Bertolt Brecht  : “Chi non conosce
la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un
delinquente”


Non mi piace
pensare che esiste l’ingiustizia della legge, non mi piace perché è dura da
digerire, mi rendo conto che spesso e volentieri si perde traccia degli eventi
perché non sono più sensazionali e solo grazie alla diretta conoscenza delle
persone coinvolte verrai a sapere che quella storia non è finita così. Ma…………..


“ Non c’è niente di più profondo di ciò
che appare in  superficie “


Pino Ciampolillo

domenica, maggio 27, 2018

San Martino le Scale, distruggevano bare per fare spazio (a pagamento) a delle nuove sepolture VD FT Tutti gli orrori della banda del cimitero di San Martino delle Scale (FOTO) (VIDEO) CIMITERO DEGLI ORRORI A SAN MARTINO, UNA RACCOLTA FIRME PER CHIEDERE CHIAREZZA ALLA MAGISTRATURA di Silvia Iacono e Marcella Chirchio

San Martino le Scale, distruggevano bare per fare spazio (a pagamento) a delle nuove sepolture VD FT

Tutti gli orrori della banda del cimitero di San Martino delle Scale (FOTO) (VIDEO) 




 Il cimitero di San Martino le Scale era diventato il luogo dell’illegalità dominato da una organizzazione che, di fatto, si era sostituita abusivamente ai benedettini nella gestione delle sepolture, dei loculi e delle cappelle.
Una banda criminale che è stata però sgominata nella notte dai carabinieri che hanno eseguito provvedimenti cautelari (quattro arresti ed un divieto di dimora a Monreale). L’ordinanza è stata firmata dal gip Tribunale di Palermo su richiesta della Procura del capoluogo siciliano. Tutti sono accusati a vario titolo di avere fatto parte di associazione per delinquere, truffa, falsità in atti pubblici commesse da privati, falsità in certificazioni, violazione di sepolcro, vilipendio delle tombe, vilipendio di cadavere, occultamento di cadavere, distruzione, soppressione e sottrazione di cadavere.
In manette sono finiti Giovanni Messina, 70 anni di Palermo, Salvatore Messina, 38 anni di Palermo, Salvatore Messine, 24 anni di Palermo, Antonino Campanella, 33 anni di Palermo e Erminio Morbini, 74 anni di Monreale. Nell’inchiesta ci sono altre persone indagate. (QUI LE FOTO DEGLI ARRESTATI)
L’inchiesta dei Carabinieri di Monreale ha permesso di ricostruire come il cimitero di San Martino delle Scale, di proprietà della locale Abbazia Benedettina, fosse gestito in modo illegale allo scopo di incassare ingenti profitti dalla compravendita di sepolture.
L’indagine è partita dopo alcune denunce e ha portato alla luce una organizzazione criminale che, nel corso degli ultimi anni, si era di fatto sostituita abusivamente ai benedettini nella gestione del cimitero, dando vita ad un vero e proprio mercimonio di loculi e tombe facendo sì che il cimitero ormai saturo da anni, aveva invece perenne disponibilità di tombe grazie alla creazione illegale di spazi. Venivano infatti predisposti contratti di acquisto, cessione o rinnovo della concessione dei loculi e delle tombe gentilizie, all’occorrenza falsificati, e comunque del tutto illegali grazie alla falsificazione di atti pubblici e certificati amministrativi; venivano individuate di tombe e loculi occupati da salme da potere spostare senza correre il rischio che parenti e prossimi congiunti ne rivendicassero la titolarità; veniva disattivato il servizio di Video-sorveglianza installato dal parroco prima di effettuare qualsiasi intervento, in modo da eludere qualsiasi forma di eventuale registrazione o semplice monitoraggio di attività criminose; c’era anche la materiale violazione delle tombe, dei sepolcri e dei loculi già occupati per liberarli svuotandoli del tutto o ampliandone la capienza con nuove costruzioni completamente abusive per fare spazio a nuove salme; c’era la sistematica attività illecita di estumulazione occultamento e soppressione e distruzione di cadavere e di bare con salme ancora al loro interno, in totale violazione della normativa, in assenza delle necessarie autorizzazioni amministrative e senza la partecipazione del coordinatore sanitario; c’erano spostamenti non autorizzati in altri loculi, attraverso l’occultamento di bare rimosse dalle loro legittime sedi per trasportarle sempre all’interno del cimitero in altri loculi o in luoghi non visibili ai visitatori del cimitero; c’era lo smaltimento illecito dei rifiuti cimiteriali e di resti umani (parti di scheletro) che invece di essere posti all’interno di uno specifico ossario venivano letteralmente gettati in intercapedini ricavate con costruzioni abusive per poi essere coperte da materiale cementizio al fine di non lasciarne traccia; c’era la percezione indebita delle somme di danaro versate per l’acquisto e il rinnovo dei diritti sui loculi e sulle tombe, sotto forma di donazioni volontarie trattenute senza titolo giuridico regolativo dei rapporti con l’abbazia; c’era la truffa ai danni dei congiunti dei “cari estinti” sepolti inducendoli in errore sul corretto funzionamento del sistema di “Luci Votive”, fraudolentemente modificato con un temporizzatore per lucrare sulla differenza della somma incassata dai ratei annuali per il predetto servizio e la minor somma effettivamente versata all’Enel; ci sono stare minacce esplicite nei confronti di chi si recasse al cimitero chiedendo informazioni e rassicurazioni circa i luoghi di sepoltura dei propri cari e minacce di fare perdere la disponibilità di alcuni loculi trasferendo le salme altrove in mancanza del pagamento del denaro per il rinnovo delle concessioni.
Durate le indagini è emerso che sono state moltissime le persone che, non trovando una sistemazione per i propri cari estinti - soprattutto nei cimiteri palermitani che vivono uno stato di emergenza continua - si siano rivolti a loro per un posto all’interno del camposanto di San Martino delle Scale (che è saturo da più di 20 anni). A fronte di un pagamento di 5 mila euro e potendo far leva sullo stato di necessità di quelle famiglie, disposte a pagare cifre consistenti pur di garantire una degna sepoltura ai propri defunti, veniva sempre assicurata un’immissione nelle varie sepolture, dopo aver ricavato nuovi spazi attraverso numerose e sistematiche violazioni di sepolcro, con estumulazioni del tutto illegittime. Alcune aree del cimitero di San Martino delle Scale sono state poste sotto sequestro.

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Nel cimitero dei Benedettini di san Martino delle Scale una banda si era impossessata della gestione subentrando abusivamente ai monaci. Dalle attività investigative svolte dai Carabinieri è stato possibile accertare, secondo l’accusa,  l’esistenza di un sistema criminale di gestione dei servizi cimiteriali ad esclusivo fine di lucro con un modus procedendi, stabile e radicato che si sviluppava attraverso una serie di pratiche illecite e , in alcuni casi, veramente orrorifiche. Alla banda vengono  
contestate ben dodici condotte illecite:

1) Predisposizione della pratica di sepoltura attraverso la creazione di contratti di acquisto, cessione o rinnovo della concessione dei loculi e delle tombe gentilizie, all’occorrenza falsificati, ed in ogni caso conclusi senza titolo da un falso procuratore, privo di qualsiasi potere di rappresentanza dell’ente ecclesiastico proprietario;
2) La falsificazione di atti pubblici e certificati amministrativi;
3) L’individuazione di tombe e loculi occupati da salme da potere spostare senza correre il rischio che parenti e prossimi congiunti ne rivendicassero la titolarità;
4) Disattivazione del servizio di Video-sorveglianza installato dal parroco pro tempore prima di effettuare qualsiasi intervento, in modo da eludere qualsiasi forma di eventuale registrazione o semplice monitoraggio di attività criminose;
5) Materiale violazione delle tombe, sepolcri e loculi già occupati al fine di liberarli svuotandoli del tutto o ampliandone la capienza mediante nuove costruzioni completamente abusive per fare spazio a nuove salme;
6) Sistematica attività illecita di estumulazione occultamento e soppressione e distruzione di cadavere e di bare con salme ancora al loro interno, in totale violazione della normativa vigente, in assenza delle necessarie autorizzazioni amministrative e senza la partecipazione del coordinatore sanitario;
7) Spostamenti non autorizzati in altri loculi, attraverso l’occultamento di bare rimosse dalle loro legittime sedi per trasportarle sempre all’interno del cimitero in altri loculi o in luoghi non visibili ai visitatori del cimitero;
8) Smaltimento illecito dei rifiuti cimiteriali e di resti umani decomposti ( parti di scheletro) che invece di essere posti all’interno di uno specifico ossario ( assente per altro nel cimitero di San Martino delle Scale) vengono letteralmente gettati in intercapedini ricavate con costruzioni abusive per poi essere coperte da materiale cementizio al fine di non lasciarne traccia;
9) Richiesta e percezione indebita delle somme di danaro versate per l’acquisto e il rinnovo di dei diritti sui loculi e sulle tombe, sotto forma di donazioni volontarie trattenute in assenza di qualsiasi titolo giuridico regolativo dei rapporti con l’abbazia;
10) Truffa ai danni dei prossimi congiunti dei “cari estinti” ivi sepolti inducendoli in errore sul corretto funzionamento del sistema di “Luci Votive”, fraudolentemente modificato con un temporizzatore per lucrare sulla differenza della somma incassata dai ratei annuali per il predetto servizio e la minor somma effettivamente versata all’ENEL quale costo per il predetto servizio di fornitura di energia elettrica;
11) Minacce esplicite nei confronti di chi si recasse presso il cimitero chiedendo informazioni e rassicurazioni circa gli effettivi luoghi di sepoltura dei propri cari estinti;
12) Minacce di fare perdere la disponibilità di alcuni loculi trasferendo le salme altrove in mancanza del pagamento del denaro per il rinnovo delle concessioni che stabiliva lo stesso M. sine titulo e senza alcun parametro, di natura contrattuale o regolamentare di riferimento;
In particolare, durante le indagini, è emerso che sono state moltissime le persone che, non trovando una sistemazione per i propri cari estinti -soprattutto nei cimiteri palermitani che vivono uno stato di emergenza continua – si sono rivolti a loro per un posto all’interno del camposanto di San Martino delle Scale (che è saturo da più di 20 anni).
A fronte di un pagamento di 5.000,00 circa e potendo far leva sullo stato di necessità di quelle famiglie, disposte a pagare cifre consistenti pur di garantire una degna sepoltura ai propri defunti, veniva sempre assicurata un’immissione nelle varie sepolture, dopo aver ricavato nuovi spazi attraverso numerose e sistematiche violazioni di sepolcro, prodromiche a estumulazioni del tutto illegittime.

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CIMITERO DEGLI ORRORI A SAN MARTINO, UNA RACCOLTA FIRME PER CHIEDERE CHIAREZZA ALLA MAGISTRATURA 

di Silvia Iacono e Marcella Chirchio






Sdegno, amarezza ma anche tanta voglia di sapere che fine hanno fatto le salme di propri cari seppellite nel cimitero di San Martino della Scale. Dopo l’operazione dei carabinieri “Cimitero degli orrori” che ha portato alla luce una grande truffa da parte delle famiglia Messina che avrebbe violato le tombe, i sepolcri e i loculi nel cimitero di San Martino delle Scale.
Gli indagati avrebbero liberato posti  già occupati svuotandoli del tutto o ampliandone la capienza mediante nuove costruzioni completamente abusive per fare spazio a nuove salme. Le salme o i loro resti sarebbero stati gettati in intercapedini ricavate con costruzioni abusive, che poi sarebbero state coperte da materiale cementizio per non lasciarne traccia. Intanto associazioni di attivisti e cittadini stanno organizzando una raccolta di firme per formare un fronte compatto per le future azioni legali.
“La situazione è gravissima, come si può vedere dai filmati e dalle fotografie. C’è rabbia tra le persone che vengono al cimitero da Palermo e da San Martino delle Scale. La gente cerca le fotografie dei loro cari e le vede  le foto spostate. Noi ci stiamo organizzando per dare voce ai tanti cittadini e per dare solidarietà alle vittime di questa mega truffa- il consigliere della IV circoscrizione di Palermo e attivista a San Martino delle Scale, Antonio Abbonato - Siamo a disposizione come attivisti del territorio per dire che San Martino non è solo il cimitero degli orrori ma San Martino è una zona bella e speriamo che presto possa ritornare nelle cronache per le bellezze ambientali del territorio”.
“Noi attivisti ci stiamo attivando per dire alle persone che la vicenda della truffa attuata nel cimitero di San Martino delle Scale è nelle mani della magistratura e ai carabinieri, che stanno svolgendo delle indagini- spiega Gianni Abruzzo ai microfoni del gds.it  - Noi temiamo che i tempi tecnici saranno lunghi perciò chiediamo alla magistratura di dire realmente di quanti posti sono realmente le due fosse comuni e quante persone sono in queste fosse. Noi chiediamo che vengano riesaminate le bare dei nostri cari per capire se realmente ci sono i nostri parenti”.
Tante le persone sono accorse al cimitero di San Martino delle Scale per capire se i loro cari sono ancora sepolti dove li avevano lasciati. Tanto lo sdegno e l’amarezza: “Noi veniamo a piangere i nostri cari e non sappiamo se veramente siano ancora qui in questo cimitero e speriamo di trovarli qui – spiega una signora intervistata da Gds.it –  È veramente atroce pensare che degli esseri umani abbiamo fatto con raziocinio possa arrivare a tanto. Queste persone hanno fatto quello che hanno voluto pur di guadagnare denaro. Noi veniamo in questo cimitero e troviamo un subbuglio, pur avendo speso cifre paurose”, precisa un’altra cittadina rammaricata e sdegnata.
ALONGI, BOLOGNA, BRUNO FRANCO, CIMITERO, DAVI ROSARIA, GIAMBRUNO, LI MUTI, LOCULI, MANNINO, MINAFRA, ORDINANZE, PACI ROCCO, Peloso, RANDAZZO, RAPPA ING ROCCO, REQUISIZIONE LOCULI, RISO GIOVANNA, VENTIMIGLIA LUCIA, San Martino le Scale, distruggevano bare per fare spazio (a pagamento) a delle nuove sepolture VD FT Tutti gli orrori della banda del cimitero di San Martino delle Scale (FOTO) (VIDEO) CIMITERO DEGLI ORRORI A SAN MARTINO, UNA RACCOLTA FIRME PER CHIEDERE CHIAREZZA ALLA MAGISTRATURA di Silvia Iacono e Marcella Chirchio

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