Bertolt Brecht  : “Chi non conosce
la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un
delinquente”


Non mi piace
pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da
digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi
perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle
persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..


“ Non c’è niente di più profondo di ciò
che appare in  superficie “


Pino Ciampolillo

mercoledì, luglio 27, 2016

Isola Pulita: Fateci capire: il dottore Romeo Palma è avvocato? Può difendere la Regione?



Fateci capire: il dottore Romeo Palma è avvocato? Può difendere la Regione?



I Nuovi Vespri/3/Sul Titanic


Ieri il dottore Romeo Palma, dirigente generale dell’Ufficio Legislativo e Legale della Regione, convocato dalla Commissione Bilancio e Finanze del Parlamento siciliano, non si è presentato. Perché? Assenza politica o altro? Noi ci chiediamo: perché il dottore Palma non viene qualificato come avvocato? Vuoi vedere che non è avvocato? Non sarebbe il caso di chiarire come stanno le cose? E che dire di Vincenzo Vinciullo, presidente della Commissione Bilancio dell’Ars, che invece di difendere la dignità del Parlamento dell’Isola, si è bovinamente accontentato di audire la sostituta-incaricata di Palma?


Si dice che gli assenti hanno sempre torto. Ma è il caso di chiedersi: gli assenti hanno torto perché sono assenti o sono assenti perché hanno torto? Nel primo caso sarebbero vittime dei presenti, nel secondo caso sarebbero dei vigliacchi, o degli arroganti.

Analizziamo ora alla luce di questa riflessione l’assenza in Commissione parlamentare Bilancio e Finanze all’Assemblea regionale siciliana del dottor Romeo Palma, dirigente generale dell’Ufficio Legislativo e Legale della Presidenza  della Regione, convocato per riferire sulla trattativa (che brutta parola è diventata!) Crocetta-Renzi che ha portato al ‘Patto scellerato’ tra il Governo nazionale e il Governo regionale (qui potete leggere la nostra inchiesta in tre puntate sul già citato ‘Patto scellerato’ con il quale Roma ‘deruba’ e umilia la Regione siciliana).

Ma, prima, però, a proposito del titolo di dirigente generale attribuito al Palma, permetteteci un inciso. La legge che disciplina la dirigenza generale della Regione stabilisce che il dirigente generale preposto all’Ufficio Legislativo e Legale  assume la denominazione di Avvocato generale, com’è, per esempio, nell’Avvocatura dello Stato.

Perché mai il Palma non viene qualificato come avvocato? Vuoi vedere che non è avvocato?
E se così fosse, perché è il capo dell’Ufficio Legislativo e Legale? Con tanti avvocati che ci sono all’interno e all’esterno della Regione perché sarebbe stato nominato lui (che è pure un esterno)? Se così fosse, qualcuno dovrebbe darci contezza degli specialissimi meriti che Palma accamperebbe, specialissimi al punto da potere supplire ad una competenza essenziale, quella potere difendere la Regione in giudizio.
Voi lo nominereste come vostro difensore uno che non vi può rappresentare e difendere perché non ne ha i titoli e che manda i suoi sostituti? E volesse il cielo che, pur essendo dimezzato, il Palma non venisse pagato come se fosse nella pienezza del ruolo! Essere avvocato, avere un’abilitazione speciale non è un quid pluris rispetto alla laurea? Se alla qualifica di dirigente (= consigliere) dell’Ufficio si può accedere sole se in possesso della laurea in Giurisprudenza e dell’abilitazione alla professione di avvocato, perché il capo dell’’Ufficio (IL CAPO!) potrebbe essere un semplice laureato? Qualcuno può rispondere alle nostre domande, in nome della trasparenza, della legalità di cui si riempie la bocca  Crocetta?
Comunque va dato atto al Palma che, anche se fosse un poco handycappato sotto il profilo delle capacità giuridica di rappresentare la Regione, una sua autorevolezza ce l’ha. Ha fatto sapere al Presidente della Commissione Bilancio dell’Ars, Vincenzo Vinciullo, che lo aveva convocato, che non era disponibile, né ora, né mai e ha mandato un sostituto. Il tremebondo Vinciullo, forse preoccupato del nome Palma, che potrebbe avere ben altre corrispondenze, invece di censurarlo per mancanza di rispetto al Parlamento regionale, ne ha preso bovinamente atto, e si è accontentato di audire la sua incaricata. Oh tempora, o mores!
Torniamo però “al primo detto”: Che una persona così autorevole (qualche malopensante potrebbe dire ‘ntisa’) si possa considerare una vittima  è assai difficile. Allora, delle due l’una: non si è presentato perché era impresentabile, ma se lo poteva permettere (ecco l’arroganza) perché non aveva niente da dire (perché nessuno lo aveva informato di una cosa che per competenza dovrebbe passare  dalla sua valutazione); oppure sapeva e ha fatto finta di niente (è questa la tesi espressa dall’assessore regionale all’Economia, Alessandro Baccei, quando sostiene che il Palma era stato presente durante tutta la trattativa, ma che, come il convitato di pietra, non aveva mai aperto bocca).
E dunque vale anche qui l’alternativa posta dal professore Massimo Costa (che potete leggere qui): in ogni caso il Palma non ne uscirebbe bene.
Ma quella che ne esce sicuramente mazziata è la Regione siciliana, che sarebbe proprio in mano a nessuno. E quindi la Sicilia e, in generale, oltre 5 milioni di Siciliani, che di tanta nullaggine pelosa pagano ogni giorno le conseguenze.



Baccei tira in ballo Romeo Palma. Costa: “Affermazioni gravissime”



L’assessore-commissario, parlando in Commissione Bilancio dell’accordo truffa che contiene la seconda rinuncia ai contenziosi con lo Stato (soldi rubati ai Siciliani), allude al fatto che il dirigente generale dell’Ufficio Legislativo e Legale della Regione sia stato testimone dello scempio. In che senso si chiede il leader di Siciliani Liberi?
Stamattina, come vi abbiamo raccontato qui nel dettaglio, in Commissione Bilancio dell’Ars era atteso il dirigente generale dell’Ufficio Legale della Regione Romeo Palma, convocato su input del deputato del M5S, Sergio Tancredi. Tema: la seconda rinuncia ai contenziosi con lo Stato firmata da Crocetta nell’ambito dell’accordo Stato-Regione del 20 Giugno scorso. Soldi, non ci stancheremo mai di dirlo, sottratti ai Siciliani, ai Comuni, agli enti economici, sociali e culturali, ai cittadini di questa Regione i cui conti versano in condizioni pietose.
Sappiamo che Palma non si è presentato. Senza dubbio un’assenza sospetta, anche perché pare che non sarebbe stato disponibile né oggi, né sarebbe disponibile la prossima settimana (è molto impegnato il dottore Palma…).
Al suo posto si è presentata l’avvocato del suo ufficio, Beatrice Fiandaca, che ha detto espressamente:
“Non ci è stato chiesto nessun parere legale, né prima, né dopo l’accordo”. Il che è molto strano visto che si tratta di un accordo che ha effetti giuridici (oltre che batoste contabili) sulla Sicilia.
Ebbene, forse per tirare acqua al suo mulino, l’assessore Alessandro Baccei, non ha esitato a tirare in ballo Palma (“E’ sempre stato a Roma con noi quando abbiamo definito l’accordo con lo Stato”, ha detto Baccei parlando del dirigente generale dell’Ufficio Legislativo e Legale della Regione) e, come fa notare Massimo Costa, leader di Siciliani Liberi, si tratta di una affermazione ‘impegnativa’:
“Possibile – si chiede Costa – che il dirigente dell’Ufficio Legale della Regione abbia dato il suo assenso alla firma di un patto incostituzionale e palesemente dannoso per la Sicilia”?
“Se è così perché non ha il coraggio di dirlo ufficialmente? E come si sarebbe manifestato questo assenso, visto che un parere al suo ufficio non è mai stato chiesto?.  
“Non vorremmo – conclude il leader di Siciliani Liberi – che l’assessore Baccei abbia parlato a sproposito solo per tirare acqua al proprio mulino. In questo caso sarebbero affermazioni gravissime per le quali Palma non dovrebbe esitare a querelarlo. Se, invece, fosse vero, l’affermazione di Baccei sarebbe comunque grave, perché svelerebbe un comportamento anomalo di Palma”.



Sergio Tancredi: “Riconvocheremo il dottore Palma. E ci dovrà rispondere anche per iscritto”



Parla il deputato del Movimento 5 Stelle all’Ars, Sergio Tancredi. E’ lui, insieme con gli altri parlamentari del suo gruppo, che ha chiesto l’audizione in commissione Bilancio e Finanze di Sala d’Ercole del dirigente generale dell’Ufficio Legislativo e Legale della Regione siciliana, Romeo Palma, per parlare della rinuncia ai contenziosi Stato-Regione ai quali Crocetta, per la seconda volta, ha rinunciato. Palma ha disertato l’incontro. Adesso si stanno valutando tutte le possibili azion i giudiziarie da mettere in campo
Il Parlamento siciliano l’ha convocato. Ma stamattina Romeo Palma, dirigente generale dell’Ufficio Legislativo e Legale della Regione siciliana, ha ignorato la richiesta dei deputati dell’Ars. L’assenza di Palma è stata casuale, o è stata concordata con il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Giovanni Ardizzone, e, magari, con il presidente della commissione Bilancio e Finanze,Vincenzo Vinciullo? A questa domanda si potrà rispondere nelle prossime settimane, quando Palma verrà riconvocato: vedremo allora cosa succederà.
Comunque siano andate le cose, Sala d’Ercole, con quello che è avvenuto stamattina (che potete leggere qui), non ne esce bene. E non ne escono bene il Governo regionale e la maggioranza di centrosinistra.
L’argomento è noto: il presidente Rosario Crocetta, nel Giugno scorso, ha firmato un secondo ‘Patto scellerato’ con Renzi (il primo ‘Patto scellerato’ l’aveva firmato due anni fa). In base al nuovo ‘accordo’ il governatore della nostra Regione non solo ha appioppato nuove penalizzazioni ai Siciliani, ma ha rinunciato ad alcuni contenziosi finanziari in essere con lo Stato.
In pratica, il ‘Patto’ Renzi-Crocetta sembra molto sbilanciato in favore di Roma.
Dei contenziosi finanziari Stato-Regione, oggi, avrebbe dovuto parlare Romeo Palma. Ma, come già ricordato, non si è presentato. E ha inviato un suo sostituto.
Sull’incontro di stamattina abbiamo posto alcune domande al parlamentare dell’Ars del Movimento 5 Stelle, Sergio Tancredi. E stato questo gruppo parlamentare – e in particolare Tancredi – a chiedere l’audizione di Romeo Palma.
Allora, com’è andata oggi?
“A mio parere, l’assenza di Palma è stata un’enorme mancanza di rispetto verso il Parlamento siciliano, visto che è assolutamente impensabile che un dirigente apicale non si presenti a una convocazione e mandi un sostituto. Quindi possiamo affermare che già le premesse erano pessime, senza nulla togliere alla funzionaria che è intervenuta”.
Cos’ha detto la sostituta del dottore Palma?
“Ha fatto un breve riepilogo delle cose che sapevamo già. Ma una cosa importante è venuta fuori: il fatto che nessuno ha mai chiesto all’Ufficio Legale della Regione il parere sulle refluenze giuridiche e statutarie di questi accordi. In pratica, il Governo regionale non si è avvalso di alcun supporto prima di sottoscrivere i ‘patti’ con Roma. Come se io andassi in Tribunale a difendermi senza un avvocato. Una follia”.
A quanto pare nemmeno la presidenza dell’Ars e la presidenza della commissione Bilancio e Finanze si sono avvalse dell’Ufficio Legale della Regione…
“Nessuno ha consultato l’Ufficio Legislativo e Legale della Regione. Nessuno gli ha chiesto un parere. In pratica, ci siamo fidati della versione fornita dall’assessore all’Economia, Alessandro Baccei”.
Insomma, ha fatto tutto l’uomo di Renzi in Sicilia?
“Praticamente sì. Ad oggi non vi è un documento a firma del responsabile dell’Ufficio Legale della Regione siciliana”.
Ma alla fine Baccei, oggi, che ha detto? 
“Baccei, in maniera abbastanza arrogante, ha dichiarato di averci comunicato quali è quanti erano i contenziosi. Ma lui è componente politica. Noi abbiamo chiesto l’audizione del dottore Palma. E, magari, un documento ufficiale a firma del dottore Palma. Ricordo che la separazione delle funzioni tra politica e burocrazia è regolamentata nella nostra Regione dalla legge n. 10 del 2000. Insomma, la politica può anche soprassedere su certi aspetti, la burocrazia, no”.
Avete chiesto una relazione scritta all’Ufficio Legislativo e Legale della Regione?
“La chiederemo direttamente al dottore Palma. Ci dovrà rispondere anche per iscritto. Detto questo, lo riconvocheremo. Questa incredibile storia non finisce certo qui”.
Avete pensato a possibili risvolti costituzionali, amministrativi e anche di altra natura giudiziaria?
“A nostro avviso, viste le refluenze economica di questa vicenda, dovrebbe intervenire la Corte dei Conti, soprattutto alla luce della mancanza del parere legale degli uffici. La politica non può agire senza un supporto giuridico puntuale. Altrimenti possiamo dire che tutto è possibile per il Governo, anche rinunciare al futuro dei siciliani. Se le cose stanno così, ebbene, si dimostrerebbe che il  Parlamento siciliano non serve sostanzialmente a nulla. A questo punto chiudiamolo”.
Corte dei Conti a parte, possibile che non si possa fare qualcosa nell’interesse di oltre 5 milioni di Siciliani?
“Stiamo valutando, come gruppo parlamentare di Sala d’Ercole, in accordo con i parlamentari nazionali, cosa è possibile fare. Una cosa la posso assicurare: se sarà possibile percorrere una o più strade per accertare irregolarità, o anche fatti più gravi, le percorreremo. Non lasceremo nulla di intentato”.
State valutando un atto politico forte nel Parlamento siciliano: per esempio, la richiesta di dimissioni per il presidente Ardizzone e per il presidente della commissione Bilancio e Finanze, Vinciullo? Questi due personaggi sono stati estremamente scorretti.
“Il tono dimesso e assolutamente inadeguato con il quale si è affrontata questa audizione e tutto il contesto relativo agli accordi meriterebbero una posizione di questo tipo… Ma credo che anche se lo chiedessimo non accadrebbe nulla. Ormai come atteggiamento istituzionale siamo ben oltre la decenza”.
Sarebbe comunque un atto forte. I due verrebbero comunque sputtanati. Fino ad oggi, benché tra i responsabili di quanto è avvenuto, Ardizzone e Vinciullo sono rimasti nascosti…
“Ormai siamo all’applicazione pratica della teoria del muro di gomma: qualsiasi appunto viene mosso a questi personaggi torna indietro di rimbalzo. Qualcuno dice che stanno lavorando per noi. Questo mi fa pensare e dire che hanno assolutamente presente la consapevolezza di stare lasciando solo macerie. Ricordano le truppe che, sconfitte , indietreggiano avvelenando i pozzi. Questo sta accadendo alla nostra Regione…”.

Accordo truffa/ Ufficio legale della Regione: “Non ci hanno chiesto un parere”

Che sia una truffa vergognosa lo si deduce anche dal fatto che Crocetta e Baccei non hanno chiesto un parere all’Ufficio legale della Regione come conferma una sua esponente audita in Comissione al posto di Romeo Palma che non si è presentato…
La truffa diventa sempre più truffa.  Stamattina, in Commissione Bilancio e Finanze dell’Ars era prevista l’audizione di Romeo Palma, dirigente generale dell’Ufficio Legale e Legislativo della Regione siciliana, convocato su richiesta di Sergio Tancredi, parlamentare del Movimento 5 Stelle. Tema: i contenziosi finanziari Stato-Regione ai quali il ‘nostro’ presidente della Regione, Rosario Crocetta, ha rinunciato, per la seconda volta in due anni, a nome di oltre 5 milioni di Siciliani che non gliel’hanno mai chiesto.
Palma non si è presentato.
Il presidente dell’organismo parlamentare, Vincenzo Vinciullo, ha comunicato che “era impossibilitato e che probabilmente lo sarà anche la settimana prossima”. Al suo posto, quindi ha introdotto l’avvocato Beatrice Fiandaca dello stesso ufficio di Palma:
Tancredi ha protestato: “La presenza di Palma sarebbe stata necessaria visto che si parla di effetti giuridici sulla Sicilia in seguito ad un accordo con lo Stato”.  Poi comunque, ha dato la parola all’avvocato che ha rivelato particolari inquietanti.
Innanzitutto il parlamentare del M5S le ha domandato se il Presidente Crocetta avesse mai chiesto una relazione preliminare all’ufficio legale prima di firmare le rinunce ai contenziosi:
“Nel 2014 la questione è diversa perché con l’accordo il Presidente della Regione rinunciava agli effetti delle sentenza favorevoli della Corte Costituzionale fino al 2016”.
Ora viene il bello:
“Quello attuale è diverso perché si tratta di una intesa – firmata il 20 giugno scorso- che impegna il Governo in base ad una nota dell’assessore Baccei del 2016 di cui non conosciamo i contenuti. Comunque, per quello che noi sappiamo – ha continuato l’avvocato Fiandaca- l’articolo 10 subordina la Regione a rinunciare a tutti i contenziosi promossi prima del dicembre 2015. La rinuncia si effettua con l’autorizzazione della giunta. Allo stato abbiamo solo il mandato di predisporre gli atti da sottoporre alla giunta in modo che possa vagliare l’opportunità di concedere l’autorizzazione. Non ci è stato richiesto un parere legale. Noi agiamo solo se il parere ci viene richiesto”.
Avete capito? Hanno rinunciato a svariati miliardi di euro che spettavano ai Siciliani- e stravolto le prerogative statutarie (che hanno valenza costituzionale) – con una legge ordinaria e senza parere degli uffici competenti.
Incredibile, ma vero!!
“E’ molto grave che l’ufficio non venga interpellato sugli effetti giuridici di un accordo. Di una gravità inaudita” ha commentato Tancredi. Che anche chiesto all’avvocato Fiandaca se la Corte dei Conti può dire la sua nel merito, visto che si tratta di pesantissimi effetti contabili sulla Sicilia:
“Penso di sì. L’accordo è del 2016 quindi l’anno prossimo, nel giudizio di parifica, dovrebbe farlo. Non vedo perché no” ha risposto. 
Il deputato del Movimento 5 Stelle ha comunque rilanciato l’invito a Romeo Palma: “Voglio sentire la sua opinione sugli effetti giuridici senza nulla togliere alla competenza della dottoressa Fiandaca”.
A tirare giù nella mischia Romeo Palma ha pensato l’assessore all’Economia, Alessandro Baccei, anche lui in Commissione: “E’ sempre stato con noi quando abbiamo discusso di questi accordi”.
Mal comune, mezzo gaudio? Forse, ma non dinnanzi alla magistratura competente.  
AGGIORNAMENTO

Sergio Tancredi: “Riconvocheremo il dottore Palma. E ci dovrà rispondere anche per iscritto”

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