELLE FEMMINE

La povertà in Sicilia: Ormai si profanano i cimiteri alla ricerca di gioielli e rame ISOLA DELLE FEMMINE

E’ successo a Isola delle Femmine, piccolo centro alle porte di Palermo. Dove la tomba di una donna è stata scoperchiata. E l’immagine di un’Isola che vive l’incubo di un nuovo dopoguerra. La ‘caccia’ ai cassonetti dell’immondizia, a Palermo, alla ricerca di roba da rivendere…

CIMITERO DI ISOLA DELLE FEMMINE SALMA PROFANATA BRUNO CATERINA  

CIMITERO DI ISOLA DELLE FEMMINE MURO DI CINTA PASSAGGIO DEI PROFANATORI SALMA   BRUNO CATERINA 





















La notizia lascia di stucco: i ladri sono entrati nel cimitero di Isola delle Femmine, piccolo centro alle porte di Palermo, hanno fatto razzìa di vasi di rame e, non contenti di questo, hanno profanato la tomba di una donna novantenne passata a miglior vita circa un anno fa alla ricerca di gioielli. Sulla vicenda, ovviamente, indagano le forze dell’ordine.
Sembra che la parola razzìa derivi dall’arabo ghazzyya, che significa “incursione”, magari una spedizione nell’area del “nemico”. Anche se in questo caso vale di più un’altra spiegazione: “Incursione armata compiuta da predoni o da bande di irregolari a scopo di saccheggio”. Che, in questo caso, è per fame. Già, il saccheggio. Non ci va di scomodare Rousseau e la sua celebre interpretazione dell’animo umano: ovvero l’uomo che nascerebbe buono e sarebbe reso cattivo dalla società. Tesi, questa, che, alla fine, potrebbe giustificare le peggiori gesta umane.
Detto questo, però, dobbiamo ammettere che in Sicilia, oggi, è tornata la grande povertà. La disoccupazione giovanile sfiora quasi il 70 per cento (nel resto d’Italia è intorno al 40 per cento). Il 50 per cento delle famiglie è in difficoltà. Le mense dei poveri sono piene. Frequentate anche da pensionati che prima del 2008-2009 non navigavano nell’oro, ma arrivavano tranquillamente a fine mese. Oggi non ci arrivano più, anche evadendo le tasse e le imposte comunali che sono ormai le più alte d’Italia (a Palermo la Tari, questo ormai l’hanno capito tutti, non si paga per avere una corretta raccolta dei rifiuti, visto che la città è sporchissima, ma per mantenere l’esercito di dipendenti pubblici e di precari che lo Stato, la Regione e lo stesso Comune non riescono più a mantenere).
In queste condizioni non c’è da stupirsi se la gente si inventi di tutto pur di sopravvivere. Dicono che a Isola delle Femmine i ladri erano convinti di trovare nella tomba della donna chissà quali gioielli. Li avranno trovati? Non si sa. Si sa soltanto che la tomba è stata profanata: i ladri (o i poveracci? ormai il confine è molto labile…) hanno scoperchiato il loculo, hanno preso la cassa e l’hanno gettata per terra. Insomma, l’hanno distrutta. Il tutto per trafugare i gioielli. O quanto meno per provarci.
Gli stessi ladri hanno fatto il giro del cimitero per prendersi i vasi di rame e persino quelli di alluminio. Sì, anche l’alluminio, che ha un valore veramente minimo. Ma oggi, con la fame che c’è in Sicilia, tutto fa brodo.
La vicenda avvenuta a Isola delle Femmine, che non ha avuto gli onori delle cronache, non è altro che l’altra faccia, quella vera, dell’Italia descritta da chi, oggi, celebra la ‘ripresa’ economica del Belpaese. Ci dicono che il Pil italiano è finalmente in ‘crescita’. E che crescerà non sappiamo di quanti zero virgola il prossimo anno o nei prossimi due o tre anni. Mario Draghi ha già pronto il suo ‘bazooka’, con la pioggia di euro pronta a inondare l’Unione europea, come ci racconta in altra parte del giornale l’economista Massimo Costa. Ma intanto la povertà cresce. In Sicilia in proporzioni smisurate. Ma questo nessuno lo dice.
I furti di rame, in un’Isola sempre più disastrata, non si contano più. Non c’è piccolo o grande centro che non abbia registrato furti di rame. E’ un metallo che si vende bene, soprattutto nei mercatini dei poveri. Piccoli suk che sorgono qua e là, ovviamente nei centri del Sud d’Italia. Dove si vengono oggetti rubati di tutti i tipi. E anche altre cose trovate qua e là nei contenitori di immondizia.
Eh già, perché mentre il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, celebra il Jobs act che darà chissà quanti nuovi posti di lavoro, mentre la Lega delle cooperative controlla ormai quasi tutti gli appalti pubblici della Sicilia, mentre le imprese edili siciliane non lavorano più, a meno che non riescano a trovare qualche ‘frattaglia’ lasciata libera dalle grandi cooperative riconducibili a una certa ‘Sinistra’ (una volta li chiamavano subappalti e a un certo punto, negli anni ‘90 del secolo passato furono pure vietati dalla legge e li trasformarono in ‘noli a freddo’: i grandi gruppi nazionali dell’edilizia piombati in una Sicilia sempre più ‘colonia’ prendevano in affitto i mezzi delle piccole ditte siciliane e, con l’occasione, facevano lavorare un po’ di manovalanza locale: il classico tozzo di pane degno, appunto, degli abitanti di una colonia), insomma mentre l’economia dell’Isola cola a picco, ormai, per campare si profanano le tombe, si va nei cimiteri alla ricerca di vasellame di rame e anche di alluminio e, in pieno giorno, con delle particolari aste in metallo, si scava nei contenitori dell’immondizia.
Vi sembra un’esagerazione? Allora venite a Palermo. Vedere per credere. I ‘professionisti dell’immondizia’, fino a qualche tempo fa, operavano al tramonto e alla sera. Ora sono diventati tanti. Crescono a vista d’occhio. Quindi si lavora pure di giorno. C’è anche chi ironizza. E spiega che a Palermo, finalmente, è arrivata la raccolta differenziata dei rifiuti. Quello che non hanno saputo fare la Regione e il Comune del capoluogo dell’Isola, fermi ancora alle discariche, lo stanno facendo i poveri disgraziati, che vanno a cercare nei cassonetti materiali da ‘riciclare’. Certo, non è la raccolta differenziata di una città moderna, efficiente, pulita. E’ la raccolta differenziata di una città ciabattona, che sta vivendo il lungo incubo di una povertà tipica di un dopoguerra. Sono scene della Palermo attuale. Sono scene della Sicilia di oggi. Vedere per credere.           
http://www.lavocedinewyork.com/La-poverta-in-Sicilia-Ormai-si-profanano-i-cimiteri-alla-ricerca-di-gioielli-e-rame/d/10315/

La povertà in Sicilia: Ormai si profanano i cimiteri alla ricerca di gioielli e rame ISOLA DELLE FEMMINE



ALONGI, BOLOGNA, BRUNO FRANCO, ciampolillo, CIMITERO, DE BLASI FORTUNATO, EQUITALIA, FACEBOOK, CONIGLIO, LIMUTI SALVINO, MANNINO, MONTI MASSIMO, RAPPA ROCCO, SCALA, TRIBOTO, TRIBUTI, VENTIMIGLIA LUCIA, VERMIGLIO,

venerdì, maggio 15, 2015

Isola Pulita: Maxi truffa all’Enel, tre donne in manette /FOTO Gestivano gli affari della “banda” /VIDEO

Maxi truffa all’Enel, tre
donne in manette /FOTO

Gestivano gli affari della “banda” /VIDEO



Dopo il fermo avvenuto mercoledì scorso nei confronti di Nicolò Regina (32) di Castelvetrano e Alessandro Ingarra (29) di Vigevano, considerati da anni al vertice di un’organizzazione criminale dedita alle truffe all’Enel, il Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Palermo, su disposizione del Giudice per le indagini preliminari, ha posto agli arresti domiciliari la madre e la sorella di Regina, rispettivamente Anna Giammarinaro (62) e Carmela Regina (29), originarie del Trapanese ma residenti a Isola delle Femmine, nonché la moglie, Veronica Rosa (32), nativa di Abbiategrasso ma da qualche tempo stabilmente a Tenerife insieme al marito e capo della banda.


Le tre donne, da quanto emerso nel corso delle indagini, erano parte attiva dell’organizzazione e si occupavano, sotto la direzione di Nicolò Regina, della gestione degli affari illeciti dell’organizzazione. Dall’isola delle Canarie, infatti, venivano impartite le disposizioni agli altri membri del clan: la Giammarinaro, in particolare, era deputata alla gestione dei conti correnti e delle transazioni bancarie, mentre Carmela Regina teneva i contatti con i clienti, occupandosi di riscuotere i pagamenti (spesso in contanti), e di interagire con l’Enel per volturare i contatori morosi prima del distacco dell’energia. Veronica Rosa, aveva il compito di gestire da Tenerife la fatturazione delle finte bollette, che compilava e trasmetteva agli altri sodali deputati ad interloquire con i clienti della banda.
Nell’ambito del medesimo provvedimento, il Gip ha confermato, per Nicolò Regina, la misura coercitiva della custodia cautelare in carcere ordinando, contestualmente, il sequestro di tre conti correnti utilizzati dall’organizzazione criminale per l’effettuazione delle truffe.
L’operazione delle “Fiamme Gialle” di Palermo, che ha portato finora all’arresto di cinque persone, ha tratto origine da una denuncia presentata agli investigatori, lo scorso anno, da Enel Servizio Elettrico s.p.a. Le successive investigazioni, infatti, hanno condotto alla scoperta di un’ingente frode, quantificata in circa due milioni di euro.
Il meccanismo truffaldino, basato su un articolato sistema di volture, ha consentito al sodalizio criminale di mantenere in funzione i contatori che continuavano ad erogare energia, pur non vedendosi l’Enel pagato il corrispettivo per le forniture.



MAXI TRUFFA ALL’ENEL, TRE DONNE IN MANETTE /FOTO 
GESTIVANO GLI AFFARI DELLA “BANDA” ,Anna Giammarinaro,Carmela Regina,Nicolò Regina,Alessandro Ingarra,Enel,Veronica Rosa,


giovedì, maggio 14, 2015

Isola Pulita: Studio choc sulle api in Valdarda: 'Coperte di inquinanti del cementificio'

Studio choc sulle api in Valdarda: "Coperte di inquinanti del cementificio"






Api tanto imbrattate da agenti inquinanti da non essere più riconoscibili. Se non è allarmante, sicuramente non rassicura lo studio degli entomologi Ilaria Negri e Marco Pellecchiapresentato ieri sera a Fiorenzuola presso il cinema Capitol e che riguarda alcune rilevazioni effettuate su questi animali in Valdarda. In particolare nella zona del cementificio Buzzi Unicem, che si trova a Mocomero di Vernasca. 



Una serata di approfondimento, organizzata dai comitati “Basta Nocività in Valdarda”, “Aria Pulita in Valdarda” e Legambiente, per avere sempre più elementi che giustifichino il loro “no” alla richiesta dell’azienda di poter utilizzare nel forno 60mila tonnellate all’anno di CarboNext come combustibile. 









Un nome tecnico (brevettato dalla ditta stessa) che secondo gli abitanti della Valdarda nasconderebbe altri rischi per la salute. CarbonNext, infatti, tradotto significa rifiuti utilizzati per produrre energia al posto dei derivati del petrolio per la lavorazione di cemento e calcestruzzi. 






Una decisione che sta facendo montare sempre più la protesta degli abitanti, di Vernasca, certo, ma anche di Lugagnano, Morfasso e via via fino a Fiorenzuola, che oltre ai rischi sulle emissioni dal camino delle cementeria temono maggiore traffico di mezzi pesanti, che sarebbero utili a portare questi rifiuti, lavorati in un’azienda del Lodigiano a circa 150 chilometri di distanza, alla Buzzi Unicem. 

E così, dopo la presa di posizione delle mamme di Vernasca, che hanno minacciato di “non mandare più i figli a scuola” e quella di sei insegnanti che si sono detti “pronti a lasciare il nostro posto di lavoro per la salute dei bambini”, è arrivato questo studio sulle api, che farebbe intendere come le emissioni del cementificio avrebbero dirette conseguenze sulla salute delle persone. 



Dottoressa Ilaria Negri, qual’è il risultato emerso più preoccupante?




“Abbiamo trovato molte api che si sono sporcate di particolato atomosferico  inquinate, con le ali completamente rivestite di questa sostanza che è di derivazione antropogenica (non naturale). Il corpo delle api funziona come una spugna, per cui riescono ad assorbire il particolato atmosferico”.
Da dove verrebbe questa sostanza?
“E’ sicuramente una sostanza che non deriva dall’erosione delle rocce della Valdarda. Abbiamo trovato anche particolato delle argille e dei minerali, però la maggior parte dei composti trovati hanno una composizione chimica molto strana, non analoga in natura. Quindi il maggiore indiziato è il cementificio”. 
Quello che lei definisce “particolato” è una sostanza pericolosa per l’uomo?
“Vista la quantità trovata, abbiamo mostrato immagini dove non si distingueva la superficie dell’insetto da quello che lo ricopriva. Oltre a questo particolato atmosferico abbiamo rilevato inoltre la presenza di metalli pesanti, per cui sicuramente qualche pericolo per la salute potrebbe esserci con l’inalazione e il contatto. Sarebbe necessario, comunque, uno studio epidemiologico per confermare i nostri sospetti. Ma se le api che vivono solo tre settimane si riempiono così tanto, possiamo solo pensare le conseguenze su una persona che vive da anni nella zona”.
Insomma,potrebbe esserci correlazione tra i danni che possono subire le api e quelle sui cittadini della Valdarda?
“Non abbiamo dati sui tassi di mortalità delle api, anche perché la loro vita non è molto lunga. In 40 giorni l’ape adulta muore, quindi non è facile stabilire se queste sostanze siano tossiche per l’ape, a difefrenza degli insetticidi. Non è detto che il particolato faccia morire le api, perché magari necessita di più tempo. Non esistono infatti studi sui tumori negli insetti, visto che è una patologia che implica una vita più lunga per manifestarsi. Però di tante sostanze trovate molte sembrano riconducibili alle materie prima utilizzate nel cementificio per la lavorazione. La preoccupazione in questo periodo è rivolta alle emissioni del camino ma si hanno anche con la semplice movimentazione dei materiali, con le operazioni carico-scarico, stoccaggio e frantumazione. Che rimangono in atmosfera e le persone ne possono venire in contatto”. 





Gianmarco Aimi 










 





























ARPA Sicilia Direzione Generale
fax 0916574146

ARPA Sicilia ST Palermo
Via Nairobi 4  PALERMO
fax
0917033345

Provincia Regionale PALERMO
fax 091 6628275
E p.c.

ASSESSORATO
REGIONALE TERRITORIO ED AMBIENTE
        SERVIZIO 1 Via Ugo La Malfa, 169 
90146 –
Palermo
fax 091.7077139 

ASSESSORE
REGIONALE DEL TERRITORIO E DELL’AMBIENTE
Via Ugo
La Malfa, 169 
90146 –
Palermo
 fax: 091 7077963

DIRIGENTE
GENERALE DEL
DIPARTIMENTO
AMBIENTE 
Dott.
Maurizio Pirillo
Fax: 091 7077294

Comune di
Isola delle Femmine
 comuneisoladellefemmine@viapec.net
fax0918617204

Comune di
Capaci
sindaco.comunecapaci@pec.it
fax0918671260


Oggetto:
ACCESSO ALLE INFORMAZIONI
AMBIENTALI – ITALCEMENTI - DATI DI QUALITA’ DELL’ARIA a partire dalla data di
attivazione  fino al 30   DI
APRILE 2015 MONITORATI DALLA CENTRALINA SITUATA IN VIA MAZONI ALL’INTERNO DELLA
SCUOLA MEDIA RISO, COMUNE  ISOLA DELLE
FEMMINE



Visto
la Legge 241/1990;
Visto
l’articolo 3 del DLgs 19 agosto 2005 n 195;

Il
sottoscritto Giuseppe Ciampolillo, nella qualità di coordinatore del Comitato
Cittadino Isola Pulita sezione Legambiente di Palermo, con la presente richiede
i dati del monitoraggio dei parametri di qualità dell’aria ambiente rilevati
dalla data di attivazione fino al trenta  di aprile 2015 dalla cabina posizionata in
Isola delle Femmine all’interno del Complesso scolastico Francesco Riso, via
Manzoni, Isola delle Femmine (DRS n. 693 del 17.07.2008, AIA ITALCEMENTI)

 In attesa di
ricevere nei tempi e nelle forme previste per legge porgo distinti Saluti

         Comitato Cittadino Isola Pulita
           COORDINATORE
           GIUSEPPE CIAMPOLILLO
           posta certificata: GIUSEPPECIAMPOLILLO@pec.it
           email: isolapulita@gmail.com
           SITO:

           
http://isoladellefemmineitalcementieambiente.blogspot.it/

 Tel 3331017981

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ITALCEMENTI A.I.A. 2014 CONFERENZE CONVOCAZIONI E VERBALI DEL 22 LUGLIO E 20 NOVEMBRE 2014








ITALCEMENTI DIFFIDA AL RITIRO IN AUTOTUTELA DECRETO AIA 693 2008 OSSERVAZIONI AIA 2014 DECADENZA AIA 2008 INOSSERVANZA PRESCRIZIONI INTERROGAZIONI E RISPOSTE EUROPA SU DECRETO 693 2008









All’Assessore Regionale del
Territorio e dell’Ambiente

Al Dirigente Generale
Dipartimento Ambiente  .

Al Servizio 1
        Dipartimento Ambiente   

p.c.
Al Presidente della Regione

Alla Procura della
Repubblica
Tribunale di Palermo

Al Comando Carabinieri NOE

Al Presidente della IV
Commissione
Ambiente e Territorio

Al Comune di Isola delle
Femmine

Al Comune di Capaci
          ambiente.comunecapaci@pec.it   


Oggetto: VIOLAZIONE NORMATIVA SUL DIRITTO DI  PARTECIPAZIONE DEL COMITATO CITTADINO ISOLA
PULITA SEZIONE LEGAMBIENTE, PORTATORE DI INTERESSI PUBBLICI  (TAVOLO TECNICO DEL 20 NOVEMBRE 2014 SERVIZIO
1 VIA VAS TENUTOSI IN ASSESSORATO) NEL PROCEDIMENTO DI CONCESSIONE A.I.A. ALLA
DITTA ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE


Il
sottoscritto, Giuseppe Ciampolillo, coordinatore del Comitato Cittadino Isola
Pulita sezione Legambiente, in riferimento al procedimento per la concessione
dell’autorizzazione in oggetto, fa presente quanto segue:

  • il
    giorno 22 luglio 2014 il Servizio 1 del D.R.A.- ARTA convocava un incontro
    informativo, definito “avvio del procedimento” riguardante il “rinnovo”
    A.I.A. - Italcementi sito di Isola delle Femmine – ex art 29 octies del
    D.Lgs 152/06 e s.m.i., D.R.S. del 18.07.2008; in detta sede questo
    Comitato, regolarmente invitato, rappresentava una serie di osservazioni
    sia sul rilascio dell’autorizzazione (ritenuta irregolare perché
    rilasciata da soggetto che a quella data non ne aveva titolo) che sui
    successivi adempimenti e controlli da parte degli Organi preposti
    (ritenuti mancanti nei tempi e nei modi previsti dall’autorizzazione), il
    tutto meglio specificato nel relativo verbale che si richiama
    integralmente e che si allega; il Comitato formulava, altresì, la
    richiesta di esame dei rapporti dei sopralluoghi effettuati dall’ARPA nel
    periodo 2009-2013;
  • il
    giorno 8 agosto 2014 sul sito web dell’ARTA veniva pubblicato l’Avviso pubblico procedura di rinnovo AIA per Cementeria
    Italcementi di Isola delle Femmine (ex comma 3, art. 29-quater, D.Lgs.
    152/06 e ss.mm.ii.);
  • il
    giorno 2 settembre 2014 questo Comitato inviava al Servizio 1 (per
    conoscenza anche a  numerosi altri
    indirizzi istituzionali, nonché al Comando CC del NOE ed alla Procura
    della Repubblica di Palermo) le proprie osservazioni, corredate da
    numerosi allegati, cui si rimanda integralmente, dove ribadiva, con ulteriori
    dettagli, le problematiche già sollevate nell’incontro del 22 luglio; da allora nulla veniva più comunicato
    sul procedimento a questo Comitato
    ;
  • il
    giorno 04/03/2015, a seguito di richiesta di accesso agli atti del
    04/03/2015 presso il Servizio 1, si apprendeva che il 20 novembre 2014
    (nota di convocazione n. 52367 del 12 novembre del Servizio 1) si era
    svolto un Tavolo tecnico nell’ambito del suddetto procedimento, a cui,
    inspiegabilmente, non era stato
    invitato
    questo Comitato e ciò nonostante che la predetta convocazione
    facesse esplicito riferimento alle proprie osservazioni formulate
    nell’incontro del 22 luglio (“in
    riscontro alle richieste formulate nel corso dello stesso incontro dal
    dott. Gioacchino Genchi n.q. di consulente tecnico del Comitato Cittadino
    di Isola Pulita”
    );

Il
Comitato, giusto alla luce di quanto rappresentato, in primis gli appunti mossi nei confronti del D.R.S. 693/08 e sugli
atti consequenziali connessi,  ritiene
che la  mancata convocazione al Tavolo
tecnico costituisce una palese limitazione al diritto di partecipazione al
procedimento amministrativo in corso, se non una specifica violazione, in danno
di chi, come il Comitato, è parte rappresentativa di interessi diffusi della
cittadinanza;

Il
Comitato, pertanto, avanza diffida a rendere nulla la riunione tenutasi il 20
novembre ed ogni altro atto sequenziale, chiedendo, al contempo, la sua
tempestiva riconvocazione, considerato peraltro che i termini di chiusura del
procedimento appaiono già superati.
 
Il
Comitato fa riserva, ove non dovesse ricevere riscontro entro sette giorni
dalla presente, di rivolgersi alla Autorità Giudiziaria. 

          Comitato Cittadino Isola Pulita
           COORDINATORE    GIUSEPPE CIAMPOLILLO
           posta certificata: GIUSEPPECIAMPOLILLO@pec.it
           email: isolapulita@gmail.com

n.b.
si allega
: Osservazioni
a cura del Comitato Cittadino Isola Pulita rinnovo A.I.A. Italcementi Inviate
con posta certificata il giorno 2 settembre 2014

Isola
delle Femmine 7 aprile 2015

        
Ricevuta di
avvenuta consegna


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il messaggio "DIFFIDA MANCATO INVITO ISOLA PULITA PROCEDURA AIA 20
NOVEMBRE 2015" proveniente da
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"DIFFIDA MANCATO INVITO ISOLA PULITA
PROCEDURA AIA 20 NOVEMBRE 2015" proveniente da
giuseppeciampolillo@pec.it ed indirizzato a "assessorato.territorio@certmail.regione.sicilia.it"

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PROCEDURA AIA 20 NOVEMBRE 2015" proveniente da
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"DIFFIDA MANCATO INVITO ISOLA PULITA PROCEDURA
AIA 20 NOVEMBRE 2015" inviato da "giuseppeciampolillo@pec.it"


ed indirizzato a "
ambiente.comunecapaci@pec.it"

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("posta ordinaria")


gtrizzino@ars.sicilia.it ("posta
ordinaria") noepacdo@carabinieri.it ("posta ordinaria")


assessorato.territorio@certmail.regione.sicilia.it
("posta certificata") dipartimento.ambiente@certmail.regione.sicilia.it
("posta certificata")


presidente@certmail.regione.sicilia.it
("posta certificata") prot.procura.palermo@giustiziacert.it
("posta certificata")


ambiente.comunecapaci@pec.it ("posta
certificata") sindaco.comunecapaci@pec.it ("posta certificata")


giorgio.dangelo@regione.sicilia.it ("posta
ordinaria") comuneisoladellefemmine@viapec.net ("posta
certificata")


urbanistica.comuneisoladellefemmine@viapec.net
("posta certificata")
        
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"DIFFIDA MANCATO INVITO ISOLA PULITA
PROCEDURA AIA 20 NOVEMBRE 2015 " inviato da
giuseppeciampolillo@pec.it ed indirizzato a:

commissione.IV@ars.sicilia.it ("posta
ordinaria") gtrizzino@ars.sicilia.it ("posta ordinaria")


noepacdo@carabinieri.it ("posta
ordinaria") assessorato.territorio@certmail.regione.sicilia.it
("posta certificata")


dipartimento.ambiente@certmail.regione.sicilia.it
("posta certificata") presidente@certmail.regione.sicilia.it
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prot.procura.palermo@giustiziacert.it
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certificata")


sindaco.comunecapaci@pec.it ("posta
certificata")


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ordinaria")


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urbanistica.comuneisoladellefemmine@viapec.net
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A CURA DEL
COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA DI ISOLA DELLE FEMMINE OVE INSISTE IN PIENO
CENTRO ABITATO IL CEMENTIFICIO DELLA 
ITALCEMENTI AZIENDA CLASSIFICATA COME INDUSTRIA INSALUBRE DI PRIMA CLASSE 








ALL’ASSESSORATO REGIONALE
TERRITORIO ED AMBIENTE
   SERVIZIO 1 Via Ugo La Malfa,
169    
90146 – Palermo
Tel. 091.7077121, Fax 091.7077139 

E p.c.
AL PRESIDENTE DELLA REGIONE
SICILIANA
ON.LE ROSARIO CROCETTA
PALAZZO D’ORLEANS
PIAZZA INDIPENDENZA 21
90129 PALERMO
Fax 091 7075199 tel 091
7075281

ALL’ASSESSORE REGIONALE DEL
TERRITORIO E DELL’AMBIENTE
Via Ugo La Malfa,
169    
90146 - Palermo
tel.: 091 7077870 - fax:
091 7077963


AL DIRIGENTE GENERALE DEL
DIPARTIMENTO AMBIENTE  DELL’A.R.T.A.
Dott. Gaetano Gullo
Via Ugo La Malfa,
169    
90146 - Palermo
091 7077807 - 091 7077223
Fax: 091 7077294

ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA
C/O TRIBUNALE DI PALERMO
PIAZZA V.E. ORLANDO 1
90138 PALERMO

Comado Carabinieri Tutela
per l'Ambiente
Nucleo Operativo Ecologico
Piazza Principe di
Camporeale 64
90100 PALERMO
tel. 091/6788076, Fax 091
515142  

Al Presidente della IV
Commissione
Ambiente e Territorio
c.a. Giampiero Trizzino
fax 0917054564


Oggetto:
OSSERVAZIONI  – 
Procedimento di rinnovo Autorizzazione Integrata       Ambientale della Italcementi S.p.a. di
Isola delle Femmine

Con
riferimento, alla pubblicazione del giorno 8 agosto 2014, apparso sul sito
dell’A.R.T.A. dipartimento: “Avviso pubblico procedura di rinnovo aia
per cementeria Italcementi di Isola delle Femmine (ex comma 3, art 29-quater,
d.lgs. 152/06 e s.m.i.) “
     (vedi allegati 1 e 2  )  
il
Comitato Cittadino  Isola Pulita di Isola
delle Femmine, associato a Legambiente, formula le seguenti osservazioni:

1.  
Il Comitato rileva innanzitutto la nullità del DRS 683 del 18 luglio
2008 in quanto emanato da soggetto che non ne aveva titolo.
L’ing.
Vincenzo Sansone, firmatario del provvedimento, non era di fatto il dirigente
responsabile del Servizio  VIA-VAS poichè
il decreto del Dirigente Generale pro tempore che ne approvava il contratto di
lavoro fino al 16 dicembre 2008 è datato 17 dicembre 2008 (DDG n. 1474), cioè
risulta essere stato adottato 5 mesi dopo l’autorizzazione concessa dall’ing.
Sansone alla Italcementi.
     
Nel citato DDG l’arch. Tolomeo fa riferimento alla nota a sua firma, DTA
n. 17818 del 29 febbraio 2008, con la quale avrebbe affidato all’ing. Sansone
l’incarico di responsabile del Servizio.
       E’ persino superfluo evidenziare che
l’affidamento (o attribuzione) di un incarico dirigenziale non può avvenire con
una semplice nota ma esclusivamente con un apposito provvedimento. Altrettanto
dicasi nel caso di proroga, in quanto, per la gerarchia degli atti
amministrativi, essa può avvenire con un provvedimento di pari livello della
precedente attribuzione, giammai con una nota.
     
Sarebbe come concedere o prorogare una autorizzazione, p.e. alle
emissioni in atmosfera, un AIA, ecc., con una nota e non con un provvedimento
specifico.
     
A tal proposito, il Comitato rileva che deve presumersi che sia il
dirigente generale arch. Pietro Tolomeo che l’ing. Sansone non potessero
ignorare, per manifesta evidenza, l’illegittimità di una procedura e di una
nomina del tutto irregolare, non valida e, di conseguenza, priva di  ogni efficacia amministrativa.



      Ma c’è anche di più.


     
Nella nota n. 17818 l’arch. Tolomeo motiva la procedura adottata
richiamando l’art. 36, comma 9, del CCRL dell’area della dirigenza.
     
Si tratta di un richiamo del tutto improvvido che contraddice
completamente il suo stesso operato, in quanto il comma 9 recita “Nelle ipotesi in cui non vi siano modifiche
della struttura né motivi che giustifichino eventuali rotazioni o comunque il
mancato rinnovo del contratto, e non vi sia una valutazione negativa
dell’operato del dirigente, allo stesso deve essere garantita la stipula di un nuovo contratto
individuale senza soluzione di continuità per l’azione amministrativa e
gestionale entro e non oltre i successivi trenta giorni
”.
     
Ne consegue che l’arch. Tolomeo ha operato anche in palese violazione
del CCRL dell’area della dirigenza e che il conferimento dell’incarico all’ing.
Sansone è avvenuto in modo irregolare, illegittimo e non retrodatabile, tutte
ragioni per cui, in ogni caso, l’ing. Sansone alla data di emanazione del DRS
n. 693, il 17 luglio 2008, non aveva il titolo né il potere occorrenti a
formalizzare il provvedimento dell’AIA.      
   
2.  
Stanti i rilievi di nullità sollevati al punto 1) il Comitato potrebbe
anche esimersi da ulteriori considerazioni. Cionondimeno, la presunta autorizzazione
e l’attuale avvio della procedura del suo preteso “rinnovo” si prestano a far
eccepire altri motivi di irregolarità anch’essi di manifesta evidenza.
      a)
L’art. 6 del DRS n. 693 prevedeva che “Il
provvedimento definitivo sarà subordinato alle risultanze della visita di
collaudo. Gli enti preposti al controllo esamineranno in quella sede le
risultanze della suddetta visita e potranno, se ritenuto necessario, modificare
le condizioni e prescrizioni autorizzative
”.
      L’art
7 precisava che “L’Autorizzazione
Integrata Ambientale viene subordinata al rispetto delle condizioni e di tutte
le prescrizioni impartite dalle competenti attività intervenute in sede di
conferenza dei servizi…che fanno parte integrante e sostanziale del presente
decreto…
”. Nelle pagg. 4-11 venivano specificati le “Prescrizioni relative alle attività di recupero di rifiuti come materie
prime
”, i “Limiti alle emissioni”,
le “Prescrizioni relative all’impianto”,
le “Prescrizioni relative ai combustibili
utilizzati ed ai consumi energetici
“, le “Prescrizioni relative ai rifiuti prodotti “ e le “Prescrizioni relative alle attività di
monitoraggio (Piano di monitoraggio e controllo)
”. Veniva fatto obbligo
all’azienda di procedere “entro 24 mesi dal rilascio
dell’autorizzazione
alla
conversione tecnologica (“revamping”) dell’impianto con il completo
allineamento alle Migliori Tecnologie Disponibili previste per il settore del
cemento
…”, ma nel caso del mancato “revamping” “…comunque adeguare l’impianto esistente alle M.T.D. attraverso i seguenti
interventi”
[quelli sopra specificati].
      Tuttavia,
alla scadenza dei 24 mesi risulta che nessuna delle autorità preposte si è
premurata di  adempiere agli obblighi
discendenti dalle prescrizioni di propria competenza contenute nel DRS n. 693

al fine di rendere definitiva o meno l’autorizzazione.
      b)
Il 9 giugno del 2011, a distanza di 36
mesi
e cioè con un anno di ritardo, il Servizio 1, riconoscendo che “il decreto prevedeva condizioni e
prescrizioni da attuare con scadenze temporali…da effettuarsi entro 24 mesi dalla data di rilascio
”,
teneva la riunione di un tavolo tecnico “al
fine di verificare se la società Italcementi ha provveduto a dare corso alla
attuazione delle prescrizioni contenute nel decreto di riferimento
”.
      Dalla
lettura del verbale risulta che, ad eccezione della Italcementi che dichiara di
operare nel rispetto delle prescrizioni previste dall’autorizzazione,
inspiegabilmente nessuna delle autorità competenti alle verifiche si pronuncia
nel merito, p.e. sugli interventi strutturali, limitandosi la discussione solo
ad alcuni aspetti relativi al monitoraggio delle emissioni ed al posizionamento
delle centraline di rilevamento degli inquinanti.
      Quindi,
il dato che se ne trae e che dopo 36 mesi dal rilascio del provvedimento AIA
restavano privi di ogni verifica quei presupposti e quelle prescrizioni che
avrebbero dovuto rendere valida e definitiva l’autorizzazione
.   

      Da allora ad oggi, cioè a distanza
complessiva di 6 anni dal DRS n. 693, la situazione, come è noto e come risulta
agli atti, è rimasta del tutto invariata: ai rilievi di nullità del
provvedimento si somma anche la mancanza di validità di merito, in quanto nulla
è dato a sapere circa il rispetto di tutte le prescrizioni che avrebbero dovuto
essere rispettate dall’Italcementi nei termini di 24 mesi dalla data di
emanazione dell’autorizzazione.

       Questo Comitato, pertanto, nel
sottolineare l’inspiegabile comportamento degli enti deputati al controllo di
attuazione del DRS n. 693, fa presente che mancano del tutto i presupposti per
procedere al rinnovo di una autorizzazione da considerarsi, in primis, di per sé inesistente e,
eventualmente, non più valida almeno dal luglio del 2010.

       Alla luce delle superiori
considerazioni, questo Comitato ritiene inattuabile la procedura di  rinnovo essendo, invece, necessaria
un’autorizzazione ex novo.
          
         Comitato Cittadino Isola Pulita
         COORDINATORE GIUSEPPE CIAMPOLILLO
         posta certificata: GIUSEPPECIAMPOLILLO@pec.it
         email: isolapulita@gmail.com




Assessore Territorio Ambiente
Regione Sicilia
DIRIGENTE GENERALE
Dott. Gaetano Gullo
 Via Ugo La Malfa 169
90146 PALERMO protocollata 25
ottobre 2013


Regione Sicilia
1° Servizio VIA-VAS
dr. Giorgio D’Angelo
Via Ugo La Malfa 169
90146 PALERMO protocollata 25
ottobre 2013

Assessore Territorio Ambiente
Regione Sicilia
Dott.sa  Mariella Lo Bello
Via Ugo La Malfa 169
90146 PALERMO protocollata 25
ottobre 2013
FAX 091 7077963

IV Commissione Ambiente e
Territorio
Assemblea Regionale Siciliana   
Onle Giampiero Trizzino
Piazza Indipendenza 21
90129 PALERMO
 FAX 091 7054564

Raccomandata R.R.
Anticipata via fax


Oggetto: Decadenza,
per inosservanza prescrizioni,  decreto
693 18 luglio 2008

Il Sottoscritto Coordinatore del  Comitato Cittadino Isola Pulita con la
presente intende ribadire  quanto
dichiarato nel corso della riunione del Tavolo tecnico tenutosi presso il 1°
Servizio VIA-VAS  di questo Assessorato,
avente ad oggetto “Procedura A.I.A. Impianto IPPC ditta Italcementi S.p.a.”:
.
Considerato che la
procedura di autorizzazione integrata ambientale, in particolare per I
cementifici, ha diverse funzioni, quelle di maggior interesse sono le seguenti:

a) verifica puntuale delle
autorizzazioni ambientali esistenti per ricondurle ad una unica autorizzazione tenendo
conto del principio della applicazione della
prevenzione e riduzione  dell’inquinamento, al fine di
raggiungere l’obiettivo di un elevato 
livello di protezione ambientale e della popolazione.

b) Verifica della applicazione
delle migliori tecnologie disponibili (sulla base di linee guida redatte per conto della Commissione
della Unione Europea ed a  livello
nazionale) atte a 
ridurre gli impatti
ambientali e, tenendo conto delle caratteristiche tecnologiche e la durata 
di vita tecnica dell’impianto, la
previsione di
prescrizioni atte a ricondurre l’impianto, ove necessario, a raggiungere
prestazioni idonee entro tempi certi.

c) La fissazione di limiti emissivi
per le diverse matrici ambientali di interesse (emissioni, scarichi, rumore, ecc) che tengano
conto delle
tecnologie disponibili e applicabili al caso in  esame ma anche delle caratteristiche
ambientali della area limitrofa all’impianto. In tal caso possono essere
prescritti
limiti inferiori
a quelli stabiliti dalle norme nazionali applicabili  all’impianto e anche limiti inferiori alle
prestazioni ottenibili dall’applicazione delle  migliori tecnologie ove le criticità locali
siano tali da renderle necessarie.
d) La individuazione di dettaglio
di un programma di monitoraggio a cura del gestore e di un  programma di controllo da parte degli enti
preposti che riguardi oltre al rispetto dei limiti  emissivi disposti anche le specifiche
modalità gestionali prescritte e il rispetto concreto  delle migliori tecnologie disponibili
individuate per l’impianto
.

Preso atto dell’istanza
presentata, dalla  Italcementi datati
3.11.2006,, contenente un progetto di modifica dell’impianto esistente ed
ammodernamento tecnologico dell’impianto.

(rintracciabile
sul sito a pag 


Preso atto  che in data 31.01.08 nella seduta della
Conferenza dei  Servizi la Italcementi
faceva richiesta di concessione dell’A.I.A. esclusivamente per l’utilizzo del
pet-coke come combustibile nel vecchio impianto, escludendo così  il progetto di modifica dell’impianto che la
Italcementi aveva presentato  il
3.11.2006

Preso atto che il 29
agosto 2008 la G.U.R.S. il decreto 693 del 18 luglio 2008 con cui il
“Dirigente”  del 2° Servizio VIA-VAS Ing
Vincenzo Sansone rilasciava l’autorizzazione Integrata Ambientale  alla Italcementi S.p.a.

Preso atto che il decreto 693 autorizzativo:

articolo 13 recita: “ Questo Assessorato, nella qualità di Autorità
competente per l’AIA, provvederà ad effettuare una visita ispettiva presso
l’impianto  congiuntamente con gli enti
che hanno rilasciato parere in merito ai lavori oggetto, successivamente alla
comunicazione di inizio dell’attività di produzione dell’impianto, al fine di
verifica  la attuazione delle
prescrizioni in fase di realizzazione dei lavori. La società Italcementi S.p.a.
è onerata, i quella sede, a voler consegnare ad ogni ente intervenuto copia di
progetto aggiornato con le previsioni delle suddette prescrizioni….”


articolo 7 recita: “subordinato
al rispetto delle condizioni e di tutte le prescrizioni impartite dalle
competenti autorità intervenute  in sede
di conferenze dei servizi ed indicate nei pareri sopra riportati, che fanno
parte integrante e sostanziale del presente decreto. In particolare, dalla data
di notifica del presente provvedimento dovranno essere osservate le
prescrizioni relative all’applicazione delle migliori tecniche disponibili,
dettate dai rappresentanti degli Enti preposti a rilasciare parere in
conferenza di servizi decisoria qui di seguito riportate:……….”

articolo pag 6 5° capoverso recita “ E’ fatto obbligo all’azienda
di procedere, entro 24 mesi dal rilascio della presente autorizzazione, alla
conversione tecnologica (revamping) dell’impianto con il completo allineamento
alle Migliori Tecniche Disponibili (M.T.D.) previste per il settore  cemento, al fine di ottenere un sostanziale
miglioramento delle prestazioni ambientali per quanto riguarda l’abbattimento
dei principali inquinanti (polveri, ossidi di azoto e ossidi di zolfo).
Nell’ambito dell’intervento di conversione tecnologica  l’azienda è in ogni caso tenuta a realizzare
un sistema di abbattimento delle  polveri
che garantisca, per il forno di cottura (attualmente camino E35), un livello
emissivo inferiore a 15 mg/Nm3 (media oraria).……….”

Visto  l’atto d’invito
e diffida  a provvedere con istanza in
autotutela, inviato con Raccomandata 
R.R. 14344889362-1  del 21-03-2011
al 2° Servizio VIA-VAS  Assessorato TT.AA.
Atto a tutt’oggi rimasto inevaso.
Considerato che alla data della presente sono ampiamente decorsi
i termini (24 mesi) di adeguamento alle prescrizioni imposte alla Italcementi
S.p.a., con il decreto n.693 del 18 luglio 2008 emesso dall’Assessorato Regionale
Territorio Ambiente senza che risulti  realizzato alcun intervento volto ad
uniformarsi alle previsioni della predetta Autorizzazione Integrata Ambientale.
Considerato che tale condotta comporta una grave responsabilità
per Italcementi S.p.a. che continua ad utilizzare un impianto altamente
inquinante e nocivo per la salute dei Cittadini, ma è foriero di responsabilità
anche per l’Amministrazione regionale per i suoi agenti che rimanendo inerti
sono solidamente responsabili con l’Italcementi S.p.a., per i danni alla salute
dei cittadini;
Considerato che non risulta che l’amministrazione abbia
effettuato alcun controllo in ordine all’adempimento delle prescrizioni imposte
nei termini previsti dall’A.I.A., nonostante che in data 18.1.2011 è stata
comunicata all’amministrazione regionale una situazione di emergenza ambientale
relativa a notevoli e pericolose esalazioni di fumo provenienti dalla
cementerai e che di tale emergenza è stata informata l’autorità giudiziaria;
Considerato che ogni ulteriore inerzia da parte
dell’amministrazione regionale appare foriera di gravi responsabilità per la
stessa e , specialmente dei suoi agenti per i gravi pericoli che corre la
comunità locale in particolare i cittadini che risiedono a ridosso del
cementificio;
Considerato che la tutela della salute e dell’ambiente
costituiscono interessi pubblici sensibili,con valore primario e prevalente che
obbliga l’amministrazione ad una maggiore sensibilità in ordine alle attività
di controllo nel caso di pericolo;
Tutto quanto sopra premesso
e considerato

 Questo Comitato Cittadino Isola Pulita sollecita
gli  Enti in indirizzo, per le competenze
che la legge affida loro, a voler provvedere con urgenza a sospendere e/o
revocare l’Autorizzazione Integrata Ambientale di cui al decreto n 693 del 18
luglio 2008, per il mancato adeguamento alle prescrizioni imposte nel termine
previsto dalla stessa  e/o per gli altri
motivi che l’autorità che legge la presente vorrà verificare a seguito di
adeguato ed idoneo controllo sulla documentazione e sull’impianto oggetto
dell’A.I.A.



Comitato Cittadino Isola Pulita
Giuseppe Ciampolillo
Via Sciascia 13
90040 Isola delle Femmine



Per maggiori informazioni si
trovano sui siti del Comitato Cittadino Isola Pulita:







CEMENTIFICIO DI
ISOLA, IL “GIALLO” DELL’AUTORIZZAZIONE IMPOSSIBILE

17 dicembre 2014

L’assessorato
regionale al Territorio e Ambiente avrebbe rilasciato il Via-Vas ad
Italcementi, con la firma di un dirigente che non aveva titolo per farlo. La
denuncia del Comitato cittadino e dell’eurodeputato grillino Corrao, che ha
portato la vicenda a Bruxelles
di Paolo Patania

Può uno dei più grandi cementifici siciliani operare,
per ben sei anni, con un’autorizzazione rilasciata da un dirigente regionale
che non aveva titoli per firmare l’atto? Stando a quello che si legge in un
documento del “Comitato cittadino Isola pulita”, sembrerebbe di sì. Di più:
sembra che Bruxelles, nei giorni scorsi, abbia acceso i riflettori sul
cementificio di Isola delle Femmine partendo proprio dai fatti
raccontati nel documento dal quale ha preso spunto l’europarlamentare del
Movimento 5 Stelle, Ignazio Corrao, che su questa storia sta conducendo
una battaglia politica. Le carte sono state peraltro inviate a Regione,
carabinieri e magistratura.

Nella relazione del “Comitato cittadino Isola
pulita” c’è scritto che il decreto del responsabile del Servizio
dell’assessorato regionale al Territorio e Ambiente che ha rilasciato l’Autorizzazione
integrale ambientale
(Aia) alla cementeria di Isola delle Femmine sarebbe
nullo. Il riferimento è al “Drs 683 del 18 luglio 2008”. Questo perché Drs –
sigla che sta per Dirigente responsabile del servizio – ha emanato
un’autorizzazione “da soggetto che non ne aveva titolo”.  

Nel mirino finisce l’ingegner Vincenzo Sansone,
firmatario del provvedimento, che a quella data “non era di fatto il dirigente
responsabile del servizio Via-Vas”. Il riferimento è al servizio
dell’assessorato regionale al Territorio e Ambiente che rilascia la Valutazione
di impatto ambientale (Via) e la Valutazione ambientale strategica (Vas). E qui
c’è il primo passaggio strano di questa vicenda: il decreto del dirigente
generale che nomina Sansone dirigente del servizio Via Vas risale al 17
dicembre 2008. Quindi quando lo stesso Sansone ha rilasciato l’autorizzazione
all’Italcementi – e cioè cinque mesi prima – non era dirigente del servizio
Via-Vas
. La nomina di Sansone, stando alle date, sarebbe addirittura a
“sanatoria” del periodo pregresso, e quindi retroattiva. In pratica, stando a
quanto si legge in questo documento, l’ingegnere Sansone viene nominato
responsabile del Servizio Via-Vas cinque mesi dopo aver rilasciato
l’Autorizzazione integrale ambientale alla cementeria di Isola delle Femmine.

Nel documento si legge che il dirigente
generale dell’epoca dell’assessorato al Territorio, Pietro Tolomeo, fa
riferimento “alla nota a sua firma, Dta n. 17818 del 29 febbraio 2008, con la
quale avrebbe affidato all’ingegnere Sansone l’incarico di responsabile del
Servizio”. Punto, questo, che viene contestato nel documento del Comitato di
Isola delle Femmine: “È persino superfluo evidenziare che l’affidamento (o
attribuzione) di un incarico dirigenziale non può avvenire con una semplice
nota, ma esclusivamente con un apposito provvedimento. Altrettanto dicasi nel
caso di proroga, in quanto, per la gerarchia degli atti amministrativi, può
avvenire con un provvedimento di pari livello della precedente attribuzione,
giammai con una nota”.

La nomina di Sansone, secondo il documento, sarebbe
irregolare
“e, di conseguenza, priva di ogni efficacia amministrativa”. E
avrebbe anche violato il contratto collettivo di lavoro dell’area della
dirigenza regionale. “In ogni caso – si legge sempre nel documento –
l’ingegnere Sansone, alla data di emanazione del Drs n. 693, il 17 luglio 2008,
non aveva il titolo, né il potere occorrenti a formalizzare il provvedimento
dell’Aia”.

Fine dei problemi?

Non esattamente. Nel documento si parla
anche di collaudi e prescrizioni che riguarderebbero lo stesso
cementificio di Isola delle Femmine. E di obblighi. Il cementificio avrebbe
dovuto procedere “entro 24 mesi dal rilascio dell’autorizzazione (da
parte dell’assessorato al Territorio e Ambiente, ndr), alla conversione
tecnologica (revamping) dell’impianto con il completo allineamento alle
migliori tecnologie disponibili previste per il settore del cemento…”.
“Tuttavia, alla scadenza dei 24 mesi – si legge sempre nel documento – risulta
che nessuna delle autorità preposte si è premurata di adempiere agli obblighi
discendenti dalle prescrizioni di propria competenza contenute nel Drs n. 693
al fine di rendere definitiva o meno l’autorizzazione”.

Il 9 giugno del 2011, cioè con tre anni di
ritardo, l’assessorato al Territorio e Ambiente riconoscendo che “il decreto
prevedeva condizioni e prescrizioni da attuare con scadenze temporali…da
effettuarsi entro 24 mesi dalla data di rilascio…”, teneva la riunione di un
tavolo tecnico “al fine di verificare se la società Italcementi ha
provveduto a dare corso alla attuazione delle prescrizioni contenute nel
Decreto di riferimento”.

Dalla lettura del verbale
risulta che, ad eccezione della Italcementi che dichiara di operare nel
rispetto delle prescrizioni previste dall’autorizzazione, “inspiegabilmente
nessuna delle autorità competenti alle verifiche si pronuncia nel merito” degli
interventi strutturali. La discussione viene limitata “solo ad alcuni aspetti
relativi al monitoraggio delle emissioni ed al posizionamento delle
centraline di rilevamento degli inquinanti” “Da allora ad oggi – si legge
sempre nel documento – cioè a distanza di sei anni, la situazione, come risulta
agli atti, è rimasta del tutto invariata: ai rilievi di nullità del
provvedimento si somma anche la mancanza di validità di merito, in
quanto nulla è dato a sapere circa il rispetto di tutte le prescrizioni che
avrebbero dovuto essere rispettate dall’Italcementi nei termini di 24 mesi
dalla data di emanazione dell’autorizzazione”.


A CURA DEL COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA ISOLA DELLE
FEMMINE



IL PATERACCHIO TOLOMEO PIETRO DIRETTORE GENERALE NOMINA SANSONE RESP 2 SERVIZIO VIA VAS IL 17 12 08 SINO AL 16 12 08  DERETO AIA 693 ITALCEMENTI 17 7 08 
Interrogazioni
parlamentari
29 agosto
2014
E-006436-14
Interrogazione
con richiesta di risposta scritta

alla Commissione

Articolo 130 del regolamento

Ignazio Corrao (EFDD)

Descrizione: http://www.europarl.europa.eu/img/struct/functional/arrow_title_doc.gif Oggetto: 
A.I.A. Italcementi (Isola delle Femmine): possibile violazione della
direttiva 96/61/CE (e successive modifiche e integrazioni)
Descrizione: http://www.europarl.europa.eu/img/struct/functional/answer.gif
Il
27 agosto 2014 è stata inviata al Commissario Potočnik una lettera dai
membri della deputazione regionale, nazionale ed europea del Movimento 5
Stelle (M5S) sulla possibile violazione del diritto europeo, da parte della
Regione Sicilia, per quanto riguarda l'attuazione della normativa europea
relativa all'Autorizzazione Integrata Ambientale (impianto Italcementi
dell'Isola delle Femmine).
Emerge
che per sei anni, dal momento del rilascio dell'A.I.A. con decreto del
responsabile del servizio (D.R.S.) 693/2008 ad oggi, non sono state
rispettate le prescrizioni previste dall'A.I.A. relativamente al monitoraggio
della qualità dell'aria che prevedevano l'installazione di due centraline. Ad
oggi emerge una chiara responsabilità per la mancata installazione delle
centraline da parte dell'Assessorato Regionale Territorio e Ambiente (ARTA),
il quale non ha convocato il tavolo tecnico finalizzato a individuare le
tipologie e i luoghi per l'installazione delle stesse. Inoltre, alla lettura
dei diversi verbali ispettivi dell'Agenzia Regionale Protezione Ambiente
(ARPA), l'ARTA non è intervenuta omettendo atti di competenza previsti dalla
normativa italiana in attuazione dell'articolo 14 della direttiva 96/61/CE e
non ha ottemperato all'obbligo di diffida per mancato rispetto delle
prescrizioni previste dall'A.I.A.
Alla luce
di quanto descritto si chiede alla Commissione europea di verificare se vi è,
in linea di principio, una violazione della direttiva 96/61/CE.

Interrogazioni parlamentari
15
ottobre 2014
Risposta
di Janez Potočnik a nome della Commissione
L'art. 8
della direttiva (UE) 2010/75(1) sulle
emissioni industriali prevede l'obbligo per gli Stati membri di adottare le
misure necessarie per garantire il rispetto delle condizioni di
autorizzazione.
Sulla
base delle informazioni disponibili risulta che il gestore dell'impianto
abbia presentato nel 2014 una domanda di rinnovo dell'autorizzazione IPPC.
Nella sua richiesta il gestore ha espressamente dichiarato che l'impianto
funziona nel completo rispetto delle disposizioni della (precedente)
autorizzazione IPPC. Nel contesto della procedura di rinnovo
dell'autorizzazione IPPC, l'autorità competente ha la possibilità di
verificare la conformità del gestore alla legislazione dell'UE e, in caso di
non conformità, può rifiutare il rinnovo della suddetta autorizzazione.
Descrizione: http://www.europarl.europa.eu/img/struct/navigation/hr.gif
GU
L 334 del 17.12.2010, pag. 17. Questa direttiva ha abrogato la
direttiva 2008/1/CE sulla prevenzione e la riduzione integrate dell'inquinamento
(che a sua volta abrogava la direttiva 96/61/CE sulla prevenzione e la
riduzione integrate dell'inquinamento).


Interrogazioni parlamentari
31 ottobre 2014
E-008576-14
Interrogazione con richiesta di risposta scritta

alla Commissione

Articolo 130 del regolamento

Ignazio Corrao (EFDD)

Descrizione: http://www.europarl.europa.eu/img/struct/functional/arrow_title_doc.gif Oggetto:  A.I.A. Italcementi (Isola
delle Femmine): possibile violazione della normativa europea
Descrizione: http://www.europarl.europa.eu/img/struct/functional/answer.gif
In risposta all'interrogazione E-006436/2014 la
Commissione afferma che «l'art. 8 della direttiva (UE) 2010/75 sulle
emissioni industriali prevede l'obbligo per gli Stati membri di adottare le
misure necessarie per garantire il rispetto delle condizioni di
autorizzazione».
Come la Commissione stessa ha potuto constatare
e ammettere (si veda comunicazione ARES(2014)2995107), sulla base dei dati di
fatto il decreto AIA non è stato applicato in maniera integrale come previsto
dalla normativa europea. E ancora oggi la situazione non è mutata.
Stiamo parlando di un decreto AIA del 2008 e di
ben sei anni di completa inazione da parte dell'autorità competente che,
nonostante fosse informata nelle relazioni annue da parte dell'Agenzia
regionale per la protezione dell'ambiente (ARPA), non è intervenuta con alcun
atto di diffida, come previsto dalla normativa nazionale in attuazione
dell'art. 8 della direttiva 2010/75. Si tratta di una situazione persistente
da sei anni.
Può la Commissione chiedere informazioni alla
Regione Siciliana riguardo a tale situazione?


Interrogazioni
parlamentari
7 gennaio
2015
E-000149-15
Interrogazione
con richiesta di risposta scritta

alla Commissione

Articolo 130 del regolamento

Ignazio Corrao (EFDD)

Descrizione: http://www.europarl.europa.eu/img/struct/functional/arrow_title_doc.gif Oggetto: 
A.I.A. Italcementi (Isola delle Femmine): possibile violazione della
normativa europea (replica)
Descrizione: http://www.europarl.europa.eu/img/struct/functional/answer.gif
Nella risposta E-008576/2014 la Commissione afferma di
aver constatato sulla base del verbale del 22/07/2014 che il decreto AIA del
2008 non è stato applicato in maniera integrale come previsto dalla normativa
europea.
La
Commissione fa riferimento all'invito ad installare le centraline fatto dalle
autorità competenti al gestore dell'impianto nel 2014. Si segnala che a
quell'invito non ha fatto seguito alcun intervento. Pertanto la violazione
persiste da 6 anni durante i quali vi è stata completa inazione da parte
dell'autorità competente che, nonostante fosse informata annualmente
dall'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente, non è intervenuta con
alcuna diffida (come previsto dalla normativa). Sarebbe grave se la
Commissione intendesse avallare un atteggiamento persistente da 6 anni di
violazione del diritto europeo, senza neanche sollecitare le autorità
competenti.
Proprio
sulla scorta di queste motivazioni, a seguito della denuncia CHAP (2014)
03804, la Commissione ha avviato la procedura EU Pilot 7194/14/ENVI,
informando di voler avviare una indagine e un confronto con le autorità
italiane. La risposta
E-008576/2014 apparirebbe incoerente con
l'avvio della procedura EU Pilot sopramenzionata.
La
Commissione può fornire aggiornamenti rispetto alla procedura in corso?




A CURA DEL COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA ISOLA DELLE
FEMMINE