Bertolt Brecht  : “Chi non conosce
la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un
delinquente”


Non mi piace
pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da
digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi
perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle
persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..


“ Non c’è niente di più profondo di ciò
che appare in  superficie “


Pino Ciampolillo

sabato, febbraio 27, 2016

Isola Pulita: Muos, l’Avvocatura dello Stato delegittima gli scienziati

Muos, l’Avvocatura dello Stato delegittima gli scienziati


La battaglia legale tra il Ministero della Difesa e gli ambientalisti contro il Muos non esclude colpi bassi. L'avvocatura dello Stato tenta di delegittimare gli scienziati che replicano in modo puntuale e documentato. ULTIM'ORA: NUOVA ORDINANZA DEL TRIBUNALE




E’ andato “in decisione”, l’appello intentato dal Ministero della Difesa contro le Associazioni ambientaliste e i Comitati  che da anni combattono l’installazione dell’impianto satellitare di . Il “caso-”, il mostro a tre teste che con la sua presenza ingombrante pesa sul capo dei niscemesi come una spada di Damocle, sembra arrivato in dirittura d’arrivo.
Ieri, come previsto, si è svolta presso il  per la Regione Siciliana, l’udienza di merito di quella che, fin dall’inizio, ha mostrato di essere una messa in scena – tra la pantomima ed il peggiore “teatro dell’assurdo”- in cui lo sceneggiatore è una potenza straniera che, da dietro le quinte, dirige e manovra i protagonisti. Questi, si muovono e si agitano senza una logica apparente, mistificano fatti reali privandoli della loro oggettiva gravità, impegnano oltre ogni limite antagonisti seri e preparati che cercano di dimostrare loro l’ovvietà di realtà oggettive e finiscono col condizionare gli inermi spettatori, ai quali non resta che interrompere lo spettacolo, uscendo dal teatro. Non a caso, il presidente Rosario Crocetta ebbe a dire alla portavoce delle “Mamme No Muos Sicilia”, Concetta Gualato, la quale lamentava il rischio a cui lo stesso presidente stava sottoponendo l’intera popolazione con i suoi strani giochetti politici (revoche, contro-revoche, ti prometto, tanto poi non mantengo!) “cara signora, se lei ha paura, si faccia la valigia e se ne vada!”.
Ieri mattina, questa stramba vicenda ha avuto quello che sembrerebbe il suo degno epilogo nell’ intervento finale dell’ Avvocato dello Stato, quell’ avv. Marcello Pollara che ha rappresentato, in tutti gradi del Giudizio amministrativo, il Ministero della Difesa. Questi, dopo aver ascoltato le dichiarazioni del team dei legali dei No Muos, ha dato una sua colorita interpretazione degli ultimi fatti avvenuti a Niscemi.
Fra le altre incredibili osservazioni, secondo l’avvocato, la Prefettura di Caltanissetta, lo scorso 12 gennaio non avrebbe consentito l’accensione delle parabole nemmeno alla minima potenza, non perchè alcuno degli enti preposti avesse deciso di NON assumersi responsabilità in merito alla sicurezza della popolazione, ma per salvaguardare, da possibili aggressioni degli attivisti, i membri del Collegio di Verificazione.
Quindi ha chiuso il suo intervento, affermando: “Un ultima battuta: l’avvocato del Comune di Ragusa, giustamente dice ‘ah ma si, in effetti dobbiamo pensare al territorio, perchè se a Milano il Muos è visto in una maniera, qua è visto in maniera diversa..”. Però – riprende serissimo – per quanto si vogliano dilatare gli effetti del MUOS… Ragusa è a 87 km…!” Questa l’infelice battuta finale che l’Avvocato dello Stato ha scelto per chiudere il suo intervento.
Inutile dire quali sia stato l’effetto di queste e di altre sue affermazioni sul pubblico presente, composto da rappresentanti di tutti i Movimenti No MUOS. Gli attivisti presenti, comprese le “Mamme No Muos” provenienti da Niscemi e da Caltagirone, sbalorditi per quanto ascoltato, si son detti oltremodo offesi ed hanno cercato di ricordare quando mai ci sia stato, in 4 anni di attivismo e di manifestazioni, un solo esempio di aggressività da parte degli attivisti stessi, i quali anche durante i blocchi stradali nei pressi della Stazione americana hanno sempre opposto resistenza pacifica e sono, invece, sempre stati oggetto di azioni di forza decise e intransigenti, da parte delle forze dell’ordine.
Altra logica reazione alle affermazioni dell’avv. Pollara sulla stato di salute della città di Ragusa: tutti i presenti si sono chiesti se non sia il caso di far “migrare” i 300 MILA ABITANTI dei centri posti fra Niscemi e Ragusa, nello stesso capoluogo ibleo, visto che secondo l’Avvocato dello Stato risulta essere “al sicuro” dalle radiazioni elettromagnetiche del Muos.
 Nota
Tanti gli argomenti trattati dai legali delle associazioni ambientaliste e dei No Muos, durante l’udienza di merito di ieri: argomenti già valutati dai giudici del TAR Sicilia, sono stati rivisti e valutati in maniera talvolta diametralmente opposta alla precedente, dai giudici di secondo grado del CGA.
Tutti gli argomenti vertevano su valutazioni di merito, riguardo alla Verificazione “non effettuata” secondo quanto stabilito dalla sentenza non definitiva dello scorso 3 settembre 2015, dagli stessi giudici presenti ieri in aula e dalle conclusioni inaccettabili cui i Verificatori erano giunti, basandosi su dati tecnici forniti dall’Ambasciata USA, da inattendibili misurazioni effettuate dall’Arpa Sicilia nel 2013 e tutto su modello previsionale stilato dal Consulente  di parte dello stesso Ministero della Difesa.
Ma andiamo per ordine.
Lo scorso 11 febbraio l’Avvocatura dello Stato depositava presso il CGA una serie di “Note brevi”, articolantesi in 7 punti, a cui era stata allegata altra “nota” del Consulente Tecnico, ing. Agostino Monorchio, prof. affiliato presso l’Università di Pisa. Entrambi facevano riferimento alla Relazione Finale di Verificazione depositata dal Collegio di Verificazione impianto MUOS, il 28 Gennaio 2016.
I testi in questione – secondo i Consulenti Tecnici di parte opposta al Ministero della Difesa – erano caratterizzati, da un lato, dalla volontà di ridurre la verificazione a una mera questione di rispetto dei limiti tabellari e, dall’altro, dal tentativo di screditare i CT di parte avversa, anche ricorrendo ad argomentazioni false e infamanti.” A queste note gli scienziati avevano dato una prima risposta, qui.
Le argomentazioni dell’avv. e del CT del MdD, supportate dai commenti del CT dell’MdD, si riferivano ad argomenti già trattati nella relazione di Verificazione ma ne fraintendevano e ne forzavano i contenuti. Non si trattava, dunque, soltanto di una provocazione sterile ed offensiva che metteva in dubbio le qualità professionali e la “produzione scientifica” degli scienziati: attraverso il proprio avvocato e il proprio CT, il Ministero della Difesa rivolgeva pesanti accuse, riportando dati irreali e “fantasiosi” ed infine, aveva costretto il collegio di Tecnici, a rispondere in maniera adeguata – attraverso una nota che riporteremo integralmente di seguito – corposa e “importante” che vaglia e spiega pazientemente e, per l’ennesima volta, le ragioni del perché del NO al MUOS.
Purtroppo questa nota, proprio perché nata come atto dovuto alle “brevi note” del MdD, è stata consegnata agli avvocati dopo il 15 Febbraio, termine ultimo per la presentazione di note e memorie, fissato dal CGA e, quindi, non è stata depositata ufficialmente ma ha fatto comunque da ulteriore spunto alle osservazioni mosse ieri alla Corte, dal collegio dei legali di controparte.
La nostra Redazione ne è venuta in possesso e proprio perché ritiene contenga dati reali, oggettivi e inconfutabili, ha deciso di renderne noti alcuni stralci e la versione integrale, in formato pdf, della restante parte tecnica
La nota degli scienziati di controparte, fin dall’inizio, dà un idea della “linea di condotta” che terrà durante la trattazione dei 7 punti sviluppati dagli “agenti” del MdD e se da un lato condivide la considerazione dell’ing. Monorchio per cui: “L’assenza di rischio, strettamente legata agli effetti dei campi elettromagnetici sull’uomo, è un ‘attività riservata a competenze differenti”. Fa notare come le valutazioni sugli effetti sulla salute umana e l’ambiente delle emissioni elettromagnetiche richiedano un approccio interdisciplinare, e non possano essere certamente affidate agli ingegneri elettronici in esclusiva, ma richiedono differenti specializzazioni (medicina, biologia, radioprotezione, analisi del rischio, etc.). “Sotto questo profilo – affermano gli scienziati – la composizione del Collegio di verificazione è apparsa da subito inadeguata, visto che quattro membri su cinque hanno la medesima specializzazione del CT dell’MdD (ingegneri elettronici), mentre un solo medico fa parte del Collegio”
Del resto,  questo gravissimo limite era evidente sin dalle prime operazioni di verifica.
Al contrario di quanto espresso dall’Avvocatura dello Stato e dal suo CT, il gruppo dei CT di controparte al MdD, non solo esprime competenze molto più varie e adeguate al problema in esame anche rispetto al Collegio di Verificazione stesso, ma si avvale anche di competenze naturalistche, epidemiologiche e varie specializzazioni della medicina e dell’ingegneria, che ormai da diversi anni si occupano delle problematiche legate alla realizzazione dell’impianto MUOS di Niscemi. I componenti di questo gruppo hanno prodotto sia relazioni tecniche utilizzate nel giudizio sul MUOS, sia articoli pubblicati su riviste scientifiche internazionali (soggetti a “valutazione tra pari – peer review”, cosi come richiesto dal CT del MdD nel suo Commento) anche molto recenti.
“Insomma – sostengono i CT di parte avversa al MdD – il grossolano tentativo dell’avvocato dello Stato e del suo CT di gettare discredito sui CT di parte avversa, ricorrendo persino ad argomentazioni scorrette e addirittura in certi casi false, appare particolarmente grave. L’esigenza di coprire le carenze della verificazione, dovute sia alla inadeguata composizione del Collegio, sia all’insufficienza del tempo e delle risorse messe a disposizione, sia delle forzature operate (anche sotto pressioni dello stesso avvocato dello Stato e del CT del MdD), non può comunque giustificare il fatto che si ricorra a queste gravi scorrettezze.”
Riassumendo: i CT delle parti avverse al MdD sostengono che “al contrario di quanto sostenuto falsamente dall’avvocato dello Stato e dal suo CT, esprimono complessivamente una vasta e profonda esperienza e competenza in merito alle problematiche in esame, attestata, tra l’altro, anche attraverso pubblicazioni recenti e recentissime di lavori scientifici, alcuni dei quali strettamente attinenti alla problematica del MUOS. Tutte le considerazioni e le analisi da loro espresse appaiono pertinenti e adeguate alla problematica in esame, anche nell’unico caso esplicitamente citato dall’avvocato dello stato e dal suo CT, col palese intento di volgerlo in ridicolo con espressioni suggestive, false e scorrette.
Questo rozzo tentativo di inquinare il processo screditando i CT delle parti avverse al MdD, anche facendo ricorso ad affermazioni false e a insinuazioni suggestive, non fa che rendere più evidente la mancanza di vere argomentazioni da opporre alle loro controdeduzioni.”
ULTIMA ORA
Il CGA ha disposto stamane che “il collegio di verificazione completi la verificazione già disposta compiendo le previste misurazioni in sito ad impianto funzionante; al collegio sono inoltre richiesti gli ulteriori elementi di valutazione indicati in motivazione.
La relazione integrativa di verificazione, redatta con le modalità di cui in motivazione, dovrà essere trasmessa a questo Consiglio entro il 24 marzo 2016.
Si rinvia per la prosecuzione del giudizio all’udienza del 14 aprile 2016 concedendo termine per note alle parti sino al 4 aprile 2016.”
Muos Image video

Nuova Ordinanza Muos 26 feb 2016 click per visionare
(D.G. 26.02.16)

N. 00059/2016 REG.PROV.COLL.
N. 00379/2015 
REG.RIC. 


REPUBBLICA ITALIANA
Il CONSIGLIO DI GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA PER LA REGIONE SICILIANA 

in sede giurisdizionale ha pronunciato la presente 

ORDINANZA
sul ricorso numero di registro generale 379 del 2015, proposto dal Ministero della
Difesa, rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura Distrettuale dello Stato,
domiciliata in Palermo, Via De Gasperi 81;
contro
Presidenza della Regione Siciliana, Giunta Regionale Siciliana, Assessorato Regionale
Territorio ed Ambiente, Azienda Regionale Protezione Ambiente - Arpa Sicilia,
Assessorato Regionale Agricoltura,Sviluppo Rurale e Pesca Mediterranea, Dipartimento
Regionale Sviluppo Rurale e Territoriale presso l'Assessorato (già Azienda Foreste
Demaniali), Assessorato Regionale Agricoltura, Sviluppo Rurale e Pesca Mediterranea;
[...]del Comitato "Mamme No Muos", [..]"Associazione Movimento No Muos Sicilia",
Comune di Acate rappresentato [...]; Comune di Mirabella Imbaccari; Associazione
Consumatori Cittadini Europei; Comune di Niscemi rappresentato[...] Associazione
Legambiente Comitato Regionale Siciliano rappresentato[...]; Associazione Movimento
No Muos Sicilia, Comune di Vittoria rappresentato [...]; Comune di Ragusa,
rappresentato [...] Comune di Modica, rappresentato [...]; Comune di Gela, rappresentato
[...]; Associazione Italiana Per il World Wide Fund For Nature-Onlus [...] 

per la riforma della sentenza del T.A.R. SICILIA – PALERMO, Sez. I, n. 461/2015, resa
tra le parti, concernente autorizzazione installazione sistema di comunicazione satellitare
M.U.O.S. – revoca.
Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio del Comune di Niscemi, dell’Associazione
Legambiente Comitato Regionale Siciliano, dell’Associazione Movimento No Muos
Sicilia, dei sigg. [...], dell’Associazione Movimento No Muos Sicilia, dell’Associazione
Italiana per il World Wide Fund For Nature-Onlus, dei Comuni di Vittoria, Ragusa,
Modica e Gela;
Viste le memorie difensive; 

Visti gli appelli incidentali depositati;
Visti tutti gli atti della causa; 

Viste, in particolare, la sentenza parziale n. 581/2015 e la relazione del collegio di
verificazione;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 25 febbraio 2016 il Cons. Nicola Gaviano e
uditi per le parti l'avvocato dello Stato Pollara e gli avvocati C. Virgadavola, E. Nigra,
A. Bonanno, N. Giudice anche su delega di A. Bruno, S. Papandrea, C. Giurdanella e D.
Nastasi; 

1 Il Consiglio deve preliminarmente pronunziarsi sulla richiesta di sospensione del
presente giudizio presentata da taluni degli appellati.
Dai medesimi è stata dedotta la pendenza dinanzi a questo C.G.A. di un’impugnazione
per revocazione (n. 1009/2015 Reg.Gen.) proposta avverso la sentenza parziale n.
581/2015: da qui la richiesta di sospensione di questo giudizio d’appello in attesa della
definizione del relativo giudizio di revocazione.
La richiesta di sospensione deve essere respinta. La giurisprudenza ha già chiarito che,
nel caso d’impugnazione di una sentenza parziale, ove il giudizio prosegua dinanzi allo
stesso Giudice deve escludersi la sussistenza di una sospensione necessaria ex art. 295
cod.proc.civ., in quanto nella relativa vicenda non si configura l’esistenza di un’altra
controversia pregiudiziale, dalla cui definizione dipenda la decisione del giudizio
ipoteticamente pregiudicato, ma si tratta della stessa controversia inizialmente unitaria
(cfr. C.d.S., IV, 22 gennaio 2014, n. 306; Cass.civ., II, 12 ottobre 2009, n. 21590). 

2 Numerosi tra gli appellati hanno inoltre sottoposto a critica la composizione del
collegio di verificazione.
Questo con particolare riferimento alla prevista presenza, in esso, accanto a due
componenti di estrazione strettamente scientifica, di tre membri identificati, pur con
facoltà di delega a un esperto, in Ministri aventi investiture istituzionali in materie
lambite dalla controversia (rispettivamente, i titolari dei Dicasteri della Salute,
dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare, e infine delle Infrastrutture e
Trasporti): componenti, in quanto tali, “essenzialmente politici”, in maggioranza
numerica, e per giunta, si assume, nemmeno estranei alle parti in Giudizio (come invece
prescrive l’art. 19 C.P.A.).
E’ stato altresì dedotto che il collegio di verificazione nel suo insieme non possiederebbe
tutte le professionalità necessarie a sviluppare una verificazione completa, satisfattiva
dei quesiti posti dal CGA (con particolare riferimento alla tutela dell’Area SIC
“Sughereta di Niscemi”).
In contrario è però immediato osservare:
- che nessuno dei tre Ministri è parte del giudizio, il quale nemmeno investe il Governo
nella sua collegialità; 

- che il collegio di verificazione si è costituito già ab origine con la partecipazione, in
luogo dei suddetti tre Ministri, rispettivamente dei seguenti esperti di settore: il dott.
Carlo Grandi, ricercatore del Dipartimento di Medicina, Epidemiologia, Igiene del
Lavoro e Ambientale dell’I.N.A.I.L.; 

il prof. Gabriele Falciasecca, ordinario
dell’Università di Bologna; 

l’ing. Pietro Barbagallo, della Direzione Regolazione
Navigabilità dell’E.N.A.C., oltre all ing. Paolo Giuseppe Ravazzani, del CNR; 

che la presidenza del collegio è stata assegnata alla professoressa Maria Sabrina Sarto,
professore ordinario di elettronica presso l’Università La Sapienza di Roma; 

- che per quanto precede risulta fuori dubbio, oltre che la professionalità e
l’indipendenza, anche la complessiva competenza tecnica del collegio di verificazione
rispetto alle tematiche formanti oggetto dell’approfondimento istruttorio affidatogli (le
quali anche con riferimento all’Area SIC devono comunque appuntarsi, giusta il secondo
quesito, sulle emissioni elettromagnetiche dell’impianto M.U.O.S.). 

Le contestazioni indicate risultano quindi prive di fondamento. 

3 Il Consiglio dopo queste preliminari puntualizzazioni in rito deve subito evidenziare
che ai fini del presente giudizio occorre disporre il completamento delle operazioni di
verificazione già in precedenza assegnate al relativo collegio.
3a Come taluni degli appellati non hanno mancato di ricordare, la sentenza parziale di
questo Consiglio n. 581/2015, cui il collegio deve prestare ossequio in quanto possibile,
ha formulato il primo quesito della verificazione imperniandolo sulla decifrazione della
“effettiva consistenza” delle emissioni generate dall’impianto M.U.O.S. “quando
funzionante”.
Il Consiglio ha anticipato, nell’occasione, che avrebbe applicato la regola di giudizio
ricavabile dall’art. 116 c.p.c. ove la verificazione non si fosse basata “anche sui risultati
degli accertamenti, effettuati in loco, delle emissioni effettivamente prodotte
dall’impianto M.U.O.S. in un arco temporale rilevante ai fini valutativi
(compatibilmente con la durata massima stabilita per l’effettuazione della
verificazione)”.
Infine, dopo avere rimarcato che l’impianto risultava essere già funzionale, per quanto
non operativo, il Consiglio ha fatto carico al Ministero della Difesa del compito di
assicurare che i verificatori venissero posti “nelle condizioni migliori per poter compiere
gli accertamenti disposti da questo Consiglio”. 

Per completezza, va infine ricordato che anche il decreto del 17 dicembre 2015 di
proroga del termine originariamente stabilito per l’espletamento delle operazioni
istruttorie, cui questo collegio deve anche ossequio ove possibile, nel fare riferimento a
queste ultime, le definiva proprio come “le operazioni di verificazione da effettuare
presso l’impianto MUOS”. 

3b Da quanto precede si desume, quindi, con sufficiente chiarezza, come, in forza
dell’impostazione già stabilita da questo Consiglio in occasione della propria sentenza
parziale, la verificazione dovesse essere accompagnata da un accertamento puntuale
condotto alla luce delle effettive risultanze del funzionamento dell’impianto.
In tal senso la sentenza parziale era stata del resto intesa anche, in origine, dal collegio di
verificazione, che aveva appunto inizialmente programmato il compimento, a
coronamento delle proprie analisi di tipo teorico, anche di verifiche di tipo sperimentale
consistenti, appunto, nella misurazione dell’intensità dei campi irradiati dall’impianto
nelle effettive condizioni di funzionamento alla massima potenza prevista, mediante
misurazioni in loco che erano state specificamente programmate per i giorni 13 e 14 del
mese di gennaio 2016. 

3c Le dette misurazioni presso l’impianto in funzione non sono però poi state in concreto
effettuate.
E’ difatti avvenuto che il collegio di verificazione sia stato costretto da circostanze
sopravvenute a soprassedere dai propri accertamenti in situ, e ciò in particolare a causa
della improvvisa e inopinata indisponibilità delle indispensabili apparecchiature
comunicata dall’ARPA, che pure ne aveva precedentemente garantito la disponibilità
piena.
Il collegio dei verificatori, alla luce dei dati empirici già disponibili agli atti di causa
derivanti da precedenti misurazioni riscontrati coerenti con i risultati delle proprie analisi
teoriche, aveva quindi ritenuto che le misurazioni in situ non fossero necessarie per il
completamento della verificazione nel termine che il CGA aveva assegnato. 

3d Il Consiglio, tuttavia, in coerenza con le ricordate disposizioni impartite a suo tempo
con la propria sentenza n. 581/2015 non ritiene possibile prescindere, almeno allo stato,
dal completamento della verificazione nel senso già precisato (beninteso ove ciò si
confermi materialmente possibile).
Il collegio di verificazione dovrà pertanto procedere agli accertamenti mancanti, con le
modalità già stabilite dalla precedente sentenza (si richiamano qui, per la loro
importanza, specialmente quella del contraddittorio con i consulenti di parte, con
conseguente comunicazione preventiva ai medesimi della data, luogo e orario delle
operazioni da compiere, e quella della facoltà del collegio di prendere visione ed estrarre
copia degli atti e documenti del fascicolo processuale), trasmettendo al Consiglio una
relazione integrativa redatta alla luce delle misurazioni in situ effettuate. 

4 Il Consiglio ravvisa infine l’esigenza che il collegio di verificazione, in aggiunta a
quanto precede, prenda anche motivata posizione sulle obiezioni formulate nella
relazione finale depositata in giudizio dai consulenti tecnici delle parti appellate in data
15 febbraio 2016. 

5 Il Comune di Niscemi continuerà ad anticipare a prima richiesta tutte le spese di
funzionamento del collegio di verificazione, le cui ulteriori operazioni dovranno
concludersi nel termine indicato dal seguente dispositivo. 

P.Q.M.
Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, in sede
giurisdizionale,
riservata ogni ulteriore decisione in rito e nel merito, dispone che il collegio di
verificazione completi la verificazione già disposta compiendo le previste misurazioni in
sito ad impianto funzionante; al collegio sono inoltre richiesti gli ulteriori elementi di
valutazione indicati in motivazione.
La relazione integrativa di verificazione, redatta con le modalità di cui in motivazione,
dovrà essere trasmessa a questo Consiglio entro il 24 marzo 2016.
Si rinvia per la prosecuzione del giudizio all’udienza del 14 aprile 2016 concedendo
termine per note alle parti sino al 4 aprile 2016.
Manda alla segreteria per le comunicazioni di rito al presidente e ai componenti del
collegio di verificazione, cui dovrà essere trasmessa anche copia della relazione finale
dei consulenti di parte, e a tutte le parti in causa. 

Così deciso in Palermo nella Camera di consiglio del giorno 25 febbraio 2016 con
l'intervento dei magistrati: 

Claudio Zucchelli, Presidente
Silvia La Guardia, Consigliere
Nicola Gaviano, Consigliere, Estensore
Giuseppe Mineo, Consigliere
Giuseppe Barone, Consigliere 

L'ESTENSORE IL PRESIDENTE
DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 26/02/2016








YOUTUBE Vinciullo: 11mila euro? Mi servono per regali nozze 










Guarda la versione ingrandita di Vincenzo VinciulloPALERMO – “Undicimila euro al mese? Mi servono per i regali di nozze”. Così Vincenzo Vinciullo, deputato Ncd in Sicilia, rincara la dose dopo la bufera abbattutasi su di lui per le parole incaute dette alla trasmissione Tagadà, su La7. Due settimane fa Vinciullo, eletto in Sicilia nelle fila del Nuovo Centrodestra di Alfano era stato intervistato su La7: “Le posso assicurare che, con quello che prendiamo, abbiamo come tutti i comuni mortali difficoltà ad arrivare a fine mese, avendo anche una famiglia numerosa”. Inevitabili le polemiche, visto che in media i deputati siciliani intascano ogni mese 11 mila euro lordi. La dichiarazione dell’onorevole ha scatenato l’ironia della giornalista Tiziana Panella, che ha lanciato una “colletta” per aiutare Vinciullo con gli 80 euro di Renzi. Un’idea subito rilanciata in rete con un hashtag al vetriolo: #unacollettapervinciullo.  Così, quando l’inviato della trasmissione La Gabbia è andato a fargli visita, Vinciullo ha provato a giustificarsi. Ma pasticciando: “Come tutti i politici, abbiamo attività e spese di rappresentanza. Gli elettori ci vogliono bene e spesso veniamo invitati ai matrimoni. Quando succede, in media una volta al mese, ho il dovere di presentarmi con un regalo”









NO MOUS,MINISTERO DELLA DIFESA,NISCEMI,SIGONELLA,CGA,MAMME NO MOUS SICILIA,POLLARA,RAGUSA,AVVOCATURA DELLO STATO,ARPA,USA,GRANDI CARLO,FALCIASECCA,RAVAZZANI,SABRINA

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